Logo de Il Foglio

Checco Zalone premia Helen Mirren: "Se solo ti avessi conosciuto qualche anno fa..."

18 giu 2026

Iran-Usa, Khamenei: "Ho detto sì al memorandum, Trump disperato voleva accordo"

(Adnkronos) - Moqtaba Khamenei, Guida Suprema dell'Iran, inizialmente non era favorevole all'accordo con gli Stati Uniti. Poi, ha detto sì seguendo la linea del presidente Masoud Pezeshkian. "Come vi è stato comunicato, è stato firmato un memorandum d'intesa tra i presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti d'America. Io, per principio, avevo una differente posizione. Tuttavia, in virtù dell'impegno che lo stimato presidente iraniano" Masoud Pezeshkian "in qualità di capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale ha assunto con me a nome suo e degli altri membri in merito alla salvaguardia dei diritti della nazione iraniana e del Fronte di Resistenza, e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato il mio consenso", recita il messaggio dell'ayatollah diffuso oggi. 

"Nel corso del processo che ha portato a questo punto"prosegue Khamenei "i funzionari responsabili, mossi da sincera preoccupazione e buona volontà, hanno compiuto sforzi considerevoli, e naturalmente è stato il presidente americano che, per disperazione, ha utilizzato ogni mezzo a sua disposizione per far sì che ciò accadesse", dice attribuendo a Trump l'iniziativa per chiudere la guerra. "Pezeshkian ha esplicitamente affermato che se la parte americana farà richieste eccessive, non ci piegheremo a queste", dice ancora. "E' ovvio che i negoziati di persona in futuro non significareanno l'accettazione della posizione del nemico". 

Pezeshkian, nelle stesse ore ha condiviso su X il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, definendolo "un testo storico e un messaggio di un Iran forte". Nel suo messaggio, Pezeshkian ha sottolineato che "la pace si raggiungerà all'ombra del rispetto reciproco", aggiungendo che la Repubblica Islamica "rimane impegnata per la pace globale, preservando al contempo la propria dignità e indipendenza, nonché per il progresso e la cooperazione regionale". Nel documento pubblicato da Pezeshkian, sotto la firma sua e del presidente Trump è ben visibile anche quella del primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, mediatore chiave tra le parti. 

18 giu 2026

Mondiali, Svizzera-Bosnia 4-1: finale folle con 5 gol in 20 minuti

(Adnkronos) - La Svizzera dimentica il passo falso dell’esordio e si prende i primi tre punti del Mondiale. Dopo il pareggio contro il Qatar nella prima gara del torneo oggi, giovedì 18 giugno, la squadra del ct Yakin batte 4-1 la Bosnia nella seconda partita del gruppo B. Decisivi i cambi della ripresa per gli elvetici, che passano al 74’ con un la spettacolare volè di destro di Manzambi, raddoppiano con il destro piazzato di Vargas all’84’ e trovano il tris al 90’ ancora con il centrocampista del Friburgo, bravo nell’inserimento per chiudere i giochi con la doppietta personale. In pieno recupero, il gol di Mahmic per la Bosnia e il sigillo su rigore del capitano svizzero Xhaka per il poker finale.  

La Svizzera così sorride e ipoteca i sedicesimi dei Mondiali (volando al primo posto nel suo raggruppamento, con 4 punti dopo due gare). Il 'grazie' di Yakin va ai cambi, con Manzambi e Vargas risultati decisivi per sbloccare una gara ostica e complicata, poco vivace fino al 70'. 

Dopo l'intervallo la Svizzera alza il ritmo e si rende pericolosa con Ndoye, poi Manzambi sblocca il risultato con una splendida conclusione al volo. Quindi, ecco l'assist per il raddoppio di Vargas, prima di firmare la doppietta. Mahmic accorcia le distanze per la Bosnia a inizio recupero, ma dopo un paio di giri d'orologio, Xhaka fissa il punteggio sul 4-1. In precedenza gli ospiti erano rimasti in dieci uomini per l'espulsione di Muharemovic.  

A mezzanotte, Canada-Qatar chiuderà la seconda giornata del gruppo B.  

18 giu 2026

Inter, ufficiale il rinnovo di Chivu: resterà in nerazzurro fino al 2028

(Adnkronos) - Cristian Chivu rinnova il suo contratto con l'Inter fino al 2028. Oggi, giovedì 18 giugno, il club nerazzurro ha comunicato la notizia con una nota ufficiale, per sigillare l'accordo con il tecnico del ventunesimo scudetto e della decima Coppa Italia: "Quella di Cristian Chivu - si legge - è una storia diversa da tutte le altre. Una storia di passione e sacrificio, una saga che al suo interno racchiude episodi e momenti unici. Una storia legata a doppio filo con i colori nerazzurri che hanno attraversato tutte le vite del tecnico. Il 9 giugno 2025 Chivu è diventato il nuovo allenatore dell’Inter. Da quel momento ha guidato l’Inter dalla panchina in 58 partite, nel corso di una stagione intensa e impegnativa, diventata indimenticabile con il passare dei mesi. Il 21° Scudetto, la Decima Coppa Italia della storia dell'Inter, un Double storico e meraviglioso: trionfi di un gruppo speciale, che portano la firma del tecnico romeno, nominato anche Coach of The Season per il 2025/26 da Lega Calcio Serie A".  

E ancora: "Orgoglio, lealtà, Interismo: con queste parole Chivu si era presentato al mondo nerazzurro all'inizio della sua terza vita con l'Inter. Parole che sono diventate un mantra, parole che hanno guidato quotidianamente il lavoro dei nerazzurri, vere e proprie basi sulle quali costruire un anno meraviglioso. Valori che il tecnico ha trovato nei suoi giocatori, componenti di un gruppo speciale che ha portato a successi straordinari. Chivu ha sempre sottolineato i meriti della sua squadra, cercando sempre di fare un passo indietro anche nei momenti più belli: come a Roma per la premiazione della Coppa Italia quando il tecnico ha lasciato il palco ai calciatori, come avrebbe fatto anche a San Siro con il trofeo dello Scudetto se i suoi giocatori non l'avessero spinto a sollevare la Coppa insieme a capitan Lautaro. Forse il riconoscimento più bello e significativo, quello di un gruppo che riconosce in Chivu il suo leader ed esempio".  

Nel comunicato, l'Inter ha sottolineato il valore di un allenatore in grado di dimostrarsi subito vincente: "Una guida capace di leggere ogni momento, un maestro che ha saputo trasmettere e ravvivare i valori dell'Interismo più profondo, da sempre coltivati da un gruppo che nel corso degli anni ha saputo portare sempre più in alto i colori nerazzurri. Una componente che ha fatto la differenza nel cammino dell'Inter: una leva che ha regalato un nuovo sogno ai giocatori e che ha permesso loro di rialzarsi ogni volta che ci si è trovati a terra, una leva pronta a spingere il gruppo verso nuove sfide, verso nuovi obiettivi: dalla Champions League al campionato, passando per la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Una stagione che porta con sé anche diversi primati per l'allenatore romeno: Chivu ha conquistato la Serie A in panchina dopo aver vinto tre Scudetti da giocatore, traguardo raggiunto solo da Armando Castellazzi nel 1937/38, dopo aver trionfato nel centrocampo dell’Inter dello Scudetto 1929/30, mentre il leggendario Virgilio Fossati aveva vinto da giocatore-allenatore il primo campionato della storia nerazzurra. Non è l’unico dato impressionante di questa impresa: Chivu è diventato il quinto allenatore della storia dell’Inter a vincere lo Scudetto nella sua prima stagione nerazzurra, dopo Árpád Weisz nel 1929/30, Alfredo Foni nel 1952/53, Giovanni Invernizzi nel 1970/71 e José Mourinho nel 2008/09. I primati di Chivu però non sono ancora finiti: il tecnico nerazzurro è diventato anche il secondo allenatore ad aver vinto lo Scudetto con la Prima Squadra e con la formazione Primavera. L'allenatore romeno aveva trionfato con i giovani nerazzurri nel 2022: come lui anche Invernizzi, che oltre al titolo del 1971 aveva collezionato tre Scudetti Primavera nel 1964, 1966, 1969. Chivu è diventato così il primo a vincere lo Scudetto in ognuna delle sue tre vite nerazzurre: inoltre aggiungendo anche la Coppa Italia il tecnico ha riscritto ancora una volta il libro dei record, diventando l'unico nella storia dell'Inter a conquistare entrambe le competizioni nello stesso anno sia da giocatore che da allenatore". In chiusura, viene sottolineato il concetto di 'interismo' per traguardi "incredibili, raggiungibili solo da chi ha capito davvero cosa sia". 

18 giu 2026

Iran-Usa, Vance: "Due mesi per negoziati iniziano oggi". Il messaggio a Israele: "Trump unico alleato"

(Adnkronos) - JD Vance fischia l'inizio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, come previsto dal memorandum d'intesa firmato dai due paesi, e invia un messaggio perentorio ad Israele: "Non dovrebbe attaccare l'unico alleato che ha". Il vicepresidente americano fa il punto della situazione dopo la firma del memorandum che pone fine al conflitto con Teheran. Donald Trump ha siglato il documento a Versailles, nella cena che ha chiuso il G7 in Francia. "Direi che il periodo di 60 giorni è ufficialmente iniziato oggi. Considerata la differenza di ora, direi che sia stato tecnicamente firmato oggi nell'orario dell'Iran quindi sì l'accordo è iniziato oggi, l'orologio è scattato oggi", dice Vance. 

 

L'intesa sarà seguita dai negoziati relativi in particolare al programma nucleare iraniano. Intanto, riapre lo Stretto di Hormuz e viene rimosso il blocco navale americano. "Non vogliamo che succeda di nuovo", dice Vance riguardo alla chiusura dello stretto di Hormuz, sottolineando che "noi crediamo che un passaggio marittimo internazionale non debba avere pedaggi, e questa è la nostra posizione". Il memorandum di intesa tra Usa e Iran prevede che lo stretto sia aperto senza pedaggi per i 60 giorni dei negoziati. "Non si tratta dei pedaggi - afferma - ma di garantire che lo stretto non venga mai più usato per strozzare l'economia globale. Francamente non credo che questo sia quello che vogliono gli iraniani, non è quello che vuole l'Oman". 

Si discute dei 300 miliardi di dollari che Teheran potrebbe ricevere: "Il semplice fatto che l'unico modo in cui gli iraniani avranno queste risorse è che rispettino a pieno l'accordo e che cambino il loro comportamento", dice ribadendo che "in ogni caso non un singolo centesimo arriverà dagli Stati Uniti" e "in nessuna circostanza. Così abbiamo veramente una win-win situazione per gli Usa - aggiunge- se gli iraniani non cambiano il loro atteggiamento, il loro esercito e il loro programma nucleare è già distrutto. Se cambiano, allora avranno una relazione trasformativa con il Medio Oriente" e viceversa. 

 

Il vice presidente respinge le ricostruzioni secondo cui l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran sarebbe stato gestito in modo caotico. Rispondendo ai giornalisti, Vance contesta questa ricostruzione, spiegando che i ripetuti cambiamenti sulla tempistica dell'annuncio erano legati soprattutto alle richieste avanzate da Teheran sul testo finale: "Gli iraniani volevano una traduzione in persiano del memorandum con cui si sentissero a proprio agio e, naturalmente, una volta completata la traduzione in farsi, il Dipartimento di Stato doveva verificare che corrispondesse al significato del testo inglese".  

Secondo Vance, proprio questo processo di verifica avrebbe contribuito ai rinvii e all'incertezza sulle modalità di pubblicazione del documento. "Credo che sia questo che stava accadendo. Il testo ora è pubblico. Avevamo detto che saremmo stati trasparenti, ma il motivo per cui c'è stato un po' di avanti e indietro sulla data esatta della pubblicazione è che stavamo cercando di dimostrare buona fede agli iraniani, che, per ragioni che non conosco, tenevano molto a come il testo venisse presentato", aggiunge. 

 

Il numero 2 dell'amministrazione risponde in maniera perentoria alle domande su Israele. Trump negli ultimi giorni ha apertamente criticato gli attacchi ordinati dal premier Benjuamin Netanyahu contro il Libano. "Quello che mi dà fastidio è che abbiamo visto persone nel governo di Bibi attaccare l'accordo e in alcuni casi hanno attaccato personalmente il presidente. Il mio messaggio a loro è che Donald Trump è l'unico capo di stato in tutto il mondo che è solidale con in Israele, ed è anche il capo della superpotenza mondiale", il monito rivolto da Vance agli esponenti del governo israeliano che stanno pubblicamente attaccando l'accordo con l'Iran. "Negli ultimi 3 mesi, due terzi delle armi difensive che ha protetto la bostra nazione sono state costruite da mani americane e pagate con sold di contribuenti americani. Se io fossi nel governo israeliano - dice ancora - non attaccherei l'unico alleato potente che mi è rimasto nell'intero mondo".  

"Il problema per Israele non è Donald Trump e chiunque in Israele pensi che il loro maggiore problema sia il presidente degli Stati Uniti si deve svegliare e rendersi conto della realtà della situazione in cui si trova il loro Paese", aggiunge il vice presidente americano, giudicando inevitabile la posizione critica di Trump nei confronti di Netanyahu: "Siamo alla svolta decisiva per l'accordo, all'improvviso c'è un'enorme esplosione in un'area di civili a Beirut, e un sacco di persone che non hanno nulla a che vedere con Hezbollah hanno perso la vita. Questo non è accettabile". 

18 giu 2026

Imprese: Forum Bioplastiche, criticità e opportunità per il comparto

(Adnkronos) - Dopo oltre un decennio di crescita, la filiera italiana delle bioplastiche compostabili si trova di fronte a un passaggio cruciale della propria evoluzione. Per continuare a creare valore non sarà sufficiente affrontare la crescente concorrenza internazionale giocando in difesa: servirà ripensare il modello di business, investire maggiormente nell'innovazione e rafforzare l'integrazione con le filiere più dinamiche del Made in Italy. È quanto emerge dall'indagine realizzata da Sda Bocconi School of Management tra produttori e trasformatori italiani del comparto e presentata oggi durante il 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili organizzato da Assobioplastiche e dal Consorzio Biorepack all'Auditorium Conciliazione di Roma. 

"La ricerca evidenzia una fase di maturazione del comparto - osserva Francesco Bertolini, docente di Sostenibilità alla Sda Bocconi School of Management - La pressione competitiva proveniente dall'Asia è certamente un fattore rilevante, ma il vero nodo riguarda il posizionamento strategico della filiera. Se le bioplastiche compostabili continuano a essere percepite come semplici commodity, sarà molto difficile competere con economie che operano su scala e con costi inferiori. La prospettiva più promettente consiste invece nel valorizzarle come componenti di servizi ecosistemici e integrarle sempre di più con settori ad alto valore aggiunto come alimentare, cosmetica e farmaceutica, dove sostenibilità, innovazione e qualità rappresentano elementi distintivi". 

La trasformazione è resa ancora più necessaria dall'evoluzione del contesto internazionale. Nel caso delle plastiche biobased, ad esempio, i volumi prodotti in Cina sono triplicati in appena tre anni, passando da 0,8 a 2,5 milioni di tonnellate, con una previsione di ulteriore crescita nel prossimo decennio. Una dinamica che rende sempre più difficile competere esclusivamente sul terreno dei prezzi. I numeri elaborati da Plastic Consult mostrano inoltre come il 2025 abbia rappresentato una fase di consolidamento dopo anni di crescita continua. La filiera italiana delle bioplastiche compostabili conta oggi 252 aziende, 2.838 addetti dedicati, 119.100 tonnellate di manufatti prodotti e un fatturato complessivo di 656 milioni di euro. Rispetto al 2024 si registrano una diminuzione del numero di imprese (-9,4%), dell'occupazione (-2,6%), del fatturato (-6,8%) e dei volumi produttivi (-2%). 

In questo scenario, l'innovazione appare destinata a svolgere un ruolo decisivo. Eppure uno degli aspetti più significativi emersi dall'indagine Sda Bocconi riguarda proprio la limitata centralità attribuita allo sviluppo di nuovi prodotti e applicazioni: soltanto una quota ridotta degli operatori (7%) considera oggi l'innovazione di prodotto una priorità assoluta. Un segnale che evidenzia l'esistenza di ampi margini di miglioramento in un mercato dove differenziazione tecnologica, nuove funzionalità e integrazione con altri comparti produttivi possono rappresentare fattori competitivi decisivi. 

Gli investimenti in ricerca restano infatti fondamentali per migliorare ulteriormente termoresistenza, proprietà meccaniche e ottiche, caratteristiche barriera e processabilità dei manufatti, mantenendo al tempo stesso sostenibilità ambientale e competitività economica. L'innovazione rappresenta inoltre il modo migliore per valorizzare una delle caratteristiche distintive delle bioplastiche compostabili: la loro capacità di inserirsi all'interno di un sistema integrato di gestione della frazione organica. Come ricordato da Fabrizio Adani, docente di Chimica e Pedologia agraria e forestale dell'Università degli Studi di Milano, questi materiali possono contribuire a ridurre l'accumulo di microplastiche nell'ambiente e, se correttamente raccolti e trattati attraverso digestione anaerobica e compostaggio, diventano parte di un modello circolare capace di produrre compost e biometano, restituendo valore al suolo e contribuendo alla decarbonizzazione. 

Proprio su questo fronte, il sistema italiano mostra risultati particolarmente significativi. Il modello di responsabilità estesa del produttore sviluppato da Biorepack continua infatti a rafforzare la raccolta differenziata della frazione organica e la valorizzazione a fine vita degli imballaggi compostabili. I dati contenuti nella Relazione di Gestione e Piano Specifico di Prevenzione 2025 del Consorzio indicano che il tasso provvisorio di riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabile ha registrato il 52,5%, superando gli obiettivi europei. Parallelamente, i convenzionamenti con Comuni ed enti gestori della raccolta differenziata sfiorano l'80%, mentre la popolazione servita supera il 90%. 

"Il Forum di oggi conferma che la filiera italiana delle bioplastiche compostabili possiede competenze, tecnologie e capacità innovative che rappresentano un patrimonio strategico per il Paese - commenta il neopresidente di Biorepack, Armido Marana - La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste competenze in un vantaggio competitivo sempre più distintivo, rafforzando il legame con le eccellenze del Made in Italy e valorizzando il contributo che le bioplastiche compostabili possono offrire alla transizione ecologica, all'economia circolare e alla competitività delle nostre imprese". 

Proprio per valorizzare le migliori pratiche sviluppate dagli operatori della filiera, durante il Forum Biorepack e Sda Bocconi hanno conferito un Attestato di Merito a tre aziende distintesi per il contributo offerto alla sostenibilità e all'innovazione del comparto: la siciliana Agriplast, per la misurazione dei benefici ambientali generati dall'innovazione; l'umbra Polycart, per la sperimentazione di nuove applicazioni e prodotti compostabili; e la pugliese Progeva, per il ruolo svolto nella promozione del riciclo organico attraverso la produzione di compost e biometano. 

18 giu 2026

Messi, il comunicato della famiglia su papà Jorge: "Sotto osservazione, rispettate privacy"

(Adnkronos) - "La famiglia Messi comunica che Jorge sta affrontando un problema di salute. Attualmente è sotto osservazione medica, si sta riprendendo e le sue condizioni stanno migliorando positivamente. Alla luce delle versioni, delle voci e delle speculazioni circolate nelle ultime ore, la famiglia desidera esprimere il proprio profondo disappunto per la mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli con cui alcune persone hanno trattato una questione strettamente privata e familiare". Oggi, giovedì 18 giugno, la famiglia di Leo Messi ha chiarito con un comunicato la situazione di suo padre, Jorge. Il papà della Pulce sta vivendo un momento difficile per alcuni problemi di salute, che hanno reso difficile anche l'avvicinamento del fuoriclasse argentino ai Mondiali. È questo il motivo per cui Messi è scoppiato in lacrime durante la partita d'esordio contro l'Algeria, sigillata con una tripletta. 

Il comunicato continua così: "La famiglia desidera chiarire che solo i familiari più stretti hanno informazioni affidabili sulle condizioni di Jorge. Pertanto, qualsiasi informazione che non provenga dalla famiglia stessa e dai suoi canali ufficiali non deve essere considerata vera. Chiediamo responsabilità e umanità".  

E ancora: "La salute di una persona e la serenità dei suoi cari non dovrebbero essere oggetto di speculazioni o di un irresponsabile interesse mediatico. Apprezziamo sinceramente le manifestazioni di affetto, rispetto e preoccupazione ricevute e chiediamo che la privacy, la riservatezza e l'intimità di Jorge e di tutta la sua famiglia siano preservate durante questo periodo".  

La questione è stata spiegata nel dettaglio dall'emittente argentina Radio Mitre: "La questione - ha spiegato il giornalista Eduardo Feinmann - riguarda suo padre, che non gode di buona salute già da un po'. Questa settimana si sono verificate alcune situazioni che hanno leggermente peggiorato le condizioni di Jorge e Messi sta vivendo un conflitto interiore". 

18 giu 2026

Pa, Fiori (Inail): "Dobbiamo governare e anticipare il cambiamento, non subirlo"

(Adnkronos) - "Siamo di fronte a un cambiamento epocale, probabilmente secondo soltanto alla rivoluzione industriale”. Lo ha affermato, da Napoli, il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori, a margine del convegno “Governare il cambiamento - Leadership e innovazione”, primo appuntamento di un ciclo formativo rivolto ai dirigenti di seconda fascia dell’Istituto. “Stiamo vivendo una trasformazione tecnologica, una trasformazione ecologica e una trasformazione sociale del mondo del lavoro e anche del sistema di welfare italiano”, ha spiegato Fiori, sottolineando la necessità che “l’Inail torni a essere protagonista all’interno di questi cambiamenti”. 

“È fondamentale che la nostra classe dirigente sia protagonista del cambiamento e il percorso avviato con l’iniziativa di Napoli punta a rafforzare le competenze manageriali e la capacità di confrontarsi con esperienze e visioni diverse. Dobbiamo confrontarci e non avere paura di queste sfide, non dobbiamo avere l’ansia del cambiamento”, ha aggiunto Fiori. “L’obiettivo è governare il cambiamento, essere protagonisti e interpretare i nuovi bisogni e le nuove esigenze del mondo del lavoro, dei cittadini e delle imprese”. 

Secondo il direttore generale Inail “la trasformazione del lavoro porterà con sé anche nuovi rischi. Dobbiamo prevenirli, perché l’economia della prevenzione deve diventare il nostro principale obiettivo. Possiamo farlo soltanto se comprendiamo dove sta andando la società e quale ruolo può giocare l’Inail nel sistema delle pubbliche amministrazioni italiane”. 

 

“Anche noi siamo dentro questo cambiamento perché siamo una Pubblica amministrazione. Dobbiamo avere il coraggio, la lungimiranza e la determinazione per governare e anticipare il cambiamento invece che subirlo”, ha sottolineato. “Quando si è dentro una rivoluzione, a volte non si riescono neppure a vedere i confini del cambiamento. Per questo dobbiamo essere bravi a immaginare gli scenari futuri, a medio e lungo termine, perché le nostre politiche assicurative e sociali di protezione del mondo del lavoro hanno una prospettiva di almeno vent’anni”, ha proseguito Fiori. “Questa è la vera sfida, da affrontare attraverso la lettura dei dati e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale”. 

Il direttore generale ha richiamato anche gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e dell’innalzamento dell’età pensionabile. “Avremo al lavoro persone che prima magari erano già a riposo e questo significa nuove fragilità e nuovi rischi”, ha osservato. Tra le trasformazioni in atto, Fiori ha citato anche la rivoluzione della logistica e l’emergere di nuove categorie da tutelare. “Sono cambiamenti epocali che richiedono nuove protezioni”, ha detto, ricordando l’estensione della copertura assicurativa ai rider e agli studenti. “Prima nove milioni di studenti non erano considerati soggetti a rischio. Oggi siamo in grado di garantire tutela della salute e prevenzione degli infortuni anche al mondo della scuola”. 

“Anche l’emersione delle malattie professionali non deve essere vista come un problema, ma come il riconoscimento di diritti che in passato venivano negati”, ha aggiunto. “La prevenzione è un bene per tutta la società, perché significa poter lavorare più a lungo, ma in salute”. “Uno dei lavori che stiamo tentando di fare è riscoprire la nostra identità. L’Inail ha una storia straordinaria e ha sempre accompagnato la crescita del sistema produttivo italiano”, ha concluso Fiori. “La nostra scommessa è non mettere in contraddizione la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori con la crescita economica. La sicurezza non è un costo, ma un investimento e un fattore di sviluppo per il Paese”. 

18 giu 2026

Centrosinistra, Schlein allarga la foto: "Renzi? Mai messo veti"

(Adnkronos) - "Mai messo veti. Il programma lo scriveremo tutti insieme da settembre". Tocca ad Elly Schlein placare i malumori, più o meno espliciti, degli esclusi dal selfie a 4 con Giuseppe Conte e i leader Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. La 'testardamente unitaria' segretaria del Pd ha fatto un mantra dello stop ai veti in questi anni. Oggi, intervendo in tv, ha tenuto a ribadire la linea. A scanso di equivoci. "L'alleanza progressista è già più larga" rispetto alla foto del pranzo tra i leader Pd, M5S a Avs, dice Schlein. "L'abbiamo costruita nei tanti comuni e nelle tante regioni dove ci siamo candidati insieme, abbiamo vinto insieme e governiamo insieme senza avere un problema. Quindi l'alleanza progressista è già più larga". 

Schlein spiega di aver avvertito Matteo Renzi prima che uscisse la foto sui social. Anche Riccardo Magi era stato chiamato dalla segretaria Pd. "Ero stato informato", riferisce il leader di Più Europa. Dice Schlein: "Renzi lo sa che io sono unitaria e continuerò ad esserlo. Non perché ce lo chiede il medico, ma perché ce lo chiede la nostra gente che vuole un'alternativa ad un governo che non ha fatto nulla. Io non ho mai messo veti su nessuno". Quindi il programma si scriverà tutti insieme? "Tutti sappiamo che il programma lo faremo insieme a tutta l'alleanza a partire da settembre". Detto questo, sottolinea, "non vuol dire che prima staremo fermi perché non partiamo da zero", è normale che "le principali forze di opposizione, che lavorano già insieme su tanti temi da molti anni, facciano anche delle iniziative". A partire delle due piazze l'8 e il 15 luglio in una città del Nord e una del Sud.  

Pure Avs getta acqua sul fuoco. Dice Fratoianni: sulla foto è partita una "surreale discussione su chi manca. Abbiamo ribadito che è del tutto evidente che ci saranno anche altre fasi, che ci sarà un allargamento della coalizione, che non ci sono veti, che discuteremo la scrittura definitiva del programma e che non la facciamo con quella foto", ha spiegato l'esponente di Avs. Con Pd e M5S c'è "una convergenza" ma nessuno la ritiene "autosufficiente". Interviene anche Bonelli: "Trovo veramente incredibile che si sia aperta una discussione sulla foto che ritrae insieme Conte, Schlein, Fratoianni e il sottoscritto . Evidentemente siamo sulla strada giusta, se dà fastidio a qualcuno il fatto che tre forze importanti del Paese, che da sole hanno il 41-42% di consensi, abbiano cominciato a parlarsi su come costruire un programma. Non c'è nessuna preclusione per un centro, ma aspettiamo che facciano una sintesi tra le cinque forze che ci sono nel Paese".  

 

La sintesi della galassia centrista però è tutta ancora da concretizzare tra Casa Riformista di Renzi, i civici di Alessandro Onorato, Più Uno di Ernesto Ruffini, Primavera di Vincenzo Spadafora e poi c'è anche Più Europa. Magi, da parte sua, spiega che è al lavoro ad unire. "Sto lavorando" a una casa unica ''per coordinare tutte le realtà diverse di quest'area -dice ad HuffPost- così da presentare una proposta comune nel centrosinistra, Matteo Renzi compreso". Mai più l'errore del 2022, dice Magi avvertendo anche chi in Più Europa ha tentazione terzopoliste. 

"Il Terzo polo aiuta solo Meloni a rivincere: ripeterebbe lo stesso errore del 2022. Consentirebbe a qualcuno di ammirare allo specchio la propria purezza politica, ma non darebbe un contributo al Paese. Ben più sfidante è lavorare al Primo polo, quello di governo, affinché sia un polo europeista, liberal democratico. Non diamo nulla per scontato, ma a settembre ne discuteremo con Schlein e gli altri. Rispetto a chi si considera più figo degli altri, noi preferiamo sporcarci le mani politicamente, lottando nel fronte progressita per rendere maggioritari i nostri punti cardine. Lo impone la posta in gioco".  

Intanto domani Schlein, Conte e Fratoianni si ritroveranno ancora insieme per 125 anni della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, a Bologna. Mentre oggi la segretaria dem ha partecipato a Bruxelles al pre-vertice dei Socialisti e Democratici in vista del Consiglio Europeo e ha avuto anche un faccia a faccia con Ursula Von der Leyen e con Antonio Costa. Con la presidente della commissione Ue, Schlein ha spinto per proseguire nella strada degli investimenti comuni e sulla necessità del superamento del voto all'uninamità. Sullo sfondo ci sono le tensioni nella maggioranza Ursula dopo il voto del Ppe con la destra sul nuovo regolamento rimpatri. "Non è accettabile che vi siano più maggioranze dentro il Parlamento Europeo, non è accettabile che i Popolari inseguano l'estrema destra". Conseguenze sull'assetto in Ue? "Come dico da tempo, i nostri voti non sono mai da dare per scontati", argomenta Schlein.  

Martedì invece è convocata la Direzione dem alle 13. "Un tempo prima si discuteva e poi si prendevano decisioni, qui invece ci si riunisce quando le foto sono già sui social...", si commenta nella minoranza Pd. I riformisti non intendono comunque alimentare tensioni, "tantomeno in questa fase". Del resto oggi Schlein ha già indirettamente risposto a Lorenzo Guerini. L’importante, ha detto il presidente del Copasir, "è che la prospettiva sia arrivare a un’alleanza larga" e che il programma non prescinda "dal confronto tra tutti i soggetti che comporranno la coalizione". Schlein ha rassicurato su entrambi i fronti.  

 

 

18 giu 2026

Pa, Zangrillo: "Non dobbiamo temere il cambiamento, ma coglierne le opportunità"

(Adnkronos) - “Stiamo vivendo una fase, un’epoca molto complessa e noi dobbiamo essere capaci di stare vicini alle nostre comunità e ai nostri territori. La Pubblica amministrazione ha un ruolo molto rilevante e ha come missione quella di garantire servizi alle persone. Dobbiamo essere capaci di comprendere i cambiamenti in atto nel contesto nel quale siamo immersi e attrezzarci dal punto di vista delle competenze e delle capacità per cogliere tutto quello che di buono c’è in questi cambiamenti”. Lo ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a Napoli, a margine del convegno Inail “Governare il cambiamento - Leadership e innovazione”. 

“È un’epoca difficile, però è anche un’epoca di trasformazioni che si possono tradurre in fatti molto positivi e di grande potenzialità. Le nuove tecnologie, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale possono aiutarci moltissimo a rendere i servizi ai cittadini più efficienti, più chiari e più vicini alle loro aspettative”. Per Zangrillo, tutto questo richiede un forte investimento sulle persone. “Dobbiamo formare le nostre persone, seguirle e ascoltare i territori”, ha sottolineato. “Ascoltare i territori significa essere capaci di dialogare con il sistema delle imprese e con i cittadini, perché le soluzioni ai loro problemi nascono anche da un autentico confronto”. 

Ampio spazio, quindi, al tema della valorizzazione del capitale umano. “La mia preoccupazione professionale è che ciascuno possa dare qualcosa per arrivare al risultato. La Pubblica amministrazione italiana è il più grande datore di lavoro del Paese, con 3,4 milioni di persone. La prima preoccupazione del ministro deve essere quella di far sentire ciascuno dei dipendenti pubblici utile alla causa”, ha sottolineato. “Quando si parla di motivazione e di mettere le persone al centro io non ho in mente soltanto i dirigenti, ma tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione, da chi svolge la mansione più umile a chi ha la responsabilità più elevata”. 

 

Sul tema dei rinnovi contrattuali, Zangrillo ha rivendicato il cambio di passo impresso dal Governo. “Abbiamo dato continuità ai rinnovi e siamo stati capaci di realizzarli in modo puntuale. Abbiamo chiuso la tornata 2022-2024 e avviato quella 2025-2027 già nel primo anno di riferimento. Questo non era mai successo nella Pubblica amministrazione italiana”, ha osservato, definendo il risultato “un ulteriore segnale di attenzione verso le nostre persone”. 

“Il salario e la possibilità di riconoscere una retribuzione giusta sono elementi che concorrono alla motivazione delle persone”, ha aggiunto. Guardando al disegno di legge sul merito, il ministro ha spiegato che i cittadini “si dovranno aspettare una Pubblica amministrazione capace di premiare le persone migliori, di individuare i talenti e di migliorare la propria performance”. “Premiare i migliori e andare in soccorso di chi è più in difficoltà accresce il valore complessivo della Pubblica amministrazione”, ha detto. 

“Io non posso più accettare una Pubblica amministrazione dove il dipendente bravo viene gestito allo stesso modo del dipendente cattivo. In una situazione del genere non migliora chi è in difficoltà, ma si stufa chi lavora bene”, ha rimarcato. “Il disegno di legge sul merito vuole introdurre strumenti che consentano ai dirigenti di misurare le performance delle persone e di intervenire con premi quando lo meritano o di supportarle quando hanno bisogno di essere aiutate”, ha concluso il ministro. 

18 giu 2026

Elementi totali: 20
Vai a