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Lavoro, AI e competenze del futuro: Torino capitale mondiale della formazione con ETF

(Adnkronos) - Le competenze come motore della crescita economica, strumento di inclusione sociale e fattore strategico per la competitività dell'Europa. Ma anche come risorsa per affrontare le trasformazioni tecnologiche, accompagnare le migrazioni e contribuire alla ricostruzione dei Paesi colpiti dalle guerre. Sono questi alcuni dei grandi temi al centro del Torino Global Skills Summit 2026, l'appuntamento internazionale promosso dalla European Training Foundation (ETF), l'agenzia dell'Unione europea con sede a Torino, in programma dal 23 al 25 novembre alle OGR, le Officine Grandi Riparazioni del capoluogo piemontese. 

Per tre giorni Torino riunirà rappresentanti delle istituzioni europee, ministri e responsabili delle politiche del lavoro e dell'istruzione, organizzazioni internazionali, imprese, istituzioni finanziarie, università, esperti e giovani provenienti dall'Unione europea e dai Paesi partner dell'ETF, dai Balcani occidentali all'Europa orientale, dal Mediterraneo all'Asia centrale e all'Africa. 

L'obiettivo è mettere al centro del dibattito internazionale una delle questioni decisive per il futuro economico e sociale dell'Europa: come formare le persone per professioni che cambiano sempre più rapidamente e come evitare che la carenza di competenze diventi un ostacolo alla crescita, all'innovazione e alla coesione sociale. 

Il Summit si inserisce nel quadro della strategia europea Union of Skills, lanciata dalla Commissione nel marzo 2025 per rafforzare la qualità dell'istruzione, migliorare la formazione professionale, promuovere l'apprendimento permanente e rendere più facile il riconoscimento delle qualifiche e delle competenze tra i diversi Paesi. L'iniziativa fa inoltre parte delle attività della European Skills and VET Week, dedicate alla valorizzazione delle competenze e della formazione professionale. 

Il punto di partenza è una contraddizione che interessa molte economie avanzate: mentre una parte della popolazione fatica a trovare lavoro, numerose aziende non riescono a reperire i profili professionali necessari. L'accelerazione dell'innovazione tecnologica, l'invecchiamento demografico e la transizione energetica stanno modificando la domanda di lavoro più velocemente di quanto i tradizionali sistemi di istruzione e formazione riescano ad adattarsi. 

Il programma si articolerà attorno a tre percorsi principali, Skills for People, Skills for Business e Skills for Society, pensati per esaminare il ruolo delle competenze da prospettive differenti ma strettamente collegate. 

Il primo, dedicato alle persone, affronterà il tema dell'accesso alla formazione durante l'intero arco della vita, superando l'idea che l'apprendimento sia concentrato esclusivamente negli anni della scuola e dell'università. Una particolare attenzione sarà riservata alle opportunità di riqualificazione professionale, alla possibilità di acquisire nuove competenze durante la carriera e alle politiche per favorire l'occupazione dei giovani, delle donne e delle persone con disabilità. 

Un capitolo specifico riguarderà la mobilità internazionale dei lavoratori e il riconoscimento delle qualifiche professionali, con particolare riferimento al Mediterraneo. Il tema è quello della cosiddetta portabilità delle competenze: rendere confrontabili e riconoscibili conoscenze ed esperienze maturate in Paesi diversi, facilitando i percorsi di formazione, l'inserimento nel mercato del lavoro e la mobilità professionale. Una questione che coinvolge le politiche migratorie, le relazioni tra Europa e Paesi vicini e la capacità delle imprese di accedere a personale qualificato. 

Il secondo percorso, Skills for Business, sarà dedicato al rapporto tra capitale umano, competitività e innovazione. Al centro delle discussioni ci saranno le esigenze delle piccole e medie imprese, la costruzione di ecosistemi capaci di favorire l'imprenditorialità, la disponibilità di professionalità adeguate nei settori strategici e il contributo della formazione alla transizione verde. 

Una parte rilevante del confronto sarà riservata all'intelligenza artificiale e alle trasformazioni sistemiche che questa tecnologia sta producendo nel mondo del lavoro. Non soltanto la necessità di preparare nuove figure professionali, ma anche quella di aggiornare le competenze di chi già lavora e di adeguare scuole, università, istituzioni e sistemi di formazione a cambiamenti sempre più rapidi. 

Il programma prenderà inoltre in esame il ruolo degli investimenti pubblici e privati nello sviluppo del capitale umano, con il coinvolgimento di istituzioni finanziarie internazionali. La questione è come rendere la formazione una componente delle strategie di investimento e sviluppo economico, soprattutto nei settori nei quali la carenza di personale qualificato rischia di rallentare progetti industriali e infrastrutturali. 

La terza direttrice, Skills for Society, allargherà la prospettiva alla dimensione sociale e geopolitica delle competenze. I lavori affronteranno il contributo dell'istruzione alla coesione delle comunità, al funzionamento delle istituzioni, alla partecipazione democratica e alla capacità delle società di affrontare crisi e trasformazioni. 

Tra i temi più significativi figura quello delle competenze per la pace, la ricostruzione e le transizioni giuste, con particolare attenzione alle società segnate dai conflitti. La ricostruzione, infatti, non riguarda soltanto edifici, infrastrutture e attività produttive, ma anche la capacità di ricostituire il capitale umano, riattivare i sistemi educativi e offrire prospettive di lavoro alle nuove generazioni. Il dibattito coinvolgerà anche le esperienze dell'Ucraina e dei Paesi del Mediterraneo e dei Balcani. 

Accanto alle sessioni principali, il Summit prevede iniziative dedicate ad alcune delle sfide emergenti dell'istruzione e della formazione. 

Una delle discussioni riguarderà il pensiero critico nell'era dell'intelligenza artificiale e l'educazione ai media, in un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione di contenuti generati artificialmente, dalla disinformazione e dalla difficoltà di distinguere le fonti attendibili. Un tema che collega direttamente le politiche educative alla qualità del dibattito pubblico e alla tenuta delle società democratiche. 

Altri incontri approfondiranno il rapporto tra innovazione e competenze di base, il coinvolgimento dei giovani nei processi di riforma dell'istruzione e il ruolo della diplomazia scientifica e della cooperazione internazionale nella diffusione delle conoscenze. 

L'attenzione sarà rivolta anche alla formazione professionale come strumento di sviluppo nei Paesi partner dell'Unione europea, alle nuove opportunità offerte dalle collaborazioni tra università, imprese e istituzioni e alla necessità di costruire sistemi educativi capaci di rispondere tanto ai bisogni delle economie locali quanto alle trasformazioni del mercato globale. 

A promuovere il Summit è la European Training Foundation, un'agenzia specializzata dell'Unione europea che opera a Torino dal 1994 e si occupa dello sviluppo del capitale umano, in particolare nei Paesi che si trovano ai confini dell'Ue o sono coinvolti nelle politiche europee di vicinato, allargamento e cooperazione internazionale. 

L'ETF sostiene governi e istituzioni nella modernizzazione dei sistemi di istruzione e formazione professionale, nel miglioramento delle politiche per l'occupazione e nella costruzione di collegamenti più efficaci tra scuola, università e mondo produttivo. 

Il suo lavoro comprende analisi comparative, raccolta di dati, consulenza alle istituzioni pubbliche, scambio di buone pratiche e sostegno ai processi di riforma. Nel corso di oltre trent'anni di attività, l'agenzia ha accompagnato lo sviluppo dei sistemi di formazione in più di quaranta Paesi partner, contribuendo a rafforzare le relazioni tra l'Unione europea e i territori vicini. 

In questa prospettiva, le competenze non sono considerate soltanto uno strumento per migliorare l'occupabilità individuale, ma anche una componente delle politiche europee di sviluppo, stabilità economica e cooperazione internazionale. 

Dal 2023 l'agenzia è diretta da Pilvi Torsti, esperta finlandese di politiche educative con una lunga esperienza tra istituzioni, università e società civile. 

Laureata e dottore di ricerca in scienze sociali, Torsti ha ricoperto incarichi di segretario di Stato in Finlandia nei ministeri dell'Istruzione e della Cultura, del Lavoro e dell'Economia e dei Trasporti e delle Comunicazioni. Tra il 2017 e il 2019 è stata membro del Parlamento finlandese, occupandosi anche di istruzione e politiche per il futuro. 

Parallelamente all'attività istituzionale, ha sviluppato una carriera accademica presso l'Università di Helsinki e promosso iniziative educative internazionali, tra cui la fondazione di HEI Schools e il contributo alla nascita dello United World College di Mostar, in Bosnia-Erzegovina, un progetto educativo sviluppato nel contesto della ricostruzione postbellica. 

La sua esperienza riflette una delle linee guida dell'ETF: considerare l'istruzione come uno strumento non soltanto di sviluppo economico, ma anche di mobilità sociale, cooperazione tra Paesi e ricostruzione delle comunità. 

Il Torino Global Skills Summit si aprirà il 23 novembre con eventi collaterali dedicati, tra gli altri temi, all'innovazione educativa, al pensiero critico e alla diplomazia delle competenze. Il programma centrale entrerà nel vivo il 24 novembre con le sessioni istituzionali e proseguirà il 25 con i confronti sulle partnership internazionali, sulla formazione permanente, sull'intelligenza artificiale e sulle prospettive globali dell'istruzione. 

La città di Torino avrà un ruolo che va oltre quello di sede della manifestazione. Gli organizzatori intendono valorizzarla come un Living Lab, un laboratorio nel quale mostrare come la collaborazione tra amministrazioni locali, imprese, università, organizzazioni formative e comunità possa favorire innovazione, inclusione e crescita. 

Accanto ai dibattiti è previsto anche #MadeWithSkills Exchange, uno spazio di scambio pratico nel quale organizzazioni, professionisti e partecipanti potranno condividere e insegnare competenze concrete attraverso brevi esperienze formative. Un modo per tradurre in attività e dimostrazioni il principio secondo cui le competenze si sviluppano anche attraverso lo scambio diretto di conoscenze ed esperienze. 

Il programma comprende inoltre il coinvolgimento di giovani provenienti dai Paesi partner, iniziative per l'apprendimento permanente, occasioni di confronto con le istituzioni finanziarie internazionali e la consegna degli ETF Green Skills Awards, dedicati alla valorizzazione di esperienze legate alle competenze per la transizione verde. 

Il Summit rappresenta il momento conclusivo di un percorso di confronto internazionale sviluppato durante il 2026 attraverso incontri preparatori, ricerche e campagne di sensibilizzazione. L'ambizione degli organizzatori è proseguire oltre l'appuntamento torinese, trasformando il confronto tra istituzioni, imprese e mondo della formazione in collaborazioni e iniziative concrete. 

La partecipazione al Torino Global Skills Summit è prevalentemente su invito, mentre sono previste anche alcune iniziative aperte al pubblico. Le informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale della European Training Foundation. 

4 nov 2026

Prato, malori in Rsa: sette anziani ricoverati in ospedale, morto ospite di 90 anni

(Adnkronos) - Sette anziani ospiti della Residenza sanitaria assistenziale Casa Serena a Prato, in via Chiarugi, nella frazione di Mezzana, sono stati trasferiti in ospedale nella mattinata di oggi a seguito di una serie di malori riconducibili a un problema gastrointestinale. I pazienti hanno manifestato episodi di vomito e diarrea, facendo ipotizzare inizialmente una possibile intossicazione alimentare. L’origine dei disturbi, tuttavia, resta ancora da chiarire. 

I primi casi si sono verificati nel corso della notte, quando alcuni ospiti della struttura hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria e sono stati accompagnati in ospedale. Nelle ore successive la situazione ha richiesto ulteriori interventi: altri quattro anziani sono stati trasferiti al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano, con il supporto della Pubblica Assistenza. Tutti i pazienti sono stati sottoposti agli accertamenti del caso e trattenuti in osservazione. Secondo le prime informazioni, nessuno di loro si troverebbe in condizioni gravi. 

Nella stessa giornata si è verificato anche il decesso di un ospite della Rsa, un uomo di 90 anni, morto all’interno della struttura a causa di un arresto cardiaco. Al momento non risultano elementi che consentano di collegare la morte dell’anziano agli episodi di malessere registrati tra gli altri residenti. Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Ufficio igiene dell’Azienda sanitaria, impegnati a ricostruire quanto accaduto e a individuare l’eventuale origine dei disturbi che hanno interessato gli ospiti della residenza. Saranno gli approfondimenti sanitari a chiarire se si sia trattato di un’intossicazione alimentare o di un’altra forma di infezione gastrointestinale. 

4 nov 2026

Acqua, Casini (Aubac): "Indietro su infrastrutture, dati a base pianificazione"

4 nov 2026

Prodotti assorbenti, ecodesign per un riciclo più efficiente

(Adnkronos) - In Italia la raccolta dedicata dei prodotti assorbenti per la persona coinvolge quasi 18 milioni di cittadini, mentre il Pnrr ha finanziato la realizzazione di 11 nuovi impianti di trattamento con investimenti superiori a 109 milioni di euro. Oggi la vera sfida consiste nel consolidare una filiera industriale duratura in grado di far funzionare il sistema nel tempo, connettendo la capacità tecnologica di riciclo con la domanda di mercato per le materie prime recuperate. Il tema è stato al centro della tavola rotonda 'Prodotti assorbenti per la persona: chiudere il cerchio', organizzata da Legambiente nell'ambito di Ecomondo 2026, che ha visto il confronto tra la stessa associazione ambientalista, Essity, azienda del settore dell’igiene e della salute, i-Foria, realtà tecnologica italiana, RetiAmbiente, il gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti urbani per l'Ambito Territoriale Ottimale Toscana Costa, e l’intervento del capo Segreteria del viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Alberto Mattesco. 

In questa occasione, Essity ha presentato i risultati preliminari di uno studio condotto insieme a i-Foria sul riciclo dei propri presidi per l'incontinenza Tena Pants presso l'impianto dimostrativo di Spresiano (Treviso). La ricerca ha analizzato come le caratteristiche strutturali dei prodotti influenzino la resa dei processi di recupero industriale, confrontando i Tena Pants con un benchmark aggregato di mercato. 

I test mostrano che la composizione del prodotto gioca un ruolo chiave nel rendere più efficiente il processo di riciclo: Minore impatto energetico (il minor contenuto di polimero superassorbente (Sap) nella frazione assorbente recuperata a seguito del processo di riciclo - pari al 24,9% contro il 32,3% del benchmark - permette di trattenere meno umidità residua); Risparmio energetico ed emissioni (questo assetto comporta una riduzione stimata di circa il 12% dell'energia richiesta nella fase di essiccazione (fase che incide per circa il 60% sul fabbisogno totale del processo) e un calo del 7% delle emissioni climalteranti associate). I dati confermano come la progettazione all'origine - ecodesign - sia un tassello fondamentale per ottimizzare i consumi degli impianti e garantire nuova materia prima secondaria di qualità. 

"Negli ultimi anni il settore ha compiuto passi importanti nell’innovazione tecnologica e negli impianti per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona. Oggi si apre una nuova fase, in cui ogni attore della filiera può fare la sua parte. Come produttori abbiamo un ruolo attivo lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione fino al suo fine vita, e vogliamo conoscere sempre meglio come i nostri prodotti si comportano nei processi di recupero in quanto la sostenibilità dei prodotti dovrà essere valutata in futuro anche rispetto alle loro performance nell’ambito del processo di riciclo", ha dichiarato Massimo Minaudo, Country Manager Italia e Senior Business Director Ibit di Essity. 

"L'Italia dispone oggi di competenze, tecnologie e di un quadro normativo che la collocano tra le esperienze più avanzate in Europa nel riciclo dei prodotti assorbenti per la persona, trasformando uno dei rifiuti più complessi in risorsa. La vera sfida ora è fare in modo che gli investimenti avviati generino filiere industriali durature, capaci di trasformare un flusso di rifiuti complesso in una risorsa e in nuove opportunità per il Paese - ha sottolineato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - È proprio questo il significato più concreto della transizione ecologica: costruire modelli industriali in grado di coniugare benefici ambientali, innovazione e sviluppo economico". 

Per Marcello Somma, Ceo di i-Foria, "questi risultati dimostrano che la circolarità non dipende soltanto da impianti di riciclo più efficienti, ma anche da prodotti progettati per essere riciclati meglio. La loro composizione può influenzare concretamente le prestazioni dei processi industriali, i consumi energetici e la qualità dei materiali recuperati. La collaborazione con Essity dimostra quanto sia importante integrare innovazione tecnologica e capacità industriale per sviluppare una filiera realmente circolare, trasformando il fine vita dei prodotti in una fonte di materie prime seconde, nuove applicazioni industriali e opportunità di crescita economica e sostenibilità ambientale". Alberto Mattesco, capo della Segreteria del viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nel suo intervento ha dato rassicurazioni sull’orizzonte temporale per la realizzazione degli impianti di riciclo dei prodotti assorbenti Pnrr, sottolineando come i progetti che abbiano raggiunto una buona maturità verranno sicuramente portati a termine nel corso del 2027 e del 2028. 

4 nov 2026

Buzzella (Federchimica): "Pesano caro energia e tsunami normativo da Bruxelles"

4 nov 2026

A Bergamo il Festival dell'impresa, 200 imprenditori a confronto sulle sfide perla crescita

(Adnkronos) - Come possono continuare a crescere le imprese italiane in un mondo segnato dalle tensioni geopolitiche, dal costo dell'energia, dalla crisi demografica e dalle trasformazioni tecnologiche? E quali cambiamenti devono affrontare gli imprenditori per restare competitivi, conquistare nuovi mercati e aumentare la produttività? Sono le domande al centro del Festival dell'Impresa, che si apre venerdì 6 novembre a Bergamo e proseguirà fino a domenica 8, trasformando per tre giorni la città in un luogo di confronto tra imprenditori, economisti, rappresentanti delle istituzioni, manager e studiosi. Il Festival riunirà 400 relatori, tra cui 200 imprenditori di piccole, medie e grandi aziende, protagonisti di oltre 100 incontri. Un programma che accanto ai grandi dibattiti sull'economia italiana ed europea darà ampio spazio alle esperienze concrete delle imprese: dalle strategie di internazionalizzazione alle acquisizioni, dall'organizzazione dei processi alla gestione delle persone, dall'innovazione tecnologica al passaggio generazionale. Il filo conduttore dell'edizione 2026 è «Crescere nonostante»: una riflessione sulle condizioni che permettono alle imprese di continuare a svilupparsi anche in uno scenario caratterizzato da incertezza e profondi cambiamenti. La giornata inaugurale prenderà il via venerdì 6 novembre alle 10, nella Sala Sestini della Camera di Commercio di Bergamo, con i saluti di Filiberto Zovico, fondatore e direttore di ItalyPost, e Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio di Bergamo. 

Ad aprire i contenuti del Festival sarà Ferdinando Giugliano, direttore dell'Ispi, con una relazione dedicata alle sfide geopolitiche per le imprese italiane. Il confronto tra Stati Uniti e Cina, le nuove politiche commerciali, la ridefinizione delle catene globali di fornitura e le tensioni internazionali hanno reso la geopolitica una componente sempre più importante delle decisioni industriali. Seguirà il confronto «Crescere nonostante», con quattro protagonisti del sistema industriale italiano: Enrico Carraro, presidente di Carraro Group; Giuseppe Librandi, presidente e amministratore delegato di C.O.I.M.; Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Group e Confindustria Lombardia; Matteo Zanetti, vicepresidente di Zanetti Spa e presidente di Confindustria Bergamo. Al centro le scelte che consentono alle imprese di investire, affrontare nuovi mercati e consolidare la propria competitività anche quando il contesto economico diventa più difficile.  

La mattinata si concluderà con un'intervista a Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro, dedicata al rapporto tra crisi demografica e sviluppo economico: dalla carenza di lavoratori alle competenze necessarie per sostenere la crescita, fino alle conseguenze dell'invecchiamento della popolazione sul sistema produttivo italiano.Dal pomeriggio di venerdì gli incontri si distribuiranno in numerose sedi cittadine, affrontando problemi che riguardano direttamente la vita delle imprese. Particolare attenzione sarà dedicata all'organizzazione aziendale e alla produttività: come strutturare i processi, introdurre nuove competenze manageriali, migliorare le operations e accompagnare la crescita senza perdere efficienza e flessibilità. Altri confronti saranno dedicati alle strategie di internazionalizzazione, ai rischi dei mercati globali, al ricambio generazionale e ai rapporti tra proprietà familiare e management.  

 

Tra i grandi appuntamenti economici di venerdì, Francesco Giavazzi e Nicola Rossi si confronteranno sul tema «Il debito non è mai buono», mentre Andrea Montanino, Francesco Profumo e Alessandra Lanza discuteranno del ruolo della ricerca e della tecnologia nello sviluppo dell'Italia. L'energia sarà al centro del dibattito «Elettrificazione e indipendenza energetica: un binomio possibile», con imprenditori del settore e rappresentanti del Parlamento europeo. Una questione cruciale per la competitività industriale, in un Paese nel quale il costo dell'energia continua a rappresentare uno dei principali problemi per molte aziende manifatturiere. Nel tardo pomeriggio, Emma Marcegaglia, presidente di Marcegaglia Holding, dialogherà con Ferruccio de Bortoli sul tema «L'Italia resterà un Paese industriale?». Un interrogativo che attraversa l'intera manifestazione e riguarda il futuro della manifattura italiana nel contesto della competizione internazionale. 

Uno degli elementi caratterizzanti del Festival è la centralità delle esperienze imprenditoriali. Non soltanto testimonianze delle grandi aziende, ma anche confronti tra imprese di dimensioni diverse, impegnate ad affrontare problemi analoghi: crescere dimensionalmente, conquistare nuovi mercati, migliorare la produttività, sviluppare nuovi prodotti e attrarre competenze. Tra gli appuntamenti di venerdì anche quello dedicato alle 1.000 imprese Best Performer di Bergamo, un'occasione per mettere a confronto i risultati economici delle aziende del territorio e le strategie di chi ha saputo distinguersi per crescita e solidità. Il programma proseguirà sabato 7 novembre con nuovi incontri dedicati all'industria, alla globalizzazione, al rapporto tra imprese e istituzioni, all'intelligenza artificiale, alla robotica e ai grandi cambiamenti economici e sociali.  

Il Festival allargherà lo sguardo anche oltre i temi strettamente industriali, con incontri dedicati ai grandi problemi della società contemporanea e alla cultura d'impresa. Venerdì sera, alle 21, il sociologo Frank Furedi sarà protagonista dell'incontro 'Paura, rischio, libertà', mentre Amalia Ercoli Finzi, tra le più autorevoli studiose italiane di ingegneria aerospaziale, affronterà il tema 'Prepararsi al futuro oltre la Terra'. Sabato sera il confronto tra Giuliano Noci e Giuseppe Sarcina, 'Chi vincerà tra Usa e Cina?', porterà al centro il rapporto tra le due grandi potenze e le conseguenze per gli equilibri economici internazionali. Uno spazio importante sarà dedicato anche al Premio Letteratura d'Impresa, con gli incontri che coinvolgeranno gli autori finalisti delle sezioni narrativa e saggistica. Un percorso che mette in relazione la cultura, il lavoro e la capacità di raccontare il mondo delle aziende. Il Festival si concluderà domenica 8 novembre, dalle 10 alle 13, al Kilometro Rosso, con un appuntamento dedicato all'industria italiana e alle sue prospettive. La mattinata sarà aperta dalla relazione di Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, seguita dal confronto «L'industria che resiste», al quale parteciperanno, tra gli altri, Michela Conterno, amministratrice delegata di Lati; Daniele Lago, presidente di Lago; Marco Nocivelli, amministratore delegato di Epta; e Federico Visentin, presidente di Mevis e Cuoa business school. Un ulteriore confronto sarà dedicato alla crisi dell'automotive e alle nuove opportunità industriali, con la partecipazione di Roberto Vavassori, direttore Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Brembo. Tre giorni che, attraverso il confronto tra esperienze imprenditoriali e analisi economiche, proveranno a individuare le condizioni necessarie perché l'Italia continui a essere un grande Paese industriale. La partecipazione agli incontri è aperta al pubblico, previa registrazione, fino a esaurimento dei posti disponibili. 

4 nov 2026

Corazza: "Senza imprese forti non riusciremo a raggiungere obiettivi Green Deal"

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4 nov 2026

Sostenibilità, Fino (Re Soil): "Cibo sempre più povero se non nutriamo la terra"

(Adnkronos) - "Il 65% dei suoli europei è degradato. In Italia non siamo messi meglio: il 47% versa nelle stesse condizioni e la presenza di carbonio organico, fonte vitale che permette alla terra di rigenerarsi e di garantire il 95% del cibo che arriva sulle nostre tavole, proviene dai suoli. Se non incrementiamo la sostanza organica presente nei suoli, tra un po' avremo cibo sempre più povero". Così Debora Fino, presidente della Fondazione Re Soil, ai microfoni dell'Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. 

In questo ambito sono quindi importanti pratiche agronomiche corrette. "Come Re Soil - spiega - seguiamo una serie di aziende agricole, le cosiddette Lighthouse Farm, che sperimentano quotidianamente buone pratiche sul suolo, la rotazione delle colture e fertilizzanti rispettosi dell'ambiente. Sono un 'faro', sempre a porte aperte, dove gli agricoltori o le aziende possono entrare e vedere con i propri occhi che è possibile. È la risposta che è possibile fare un'agricoltura moderna, di precisione, rispettosa dell'ambiente e dell'uomo, perché poi alla fine della fiera, se i prodotti che mangiamo, i prodotti di cui ci cibiamo provengono da un suolo sano, saremo sani anche noi".  

Quanto alla bioeconomia circolare applicata all'agricoltura e alla tutela del suolo, Fino dice: "c'è un dato raccapricciante secondo cui una persona getta in media 400 chili di cibo nella spazzatura. La strategia è riuscire a coniugare aspetti di spreco alimentare, in un'ottica di bioeconomia circolare, andando a restituire al suolo i nutrimenti di cui si è impoverito per avere poi dei prodotti più sani".  

4 nov 2026

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