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Consob, Guido Stazi il nuovo presidente: martedì la nomina in Cdm

13 lug 2026

Sondaggio politico, Fratelli d'Italia cresce. Pd e M5S calano, Vannacci sale ancora

13 lug 2026

Doping, squalifica di un anno per il tennista argentino Facundo Bagnis

13 lug 2026

Salvini: "Russia minaccia per l'Europa? No, minaccia è immigrazione clandestina"

(Adnkronos) - La Russia è una minaccia per l'Europa? "No. Penso che la minaccia che i cittadini italiani quotidianamente affrontano sia quella dell'immigrazione illegale e clandestina, soprattutto di matrice estremista islamica". Così, in un'intervista al Tg3, il ministro, vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. 

 

 

Vannacci dentro o fuori dalla colaizione? "Per il momento si chiama fuori, quindi quelli che sono i miei desideri conta zero", ha detto ancora rispondendo alla domanda se desideri Futuro nazionale dentro o fuori dalla coalizione di centrodestra. 

"Per il momento loro si stanno chiamando fuori, continuando a votare contro il governo, a votare insieme al Pd e ai 5 stelle, ad esempio sul piano casa". 

 

Quindi la risposta alla domanda sui sondaggi: "Ci danno in calo da sempre e poi vinciamo le elezioni, quindi mi allungano la vita questi sondaggi qua!". 

 

 

"Io sono sempre stato eletto sia al comune di Milano sia in Europa con le preferenze, per quello che mi riguarda non sarebbe un problema", ha detto a proposito dell'emendamento sulle preferenze nella nuova legge elettorale. 

 

 

"Abbiamo degli interventi sul patto di migrazione da seguire in commissione, quindi non penso che riuscirà a andare da nessuna parte del mondo. Poi se il governo italiano manderà qualcun altro non lo so", ha poi detto il leader della Lega a proposito della partecipazione del sottosegretario Nicola Molteni al vertice organizzato da Marco Rubio contro il "terrorismo rosso". 

 

13 lug 2026

Fs, si apre l'era Strisciuglio: nominato Ad con mandato triennale

(Adnkronos) - Si chiude l’era Donnarumma, si apre l’era Strisciuglio. Oggi l’assemblea di Ferrovie dello Stato Italiane – di cui il Mef è azionista unico – ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, confermando alla presidenza Tommaso Tanzilli. Il Cda rinnovato, composto, oltre che da Tanzilli, da Gianpiero Strisciuglio, Pietro Bracco, Franco Fenoglio, Silvia Marzot, Loredana Ricciotti e Daniela Rota, ha a sua volta seguito l’indicazione dell’assemblea, nominando Strisciuglio come amministratore delegato e direttore generale. Il nome non è una sorpresa: da giorni si rincorrevano le voci della scalata dell’ormai ex numero uno di Trenitalia ai vertici di Fs, e lo stesso ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, aveva confermato che sarebbe stata garantita la continuità attraverso una “risorsa interna”.  

Strisciuglio – 50 anni, ingegnere, barese – vanta, effettivamente, una carriera tutta dentro il gruppo, dove è entrato nel 2002, cioè venticinque anni fa; lo avrebbe ricordato lui stesso, commuovendosi, nel suo primo intervento in Cda, raccontano fonti presenti alla riunione. Subito dopo la nomina, l’incontro con Salvini, che è andato di persona nella sede centrale, a piazza della Croce Rossa a Roma, per incontrare l’Ad. “Congratulazioni e buon lavoro a Gianpiero Strisciuglio. Il fatto che sia un ferroviere da oltre 25 anni, cresciuto professionalmente all’interno del gruppo, rappresenta un valore importante per affrontare con competenza, passione e conoscenza del settore le sfide che attendono Ferrovie dello Stato. Lavoriamo insieme per un’Italia più moderna e più connessa”, ha sottolineato il vicepremier. 

Al timone delle Ferrovie, quindi, torna effettivamente un ferroviere, e ci torna con un mandato triennale. Non una soluzione ‘ponte’ quindi (come pure si era ventilato nelle settimane precedenti) ma un mandato pieno, che dà al manager la possibilità di tracciare una rotta strategica, oltre a gestire le questioni contingenti. E che, soprattutto, permette al governo di ‘blindare’ Fs prima delle elezioni previste per il 2027.  

Rimane, invece, l’attesa per le nomine dei vertici di Trenitalia e Rfi: la partita è aperta e potrebbe avere tempi più distesi. La nomina delle controllate quindi sarà il primo dei dossier più urgenti che il nuovo Ad – nominato anche direttore generale, con deleghe e poteri in continuità con quelli del predecessore – dovrà affrontare. Secondo indiscrezioni di stampa, per Trenitalia corre Sabrina De Filippis, oggi alla guida di Fs Logistix, insieme ad altri papabili, tra cui Domenico Scida, ora direttore tecnico, e Simone Gorini, responsabile dell'Alta velocità, mentre per Rfi l'ipotesi più accreditata sembra essere quella della conferma di Aldo Isi. 

C’è poi, naturalmente, il dossier viabilità. I numeri restituiscono una fotografia positiva: nel 2026 si conferma infatti la tenuta del sistema, con l’Alta Velocità che registra una puntualità in aumento del 79,6%, gli Intercity in crescita all’87,7%, i regionali che restano stabili rispetto al 91,1% del 2020. Eppure, gli ultimi mesi del mandato di Donnarumma sono stati inevitabilmente segnati dal dibattito pubblico sui frequenti disservizi sulla rete ferroviaria, i ritardi registrati soprattutto sulle linee dell'Av e i disagi provocati dall'intenso programma di ammodernamento dell'infrastruttura. Attualmente, infatti, si contano circa 1300 cantieri aperti sulla rete, a cui si somma un numero maggiore di treni in circolazione: oggi il sistema ferroviario arriva a sfiorare quota 10mila convogli quotidiani. Le interruzioni del servizio e le ripercussioni sulla circolazione hanno alimentato le critiche delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori, mentre il governo ha più volte rivendicato la necessità dei lavori per rispettare il cronoprogramma degli investimenti. Poco prima di dimettersi, infatti, Donnarumma e i vertici delle controllate erano stati convocati al Mit per presentare un piano d’azione per la gestione dei flussi estivi (che rimane attivo per i mesi a venire). Sul fronte del Pnrr, il gruppo ha raggiunto i 20 miliardi di spesa, con l'obiettivo di impegnare l'intero ammontare, pari a 25 miliardi, entro fine estate. Strisciuglio però dovrà fare i conti con la necessità – evidenziata da Donnarumma – di una pianificazione finanziaria che superi il 2026, dal momento che numerosi cantieri nevralgici, già avviati, termineranno dopo la scadenza del Piano. 

Strisciuglio comunque, come detto, ha un’esperienza solida nel mondo delle ferrovie. Entrato nel 2002, dal 2013 al 2014 è stato Responsabile di Pianificazione e Sviluppo Servizi di Rete Ferroviaria Italiana, dal 2014 al 2017, sempre in Rfi, ha rivestito il ruolo di direttore commerciale ed esercizio; poi dal 2017 al 2018 è stato responsabile della divisione passeggeri long haul in Trenitalia e dal 2018 all’aprile 2022 ha ricoperto il ruolo di director of strategy, industrial planning, innovation&sustainability in Mercitalia Logistics. Nell’aprile 2022 è stato nominato ad e dg di Mercitalia Logistics (ora Fs Logistix), incarico che ha conservato fino a maggio 2023, quando è arrivato ai vertici di Rfi, centrando il suo mandato sull’attuazione degli interventi del Piano Pnrr per l’ammodernamento della rete ferroviaria. Da marzo 2025 a luglio 2026 ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, focalizzando il proprio mandato sull’innovazione e sul potenziamento della flotta, in particolare con il lancio del Frecciarossa 1000 di nuova generazione. Attualmente è presidente Agens, l’agenzia confederale dei trasporti e servizi aderente a Confindustria, Presidente Cifi il collegio ingegneri ferroviari italiani e vicepresidente di Federturismo Confindustria. 

Tommaso Tanzilli, confermato alla presidenza, ricopre l’incarico di presidente di Ferrovie dello Stato Italiane dal giugno 2024. In precedenza, è stato componente del consiglio di amministrazione e presidente del Comitato per la governance, le nomine e la remunerazione. Fino al 2024 è stato direttore generale di Federalberghi Lazio, ruolo che ha assunto dopo esserne stato vicedirettore generale dal 2003 al 2006. Dal 2005 al 2024 è stato anche amministratore delegato della società di servizi Promoroma Hotel Service. È presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio (di Martina Regis). 

13 lug 2026

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13 lug 2026

Incendi, Vigili del fuoco al lavoro dal Piemonte al Sud: "Bruciati +15% ettari rispetto a scorso anno"

(Adnkronos) - Vigili del fuoco in azione dal Piemonte al Sud per fare fronte all'emergenza incendi - solo oggi sono già 260 gli interventi per roghi di vegetazione - con dati che quest'anno segnano già un aumento degli ettari bruciati rispetto allo scorso anno. "Rispetto alla superficie bruciata il dato è in aumento, secondo la nostra rilevazione media, almeno del 10-15%. Il caldo non aiuta, ma ciò che incide di più sono i lunghi periodi di siccità e le condizioni di vento intenso", sottolinea all'Adnkronos Lorenzo Elia, vicario del direttore centrale per l'Emergenza e il Soccorso tecnico del Dipartimento dei Vigili del fuoco.  

Attualmente in Piemonte "c'è un impiego importante di mezzi aerei che consentono di intervenire in zone molto impervie e montuose, difficilmente raggiungibili dalle squadre a terra. Gli incendi sono contenuti, si sta evitando una propagazione, sono sotto controllo", prosegue Elia aggiungendo che si sta lavorando anche "in Puglia, Sicilia, Calabria, Campania". Per evitare il verificarsi di incendi ci vuole "una gestione del territorio, a cominciare dal sottobosco, molto più attenta da parte degli enti che ne hanno la competenza. Le zone dove si fanno scampagnate, le aree in prossimità di case o abitazioni vicino alle zone boscate dovrebbero essere le più attenzionate perché c'è più presenza antropica e quindi aumenta maggiormente il rischio di comportamenti non corretti. E' importante tenere puliti i bordi delle strade perché molto spesso gli incendi partono dal ciglio della strada, dove magari ci sono immondizia o sterpaglie, e basta un mozzicone di sigaretta buttato dal finestrino a causare le fiamme". Anche i singoli cittadini possono fare la propria parte tenendo puliti i loro terreni e le loro proprietà.  

Quanto invece ai comportamenti da adottare o evitare per mettersi in pericolo, Elia ricorda le notizie di roghi e vittime che arrivano dall'Andalusia dove automobilisti sono rimasti intrappolati nelle loro auto. "L'importante in queste circostanze è seguire, per quanto possibile, le indicazioni delle autorità locali preposte alla gestione di queste situazioni particolarmente gravi - raccomanda il vicario del direttore centrale per l'Emergenza e Soccorso tecnico del Dipartimento dei Vigili del fuoco - Bisogna fare in modo di avere il vento alle spalle e il fuoco che vada nella direzione opposta rispetto a quella verso cui ci si sta indirizzando". "Bisogna evitare di pensare ai beni personali, che sia l'auto o la casa: non bisogna esporsi a rischi particolari se non si hanno a disposizione gli strumenti necessari - continua - Bisogna innanzitutto allontanarsi dalla zona di pericolo, andando contro vento e lasciandosi il fuoco alle spalle". Elia ricorda che il dipartimento di Protezione civile giornalmente emana dei bollettini legati al rischio di incendio o ai rischi naturali in genere: "Bisogna vedere le previsioni e se ci si trova in una zona di quel tipo bisogna prestare la massima attenzione alle indicazioni fornite dalle autorità locali", conclude. 

13 lug 2026

Ricerca, colon irritabile: studio Lum rivela il possibile ruolo dei trigliceridi

(Adnkronos) - Uno nuovo studio evidenzia un ruolo del metabolismo, in particolare dei trigliceridi, nella sindrome del colon irritabile (Ibs), patologia gastrointestinale che colpisce oltre il 10% della popolazione mondiale. "La malattia si manifesta con sintomi quali dolore addominale ricorrente, gonfiore, alternanza tra stitichezza e diarrea, compromettendo spesso la qualità della vita dei pazienti. Finora la malattia è stata interpretata principalmente come un disturbo dell'interazione tra intestino e cervello. Numerosi studi hanno infatti evidenziato il coinvolgimento del sistema nervoso e la frequente associazione con ansia e disturbi dell'umore. Nonostante ciò, i meccanismi biologici alla base della sindrome sono rimasti solo parzialmente compresi, limitando lo sviluppo di trattamenti mirati". Per fare luce sulle cause della malattia, un gruppo internazionale coordinato da Mauro D’Amato, professore ordinario di Genetica medica all’Università Lum Giuseppe Degennaro e Ikerbasque Research Professor presso Cic bioGune, ha realizzato - riferisce l’ateneo in un una nota - il “più ampio studio genetico mai eseguito su questa patologia, analizzando dati genetici e sanitari di oltre 2 milioni e settecentomila persone provenienti da 22 biobanche distribuite a livello globale”. Confrontando i profili genetici dei pazienti affetti da sindrome dell'intestino irritabile con quelli di soggetti sani, i ricercatori hanno identificato 35 regioni del genoma associate a un maggiore rischio di sviluppare la patologia. 

Oltre a confermare il ruolo del cervello e del sistema nervoso enterico, “lo studio ha messo in evidenza un collegamento inatteso con il metabolismo e la salute cardiometabolica. Grazie all'impiego di avanzati strumenti di analisi computazionale, i ricercatori hanno individuato una probabile relazione causale tra la predisposizione genetica alla sindrome e livelli elevati di trigliceridi nel sangue”. Particolare attenzione è stata rivolta a una variante del gene Gckr, già nota per il suo ruolo nella regolazione del metabolismo del glucosio e dei lipidi nel fegato. Questa variante favorisce l'accumulo di grasso epatico e un aumento della produzione di trigliceridi e potrebbe rappresentare il collegamento biologico tra il metabolismo del fegato e il rischio di sviluppare la sindrome dell'intestino irritabile. “Da tempo - spiega D’Amato - sappiamo che la sindrome dell’intestino irritabile coinvolge un complesso dialogo tra intestino e cervello, ma questi risultati mostrano che alla conversazione partecipa anche il sistema metabolico dell’organismo. Il collegamento genetico con la regolazione dei trigliceridi e la funzione epatica ci offre un quadro completamente nuovo per comprendere questa condizione”. 

L'analisi dei profili di espressione genica ha inoltre permesso di individuare diversi composti in grado di contrastare le alterazioni molecolari associate alla patologia. Tra questi - precisa la nota - alcuni farmaci già impiegati in ambito cardiovascolare e molecole che agiscono sul metabolismo dei lipidi. Secondo gli autori, queste evidenze potrebbero favorire il riposizionamento di medicinali già disponibili e accelerare lo sviluppo di nuove terapie basate sui meccanismi biologici della malattia. “I risultati - continua D’Amato - sostengono una visione più integrata della sindrome dell’intestino irritabile, che va oltre il tradizionale asse intestino-cervello. Le vie biologiche individuate potrebbero consentire una migliore stratificazione dei pazienti e l’identificazione di nuovi o già esistenti farmaci da valutare nei soggetti che non rispondono ai trattamenti attuali”. 

13 lug 2026

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13 lug 2026

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