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Serie A, oggi Torino-Udinese 2-1, Kulenovic riporta avanti i granata - Diretta

12 ott 2026

Samsung trend Radar, quasi 1 italiano su 2 la usa ogni settimana

(Adnkronos) - Quasi un italiano su due (46%) utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale almeno una volta alla settimana e quasi uno su quattro (24%) lo fa quasi ogni giorno. Ma a emergere non è soltanto la frequenza d’uso: tra chi utilizza l’Ai, il 54% vi ricorre per tradurre, ricevere spiegazioni o imparare cose nuove e uno su due (50%) riconosce proprio nella possibilità di capire, approfondire e imparare uno dei suoi principali benefici. È quanto emerge dal nuovo Samsung Trend Radar, la ricerca realizzata da Toluna a settembre 2026 su un campione di 1.000 italiani maggiorenni, che analizza il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nelle attività quotidiane e le aspettative verso la sua evoluzione. 

La gestione e la comprensione dell’informazione emergono come uno dei principali ambiti di utilizzo dell’AI nella quotidianità. Considerando la base degli utilizzatori di strumenti di Intelligenza Artificiale, il 54% dichiara di impiegarli per tradurre, ricevere spiegazioni o imparare cose nuove. Seguono il confronto tra prodotti e opzioni diverse (41%), la scrittura o sintesi di contenuti (37%), la possibilità di ricevere consigli (27%), la pianificazione di attività (26%) e l’organizzazione di viaggi (25%). La comprensione emerge anche quando si guarda ai benefici percepiti. Un utilizzatore su due (50%) afferma che l’Ai lo aiuta a capire, approfondire o imparare, mentre il 42% riconosce alla tecnologia la capacità di offrire spunti, idee o prospettive che non avrebbe considerato. Il 32% indica il supporto nel prendere decisioni e il 31% il risparmio di tempo. L’Ai assume così per molti utenti un ruolo che va oltre la semplice esecuzione di un compito. Chiamati a scegliere la definizione che meglio ne descrive il ruolo nella propria vita, il 33% degli utilizzatori indica infatti “consulente”, davanti ad “assistente personale” (24%). 

Nel lavoro e nello studio l’utilizzo dell’AI si concentra soprattutto sulle attività legate alla gestione e all’elaborazione delle informazioni. Tra chi dichiara di utilizzare l’AI nel proprio lavoro o percorso di studi, il 54% la impiega per cercare informazioni e il 41% per riassumere documenti. Seguono la traduzione di contenuti (36%), la scrittura di e-mail o testi (36%), l’analisi dei dati (33%) e l’apprendimento di nuove competenze (32%). Anche i benefici percepiti sono concreti: il 41% afferma di completare alcuni compiti più rapidamente, il 31% di migliorare la qualità o la chiarezza del proprio lavoro e il 30% di riuscire più facilmente a mettere ordine tra informazioni e materiali. Il 28% dichiara inoltre di dedicare meno tempo alle attività ripetitive. L’AI viene quindi utilizzata soprattutto nei passaggi che richiedono ricerca, elaborazione e organizzazione delle informazioni, con benefici percepiti in termini di velocità, chiarezza e gestione dei contenuti. 

 

Guardando al futuro, gli italiani mostrano interesse verso un’AI capace di offrire supporto anche nell’organizzazione delle attività e nelle decisioni quotidiane. Sul totale del campione, il 28% vorrebbe affidare maggiormente all’AI il supporto nelle decisioni, il 27% vorrebbe essere supportato nel lavoro o nello studio e il 25% vorrebbe che la tecnologia ricordasse attività o informazioni importanti nel momento giusto. Seguono la possibilità di mettere ordine tra attività e priorità (22%) e quella di semplificare attività ripetitive (22%). A emergere è quindi l’aspettativa verso un supporto capace di inserirsi nel contesto in cui le persone si trovano, aiutandole a orientarsi tra informazioni, impegni e scelte. Un’esigenza che trova riscontro anche nell’esperienza di chi già utilizza l’AI: il 68% è abbastanza o molto d’accordo sul fatto che questa tecnologia sia utile perché sa adattarsi a esigenze diverse nel corso della giornata, mentre il 70% ritiene che persone con vite diverse possano trovare nell’AI utilità differenti. 

Se il Trend Radar mostra come l’Intelligenza Artificiale stia trovando spazio soprattutto nelle attività legate alla ricerca di informazioni, alla gestione dei contenuti, alla produttività e al supporto alle decisioni, l’evoluzione di Galaxy AI va nella stessa direzione: rendere la tecnologia concretamente utile nelle attività che contano davvero, riducendo lo sforzo e il numero di passaggi necessari per portarle a termine. In questa prospettiva, Samsung continua ad ampliare Galaxy AI con strumenti pensati per offrire un supporto sempre più personale, proattivo e contestuale. Now Brief propone informazioni e suggerimenti personalizzati, mentre Now Nudge riconosce i contenuti visualizzati sullo schermo e suggerisce azioni pertinenti nel momento in cui servono. A queste funzionalità si affiancano Assistente alla scrittura, gli strumenti di traduzione integrati e le esperienze basate su Bixby, che facilitano la comprensione dei contenuti, l’organizzazione delle informazioni e la comunicazione. 

Questa evoluzione prende forma in un ecosistema in cui Galaxy AI è ottimizzata per le caratteristiche di ciascun dispositivo. Sugli ampi schermi di Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Fold8 Ultra rende il multitasking, la produttività e la creazione di contenuti ancora più semplici, mentre la FlexWindow progettata per l’AI di Galaxy Z Flip8 mantiene informazioni rilevanti e scorciatoie sempre a portata di mano. Lo stesso approccio guida Galaxy S26, Galaxy S26+ e Galaxy S26 Ultra: le esperienze Galaxy AI più proattive e adattive di sempre semplificano la gestione degli impegni, la ricerca di informazioni e la creazione di contenuti, gestendo in background anche le operazioni più complesse. A completare l’ecosistema sono la nuovissima serie Galaxy Tab S12, con Galaxy Tab S12 Ultra e Galaxy Tab S12+, e Galaxy Book6. Grazie alle più recenti funzionalità Galaxy AI, questi dispositivi rendono più intuitivi apprendimento, produttività e creatività, favorendo al tempo stesso esperienze connesse tra i diversi dispositivi Galaxy. 

12 ott 2026

Ucraina, Trump e Putin: il botta e risposta Travaglio-Lerner

(Adnkronos) - "Quando parlo io dico quello che penso io". Botta e risposta tra Marco Travaglio e Gad Lerner sul tema della guerra in Ucraina, Donald Trump e Vladimir Putin. Nell'ultima puntata di Accordi e Disaccordi, le posizioni dei due giornalisti si mostrano antitetiche. Il quadro si sviluppa attorno all'accordo tra Washington e Mosca sulla fornitura di gasolio russo agli Usa. "Sento dire che Putin non vuole negoziare. Ma cosa c'è andato a fare un anno fa in Alaska, quando ha incontrato Trump? Hanno negoziato un'accordo di pace tra russi e americani. E' un'ottima notizia per noi, se non altro è più improbabile la Terza guerra mondiale tra Russia e Stati Uniti", dice Travaglio. "Trovi?", chiede Lerner. "Purtroppo -continua Travaglio- noi europei siamo ancora in guerra con la Russia, cioè con quello che era il nemico degli americani prima che arrivasse Trump. E quindi il paradosso è che noi patiremo le peggiori conseguenze dei rincari energetici. Intanto, anche se non è granché il quantitativo di gasolio che hanno contrattato Putin e Trump, un po' riuscirà a far ridurre i prezzi. Trump ogni tanto deve ricordarsi di essere partito dal sovranismo, ogni tanto deve anche occuparsi degli interessi degli americani, anche perché gli americani sono chiamati a votare tra poco". 

"La faccenda dell'Ucraina sta finendo malissimo, come era ampiamente prevedibile, perché agli americani non gliene frega più niente del nemico Russia. Figuriamoci se gliene importa dell'Ucraina che non ha risorse naturali. E su quelle poche che ci sono, gli americani ci hanno già messo le mani sopra con l'accordo che Trump ha stipulato con Zelensky fin dall'inizio sui minerali e sulle terre rare: se ci sono, se le prendono loro. Per il resto, la guerra finirà per esaurimento, visto che non finisce con un negoziato. Ma questa, diciamo, è responsabilità soprattutto degli europei che si sono messi di traverso", dice ancora Travaglio. 

"Colpa dell'Europa? Mica male", interviene Lerner. "Abbiamo visto quanti morti e quante guerre ci sono state, dopo che si son visti Putin e Trump in Alaska. Abbiamo visto come si è allargata nel mondo la guerra...", dice Lerner. "A me importa poco adesso definire la graduatoria delle colpe, ma io alla caricatura dei due pacifisti Trump e Putin che si vedono in Alaska e che poi si telefonano e fanno accordi commerciali sul gasolio mentre l'Europa è guerrafondaia... E' una caricatura alla quale non mi adattavo un anno e mezzo e ancor meno mi adatto dopo Venezuela e Iran", dice ancora. "E intanto - chiosa Lerner - Putin continua imperterrito la sua guerra con l'Ucraina, che risponde anche sostenuta da armi occidentali. Vorrei vedere chi al posto suo non risponderebbe. Per cui questa idea dell'accordo di pace tra Putin e Trump, del quale noi avremmo dovuto beneficiare, speravo che fosse superata". 

"Ma sai, quando parli tu dici quello che pensi tu, quando parlo io dico quello che penso io", riprende Travaglio. "Per me è sempre una buona notizia quando le grandi potenze si parlano e non si sparano. Che siano Kennedy e Krushev quando hanno disinnescato la crisi che rischiava di portarci alla guerra atomica dei missili di Cuba, esattamente come questi due signori. Naturalmente io non ho mai pensato che fossero dei pacifisti: sono due persone che si parlano. Finché a Mosca e a Washington c'è un filo rosso, una famosa linea rossa che per fortuna è stata riattivata, il fatto che si parlino Mosca e Washington, per me è rassicurante che sono in mezzo tra due potenze atomiche che potrebbero scatenare la terza guerra mondiale. E il fatto che si scambino energia trovo che sia il minimo indispensabile da fare in una situazione come questa. Siamo noi i coglioni che facciamo finta di rifiutare l'energia dalle autocrazie, visto che la compriamo dall'Azerbaigian, un paese che il Parlamento europeo ha definito artefice di una pulizia etnica ai danni di un popolo che ha subito un genocidio, cioè gli armeni", conclude. 

12 ott 2026

Atalanta-Venezia, polemiche per il giallo a Juan Jesus: Krstovic colpito al volto, proteste per la mancata espulsione

12 ott 2026

Lodi, 39enne fermato dai carabinieri muore per un malore: indagini in corso

(Adnkronos) - Un uomo di 39 anni è morto, dopo essere stato fermato dai carabinieri, mentre dava in escandescenza all'interno di un residence. Colpito da un malore durante l'intervento, avvenuto alle 4.30 di domenica mattina, soccorso immediatamente sul posto e trasportato in codice rosso all'ospedale di Lodi, lì è morto oggi, a circa trenta ore di distanza. Sul fatto indaga la Procura di Lodi, che - a quanto si apprende - ha già disposto l'autopsia.  

Diversi i residenti in via Vittime della violenza svegliati nella notte dalle urla dell'uomo, visto poi arrampicarsi su un ponteggio, in evidente stato di alterazione. E così molti di loro hanno chiamato il 112. Tra le numerose segnalazioni arrivate alla centrale operativa, alcune parlavano di un uomo in fuga dopo un tentativo di furto, altre solo di una persona che stava dando in escandescenza. 

Così è stato trovato, all'interno del residence, dalle pattuglie dei carabinieri arrivate sul posto. I militari per la sua incolumità avrebbero provato a contenerlo, ma durante l'intervento il 39enne è stato colpito da un malore, forse un arresto cardiaco, anche se sarà l'autopsia a chiarire la causa della morte. I primi a soccorrerlo in via Vittime della violenza sono stati proprio i carabinieri, con l'aiuto dei residenti e di una volante della polizia, dotata di Dae, il defibrillatore semiautomatico. 

Un tentativo di rianimazione proseguito poi dai sanitari del 118, che hanno trasportato l'uomo in condizioni gravissime in ospedale, dove trenta ore dopo è stato dichiarato morto. 

 

12 ott 2026

Atalanta-Venezia, Kessié torna al gol in Serie A dopo oltre quattro anni: l’ultima rete con la Dea nel 2016

12 ott 2026

Ron prolunga lo stop per motivi di salute: "Fragilità emotive dopo un virus"

12 ott 2026

Francia, Mesnil (sindacato liceale): "Bisogna intensificare la protesta"

(Adnkronos) - Martedì liceali, universitari, professori e genitori scenderanno nuovamente nelle strade e nelle piazze di tutto il paese, per il cosiddetto atto V, il quinto step della mobilitazione studentesca che continua in Francia da oltre due settimane. “Non chiediamo ristoranti a cinque stelle nelle nostre scuole”, dice il co-segretario dell'Union syndicale lycéenne (Usl), Maius Mesnil a Adnkronos: “Chiediamo che ci sia un insegnante in ogni classe, che le scuole superiori non siano fatiscenti, che venga abrogato il sistema Parcoursup - il sistema di selezione per entrare nelle università. Sono rivendicazioni normali e legittime”. 

Guardando all’origine del movimento, nato in un liceo della periferia parigina, Mesnil sottolinea quanto la protesta abbia preso grandi dimensioni. “Vediamo ogni giorno più licei che si uniscono alla protesta, più università”, dice. “Anche i genitori sono i benvenuti. Abbiamo notato che quando sono presenti gli adulti, la polizia ha la tendenza a essere meno violenta”, aggiunge, facendo riferimento alle accuse - fatte dai sindacati e da alcune associazioni umanitarie - di violenza da parte delle forze dell'ordine. 

“Queste proteste sono di noi giovani, non c’entrano nulla né l’Islam né l’immigrazione”, dice una giovane studentessa del liceo Paul Poiret, nel cuore di Parigi, a Adnkronos. Le sue parole rispondono direttamente al post del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, sul suo social media Truth, ha affermato: “Quanto sta accadendo in Francia è nientemeno che un'immigrazione di massa fuori controllo. Si tratta dell'Islam che vuole prendere il sopravvento su un Paese un tempo grande”.  

Non è d’accordo la liceale che, dalla mattina presto, sta occupando il liceo insieme ai suoi compagni: “È più facile dire che la colpa è di qualcun altro invece di ammettere la verità, cioè che il responsabile è il governo”. Secondo Marius Mesnil il movimento non si fermerà finché il ministro Édouard Geffray non avrà ascoltato le richieste degli studenti. Per lui non è sufficiente l’invio di 3000 supplementi nelle scuole, anzi “è il minimo". “Quello che chiediamo oggi”, continua, “sono 10 miliardi per l’educazione. Abbiamo quantificato le nostre richieste semplicemente per avere condizioni di studio dignitose e normali”. (di Veronica Gennari) 

12 ott 2026

Francia, attacco informatico ai supermercati: centinaia di frigoriferi fuori uso

(Adnkronos) - Le principali catene di supermercati francesi sono state colpite oggi da un attacco informatico che ha messo fuori uso frigoriferi e congelatori in centinaia di negozi, costringendo quindi a buttare cibo fresco e surgelato per un valore di milioni di euro. L'attacco è stato definito "senza precedenti" dal direttore esecutivo di Cooperative U, uno dei grandi distributori francesi che, insieme a E. Leclerc e Intermarche, hanno confermato ad Afp di essere stati colpiti dagli hacker.  

"La sicurezza degli alimenti richiede più attenzione a tutti i livelli", ha scritto su X il commissario europeo per agricoltura e alimentazione, Christophe Hansen, condannando l'attacco e affermando che ormai è "una realtà" che questa venga presa di mira per attacchi del genere. Secondo il sito specializzato jebosseengrandedistribution.fr anche i giganti della distribuzione Carrefour Market e Monoprix sono stati interessati dall'attacco, ma queste catene di supermercati non hanno ancora confermato. 

Secondo quanto riferisce Bfmtv, gli hacker "sono riusciti ad azionare da remoto lo scongelamento dei sistemi di refrigerazione di numerosi negozi". La catene interessate hanno fatto sapere di aver dovuto buttare tutti i prodotti che erano contenuti nei frigoriferi colpiti dall'attacco hacker. E. Leclerc ha confermato ad Afp che "l'attacco informatico ha colpito uno dei nostri fornitori di sistemi di refrigerazione" provocando "ripercussioni sulle operazioni dei sistemi in diversi negozi". Secondo fonti informate, sono stati presi di mira i sistemi di controllo di refrigerazione di una società danese. 

Una fonte vicina al premier francese Sebastien Lecornu ha detto che l'agenzia per la cyber security ha già individuato "una vulnerabilità nel software fornito da una società danese e contattato i venditori". Inoltre "si è messa in contatto con le controparti europee, nel caso che venissero colpiti altri Paesi". L'agenzia, conclude la fonte, sta cercando di "identificare altre società francesi coinvolte per avvisarle" ed "evitare un diffondersi" delle conseguenze dell'attacco informatico. 

"Prendere di mira equipaggiamento essenziale per preservare prodotti freschi e le forniture alimentari dei francesi è estremamente grave e senza precedenti. E' inaccettabile", ha scritto su X il direttore esecutivo di Cooperative U, Dominique Schelcher, confermando che l'attacco ha iniziato a provocare il malfunzionamento dei frigoriferi dalla notte di domenica. 

L'ufficio del procuratore di Parigi ha confermato all'Afp che è stata aperta un'indagine su questo "attacco informatico in grande scala che ha colpito i frigoriferi di diverse catene di supermercati in tutta la Francia". L'indagine aiuterà "a identificare le vittime e stabilire il collegamento con i danni che hanno riportato in termini di perdita di prodotti alimentari e incendi" che sono stati anche provocati dall'attacco informatico. 

L'attacco avviene in un momento in cui in Europa crescono le preoccupazioni delle conseguenze che potrebbero avere attacchi informatici condotti in tutti i settori. Il presidente Emmanuel Macron, un forte sostenitore dell'Ucraina nella sua lotta contro l'invasione russa, lo scorso mese ha ordinato misure per proteggere le infrastrutture critiche francesi da attacchi ibridi da parte della Russia. 

Esperti di cybersecurity hanno spiegato che equipaggiamenti industriali, come appunto i sistemi di refrigerazioni, un tempo isolati da Internet ora sono connessi alla rete attraverso sensori o sistemi di monitoraggio a distanza. Con la capacità di attaccare centinaia di unità simultaneamente l'attacco ha dimostrato "un certo livello di sofisticazione", ha detto Antoine Hautin della società di consulenze per cybersecurity Almond. 

12 ott 2026

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