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Caso Garlasco, madre Sempio resta in rianimazione. Difesa: "Ha tentato il suicidio"

18 giu 2026

Mondiali 2026, quote: Messi già da record, Mbappé, Kane e Haaland inseguono, CR7 delude

(Adnkronos) - La prima giornata del Mondiale 2026 è andata in archivio e a mettersi in mostra sono stati i protagonisti annunciati. Su tutti, Leo Messi che, con la tripletta all’esordio dell’Argentina con l’Algeria, si è subito preso lo scettro eguagliando il record di miglior marcatore nella storia dei Mondiali di Miroslav Klose, a quota 16. Mbappè, uomo copertina nella gara della Francia con il Senegal con una doppietta, è a soli due gol da entrambi e ha ottime chance di raggiungerli, ma non è stato da meno nemmeno il debutto di Erling Haaland e Harry Kane, protagonisti anche loro con una doppietta, rispettivamente ad Iraq e Croazia. Tutti vanno a caccia del nuovo record e puntano a battere quello di Just Fontaine che, ancora oggi, detiene il primato di maggior numero di gol segnati in una singola edizione dei Mondiali: 13 reti in sole sei partite. Per gli esperti di Sisal è a 16,00 l’ipotesi che questo record venga infranto in questa edizione della Coppa del Mondo. 

La lotta per il titolo di capocannoniere è appena cominciata e, per gli esperti Sisal, vede favorito Mbappé, a 3,75: nelle ultime due edizioni del torneo iridato il francese è stato il giocatore che ha segnato più reti (12) e partecipato a più gol (14), è lui il primo candidato a vincere il titolo di miglior marcatore del torneo e lo farebbe per la seconda volta consecutiva, dopo quello del Mondiale 2022. Come allora, anche oggi la sfida sarà soprattutto con Leo Messi, a 4,50, alla pari con Harry Kane, forte dei suoi 61 gol realizzati in tutte le competizioni con il Bayern di Monaco in stagione. Dietro il terzetto dei favoriti c’è Erling Haaland, l’attaccante della Norvegia ha dominato le qualificazioni con 16 reti in appena 8 incontri, il doppio di qualsiasi altro giocatore europeo, senza dimenticare che la sua stagione al Manchester City racconta di 38 reti in 52 partite: l’eventualità di vederlo capocannoniere è a 9,00. La sfida Messi vs Mbappè si ripropone anche nelle quote sul Miglior Giocatore del Mondiale, con La Pulce che in questo caso comanda, a 5,00 contro il 5,50 del francese. 

E Cristiano Ronaldo? Il fuoriclasse portoghese, a secco nella prima partita con il Congo, ha deluso le attese e non è riuscito a stare al passo del suo rivale di sempre, Messi. CR7 vanta il primato di essere l’unico calciatore ad aver segnato in cinque diverse edizioni dei Mondiali, ma il suo cammino in questa edizione è partito in salita tanto che, al momento, vederlo capocannoniere è un’ipotesi a 50 volte la posta. 

18 giu 2026

Sondaggio politico, Futuro nazionale di Vannacci cresce e sorpassa la Lega

18 giu 2026

Marcantonio (Cno Consulenti lavoro): "Organizzare lavoro su longevità e governare tecnologia"

(Adnkronos) - La possibilità per un’azienda di “integrare la retribuzione con trattamenti come fondi sanitari integrativi permette un certo benessere e un controllo sanitario anche per i lavoratori più longevi.  

Se i lavoratori attivi non godono anche di buona salute e non sono in grado di contribuire in maniera piena al sistema previdenziale, questo va in crisi non solo perché quel soggetto andrà in pensione a 70 anni, ma anche perché durante la carriera lavorativa non avrà la possibilità di contribuire in modo pieno e, si spera, incrementale. Sotto questo profilo, la contrattazione collettiva potrebbe essere una chiave importante, ma credo vada fatto anche un focus sull’organizzazione del lavoro in ottica di longevità”. Così Giovanni Marcantonio, vicepresidente Consiglio nazionale ordine Consulenti del lavoro (Cno), intervenendo a ‘La demografia cambia la società’, dibattito organizzato oggi da Adnkronos, a Palazzo dell’Informazione a Roma 

“Non si può pensare - osserva Marcantonio - che l’organizzazione del lavoro di un cinquantenne o di un sessantenne sia identica a quella di un giovane che entra nel mercato del lavoro. Parimenti, le misure di sicurezza devono essere assolutamente declinate anche in base a questo aspetto. Quindi abbiamo un panorama molto importante che coinvolge anche la formazione. E qui la contrattazione collettiva può ancora intervenire, perché i fondi interprofessionali, decisi dalle organizzazioni sindacali e dalla contrattazione, possono orientare meglio anche i temi legati ai lavoratori più longevi. 

Per governare la digitalizzazione e affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale, bisogna ragionare in “termini antropocentrici, cioè mettere la persona al centro della tecnologia", afferma l’esperto, che prosegue: "Spesso si dice che la tecnologia può eliminare attività ripetitive e aumentare quelle più cognitive e valutative. Però, se liberiamo tempo dalle attività ripetitive, dobbiamo anche chiederci come impiegare quel tempo liberato. E questo è particolarmente importante quando parliamo di lavoratori più longevi. Credo che l’intelligenza artificiale e le tecnologie - sottolinea - possano aiutare questi processi, ma soprattutto dovrebbero favorire un aspetto di cui si parla troppo poco nell’invecchiamento: il trasferimento delle competenze. C’è una grande opportunità di integrazione tra intelligenza artificiale e possibilità di trasferire il bagaglio di esperienza, cultura e competenze tra un lavoratore più anziano e uno che entra nel mercato del lavoro e che, spesso, andrà a sostituirlo. Questa staffetta generazionale va letta oggi anche in chiave tecnologica. E possiamo farlo solo se ci poniamo le domande giuste: non quelle dell’attesa - conclude - ma quelle del governo del cambiamento”. 

18 giu 2026

Assica, "Nel 2025 stabili produzione e consumo di salumi"

(Adnkronos) - L’Assemblea di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria) che si è tenuta oggi a Roma, nell’ambito del progetto europeo “Trust Your Taste, Choose european quality”, è stata anche l’occasione di divulgare i dati di produzione e consumi del settore del 2025, che - nonostante il contesto incerto - hanno confermato una situazione di lieve crescita nel mercato interno. Nel 2025 la produzione nazionale si è attestata a 1,173 milioni di tonnellate, + 0,6% rispetto all'anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro (+1,9%). La disponibilità al consumo sul mercato nazionale ha raggiunto 989.200 tonnellate (+0,5%), mentre il consumo apparente pro capite si è attestato a 16,6 chilogrammi annui, confermando il ruolo importante che i salumi continuano a occupare nelle abitudini alimentari degli italiani. La ripartizione dei consumi evidenzia una preferenza per il prosciutto cotto, che rappresenta il 28,1% del totale dei salumi consumati in Italia. Seguono il prosciutto crudo stagionato con il 21%, la categoria mortadella e wurstel con il 19,6%, il salame con l'8,3% e la bresaola con il 2,4%.  

“Il consumatore oggi è sempre più consapevole ed esigente rispetto al passato. Questa evoluzione positiva ha spinto le imprese ad investire sempre di più in innovazione, sicurezza alimentare, qualità e informazione. Tuttavia, che questa crescente attenzione non sempre si traduce in una piena valorizzazione del prodotto al momento dell'acquisto”, ha commentato Lorenzo Beretta, Presidente di Assica. Uno dei principali obiettivi dei prossimi anni sarà infatti proprio quello di rafforzare la percezione del valore delle produzioni italiane presso il consumatore finale. 

“La vera sfida che ci attende è riuscire a comunicare e far comprendere il grande valore delle nostre produzioni. Dietro ogni salume italiano ci sono storia, tradizioni, competenze, professionalità, investimenti, controlli, ricerca e innovazione. Si tratta di un patrimonio che spesso non è immediatamente percepito e che merita di essere raccontato con maggiore efficacia. Per questo motivo abbiamo deciso di creare l’Osservatorio Assica, che quest’anno vedrà la sua seconda edizione il prossimo 7 ottobre a Milano. Si tratta di un momento di dialogo e attento confronto con la distribuzione italiana, che ha lo scopo di condividere studi economici, dati prospettici ed elementi di preferenza del consumatore, per valorizzare al meglio la salumeria italiana” ha concluso il Presidente. 

18 giu 2026

Assica, nel 2025 +5,3% export salumi italiani

(Adnkronos) - Il 2025 si chiude con un nuovo risultato positivo per l'export dei salumi italiani, che supera per la prima volta la soglia dei 2,5 miliardi di euro e raggiunge 231.645 tonnellate esportate, registrando una crescita del 5,3% sia in volume sia in valore rispetto all'anno precedente. Questi i dati emersi durante l’Assemblea annuale di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria), che si è tenuta oggi a Roma nell’ambito del progetto europeo “Trust Your Taste, Choose european quality”. Un risultato che conferma il ruolo strategico dei mercati internazionali per il comparto e che contribuisce a portare il saldo commerciale del settore a oltre 2,18 miliardi di euro (+5,5%). A trainare la crescita sono stati soprattutto i mercati dell'Unione Europea, che hanno assorbito 163.810 tonnellate di salumi italiani per un valore di 1,695 miliardi di euro, con incrementi rispettivamente del 6,4% e del 6,6% rispetto al 2024. 

Più contenuta, invece, la crescita nei Paesi Terzi, dove le esportazioni hanno raggiunto 67.835 tonnellate per un valore di circa 811 milioni di euro, in aumento rispettivamente del 2,9% e del 2,6%. Tra i principali mercati europei si segnalano le performance particolarmente positive di Spagna 11.304 ton (+30,7%) per un valore di 71,8 milioni di euro (+18,1%), e Regno Unito, +7,6% in quantità e +6,6% in valore, con invii per 18.919 ton e 240,6 milioni di euro, mentre Francia e Germania si confermano i primi due mercati di destinazione in termini assoluti, con un valore complessivo di circa 867 milioni di euro. 

Sul fronte extra europeo restano positivi i risultati ottenuti in Canada, mentre gli Stati Uniti, primo mercato extra UE per i salumi italiani, hanno registrato una flessione sia in volume (-3,8%) sia in valore (-5,8%), risentendo dell'incertezza del quadro commerciale internazionale e delle difficoltà legate all'accesso ai mercati. Dal punto di vista dei prodotti, i prosciutti crudi stagionati si confermano la principale voce dell'export italiano con oltre 1,035 miliardi di euro di fatturato e 72.720 tonnellate esportate.  

 

Particolarmente dinamica la crescita di alcune categorie ad alto valore aggiunto. La pancetta stagionata registra l'incremento più significativo, con un aumento del 20,3% in volume e del 16,6% in valore, raggiungendo 82,9 milioni di euro. Ottime performance anche per la bresaola, che con 4.293 ton e 103,2 milioni di euro hanno registrato nel 2025 un +4,4% in quantità e un +13,8% in valore. Da segnalare anche il prosciutto cotto, che aumenta del 9,2% in volume e del 5,3% in valore raggiungendo 230,5 milioni di euro. Continuano a crescere infine salami e mortadelle, che confermano il progressivo ampliamento dell'apprezzamento internazionale verso l'intera gamma delle produzioni della salumeria italiana. Risultati positivi, quindi, anche se nel quarto trimestre le esportazioni complessive hanno confermato la tendenza di crescita, pur mostrando una moderazione rispetto ai trimestri precedenti. Questo rallentamento ha destato preoccupazione, specialmente analizzando gli scambi con i Paesi terzi. 

“I dati dell'export 2025 confermano la solidità e la capacità competitiva del nostro settore. Superare la soglia dei 2,5 miliardi di euro di esportazioni rappresenta un risultato importante che testimonia il grande valore riconosciuto ai salumi italiani dai consumatori dei mercati internazionali. Allo stesso tempo, i risultati dell'ultima parte dell'anno suggeriscono prudenza. Lo scenario internazionale sta diventando sempre più complesso e le tensioni geopolitiche, commerciali e sanitarie richiedono grande attenzione da parte delle nostre imprese”. Preoccupazione dovuta anche al costante pericolo rappresentato dalla diffusione della Peste Suina Africana (PSA), che limita totalmente o parzialmente l'accesso a numerosi mercati ad alto potenziale commerciale. “La PSA continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle nostre esportazioni”, prosegue Beretta. “E’ necessario proseguire con determinazione nelle attività di contenimento e controllo della malattia ed anche intensificare il lavoro diplomatico e sanitario per superare le barriere che oggi penalizzano l'accesso dei nostri prodotti in numerosi mercati internazionali”. 

La competitività internazionale della salumeria italiana dipenderà sempre più dalla capacità di garantire stabilità alle imprese, favorire l'accesso ai mercati e ridurre i fattori di svantaggio che penalizzano il sistema produttivo nazionale. “Ci auguriamo una rapida normalizzazione degli scenari internazionali e un forte impegno delle Istituzioni a sostegno della competitività del Sistema Paese”, conclude Beretta. “Le nostre imprese hanno dimostrato di saper competere sui mercati mondiali grazie alle competenze, alla grande qualità, alla sicurezza e all'unicità delle nostre produzioni italiane. Per continuare a investire, innovare e crescere hanno però bisogno di condizioni che consentano di competere ad armi pari con i principali concorrenti internazionali”. 

18 giu 2026

Aragosta, caviale e tartufo: il menù della cena tra Macron e Trump a Versailles

18 giu 2026

Ucraina, estendere licenze Usa produzione Patriot all'estero: la possibile svolta

(Adnkronos) - La dichiarazione finale del G7 e le discussioni molto significative che si sono svolte durante il vertice concluso ieri sul dossier Ucraina hanno aperto la strada a una possibile svolta di grande portata negli equilibri transatlantici e nelle capacità di difesa dell'Ucraina: gli Stati Uniti, i Paesi europei e l'Ucraina sono a quanto pare impegnati in discussioni per estendere all'estero le licenze Usa per la produzione di sistemi d'arma cruciali, un passo che notoriamente il Pentagono compie con molta parsimonia quando si tratta di sistemi sensibili. Anche se "non è chiaro dove avverrebbe la produzione", sottolineano gli analisti dell'Institute for the Study of War.  

La dichiarazione finale del vertice di Evian mette in luce comunque che i Paesi del G7 "sono pronti a considerare" la possibilità di cedere a Kiev licenze per aumentare la produzione militare interna, possibilmente - concludono gli analisti del 'think tank' basato a Washington - in riferimento alle richieste perché gli Stati Uniti consentano la produzione in Ucraina e in Europa degli intercettori Patriot - un sistema di cui Kiev è carente e che consentirebbe al Paese di proteggersi meglio dagli attacchi con missili balistici russi il prossimo inverno, per evitare alla popolazione i pesanti black out delle forniture elettriche registrati nei mesi scorsi.  

"Non è chiaro tuttavia se è stato raggiunto a Evian un accordo sul tema, e ci sono notizie contrastanti sul Paese in cui tale produzione potrebbe avvenire". I Paesi del G7 - ha riferito ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz - discuteranno separatamente un sistema di "licenze esteso", anche per le imprese manifatturiere europee. Fonti diplomatiche citate sempre ieri da Le Parisien sottolineavano che Usa e Paesi europei nel G7 hanno concordato di produrre sistemi di difesa aerea e missili a lungo raggio "su licenza" in Ucraina. Una fonte di un Paese del G7 ha riferito all'emittente ucraina Suspline che i leader del gruppo hanno parlato con Volodymir Zelensky dell'estensione delle licenze per consentire la produzione in Europa dei Patriot, precisando che gli Usa si sono impegnati solo a studiare la materia ma non hanno ancora preso una decisione finale.  

Il presidente francese Emmanuel Macron, nella conferenza stampa conclusiva del G7 ieri a Evian, ha rivendicato "il momento di unità, discussione di qualità e di vera cooperazione" registrato nel corso del summit, "dopo mesi di frammentazione", per riuscire così a "lavorare alle grandi sfide della nostra epoca", a partire dall'Ucraina, con discussioni a cui ha preso parte anche Zelensky.  

"Elementi di accordo importanti" sono stati raggiunti nel corso del vertice, dopo il riconoscimento del "profondo cambiamento del rapporto di forza negli ultimi mesi, con l'Ucraina che avanza, resiste e la Russia che retrocede". Tutti i Paesi del G7 "hanno convenuto di accrescere le forniture a Kiev capacità di difesa aerea, sistemi e intercettori supplementari e anche di capacità di lungo raggio. Su questi temi, il presidente Usa ha fra l'altro insistito per dire della mobilitazione dell'industria della difesa Usa e la capacità a fornire tali sistemi". "E siamo stati in molti a insistere sulla richiesta di Kiev di questi ultimi mesi sull'importanza di licensing e produzione sul suolo ucraino", ha quindi riassunto Macron. 

 

18 giu 2026

Odone (Css): "Prevenzione con vaccini e prossimità per invecchiare in salute"

(Adnkronos) - Il tema della prevenzione, che poi arriva anche alla prevenzione delle malattie infettive e quindi ai vaccini, “è cruciale rispetto agli strumenti per far fronte a questi trend demografici. L’aumento dell’aspettativa di vita è un successo della medicina, ma chiaramente ha un peso sociale ed economico e anche un impatto sulla salute. Se l’aspettativa di vita in Italia è quasi a 85 anni, quella in buona salute si ferma a 58-60 anni. Per cui gli obiettivi di sanità pubblica sono preservare la buona salute, non solo diagnosticare e curare le patologie e le comorbidità che, chiaramente, grazie al driver dell’età, aumentano. E qui entra il tema della prevenzione”. Lo ha detto Anna Odone, professore ordinario di Sanità pubblica all'Università di Pavia, presidente sezione 3 Consiglio superiore di sanità, partecipando al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma 

La prevenzione primaria “si occupa di preservare la salute - spiega Odone - Si riferisce alla vaccinazione, agli screening, agli stili di vita corretti perché si guadagna in salute e, in una prospettiva di popolazione, ha un impatto economico molto importante. Nell’ambito della prevenzione delle malattie infettive, siamo abituati a parlare di vaccinazioni pediatriche, ma con questi numeri demografici la prevenzione diventa uno strumento di invecchiamento in salute e attivo anche per la popolazione adulta, anziana e fragile. Abbiamo a disposizione straordinari strumenti di vaccinazione nei confronti di patologie diffuse nella popolazione anziana, per le quali l’età rappresenta un fattore di maggiore rischio per forme complicate o gravi”. 

Sul tema della prevenzione di prossimità, “legato al Pnrr, il monitoraggio dell’implementazione - illustra Odone - mostra, nei diversi contesti territoriali, alcune criticità importanti, che vengono affrontate dai diversi servizi regionali, e riguarda anche la prevenzione vaccinale. Pensare una prevenzione che si allontana dai luoghi tradizionali, ospedali e dipartimenti di prevenzione, e abbraccia modelli sperimentati in contesto emergenziale, come la vaccinazione nelle farmacie, significa costruire un sistema che resta e può essere utilizzato anche a regime. Sono modelli di prevenzione che avvicinano il cittadino. La medicina di prossimità - conclude - integra farmacisti, medicina di famiglia e servizi territoriali, e unisce le necessità sanitarie con quelle sociali, in un’ottica di integrazione sociosanitaria e promozione della salute”. 

18 giu 2026

Maturità 2026, Calabresi: "Che emozione, libro nato da dialogo con maturandi"

18 giu 2026

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