Logo Il Foglio

Addio a Mary Rivera, la 'Lola' di 'Spider-Man: No Way Home'

(Adnkronos) - E' morta all'età di 82 anni Mary Egida Rivera, attrice filippina conosciuta dal grande pubblico per aver interpretato la 'Lola' - termine in lingua tagalog che significa 'nonna' - del personaggio di Ned Leeds, interpretato da Jacob Batalon, nel film 'Spider-Man: No Way Home' (2021). Secondo quanto riportato nel necrologio della famiglia, Rivera si è spenta il 15 aprile a Honolulu, nelle Hawaii, dove viveva, ma la notizia è stata diffusa solo in queste ultime ore dal sito hollywoodIano Tmz. 

Nata il 2 giugno 1943 a Iloilo, nelle Filippine, Mary Rivera aveva dedicato gran parte della sua vita all'attività missionaria cristiana, prima di prendere parte alla sua esperienza cinematografica più importante. Il ruolo nel blockbuster Marvel del 2021 rappresentò per lei uno dei traguardi più significativi della sua vita, come hanno ricordato i familiari. Secondo quanto riferito da un familiare al sito Tmz, l'attrice era stata colpita da un ictus ed era stata successivamente mantenuta in vita con supporto artificiale. La stessa fonte ha sottolineato come Rivera fosse "estremamente orgogliosa" della partecipazione a "Spider-Man: No Way Home", considerandola una delle soddisfazioni più grandi della sua carriera. Nel film, Mary Rivera compare in una delle scene più ricordate della pellicola, accanto allo Spider-Man interpretato da Andrew Garfield, a Ned e a MJ, interpretata da Zendaya. Il suo ingresso interrompe un momento di forte tensione narrativa: attraverso la traduzione del nipote, chiede infatti all'Uomo Ragno di arrampicarsi sul soffitto per rimuovere una ragnatela da un angolo della stanza, regalando al pubblico uno dei momenti più leggeri e divertenti del film. (di Paolo Martini) 

4 ago 2026

Baresi, oggi i funerali: migliaia di tifosi a Sant’Ambrogio per l’ultimo saluto

(Adnkronos) - Milano si raccoglie per l’ultimo saluto al capitano. Migliaia di tifosi sono arrivati alla basilica di Sant’Ambrogio fin dalle prime ore del mattino per i funerali di Franco Baresi, simbolo della Nazionale e leggendario capitano del Milan, con cui ha vinto tutto tra gli anni Ottanta e Novanta, scomparso il 31 luglio a 66 anni.  

Fuori dalla chiesa dominano il rossonero e il bianco, colore della seconda maglia del club con cui Baresi ha sollevato tante coppe negli anni d’oro della presidenza di Silvio Berlusconi. Poi sciarpe e centinaia di bandiere. A cominciare dal maestoso vessillo con il numero 6, per anni simbolo della Curva Sud.  

“Sei per sempre” il messaggio più diffuso all’esterno, prima dell’inizio della celebrazione. In alto, ben visibile, uno striscione con la scritta: “Franco Baresi leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao capitano”. 

“È un momento difficile, iniziato qualche giorno fa quando abbiamo appreso la notizia della sua scomparsa. Come ricordarlo? Le imprese sportive sono note, tutti sapete quello che ha fatto e il segno che ha lasciato”. Sono queste le parole di Filippo Galli, storico portiere del Milan, arrivato alla basilica di Sant’Ambrogio. 

Galli ha ricordato così lo storico capitano rossonero: “Penso a Franco la sera della finale, dopo aver vinto la prima Champions a Barcellona. C’era il presidente della Uefa a consegnare la coppa, io ero dietro a lui, l’ho sollevato e ho visto un uomo felice. Ha vissuto grandi sofferenze per e con il suo Milan, ma lo ha riportato dove doveva stare”. 

4 ago 2026

Iran rassicura: "Non cerchiamo la guerra". Vicino accordo con Oman su traffico marittimo a Hormuz

(Adnkronos) - L'Iran difende i suoi confini e non cerca un'espansione della guerra. Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, secondo quanto riportato dai media statali. La dichiarazione di Pezeshkian giunge in un contesto di messaggi contrastanti tra Washington e Teheran: mentre il presidente statunitense Donald Trump ieri ha affermato che i colloqui con l'Iran erano già in corso, Teheran ha ufficialmente smentito le affermazioni, chiarendo che non erano previsti negoziati tra le parti. 

Intanto secondo Ibrahim Razaei, membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, "le capacità dell'Iran e del fronte della resistenza sono maggiori rispetto al passato. Nonostante le minacce, i nemici non hanno la capacità di lanciare un attacco su vasta scala contro l'Iran". 

L'Iran e l'Oman sono vicini a un accordo sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Secondo un articolo del New York Times che cita funzionari iraniani e americani, l'accordo prevederebbe che le navi in entrata nel Golfo Persico utilizzino una rotta controllata dall'Iran, mentre quelle in uscita dal Golfo navigherebbero su una rotta più vicina all'Oman. Fonti iraniane hanno affermato che l'accordo include "tariffe di servizio" che sarebbero utilizzate per "coprire l'impatto ambientale del traffico marittimo, la sicurezza delle navi e il personale". 

Secondo le stesse fonti iraniane, i ricavi verrebbero divisi equamente tra Iran e Oman. Un funzionario statunitense ha affermato che la versione iraniana "non è accurata" e ha dichiarato che non tutte le rotte richiederebbero l'approvazione dell'Iran e non includerebbero tariffe di transito. 

 

L'Iran era pronto a colpire tre località in Ucraina in risposta a quello che Teheran ha definito un attacco ucraino contro una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio la scorsa settimana. Lo ha dichiarato un alto consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. In un'intervista alla televisione di stato iraniana Mohsen Rezaei ha affermato che Teheran aveva preparato una risposta, ma di averla sospesa dopo che Kiev ha affermato che l'attacco era stato accidentale, secondo quanto riportato da Press Tv. 

La scorsa settimana, l'Iran ha accusato l'Ucraina di aver colpito una delle sue navi mercantili che trasportava un carico di ferro, uccidendo un membro dell'equipaggio e ferendone altri tre. Kiev ha affermato di aver effettuato attacchi con droni contro due navi russe che trasportavano materiale militare nel Mar Caspio. Le autorità iraniane avevano minacciato ritorsioni, ma le tensioni si sono allentate dopo una telefonata tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo ucraino, durante la quale Araghchi ha affermato che Kiev aveva assicurato a Teheran che l'attacco era stato involontario. "Anche se si è trattato di un errore, è comunque previsto un risarcimento", ha dichiarato ieri Rezaei. 

4 ago 2026

Lavora sul balcone e precipita dal quarto piano di una palazzina ad Ercolano, morto operaio 54enne

4 ago 2026

Caldo africano senza fine: ecco quando finirà davvero l'ondata che sta soffocando l'Italia

(Adnkronos) -  

Caldo record sull'Italia, l'afa non molla: temperature fino a 40 gradi e notti tropicali almeno fino a metà agosto. Le previsioni indicano solo una lieve flessione nel weekend, insufficiente a interrompere la lunga ondata di calore africano che continua a interessare gran parte del Paese, con il rischio di temporali violenti su Alpi e Appennini. 

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it,conferma che nel prossimo weekend è previsto un lievissimo calo termico, passeremo dai 39 ai 36 gradi o dai 37 ai 34, ma all'atto pratico, per il nostro corpo, cambierà ben poco. 

Almeno fino a venerdì, l'Italia dovrà convivere con quelle che potremmo definire le 3 "piaghe" principali di questa canicola: 

 

- L'afa opprimente: il disagio biometeorologico (il micidiale mix di temperatura e umidità) raggiungerà la soglia di “pericolo” soprattutto tra il basso Veneto, l'Emilia e le zone interne di Toscana ed Umbria. Altrove saremo comunque in zone di “estrema cautela” con condizioni afose dominanti a tutte le ore. 

- Il termometro pomeridiano: il picco della sofferenza arriverà ogni giorno tra le 16:00 e le 17:00, orario in cui i valori di 37-39°C saranno una spietata e diffusa normalità. 

- Le notti 'super tropicali': il sonno sarà disturbato da temperature minime che non scenderanno mai sotto i 25 gradi. Tra le città super tropicali, oltre a Genova, Napoli e Ancona, figura ormai stabilmente anche Milano. In pratica, la Pianura Padana ha ufficialmente assunto il clima della Thailandia. 

Più caldo = temporali più forti  

Nonostante l'anticiclone, non dobbiamo mai dimenticare la regola d'oro del meteo estivo: tanto calore accumulato significa tanta energia pronta a esplodere. Nei prossimi pomeriggi avremo frequenti temporali di calore, localmente anche molto intensi, a ridosso di Alpi e Appennini. Questa instabilità subirà un leggero incremento durante il weekend, per poi tornare a scemare con l'inizio della nuova settimana che ci condurrà verso Ferragosto, quando il sole inizierà a perdere fisiologicamente terreno a causa dell'allungamento delle notti. 

In sintesi, preparatevi a sudare stando immobili, a fissare il soffitto durante estenuanti notti tropicali e, se cercate rifugio in montagna, a schivare improvvisi acquazzoni violenti. Insomma, stiamo vivendo un'Estate 2026 talmente storica e indimenticabile che non vediamo letteralmente l'ora di dimenticarcela. 

NEL DETTAGLIO  

Martedì 4. Al Nord: sole e caldo, temporali sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo con instabilità sull’Appennino. Al Sud: sole e caldo, qualche acquazzone in Appennino.  

Mercoledì 5. Al Nord: soleggiato e caldo, instabilità pomeridiana sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo, temporali in Appennino. Al Sud: sole e caldo.  

Giovedì 6. Al Nord: soleggiato e caldo, instabilità pomeridiana sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo, temporali in Appennino. Al Sud: sole e caldo.  

Tendenza: anticiclone sempre protagonista ad oltranza, possibile leggera flessione delle temperature al Nord con temporali nel weekend. 

4 ago 2026

Usa, primi due morti per l'epidemia di ciclopsporiasi: oltre 18mila casi

(Adnkronos) - Primi due morti negli Stati Uniti per l'epidemia di ciclopsporiasi, l'infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis che nelle ultime settimane ha provocato migliaia di casi di grave diarrea. Le vittime, entrambe residenti nel Michigan e affette da importanti patologie pregresse, sono morte in un contesto aggravato dalla disidratazione causata dall'infezione, hanno reso noto le autorità sanitarie dello Stato e i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). 

Il Michigan è lo Stato più colpito dall'epidemia, con 11.234 casi segnalati e 193 ricoveri. A livello nazionale i Cdc hanno identificato oltre 18.000 casi in questa stagione: 6.707 sono già stati confermati in laboratorio, mentre altri 11.500 sono ancora in fase di verifica per stabilire se il contagio sia avvenuto negli Stati Uniti. I decessi causati dalla ciclosporiasi sono tutt'altro che frequenti, poiché l'infezione "generalmente non è una malattia mortale", ha affermato il dipartimento. 

L'epidemia è oggetto di diverse indagini coordinate dalla Food and Drug Administration (Fda) e dai Cdc. Uno dei principali focolai, che interessa nove Stati del Midwest, è stato collegato a lattuga iceberg proveniente dal Messico e distribuita da Taylor Farms de Mexico, richiamata volontariamente dal mercato il 17 luglio. Le autorità invitano i consumatori a non consumare i prodotti interessati dal richiamo, mentre proseguono gli accertamenti per verificare l'eventuale coinvolgimento di altre fonti di contaminazione. 

 

La ciclopsporiasi è una malattia trasmessa attraverso alimenti o acqua contaminati dal parassita Cyclospora cayetanensis. Provoca soprattutto diarrea persistente, crampi addominali, nausea, perdita di peso e affaticamento. Nella maggior parte dei casi non è letale, ma può diventare pericolosa nei soggetti fragili a causa della grave disidratazione. Negli Stati Uniti i casi aumentano abitualmente tra maggio e agosto, ma l'ondata del 2026 è la più estesa mai registrata nel Paese. 

4 ago 2026

Come 'funzionano' i sogni? Ecco cosa succede al corpo (e alla mente) durante il sonno Rem

(Adnkronos) - Cosa succede quando sogniamo? Le mosse che il cervello mette in atto dal momento in cui cadiamo fra le braccia di Morfeo sono uno dei misteri al quale si sono dedicati diversi gruppi di scienziati. Uno studio svizzero appena pubblicato su 'Current Biology' si concentra sulla fase Rem e apre una finestra inedita sulle riorganizzazioni che avvengono. Quanto scoperto potrebbe spiegare parzialmente come facciano alcune persone ad avere un sonno 'a prova di bomba', che consente loro di dormire anche in presenza di rumori invadenti dall'esterno, complice una sorta di 'switch' della mente. Il team guidato da Marzia De Lucia (Dipartimento di Neuroscienze cliniche dell'ospedale universitario Chuv e Facoltà di Biologia e Medicina dell'università di Losanna), in collaborazione con Sophie Schwartz, professoressa dell'università di Ginevra, ha infatti mostrato come il cervello riorganizzi progressivamente il modo in cui elabora le informazioni sensoriali durante il passaggio dalla veglia al sonno Rem. 

Il sonno, evidenziano gli esperti, non isola il cervello dal mondo esterno, influenza piuttosto il modo in cui bilancia l'elaborazione di diversi tipi di informazioni sensoriali. Mentre ci addormentiamo ed entriamo nella fase Rem, i segnali provenienti dal mondo esterno diminuiscono gradualmente, mentre quelli provenienti dal nostro corpo vengono preservati o addirittura amplificati. E' come se si verificasse una disconnessione ma senza scollegare del tutto la spina. Costantemente bombardato da stimoli provenienti sia dall'ambiente che dal nostro corpo, il cervello è un maestro nell'integrare i segnali, illustrano gli autori del lavoro. Ciò che rimane un mistero per i neuroscienziati è il meccanismo preciso che permette alla nostra mente di selezionare, dare priorità e combinare tutte queste informazioni, e ancor più misterioso è come questo processo cambi quando passiamo da uno stato di coscienza all'altro, ad esempio dalla veglia al sonno. 

"Il sonno Rem offre un contesto ideale per affrontare la questione", osserva Jacinthe Cataldi, una delle prime autrici dello studio. "Sebbene l'attività neurale" in questa fase "presenti alcune analogie con quella del cervello in stato di veglia, il sonno Rem è caratterizzato da una profonda disconnessione dal mondo esterno". Questa disconnessione comporta una soglia di eccitazione più elevata: le informazioni sensoriali provenienti dall'ambiente hanno maggiori difficoltà a raggiungere il cervello, che tuttavia continua a elaborare altri tipi di segnali. Il sonno Rem non è tuttavia uno stato uniforme. Si alterna costantemente tra due fasi: Rem tonico e Rem fasico. E' durante questa seconda fase che compaiono i movimenti oculari rapidi, da cui deriva il nome (Rapid Eye Movement). Il Rem fasico è inoltre caratterizzato da brevi contrazioni muscolari e da ritmi cardiaci e respiratori più variabili. Le due fasi differiscono anche per il grado di disconnessione sensoriale: la sensibilità agli stimoli esterni diminuisce progressivamente dalla veglia al sonno Rem tonico e fino al sonno Rem fasico, dove raggiunge il suo livello minimo. "Noi - spiega Andria Pelentritou, coautrice principale dello studio - abbiamo sfruttato questa ben nota transizione graduale per confrontare la risposta neurale agli stimoli uditivi esterni con la risposta agli input interni, in questo caso i battiti cardiaci". 

I neuroscienziati hanno registrato l'attività neurale di 25 volontari durante 2 notti di sonno utilizzando un elettroencefalogramma (Eeg) e hanno confrontato i potenziali elettrici generati da stimoli uditivi con quelli innescati dai battiti cardiaci durante la veglia e le diverse fasi del sonno, giungendo a una scoperta: man mano che la risposta neurale ai suoni provenienti dall'ambiente si indebolisce, l'elaborazione dei segnali cardiaci si rafforza. "Non si tratta di una soppressione globale degli stimoli. Piuttosto, il cervello rivolge il suo ascolto verso l'interno", riassume De Lucia. 

Gli scienziati hanno quindi calcolato un indice che indica quale tipo di segnale il cervello elabora preferenzialmente: in altre parole, questo indice può indicare in che misura il cervello è sintonizzato sui suoni ambientali rispetto ai battiti cardiaci. "Questo 'audio-cardio index' potrebbe fungere da indicatore di stati alterati di coscienza, in particolare in situazioni in cui la persona non è in grado di rispondere a livello comportamentale", spiega ancora la scienziata. I risvolti potrebbero andare ben oltre l'esplorazionee del sonno, dunque. L'indice, concludono gli esperti, potrebbe in futuro contribuire a distinguere meglio gli stati di coscienza difficili da valutare, come il coma o gli stati di minima coscienza. 

4 ago 2026

Newport County-Roma, oggi amichevole: orario, probabili formazioni e dove vederla

4 ago 2026

Latte crudo e batteri, le regole per non correre rischi

(Adnkronos) - Il latte appena munto o latte crudo, spesso considerato simbolo stesso di genuinità, in realtà, come purtroppo i casi di cronaca ci confermano periodicamente, può nascondere gravi insidie se si ignorano le indicazioni per un consumo sicuro. Il pericolo più grave, che riguarda soprattutto i bambini piccoli e le persone più fragili, è la contaminazione di batteri pericolosi (Escherichia coli produttori di Shiga-tossina o Stec), causa di gravi infezioni intestinali, e la sindrome emolitico-uremica (Seu) di cui è stato vittima Mattia Maestri, morto a 13 anni dopo 9 anni di coma per aver mangiato formaggio a latte crudo quando di anni ne aveva solo 4.  

I richiami all'attenzione non mancano. Il ministero della Salute, lo scorso anno, ha messo a punto un corposo testo di 'Linee guida per il controllo di Stec nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati'. Indicazioni nate per rafforzare la prevenzione, ridurre il rischio, supportare gli operatori del settore, rafforzzare i controlli e informare il consumatore.  

Per questi ultimi i pilastri fondamentali sono: la chiarezza dell'etichetta del prodotto (dicitura 'fatto con latte crudo'), l'obbligo di consumare latte crudo venduto sfuso previa bollitura, la forte raccomandazione ad evitare il consumo sia di latte non pastorizzato che di derivarti ai bambini sotto i 5 anni, agli anziani anziani, alle donne in gravidanza e agli immunodepressi. 

Nonostante questo quadro, restano però ancora alcuni falsi miti, come ad esempio l'idea che il latte pastorizzato possa essere meno nutriente e benefico rispetto a quello crudo. In realtà, spiega sempre il ministero della Salute sul proprio sito, "le temperature a cui è sottoposto il latte fresco pastorizzato possono comportare una lieve riduzione del valore nutrizionale del latte, in particolare del contenuto vitaminico. Si tratta, tuttavia, di una perdita molto contenuta e, in un'ottica rischio-beneficio, di gran lunga inferiore rispetto al pericolo di infezioni batteriche, anche gravi". Da qui "l'obbligo da parte del produttore di latte crudo di informare il consumatore circa le corrette modalità di consumo del latte crudo, che prevedono la bollitura". Un bicchiere di latte appena, munto, infatti, "può contenere batteri patogeni. Un pericolo che i trattamenti termici di pastorizzazione o la bollitura consentono di eliminare". Infine, in caso di consumo in strutture come gli agriturismo che offrono 'latte alla spina', "il gestore dell'agriturismo - evidenzia il sito del ministero - non può somministrare il latte crudo tal quale, ma solo dopo aver proceduto alla sua bollitura. È bene, quindi, accertarsi che il latte sia stato bollito chiedendo, ad esempio, alla persona addetta alla somministrazione della colazione e dei pasti". 

"I batteri Escherichia coli produttori di Shiga-tossina (Stec) rappresentano un potenziale rischio microbiologico associato al consumo di prodotti ottenuti da latte non pastorizzato. Questi microrganismi hanno come principale serbatoio i ruminanti, in particolare bovini, ovini e caprini, e possono contaminare il latte durante la mungitura o nelle successive fasi della lavorazione. È tuttavia importante evidenziare che il rischio Stec non riguarda esclusivamente i formaggi a latte crudo. Anche altri alimenti tra cui le carni accidentalmente contaminate e poco cotte e alimenti pronti al consumo compresi vegetali freschi sono stati associati a numerosi focolai epidemici a livello nazionale e internazionale". Per questo "il ministero della Salute ha recentemente realizzato una campagna informativa sui rischi microbiologici associati a formaggi a latte non pastorizzato e, in generale, ai prodotti alimentari freschi o pronti per il consumo". Lo sottolinea l'Istituto superiore di sanità, che fa chiarezza in un focus online dopo la morte del 13enne Mattia Maestri, rimasto in coma 9 anni per aver mangiato formaggio a latte crudo. 

"Le infezioni da Stec - si legge nell'approfondimento firmato da Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell'Iss - possono manifestarsi con sintomi di diversa gravità, dalla diarrea lieve alla colite emorragica, fino alla sindrome emolitico-uremica (Seu), una grave complicanza che può causare insufficienza renale acuta, danni neurologici permanenti e, nei casi più gravi, il decesso. I bambini di età inferiore ai 5 anni rappresentano la categoria maggiormente vulnerabile", perciò è "assolutamente sconsigliata l'assunzione di latte crudo e di prodotti ottenuti da latte non pastorizzato i cui processi produttivi non garantiscano la sicurezza dell'alimento".  

Sulla base di decenni di attività di sorveglianza sulle infezioni da Stec e Seu, con evidenze epidemiologiche raccolte in Italia e in Europa, l'Iss precisa che "il rischio di infezione da Stec e di Seu associato al consumo di formaggi tipici, artigianali, freschi o di malga prodotti con latte non pastorizzato, sebbene generalmente contenuto, non è trascurabile". Se "la maggior parte dei formaggi a latte crudo di larga diffusione non presenta un rischio significativo, poiché le caratteristiche del processo produttivo e della maturazione contribuiscono al controllo dei microrganismi patogeni, le criticità possono emergere dove le specificità del processo possono rendere più complesso il controllo della contaminazione". 

"La mitigazione del rischio richiede un approccio integrato lungo tutta la filiera, dalla stalla alla tavola e scelte di consumo consapevoli. Le principali misure di prevenzione comprendono il mantenimento di elevati standard igienici negli allevamenti e delle produzioni, la corretta gestione della mungitura e manipolazione del latte e delle cagliate, il rispetto della catena del freddo, l'applicazione dei sistemi di autocontrollo e la verifica dell'efficacia dei processi produttivi nel ridurre o eliminare gli agenti patogeni", illustra l'Istituto superiore di sanità. "Per supportare i produttori nella gestione del rischio da Stec nei formaggi a latte non pastorizzato - ricorda - il ministero della Salute, con il supporto scientifico dell'Iss e di altri esperti, ha promosso la produzione e la disseminazione di specifiche linee guida rivolte agli operatori del settore alimentare e agli organi di controllo. Le raccomandazioni prevedono il rafforzamento delle misure igieniche in allevamento, il monitoraggio periodico della presenza di Stec nel latte e nell’ambiente di produzione, la rigorosa applicazione delle buone pratiche di mungitura e il mantenimento della catena del freddo e la formazione degli operatori. Particolare attenzione è rivolta alla prevenzione della contaminazione fecale del latte durante la mungitura, considerata il principale meccanismo di ingresso degli Stec nella filiera lattiero-casearia. Le linee guida ribadiscono la responsabilità primaria dell'operatore del settore alimentare nel garantire la sicurezza del prodotto e sottolineano che, in assenza di una fase equivalente alla pastorizzazione, ogni produttore deve dimostrare che il proprio processo produttivo è in grado di prevenire, eliminare o ridurre il rischio microbiologico a livelli accettabili. Nei casi in cui il produttore non sia in grado di dimostrare che il processo produttivo elimina o controlla adeguatamente il rischio Stec, è raccomandata un'etichettatura che sconsigli il consumo dei prodotti da parte delle categorie più vulnerabili tra cui i bambini". 

4 ago 2026

Caro carburanti, caccia alle risorse: extra-gettito Iva non risolverebbe nodo coperture

(Adnkronos) - Governo al lavoro per trovare le risorse necessarie a finanziare un nuovo round di interventi contro il caro-carburante e dare un segnale politico prima del fine settimana del grande esodo estivo. A quanto apprende l'Adnkronos, anche se ancora nessuna decisione è stata presa, si ragiona a varie ipotesi in vista del Consiglio dei ministri di oggi (l'ultimo prima delle vacanze) e della scadenza giovedì dello sconto sulle accise del gasolio. Ogni decisione è condizionata alle disponbilità di bilancio disponibili e le risorse in arrivo dall'extra-gettito Iva di luglio sarebbero esigue. Dunque, serviranno altre 'poste' dalle quali attingere.  

Ieri si è tenuta la riunione del cosiddetto pre-Cdm. Intervistato dal Quotidiano Nazionale , il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, ha lasciato chiaramente intendere che domani il governo potrebbe studiare ulteriori misure contro il caro prezzo della benzina: Saranno valutati eventuali ulteriori interventi. Molto dipenderà da quanto accadrà nelle prossime ore nello Stretto di Hormuz e, quindi, dall’andamento delle quotazioni internazionali del greggio, il mef sta monitorando le risorse disponibili''. Urso ha aggiunto che ''tra gli argomenti all’ordine del giorno vi è anche la dichiarazione di interesse strategico nazionale per ulteriori investimenti privati multimiliardari nel settore dei data center". 

 

Tra le proposte che circolano al momento c'è il rinnovo dell'attuale taglio delle imposte sul gasolio da 17 centesimi realizzato con una riduzione di 14 centesimi dell’accisa e ulteriori 3 centesimi dell’Iva. Costato 125 milioni, questa misura è stata finanziata con le sanzioni anti-speculazione, con le risorse del Fondo per gli interventi di politica economica e con l'extra-gettito Iva attraverso il meccanismo delle cosiddette 'accise mobili', in base al quale le maggiori entrate per i rincari vengono destinate al taglio delle accise quindi sterlizzando l'incremento. Se a luglio - a causa delle risorse esigue - il governo ha preferito intervenire solo sul gasolio per evitare rincari a catena sulle merci trasportate su gomma visto che è il carburante più utilizzato nel trasporto, adesso non si esclude che voglia tornare a mettere mano anche alle accise per la benzina proprio con il meccanismo delle accise mobili, per contenere i costi. In tal caso servirebbero almeno altri 100 milioni di euro.  

Un'altra ipotesi sul tavolo, risorse permettendo, è quella di una tantum di 80-100 euro sulla social card destinata a 1,2 milioni di famiglia, sulla falsariga del contributo straordinario per i costi dell'elettricità previsto dal decreto Bollette. Costo pari ad almento 100 milioni.  

Si tratta però solo di simulazioni e ipotesi sul tavolo che vedranno luce solo quando saranno chiariti gli stanziamenti disponibili. Ad oggi le varie edizioni dei tagli delle accise per contere gli effetti sul carburante per la guerra in Iran sono costate alle casse dello Stato circa 2 mld di euro.  

 

4 ago 2026

Elementi totali: 20
Vai a