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Svelato l'interruttore genetico che fa sudare troppo, nuove speranze per l'iperidrosi

(Adnkronos) - Sudare così tanto da dover cambiare i vestiti più volte al giorno, evitando ogni contatto sociale per la vergogna e la paura di essere additati e derisi, isolandosi al punto da cadere in depressione. E' la vita di tanti pazienti con iperidrosi, un problema che affligge dal 2 al 5% della popolazione con sintomi ben più gravi di un semplice 'imbarazzo'. Ora la scienza accende nuove speranze, grazie alla scoperta di un 'interruttore genetico' che in alcune forme di iperidrosi può innescare la sudorazione eccessiva. Il disturbo può dipendere infatti da un 'termostato' iperattivo nei nervi, il che lo riclassifica come "una condizione neurologica curabile". Dopo lunghe ricerche, è questa la conclusione di un team internazionale guidato da Frank Bosmanbs della Vrije Universiteit Brussel, ateneo di lingua olandese della capitale belga. Il lavoro, pubblicato su 'Science Advances', fornisce "solide prove che una forma di iperidrosi geneticamente determinata derivi da una sovrastimolazione dei nervi che controllano le ghiandole sudoripare. La scoperta - auspicano gli autori - elimina lo stigma che circonda questo problema e apre la strada a trattamenti mirati con farmaci già esistenti". 

 

L'iper sudorazione viene ancora troppo spesso liquidata come 'un problema di pelle', un equivoco che condanna i pazienti a non capire cos'hanno e a restare orfani di cure adeguate, spiegano gli scienziati. L'équipe di Bosmans ha passato 10 anni cercando risposte al disturbo, in collaborazione con la Johns Hopkins University americana. Analizzando il Dna di oltre 180 persone con iperidrosi, gli scienziati hanno scoperto difetti in uno specifico canale proteico presente nei nostri nervi: il canale ionico Nav1.8. "Normalmente funziona come una porta biologica che regola i segnali elettrici nel sistema nervoso", descrivono gli studiosi. Ma "nei pazienti con iperidrosi questa porta rimane troppo aperta a causa di una predisposizione genetica. Di conseguenza, il sistema nervoso che controlla le ghiandole sudoripare è costantemente iperstimolato. I nervi sono in uno stato di attività continua", il che si traduce in una sudorazione eccessiva. Un "dato coerente con il quadro clinico in cui la sudorazione è spesso scatenata da stimoli emotivi o legati allo stress, senza che la condizione abbia un'origine psicologica". 

Per suffragare la teoria, i ricercatori hanno messo a punto un modello sperimentale. Siccome i topi sudano solo dalle zampe, ci hanno messo 2 anni a sviluppare un metodo di misurazione microscopica per contare le goccioline di sudore utilizzando una miscela di iodio e amido. Alla fine hanno osservato che effettivamente i topi con lo stesso difetto genetico sudavano eccessivamente, ma non appena venivano trattati con una sostanza in grado di bloccare i segnali nervosi iperattivi la sudorazione diminuiva "in modo significativo e reversibile". La realtà genetica, tuttavia, è complessa. Per esempio, il team si è imbattuto in un paziente che aveva ereditato una mutazione nervosa inibitoria, ma che nondimeno sudava eccessivamente a causa di un'ulteriore e unica mutazione in un canale idrico locale all'interno della ghiandola sudoripara stessa. A dimostrazione che "l'iperidrosi è una condizione in cui diversi percorsi biologici possono portare alla stessa sovrastimolazione che poi diventa visibile sulla pelle". Resta comunque il fatto che "la scoperta offre la prospettiva di trattamenti migliori e più mirati", prospettano gli autori.  

 

"Oggi - ricordano gli scienziati - le forme gravi di iperidrosi vengono talvolta trattate con procedure che interrompono le vie nervose simpatiche nel torace. Questi trattamenti possono essere efficaci, ma sono invasivi, non adatti a tutti e possono causare effetti collaterali indesiderati". L'idea è che "una migliore comprensione della causa biologica" del disturbo, "attraverso approfondite ricerche genetiche e funzionali, potrebbe a lungo termine contribuire a prevedere con maggiore precisione quali pazienti potrebbero trarre maggior beneficio da trattamenti localizzati delle ghiandole sudoripare, farmaci sistemici o terapie mirate al sistema nervoso". 

Un secondo importante ambito di ricerca esplorato dagli autori è il cosiddetto riposizionamento dei farmaci, ossia la rivalutazione mirata - alla luce di quanto scoperto - di medicinali già disponibili con un determinato meccanismo d'azione. I ricercatori riferiscono che "nel modello murino diversi agenti clinicamente rilevanti hanno ridotto l'eccessiva sudorazione, inclusi trattamenti che agiscono sulla segnalazione colinergica, un meccanismo attraverso il quale le cellule nervose comunicano tra loro, o sull'eccitabilità delle cellule nervose". Questo, sottolineano, fornisce anche "un contesto biologico" alle segnalazioni di alcuni pazienti sull'effetto di prodotti a base di cannabis, poiché "alcuni cannabinoidi possono influenzare i canali del sodio". Tutto ciò "non significa che tali agenti possano già essere raccomandati come trattamento standard - precisano gli scienziati - ma che la ricerca pone le basi razionali per studi clinici controllati. In questo modo, la gestione dell'iperidrosi si sta spostando dal trattamento sintomatico verso un approccio più basato sui meccanismi". 

"Lo studio - concludono gli autori - colloca l'iperidrosi in un contesto più ampio di disturbi del sistema nervoso autonomo. La sudorazione è una funzione visibile del sistema nervoso autonomo e può quindi fungere da indicatore misurabile di disregolazione biologica. Ulteriori indagini sono necessarie per stabilire se meccanismi simili dei canali ionici contribuiscano anche ad altre forme di disautonomia, ad esempio in seguito a infezioni". Intanto, però, "per i pazienti il messaggio è chiaro: l'iperidrosi primaria non è semplicemente un problema estetico o una questione di stress; per almeno alcuni pazienti, si tratta di un disturbo biologico reale e potenzialmente curabile a carico dei nervi e delle ghiandole sudoripare". 

 

17 lug 2026

Morti in piscina, 75 vittime dal 2022 in Italia: i consigli per prevenire gli incidenti

(Adnkronos) - Il drammatico incidente di Sestri Levante, dove una bambina di 11 anni è morta dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di una piscinetta, riporta l'attenzione sul tema della sicurezza nelle piscine italiane. Secondo la Società italiana di medicina ambientale (Sima), il caso porta a 75 il numero delle vittime registrate nelle piscine italiane dal 2022 a oggi, mentre il Governo annuncia una stretta normativa con nuove regole per gli impianti.  

"Il decesso della bimba di 11 anni rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di una piscinetta a Sestri Levante, nel Genovese, porta a 75 il tragico bilancio delle vittime nelle piscine italiane registrate dal 2022 ad oggi". Fa i conti la Sima, Società italiana di medicina ambientale, analizzando i numeri ufficiali delle morti in piscina registrate nel nostro Paese. 

"Se si considerano le piscine private, quelle aperte al pubblico, i parchi termali e le strutture ricettive, in Italia si contano 75 persone che tra il 1° gennaio 2022 e il 16 luglio 2026 hanno perso la vita nelle acque di una piscina. Si tratta in media di 16 decessi ogni anno, in diminuzione rispetto alla media di 30 decessi l'anno monitorata dall'Iss nel periodo 2017-2021", riferisce la società scientifica in una nota. "A questi - sottolinea - vanno aggiunti i circa 400 decessi che si registrano ogni anno in Italia per annegamenti in acque diverse dalle piscine (mare, laghi, fiumi, torrenti), mentre nel mondo i decessi per annegamento ammontano a 2,5 milioni solo nell'ultimo decennio". 

"La principale causa di morte in piscina è dovuta a malori, circa il 44% del totale, ma in più della metà dei casi a perdere la vita è un bambino sotto i 12 anni, confermando i dati dell'Oms secondo cui le vittime più frequenti per annegamento in acqua sono i minori", rimarcano gli esperti. 

 

"Per prevenire incidenti nelle piscine italiane è necessario seguire alcune semplici regole - afferma il presidente della Sima, Alessandro Miani - I minori devono essere sempre sorvegliati dai genitori, che non devono mai distrarsi, nemmeno quando i bambini non sono in acqua e sostano nei pressi delle piscine. Scegliere solo strutture dotate di personale addetto alla sorveglianza, in grado di intervenire con prontezza in caso di necessità. Verificare sempre l'altezza di una piscina prima di entrare in acqua, e mai fare il bagno quando il corpo è surriscaldato o dopo l'assunzione di alcol. Entrare in acqua lentamente, bagnando prima piedi, gambe, braccia, nuca, torace e viso, poiché il corpo deve avere il tempo di adattarsi al cambio di temperatura". 

 

"La morte di Alice, la bambina di 11 anni risucchiata dal bocchettone di una piscina a Sestri Levante, pone l’accento sulla necessità, non più rinviabile, di mettere in sicurezza in Italia le piscine pubbliche e private, senza se e senza ma. Negli ultimi tre mesi ben cinque sono state le morti di minori in piscina. Serve una disciplina severa ma anche maggiore prudenza nel non lasciare mai da soli i bimbi in acqua. Il disegno di legge del governo Meloni, finalizzato a questo obiettivo, sarà licenziato entro il mese dalla competente Commissione e faremo il possibile per calendarizzarlo con urgenza”, dichiara il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, firmatario della proposta insieme al ministro della Salute Orazio Schillaci. 

 

17 lug 2026

Caldo record, oggi 16 città da bollino rosso e domani scendono a 14 per effetto temporali

(Adnkronos) - L'effetto temporali allenta la morsa dell'afa sull'Italia alle prese come l'Europa con un caldo record. Nell'ultimo bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, domani domenica 19 luglio le città da bollino rosso scenderanno a 14. E sembrano migliorare anche le previsioni per oggi, sabato 18: i capoluoghi in rosso passano a 16 (dai 19 del precedente aggiornamento). Oggi le città con allerta massima (livello 3, indice di rischi per la salute della popolazione generale) sono Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Domani, domenica 19 luglio, Bari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma e Viterbo.  

I capoluoghi in arancione (livello 2, con rischi per la salute dei fragili) oggi sono 7 (Bari, Catania, Messina, Napoli, Reggio Calabria, Venezia e Verona), mentre domani scendono a 3 (Catania, Messina e Reggio Calabria). Il 19 rinfrescano in particolare Bologna, Brescia, Milano, Torino, che dopo 2 giorni in rosso scalano al giallo (livello 1, di pre-allerta) insieme ad Ancona, Bolzano, Cagliari, Trieste, Venezia e Verona. 

 

Dopo lunghi giorni di caldo record da Nord a Sud, il weekend alle porte vedrà l'Italia divisa fra canicola e temporali. Eventi che sempre più spesso presentano manifestazioni quasi tropicali e che a volte "peggiorano gli effetti sulla salute". Spiega il perché Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International. "Dal punto di vista sanitario - avverte - occorre prestare attenzione non solo ai rischi diretti legati al maltempo, ma anche al fatto che il caldo intenso non scompare dopo il temporale. L'umidità elevata che spesso segue questi eventi aumenta il disagio fisiologico, soprattutto per anziani, persone con malattie cardiovascolari e respiratorie, bambini e lavoratori all'aperto". 

Ma cosa porta a 'bombe d'acqua' improvvise nei periodi di afa estrema? "L'attuale situazione meteorologica - descrive Pregliasco - rappresenta uno degli effetti più tipici delle estati caratterizzate da ondate di calore persistenti. L'atmosfera accumula una quantità enorme di energia sotto forma di aria molto calda e ricca di umidità e, quando arriva un impulso più fresco in quota, questa energia può liberarsi improvvisamente con fenomeni temporaleschi anche molto violenti. Il rischio maggiore, in queste ore, non è rappresentato tanto dalla pioggia in sé, quanto dalle raffiche di vento improvvise, dalle grandinate e dai downburst, vere e proprie 'esplosioni' di aria discendente che possono provocare danni a edifici, alberi, cantieri e infrastrutture, con velocità del vento che localmente possono superare i 100 km/h". Il medico invita a "ricordare che questi fenomeni hanno una distribuzione molto irregolare: pochi chilometri possono fare la differenza tra un violento nubifragio e una situazione del tutto tranquilla. Per questo è fondamentale seguire gli aggiornamenti della Protezione civile e dei servizi meteorologici ufficiali, evitando di sottovalutare gli avvisi". 

"Questa alternanza tra caldo estremo e fenomeni atmosferici sempre più intensi - osserva Pregliasco - è ormai una caratteristica ricorrente delle nostre estati. Non dobbiamo abituarci a considerarla normale: richiede una crescente capacità di prevenzione, sistemi di allerta efficaci e comportamenti prudenti da parte dei cittadini, perché gli eventi estremi sono destinati a diventare sempre più frequenti e impattanti anche sulla salute pubblica". 

 

Il caldo ha fatto un'altra vittima in Liguria. Una turista lombarda di 74 anni è morta ieri mattina dopo essere stata colta da un malore mentre si trovava in spiaggia a Moneglia, in provincia di Genova. Secondo le prime informazioni, la donna sarebbe stata colpita da un malore, dovuto probabilmente a un colpo di calore. A dare l'allarme sono stati i numerosi bagnanti presenti, che l'hanno vista accasciarsi sulla sabbia mentre si trovava sotto il sole. Sul posto sono intervenuti i militi della pubblica assistenza e il personale del 118, che hanno avviato immediatamente le manovre di rianimazione. Nonostante i lunghi tentativi di soccorso, per la 74enne non c'è stato nulla da fare. Sul luogo dell'accaduto sono intervenute anche le forze dell'ordine per gli accertamenti del caso. 

 

17 lug 2026

Maltempo insiste sul Nord, scatta allerta gialla per temporali in 4 regioni

(Adnkronos) - Il maltempo insiste sul Nord Italia e per la giornata di oggi, sabato 18 luglio, scatta l'allerta gialla in cinque regioni. Nelle prossime ore, avverte la Protezione Civile, il cedimento del campo di alta pressione determinerà infiltrazioni di aria più fresca in quota, che favorirà l’innesco di temporali, anche di forte intensità, specie sui settori orientali sulle regioni settentrionali. 

 

 

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso quindi un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo - continua la nota - impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche. L’avviso prevede, dalla tarda mattinata di oggi, sabato 18 luglio, temporali, anche di forte intensità, su Friuli-Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, in estensione alle Marche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. 

 

 

In questo quadro, e sulla base dei fenomeni previsti, per la giornata di oggi sabato 18 luglio è stata quindi valutata allerta gialla per temporali sul Friuli-Venezia Giulia e parte di Veneto, Emilia-Romagna e Marche.  

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. "Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione", conclude la Protezione Civile. 

 

17 lug 2026

Durigon: "Occupiamo sport? Da Schlein demagogia, dimentica la dem De Micheli presidente Lega Volley"

(Adnkronos) - "Dispiace che la Schlein dica queste cose. E dimentica che proprio un esponente del Pd come Paola De Micheli ha già svolto questo ruolo, e bene. Fare demagogia così. E' una nomina che mi è stata richiesta, che faccio con passione, la dedico a mio figlio che segue da sempre questo sport". Così Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e vice segretario della Lega, intervistato dal direttore Adnkronos, Davide Desario a 'Ponza d'autore', ha risposto alle dichiarazioni di Elly Schlein che ha parlato di "occupazione militare dello sport", dopo la nomina di Durigon a presidente della lega pallavolo maschile.  

"Nella pallavolo-ha continuato Durigon- siamo primi nel mondo, è il vero made in Italy, ringrazio i presidenti di club che mi hanno chiesto di farlo, spero di aiutare a dare giusto spazio a questo sport, che già lo ha", ha spiegato (VIDEO).  

 

"La Lega è una sola, non ci sono due Leghe. Io milito in un partito dove oggettivamente ci sono tantissimi bravissimi amministratori di cui vado orgoglioso. Ci sono entrato per questo motivo. Ma c'è un giornalismo che in qualche modo vuole cavalcare alcune situazioni. Io credo che la Lega, come ha dimostrato sempre, è una Lega sola. E la Lega può costruire, secondo me, un grande bacino di voti per far vincere ancora il centrodestra", ha detto ancora il vice segretario della Lega. 

 

Sull'ipotesi di un ritorno di Vannacci nel centrodestra, spiega: "Mi hanno insegnato che per stare insieme bisogna essere in due. Quindi io ho sposato mia moglie ed lei ha detto sì insieme a me, no? Quindi Vannacci non penso che sta dicendo sì, perché oggettivamente sta criticando il governo e vota contro. Quindi è difficile che possa essere un elemento da tenere in considerazione in questo momento. Poi vedremo con l'andare avanti, ma io credo che oggettivamente lui stia cavalcando un'onda dell'anti che non fa bene sicuramente a chi deve governare. Perché chi governa è vero che può avere delle posizioni diverse, ma con il governo si pensa a trovare poi soluzioni".  

 

Sulle preferenze "c'è stata una situazione sbagliata. Si è perso di un voto soltanto, qualcuno era assente, anche tra i leghisti, anche tra i leghisti che stanno al governo. È vero che non sono quelli determinanti, però oggettivamente credo che se uno ha impegni di governo, quello è un momento saliente per il governo e quindi bisogna partecipare e bisogna rispettare quell'istituzione che ognuno ricopre, anche partecipando al voto parlamentare. Bene ha fatto la Meloni quando ha detto che questa è una situazione che deve far riflettere. Dopodiché c'è il secondo giro, c'è il Parlamento, c'è il Senato e possiamo sicuramente dare delle risposte anche lì. Vediamo. Credo che le preferenze sono una cosa che possono far bene a una campagna elettorale e possono far indicare ai propri elettori chi deve rappresentarli". 

 

17 lug 2026

Due operatori ecologici trovati morti nel Fiorentino, caldo estremo tra le ipotesi sui decessi

(Adnkronos) - Due morti nel giro di poche ore, entrambe durante il turno di lavoro e nello stesso settore. È una doppia tragedia quella che ha colpito la provincia di Firenze, dove due operatori addetti alla raccolta dei rifiuti sono stati trovati senza vita in due diversi comuni. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è anche quella di un malore, mentre resta da accertare se il caldo estremo che sta interessando il territorio abbia avuto un ruolo nei decessi. 

La prima vittima è un operaio di 55 anni, dipendente di una ditta in appalto per Alia, trovato morto nella mattinata di giovedì 16 luglio, intorno alle 7, in via del Lavoro a Barberino del Mugello. L'uomo stava effettuando il servizio di raccolta porta a porta quando, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colto da un malore. I sanitari del 118 lo hanno trovato riverso a terra accanto al mezzo di servizio. Sul corpo non sono stati riscontrati segni di violenza. La Procura di Firenze ha disposto il trasferimento della salma all'Istituto di medicina legale per gli accertamenti autoptici, mentre i carabinieri stanno ricostruendo l'accaduto. 

Poche ore più tardi un secondo dramma si è consumato a Bagno a Ripoli, dove un operatore di 42 anni è stato trovato morto durante il servizio. Anche in questo caso non viene esclusa l'ipotesi di un malore e saranno gli esami medico-legali a stabilire le cause del decesso. 

I due lavoratori appartenevano a imprese diverse che operano in appalto per Alia, la società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nell'area fiorentina. L'azienda ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa dei due dipendenti, invitando alla massima prudenza sulle cause delle morti. "Ogni ricostruzione sarebbe prematura fino alla conclusione degli accertamenti medici", ha sottolineato Alia Plures, ribadendo che il pensiero è rivolto alle famiglie e ai colleghi delle vittime. 

La tragedia si inserisce nel contesto dell'ondata di calore che da giorni interessa la Toscana. Proprio per fronteggiare le alte temperature, Alia ha confermato il Protocollo Caldo, operativo dal 15 giugno al 30 agosto, che prevede la rimodulazione dei servizi nelle ore più critiche della giornata, lo spostamento in fascia serale di parte della raccolta porta a porta, la riorganizzazione dello spazzamento manuale, oltre alla distribuzione di acqua, sali minerali e ulteriori misure di prevenzione. L'azienda ha inoltre rinnovato l'invito alle imprese appaltatrici ad adottare le stesse modalità organizzative. 

Sulla vicenda è intervenuta anche la Fp Cgil Firenze, che ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e ha chiesto che venga fatta piena luce sulle circostanze dei decessi. Il sindacato sottolinea come non sia ancora possibile stabilire se il caldo abbia avuto un ruolo, ma ribadisce la necessità di rafforzare le tutele per chi lavora all'aperto e di estendere i protocolli contro il rischio da calore a tutto il sistema degli appalti. L'esito degli accertamenti medico-legali sarà determinante per chiarire le cause delle due morti e verificare se esista un collegamento con le condizioni climatiche estreme registrate in questi giorni. 

17 lug 2026

Finale dei Mondiali 2026, lo show all'intervallo durerà 'solo' 17 minuti

(Adnkronos) - Lo show tra il primo e secondo tempo della finale dei Mondiali tra Argentina e Spagna durerà 'solo' 17 minuti. La Fifa fa chiarezza sulla lunghezza dell'intervallo speciale del match che si gioca domenica 19 luglio - alle 21 italiane - al MetLife Stadium in New Jersey. Alla fine, lo spettacolo con un cast stellare durerà appena 2 minuti in più rispetto ad un intervallo canonico: 11 minuti di esibizione e 6 minuti per allestire e smontare il palco, come ha comunicato la Fifa alle federazioni di Spagna e Argentina. Durante lo show si esibiranno in particolare Shakira, Madonna e Justin Bieber. 

Dopo l'halftime show, verrà innaffiato il terreno di gioco. Nelle altre partite giocate al MetLife Stadium, il campo è apparso molto asciutto e più lento del solito. Durante il primo e il secondo tempo, come avvenuto sempre nei match dei Mondiali, scatteranno 2 hydration break a metà di ciascuna frazione. Tra intervallo e pause, quindi, la partita durerà circa 2 ore per i soli tempi regolamentari.  

Il match di domenica non è a rischio per le nubi di fumo provocate dagli incendi in corso nell'Ontario, Canada. La qualità dell'aria in New Jersey, riferisce Espn, non desta preoccupazioni. Le autorità di New York e del New Jersey hanno emesso nelle ultime ore allerte sanitarie ma le previsioni meteo fanno intravedere condizioni favorevoli per domenica. "Abbiamo un rappresentante del Servizio Meteorologico Nazionale che opera direttamente presso la sede della Fifa per seguire la situazione minuto per minuto", ha dichiarato in conferenza stampa Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per i Mondiali. La Fifa, sulla base delle informazioni disponibili, non ha modificato il programma. 

17 lug 2026

Norvegia, incendio fuori controllo: oltre 100 case distrutte

(Adnkronos) - Oltre cento case sono state distrutte dagli incendi che sono divampati nella zona di Krokstadelva, nel comune di Drammen, a 40 chilometri da Oslo in Norvegia. Lo ha annunciato il capo della polizia Frode Presthus durante una conferenza stampa, aggiungendo che l'incendio è fuori controllo. Diverse centinaia di persone sono state evacuate, mentre nessuno risulta ferito come riporta l'emittente Nrk. 

 

 

Sei elicotteri antincendio sono stati impiegati per contribuire allo spegnimento dell'incendio. 

''Questo è un incidente terribile che colpisce tutta Drammen'' ha dichiarato alla Nrk il sindaco Kjell Arne Hermansen. Il comune ha istituito una squadra di gestione delle crisi e si sta allestendo un centro di evacuazione. ''Tutte le nostre risorse, provenienti dal comune e dai servizi di emergenza, sono attualmente impegnate ad aiutare le persone della zona'', ha affermato Hermansen. Sono stati allestiti due punti di raccolta per gli sfollati. 

''Stiamo lavorando per salvare le case'', ha proseguito il capo della polizia Presthus. L'incendio si è propagato in una zona di abitazioni a schiera e uno dei vigili del fuoco intervenuto ha riportato lievi lesioni, spiega Nrk. Alla popolazione è stato chiesto di evitare la zona e di segnalare persone che risultano scomparse o con le quali non riescono a entrare in contatto. 

"Lasciate la zona. Chiudete porte, finestre e condotti di ventilazione, spegnete la ventilazione se possibile", recita il messaggio di emergenza diffuso dalla polizia. "Esiste il rischio di esplosione e di emissioni di fumi tossici", prosegue il documento. 

17 lug 2026

G8 di Genova, parla l'ex carabiniere Placanica: "Una parte di me è morta, quel giorno ha cambiato il mio destino"

17 lug 2026

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