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Venezia, scontri tra polizia e manifestanti che volevano raggiungere lo yacht di Fertitta

17 lug 2026

Attentato a Ranucci, Carotenuto: "Governo mandante morale, l'ho detto e lo ridirei"

(Adnkronos) - "Io quella cosa la ribadirei anche oggi". Lo afferma all'Adnkronos il deputato del Movimento 5 Stelle ex componente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Dario Carotenuto, tornando sul post pubblicato dopo l'attentato a Sigfrido Ranucci, nel quale definiva il governo "mandante morale". 

"Anche se fosse vero, come sta emergendo, che Valter Lavitola abbia pensato di fare quasi un favore a Ranucci, all'insaputa di Ranucci, io continuo a dire che, se a Lavitola viene in mente una cosa del genere, è proprio perché la destra ha attaccato tutti i giorni Ranucci in quel modo. Io non posso che ribadire quello che ho scritto in quel post", afferma il parlamentare pentastellato. "Per come sono oggi le cose, mi sembra quasi che stiano confermando quella mia ipotesi, altro che sconfessarla". 

Carotenuto precisa però il significato delle sue parole: "È chiaro che non ho detto che hanno messo la bomba o che qualcuno l'abbia messa su indicazione di Meloni. Non mi è passato mai neanche lontanamente per la testa". Secondo il deputato M5S, il riferimento era invece "al clima di tensione e di delegittimazione" nei confronti del conduttore di Report: "Quello che stavo osservando da quando avevo messo piede in Vigilanza era un attacco quotidiano da parte della destra a Ranucci e alla sua trasmissione. Sto dicendo semplicemente che si è creato un clima tale che poi a qualche mente squilibrata passa per la testa di fare una cosa del genere. Questo intendevo quando parlavo di mandante morale". 

Il Giornale fa riferimento ad una conversazione tra il deputato e Ranucci. Nella conversazione, verrebbe fatto il nome di Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d'Italia: "L'articolo parla di 'intercettazione shock', ma è un titolo che poi, secondo me, non rispecchia quello che si legge nel testo. Dov'è lo shock? Io, anzi, mettevo esplicitamente in dubbio che Gimmi Cangiano fosse implicato" nell'attentato contro Ranucci. 

Carotenuto ricostruisce il contesto della telefonata: "C'era stata una puntata di Report nella quale ci si interrogava, nel quadro più ampio dell'inchiesta, su un eventuale ruolo di Gimmi Cangiano. Io, conoscendolo, seppur non benissimo, quella ricostruzione la ritenevo poco verosimile. Quando ho sentito Sigfrido gli ho detto: 'Ma tu veramente pensi che ci possa essere Cangiano?'. Mi sembrava un'ipotesi fuori dal verosimile". Il deputato precisa di aver voluto offrire al giornalista la propria valutazione personale: "È stato un mio impulso dire che, secondo me, Cangiano non c'entrava. Anche per dare una mano a Ranucci, che immaginavo stesse cercando di capire chi gli avesse fatto l'attentato, volevo dargli dalla mia prospettiva un input: per quelle che erano le mie conoscenze, secondo me Cangiano non c'entra". 

Quanto al rapporto con il conduttore di Report, Carotenuto esclude retroscena: "Dopo quella telefonata non ci siamo mai più visti per parlarne. Ci siamo incrociati soltanto in un'occasione pubblica. Ogni tanto ci scriviamo su WhatsApp, ma molto raramente". E ribadisce la propria stima: "Io considero Sigfrido una vittima in questa vicenda, assolutamente una vittima. Gli esprimo vicinanza e lo stimo come giornalista. Da ragazzo sognavo perfino di lavorare a Report". 

Il deputato M5S torna anche sulle polemiche seguite a un suo post in cui definiva il governo "mandante morale" dell'attentato: "Non ho mai detto che qualcuno a Palazzo Chigi abbia ordinato la bomba, non mi è passato neanche lontanamente per la testa. Io parlavo del clima che si era creato attorno a Ranucci e a Report, di un attacco quotidiano e di una delegittimazione continua. È questo che intendevo quando parlavo di 'mandante morale': un clima che può aver favorito il gesto di qualche mente squilibrata, non certo un mandato politico". 

17 lug 2026

Canada, oltre 200 incendi fuori controllo: il fumo 'invade' anche gli Usa, ira di Trump

(Adnkronos) - Oltre 200 incendi boschivi sono fuori controllo in Canada, in particolare nella provincia dell'Ontario, da dove parte il fumo che 'invade' il nord-est degli Stati Uniti. Secondo gli ultimi dati del Centro interagenzie canadese per gli incendi forestali (Ciffc), 207 incendi sono fuori controllo in tutto il paese, su un totale di 897 incendi attivi. Quasi 2,8 milioni di ettari sono andati in fumo dall'inizio dell'anno, secondo gli ultimi dati ufficiali del governo federale. La situazione è particolarmente critica in Ontario, dove oltre 80 incendi boschivi sono fuori controllo, ha dichiarato il premier Doug Ford ai giornalisti. 

Ieri l'Ontario ha richiesto assistenza federale e sta ricevendo supporto dai vigili del fuoco di altre province, tra cui Alberta e Yukon. Più di 80 aerei antincendio ed elicotteri sono stati dispiegati in Ontario per combattere le fiamme. Altri 39 velivoli sono pronti a decollare verso le zone remote inaccessibili via terra per evacuare le comunità abitate principalmente da popolazioni indigene. Finora, gli incendi non hanno causato vittime. 

Il fumo degli incendi, trasportato dal vento, ha causato un inquinamento atmosferico estremo nella Greater Toronto Area, la città più popolosa del Canada, e negli Stati Uniti orientali. Secondo i dati raccolti dalla società svizzera IQAir, Detroit, Chicago e Washington erano tra le città più inquinate al mondo oggi. Il Servizio Meteorologico Canadese ha avvertito che la qualità dell'aria a Toronto, che era "migliorata" stamattina, "tornerà a essere molto scarsa" in serata e potrebbe rimanere tale per tutto il fine settimana. 

 

 

Il presidente americano Donald Trump ha detto intanto di ''ritenere il Canada responsabile'' per gli incendi che si stanno verificando nel Paese, affermando che ''è assolutamente inaccettabile'' che il fumo causato dalle fiamme si propaghi negli Stati Uniti. ''Riteniamo il Canada responsabile del fatto che non stia mantenendo adeguatamente le proprie foreste e la vegetazione in esse contenuta, e che gli Stati Uniti vengano inutilmente invasi da aria sporca, inquinata e malsana, la cui qualità è pericolosa e assolutamente inaccettabile!'', ha scritto Trump su Truth Social. 

''Chiamerò il primo ministro durante la giornata per sapere cosa intendono fare al riguardo. Il costo è incalcolabile!'', ha proseguito Trump sostenendo che ''il Canada si è rifiutato di impegnarsi in una gestione forestale di base e nella rimozione dei detriti, sapendo che tale rifiuto porterà esattamente a questo risultato. Questa è negligenza intenzionale, che sta diventando un evento annuale, costando agli Stati Uniti miliardi di dollari, costo che questo inquinamento deve necessariamente essere aggiunto alle tariffe che il Canada sta attualmente pagando'', ha aggiunto. 

 

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17 lug 2026

Incendi, Carabinieri Forestali: "98% causati dall'uomo, in primi 6 mesi 3800 ettari bruciati"

(Adnkronos) - Oltre mille incendi boschivi nei primi sei mesi di quest'anno nelle regioni a statuto ordinario per un totale di superficie boscata bruciata pari a 3.625 ettari e a 209 ettari di aree non boscate, in media 3,51 ettari andati in fumo per ogni evento. I dati dei Carabinieri Forestali restituiscono una mappa dei roghi, acuiti da maggio in poi a causa del caldo record, che vedono tra le regioni più colpite la Calabria, la Toscana e la Puglia. Ma che, a differenza del passato, hanno interessato nelle scorse settimane anche il Nord con il Piemonte e la Lombardia. Il tenente colonnello Angelo Roseti, comandante del Nucleo Informativo Antincendio boschivo (Niab) del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri sottolinea all'Adnkronos: "Dai dati contenuti nei nostri fascicoli eventi incendi, redatti dagli 800 nuclei Forestali e Parco in tutte le regioni a statuto ordinario d'Italia, gli eventi dell'anno scorso erano 1.182 nel primo semestre del 2025, con una superficie boscata bruciata di 8.124 ettari mentre sono 1.034 nello stesso periodo di quest'anno con 3.625 ettari di estensione boscata bruciata e 209 ettari di superficie non boscata".  

"La situazione dello scorso anno - osserva - sembrerebbe più devastante rispetto a quella di quest'anno, ma la mia percezione è che in realtà - al di là dei numeri - sia in linea perché il dato 2025 è consolidato mentre quello del 2026 è destinato ad aumentare visto che ci sono 45 giorni di tempo a disposizione per pubblicare un fascicolo sull'incendio". Non tutti gli ultimi roghi, quindi, potrebbero essere già calcolati nei dati. "Al primo posto c'è la Calabria con 150 incendi, poi c'è la Toscana con 140 e la Puglia con 129", continua. 

Gli incendi dolosi (la maggioranza) e quelli colposi sono circa il 98% del totale, solo il 2-3% sono roghi di tipo naturale causati, per esempio, da fulmini. In campo, per prevenire e per risalire ai responsabili, lavorano i Forestali: "Quando si verifica un incendio noi cerchiamo il piromane - una persona malata - o l'incendiario ossia chi agisce con una motivazione consapevole di quello che sta facendo. E per trovare il responsabile è necessario risalire al punto d'inizio dell'incendio, che di fatto è la scena del crimine, e bisogna farlo il prima possibile perché l'area, soggetta ad agenti atmosferici, si modifica. Per farlo usiamo tre metodi: quello classico ossia la ricerca di testimoni; un algoritmo informatico, detto 'metodo delle evidenze geometriche (Meg)', ideato dall'ex Corpo Forestale dello Stato e dall'Università Federico II di Napoli e infine il 'metodo delle evidenze fisiche', sviluppato dall'ex Corpo Forestale e dall'Università della Basilicata attraverso cui si interpretano gli effetti sugli elementi fisici nell'area come piante, arbusti, cenere e sassi". 

Incrociando le tecniche si arriva all'area di inizio del rogo -circa 10 metri quadri - all'interno della quale si applica il protocollo operativo di repertazione a caccia di oggetti, dna, impronte digitali che faranno risalire al colpevole. Spesso le fiamme si ripropogono ciclicamente nelle stesse zone: per questo motivo l'Arma Forestale ha individuato sette aree Hot Spot, due in Calabria ad Aieta ed Orsomarso, due in Campania a Sarno e nel Parco del Cilento, uno nel Gargano e due sul litorale laziale 'Itri-Fondi' e a Ostia, sulle quali ha fatto confluire repertatori specializzati e militari da altre regioni come il Veneto, ad esempio, dove il fenomeno è meno invasivo. Qui i militari Forestali, con squadre a terra ma anche droni, analizzano il contesto per capire i motivi che fanno scaturire roghi in quelle zone. 

Se è vero che la maggior parte degli incendi è legato alla mano o al comportamento dell'uomo, ognuno può fare la sua parte: "Non bisogna mai accendere fuochi all'interno o in prossimità del bosco, non gettare mozziconi di sigarette specialmente dal finestrino dell'auto in corsa e bisogna rispettare rigorosamente il divieto assoluto di accendere fuochi che va generalmente dal 15 di giugno al 30 di settembre".  

Attenzione al modo in cui si festeggia: "Non usare fuochi d'artificio né lanterne volanti che possono avere un effetto di innesco dell'incendio anche a chilometri di distanza da dove sono partite". Non solo divieti. Si possono adottare anche comportamenti utili: "Bisogna pulire i terreni, sfalciare i bordi stradali dei terreni". "Se si vedono delle fiamme - conclude - è utile chiamare il 112 o il 115 cercando di fornire più informazioni possibili rispetto al luogo dell'incendio, cosa sta bruciando, se ci sono case vicine, quanto è lungo il fronte di fiamma, se ci sono situazioni di pericolo". 

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