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Sanremo, 58enne Lorella Capano trovata morta in casa: fermato il figlio

(Adnkronos) - Sarebbero state le immagini delle telecamere di sorveglianza e le dichiarazioni di un testimone che avrebbe riferito di una lite, a incastrare Filippo Oldani, il ventenne fermato con l'accusa di avere ucciso la madre, Lorella Capano, 58 anni di Milano, trovata morta ieri sera in un appartamento di via Hope, a Sanremo, in provincia di Imperia. La decisione è arrivata dopo l'interrogatorio a cui è stato sottoposto il giovane, di circa 20 anni, sentito dal pubblico ministero titolare delle indagini Enrico Cinnella Della Porta. 

 

L'ipotesi dell'omicidio era stata una delle prime prese in considerazione dai carabinieri. Erano stati trovati, infatti, segni sul collo e sui polsi della donna. L'alibi fornito dal giovane, che ha detto di essere uscito alle 19 per andare a mangiare una pizza, non ha convinto gli inquirenti. 

 

Secondo quanto ricostruito dalla procura, la donna si trovava nella città dei fiori in vacanza nella casa di famiglia, dove è stato trovato il suo corpo. "Quello che in un primo momento si presentava come un disperato intervento di soccorso - si legge nella nota della procura - si è infatti rapidamente trasformato nello scenario di un efferato delitto, culminato in meno di 24 h con il fermo del figlio ventenne eseguito dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo e dai militari del Nucleo Investigativo di Imperia". 

Nel dettaglio, durante la notte al numero unico di emergenza 112 è giunta la telefonata di un ragazzo di 20 anni, incensurato, che raccontava di essere rientrato dopo una cena fuori e di non riuscire a contattare la madre convivente, con la quale era d’accordo per farsi aprire la porta di casa al suo rientro. Dopo aver tentato di suonare ripetutamente il citofono e non ottenendo risposta alle sue chiamate, il ragazzo ha chiesto l'aiuto dei soccorritori. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118 che, una volta all'interno dell'appartamento, si sono trovati di fronte a una scena tragica: il corpo della donna giaceva ormai privo di vita. L'intervento tempestivo dei militari della Sezione Operativa della Compagnia carabinieri di Sanremo e del Nucleo Investigativo di Imperia ha immediatamente cambiato la prospettiva degli eventi. Fin dal primo sopralluogo, la scena si è rivelata in tutta la sua drammaticità: sul collo, sul viso e sulle braccia della donna vi erano segni evidenti, compatibili con una violenta colluttazione. Tale ricostruzione è stata anche confermata poco dopo dall'ispezione del medico legale, che eseguirà comunque l'esame autoptico come già disposto dal Pubblico Ministero, anche lui giunto sul luogo. 

"Dai primi accertamenti - scrive la procura - numerose evidenze emerse indicavano la verosimile responsabilità del giovane, le cui dichiarazioni sono apparse costellate di contraddizioni e dal mancato riscontro con alcuni dati di fatto raccolti dagli investigatori in sede di sopralluogo, tra i quali: le risultanze delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona; le dichiarazioni di un testimone che avrebbe udito un’accesa lite tra madre e figlio nel corso della serata nonché la presenza sul corpo dell’indagato di graffi e altri segni verosimilmente compatibili con uno scontro fisico". 

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Cio riammette gli atleti russi e Comitato olimpico russo, resta bando per bandiera e inno

(Adnkronos) - Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha revocato le restrizioni imposte agli atleti russi e "in via provvisoria" la sospensione del Comitato olimpico russo che era in vigore dal 12 ottobre 2023 "in quanto non annovera più tra i propri membri organizzazioni sportive delle regioni ucraine occupate". E' quanto emerge al termine di una riuinone a Losanna della Commissione esecutiva del Cio. Gli atleti russi potranno tornare partecipare alle qualificazioni per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Per ora resta il bando per l'inno e la bandiera. Questo reinserimento graduale, raccomandato dalle federazioni internazionali nei rispettivi sport, è accompagnato da requisiti specifici in materia di controllo antidoping, alla luce dello "scetticismo della comunità sportiva mondiale", precisa il Cio n un comunicato. Ogni atleta russo che "tornerà a gareggiare a livello internazionale" dovrà sottoporsi a"numerosi test", secondo un programma stabilito congiuntamente dalle federazioni internazionali e dall’Agenzia mondiale antidoping. 

Più in generale, il ritorno degli atleti russi nel panorama sportivo mondiale è più graduale rispetto a quello dei bielorussi, ai quali il Cio aveva permesso di debuttare senza condizioni particolari: questi ultimi avevano potuto riottenere il proprio inno e i propri colori, abbandonando lo status di atleti sotto bandiera neutra. Per quanto riguarda i russi, il Cio intende pronunciarsi "a tempo debito sull’uso, durante i Giochi olimpici, della bandiera, dell’inno e dei colori russi, o di qualsiasi altro simbolo", lasciando che nel frattempo siano le federazioni internazionali a stabilire le proprie condizioni. Per il momento, l’organismo olimpico non organizzerà eventi in Russia né inviterà rappresentanti dello Stato russo.  

7 lug 2026

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7 lug 2026

Idrosadenite suppurativa, alla Camera focus su Lea, Piano cronicità e innovazione terapeutica

(Adnkronos) - L'idrosadenite suppurativa entra sempre più nell'agenda istituzionale nazionale. A confermarlo è la conferenza stampa "Idrosadenite suppurativa: le prossime sfide tra estensione dei Lea, Piano nazionale della cronicità e accesso all'innovazione”, che si è tenuta oggi nella Sala Stampa della Camera dei deputati su iniziativa di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, in collaborazione con Passion People Aps e con il supporto non condizionante di Ucb. L'iniziativa, patrocinata anche da Adoi e SIDeMaST, ha riunito istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti per fare il punto sulle principali priorità istituzionali e assistenziali necessarie a migliorare la presa in carico delle persone affette da idrosadenite suppurativa (Hs). 

L'incontro - informa una nota - arriva in un momento particolarmente significativo: domani, 8 luglio, è previsto l'avvio dell'esame in Commissione Affari sociali del Senato del disegno di legge recante disposizioni per la prevenzione e la cura dell'idrosadenite suppurativa. Un passaggio che conferma la crescente attenzione delle istituzioni verso questa malattia infiammatoria cronica, altamente invalidante e ancora poco conosciuta. L'idrosadenite suppurativa colpisce circa 11,4 persone ogni 100.000 abitanti - informa una nota - con una prevalenza maggiore tra le donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Nonostante i progressi degli ultimi anni, il percorso di cura dei pazienti continua a essere caratterizzato da diagnosi tardive e un accesso disomogeneo ai centri specialistici, con conseguenti difficoltà nella continuità lavorativa e nella vita personale. 

La recente inclusione dell’idrosadenite suppurativa al terzo stadio nei Livelli essenziali di assistenza - riporta la nota - "rappresenta una conquista storica per i pazienti e un importante riconoscimento istituzionale della patologia. Tuttavia, questo risultato non può essere considerato un punto di arrivo. Da un lato è necessario garantirne un’attuazione uniforme su tutto il territorio nazionale, dall’altro occorre avviare fin da subito il percorso verso il prossimo aggiornamento dei Lea, affinché anche le persone con idrosadenite suppurativa al primo e secondo stadio possano beneficiare di un accesso appropriato alle prestazioni e alle cure". 

 

"L’inclusione dell’idrosadenite suppurativa nei Lea rappresenta un risultato importante, ma costituisce soltanto il primo passo di un percorso che deve proseguire. È ora fondamentale garantire un’applicazione uniforme dei nuovi Lea in tutte le Regioni e avviare il confronto istituzionale sul loro prossimo aggiornamento, affinché il riconoscimento possa essere progressivamente esteso anche ai pazienti con malattia al primo e secondo stadio. Come Parlamento dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione su questo tema, favorendo ogni utile occasione di confronto, a partire dall’audizione in Commissione, e sostenendo tutte le iniziative necessarie per assicurare una presa in carico sempre più equa ed efficace", ha dichiarato Luciano Ciocchetti. Dal confronto tra Istituzioni, società scientifiche e associazioni dei pazienti è emersa la necessità di rafforzare i percorsi diagnostico-terapeutici, promuovere una maggiore formazione dei professionisti sanitari, favorire la diffusione dei centri di riferimento e assicurare un accesso tempestivo alle innovazioni terapeutiche, oggi disponibili ma ancora non omogeneamente accessibili sul territorio nazionale. 

"L’inclusione dell’idrosadenite suppurativa nei Lea rappresenta un traguardo significativo, ma il nostro impegno non può fermarsi qui. È necessario assicurare - ha aggiunto Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati - che questo diritto sia garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e proseguire il percorso verso un pieno riconoscimento della patologia all’interno del Piano Nazionale della Cronicità. Solo attraverso una collaborazione trasversale tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti sarà possibile costruire risposte realmente efficaci e durature".  

"L’idrosadenite suppurativa è una patologia complessa che richiede una gestione multidisciplinare e una presa in carico continuativa - ha spiegato Angelo Valerio Marzano, coordinatore della task force SIDeMaST sull’idrosadenite suppurativa e direttore della S.C. di Dermatologia della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano -. Negli ultimi anni la ricerca ha messo a disposizione nuove opportunità terapeutiche che possono modificare significativamente la storia della malattia. Perché ciò avvenga è però indispensabile garantire ai pazienti un accesso tempestivo e uniforme alle cure, investendo parallelamente nella diagnosi precoce e nella formazione degli operatori sanitari".  

 

“Il diritto alla cura delle persone con idrosadenite suppurativa si basa oggi su alcuni presupposti imprescindibili: diagnosi precoce, accesso tempestivo alle terapie e presa in carico continuativa del paziente. Questi elementi devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale attraverso una rete strutturata di centri di riferimento e il pieno coinvolgimento dei dermatologi del Ssn. L’Adoi - ha sottolineato Aldo Cuccia, direttore Uoc Dermatologia – Ospedale San Donato di Arezzo, consigliere nazionale Adoi e coordinatore Area Patologie infiammatorie cutanee Adoi - sostiene da sempre tutte le iniziative volte a rafforzare questo diritto, a partire dall’inclusione dell’idrosadenite suppurativa nei Lea e dal potenziamento delle strutture dermatologiche ospedaliere pubbliche, sia sul piano organizzativo sia su quello delle risorse professionali. L’obiettivo è assicurare un’assistenza tempestiva, appropriata e realmente omogenea su tutto il territorio nazionale".  

“Il riconoscimento nei Lea è un passaggio storico, ma per i pazienti diventa reale solo quando si traduce in accesso concreto. L’idrosadenite suppurativa non ha bisogno soltanto di attenzione: ha bisogno di diagnosi precoce, percorsi riconoscibili, centri competenti, presa in carico multidisciplinare, accesso all’innovazione e continuità di cura. Come Passion People APS chiediamo che la voce dei pazienti non venga letta solo come testimonianza, ma come conoscenza utile per costruire risposte pubbliche più giuste. Oggi l’HS non può più restare invisibile: deve entrare pienamente nella riflessione sulla cronicità e nel Piano Nazionale della Cronicità", ha evidenziato Giusi Pintori, direttrice di Passion People Aps.  

"La nostra associazione incontra ogni giorno persone che arrivano dopo anni di dolore, tentativi e risposte parziali. Il bisogno più forte è l’orientamento: sapere a chi rivolgersi, dove andare e come accedere a un percorso competente senza dover aspettare che la malattia peggiori. Per questo l’attuazione dei Lea deve tradursi rapidamente in risposte riconoscibili e omogenee in tutte le Regioni" il commento di Elisabetta Alfieri, responsabile nazionale HS-ConTatto e referente per Roma-Lazio di Passion People Aps. Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito come l’inserimento dell’Hs nel Piano nazionale della cronicità "rappresenti il naturale completamento del percorso avviato con i Lea". Un simile riconoscimento - conclude la nota - consentirebbe infatti di consolidare modelli organizzativi omogenei, favorire la presa in carico multidisciplinare, migliorare il coordinamento tra i diversi livelli assistenziali e garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi su tutto il territorio nazionale. La consigliera regionale Maria Chiara Iannarelli, vicepresidente della Commissione Lavoro, Formazione, Politiche giovanili, Pari opportunità, Istruzione e Diritto allo studio del Consiglio regionale del Lazio, ha portato un saluto istituzionale, sottolineando "l’importanza del dialogo tra livelli istituzionali diversi e dell’attenzione ai percorsi regionali di attuazione". 

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