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Mps, dal cda no al rilancio di Intesa: "Premio resta inferiore alla media"

(Adnkronos) - Nessun fuoco pirotecnico. Nessun rinvio di assemblea né cavaliere bianco. E neanche il rilancio. Dal cda di Mps è uscita fuori una risposta a Intesa Sanpaolo: il ritocco del corrispettivo in contanti da 1 a 1,25 euro per azione non basta - spiega il cda del Monte - a colmare la distanza rispetto ai premi medi riconosciuti nelle offerte pubbliche volontarie comparabili del settore bancario italiano.  

Il consiglio di amministrazione di Mps ha preso atto della decisione di Intesa Sanpaolo di incrementare la componente in contanti del corrispettivo, precisando però che "tale premio resta inferiore a quello mediamente osservato nelle offerte pubbliche volontarie comparabili del settore bancario italiano", richiamate nel comunicato del 16 luglio scorso, e pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale precedente l’annuncio. 

Non solo. Nella nota diffusa in serata, il Monte contesta anche le condizioni poste da Intesa per la prosecuzione dell’offerta. Secondo Mps, la banca guidata da Carlo Messina avrebbe subordinato il proseguimento dell’operazione all’abbandono del progetto industriale del Monte, senza tuttavia offrire "alcuna certezza sul completamento dell’offerta" della stessa Intesa. 

È su questo doppio fronte, economico e industriale, che si articola la risposta del cda: da una parte la valutazione del premio riconosciuto agli azionisti, dall’altra la difesa del percorso avviato da Mps, che punta a valorizzare l’identità e l’integrità della banca. Il consiglio conferma infatti che il progetto del Monte, naturale evoluzione dell’operazione Mediobanca, "presenta un solido razionale industriale ed economic"» ed è stato concepito per accrescere il valore per gli azionisti attraverso una maggiore scala, la diversificazione delle fonti di ricavo e una loro partecipazione significativa al capitale e al valore futuro del gruppo risultante. 

Di segno opposto, nella ricostruzione di Mps, il disegno di Intesa Sanpaolo, che comporterebbe la disaggregazione delle attività del Monte tra distinti perimetri proprietari e industriali e richiederebbe ulteriori passaggi, decisioni e autorizzazioni per arrivare alla configurazione finale. 

Altro capitolo è quello di Siena e della Toscana. Mps riconosce come positivo il richiamo di Intesa all’importanza industriale, occupazionale e istituzionale del territorio, ma lamenta l’assenza di impegni concreti e quantificati su investimenti, livelli occupazionali, crescita del credito, funzioni da localizzare a Siena e tempi di attuazione. Alcune iniziative, osserva il Monte, sono ancora presentate come ipotesi da valutare. E il futuro della città, si legge nella nota, "non dipende soltanto dal mantenimento di una sede o di un marchio", ma dalle funzioni decisionali, strategiche e industriali che saranno effettivamente esercitate sul territorio. 

Mps richiama inoltre il progetto prospettato da Unipol con Bper, sul quale si fonda una parte della rappresentazione di Intesa relativa al futuro di Siena e della banca. Un progetto che, sottolinea il Monte, non costituisce un impegno direttamente assunto da Intesa e resta subordinato alla definizione del perimetro, alle autorizzazioni necessarie e alle autonome valutazioni degli organi di Bper. 

Nella sua difesa del piano industriale, il cda chiama in causa anche Generali. Il progetto Mps, sostiene, rafforzerebbe la presenza sul mercato di un operatore nazionale indipendente, dotato di una scala significativa, ampliando le possibilità di scelta per famiglie, imprese e territori. L’offerta di Intesa, al contrario, determinerebbe un ulteriore rafforzamento del principale operatore bancario italiano e una maggiore concentrazione in diversi segmenti di attività. Profili che, ricorda la nota, sono oggetto dell’istruttoria avviata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. 

Quanto alle prossime mosse, il consiglio di amministrazione e il management di Mps assicurano che continueranno a lavorare nell’interesse della banca e di tutti gli azionisti, "valutando e perseguendo ogni iniziativa idonea a tutelare e massimizzare il valore della loro partecipazione". 

Secondo diverse fonti finanziarie contattate dall’Adnkronos, l’obiettivo dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, potrebbe essere quello di giocarsi ancora la partita in assemblea, provando a convincere i fondi e facendo leva anche sulle valutazioni dei proxy advisor che devono ancora pronunciarsi. Un passaggio che - spiegano le fonti - potrebbe comunque essere molto ostico per Lovaglio alla luce del sostegno da parte di azionisti di peso all'offerta di Intesa Sp. 

Nel frattempo, proprio oggi, è arrivata una nuova conferma della neutralità del governo sul risiko in corso. "Ci sono due proposte strutturate e saranno gli azionisti, sarà il mercato, a scegliere dove andare", ha dichiarato Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, a margine dell’assemblea di Assolombarda a Milano.  

 

"Credo che sia principalmente una strategia difensiva classica del Consiglio di Mps, con elementi di pressione sul prezzo/condizioni e di promozione del proprio progetto industriale". Così Antonio Tognoli, responsabile della macroanalisi di Cfo Sim, commenta all'AdnKronos il comunicato di Mps al termine del Cda di questa sera. "Sembra che ci sia un chiaro tentativo di spingere Intesa Sanpaolo a migliorare ulteriormente l’offerta cash o a chiarire ulteriormente", conclude. 

 

12 ott 2026

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12 ott 2026

Iran, Italia e altri 31 Paesi fanno quadrato: "Inaccettabili le minacce di Teheran"

(Adnkronos) - "È inaccettabile qualsiasi tentativo dell'Iran di minacciare, mettere a tacere, intimidire, perseguitare o colpire persone nei nostri Paesi, o di costringerle ad agire contro la propria volontà, attraverso gruppi che agiscono per suo conto o con qualsiasi altro mezzo". L'Italia, insieme agli Stati Uniti, al Regno Unito e agli altri 29 Paesi firmatari, lancia un nuovo avvertimento a Teheran, condannando con la massima fermezza le attività ostili attribuite al regime iraniano. In una dichiarazione congiunta aggiornata e pubblicata dal governo britannico, i ministri degli Esteri di 32 Paesi denunciano complotti, omicidi, incendi dolosi, sabotaggi, attacchi informatici e altre operazioni ibride riconducibili a Teheran. 

Al centro della presa di posizione c'è anche l'incidente del 27 settembre alla base della Raf di Fairford, nel sud-ovest dell'Inghilterra. I firmatari riconoscono la valutazione del Regno Unito sul coinvolgimento iraniano e sottolineano che, secondo Londra, l'episodio dimostra la "continua volontà dei Pasdaran di proiettare attività ostili oltre i propri confini attraverso reti clandestine e proxy". 

Il messaggio a Teheran è chiaro. "Chiunque conduca attività ostili per conto dell'Iran, o di qualsiasi altro Stato, deve sapere che agiremo per identificare, indagare, contrastare e perseguire queste attività", avvertono i ministri degli Esteri. I Paesi firmatari ribadiscono di essere uniti nella difesa della propria sovranità e nella protezione delle rispettive comunità, assicurando che i responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni. "L'Iran non deve avere dubbi sul fatto che siamo uniti", si legge nella dichiarazione, che richiama anche l'importanza di rafforzare la cooperazione internazionale. 

La nuova nota aggiorna una precedente dichiarazione diffusa nella stessa giornata e sottoscritta da 29 Paesi. Tra i firmatari figurano Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. 

 

"Uno spregevole complotto teso a portare avanti una campagna anti Iran e sfuggire alla responsabilità della complicità del Regno Uniti nell'aggressione militare Usa e sionista contro la nazione iraniana". Così, intanto, il ministero degli Esteri iraniano rigetta le "accuse false" avanzate da Londra "per attribuire all'Iran il presunto incidente alla base aerea di Fairford". 

"Il governo britannico non può sottrarsi alle responsabilità politiche e legali di queste accuse, o alle loro potenziali conseguenze, nascondendosi dietro la retorica senza fornire concerete prove", prosegue la dichiarazione, sottolineando come da parte britannica si siano usate formula come "altamente probabile" o "quasi certa" riguardo alla dichiarata responsabilità iraniana. 

"Il Regno Unito ha una storia di fabbricazione di accuse false riguardo alla sicurezza contro altre nazioni, azioni che in alcuni casi hanno provocato tensioni e dannosi conflitti nell'Asia occidentale" conclude la dichiarazione di Teheran che afferma che l'Iran considera "il governo britannico, così come i pianificatori e gli esecutori di questa goffa operazione di 'falsa bandiera', responsabile per tutte le conseguenza provocate da questa falsità". 

Anche "l'ambasciatore iraniano a Londra, Ali Moussavi, ha di nuovo categoricamente rigettato ogni accusa riguardo ad un ruolo di Teheran nell'incidente nella base militare di Fairford", quanto riporta l'agenzia di stato iraniana Irna, aggiungendo che il diplomatico ha "chiesto al governo britannico di presentare prove a sostegno di queste accuse, se ne possiede alcuna". 

Il governo britannico ha convocato l'ambasciatore iraniano a Londra per ribadire che non tollererà minacce e attività ostili sul proprio territorio. La decisione segue le dichiarazioni del primo ministro, Andy Burnham, secondo cui è "altamente probabile" che l'operazione contro la base Raf di Fairford sia stata coordinata dai Guardiani della Rivoluzione. Londra ha inoltre annunciato sanzioni contro due cittadini iraniani accusati di aver facilitato o condotto attività ostili per conto del regime di Teheran. 

 

12 ott 2026

Caos a bordo del volo per New York, arrestata l'attrice Selma Blair: "Ha morso hostess e aggredito un poliziotto"

(Adnkronos) - Caos ad alta quota per Selma Blair. L'attrice americana è stata arrestata domenica a New York dopo aver dato in escandescenze a bordo di un volo Delta Airlines diretto all'aeroporto internazionale Jfk. Secondo quanto rivelato da Tmz, la star di 'Cruel Intentions' e 'Hellboy' avrebbe aggredito fisicamente i membri dell'equipaggio e, successivamente, le forze dell'ordine e il personale medico. Stando alla ricostruzione di Tmz, che ha ottenuto anche gli audio delle comunicazioni di emergenza, la Blair avrebbe tentato di aprire il portellone dell'aereo in volo. Fermata dal personale di bordo, l'attrice avrebbe reagito violentemente, colpendo con un pugno un'assistente di volo e mordendone un'altra (provocandole una lacerazione). Immobilizzata per il resto del viaggio, è stata presa in consegna dalle autorità al momento dell'atterraggio. 

La violenza, tuttavia, non si sarebbe fermata sulla pista. Fonti delle forze dell'ordine hanno riferito che, durante il tragitto in ambulanza verso l'ospedale per accertamenti, l'attrice avrebbe ripetutamente preso a calci in testa un agente della polizia portuale. Una volta giunta al pronto soccorso, avrebbe inoltre aggredito un'infermiera, la quale ha poi sporto denuncia. Attualmente lo Stato ha incriminato Blair per due capi d'accusa di aggressione (nei confronti dell'agente e dell'infermiera), mentre l'Fbi ha aperto un'indagine su quanto accaduto a bordo del velivolo. La compagnia aerea Delta ha condannato l'episodio ribadendo la "tolleranza zero per comportamenti indisciplinati o illegali", pur precisando di non avere registrazioni relative al tentativo di apertura del portellone. 

Un portavoce dell'attrice ha giustificato l'accaduto dichiarando a Tmz che "Selma ha avuto un'emergenza medica che ha portato al presunto comportamento. Appena atterrata, ha ricevuto immediatamente assistenza e attualmente è in condizioni stabili". 

 

12 ott 2026

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12 ott 2026

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12 ott 2026

Lega, Salvini si dimette da segretario: tesoriere Di Rubba commissario fino al Congresso

(Adnkronos) - Nel corso del Consiglio federale della Lega, il segretario Matteo Salvini e i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani hanno rassegnato le proprie dimissioni. Un passaggio "già da tempo concordato e previsto" - fa sapere il partito - e soprattutto "necessario" in vista del Congresso straordinario del 24 e 25 ottobre. 

Fino ad allora il compito di amministrare il partito è stato assegnato al tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario. 

“Ho scelto di dotare la Lega di una segreteria politica, per condividere onori e oneri, sicuramente aggiorneremo anche il simbolo, perché il mondo cambia e la Lega corre siamo orgogliosi delle nostre radici, del nostro passato ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro”, ha annunciato Salvini, in un punto stampa in via Bellerio al termine del consiglio federale in cui è stato approvato il regolamento per il congresso straordinario. “Abbiamo fissato la data del congresso della lega il 24 e 25 ottobre. La Lega è un partito che esiste con più di 1000 sezioni, con 500 sindaci con decine di migliaia di iscritti e di militanti, di volontari simpatizzanti quindi saranno due giorni di confronto, di ragionamento e di idee in un mondo che cambia, basta guardare Trump cosa decide dalla sera alla mattina le guerre in corso e quindi c'è bisogno di una Lega presente, unita, reattiva, di lotta e di governo, leale, ma non seconda nessuno”, ha detto Salvini, dicendosi “ben contento” del federale di oggi. 

“Non ci sono dissidenti” nel Carroccio e la definizione di ‘nordisti’ è “una categoria dello spirito, io sono nordista, ho fatto la tessera della Lega Lombarda nel 1990”, ha poi aggiunto. Al Congresso “mi aspetto idee e proposte, se qualcuno decide di non venire, mi spiace per lui. Il Congresso è aperto, ci sono persone che chiedono di venire da tutta Italia, ci sono persone che si faranno 800 chilometri per venire ad ascoltare e intervenire e quindi mi auguro che ci sia gente che porta idee e porta proposte, magari alcune di queste proposte sono anche utili”, ha aggiunto.  

“Io - ha detto Salvini - mi aspetto un bel congresso”. La stampa ha “scritto per due mesi che Pontida sarebbe stato un disastro, un flop, un vuoto, uno scontro: è stata una bellissima giornata. Conto che anche il congresso porti tante idee e tanti contributi e vengano tutti quelli che hanno qualcosa da dire e da dare. Mi aspetto dei documenti da parte di tutti”. 

 

La Lega si prepara quindi al Congresso straordinario del 24-25 ottobre all'Allianz MiCo Arena di Milano, chiamata all'elezione del segretario federale e alla definizione della linea politica e programmatica del movimento guidato da Salvini. Prima tappa di avvicinamento alle assise è il Consiglio federale convocato nel pomeriggio, dalle 15, in via Bellerio, che ha approvato il nuovo regolamento congressuale, dopo un'ora di confronto. Ed ecco la novità: il testo, (17 articoli contenuti in 5 paginette), che l'Adnkronos ha potuto visionare, prevede il voto palese per tutte le mozioni e gli atti di indirizzo, una mossa che potrebbe mettere al sicuro il leader da eventuali tentazioni frondiste, a partire dalle richieste del cosiddetto fronte del Nord, che potrebbe chiedere al congresso un maggior impegno per le regioni settentrionali, chiedendo la 'correzione' delle linea 'nazionale' del leader Salvini. Testi che non potranno quindi essere approvati (o respinti) con il voto segreto e che dovranno essere prima della stessa votazione approvati dalla "Commissione statuto e regolamenti".  

La 'premessa' del regolamento, intanto, fissa alcuni 'paletti' sul modus partecipandi dei delegati: i "delegati elettivi, nel numero di 400 (quattrocento) stabilito dal Consiglio Federale nella seduta del 21 settembre 2026, fatto salvo l’esaurimento della graduatoria di ciascuna Regione, sono suddivisi come da metodologia e risultanza utilizzata per il Congresso Federale tenutosi in data 5 e 6 aprile 2025, stabiliti dallo statuto federale". Lo 'Straordinario' è convocato per sabato 24 alle 13 in prima convocazione e alle 14 in seconda, e prosegue anche la domenica, a partire dalle 10. 

All'ordine del giorno, ex articolo 3, ci sono tre punti: 'l'elezione del segretario federale'; 'eventuali modifiche dello statuto' e l'approvazione di atti di indirizzo'. Per "la candidatura a Segretario Federale dovrà essere allegato il programma e le firme a sostegno della candidatura in un numero compreso tra un minimo di 80 (ottanta) e un numero massimo di 120 (centoventi) firme di Congressisti, iscritti in almeno 4 (quattro) regioni" (Art.14). Per il voto, si legge ancora nel successivo art. 15, si spiega che "nel caso in cui sia stata depositata una sola candidatura a Segretario Federale, il Presidente del Congresso può prevedere, per tale elezione, il voto palese". Anche le eventuali proposte emendative allo Statuto "dovranno essere sottoscritte da non meno di 80 (ottanta) Congressisti, iscritti in almeno 4 (quattro) Regioni diverse, e depositati almeno 72 (settantadue) ore prima dell’orario previsto per la prima convocazione, mediante consegna diretta alla Segreteria Organizzativa Federale". Le proposte che arriveranno al congresso dovranno essere votate per alzata di mano. Infine per gli atti di indirizzo, bisogna arrivare all'articolo 9, comma 1, per capire la strategia che di fatto 'spunterebbe le armi' al cosiddetto fronte del Nord: "tutti gli atti d’indirizzo, purché dattiloscritti e sottoscritti" nella stessa modalità indicata per segretario e statuto, "devono essere depositati, in un unico documento di contenuto omogeneo, almeno 72 (settantadue) ore prima dell’orario previsto per la prima convocazione presso la Segreteria Organizzativa Federale". Inoltre, viene specificato, il voto per modifiche allo statuto e atti di indirizzo non viene previsto in forma segreta, ovvero "approvato con la maggioranza assoluta dei congressisti votanti con voto palese per alzata di mano". 

Ex articolo 2, possono partecipare al Congresso "con diritto di parola e di voto, purché in regola con il tesseramento di socio ordinario militante": il segretario federale; i membri del Consiglio Federale; i segretari regionali; i segretari provinciali delle articolazioni territoriali regionali; i parlamentari; i membri di governo nazionale o regionale; i consiglieri regionali; i presidenti di provincia; i sindaci dei Comuni capoluogo di provincia o delle aree metropolitane; i delegati espressi dai Congressi regionali delle rispettive articolazioni territoriali regionali". 

 

12 ott 2026

Giornata malattie reumatologiche, al via campagna 'Value for Care'

(Adnkronos) - Cresce la complessità delle patologie reumatologiche croniche e si rende necessario ripensare i modelli di assistenza e di presa in carico. Come migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con l’artrite reumatoide? Personalizzazione dei percorsi di cura, accesso all’innovazione terapeutica e messa in campo di servizi digitali: questi i tre pilastri del cambiamento radicale necessario per una presa in carico ottimale dell’artrite reumatoide, rimettendo al centro i bisogni psicosociali e clinici dei pazienti. L’obiettivo è generare valore per le persone con artrite reumatoide e per il Sistema, attraverso un approccio capace di integrare la dimensione clinica con quella sociale, sanitaria e assistenziale. Questo lo scopo della campagna 'Value for Care' promossa da Alfasigma in collaborazione con Anmar – Associazione nazionale malati reumatici Odv, che in occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatologiche 2026 lancia la piattaforma educativa dedicata a chi convive con la malattia, da oggi online su www.valueforcare.it, arricchito con i contenuti di tre videostorie animate che hanno per protagonista Margherita, un personaggio guida che racconta il percorso dai primi sintomi alla diagnosi; oltre a tre videointerviste degli esperti con approfondimenti su diagnosi precoce, trattamenti e gestione della patologia. 

Comprendere l’artrite reumatoide, le opzioni terapeutiche disponibili e le finalità dei trattamenti aiuta il paziente a partecipare in modo informato alle decisioni di cura e a seguire i trattamenti con maggiore continuità. "Avere oggi una diagnosi di artrite reumatoide significa disporre di un ventaglio di opzioni terapeutiche; la sostenibilità non va intesa come semplice risparmio, ma come capacità di garantire il farmaco giusto, al momento giusto, per il paziente giusto – dichiara Silvia Tonolo, presidente Anmar – Per migliorare le strategie dalla diagnosi alla gestione a lungo termine è essenziale rendere il paziente consapevole e partecipe del proprio percorso di cura: conoscere la propria patologia, le possibili comorbidità e le opzioni disponibili permette di contribuire, insieme al medico, alle scelte terapeutiche. Istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti, ciascuno nel proprio ruolo, possono contribuire a costruire una sanità capace di garantire diagnosi tempestive, continuità assistenziale e accesso equo alle cure più appropriate, indipendentemente dal luogo di residenza e dalle condizioni economiche e sociali". 

L’artrite reumatoide - informa una nota - è una patologia autoimmune complessa che si stima colpisca in Italia tra le 200.000 e le 300.000 persone (prevalenza 0,5% della popolazione)*, gravata da una sintomatologia dolorosa importante a carico delle articolazioni e da disabilità funzionale, se non trattata in maniera adeguata. Personalizzare le strategie terapeutiche significa tener conto delle caratteristiche cliniche di ciascun paziente, dei bisogni e delle sue esigenze, ma soprattutto dell’impatto della malattia sulla quotidianità e sulle eventuali comorbidità. L’appropriatezza terapeutica riguarda tutto il percorso di cura fino alla scelta del farmaco e al monitoraggio dei benefici terapeutici nel tempo. Fondamentale il dialogo attivo e consapevole con il medico curante, necessario per individuare i bisogni ancora insoddisfatti e condividere le scelte terapeutiche e gli obiettivi. 

"Personalizzare le cure per una persona con artrite reumatoide significa, essenzialmente, adattare la terapia alle caratteristiche cliniche del paziente, al suo stile di vita, ad eventuali malattie associate all’artrite reumatoide. Questo approccio consente il mantenimento o il recupero di una buona qualità di vita e la prevenzione di eventuali disabilità motorie nel lungo periodo – spiega Florenzo Iannone, ordinario di Reumatologia DiMePRe-J, direttore Uoc Reumatologia Azienda policlinico-iniversitaria Aldo Moro di Bari -. Il nostro scopo non è solo quello di spegnere l’infiammazione, ma di permettere a queste persone il ripristino o il mantenimento di una buona qualità di vita; di lavorare, di svolgere le proprie attività quotidiane e di mantenere delle buone relazioni sociali". 

Oggi - riferisce la nota - nella gestione delle patologie croniche come l’artrite reumatoide entrano in gioco diversi dati e indicatori che possono supportare e guidare scelte terapeutiche appropriate e sostenibili. "I dati necessari per stimare appropriatezza e sostenibilità sono fondamentalmente di tre tipi – spiega Paolo Sciattella, professore di Economia, Università di Roma Tor Vergata – gli esiti clinici, ovvero i dati raccolti, ad esempio, dai registri di patologia; i patient reported outcome, quindi gli esiti riferiti dal paziente, che dovrebbero essere integrati anch'essi nei registri di patologia; e il consumo di risorse. Grazie a questi dati è possibile stimare la farmacoutilizzazione, l'aderenza e la persistenza a un trattamento, ma anche valutare quello che è il consumo di altre risorse sanitarie, come ad esempio l'assistenza specialistica o l'assistenza ospedaliera. La cosa fondamentale, però, è che questi dati siano collegati tra di loro". 

La campagna 'Value for Care' - si legge - nasce dall’impegno in reumatologia di Alfasigma, storica azienda farmaceutica fondata in Italia 75 anni fa, che opera oggi globalmente con l’obiettivo di migliorare la salute e la qualità della vita di pazienti, caregiver e supportare il personale sanitario con informazione, aggiornamento e servizi per il territorio.  

"Siamo convinti che lavorare in partnership con le organizzazioni dei pazienti e le Istituzioni possa contribuire a creare soluzioni concrete che vadano oltre il farmaco e supportino paziente, caregiver e sistema – commenta Alessandra Sinibaldi, VP Value, Access and Policy di Alfasigma Italia – Per Alfasigma la reumatologia è un’area terapeutica cruciale, che pone sfide per il sistema in termini di sostenibilità e appropriatezza. Vogliamo alimentare il dialogo tra gli stakeholder su questi due temi, favorendo un confronto equo tra tutte le parti a diverso titolo coinvolte nella gestione del paziente con artrite reumatoide. L’obiettivo è facilitare un percorso di cura della patologia con indicatori di esito sempre di più orientati all’ottenimento di una migliore qualità di vita del paziente". 

Nell’ambito di 'Value for Care' è nato, all’interno della collana dei Quaderni di Quotidiano Sanità, il volume 'Creare valore, migliorare la cura. Personalizzazione e appropriatezza nel viaggio del paziente reumatologico: stato dell’arte in artrite reumatoide', un progetto editoriale di alto profilo rivolto a clinici, decisori pubblici e key opinion leader. Il Quaderno raccoglie contributi di Anmar, clinici e rappresentanti istituzionali per una riflessione sull’adozione di indicatori di appropriatezza terapeutica e sul concetto di valore nei percorsi di cura, anche nell’ottica della sostenibilità e nell’allocazione delle risorse del Sistema Sanitario. Il volume sarà diffuso in formato cartaceo e digitale. 

12 ott 2026

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