Logo Il Foglio

'Inventare la natura’, Furlotti: "Palazzo Te perfetto per la mostra"

(Adnkronos) - “Non ci sarebbe stato un posto migliore dove organizzare una mostra sul tema della natura, perché Palazzo Te è un luogo nato in profondo dialogo con essa. Quando fu progettato da Giulio Romano e pensato in stretto raccordo con il suo committente, Federico II Gonzaga, fu concepito come uno spazio molto aperto verso lo scenario naturale circostante e la campagna, caratterizzato da logge con grandi finestre e fortemente aperto anche sulle acque che circondavano il palazzo”. È quanto affermato da Barbara Furlotti, curatrice della mostra ‘Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio’, presentata da Fondazione Palazzo Te a Mantova, a compimento dell’anno del Cinquecentenario. La mostra è visitabile dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 nelle sale monumentali del Palazzo. 

“Questa era una zona suburbana - riprende - un'area verde in cui il duca e la sua corte andavano a cacciare, a pescare e a intrattenersi. Palazzo Te è dunque nato come un luogo profondamente radicato nel rapporto con la natura. Per noi, aver pensato a oggetti che illustrassero proprio il tema del legame tra uomo e natura, collocandoli in uno spazio così fortemente caratterizzato, è stato di grande importanza”. 

E aggiunge: “In più, si tratta di uno spazio in cui gran parte delle decorazioni ad affresco presenta elementi vegetali o animali che, ancora una volta, creano una sorta di eco naturale del mondo circostante. Tra le opere stesse - continua - speriamo di aver compiuto un lavoro di stretta narrazione: dal nostro punto di vista, i lavori esposti sono tutti in collegamento l'uno con l'altro e spesso in dialogo diretto con l'ambiente in cui sono inseriti, richiamando ad esempio gli affreschi e gli stucchi del palazzo”, conclude. 

26 set 2026

Baia Curioni (Fondazione Palazzo Te): "Con la mostra ‘Inventare la natura’ vogliamo suscitare meraviglia"

(Adnkronos) - “Questa mostra, insieme al palazzo, racconta l'antico con una sorta di panteismo, di animismo sottile che traspare dalla cultura rinascimentale, e un modernismo che invece oggettiva la natura. In questo, l'esposizione spiega, racconta e mostra come si è inventata la natura e, nello stesso tempo, restituisce anche un'idea di umanità. Attraverso questi capolavori straordinari, che vanno dalla pittura alla gioielleria, dagli automi ai disegni e alle statue bellissime, tutta la mostra ci racconta come la domanda sulla natura e la domanda sull'umano siano congiunte: sono la domanda contemporanea fondamentale. Ci aspettiamo che il visitatore provi un senso di meraviglia e che tragga anche il suggerimento che è possibile vedere il mondo con occhi sempre nuovi”. 

A dirlo è Stefano Baia Curioni, direttore di Fondazione Palazzo Te, intervenendo alla presentazione della mostra ‘Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio’, a Mantova. L’esposizione, che cade nel compimento del Cinquecentenario dalla fondazione di Palazzo Te, è in programma dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 nelle sale monumentali. 

Per Baia Curioni Palazzo Te è “una macchina di splendori ed è, soprattutto, una macchina filosofica che continua a parlare al presente. Qui la rappresentazione della natura è enigmatica, avvincente e oggettiva, piena di Dei - osserva - Racconta dunque di un mondo che per noi oggi è difficile capire, perché di fatto si colloca sulla soglia tra antico e moderno”, conclude. 

26 set 2026

Billie Jean King Cup, oggi semifinale Italia-Ucraina: orario match e dove vederli in chiaro

26 set 2026

Trump respinge la tregua proposta dall’Iran. E lo stretto di Hormuz diventa 'Stretto di Trump'

(Adnkronos) - Il presidente americano Donald Trump ha respinto la proposta iraniana di un cessate il fuoco di sette giorni e ha comunicato ai suoi collaboratori la ripresa dei bombardamenti sull'Iran dopo le elezioni di medio termine di novembre. E' quanto riportato dal Wall Street Journal, citando alcuni funzionari statunitensi.  

Intanto nella notte Trump ha pubblicato su Truth una mappa in cui lo Stretto di Hormuz viene indicato come "Stretto di Trump". Nei giorni scorsi, affermando che "stiamo vincendo la guerra" e "controlliamo lo Stretto di Hormuz", il tycoon ribadiva che "dovremmo chiamarlo 'Stretto di Trump'". "Dovrò pur ricavarci qualcosa", aggiungeva. Ad agosto il tycoon aveva pubblicato su Truth un'immagine con una mappa dello Stretto di Hormuz descritto "nuovo Territorio Usa". 

La proposta di Teheran prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati sul nucleare in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani.  

"L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, tramite il Qatar, un piano concreto di sette giorni. Se le condizioni necessarie saranno soddisfatte, lo stretto potrà essere riaperto e il normale passaggio marittimo ripristinato entro sette giorni", ha dichiarato alle Nazioni Unite il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, sottolineando che "Teheran non accetta coercizione, minacce o intimidazioni e non rinuncerà ai suoi diritti sovrani sotto pressione". 

 

 

A rafforzare il messaggio diplomatico iraniano è arrivata nelle ultime ore un'importante apertura sul dossier nucleare. 

In un'intervista alla CBS, il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che c'è la possibilità di consentire nuovamente l'ingresso nel Paese a ispettori delle Nazioni Unite. "Se vogliono venire ed effettuare ispezioni - ha detto in un'intervista alla Cbs dopo aver ricordato la 'storia' dell'accordo internazionale del 2015 sul nucleare iraniano - possiamo trovare accordi e intese su questo dossier in particolare durante i negoziati". 

Pezeshkian ha quindi ribadito la posizione di Teheran sul suo controverso programma nucleare. "Lo sviluppo di armi nucleari è haram (è vietato) dal punto di vista religioso, non dal punto di vista legale", ha rimarcato.  

Nella lunga intervista Pezeshkian ha anche affermato che se gli Stati Uniti accettassero l'ultima proposta di Teheran, "ovviamente" l'Iran "rispetterebbe tutto ciò" su cui si sarà "impegnato". Con Washington, ha riconosciuto nell'intervista, c'è un "clima di sfiducia". Il presidente ha accusato gli Usa di aver attaccato mentre erano in corso negoziati. "In sostanza, dobbiamo ora stabilire su cosa esattamente vogliamo arrivare a un'intesa", ha affermato.  

Nel frattempo, secondo notizie del Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe respinto il piano iraniano per una tregua di sette giorni e parlato con i suoi collaboratori di una possibile ripresa dei bombardamenti contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di Miterm. 

Nel frattempo, dal fronte iraniano arriva una nuova apertura sul dossier nucleare. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un'intervista alla CBS, ha dichiarato che Teheran potrebbe consentire nuovamente l'ingresso nel Paese agli ispettori delle Nazioni Unite, nell'ambito di eventuali nuovi negoziati. "Se vogliono venire ed effettuare ispezioni - ha detto Pezeshkian, ricordando la storia dell'accordo internazionale del 2015 sul nucleare iraniano - possiamo trovare accordi e intese su questo dossier in particolare durante i negoziati". 

Pezeshkian ha però ribadito la posizione iraniana sul possibile sviluppo di armi nucleari, richiamando anche il divieto religioso. "Lo sviluppo di armi nucleari è haram (è vietato) dal punto di vista religioso, non dal punto di vista legale". E, ha aggiunto, che "anche se alcuni in Iran potrebbero essere spinti a sviluppare armi nucleari, parlando da un punto di vista religioso non sarebbe loro concesso di seguire questo percorso". 

Durante la stessa intervista, Pezeshkian ha risposto anche alle domande sulle condizioni di salute della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, la cui assenza dalla scena pubblica ha alimentato interrogativi nelle ultime settimane. 

La risposta del presidente iraniano è stata netta: "Non ha alcun problema di salute particolare né difficoltà in corso". 

Pezeshkian ha spiegato di aver incontrato personalmente Mojtaba Khamenei in due occasioni e ha riferito che uno degli incontri sarebbe durato più di sette ore. "Dal punto di vista clinico, è in perfetta salute - ha ripetuto - Ascoltatemi, ascoltatemi come medico. Non ha alcun problema di salute". 

Sul fronte diplomatico, Pezeshkian ha inoltre rilanciato il rapporto con la Cina e il ruolo di Pechino nella ricerca di una soluzione negoziale. 

In un messaggio pubblicato su X, il presidente iraniano ha sottolineato "il sostegno ponderato e responsabile del presidente cinese Xi Jinping a un ritorno al Memorandum di Islamabad e alla risoluzione delle controversie attraverso il dialogo e la diplomazia". 

Pezeshkian ha quindi ribadito la posizione di Teheran: "L'Iran condivide questo approccio e sottolinea l'importanza di tornare a tale accordo, di onorare gli impegni già assunti e di creare le condizioni necessarie per l'avvio di negoziati seri, concreti e orientati ai risultati". 

26 set 2026

Verissimo, sabato 26 settembre: gli ospiti e le interviste di oggi

(Adnkronos) - Verissimo torna oggi, sabato 26, e domani, domenica 27 settembre, su Canale 5 con un nuovo doppio appuntamento ricco di ospiti, interviste ed esclusive. 

  

L’appuntamento del sabato si aprirà con un’intervista a Elisabetta Canalis, prossimamente su Canale 5 nella nuova edizione di 'Tu sì que vales'. A un anno dalla canonizzazione di Carlo Acutis, sarà ospite in studio la madre Antonia Salzano Acutis, per presentare 'Il mio nome è Carlo', il film tv in onda domenica 27 settembre su Canale 5, dedicato allo straordinario percorso di fede del figlio. Con lei Samuele Carrino, il giovane attore che nel film interpreta Carlo. 

A Verissimo emozioni uniche per la campionessa olimpica di pattinaggio di velocità Francesca Lollobrigida, pronta a diventare mamma per la seconda volta, in studio con il marito Matteo e il loro piccolo Tommaso.  

Inoltre, spazio alle novità nel percorso professionale e personale della ballerina Giulia Stabile, alla nuova fase di vita del ballerino e coreografo Raimondo Todaro, e a Alessandra Ciociola che, dopo l’esperienza a 'Temptation Island', parlerà della sua tormentata relazione con Rosario. 

  

A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, Amanda Knox torna a parlare in televisione della sua vicenda e lo farà in un’intervista esclusiva con Silvia Toffanin. Per la prima volta ospite in tv con il marito Christopher e i figli Eureka ed Echo, Amanda risponderà a tutte le domande a partire dalle accese polemiche legate al suo recente spettacolo 'Cartwheel', nel quale ripercorre la sua storia. 

A Verissimo intervista di famiglia per Heather Parisi, che presenterà al pubblico i suoi gemelli: Elizabeth e Dylan. 

Sarà ospite anche Samira Lui, in onda tutti i giorni su Canale 5 con 'La Ruota della Fortuna' accanto a Gerry Scotti. Infine, Orietta Berti sarà in studio con il figlio Otis, la nuora Lia e le piccole Olivia e Ottavia per rivivere tutti insieme le emozioni delle recenti nozze di Otis e Lia. 

26 set 2026

Formula 1, oggi Gp Baku: orario, griglia di partenza e dove vederlo in chiaro

(Adnkronos) - Torna in pista la Formula 1. Oggi, sabato 26 settembre, si corre il Gp di Baku. Il Gran Premio dell'Azerbaigian non si correrà di domenica, come al solito, su richiesta esplicita delle autorità locali e degli organizzatori per evitare la concomitanza con il 27 settembre, data in cui il Paese celebra la Giornata del Ricordo (Anım Günü), ricorrenza nazionale per commemorare i caduti della guerra del Nagorno-Karabakh del 2020. In pole position c'è George Russell, che partirà davanti a Charles Leclerc e Oscar Piastri. Scatterà invece dalla sedicesima posizione il leader del Mondiale Kimi Antonelli. Ecco orario, griglia di partenza e dove vedere la gara in tv (anche in chiaro) e streaming.  

Ecco la griglia di partenza del Gp di Baku di oggi, sabato 26 settembre: 

  

1 George Russell (Mercedes)  

2 Charles Leclerc (Ferrari)  

3 Oscar Piastri (McLaren) 

4 Isack Hadjar (Red Bull Racing)  

5 Lando Norris (McLaren)  

6 Lewis Hamilton (Ferrari)  

7 Pierre Gasly (Alpine)  

8 Max Verstappen (Red Bull Racing)  

9 Carlos Sainz (Williams)  

10 Franco Colapinto (Alpine)  

11 Oliver Bearman (Haas F1 Team)  

12 Liam Lawson (Racing Bulls)  

13 Alexander Albon (Williams)  

14 Esteban Ocon (Haas F1 Team) 

15 Arvid Lindblad (Racing Bulls)  

16 Kimi Antonelli (Mercedes)  

17 Gabriel Bortoleto (Audi)  

18 Nico Hulkenberg (Audi) 

19 Fernando Alonso (Aston Martin)  

20 Sergio Perez (Cadillac) 

21 Valtteri Bottas (Cadillac)  

22 Lance Stroll (Aston Martin) 

Il Gp di Baku inizierà alle 13 e sarà visibile in diretta su Sky, ai canali Sky Sport F1 (207) e in streaming su Sky Go e Now. La gara sarà trasmessa anche in chiaro su Tv8, ma in differita, alle 16. 

26 set 2026

Fine vita, legge nella 'palude' del Senato. Fdi: "Nodo tecnico". Pd accusa: "Presa in giro"

(Adnkronos) - Dopo la Toscana e la Sardegna, tocca all'Emilia Romagna. Ancora una volta le leggi regionali sul suicidio medicalmente assistito, al momento solo il Veneto viene risparmiato, finiscono sotto la scure del governo, con la decisione di Palazzo Chigi di impugnarle davanti alla Corte costituzionale. Una battaglia tra poteri che si combatte sullo sfondo dell'assenza di un legge nazionale. A sette anni di distanza dalla storica sentenza della Consulta, la 242/2019, che sancì che non è punibile chi aiuta a morire una persona affetta da patologia irreversibile, fatte salve alcune condizioni, e nonostante le ripetute sollecitazioni della Consulta a legiferare, in Parlamento ancora è tutto fermo.  

Al momento lo stallo è in Senato dove, nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità, sono fermi due testi: il ddl Bazoli per l'opposizione e quello Zanettin (Fi)-Zullo (Fdi) per la maggioranza. Le differenze principali tra i due testi riguardano le condizioni per accedere alla richiesta, più ristrette nella proposta del centrodestra rispetto a quelle indicate dalla sentenza della Corte, i comitati che devono dare l'assenso e il ruolo del Servizio sanitario nazionale, con il centrosinistra che punto all'accesso gratuito con la sanità pubblica e il centrodestra che vuole che tutto si svolga fuori dal Ssn.  

Da giugno, dopo la richiesta di sospensiva di Fratelli d'Italia ufficialmente chiesta per "trovare una mediazione", tutto è ritornato nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità e sembra destinato a un binario morto. "E' tutto fermo. La commissione competente non è stata più riconvocata dopo la ripresa dei lavori a seguito della pausa estiva. Sul nostro testo Zanettin-Zullo, con gli emendamenti di Stefania Craxi, eravamo in attesa dei pareri del governo ma non sono più arrivati", dice all'AdnKronos il senatore Pierantonio Zanettin che per Forza Italia segue il dossier. Dalla commissione, però, il presidente Francesco Zaffini (Fdi) nega che il nodo sia politico. "Non abbiamo sciolto il nodo tecnico - spiega all'AdnKronos - . Al momento non abbiamo indicazioni utili dall'Istituto superiore di sanità su quando potrà mettere in campo un dispositivo che consenta l'autosomministrazione a quei soggetti totalmente immobilizzati, visto che trattatasi di suicidio assistito e non di eutanasia. Noi stiamo continuando a sollecitare l'Iss. Tutto il resto è sciolto, abbiamo un testo che può essere votato. Noi dobbiamo rivederci con l'Istituto superiore di sanità che viene a dire 'il dispositivo è a disposizione'. Detto questo, noi siamo pronti e andiamo in aula".  

Una spiegazione liquidata come "una emerita sciocchezza, una presa in giro" dal senatore dem Alfredo Bazoli, interpellato dall'AdnKronos. "Non c'è bisogno di un macchinario per fare una legge. Siamo a livelli incommentabili. A parte che il dispositivo c'è ma il punto è che se si vuole fare una legge si fa, poi gli aspetti pratici sono un'altra cosa". In sintesi per Bazoli siamo "nella palude". Una palude "in cui ci ha messo quel centrodestra che sostanzialmente non vuole fare la legge. Nonostante La Russa dia a parole una disponibilità a lavorare nella stessa direzione alla fine i comportamenti sono in palese contraddizione: non si convoca la commissione, non c'è più un orizzonte temporale definito. La verità è che il centrodestra non vuole affrontare il tema del fine vita e non sono disponibili ad arrivare fino in fondo. E' una scelta deliberata". Bazoli ricorda quando, a giugno, il ddl a sua firma fu fatto tornare in commissione. "Nonostante i proclami di Forza Italia, io dissi subito 'voi state semplicemente facendo morire la legge sul fine vita perché anche voi sapete che riportarla in commissione significa non approvarla in questa legislatura'. I fatti mi stanno dando ragione".  

25 set 2026

Covid, arriva la pillola per la Pep. Esperti: "Nuova arma di prevenzione"

(Adnkronos) -  Arriva la Pep contro il Covid. Nei giorni scorsi la Commissione europea ha approvato ensitrelvir (Zokovea*) per la profilassi post-esposizione a Covid-19 negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni in su. Si tratta della prima terapia antivirale orale autorizzata in Ue per la Pep nel Covid, una pillola da assumere dopo essere entrati in contatto con persone infettate dal virus Sars-CoV-2. Un farmaco che "aggiunge una nuova opzione alla gamma di misure disponibili per la preparazione alle future emergenze sanitarie da Covid-19", ha sottolineato Shionogi & Co. Ltd nell'annunciare l'ok di Bruxelles. "Accanto ai vaccini, alla diagnostica e alla sorveglianza, i farmaci antivirali possono rientrare in una più ampia gamma di misure complementari a supporto della sanità pubblica", ha evidenziato l'azienda in una nota.  

Lo studio di fase 3 Scorpio-Pep - un trial multicentrico globale condotto in doppio cieco, randomizzato verso placebo - ha valutato ensitrelvir in persone che convivono con persone malate di Covid. "Nella popolazione dell'analisi primaria - ha riferito Shionogi - il trattamento con ensitrelvir è stato iniziato entro 72 ore dall'insorgenza dei sintomi nel familiare convivente affetto da Covid-19. Ensitrelvir ha ridotto significativamente, del 67%, il rischio di sviluppare Covid-19 sintomatico fino al giorno 10 rispetto al placebo". Lo studio ha arruolato più di 2.300 adulti e adolescenti over 12 e rappresenta "il primo e unico studio di fase 3 su un antivirale orale che dimostra l'efficacia nella profilassi post-esposizione al Covid-19". E' su questi risultati che si è basata la decisione europea. 

Ma cosa ne pensano gli esperti? Per l'infettivologo Matteo Bassetti, citato nella nota di Shionogi, "l'approvazione segna un cambiamento importante nel ruolo degli antivirali orali per il Covid: dal trattamento dei pazienti con infezione confermata alla possibilità di intervenire tempestivamente dopo una nota esposizione a un contatto infetto, con l'obiettivo di prevenire la malattia sintomatica. Accanto alla vaccinazione, ciò introduce un'ulteriore strategia di prevenzione, ampliando la gamma di strumenti disponibili per contribuire a proteggere le persone a rischio", ha affermato lo specialista, professore di Malattie infettive all'università di Genova, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'Irccs ospedale policlinico San Martino del capoluogo ligure e presidente della Società italiana di terapia anti-infettiva (Sita).  

"Nello studio principale" sull'ensitrelvir, "il Covid sintomatico si è sviluppato in circa il 3% delle persone trattate contro il 9% di quelle che avevano ricevuto placebo: un risultato che apre una nuova prospettiva nella gestione dell'infezione", commenta oggi con una sua nota il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano. "È un passaggio interessante - osserva - perché aggiunge un nuovo livello alla prevenzione. Finora abbiamo ragionato soprattutto su vaccino prima dell'esposizione e antivirali nelle persone già malate. Ora si apre una finestra intermedia: intervenire subito dopo un contatto per ridurre la probabilità che l'infezione diventi sintomatica. La novità non deve però essere interpretata come un'alternativa alla vaccinazione. Non è la pillola che rende inutile il vaccino. Sono strumenti diversi e complementari", precisa il past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International. 

La vaccinazione anti-Covid, continua Pregliasco, "resta fondamentale soprattutto per ridurre il rischio di forme gravi nelle persone fragili e anziane. La profilassi post-esposizione può invece diventare un'ulteriore opportunità in situazioni selezionate, quando sappiamo che una persona è stata esposta al virus. Un possibile ambito di utilizzo riguarda proprio i contesti familiari nei quali convivono persone fragili, anziani o immunodepressi, o altre situazioni nelle quali si voglia ridurre rapidamente il rischio di sviluppare una malattia sintomatica dopo un contatto documentato. Ma non si tratta di un farmaco da utilizzare autonomamente", puntualizza il medico. "È importante evitare l'idea della 'pillola del giorno dopo' per il Covid da prendere senza valutazione medica", ammonisce. "Il Covid - conclude Pregliasco - non è scomparso e continuerà a circolare, ma oggi abbiamo molte più possibilità di ridurne l'impatto. L'obiettivo non è tornare alla logica dell'emergenza, bensì utilizzare in modo intelligente vaccini, diagnosi, antivirali e nuove strategie preventive. La sfida sarà ora individuare con precisione chi possa realmente beneficiare della profilassi post-esposizione". 

Per Huw Tippett, Ceo di Shionogi Europe, "l'approvazione di ensitrelvir da parte della Commissione europea rappresenta un importante traguardo regolatorio per Shionogi e conferma la solidità delle evidenze cliniche a supporto di ensitrelvir per la profilassi post-esposizione al Covid-19. Shionogi resta impegnata nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi per le malattie infettive e, attraverso l’innovazione scientifica, nel supporto alla preparazione alle emergenze di sanità pubblica". Al di fuori dell'Ue ensitrelvir - commercializzato con il nome Xocova* in Giappone e negli Stati Uniti - è anche approvato in Giappone per il trattamento del Covid-19, ed è autorizzato per la profilassi post-esposizione negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni in Giappone e negli Stati Uniti. 

25 set 2026

Carburanti, da oggi il taglio delle accise scende a 5 centesimi: "Pieno di gasolio costerà 3 euro in più"

(Adnkronos) - Scatta oggi, sabato 26 settembre, il dimezzamento del taglio delle accise, che porterà un pieno di gasolio a costare 3 euro in più su strade e autostrade, indipendentemente dall’andamento dei listini alla pompa.  

Lo ricorda il Codacons, che sottolinea come lo sconto fiscale resterà in vigore fino al prossimo 5 ottobre. Per effetto del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, recante «Disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale» l'aliquota di accisa sul gasolio impiegato come carburante è salita a 572,90 euro per 1.000 litri nel periodo che va da 18 al 25 settembre 2026, e subirà un nuovo aumento a 622,90 euro per 1.000 litri da oggi 26 settembre e fino al 5 ottobre 2026, spiega il Codacons.  

Lo sconto fiscale da 12,2 centesimi di euro al litro in vigore fino a ieri è quindi dimezzato, con il taglio sul prezzo alla pompa che, considerata anche l’Iva, scenderà a 6,1 centesimi. Per gli automobilisti si tratta di un aumento netto da +3,05 euro a pieno, ma se si considera l’effetto dell’intero decreto scattato il 18 settembre, l’impatto è da +5,45 euro a pieno – calcola l’associazione.  

Dal 6 ottobre gli automobilisti dovranno poi dire addio allo sconto delle accise predeterminato, perché da tale data scatterà il meccanismo delle accise mobili, con l’extra-gettito IVA incassato dallo Stato per i rincari del greggio che sarà riutilizzato per abbassare le accise fisse, conclude il Codacons. 

 

"L'autotrasporto sta vivendo un momento drammatico e se non si fermerà per protesta, si fermerà per il costo del gasolio". Lo dice Anna Vita Manigrasso, presidente Assotir, intervenendo alla conferenza stampa convocata dall'associazione degli autotrasportatori che, dice "è un grido d'aiuto" e "si è resa necessaria per le molteplici richieste di aiuto che ci sono arrivate dei nostri associati. 

"In assenza di risposte efficaci noi, certamente non soli ma insieme alle altre associazioni, valuteremo la risposta da dare. Io confido nel senso di responsabilità, ma poi ognuno deve fare il proprio mestiere e, in assenza di un incontro, il governo dovrà fare i conti con una categoria che già oggi fatichiamo a 'tenere in linea'", continua il segretario generale di Assotir, Claudio Donati. 

"Aspetteremo qualche giorno poi, con le altre organizzazioni, daremo le risposte che la situazione merita", dice Donati aggiungendo che la proclamazione dello sciopero della categoria "non è da escludere. Sappiamo che è un'arma definitiva perché significa, anche scioperando un solo giorno, fermare il paese. Vorremmo evitarlo, ma non possiamo escluderlo. E' chiaro che sono iniziative che vanno discusse in maniera unitaria per fare in modo che anche la risposta del settore sia unitaria". 

 

Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, hanno convocato per giovedì 8 ottobre, alle ore 16.30, le società operanti nel settore della raffinazione e della produzione di beni e prodotti derivati. 

Come si legge in una nota, l’incontro, che si terrà presso Palazzo Piacentini, sarà dedicato all’analisi delle principali questioni per valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti per mitigare gli effetti dell’attuale scenario internazionale sull'approvvigionamento del Paese. 

Alla riunione sono stati invitati a partecipare, oltre all’Unem (Unione Energie per la Mobilità), i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub. 

 

Eni ha annunciato ieri che da lunedì 28 settembre metterà un tetto massimo ai prezzi dei carburanti: il gasolio non potrà superare i 2,19 euro al litro, mentre la benzina avrà un prezzo massimo di 1,99 euro al litro, con un risparmio di circa 17 centesimi rispetto alle attuali quotazioni medie. La misura, spiega il gruppo in una nota, è legata all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore.  

Il price cap avrà una durata iniziale di 30 giorni, ma potrà essere prorogato fino alla fine dell’anno in base all’evoluzione del mercato e alla disponibilità degli approvvigionamenti. 

 

25 set 2026

Gf Vip, Marina La Rosa ricorda Pietro Taricone: "Aveva una luce incredibile negli occhi"

25 set 2026

Elementi totali: 20
Vai a