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Scuola, Pancione (Save the Children): "Dall’ascolto dei ragazzi all’azione concreta"

(Adnkronos) - “La parte più innovativa del progetto 'Fuoriclasse in Movimento' è sicuramente quella in cui si parte dall’ascolto dei ragazzi arrivando poi all’azione, quindi tutto ciò che i ragazzi ci raccontano di voler fare e sperimentare”. Lo ha dichiarato Giancarla Pancione, direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, nel corso della presentazione del progetto 'Fuoriclasse in Movimento' presso l’I.C. Ennio Morricone di Roma.  

“Ci sono varie proposte sia sulla scuola, sia su come i ragazzi partecipano alla vita della comunità, e noi cerchiamo poi di metterle in pratica. Questa è la parte più innovativa, perché i ragazzi non si sentono solo ascoltati, ma sentono che il nostro ascolto diventa poi un’attività svolta direttamente dalla scuola. - ha spiegato Pqancione - L'abbandono scolastico non è un fenomeno che avviene dall'oggi al domani, ma da molto tempo prima: i ragazzi a un certo punto non si sentono più parte della comunità scolastica e iniziano ad avere sempre più problemi. Noi come Save the Children cerchiamo di agire all'inizio del percorso scolastico, in modo da poter lavorare non solo sulle competenza di base, ma su quelle trasversali legate all’ascolto e alla partecipazione. Grazie a Unicredit che ci ha permesso di lavorare su 'Fuoriclasse in Movimento' questa è stata un'alleanza fra no profit e profit: - conclude - solo così il progetto diventa parte integrante della scuola, che a sua volta diventa più inclusiva e riesce a contrastare le diseguaglianze”. 

12 ott 2026

Save the Children e UniCredit per rafforzare la partecipazione degli studenti e prevenire la dispersione

(Adnkronos) - Promuovere il benessere scolastico e la partecipazione attiva come strumenti per prevenire la dispersione scolastica: è questo l’obiettivo della collaborazione tra Save the Children e UniCredit, che con il Fondo Carta Etica dal 2024 sostiene Fuoriclasse in Movimento, il programma nazionale di Save the Children attivo da oltre dieci anni per promuovere il protagonismo di studenti e studentesse nella vita scolastica. Al centro di Fuoriclasse in Movimento ci sono i Consigli Fuoriclasse, organismi partecipativi che coinvolgono rappresentanti di studenti/esse, docenti e dirigenti scolastici. Attraverso assemblee, consultazioni nelle classi, elezioni e incontri con la dirigenza, bambini e ragazzi possono individuare bisogni e criticità e contribuire alla definizione di soluzioni concrete per migliorare la propria scuola. Le proposte possono riguardare la didattica, gli spazi scolastici, le relazioni di classe e il rapporto tra scuola e territorio. L’esperienza mostra come la partecipazione possa tradursi in interventi concreti, dalla progettazione di laboratori e nuovi spazi per l’apprendimento alla cura degli ambienti scolastici e alla realizzazione di attività di cittadinanza attiva con il territorio. 

E grazie a tali percorsi, nell’anno scolastico 2025-2026, il 91,6% considera i Consigli Fuoriclasse utili per dare maggiore voce a studenti/esse, l’86,5% percepisce una maggiore attenzione degli adulti verso le loro opinioni e l’83,5% dichiara di sentirsi meglio a scuola. Il giudizio sul progetto è positivo anche per gli insegnanti, con il 94,5% di essi che considera i Consigli Fuoriclasse uno strumento efficace per dare ascolto a studenti/esse e l’84,5% che afferma di utilizzare maggiormente approcci educativi centrati sulla partecipazione. L’iniziativa si inserisce in un quadro nazionale in miglioramento sul fronte della dispersione scolastica, ma ancora caratterizzato da forti disuguaglianze. Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2025 la quota di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno lasciato precocemente il sistema di istruzione e formazione è scesa all’8,2%, rispetto al 9,8% del 2024, raggiungendo in anticipo l’obiettivo europeo fissato per il 2030. Il fenomeno resta tuttavia più diffuso tra i ragazzi (10,1%) rispetto alle ragazze (6,2%) e tra i giovani con cittadinanza non italiana (26,2%, contro il 6,7% degli italiani). Sul fronte della dispersione implicita, che riguarda gli studenti che completano il percorso scolastico senza raggiungere livelli adeguati di apprendimento, i dati INVALSI 2026 registrano una riduzione al 6,3%, dall’8,7% del 2025. 

La dispersione, tuttavia, viene rilevata quando l’abbandono si è già verificato, mentre il processo può iniziare molto prima, con perdita di motivazione, difficoltà relazionali, scarso senso di appartenenza e mancato coinvolgimento nella vita scolastica. Per questo Save the Children interviene già nel primo ciclo di istruzione, lavorando su benessere, relazioni positive, fiducia in sé stessi e partecipazione, fattori che possono rafforzare il legame degli studenti con la scuola. Nell’anno scolastico 2025-2026, il sostegno di UniCredit ha raggiunto direttamente 130 scuole distribuite in 16 regioni, coinvolgendo 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e 130 Consigli Fuoriclasse, in territori difficili nelle periferie delle grandi città come nelle aree interne. Una delle realtà nelle quali si implementa il progetto di Save the Children, sostenuto da UniCredit, è l’Istituto Comprensivo Morricone nel quartiere San Basilio di Roma, che è stato il teatro di un momento di incontro e di bilancio tra esponenti dell’organizzazione e dell’azienda, per conoscere da vicino l'esperienza dei Consigli Fuoriclasse e il percorso intrapreso dall’Istituto per formalizzare le pratiche partecipative nella governance scolastica.  

“Da oltre dieci anni, con Fuoriclasse in Movimento, lavoriamo per prevenire la dispersione scolastica e promuovere il benessere e la partecipazione di bambine, bambini e adolescenti, offrendo loro spazi concreti in cui esprimere idee, bisogni e proposte per migliorare la scuola che vivono ogni giorno”, dichiara Giancarla Pancione, Direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, l'Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. “Questo progetto dimostra quanto ascoltare gli studenti e coinvolgerli nelle decisioni che li riguardano possa contribuire a costruire comunità scolastiche più inclusive, - continua - accoglienti e capaci di rispondere alle loro esigenze. Il sostegno di UniCredit ci consente di rafforzare e ampliare questo percorso, portando l'esperienza di Fuoriclasse in Movimento a un numero sempre maggiore di bambine, bambini e adolescenti, e riconoscendo i più giovani come protagonisti attivi del proprio presente e del futuro della scuola”.  

“Contrastare la dispersione scolastica significa intervenire prima che l’abbandono si manifesti, creando le condizioni perché ragazze e ragazzi possano sentirsi ascoltati, coinvolti e parte attiva della propria comunità scolastica. È questo il valore di Fuoriclasse in Movimento e della collaborazione con Save the Children: un progetto che, grazie al Fondo Carta Etica di UniCredit, ci permette di essere concretamente presenti nei territori e di contribuire a costruire contesti educativi più inclusivi e partecipativi. I risultati raggiunti ci confermano quanto sia importante investire non solo nell’accesso all’istruzione, ma anche nella qualità dell’esperienza scolastica, dando ai più giovani strumenti e spazi per esprimersi, partecipare e contribuire al cambiamento”, dichiara Stefano Gallo, Head of Territorial Development di UniCredit. Il monitoraggio realizzato al termine dell’anno scolastico 2025-2026 su oltre 2.200 studenti e studentesse mostra che il 91,6% considera i Consigli Fuoriclasse utili per dare maggiore voce agli studenti, l’86,5% percepisce una maggiore attenzione degli adulti verso le loro opinioni e l’84,3% ritiene che la scuola tenga maggiormente conto dei bisogni degli alunni. Sul fronte del benessere, l’89,7% dichiara di aver vissuto più emozioni positive, l’87,5% di aver aumentato la capacità di collaborare, l’86,2% di avere migliori relazioni con compagni e insegnanti e l’83,5% di sentirsi meglio a scuola; l’84,1% segnala inoltre un maggiore coinvolgimento nella vita scolastica e l’86,7% una maggiore capacità di promuovere e difendere i propri diritti. Tra i rappresentanti dei Consigli Fuoriclasse, l’85,2% percepisce che la propria voce venga realmente ascoltata, oltre venti punti percentuali in più rispetto agli studenti che non ricoprono incarichi di rappresentanza. 

Anche i 644 docenti coinvolti nel monitoraggio confermano il valore dell’iniziativa: il 94,5% considera i Consigli Fuoriclasse uno strumento efficace per dare ascolto agli studenti, il 91,8% ritiene che il progetto abbia migliorato il benessere scolastico e il 95% osserva un aumento delle emozioni positive tra gli alunni. I docenti segnalano inoltre maggiore partecipazione alla vita scolastica (91,5%), miglioramento delle capacità collaborative (88,8%), rafforzamento dell’autostima e delle risorse personali (87,2%) e miglioramento delle relazioni (85,6%). Il cambiamento riguarda anche gli adulti: l’86,8% dichiara di aver rafforzato le proprie competenze sulle metodologie partecipative e l’84,5% afferma di utilizzare maggiormente approcci educativi centrati sull’ascolto e sul coinvolgimento degli studenti. Per rafforzare nel tempo la partecipazione di tutta la comunità scolastica, nel 2025 Save the Children ha avviato, anche in collaborazione con Ashoka Italia, una sperimentazione triennale che coinvolge 18 Istituti Comprensivi della rete Fuoriclasse in Movimento, con l’obiettivo di rendere più strutturale il ruolo dei Consigli Fuoriclasse all’interno della scuola. Dopo il primo anno, il 68,8% delle scuole ha avviato o completato la fase di formalizzazione e il 75% ha inserito i Consigli nei documenti ufficiali della scuola. Save the Children porta avanti Fuoriclasse in Movimento da oltre dieci anni con l’obiettivo di prevenire la dispersione scolastica e contrastare le disuguaglianze educative attraverso la promozione del benessere e della partecipazione degli studenti/esse. Ad oggi, il programma coinvolge 250 scuole in tutta Italia, 39.526 studenti e studentesse, 2.699 docenti, 990 classi e 250 Consigli Fuoriclasse, organismi attraverso cui bambini, bambine e adolescenti possono esprimere bisogni e proposte e contribuire concretamente alla vita della propria scuola. 

12 ott 2026

Cristel Carrisi: "Io e papà Al Bano non ci parliamo più, ho smesso dopo la sfuriata in tv"

(Adnkronos) - "Da qualche mese c'è silenzio tra di noi e non riusciamo a riaccendere il dialogo". Cristel Carrisi ha spiegato con queste parole, ospite ieri a Verissimo, l'assenza di suo papà Al Bano al suo decimo anniversario di matrimonio con il marito Davor Luksic. "Quindi non aveva senso in questo momento accelerare i tempi", ha spiegato la terza figlia di Al Bano e Romina Power. 

E sulle motivazioni che hanno portato al silenzio, Carrisi ha dato la colpa ad "anni e anni di cose irrisolte". Una scelta però sofferta: "Fa male, è ovvio. Ha fatto male non averlo al mio fianco quel giorno". La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata lo scontro mediatico tra i genitori, scatenato da una frase di Romina Power: "Dopo la sfuriata di papà in tv, ho capito che c'era qualcosa di grave che non andava. Da quel momento ho smesso di parlargli", spiega Cristel Carrisi. E per quanto riguarda la frase pronunciata da Romina Power sulla figlia scomparsa Ylenia Carrisi, Cristel spiega: "Il commento di mia madre, che ha acceso la miccia, riguardava un suo sentire che è lecito e che non le puoi togliere. Il modo in cui l'ha detto l'ho trovato intimo e sincero. Evidentemente ha toccato qualcosa di irrisolto". 

Romina Carrisi in lacrime ha detto: "La madre che perde la sua prima figlia e vuole continuare a sperare che sia ancora viva, non glielo togliere. Non le togliere la speranza. Non fa male a nessuno sperare. Vorrei solo che mio padre non le togliesse l'opportunità di avere la speranza, che ancora c'è". Cristel Carrisi ha concluso: "Sono grata di avere lui come padre, ma la riconoscenza non può essere un debito per cui devo accettare ogni suo comportamento”. 

12 ott 2026

Vaccino antinfluenzale, il calendario delle Regioni: date, chi può farlo gratis

(Adnkronos) - Parte oggi, lunedì 12 ottobre, in diverse Regioni italiane la campagna per la vaccinazione contro l’influenza per la stagione 2026-2027. L’obiettivo è proteggere le categorie più fragili in vista dell’inverno, riducendo il rischio di complicanze e ricoveri legati all’influenza. Le somministrazioni sono già iniziate in alcuni territori, mentre in altri partiranno nei prossimi giorni o saranno estese gradualmente alla popolazione. Ecco chi può vaccinarsi gratuitamente e il calendario delle Regioni, con le date di avvio e le modalità di accesso. 

Il Ministero della Salute ha pubblicato il 23 giugno 2026 la circolare con le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza nella stagione 2026-2027. L’obiettivo è proteggere soprattutto le persone più esposte alle complicanze, riducendo il rischio di forme gravi, ricoveri e decessi. Le Regioni organizzano le campagne sulla base delle indicazioni nazionali, definendo le date di avvio, le categorie prioritarie e i canali di somministrazione. 

 

La vaccinazione è offerta gratuitamente alle categorie individuate dalle raccomandazioni ministeriali. Tra i destinatari principali ci sono: 

- persone dai 60 anni in su: rappresentano una delle principali categorie destinatarie della campagna, per il maggiore rischio di complicanze legate all’età. 

- bambini dai 6 mesi ai 6 anni: la vaccinazione è raccomandata anche nei bambini sani di questa fascia d’età. 

- donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto: l’immunizzazione mira a proteggere la madre e a ridurre i rischi associati all’infezione. 

- persone con patologie croniche: sono comprese, tra le altre, le persone con malattie respiratorie e cardiovascolari, diabete, insufficienza renale, patologie del sangue e condizioni che compromettono il sistema immunitario. 

- ospiti di strutture per lungodegenti: la vaccinazione è importante per ridurre il rischio di focolai e complicanze. 

- operatori sanitari e sociosanitari: sono tra i destinatari prioritari per la protezione propria e delle persone assistite. 

- personale di servizi pubblici essenziali e altre categorie esposte: comprendono, secondo le indicazioni ministeriali, forze di polizia, vigili del fuoco e lavoratori a contatto con animali potenzialmente portatori di virus influenzali non umani. 

L’offerta gratuita può essere estesa ad altre categorie sulla base delle disposizioni regionali. Chi non rientra nei gruppi prioritari può rivolgersi al proprio medico o alla Asl per conoscere le possibilità di accesso e gli eventuali costi. 

 

L’avvio della campagna non è uniforme. In Emilia-Romagna, Marche, Lombardia e Sicilia il 12 ottobre rappresenta una data importante per l’inizio o l’ampliamento delle somministrazioni. In altri territori le vaccinazioni sono partite nei giorni precedenti oppure saranno estese progressivamente. 

Ecco le principali date comunicate per la stagione 2026-2027. 

Emilia-Romagna: 12 ottobre, avvio della campagna regionale. 

Lombardia: campagna partita il primo ottobre per le categorie prioritarie; dal 12 ottobre l’offerta gratuita viene estesa a tutti i cittadini. 

Marche: 12 ottobre, avvio della campagna nelle sedi vaccinali e nelle farmacie aderenti. 

Sicilia: avvio il 12 ottobre, con termine della campagna previsto per il 28 febbraio 2027. 

Liguria: campagna avviata progressivamente il 28 settembre, con estensione alle categorie prioritarie dal 12 ottobre e apertura alla popolazione generale dal 15 novembre. 

Piemonte: vaccinazione dei bambini attraverso i pediatri dall’8 ottobre; dal 13 ottobre somministrazioni anche tramite medici di famiglia e farmacie aderenti. 

Friuli-Venezia Giulia: avvio delle somministrazioni previsto per il 14 ottobre. 

Toscana: vaccinazioni nelle Rsa dal 7 ottobre; dal 14 ottobre coinvolgimento di bambini dai sei mesi ai sei anni e persone over 60; dall’11 novembre estensione ad altre categorie previste. 

Veneto: avvio per le categorie prioritarie dal 5 ottobre; dal 19 ottobre coinvolgimento di medici di famiglia, farmacie e ambulatori vaccinali delle Ulss. 

Umbria: avvio della campagna il 5 ottobre. 

Lazio: campagna già avviata; apertura alla popolazione generale indicata dal 20 novembre. 

Per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta è opportuno verificare le date definitive sui rispettivi portali sanitari regionali prima di pubblicare un calendario completo. Le modalità e i tempi possono infatti variare anche all’interno dello stesso territorio, in base alla disponibilità delle dosi e all’organizzazione dei servizi. 

 

La somministrazione può avvenire attraverso il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, i servizi vaccinali delle Asl e, nelle Regioni che hanno attivato il servizio, le farmacie aderenti. 

Per le persone anziane e per chi convive con patologie croniche è consigliabile contattare il proprio medico, che può verificare la categoria di appartenenza e indicare il percorso più appropriato. Anche le donne in gravidanza possono rivolgersi ai servizi sanitari territoriali per ricevere informazioni sulle modalità di accesso. 

 

La composizione del vaccino viene aggiornata ogni anno perché i virus influenzali cambiano nel tempo. Per la stagione 2026-2027 nell’emisfero settentrionale, l’Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato una formulazione trivalente diretta contro due sottotipi di influenza A e un ceppo di influenza B. 

La formulazione è stata definita sulla base dei dati di sorveglianza virologica e delle caratteristiche dei virus circolanti. La composizione può differire nei dettagli in base alla tecnologia utilizzata per produrre il vaccino, per esempio quando si ricorre a uova embrionate, colture cellulari o tecnologie ricombinanti. 

 

L’influenza stagionale può provocare febbre, tosse, dolori muscolari e spossatezza, ma in alcune persone può causare complicanze respiratorie e cardiovascolari. Il rischio è maggiore negli anziani, nei bambini più piccoli, nelle donne in gravidanza e nelle persone con condizioni di salute fragili. 

La vaccinazione resta uno degli strumenti principali per ridurre il rischio di forme gravi. La protezione non è immediata: occorrono generalmente circa due settimane dopo la somministrazione perché si sviluppi una risposta immunitaria adeguata. 

La composizione dei vaccini viene aggiornata ogni anno per adattarsi ai virus influenzali attesi nella stagione. Per questo il Ministero pubblica raccomandazioni specifiche, mentre le Regioni definiscono le modalità operative della campagna. 

  

 

12 ott 2026

Disagi sull'Alta Velocità oggi, treni in ritardo fino a un'ora per inconveniente tecnico: cosa sappiamo

12 ott 2026

Auto: per riparazione e sostituzione cristalli VetroCar prima in Europa ad adottare la tecnologia Purform Primerless-to-Glass di Sika in tutta la sua rete

(Adnkronos) - VetroCar, leader italiano nella riparazione e sostituzione dei cristalli per veicoli, è il primo in Europa ad adottare e implementare nella propria rete la tecnologia Purform Primerless-to-Glass di Sika, segnando un importante traguardo per l’innovazione nel settore della riparazione e sostituzione dei cristalli per autoveicoli. 

A partire dal 1° luglio 2026, VetroCar ha avviato l’introduzione della tecnologia di nuova generazione SikaTack Purform, sviluppata da Sika. Questa soluzione innovativa combina la tecnologia Low-MDI con un approccio primerless-to-glass e sarà progressivamente implementata nell’intera rete VetroCar, composta da oltre 200 centri distribuiti sul territorio italiano. 

La soluzione sviluppata da Sika combina elevati standard di sicurezza e prestazioni affidabili con tempi di intervento ridotti, grazie a un Minimum Drive Away Time (Mdat) di 30 minuti, che consente di avviare immediatamente le attività di ricalibrazione. Questo permette di ottimizzare la gestione dell’intervento e di ridurre il tempo complessivo di fermo del veicolo. 

La tecnologia Low-MDI di Sika aumenta la sicurezza sul lavoro grazie a emissioni di diisocianati inferiori allo 0,1%, in conformità ai requisiti Reach, mentre l’eliminazione del primer sul vetro contribuisce a semplificare le attività operative; ciò consente a VetroCar di migliorare la produttività rispettando al contempo l’evoluzione delle normative di settore. 

“VetroCar è un’azienda costruita attorno al servizio, all’affidabilità e alle persone - afferma Maurizio Acri, amministratore delegato di VetroCar - La scelta di Sika nasce dalla volontà di collaborare con un’azienda capace di comprendere le esigenze operative del nostro business e di supportarci in un percorso di innovazione continua. Con SikaTack Purform introduciamo una tecnologia all’avanguardia che conferma VetroCar come realtà pioniera nell’evoluzione del settore automotive, consentendoci di rispondere alle nuove esigenze del mercato e di offrire ai clienti un servizio sempre più efficiente”. 

 

L’iniziativa coinvolgerà oltre 500 tecnici specializzati e una rete che gestisce ogni anno più di 200.000 interventi di riparazione e sostituzione cristalli. 

“La nostra collaborazione con VetroCar si fonda su un impegno condiviso verso innovazione, qualità e miglioramento continuo - afferma Tommy Laugesen, Corporate Business Development Manager di Sika Automotive Aftermarket - VetroCar ha dimostrato una forte attenzione agli standard qualitativi, alla formazione e alla sicurezza dei lavoratori, ricercando costantemente nuovi modi per migliorare le proprie attività. Sono tutti valori che Sika condivide pienamente. Insieme vediamo l’opportunità di portare sul mercato i benefici della tecnologia adesiva Purform Low-Mdi e dell’approccio primerless, contribuendo a elevare gli standard del settore e a guidare l’innovazione verso processi di sostituzione dei vetri auto sempre più sicuri ed efficienti”. 

 

Sika supporterà, inoltre, l’intera rete VetroCar attraverso programmi di formazione specializzata e supporto tecnico dedicato, garantendo un’implementazione della tecnologia sicura, efficiente e costantemente aggiornata. “Questa partnership rappresenta un ulteriore traguardo nel nostro percorso di innovazione – Acri - Siamo orgogliosi di progredire insieme verso soluzioni più sicure e sostenibili. Il futuro del settore Agr sarà plasmato dall’innovazione, dalla responsabilità e da partnership solide”. 

12 ott 2026

Arabia Saudita, nuovo attacco degli Houthi all’aeroporto di Riad: un morto e 11 feriti

(Adnkronos) - Almeno una persona è morta e altre 11 sono rimaste ferite nel nuovo attacco sferrato ieri sera contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita. A riferirlo è l’Autorità generale per l’aviazione civile saudita, precisando che i feriti sono stati immediatamente trasportati in ospedale e che sono in corso le verifiche per quantificare i danni alle strutture aeroportuali. La vittima è un cittadino pakistano residente nel Paese. 

L’attacco ha provocato anche un incendio nel Terminal 4, secondo quanto riferito dal portavoce della coalizione militare a guida saudita impegnata contro gli Houthi in Yemen. Nelle ore precedenti, le difese aeree saudite avevano inoltre intercettato un missile da crociera nei pressi dello scalo. 

Per la gravità degli attacchi, l’autorità saudita per l’aviazione civile ha annunciato la "proroga della sospensione delle operazioni presso l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, al fine di completare le procedure necessarie per verificare la sicurezza delle strutture e la loro operatività". Nella nota non si specifica quando le attività aeroportuali riprenderanno. 

L’episodio arriva a meno di 24 ore dal precedente attacco missilistico contro l’aeroporto, costato la vita ad almeno 13 persone e che ha provocato centinaia di feriti, secondo gli ultimi aggiornamenti delle autorità. Tra le vittime figurano cittadini sauditi e stranieri. L’ambasciata indiana a Riad ha confermato domenica la morte di un cittadino indiano rimasto ferito nell’attacco di sabato. Il bilancio complessivo dei feriti di quell’episodio è salito a 309. 

Anche l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam, nell’est del Paese, è stato preso di mira nella serata di domenica. L’Autorità per l’aviazione civile ha confermato l’attacco e avviato le verifiche sulla sicurezza e sui danni riportati dalla struttura. 

 

Gli Houthi, movimento armato yemenita sostenuto dall’Iran, hanno rivendicato gli attacchi, compreso quello di sabato, sostenendo che si tratti di una risposta all’intensificazione dei raid aerei sauditi in Yemen. In una dichiarazione, le forze armate controllate dal movimento hanno affermato che, nelle 24 ore precedenti, l’aviazione saudita avrebbe condotto 124 attacchi, denunciando vittime tra donne e bambini e minacciando nuove operazioni contro aeroporti e infrastrutture del regno. Il gruppo ha inoltre invitato compagnie aeree e viaggiatori a non utilizzare gli aeroporti e lo spazio aereo sauditi. 

"I fatti delle ultime settimane sono gravi" e "la nostra risposta deve essere seria", ha detto il principe Abdulaziz bin Salman, ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita, in dichiarazioni durante il XXV Wpc Energy Congress in corso a Riad rilanciate dalla tv satellitare al-Arabiya.  

L’Iran si dice "profondamente preoccupato" per l’intensificarsi degli attacchi. "Siamo profondamente preoccupati per gli sviluppi in corso nella penisola arabica", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, durante la consueta conferenza stampa settimanale, aggiungendo che Teheran è pronta a "mettere a disposizione i propri buoni uffici per contribuire a facilitare il dialogo tra le parti". 

La nuova escalation ha riacceso il dibattito su un possibile intervento diretto degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato sabato che intende parlare con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e che Washington sta valutando la possibilità di unirsi ai raid contro gli Houthi. "Potremmo farlo. Valuteremo la situazione", ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca, aggiungendo che una decisione sarebbe stata presa rapidamente. 

 

 

12 ott 2026

Criminalità in Italia, nel 2025 in calo dell'1,8% rispetto 2024. Milano città con più denunce

(Adnkronos) - I delitti denunciati in Italia diminuiscono per la prima volta dopo quattro anni consecutivi di crescita: nel 2025 sono stati circa 2,36 milioni, l’1,8% in meno rispetto al 2024, pari a 42.242 delitti in meno. Mentre Milano si conferma la provincia con la maggiore incidenza di denunce in rapporto ai residenti, seguita da Firenze e Roma. Oristano registra invece il tasso più basso. Sono i principali risultati della nuova edizione dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, pubblicati oggi sul quotidiano e sul sito. L’Indice utilizza le statistiche consolidate della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, fornite in esclusiva al Sole 24 Ore, e confronta 106 territori provinciali sulla base dei delitti denunciati ogni 100mila abitanti. 

A determinare la flessione nazionale sono soprattutto i furti, che scendono a 992.660, quasi 62mila in meno rispetto al 2024 (−5,9%). Tornano sotto il milione per la prima volta dal 2022 e rappresentano il 42,1% dei delitti denunciati. Diminuiscono in particolare i furti su auto in sosta (−16,2%), in abitazione (−8,7%) e con destrezza (−6%). In calo anche le rapine (−3,6%) e, tra queste, quelle in pubblica via (−7,7%). In aumento, invece, le truffe e frodi informatiche, che raggiungono 298.651 casi, il 4,4% in più rispetto al 2024 e il 40,8% in più rispetto al 2019. Crescono anche i danneggiamenti, a quota 288.938 (+3,9%), le percosse (+3,4%) e le estorsioni (+1,4%).  

Diminuiscono le denunce per violenze sessuali (−2,8%) dopo anni di progressiva emersione del fenomeno, grazie ad una crescente propensione alla denuncia. Gli omicidi volontari scendono da 326 a 289 (−11,3%): il valore più basso nella serie storica dal 1950, che eguaglia il solo dato del 2020 registrato durante la pandemia. I tentati omicidi diminuiscono del 13,1%, a 993. Il totale degli illeciti denunciati nel 2025 resta comunque superiore del 2,4% rispetto al 2019. I dati provvisori del primo semestre 2026 indicano un’ulteriore flessione del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.  

Le prime dieci posizioni per denunce ogni 100mila abitanti sono occupate, nell’ordine, dalle province di Milano, Firenze, Roma, Bologna, Torino, Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno. Sette dei primi dieci territori sono città metropolitane. Nei territori delle 14 città metropolitane si concentra complessivamente il 47,4% dei delitti denunciati in Italia. Milano supera le 7mila denunce ogni 100mila residenti e registra un aumento dello 0,6% rispetto al 2024. Firenze, seconda con 6.374 denunce ogni 100mila abitanti, segna una diminuzione del 2,9%. Le denunce scendono anche a Roma (−5,3%), Bologna (−0,3%) e Torino (−4,3%). All’estremo opposto della graduatoria si trovano Oristano, con 1.707 denunce ogni 100mila abitanti (circa un quarto rispetto al dato di Milano), seguita da Potenza (1.968), Enna (2.165) e Benevento (2.177). 

Tra le variazioni annuali, Aosta registra l’incremento più marcato del 15,1%, con un tasso di 3.306 denunce ogni 100mila abitanti. Le flessioni più accentuate riguardano invece Ragusa (-11,3%) e Rimini (-10,7%), quest’ultima negli ultimi anni sempre presente nelle prime posizioni. La flessione dei reati, infine, nel 2025 attraversa gran parte del Mezzogiorno. Ad esempio, il segno meno si trova in otto province siciliane su nove, con le flessioni più marcate a Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%). L’isola ovunque registra volumi sotto i livelli del 2019. Illeciti in discesa anche nelle province campane, da Caserta (-4,8%) a Napoli (-1,6%), in quattro delle sei province pugliesi e in quattro delle cinque calabresi. Fanno eccezione Brindisi (+0,4%) e Cosenza (+2,3%). 

Nel 2025 le segnalazioni relative a minorenni denunciati o arrestati raggiungono quota 39.600, contro le 38.247 del 2024: il 34% in più rispetto al 2019. Rappresentano il 4,7% del totale delle segnalazioni relative a persone. Per le rapine in pubblica via, la quota di minorenni raggiunge il 25,8%. Sondrio registra l’incidenza più elevata di segnalazioni relative a minorenni sul totale provinciale (9,7%), seguita da Modena (8,3%). Le segnalazioni relative a cittadini stranieri denunciati o arrestati sono 292.820, pari al 35,1% del totale, rispetto al 34,7% del 2024. Milano, Roma, Torino e Bologna raccolgono insieme il 25% delle segnalazioni relative a stranieri. A Prato la quota sul totale provinciale raggiunge circa il 60%. 

12 ott 2026

Assegno unico ottobre 2026, quando arriva: la data

(Adnkronos) - Si avvicina la data del pagamento dell'assegno unico per il mese di ottobre 2026. Le date indicate sono mercoledì 21 e giovedì 22, così come comunicato dall'Inps.  

Nei primi sette mesi del 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per 11,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Sono i dati contenuti nell’aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale (AUU) pubblicato con riferimento al periodo gennaio 2025 – luglio 2026. Sono 6.118.775 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2026, per un totale di 9.652.838 figli: l’importo medio per figlio a luglio 2026, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 177€, e va da circa 58 € per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582,71€), a 227 € per la classe di ISEE minima 7.468,51 € per il 2026). 

Fonti Inps hanno inoltre fatto sapere che, durante i controlli, sono circa 4.000 le Dsu - la Dichiarazione Sostitutiva Unica che contiene le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare, necessario per ottenere il calcolo dell'Isee - sospette emerse. Le verifiche sull'Auu si basano sull’analisi delle informazioni fornite nelle Dsu e dei dati disponibili: così sono emerse alcune posizioni caratterizzate da possibili omissioni o incongruenze dei redditi auto-dichiarati nelle Dsu, per le quali si rendono necessari ulteriori approfondimenti. Questo non comporta automaticamente l’accertamento di un’indebita percezione. 

L'assegno unico diventerà più 'ricco' per le famiglie con i figli a carico, grazie all'introduzione di un "Isee per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione", che viene utilizzato per il calcolo degli importi dovuti. La novità, introdotta nel 2026, prevede il calcolo della scala di equivalenza che viene aumentata in funzione del numero di figli: 0,10 per 2 figli; 0,25 per 3 figli; 0,40 per 4 figli; 0,55 per 5 o più figli. Inoltre viene introdotta una maggiore franchigia sulla casa di proprietà, che aumenta con l'aumentare del valore della casa e a seconda del numero di figli. Tra le novità introdotte per l'erogazione dell'assegno unico c'è l'erogazione anche per i figli residenti in un altro Stato Ue e per i genitori non residenti in Italia ma con domicilio e lavoro nel Paese. 

L'istituto spiega che l'erogazione "spetta alle famiglie in cui ricorrono le seguenti condizioni: per ogni figlio minorenne a carico; per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza; per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni (che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolga il servizio civile universale); per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età. 

L'Istituto di previdenza ricorda che l'assegno spetta alle famiglie che "al momento della domanda siano in possesso di Isee valido", in base alla corrispondente fascia. L’importo è corrisposto "con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati, anche a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di Isee ma per i quali l’Isee sia successivamente attestato entro il 30 giugno". 

L’importo viene determinato in base all’Isee , tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi. In particolare, è prevista: una quota variabile progressiva in relazione alle soglie Isee rivalutate annualmente (da un massimo di 203,8 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,3 euro per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 46.582,71 euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di: nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo); madri di età inferiore a 21 anni; nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; figli affetti da disabilità; figli di età inferiore a un anno; figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino alla soglia massima rivalutata annualmente (46.582,71 euro per l’anno 2026). 

12 ott 2026

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