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Spagna, oggi in Gazzetta il decreto sui controlli per chi arriva dall’Italia: dureranno fino al 7 settembre

9 ago 2026

Malagò: "Bianchedi sarà capodelegazione della Nazionale. Mancini è il ct giusto"

(Adnkronos) - "Pirlo? Era tutto fatto. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea con un sito di scommesse russo. Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna". Giovanni Malagò racconta gli ultimi (complicati) giorni del calcio italiano in una lunga intervista alla 'Gazzetta dello Sport' e chiarisce alcuni punti. Prima, però, il presidente federale annuncia che l'ex campionessa azzurra di scherma Diana Bianchedi sarà la nuova capodelegazione della Nazionale: "Una scelta - dice il presidente federale - che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni...". Insomma, una rivoluzione culturale: "Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi". 

Malagò torna anche sull'addio-lampo di Maldini, con le dimissioni arrivate dopo il rifiuto alla nomina di Andrea Pirlo come ct: "Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento... è andata così". Malagò conferma i criteri che hanno portato alla scelta di Roberto Mancini: "Il ct giusto e condiviso con Claudio Ranieri. Giusto perché Mancini conosce l’ambiente, conosce gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato". Un commento anche sulla sua amicizia con il commissario tecnico campione d'Europa, che per settimane ha riempito i giornali: "Ci conosciamo, da tempo. Abbiamo giocato un paio di partite tra 'vecchietti' al circolo, ma non ci siamo mai frequentati. Si tratta di una narrazione che va così, ma che non ha senso tirare fuori per spiegare una scelta, la più logica in questo momento". 

Malagò, reduce dall'avventura di Milano Cortina 2026, ha parlato della sua visione e degli orizzonti che in questo momento ha il calcio italiano: "Si torna alla rivoluzione culturale, che non significa non dare peso a ciò che ci aspetta, a cominciare dalla Nations League di fine settembre, ma, allo stesso tempo, dobbiamo rivolgere lo sguardo alla base, ai giovani che rappresentano il futuro. So che davanti abbiamo l’Europeo 2028, il Mondiale 2030 e l’Europeo 2032, ma so anche che dall’eliminazione con la Bosnia ad oggi non sono sbocciati dei fenomeni a cui pensare". In chiusura, anche un commento sul presidente della Fifa Gianni Infantino: "Noi siamo l’Italia e l’Italia è legata in modo indissolubile con l’Uefa". 

9 ago 2026

La Fifa difende Infantino: "Tante falsità sul presidente, più di 30 anni di vita dedicati al calcio"

(Adnkronos) - La Fifa difende il suo presidente Gianni Infantino e - in un lungo comunicato - dichiara che non sosterrà né tollererà alcun tentativo di indire elezioni presidenziali al di fuori dello statuto dell'organizzazione, mentre si acuiscono le divisioni sulla leadership del numero uno del calcio mondiale in vista della sua candidatura per un quarto mandato. "La Fifa - si legge nella nota - non sosterrà, agevolerà né tollererà alcun processo relativo all'elezione del Presidente della Fifa che sia incompatibile con lo Statuto della Fifa, le procedure democratiche e il quadro di governance stabilito", ha dichiarato la Federazione internazionale di calcio in un comunicato, aggiungendo che Infantino è stato "eletto democraticamente dalle federazioni affiliate alla Fifa" e continua a svolgere il suo incarico in conformità con il loro mandato.  

Ha inoltre dichiarato che la dichiarazione riprende le recenti posizioni della Confederazione calcistica sudamericana (Conmebol) e della Confederazione calcistica africana (Caf), nonché le discussioni avute con le federazioni affiliate alla Fifa e con le confederazioni di tutto il mondo. 

La nota della Fifa prosegue con toni duri: "È sempre più evidente che esiste uno sforzo concertato e in corso da parte di alcuni per minare la Fifa e il suo presidente. Coloro che non godono del sostegno delle Associazioni Membro della Fifa non dovrebbero cercare di ottenere attraverso accuse, insinuazioni o disinformazione ciò che non possono ottenere attraverso i processi democratici consolidati della Fifa. Le recenti relazioni hanno incluso affermazioni non comprovate e accuse palesemente false. Le speculazioni e le insinuazioni non dovrebbero essere presentate come fatti, e la ripetizione non rende vera un'accusa". E ancora: "Il presidente della Fifa ha dedicato più di 30 anni della sua vita professionale al calcio europeo e mondiale, contribuendo a cambiamenti significativi nel gioco e, in particolare, all'ampliamento dell'accesso, delle risorse e delle opportunità nel calcio mondiale. Il cambiamento sfida inevitabilmente gli interessi consolidati, ma il disaccordo su quel cambiamento non può giustificare sforzi per minare il mandato democratico del Presidente della Fifa o l'istituzione che è stato eletto a guidare".  

9 ago 2026

Iran, ultimatum agli Usa per Hormuz: “Riapertura solo se accetterranno nostre condizioni"

(Adnkronos) -  L'Iran pone precise condizioni agli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran e Oman fanno sapere di essere vicini a un'intesa sulla gestione della strategica rotta marittima. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha chiesto a Washington di revocare il blocco navale, ritirare le proprie forze militari e mettere fine in modo permanente alla guerra. 

Tra le richieste avanzate da Teheran figurano inoltre un risarcimento per i danni provocati dal conflitto e lo sblocco dei beni iraniani congelati. "Finché l'America non correggerà il suo comportamento, lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto", ha dichiarato Zolghadr in una nota diffusa dai media statali iraniani. 

Stretto di Hormuz bloccato fin quando gli Stati Uniti non accetteranno "tutte" le "condizioni" di Teheran, ripetono i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. "La nostra strategia attuale è il proseguimento delle strategie del passato ed è la resistenza senza fine, sconfiggere il nemico. Questa è la nostra strategia e non può essere modificata - ha detto il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohebi, in dichiarazioni riportate dall'iraniana Press Tv - Il nemico ha concentrato tutti i suoi sforzi sulla riapertura dello Stretto, che prima era aperto. E ora, per noi, questo Stretto è una battaglia geografica e non più solo una via navigabile". "La nostra strategia attuale è di mantenere (chiuso) questo Stretto fin quando il nemico non accetterà tutte le nostre condizioni", ha concluso. 

Su fronte diplomatico, "al momento" l'Iran "non è impegnato in negoziati con gli Stati Uniti", ma "vengono scambiati messaggi tramite intermediari", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo dichiarazioni riportate dall'iraniana Press Tv in cui viene sottolineato come "alcuni Paesi continuino a lavorare per spianare la strada a nuovi colloqui". Ma, secondo il capo della diplomazia di Teheran, i negoziati non potranno riprendere "fin quando gli Usa non porranno fine alle loro violazioni del memorandum d'intesa" dello scorso giugno. 

Il dossier sullo Stretto resta al centro dei contatti diplomatici. Araghchi ha affermato che Teheran è "molto vicina" a un accordo con l'Oman per la gestione dello strategico passaggio, precisando però che i colloqui riguardano una "nuova rotta" per lo Stretto di Hormuz e "non significano" che lo Stretto verrà riaperto. "Un accordo è possibile", ha affermato, ripetendo che la "riapertura" dello Stretto "dipende" invece "da altre condizioni trasmesse tramite i mediatori" agli Usa. 

Il ministero degli Esteri omanita ha definito i negoziati "positivi e costruttivi", mentre da Teheran è arrivata la conferma che un'intesa di massima sarebbe stata raggiunta e sarebbe ora in attesa dell'approvazione finale. 

Sul fronte americano, secondo fonti citate dalla Cnn, il presidente degli Stati Maggiori Riuniti, generale Dan Caine, avrebbe espresso in privato la necessità di trovare una via d'uscita dal conflitto. Le opzioni militari per un'ulteriore escalation, secondo le stesse fonti, potrebbero infatti ritorcersi contro Washington e i soli bombardamenti aerei difficilmente consentirebbero di raggiungere gli obiettivi fissati dal presidente Donald Trump. 

Caine avrebbe discusso questi timori anche con alcuni esponenti di primo piano dell'amministrazione, tra cui il direttore della Cia John Ratcliffe, il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance. L'obiettivo sarebbe valutare alternative militari e diplomatiche senza ricorrere all'invio di truppe di terra in Iran, ipotesi alla quale Trump si è finora mostrato contrario. 

Intanto proseguono i combattimenti nello Yemen, dove le forze del governo riconosciuto internazionalmente hanno condotto un'operazione contro i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran. Gli Houthi hanno rivendicato un attacco contro il porto yemenita di Mokha, riferisce la tv satellitare al-Jazeera. Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha confermato una operazione "su vasta scala e precisa" contro "truppe nemiche saudite e depositi di armi" nella zona di Al Mokha. 

Un comunicato pubblicato su X dal portavoce degli Houthi, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, parla di un attacco con un "gran numero di missili balistici e droni" che ha provocato "distruzione diffusa", colpendo equipaggiamenti e armamenti, e "decine" di vittime - "tra morti e feriti, anche sauditi" - nella zona controllata dal governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita. 

Fonti militari citate da al-Arabiya, tv di proprietà saudita, confermano che il porto di Mokha, nell'ovest del Paese, è finito nel mirino di missili e droni, di un attacco degli Houthi. Secondo un corrispondente dell'emittente, più di 20 attacchi con droni hanno preso di mira il porto, mentre un missile è stato lanciato contro un centro di addestramento. Stando al giornalista, diversi droni sono stati abbattuti. 

Il porto di Mokha, nell'ovest del Paese, è considerato di importanza strategica anche per la sua vicinanza allo Stretto del Bab el-Mandeb. 

A Teheran, infine, i media statali hanno diffuso un video non datato della Guida suprema Mojtaba Khamenei, che non appare in pubblico da quando ha assunto il ruolo di massima autorità politica e religiosa del Paese. L'assenza di indicazioni sulla data delle immagini alimenta le speculazioni sulle sue condizioni e sulla sua posizione. 

9 ago 2026

Maldini e l’addio alla Figc: la ‘verità’ su Guardiola, Pirlo e Malagò

(Adnkronos) - “I patti sono stati rivisti, l’unica cosa da fare era dimettersi. Guardiola è stato molto vicino a accettare”. Paolo Maldini rompe il silenzio e al Corriere della Sera racconta come è maturato il divorzio dalla Figc del presidente Giovanni Malagò. Maldini, direttore tecnico, inizialmente avrebbe dovuto scegliere il ct con l’advisor Leonardo. Poi però, dice la bandiera del Milan, la situazione è cambiata dopo il mancato ingaggio di Andrea Pirlo. 

“Per prima cosa ho chiesto: il ct chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo. Poi gli eventi hanno fatto sì che questa cosa cambiasse”, dice Maldini. 

Maldini e Leonardo avrebbero voluto Pirlo come ct. La candidatura però stata travolta dalle polemiche per i legami commerciali tra Pirlo e un provider russo di scommesse. 

“Questa cosa ha sicuramente contato. Noi non la sapevamo. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazional”, dice. 

È stato un pretesto? “Direi di sì. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come ct, non ci sarebbero stati ostacoli legali”. 

Maldini e Leonardo hanno incontrato Pep Guardiola: “Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli…”. 

Guardiola ha detto no “per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su… Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo”. 

Un ultimo dettaglio: con Pirlo, gli altri candidati erano Daniele De Rossi e Fabio Grosso, allenatori di Genoa e Fiorentina. 

“Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi”. 

9 ago 2026

Meteo, domenica temporali su Alpi e Appennini. A Ferragosto caldo fino a 39°C

(Adnkronos) -  

Temporali oggi domenica 9 agosto su Alpi e Appennini, poi nuova intensificazione del caldo in vista della settimana di Ferragosto, con temperature fino a 36-38°C in numerose città del Centro-Nord e delle Isole Maggiori e picchi fino a 39°C a Roma. 

È lo scenario delineato dal meteorologo Mattia Gussoni de iLMeteo.it, che segnala il proseguimento di un’estate 2026 particolarmente calda ed estrema. I fenomeni potranno risultare localmente molto forti in particolare sui settori centro-occidentali dell'arco alpino durante le ore pomeridiane in locale estensione fin verso le pianure del Piemonte. Vista la tanta energia potenziale in gioco accumulata nell'atmosfera nei giorni scorsi, non è da escludere la concreta possibilità di grandinate. L'instabilità non si limiterà al solo Nord: entro la serata, infatti, qualche rovescio riuscirà a interessare anche le zone interne appenniniche del Centro-Sud. Sul resto del Paese invece poche novità con tanto sole e temperature ancora molto elevate. 

Venendo ora alla settimana di Ferragosto, lo scenario si preannuncia davvero rovente su gran parte delle nostre regioni. Di fatto, assisteremo a un vero e proprio prolungamento di questa lunghissima ondata di caldo che ormai ci tiene compagnia da settimane. La causa va ricercata nella possente espansione verso il bacino del Mediterraneo dell'anticiclone subtropicale, una figura di alta pressione che dal Nord Africa si allunga fino a raggiungere l'Italia, inglobandola. 

Oltre all'inevitabile dominio del sole su quasi tutto il territorio nazionale, ci aspettiamo per tutta la settimana e per la giornata di Ferragosto ancora temperature molto elevate. I termometri si spingeranno facilmente verso l'alto, registrando picchi massimi fin verso i 36-38°C in numerose città del Centro-Nord e delle due Isole Maggiori. A spiccare sarà soprattutto la città di Roma, dove si toccheranno addirittura i 39°C, a conferma dell'andamento di un'estate 2026 particolarmente estrema. Da segnalare solamente la possibilità di qualche isolato temporale di calore su Alpi e Appennini.  

Tutto questo rappresenta uno dei segni più tangibili del cambiamento climatico in atto, un fenomeno che sta di fatto stravolgendo le nostre stagioni in maniera sempre più incisiva. A confermare questa tendenza ci sono i dati inequivocabili: secondo un recente studio condotto dai meteorologi de iLMeteo.it, negli ultimi 40 anni le temperature massime medie in estate sono aumentate di circa 2,5°C mediamente a livello nazionale. Un dato già di per sé allarmante, che ha visto peraltro un incremento definito vertiginoso proprio nel corso dell'ultimo decennio.  

Quella che una volta veniva considerata e attesa come la "bella stagione", ora si porta dietro una scia di conseguenze pesanti: dal rischio di siccità e incendi, fino agli eventi meteo estremi con ripercussioni fino all’avvio della prossima stagione autunnale (mari molto caldi, tutta energia potenziale per l’innesco di precipitazioni abbondanti). 

 NEL DETTAGLIO  

Domenica 9. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali specie sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo, temporali in Appennino. Al Sud: sole e caldo. 

Lunedì 10. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali su Alpi e alte pianure. Al Centro: sole e caldo, temporali in Appennino e pianure adiacenti. Al Sud: sole e caldo. 

Martedì 11. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali su Alpi e alte pianure. Al Centro: sole e caldo, locali temporali in Appennino. Al Sud: sole e caldo. 

Tendenza: caldo africano probabile fino al 18 agosto. 

9 ago 2026

Notte di San Lorenzo ed eclissi totale di Sole, il cielo dà spettacolo: ecco dove andare

(Adnkronos) - L'estate 2026 riserva agli appassionati di viaggi e fenomeni naturali un'occasione straordinaria: nel giro di pochi giorni, il cielo di agosto offrirà due degli spettacoli astronomici più attesi dell'anno. Da un lato, il picco delle Perseidi, le celebri 'stelle cadenti' che illuminano le notti estive a ridosso di San Lorenzo, che si celebra il 10 agosto; dall'altro, l'eclissi totale di Sole del 12 agosto, che renderà la Spagna l'unico Paese europeo da cui ammirarne la fase finale. Un doppio richiamo a partire con lo sguardo rivolto al cielo. Omio, la piattaforma leader globale per la prenotazione di viaggi multimodali, ha selezionato una rosa di destinazioni in Italia ideali per vedere le stelle cadenti nei cieli più bui del Paese. Per la Spagna, ha invece stilato l'Omio Eclipse Index, una classifica delle mete migliori per ammirare l'eclissi, basata su affidabilità meteorologica, patrimonio culturale e comodità dei collegamenti. 

Ecco allora innanzitutto in Italia dove trovare i cieli più bui per osservare le Perseidi. 

-Gran Paradiso, il primo parco nazionale d'Italia sotto le stelle. Vallate alpine, natura protetta e uno dei cieli più limpidi del Nord Italia rendono il Gran Paradiso una meta amatissima dagli appassionati di astroturismo. Si raggiunge in treno fino ad Aosta, prenotabile su Omio, per poi proseguire con gli autobus verso il Parco. Di giorno trekking e passeggiate tra i borghi, la sera lo spettacolo delle stelle: è il primo parco nazionale istituito in Italia, nel lontano 1922. 

-Asiago, tra osservatori astronomici e caseifici di montagna. Boschi, malghe e uno degli osservatori astronomici più importanti d'Italia fanno di Asiago la meta ideale per una notte sotto le stelle abbinata a una fuga in montagna. Si arriva in treno fino a Carpanè-Valstagna, disponibile su Omio, e poi in autobus fino all'altopiano, con la possibilità di scoprire i borghi della zona o raggiungere Bassano del Grappa e assaggiare l'Asiago Dop direttamente nei caseifici locali. 

-Campo Imperatore, il 'Piccolo Tibet d'Italia. Conosciuto come il 'Piccolo Tibet d'Italia', Campo Imperatore unisce altitudine, paesaggio incontaminato e quasi totale assenza di illuminazione artificiale: condizioni ideali per ammirare le Perseidi. Si raggiunge in treno fino a L'Aquila o Teramo, prenotabile su Omio, proseguendo poi in auto o autobus, con Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio a completare l'itinerario e gli arrosticini cotti alla brace, simbolo della tradizione pastorale abruzzese, a chiudere in bellezza la giornata. 

-Monte Amiata, l'antico vulcano che veglia sulla Val d'Orcia. Tra faggete secolari e panorami che arrivano fino al Tirreno, il Monte Amiata è tra le mete più amate del Centro Italia per osservare il cielo estivo. Si può arrivare con BlaBlaCar fino a Querce al Pino, prenotabile su Omio, con la Val d'Orcia, le terme di Bagno Vignoni e i vini del Montecucco a portata di weekend: un antico vulcano ormai spento, tra i più imponenti dell'Italia centrale. 

-Etna, le stelle sopra il vulcano attivo più alto d'Europa. Osservare le stelle sulle pendici del vulcano attivo più alto d'Europa è un'esperienza che unisce astronomia e paesaggi spettacolari. Si arriva in volo o in treno fino a Catania, entrambi prenotabili su Omio, con Taormina e le cantine etnee a completare il viaggio: l'Etna è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità Unesco nel 2013. 

Per chi, invece, ha scelto la Spagna come meta delle vacanze estive, infatti, il 12 agosto 2026 è una data destinata a entrare nella storia: la penisola iberica sarà l'unico territorio europeo da cui ammirare un'eclissi totale di Sole, visibile poco prima del tramonto dalle regioni settentrionali fino alle Isole Baleari. Trattandosi di un fenomeno che si verificherà con il Sole molto basso, la qualità dell'osservazione dipenderà dalla limpidezza del cielo e da una vista aperta verso ovest. Per facilitare la scelta della meta ideale, Omio ha stilato l’Eclipse Index e ha selezionato le destinazioni migliori dove poter ammirare questo fenomeno naturale, incrociando l'affidabilità meteorologica estiva con la comodità dei collegamenti. 

-Saragozza. Nel cuore dell'Aragona, Saragozza conquista il primo posto nell'Omio Eclipse Index con un punteggio di 88 su 100 grazie all'ottima combinazione tra trasporti veloci e visibilità del cielo. La città garantisce 1 minuto e 24 secondi di totalità e vanta una nuvolosità storica di appena il 19%, valore che indica un'altissima probabilità di trovare cielo sereno al momento dell'oscuramento. La maestosa Basilica del Pilar, affacciata sulle acque dell'Ebro, fa da sfondo a questo spettacolo unico. Dall'Italia è possibile volare su Madrid o Barcellona e proseguire verso Saragozza con i frequenti treni ad alta velocità Ave, che coprono la tratta in poco più di un'ora e sono prenotabili direttamente su Omio. 

-Palma di Maiorca. Alle Isole Baleari l'eclissi regalerà uno scenario da cartolina, con il Sole che si oscurerà mentre tramonta direttamente sul Mediterraneo prima di regalare ben 1 minuto e 36 secondi di totalità a Maiorca, al secondo posto dell’Omio Eclipse Index. Per chi vuole combinare l'evento astronomico con una vacanza di mare, una delle opzioni più suggestive e pratiche in assoluto è godersi lo spettacolo direttamente dal pontile di un traghetto. Raggiungere l'isola è semplice sia con voli diretti dall'Italia sia optando per una traversata dalla terraferma. Le partenze pomeridiane da Dénia, Barcellona o Valencia verso Palma trasformano il viaggio in un punto di osservazione unico, garantendo una vista panoramica in mare aperto e un orizzonte occidentale completamente libero. Tutte le soluzioni di volo e traghetto sono confrontabili e prenotabili su Omio. 

-Leòn. Tappa iconica lungo il Cammino di Santiago, León affascina i visitatori per la sua straordinaria Cattedrale dalle vetrate colorate, l'architettura modernista di Gaudì a Casa Botines e il vivace quartiere Barrio Húmedo. Al terzo posto nell'Omio Eclipse Index con 85 punti su 100, la città offre uno dei migliori contesti per una vacanza culturale abbinata alla visione del fenomeno solare, garantendo 1 minuto e 44 secondi di totalità. Dall’Italia è possibile raggiungere Leòn volando su Madrid e successivamente proseguendo il viaggio con un treno ad alta velocità verso. Trasporti prenotabili su Omio. 

-Valencia. Al quarto posto nell'Omio Eclipse Index, Valencia permette di assistere a 1 minuto di oscuramento totale del Sole al tramonto, unendo lo spettacolo celeste a un soggiorno mediterraneo di grande fascino. La città offre ampie spiagge urbane, l'architettura futuristica della Città delle Arti e delle Scienze e la rinomata tradizione gastronomica dell'Albufera. È possibile raggiungere la città dall'Italia con volo diretto, inoltre Valencia rappresenta inoltre un ottimo punto di partenza per raggiungere le Baleari in traghetto. Tutte le opzioni di viaggio sono prenotabili su Omio. 

 

9 ago 2026

Ucraina, nuovi attacchi russi a Kharkiv e Odessa. Tensione anche a Zaporizhzhia

(Adnkronos) - Nuovi attacchi russi in Ucraina nella notte: almeno due persone sono morte a Kharkiv e sei sono rimaste ferite a Odessa. Colpita anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia, dove si sono registrate due interruzioni di corrente. Intanto Mosca denuncia un attacco di droni ucraini a Belgorod, con 13 feriti. Zelensky minaccia una risposta più dura contro la logistica russa. 

Due persone sono morte e una donna è rimasta ferita a seguito degli attacchi russi nella regione di Kharkiv. Lo ha riferito la Procura regionale, precisando che un uomo di 68 anni è morto dopo essere stato colpito da un drone Fpv nel villaggio di Kivsharivka, nel distretto di Kupyansky. 

A Kharkiv, un drone di tipo “Italmas” ha inoltre colpito il territorio di un cimitero cittadino nel distretto di Kyivsky. Nell'attacco sono state danneggiate alcune tombe e una conduttura del gas. 

La Russia ha lanciato nella notte un attacco missilistico contro Odessa, causando danni a edifici residenziali e ferendo almeno sei persone. 

Il capo dell'amministrazione militare della città di Odessa, Sehrii Lysak, ha riferito che diversi edifici sono stati danneggiati in vari quartieri. Sono stati inoltre segnalati incendi di automobili. Le squadre di soccorso sono intervenute per prestare assistenza ai feriti. 

La centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe, ha subito ieri due interruzioni di corrente, entrambe della durata di circa un'ora. 

Lo ha riferito su Telegram Energoatom, spiegando che durante le procedure necessarie al ripristino dell'alimentazione il fabbisogno energetico della centrale è stato garantito attraverso generatori diesel. 

Secondo Energoatom, l'episodio evidenzia ancora una volta la vulnerabilità dell'impianto sotto occupazione russa e i rischi per la sicurezza nucleare e radiologica legati a eventuali violazioni dei normali sistemi di alimentazione elettrica. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito la Russia che Kiev potrebbe intensificare le proprie azioni contro la logistica russa qualora Mosca continui a colpire quella ucraina. 

In un'intervista a “United News”, Zelensky ha spiegato che finora l'Ucraina ha risposto agli attacchi russi contro la logistica civile con operazioni contro obiettivi militari. “Non consiglierei alla Russia di continuare ad attaccare la logistica ucraina”, ha dichiarato, sottolineando che Kiev conosce le vulnerabilità della rete logistica russa. 

Sul fronte russo, le autorità hanno denunciato un attacco di droni ucraini contro Belgorod. Secondo il governatore ad interim della regione, Alexander Shuvaev, 13 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini, mentre diversi condomini ed edifici non residenziali sono stati danneggiati. 

Secondo il canale Telegram russo indipendente Astra, tra gli edifici colpiti ci sarebbe anche un quartier generale regionale dell'Fsb, il servizio di intelligence russo. La notizia non risulta tuttavia confermata dalle autorità russe. 

9 ago 2026

MotoGp, oggi si corre a Silverstone: orario, griglia di partenza e dove vedere la gara in chiaro

9 ago 2026

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