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Lo smartphone fa bene, così aiuta il cervello: le 7 azioni quotidiane 'consigliate'

(Adnkronos) - Gli smartphone sono i grandi protagonisti del nostro tempo, e potrebbero migliorare la vita quotidiana delle persone, ma vanno utilizzati nel modo giusto. La tecnologia può fornire un aiuto fondamentale a svolgere anche la più semplice delle mansioni quotidiane, ma "può anche peggiorare l'umore, anche nelle persone sane, a seconda di ciò per cui la si utilizza", ha spiegato Jon Elhai, Distinguished University Professor alla University of Toledo, in Ohio, dove studia la psicologia digitale, al Washington Post. 

Secondo un sondaggio YouGov del 2025, la maggior parte degli adulti sotto i 45 anni ha affermato di voler trascorrere meno tempo davanti agli schermi. Inoltre, molte app popolari, come TikTok, sono progettate per catturare la nostra attenzione più a lungo di quanto vorremmo. E gran parte di quel tempo, alla fine, potrebbe non essere poi così piacevole. 

Per creare abitudini più sane utilizzando lo smartphone, "devi conoscere te stesso", ha affermato Joseph Bayer, professore associato alla School of Communication della Ohio State University, dove studia le abitudini legate agli smartphone e ai social media,"devi sapere quali sono i tuoi obiettivi come persona e quali sono i tuoi obiettivi quando utilizzi il telefono". Perché non sempre le due cose combaciano. Esistono inoltre molti modi per ridurre il tempo trascorso utilizzando lo smartphone, ma, senza bisogno di attuare misure drastiche, si può cambiare il modo in cui lo utilizza.  

 

Il Washington Post ha quindi redatto una vera e propria lista di utilizzi 'sani' dello smartphone, che potrebbero far bene alla salute, in primis mentale, del fruitore indipendentemente dal tempo di utilizzo dello schermo: 

1. Giocare a un gioco online  

Il coinvolgimento cognitivo fa bene al cervello e alcuni videogiochi d'azione dal ritmo frenetico, come Call of Duty o Fortnite, hanno dimostrato di poter migliorare le capacità cognitive. Anche giochi come cruciverba e giochi da tavolo sono stati associati agli stessi benefici cognitivi. Il tutto si può fare attraverso lo smartphone, che in alcuni casi permette di giocare a turni asincroni, consentendo quindi di fare una mossa nei momenti liberi, senza rimanere necessariamente incollati allo schermo. 

2. Leggere e-Book o giornali online  

Rilassarsi con un buon libro, una rivista o un giornale fa bene al cervello ed è stato associato a una maggiore longevità e a un più lento declino delle capacità cognitive. Sugli smartphone esistono molteplici app, anche gratuite, che permettono di accedere a e-Book, ovvero libri digitali, audiolibri o riviste e giornali. 

3. Trovare una comunità online dedicata al tuo hobby preferito  

Gli smartphone possono regalare ogni informazioni possibile riguardo i propri hobby, e mettere in contatto persone che coltivano gli stessi attraverso vere e proprie comunità online. La ricerca scientifica ha evidenziato che gli hobby sono associati a una migliore salute mentale e che dedicarsi ad attività creative, tra cui musica, danza e arte, è collegato a un rallentamento dell'invecchiamento cerebrale. Importante quindi trovare una community online associata ai propri interessi. 

4. Provare un'app per la mindfulness  

La ricerca ha dimostrato che gli esercizi di mindfulness, una forma di meditazione, possono essere efficaci quanto i farmaci contro l'ansia nel ridurre le sensazioni di ansia e stress. Questo può avvenire anche in brevi sessioni di meditazione, che possono aiutare le persone a raggiungere uno stato di "rilassata vigilanza". E ogni smartphone offre la possibilità di trovare all'interno dei propri store app dedicate. 

Gli esercizi possono portare anche a un utilizzo più consapevole del telefono. Le persone che sono maggiormente consapevoli di come utilizzano lo smartphone e di quando è il momento di metterlo da parte sono più protette da un uso problematico "rispetto alle persone che continuano semplicemente a scorrere lo schermo senza pensarci, invece di farlo in modo consapevole", ha spiegato Elhai. 

5. Imparare una nuova lingua  

Imparare un'altra lingua è un ottimo modo per stimolare il cervello. Le ricerche hanno evidenziato che parlare più lingue è associato a una diagnosi più tardiva della demenza e che il cervello delle persone che parlano due o tre lingue appare circa sei anni più giovane rispetto a quello di chi ne parla soltanto una. Gli smartphone permettono di portare le lezioni di lingua praticamente ovunque. 

"Non è possibile trascorrere tutto il tempo parlando di persona con qualcuno nella lingua che si sta imparando", spiega Elhai, "ma se si ha del tempo a disposizione sul telefono, può essere utile". 

6. Scrivere per cosa si è grati  

Riconoscere le cose positive della propria vita fa bene e le ricerche dimostrano che una maggiore gratitudine è associata a minori livelli di solitudine. Invece di scorrere il feed dei social media, si possono utilizzare "app progettate per tenere un diario e indicare ogni giorno ciò per cui si è grati, cercando di contribuire a mantenere un atteggiamento ottimista", ha suggerito Elhai. 

Ma non è nemmeno necessario scaricare un'app specifica: anche la semplice applicazione per prendere appunti, le note, già presente sul telefono può diventare uno spazio in cui segnare pensieri, emozioni e ricordi della propria giornata. 

7. Mandare un messaggio, chiama requalcuno o condividere un meme divertente  

Tendiamo a essere più felici quando siamo fisicamente insieme ad altre persone e la ricerca dimostra che quasi qualsiasi attività può essere più piacevole se condivisa con gli amici. Ma socializzare attraverso il telefono, tramite messaggi, social media o anche con una semplice telefonata vecchio stile, potrebbe essere la cosa più vicina a un incontro di persona. 

Connettersi con gli altri, che rappresentava del resto l'obiettivo originario dei telefoni, potrebbe essere il modo più gratificante di utilizzare uno smartphone: "Quando le persone utilizzano il telefono per attività non sociali, per esempio ascoltando musica o guardando film, nel breve periodo può essere piacevole", afferma Elhai. "ma non è piacevole quanto utilizzarlo per interagire con altre persone". 

Le ricerche dimostrano inoltre che le persone tendono a sottovalutare quanto possa essere gratificante contattare qualcun altro, per entrambe le parti, anche quando lo si fa senza una ragione particolare. Utilizzare il telefono può quindi diventare un'opportunità per riallacciare i rapporti con qualcuno o semplicemente per coltivarli e passare del tempo in compagnia, seppur virtuale.  

25 ago 2026

Un giocatore su 4 rischia lesioni al cervello, lo studio sul football NFL e l'allarme

(Adnkronos) - Un giocatore di football su 4 finisce per accusare lesioni al cervello. E' il dato che, a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione della National Football League, viene diffuso dal New York Times sulla base di nuove ricerche. I riflettori si accendono soprattutto sulla CTE, l'Encefalopatia Traumatica Cronica che da circa 20 anni viene studiata e collegata ai traumi alla testa. La malattia neurodegenerativa ha colpito centinaia di ex giocatori, come hanno evidenziato gli esami condotti dopo i decessi. La domanda che il NYT si pone ora, a 10 giorni dal kickoff della regular season, è: "Quanti giocatori NFL finiranno per avere la CTE?". Almeno un atleta su 4 è destinato a sviluppare l'Encefalopatia Traumatica Cronica, come evidenzia uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su centinaia di casi nell'arco di 6 anni. Gli scienziati hanno esaminato la morte di ogni ex giocatore deceduto tra il 2016 e il 2021. I casi considerati sono stati 878: alcuni soggetti avevano tra i 20 e i 30 anni, alcuni erano over 80. 

La maggior parte si collocava nell'ampia fascia intermedia. Almeno 215 ex giocatori su 878 erano affetti da CTE: il 24,5%. Il dato potrebbe essere ancor più elevato perché 643 cervelli non sono stati esaminati post-mortem. Se lo studio venisse applicato ai giocatori attualmente in attività - 1696 nei roster delle 32 squadre - la diagnosi di CTE potrebbe riguardare in teoria almeno 400 individui, senza considerare il 'serbatoio' supplementare di 500 giocatori che si allenano nelle practice squad o che sono esclusi dai roster per infortunio. La CTE non è associata esclusivamente al football americano. Tracce della malattia sono state evidenziate anche nei cervelli di giocatori di hockey, rugby e calcio, così come in quelli di wrestler o atleti del bob. Tutte queste discipline hanno in comune i rischi, di grado diverso, legati ai colpi che gli atleti possono subire alla testa. 

25 ago 2026

Elezioni Usa, Corte Suprema sblocca la stretta sul voto per posta voluta da Trump

(Adnkronos) - Donald Trump ha ottenuto una prima vittoria dalla Corte Suprema nella sua battaglia per limitare il voto per posta nelle prossime elezioni di midterm. La maggioranza conservatrice della Corte, con l'opposizione delle tre giudici liberal, ha infatti revocato l'ordinanza con cui un giudice federale del Massachusetts ha accolto lo scorso giugno il ricorso degli Stati a guida democratica bloccando l'entrata in vigore l'ordine esecutivo con cui è stato vietato al servizio postale Usa di inviare le schede elettorale a elettori che non figurano nelle liste di cittadini americani create dal governo federale.  

La creazione di queste liste appare in contrasto con il tradizionale controllo degli Stati del processo elettorale ma viene giustificata da Trump con le ripetute accuse, non sostenute da fatti, riguardo al fatto che immigrati senza cittadinanza avrebbero votato in massa nelle ultime elezioni, determinando la sua sconfitta elettorale nel 2020. Nella sentenza la maggioranza conservatrice non è entrata nel merito della legalità dell'ordine di Trump, limitandosi ad affermare che il giudice federale non aveva l'autorità di bloccarlo prima che venissero applicate dall'Us Post Service le nuove regole per il voto per posta.  

"Se le misure finali del Postal Service recheranno danni agli Stati allora potranno fare ricorso", conclude la sentenza dei giudici conservatori che è stata definita "un incubo kafkiano" dalla giudice liberal Ketanji Brown Jackson destinato a "immettere caos non necessario" nel processo elettorale. "La decisione di oggi non affronta la questionse se i tentativi del presidente di interferire sulla gestione degli Stati delle elezioni del novembre 2026 siano legali", sottolineano le altre due giudici liberal, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.  

La Casa Bianca ha lodato la decisione della Corte in favore delle "misure di buon senso", contenute nell'ordine esecutivo: "Questa amministrazione continuerà ad applicare nel rispetto della legge l'agenda elettorale del presidente Trump che comprende la sicurezza delle nostre elezioni", ha detto la portavoce Lauren Bis. Immediata la replica degli Stati a guida democratica che promettono di continuare la battaglia legale contro il tentativo di Trump di limitare il voto per posta, tradizionalmente favorevole ai democratici. "Questa decisione è una dolorosa sconfitta, ma non sarà l'ultima parola", ha detto l'attorney general di New York, Letitia James.  

"Dopo la sentenza della Corte Suprema, la California farà di nuovo causa per bloccare l'attacco di Trump al voto per posta", ha scritto su X il governatore dem Gavin Newsom, assicurando che "tutti gli elettori riceveranno la scheda per posta nel nostro Stato e noi continueremo a combattere". I giudici conservatori hanno comunque sottolineato nella loro sentenza che con questa hanno solo voluto indicato che il blocco del giudice federale era prematuro, arrivato prima ancora che il governo federale applicasse l'ordine di Trump, ed affermato che "le misure che verranno adottate per applicarlo saranno necessariamente legali, su questo punto - concludono - solo il tempo potrà dirlo".  

Quindi si lascia la porta aperta per un successivo intervento, su possibili restrizioni contenute nel regolamenti con cui il servizio postale applicherà l'ordine di Trump. E professore di diritto di Ucla Richard Hasen, a capo del progetto per la salvaguardia della democrazia, si dice convinto, parlando con il Washington Post, che, dopo questa sentenza "ristretta e tecnica", la questione ritornerà presto alla Corte Suprema. A questo si sarà ancora più a ridosso delle elezioni, con il rischio che una sentenza definitiva in favore dell'ordine esecutivo di Trump possa creare ancora più incertezza sul voto.  

25 ago 2026

Leao resta al Milan? L'Aston Villa frena, per il portoghese spunta il Tottenham

(Adnkronos) - "Dio sta guidando tutto". Così Rafael Leao sui social. L'attaccante del Milan, da settimane al centro di insistenti voci di mercato, ha lanciato un nuovo (ed enigmatico) messaggio sul suo futuro in una storia su Instagram. Via, così, alle interpretazioni da parte dei tifosi rossoneri e non solo. Il numero 10, da settimane con la valigia pronta, è in attesa della sua nuova destinazione. Una certezza, però, c’è: entro il 1° settembre, quando si chiuderà la finestra estiva del mercato, il quadro sul futuro del portoghese dovrà essere definito.  

Nelle ultime ore, l’ipotesi Aston Villa aveva iniziato a prendere corpo. La Premier League, del resto, è uno dei pochi campionati che il portoghese avrebbe davvero preso in considerazione, insieme alla Liga. Insomma, i presupposti ci sarebbero stati ma - come riporta la Gazzetta dello Sport - la situazione si è raffreddata nelle ultime ore e il nodo principale è economico. L’Aston Villa avrebbe le risorse necessarie per affrontare l’operazione, ma non sarebbe disposto a spingersi fino alla cifra richiesta dal Milan, ritenuta troppo elevata.  

A pesare sulla trattativa ci sarebbe poi anche l’ingaggio del giocatore, altro elemento che rende l’operazione complessa. E così lo scenario potrebbe tornare a essere quello già delineato nei giorni scorsi: il Galatasaray rimane l’unica società pronta a soddisfare le richieste economiche di Leao, anche se il club turco dovrebbe ritoccare verso l’alto la propria offerta al Milan. 

Sul fronte inglese, intanto, si registra anche un primo sondaggio del Tottenham. Con la chiusura del mercato ormai vicina, ogni scenario resta ancora possibile. 

25 ago 2026

Meteo, il caldo non molla il Sud Italia. Le previsioni di Guidi: "Ancora picchi oltre i 40 gradi, nessuna attenuazione"

(Adnkronos) - "Prima o poi queste ondate di calore termineranno, la stagione sta progredendo e quindi è inevitabile, ma è anche vero che nell'orizzonte che noi definiamo di media scadenza, 5 o 7 giorni, in realtà tutta questa attenuazione del caldo, almeno per il Sud, non ci sarà. Dalla metà di questa settimana in poi, quindi fino alla fine della settimana andiamo incontro ancora a temperature molto alte sulle regioni meridionali: 38, 40, 41 gradi e anche picchi superiori. Le ondate di calore, quindi, permangono nel medio termine e ci potrebbe essere una parziale attenuazione, ma non una cessazione propriamente detta". Così all'Adnkronos il meteorologo colonello Guido Guidi, dell'Aeronautica militare. "Le onde di calore durante la stagione estiva sono una caratteristica dell'area Mediterranea, - spiega il col. Guidi - che nel corso degli ultimi decenni hanno aumentato di intensità e frequenza".  

"Andiamo verso la fine dell'estate meteorologica che è il 31 agosto e l'estate astronomica finisce con l'Equinozio, tra il 20 e il 23 settembre, - ha spiegato ancora il colonnello - quindi con la quantità di radiazione solare che arriva, la stagione progredisce e inevitabilmente farà sempre meno caldo. Possiamo, comunque, dire che il caldo di questi giorni per le regioni meridionali e in parte per quelle centrali, ancorché con le stesse temperature, è diverso però dal caldo precedente, perché la situazione delle onde di calore che abbiamo avuto in precedenza era più generalizzata e statica. Mentre con la circolazione atmosferica di fine estate le regioni settentrionali sono fuori, e le perturbazioni arrivano a innescare il caldo particolarmente al sud".  

"L'origine delle onde di calore? E' presumibilmente ascrivibile all'aumento della temperatura media globale superficiale, cioè al global warming, ma la dinamica con cui poi questo incide in modo da far aumentare la frequenza di occorrenza e l'intensità delle onde, è un pò più difficile da comprendere. - conclude l'ufficiale - Sulle cause del riscaldamento globlale è inutile intervenire sappiamo esserci una compomente, significativa di contributo antropico, può essere maggiore o minore rispetto altri aspetti, ma c'è e contribuisce all'aumento delle temperatura media superficiale del pianeta".  

 

 

25 ago 2026

Trapianti, a Milano doppio di polmoni e sostituzione valvola mitralica in un unico intervento

(Adnkronos) - “Per la prima volta in Italia un unico intervento, durato oltre dieci ore, ha permesso in un paziente di 66 anni di trapiantare entrambi i polmoni e di sostituire la valvola mitralica”. Così, il Policlinico di Milano, in una nota, informa “dell’eccezionale operazione eseguita dalle équipe di Cardiochirurgia, Chirurgia toracica e Trapianti di polmone con l’Anestesia e terapia intensiva adulti. Un intervento combinato di altissima complessità su un paziente proveniente da fuori Regione, affetto da una grave patologia polmonare associata a insufficienza severa della valvola mitralica, già precedentemente trattata in altro centro”. L’équipe, per prima cosa, ha provveduto alla sostituzione chirurgica della valvola mitralica, eseguita a cuore fermo e in circolazione extracorporea e, dopo aver fatto ripartire il cuore, si è proceduto al trapianto di entrambi i polmoni. Oggi il paziente sta bene ed è stato dimesso a casa, precisa l’ospedale. 

“Ci siamo trovati di fronte a una situazione nella quale le due patologie si condizionavano a vicenda: il paziente non poteva essere sottoposto al trapianto senza aver prima risolto il problema della valvola mitralica, ma le sue condizioni polmonari rendevano estremamente rischioso affrontare separatamente l’intervento cardiaco”, spiega Lorenzo Rosso, che ha guidato il team durante il lungo intervento e che è specialista della Chirurgia toracica e trapianti di Polmone diretta da Mario Nosotti. “Abbiamo quindi deciso di unire le 2 procedure in un’unica operazione. È stata di eccezionale complessità ma resa possibile dalla stretta collaborazione tra cardiochirurghi, chirurghi toracici e anestesisti. Il decorso post-operatorio è stato positivo: il paziente è stato dimesso in ottime condizioni. È un risultato particolarmente importante - osserva - anche perché, per pazienti con condizioni cliniche di questo tipo, in molti centri il trapianto non rappresenta un’opzione concretamente percorribile”. 

“Il paziente – chiarisce Guido Gelpi, del team di Cardiochirurgia diretto da Stefano Carugo - era già stato precedentemente sottoposto in un altro centro, a correzione dell’insufficienza valvolare mitralica per via transcatetere, non potendo effettuare un intervento chirurgico. Dopo un anno, l’insufficienza della valvola mitrale era tornata severa, per questo motivo non vi era altra possibilità che l’intervento combinato su cuore e polmoni, così complesso ed eseguito con tecniche mini-invasive per l’accesso non convenzionale. La precisa pianificazione preoperatoria ha permesso una efficace gestione dei tempi chirurgici e dei ruoli delle figure professionali fondamentali al buon esito dell’intervento”. 

Il 66enne - ricostruisce la nota - era stato inserito in lista d’attesa per il trapianto polmonare e, al momento della disponibilità degli organi, aveva la priorità sulla base dei criteri clinici previsti. Il donatore si trovava in Lombardia e l’intervento è stato quindi organizzato coordinando in tempi molto stretti tutte le professionalità necessarie. La presenza nello stesso ospedale di competenze altamente specialistiche in ambito cardiochirurgico, toracico, trapiantologico e anestesiologico ha consentito di pianificare e portare a termine una procedura che richiedeva una gestione multidisciplinare in ogni sua fase. 

“Questo intervento rappresenta un risultato straordinario per il Policlinico di Milano e dimostra cosa significhi poter mettere a disposizione dei pazienti competenze diverse e di altissimo livello all’interno di un unico grande ospedale – sottolinea Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano – Di fronte a un caso per il quale le possibilità terapeutiche erano estremamente limitate, i nostri operatori hanno costruito insieme una soluzione innovativa e mai realizzata in Italia. È questa capacità di fare squadra, unendo assistenza, esperienza e altissima specializzazione, che permette a un ospedale pubblico come il nostro di affrontare le sfide cliniche più complesse e di offrire una possibilità di cura anche a pazienti provenienti da altre Regioni”. 

L’intervento si inserisce nella lunga tradizione del Policlinico nella trapiantologia polmonare, iniziata oltre quarant’anni fa e segnata da numerosi primati. “Proprio qui - precisa la nota - sono state sperimentate e introdotte procedure che hanno contribuito all’evoluzione di questa disciplina in Italia, fino alle più recenti tecnologie per il ricondizionamento degli organi. Un percorso che ha reso l’ospedale milanese un centro di riferimento per i trapianti polmonari e per la gestione dei casi a più elevata complessità”. L’intervento “conferma il ruolo del Policlinico di Milano come centro di riferimento per la chirurgia e la trapiantologia ad alta complessità - rimarca Stocco - Un risultato reso possibile non da una singola procedura, ma dall’integrazione di professionalità e competenze differenti, chiamate a intervenire contemporaneamente su un paziente per il quale cuore e polmoni non potevano essere trattati separatamente”. 

25 ago 2026

Carburanti, domani Cdm per proroga misure. Fonti di Palazzo Chigi: "Al lavoro per tutela fasce di reddito più deboli"

(Adnkronos) - Sui prezzi dei carburanti e possibili misure di sostegno si è svolta oggi, martedì 25 agosto, una riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani, Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.  

Secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi, domani è previsto un nuovo Consiglio dei ministri, che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al governo di lavorare a un intervento più mirato per "tutelare le fasce più deboli". Quella in scadenza domani, relativa allo sconto sul diesel, precisano, non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari. 

L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo. 

"Ci stiamo confrontando e, come abbiamo già fatto in questi mesi così difficili, continueremo a far sì nelle prossime settimane che si riduca l’impatto su famiglie, lavoratori e soprattutto sull’inflazione” ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del Meeting di Rimini. “Siamo fiduciosi sulla tenuta del nostro sistema paese, che sta sorprendendo gli osservatori internazionali”, ha sottolineato Urso. 

"Faremo domani un consiglio dei ministri, in cui, intanto, prorogheremo lo sconto diesel" ha detto il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini. "Poi stiamo ragionando più a lungo termine, occorrono dei soldi ovviamente e i soldi vanno chiesti laddove ci sono”. Proroga che sarà “di alcuni giorni, fino a settembre immagino. Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso”, ha spiegato il ministro. 

 

Il governo aveva prorogato fino a domani, mercoledì 26 agosto, lo sconto di 17 cent sul gasolio, attivando le accise mobili finanziate dall’extragettito Iva. La misura era arrivata, dopo giorni di pressioni dalle associazioni dei consumatori. L'Unc aveva denunciato aumenti lampo. La proroga evita solo in parte la stangata, ma non risolve il caro-carburanti in vista dei rientri dalle ferie. 

 

Agenti Fnaarc, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio, aderente a Confcommercio, riconosce lo sforzo fatto dal governo per attenuare il caro carburante in una fase, segnata da tensioni e incertezze internazionali, ma chiede interventi strutturali ed efficaci in grado di attenuare la volatilità dei mercati nel lungo periodo. "Dopo quasi un mese di applicazione, il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio viene prorogato per altri due giorni, il 25 e 26 agosto, con un impatto finanziario di 20,8 milioni di euro" si legge in una nota di Agenti Fnaarc. “Comprendiamo che l’andamento dei mercati internazionali renda difficile prevedere l’evoluzione dei prezzi - dichiara Alberto Petranzan, presidente nazionale Agenti Fnaarc - ma non possiamo vivere di proroghe. Abbiamo bisogno di certezze e quindi di correttivi strutturali e adeguati per compensare le importanti oscillazioni dei carburanti”. 

 

"Alla vigilia del controesodo estivo, per milioni di automobilisti e famiglie al rientro dalle vacanze si prospetta un salasso insostenibile" si legge in una nota dell'Adoc. "I prezzi di benzina e gasolio continuano a correre, superando i livelli record, registrati nel 2022 e minacciando di toccare la soglia dei 2,3 euro al litro, uno scenario destinato a peggiorare drasticamente. Che fine hanno fatto le promesse dell'attuale esecutivo che, prima di insediarsi in Parlamento, chiedeva a gran voce l'azzeramento totale delle accise? Di fronte a una situazione straordinaria servono decisioni straordinarie e coraggiose". "Noi lo chiedevamo prima e continuiamo a chiederlo oggi rinnovando con forza le nostre richieste per arginare l'emergenza. Serve una proroga immediata e un potenziamento del taglio delle accise avviando allo stesso tempo un trasferimento immediato delle accise sui carburanti nella fiscalità generale. Inoltre, bisogna ridurre l'Iva al 5%, equiparando benzina e gasolio all'aliquota già prevista per il metano per autotrazione e sono necessari sostegni diretti per le famiglie a basso reddito e più vulnerabili. Per poter finanziare ciò, bisogna attingere dalla tassazione degli extraprofitti realizzati dalle grandi compagnie energetiche e petrolifere, seguendo la strada finalmente intrapresa da diversi governi europei", avverte. 

"Solo con interventi strutturali e immediati su tasse e imposte sarà possibile dare respiro a famiglie e imprese, già messe a dura prova dai rincari e attese da un autunno e un inverno che si preannunciano tra i più gravosi degli ultimi anni sul fronte dei costi energetici", conclude. 

 

"La proroga dello sconto sulle accise del gasolio non basta" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Sarebbe un pannicello caldo, sia perché significherebbe confermare i prezzi monstre di oggi, oltre 2,2 euro in autostrada, condannando gli italiani a una stangata per l'ultimo controesodo di agosto, 1,80 euro in più a pieno rispetto al viaggio di andata del primo weekend di agosto, 2,20 nelle strade normali, sia perché non si interverrebbe sulla benzina che è a un soffio dai 2,1 euro in autostrada". 

"Ancora peggiore l'idea di concentrare le misure solo chi ha più bisogno, soprattutto perché significa non considerare l'effetto che il caro carburanti ha sull'inflazione, il vero problema economico, spirale evitabile solo abbassando i prezzi dei carburanti per tutti" conclude Dona. 

 

"No a sconti mirati, bonus o social card riservati solo ad alcune fasce di reddito: qualsiasi nuova misura del governo contro il caro-carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti" afferma il Codacons, criticando l’orientamento dell’esecutivo verso aiuti, concentrati esclusivamente sulle fasce di reddito più bisognose. 

Una scelta che per il Codacons "sarebbe profondamente sbagliata: limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa e lascerebbe milioni di automobilisti completamente esposti ai rincari. Il risultato sarebbe quello di scaricare ancora una volta il peso del caro-carburanti sul ceto medio, troppo 'ricco' per accedere agli aiuti, ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze l’aumento continuo dei costi per gli spostamenti". "Il governo non commetta l’errore di trasformare l’emergenza carburanti nell’ennesima lotteria dei bonus. Social card e sconti legati all’Isee non fanno scendere benzina e gasolio e lasciano fuori milioni di famiglie del ceto medio, che finirebbero per pagare integralmente il conto dei rincari. Servono misure universali: quando i prezzi esplodono, lo Stato deve intervenire per tutti gli automobilisti, finanziando gli interventi anche attraverso chi da quelle stesse fiammate dei prezzi ricava maggiori profitti", conclude il Codacons. 

 

"Il continuo aumento dei carburanti rischia di mettere in ginocchio agricoltura e pesca, due comparti essenziali per l’economia nazionale e per l’approvvigionamento alimentare delle famiglie italiane" dichiara Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi. "È necessario bloccare immediatamente il prezzo del gasolio destinato alle attività produttive e introdurre misure straordinarie di compensazione". Lo dichiara Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi. "Costi così elevati – prosegue Sciotto – si trasferiscono inevitabilmente sull’intera filiera agroalimentare, dalla produzione al trasporto, determinando nuovi rincari dei generi di prima necessità. Se non si interviene subito, un numero crescente di famiglie avrà enormi difficoltà a mettere un pasto dignitoso in tavola". 

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