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Legge elettorale, ultimo atto alla Camera: oggi voto finale tra vedette, catafalco e pronostici

(Adnkronos) - Legge elettorale, ultimo atto. Oggi, giovedì 8 ottobre, è il momento del via libera definitivo della Camera allo 'Stabilicum'. Alle 10,30 avrà inizio la seduta, con le dichiarazioni di voto e la votazione finale in programma non prima delle 12,30 in diretta Tv. Ieri l'aula ha dato il via libera alla terza e ultima fiducia, quella posta dal governo sull'art 3: 228 i sì, 144 i no e 3 gli astenuti. Nessuno scossone nella maggioranza. Subito dopo è arrivata l'approvazione dell'articolo 8 della legge, quella sul voto ai fuori sede e ai caregiver, con 214 sì e nessun no. L'opposizione si è astenuta (126 voti) su questa parte del testo: "Un passo avanti è stato fatto anche se un piccolo passo non fa, nel complesso, una buona legge", ha detto Simona Bonafè (Pd) dichiarando tutte le sue riserve sul provvedimento. 

Respinti anche tutti gli ordini del giorno, una quarantina, presentati sempre dalle opposizioni. Il governo aveva dato qualche parere positivo, a patto di riformulazioni, compreso un testo di Riccardo Magi sulla raccolta delle firme in modalità digitale, ma alla fine le proposte non sono passate in aula. Parere negativo sin dall'inizio, invece, agli Odg dei vannacciani di Futuro Nazionale su preferenze e parità di genere.  

 

Tutta l'attenzione adesso si sposta sul voto segreto di oggi. Serena? "Lo sono sempre", ha detto ieri la premier Giorgia Meloni a margine del Med9 di Spalato. In Transatlantico, nei capannelli di maggioranza come in quelli di opposizione, per tutto il giorno non si è parlato d'altro, dal voto segreto alle sorti della legislatura, fino a un eventuale voto anticipato con pronostici di ogni tipo sull'esito della seduta sul 'Melonellum'.  

"Sul voto finale non ci saranno problemi", ha assicurato il senatore di Fratelli d'Italia Alberto Balboni. La maggioranza, come annunciato già da giorni, ha precettato tutti i parlamentari, ministri compresi. A Montecitorio si preannuncia il 'sold out'. In occasione del precedente voto segreto, quello sulle pregiudiziali, il voto dei parlamentari di centrodestra è stato controllato dai responsabili d'aula, i capigruppo e anche i dipendenti dei gruppi parlamentari, dislocati strategicamente nelle tribune. Uno schema che potrebbe ripetersi anche oggi.  

 

Riccardo Magi ha provato a 'sparigliare', proponendo il voto con il 'catafalco' in aula, l'urna e le palline bianca e nera per la scelta dei deputati come nel caso di elezione del presidente della Repubblica. "Questo sistema non garantisce la sicurezza", ha detto il segretario di +Europa avanzando formale richiesta in aula del cambio di sistema per il voto sulla legge elettorale. A Magi si sono uniti anche gli altri partiti di opposizione, Pd, Avs e M5s, chiedendo tra l'altro di evitare i cambi di posto e lo stazionamento in piedi tra i banchi, invocando anche una 'stretta' sulle foto e i video dalle tribune. Alle richieste dell'opposizione ha però replicato il presidente di turno Giorgio Mulè, chiarendo che il sistema resta quello elettronico: "La presidenza assicura la segretezza del voto", ha sottolineato. 

L'opposizione, che fino alla discussione degli ordini del giorno non ha smesso di criticare il testo e l'iter di approvazione della legge, in occasione del voto finale ha promesso battaglia: in diverse riunioni che si sono tenute a Montecitorio sono state messe a punto iniziative unitarie di protesta per oggi, sia un aula che fuori dal Palazzo. Secondo il programma dei lavori, entro le 13,30 di oggi il 'Melonellum' sarà legge ma la discussione sulla legge elettorale non si arresterà: lunedì i partiti di opposizione hanno già convocato una conferenza stampa alla Camera con i vari Comitati per annunciare i ricorsi alla Corte costituzionale contro lo 'Stabilicum'.  

 

8 ott 2026

Crisi energetica sul tavolo dell'Eurogruppo, cosa chiede l'Italia

(Adnkronos) - I ministri delle Finanze dell'Eurozona e dell'Unione europea si riuniscono oggi giovedì 8 ottobre e domani, venerdì 9, a Lussemburgo per l'Eurogruppo/Ecofin di ottobre, appuntamento in genere piuttosto 'carico' perché cade nel pieno delle trattative per i documenti programmatici di bilancio, le leggi Finanziarie dei Paesi membri. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier greco Kyriakos Mitsotakis hanno entrambi scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere maggiore flessibilità di bilancio, per tamponare la crisi energetica innescata dalla prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz. Il tema sarà sicuramente sul tavolo dell'Eurogruppo.  

L'Ecofin dovrebbe trattare, durante la colazione, della possibilità di tassare i cosiddetti extraprofitti delle società attive nell'energia, ha indicato un alto funzionario Ue, escludendo che il tema della flessibilità possa essere direttamente trattato nel corso del Consiglio, ma prevedendo che approderà direttamente sul tavolo dei leader, nel Consiglio Europeo della prossima settimana. Fonti del Mef hanno precisato che il tema sarà eccome all'attenzione dei ministri, anche perché Giancarlo Giorgetti è determinato a parlarne. In ogni caso, ne discuteranno i ministri dell'Eurozona, anche se non sono previste "conclusioni operative", perché "in questa fase spetta alla Commissione farsi un'idea" sulla materia.  

Nell'Eurogruppo "i ministri diranno cosa ne pensano, sicuramente questo argomento verrà posto", ha previsto l'alto funzionario, dato che "quasi ogni Paese membro ha adottato delle misure" per tamponare l'impennata dei prezzi dell'energia provocata dalla chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Inoltre, ha osservato, "tutti comprendono le implicazioni per la politica interna" che ha l'esplosione dei prezzi del gasolio, "la forza motrice della nostra economia industriale". 

Sulla sostanza delle richieste avanzate dall'Italia, comunque, a Bruxelles si rileva una certa prudenza. Anzitutto, una questione di carattere generale: è "chiaro" a tutti, ha osservato la fonte, quali siano le "pressioni politiche" in gioco. Tuttavia, la questione di come conciliarle con il quadro di riferimento fiscale è "più complessa di quanto si creda comunemente". La questione, ha osservato l'alto funzionario, è abbastanza lineare: bisogna chiedersi "fino a che punto" vogliamo modificare il quadro delle regole fiscali, concordato nella sua versione riformata alla fine del 2023 all'unanimità (ma la Germania usò tutta la sua forza, lasciando un'impronta netta sull'impianto della riforma del patto di stabilità, ndr), in risposta "ad ogni singolo choc che si presenta". 

Per quanto tempo, si è chiesto retoricamente, il quadro regolatorio "può mantenere la sua credibilità" se, nei fatti, "si rivela flessibile in ogni occasione concreta?". Il quadro Ue delle regole di bilancio, va ricordato, "aiuta" gli Stati membri, perché contribuisce a calmierare i rendimenti dei titoli di Stato. Quindi, indebolirlo comporterebbe sicuramente un "costo" per gli Stati membri, specie per quelli più esposti agli umori dei mercati obbligazionari. 

C'è poi, ha continuato, il problema della "coerenza interna", poiché un "piccolo aggiustamento" comporta spesso conseguenze di vario genere, che potrebbero "non essere gradite a chi lo ha richiesto". È dunque necessario "comprendere appieno" gli effetti complessivi, prima di "prendere posizione". La fonte si aspetta, quindi, che questi aspetti "siano parte integrante del dibattito" tra i ministri. E' prevedibile che i nordici, solitamente poco inclini ad accogliere le richieste di flessibilità che periodicamente arrivano dai Paesi del fianco meridionale, si opporranno esplicitamente a modifiche del patto. 

Per quanto riguarda l'auspicato uso delle maggiori entrate erariali derivanti dal caro carburanti per tamponare la crisi, anche qui la fonte è molto cauta. Se decidessimo, ragiona, che le entrate Iva aggiuntive derivanti dall'aumento dei prezzi del petrolio possono essere utilizzate per "misure discrezionali" nel quadro delle regole fiscali, si tratterebbe di un "approccio simmetrico?". In altre parole, quando in futuro i prezzi del petrolio dovessero scendere e le entrate Iva diminuire, "ci aspetteremmo che i Paesi individuassero risparmi discrezionali di pari entità? Sarebbero disposti a farlo? Oppure vogliamo rendere il sistema asimmetrico?". Forse "la risposta è sì, non lo so; tuttavia, è un dibattito che va affrontato prima di apportare qualsiasi modifica", sottolinea. 

Il ragionamento è simile per quanto riguarda un'altra delle argomentazioni avanzate da Giorgia Meloni nella lettera a von der Leyen, cioè il fatto che il percorso concordato per la crescita della spesa era basato su stime relative all'inflazione molto più basse dei tassi che si riscontrano oggi, sotto la spinta dei rincari dei carburanti, anche se non si vedono ancora a livello di Eurozona forti "effetti secondari", cioè un contagio generalizzato del caro energia, secondo la fonte. 

Si tratta di un problema effettivo, anche perché il controllo dell'inflazione sfugge al controllo dei governi. Per la fonte, tuttavia, è necessario "comprendere" come un cambiamento del genere opererebbe, non solo in questo contesto specifico, ma "in ogni possibile scenario". E, aggiunge, "non credo che questa analisi sia ancora stata completata", quindi "preferisco non esprimere opinioni in merito". Ora non spetta all'Eurogruppo, bensì "alla Commissione" analizzare la situazione e, "sulla base" della valutazione della Commissione, spetterà "all'Unione trarre le conclusioni". 

Tuttavia, l'alto funzionario ha tenuto a ribadire un concetto "fondamentale": prima di apportare "qualsiasi modifica", ha rimarcato, dobbiamo avere la "certezza" che porterà a un "miglioramento tangibile". Ogni cambiamento, infatti, comporta "un costo", poiché rischia di "scalfire la credibilità della stabilità del quadro di riferimento". È dunque "prematuro" pronunciarsi nel merito della questione, ma è comunque "opportuno" procedere con "cautela", ha concluso. 

Dunque la richiesta di flessibilità avanzata da Italia e Grecia, che verosimilmente non dovrebbe trovare contrari altri grandi Paesi come Francia e Spagna, appare difficile da accomodare sul piano di una riforma delle regole del patto di stabilità, appena riformate. Spetterà alla Commissione valutarla, e il Consiglio si esprimerà di conseguenza.  

Per il resto, l'Eurogruppo in formato ristretto (solo ministri dell'area euro) avrà uno scambio di vedute sull'andamento del cambio, con la moneta unica che si è indebolito rispetto al dollaro, sulla base di spunti della Commissione e della Bce. Partirà poi il processo per sostituire Isabel Schnabel nell'esecutivo della Bce: i ministri saranno invitati a presentare candidature, dopodiché la materia tornerà sul tavolo nell'Eurogruppo di novembre. E' "l'inizio del processo" di selezione del successore di Schnabel, ha spiegato un alto funzionario Ue.  

In formato "inclusivo", cioè a 27, i ministri tratteranno dell'Unione dei risparmi e degli investimenti, dell'efficienza delle finanze pubbliche e, per l'appunto, dell'impatto dell'andamento dei mercati energetici sull'economia dell'area euro.  

L'agenda dell'Ecofin, che si riunirà venerdì, è piuttosto piena: i ministri saranno chiamati a concordare la posizione negoziale del Consiglio sul pacchetto legislativo sull'integrazione dei mercati e della vigilanza, un pilastro importante dell'Unione dei risparmi e degli investimenti, rebranding dell'Unione bancaria e dell'Unione dei mercati dei capitali, entrambe al palo da anni. Discuteranno anche della competitività del settore bancario, dell'impatto economico dell'aggressione russa all'Ucraina, dell'attuazione della Rrf, cuore di Next Generation Eu, e del semestre europeo 2026.  

Dovranno poi approvare il piano a medio termine della Repubblica Ceca per il 2027-30, "chiarire la flessibilità consentita dalla clausola nazionale di salvaguardia" e autorizzare l'estensione dell'applicazione della Nec anche all'energia per la Grecia. Ci sono in agenda anche altri argomenti, come la revisione della lista dei paradisi fiscali (giurisdizioni non cooperanti ai fini fiscali nel gergo comunitario) e la finanza climatica, in vista della Cop 31 che si terrà ad Antalya, in Turchia, il mese prossimo.  

7 ott 2026

Meloni da Spalato: "Pronti a intervenire su accise. Legge elettorale? Serena, come sempre"

(Adnkronos) - Pronta a intervenire, se fosse necessario, con le accise mobili sul costo del carburante e serena "come sempre" sull'esito del voto segreto di oggi sulla legge elettorale. C'è anche una spruzzata di politica interna nella partecipazione della premier Giorgia Meloni al vertice Med9 di Spalato, in Croazia. Nel menù che prevede energia, flussi migratori e un focus speciale sul Medio Oriente, tanto che tra gli ospiti d'onore c'è anche il principe di Giordania Al Hussein bin Abdullah II, la presidente del Consiglio mantiene un occhio sui prezzi del gasolio, di nuovo in salita, e su quello che succederà alla Camera oggi. Senza dimenticare, però, di continuare a pungolare Ursula von der Leyen sulla richiesta di flessibilità all'Unione europea.  

Nel primo 'vis a vis' dopo la lettera spedita alla Commissione europea, Meloni registra un'apertura dalla presidente. 'Ne abbiamo parlato', dice la premier in conferenza stampa, rimarcando come non solo l'Italia abbia posto il tema dell'"impatto che la maggiore inflazione sta avendo sui bilanci nazionali". "Non stiamo chiedendo spesa libera perché vogliamo essere particolarmente allegri", ma perché "è una questione di buon senso" e sulla quale "c'è interesse", mette agli atti. Poi "è ancora un dibattito lungo perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio. Ma sicuramente c'è interesse ad ascoltare", precisa ancora Meloni. E in questo senso sia il tweet di von der Leyen dopo l'incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, sia il fatto che il dossier domani sarà sul tavolo dell'Ecofin a Lussemburgo, anche se non sono previste "conclusioni operative", potrebbe essere di buon auspicio. Da Bruxelles si fa notare che una modifica delle regole di bilancio di fronte a una crisi potrebbe minare la "credibilità" del quadro stesso, ma il faro resta acceso. 

Come accesi sono i radar, sul fronte interno, sui prezzi del carburante. "Noi siamo sempre pronti ovviamente a intervenire di nuovo" sul tema delle accise, "particolarmente con il meccanismo delle accise mobili", dice ancora in conferenza stampa la presidente del Consiglio. Che poi chiarisce che, al momento, sul tavolo non ci sono provvedimenti: "Al mese di settembre noi abbiamo circa 160 milioni che possono essere spesi con questo obiettivo, quello su cui ci stiamo interrogando è se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento nel quale, comunque, ci sono delle misure di contenimento o tenerle come provvisto per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare". Di sicuro c'è la speranza che "nelle prossime ore si possa pienamente ripristinare il cap", "dopodiché la valutazione verrà fatta a valle". Valutazioni che non sembrano all'orizzonte per l'esito della partita sullo Stabilicum. "Sono serena, come sempre", afferma la premier sollecitata dai cronisti. Il pericolo è sempre dietro l'angolo, sia chiaro, ma dopo aver incassato tre fiducie su tre sulla legge elettorale alla Camera tra oggi e ieri, uno sgambetto dai franchi tiratori, nel segreto dell'urna, appare una possibilità remota. 

Tornando alle portate principali del vertice Med9, in cui c'era Macron, ma non Pedro Sanchez, premier dimissionario dalla Spagna, Meloni ringrazia il primo ministro croato, e padrone di casa, Andrej Plenković per aver acceso i riflettori sul Mediterraneo. Alla vigilia del Consiglio europeo della prossima settimana, "credo che fosse estremamente utile cercare il più possibile di far convergere le posizioni tra i Paesi mediterranei dell'Europa nell'interesse dell'Europa nel suo complesso", dice Meloni, specie perché è "utile per l'Europa nel suo complesso avere un occhio particolare alla sua sponda Sud". 

E dunque, per dirla come il croato, "la visione condivisa di un Mediterraneo più sicuro, più sostenibile e più resiliente" è fondamentale in un "contesto globale" in cui "la stabilità dell'Unione europea è inscindibile dalla stabilità del nostro vicinato allargato". "La situazione di persistente instabilità in Medio Oriente, l'incessante guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, l'escalation delle minacce ibride e la crescente instabilità economica globale mettono a dura prova la nostra sicurezza, le nostre economie e la nostra prosperità a lungo termine", afferma in apertura dei lavori Plenković, tutte sfide che "incidono sulla sicurezza energetica, sulle catene di approvvigionamento e sui flussi migratori, mentre le crescenti pressioni geo-economiche - tra cui l'accessibilità economica dell'energia - influiscono direttamente sulla competitività, sulla coesione e sulla resilienza dell'Ue", per cui "il Mediterraneo è diventato uno spazio chiave in cui convergono molte delle sfide strategiche fondamentali per l'Ue. In quanto Stati membri mediterranei, possiamo portare una prospettiva mediterranea integrata nelle più ampie scelte strategiche dell'Ue". 

7 ott 2026

Caso Amara, rivelazione su 'Loggia Ungheria': Cassazione conferma condanna per Davigo

(Adnkronos) - Diventa definitiva la condanna a un anno e tre mesi, pena sospesa, per l'ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo accusato di rivelazione del segreto d’ufficio, in relazione alla vicenda dei verbali sulla presunta 'Loggia Ungheria'.  

I giudici della seconda sezione della Corte di Cassazione con la sentenza emessa questa sera hanno rigettato il ricorso proposto dalla difesa del magistrato simbolo del pool di Mani Pulite, rappresentato dagli avvocati Davide Steccanella e Marcello Maddalena, contro la decisione dell’ottobre di un anno fa dell’Appello Bis che si è celebrato a Brescia dopo il rinvio disposto dai supremi giudici. Nel dicembre del 2024 i giudici della sesta sezione penale della Cassazione avevano infatti annullato con rinvio la parte della prima sentenza d’appello sulla rivelazione a terzi dei verbali, mentre avevano dichiarato irrevocabile la responsabilità per quanto riguarda la condotta contestata in concorso. 

Con la sentenza emessa stasera dalla Corte di Cassazione non è stata accolta dunque la richiesta della procura generale rappresentata dal sostituto procuratore Marco Patarnello che aveva invece sollecitato l’annullamento senza rinvio per le rivelazioni a terzi ad eccezione di quella all’ex senatore Nicola Morra. “Prendo atto della decisione ma rimango convinto che il mio assistito abbia agito nella convizione di adempiere a un proprio dovere”, commenta l’avvocato Steccanella, difensore di Davigo. 

Nel procedimento è costituito parte civile, l'ex consigliere del Csm Sebastiano Ardita assistito dall'avvocato Fabio Repici. “Con la condanna definitiva di Piercamillo Davigo per i delitti da lui commessi ai danni di Sebastiano Ardita si chiude finalmente nel modo giusto la pagina più buia del Csm del quale condannato e vittima furono componenti - sottolinea all’Adnkronos l’avvocato Repici - Spiace registrare come il dottor Ardita, a partire delle infamie mosse contro di lui nel 2020 per il solo fatto di essere un uomo di Stato dalla schiena dritta, abbia continuato a essere bersaglio di manovre di palazzo fino a tempi recenti”. 

7 ott 2026

Allerta meteo arancione in Toscana, scuole chiuse in vari comuni

(Adnkronos) - La Toscana si prepara a una fase di maltempo intenso, con piogge e temporali che potranno essere anche forti e persistenti. L'ultimo bollettino della Protezione civile prevede per domani giovedì 8 ottobre allerta arancione in alcune zone della regione per rischio temporali e rischio idrogeologico.  

Sono attese forti precipitazioni a carattere di rovescio o temporale su tutta la Toscana, con fenomeni localmente forti e persistenti. Nelle zone interne sono previsti cumulati medi fino a stasera di 60-80 millimetri, con massimi locali di 80-120 millimetri. L’intensità oraria potrà localmente superare i 50 millimetri. I temporali potranno essere accompagnati da colpi di vento e grandinate. La sala operativa della protezione civile del Comune di Firenze è aperta per seguire costantemente l’evoluzione della situazione. Attivate anche le squadre del volontariato di Protezione civile, pronte a intervenire in caso di necessità. 

Il sindaco di Livorno, con ordinanza n 357 del 07/10/2026, ha disposto - a partire dalle 17 di oggi mercoledì 7 ottobre 2026 e domani, fino al perdurare dell’allerta arancione, la sospensione delle attività didattiche ed educative di tutte le scuole di ogni ordine e grado e dei servizi educativo-scolastici pubblici e privati; la chiusura al pubblico: dei parchi pubblici, dei cimiteri, del canile comunale, dei centri ludotecari comunali, dei centri diurni, del Campo sportivo scolastico 'Renato Martelli'. 

Scuole chiuse, stop anche a mercati, fiere e manifestazioni all’aperto e all’utilizzo delle piste ciclo-pedonali lungo l’Ombrone a Pistoia. Le scuole rimarranno invece aperte a Massa, mentre a Carrara è prevista la sospensione delle attività didattiche di tutte le scuole di ogni ordine e grado, degli asili nido, del centro Verde Magico e del centro Ludicamente, delle scuole paritarie private, dell’Accademia di Belle Arti e dell’Università di Pisa; la chiusura delle aree aperte degli impianti sportivi cittadini; la chiusura della piscina comunale; la chiusura e la sospensione dell’attività all’aperto degli stabilimenti balneari, con divieto di accesso e permanenza sugli arenili; la chiusura dell’area archeologica di Fossacava; la chiusura dei parchi pubblici, dei giardini, delle aree verdi comunali, delle pinete e delle aree alberate, con divieto di accesso e di stazionamento; la chiusura dei cimiteri comunali; la sospensione dei mercati previsti sul territorio comunale; la sospensione di tutte le manifestazioni e/o attività di intrattenimento al pubblico svolte all’aperto. Scuole aperte a Firenze, chiuse a Grosseto.  

La protezione civile nel suo bollettino ha previsto inoltre allerta gialla per domani in Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Umbria.  

7 ott 2026

Spagna, morta Maricarmen Abascal: il suo sfratto aveva acceso la protesta per la casa

(Adnkronos) - Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni il cui sfratto ha dato il via alla protesta per la casa in Spagna, è morta oggi all'ospedale Gregorio Marañón di Madrid. A confermarlo un comunicato del Sindacato degli Inquilini. Il 23 settembre era stata sfrattata dalla sua casa a Retiro, dove aveva vissuto per settant'anni.  

"Siamo addolorati nell'annunciare la scomparsa di Maricarmen, avvenuta oggi", si legge nel comunicato firmato anche dalla sua famiglia e dal suo avvocato, in cui si ricorda che Maricarmen era rimasta ricoverata in ospedale sin dallo sfratto. "Sebbene fosse stato raggiunto uno storico accordo che le avrebbe permesso di tornare a casa, questa soluzione è arrivata troppo tardi", lamentano i firmatari osservando che quanto accaduto dopo il suo sfratto, manifestazioni di massa, accampamenti nelle piazze pubbliche, elezioni anticipate e l'appello allo sciopero generale, rappresenti "un punto di svolta nella storia di questo Paese". "Il prezzo da pagare per arrivare a questo punto è stato fin troppo alto" sottolineano, però, concludendo con l'appello che lei ha ripetutamente rivolto loro: "Lottate, continuate a lottare per ciò che vi spetta". 

A far nascere la protesta a Madrid, che poi si è allargata in tutto il Paese, era stato un video, rilanciato dal Daily Mail, che mostrava l'irruzione della polizia antisommossa nell'appartamento dell'anziana signora. La donna aveva barricato la porta con i mobili nel disperato tentativo di resistere.  

L'affitto della casa, acquistata nel 2018 da una società immobiliare, avrebbe dovuto subire un aumento del 275% (da circa 440 a 1.650 euro al mese). Il caso ha scatenato forti polemiche e proteste in Spagna. I sostenitori e Amnesty International hanno denunciato una "violazione dei diritti umani", criticando l'uso della forza e i soli 30 minuti concessi all'anziana, in sedia a rotelle, per lasciare l'abitazione prima di essere portata in ospedale. 

 

Nei giorni scorsi decine di migliaia di persone hanno sfilato per le strade di Madrid e di tutto il Paese per protestare contro lo sfratto, chiedendo maggiore tutela per gli inquilini. I manifestanti hanno attraversato le strade cittadine, agitando chiavi e fischietti per chiedere provvedimenti volti a frenare l'aumento dei costi degli alloggi e a rendere più difficili gli sfratti."Potresti essere la prossima Maricarmen" scandivano in coro nei cortei che hanno attraversato per giorni la Spagna.  

7 ott 2026

Caso Garlasco, spunta dossier contro famiglia Cappa: "Quali accertamenti sono stati fatti su tutore e bici?"

(Adnkronos) - Mai indagate, eppure le ombre sulla famiglia Cappa - da sempre al centro di un inarrestabile odio social - compaiono, a sorpresa, negli atti che riguardano la chiusura indagine su Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. C'è una relazione di 25 pagine, visionata dall'Adnkronos, corredata di schemi che dividono i fatti noti dalle presunte novità, sulle gemelle Paola e Stefania Cappa e sui loro genitori. Come in una sorta di bizzarro Cluedo il sospetto parte dalla mancanza di domande sugli alibi fino alla constatazione che "nessuna perquisizione, nessuna ispezione è mai stata fatta in casa Cappa, né tanto meno sulle biciclette in loro possesso".  

Accanto al nome di ciascuno dei familiari vengono inserite le sit, il numero di scarpe indossate o il traffico telefonico e gli spostamenti di quel 13 agosto 2007. E poi le osservazioni in neretto, diverse, come "Paola Cappa non può dare alibi a nessuno, né a Stefania, né a sua madre". Si mettono nero su bianco, in questi appunti senza firma, anche le bici in possesso della famiglia, le dichiarazioni di alcuni amici delle sorelle e altri sospetti infondati: "Rosa Poggi e Stefania Cappa fumano" facendo riferimento al posacenere trovato sul tavolo della cucina della villetta di via Pascoli a Garlasco. E tra i 'nota bene' c'è un'altra frase messa in risalto: "In data 13 febbraio 2008 sequestrano il tutore (della gamba, ndr) di Paola Cappa: che accertamenti hanno fatto sul tutore????".  

E ancora: i tabulati di Ermanno Cappa "sono stati richiesti sul numero di cellulare sbagliato, senza mai inoltrare la richiesta con il numero corretto. Le intercettazioni sono partite il 22 agosto, una settimana dopo l'omicidio". La scrittura lascia spazio a schemi scritti (sempre al computer) in cui gli elementi noti contro Andrea Sempio, si mescolano a elementi racconti in tv dalle Iene (come l'intervista alla madre) o ritenuti nuovi come "conosceva le gemelle Cappa", oppure "esiste una consulenza tecnica della difesa mai depositata che dimostra come il numero delle scarpe a pallini dell'assassino non possa essere stabilito con precisione", "sarebbe interessante visionare il video del funerale", per vedere che scarpe indossate o recuperare foto dell'epoca (come fatto anche per il condannato Alberto Stasi) e ancora "conosceva molti dei ragazzi suicidati a Garlasco".  

 

Dall'indagato Sempio l'attenzione di chi scrive scivola sulle gemelle Cappa, mai indagate. Si rimprovera alla gemella Paola di parlare dell'"attrezzo da camino" come arma, stesso arnese di cui parla un testimone non attendibile, ma di cui non avrebbe ancora parlato nessuno in tv; inoltre le cugine di Chiara Poggi conoscevano la casa, dove venivano tenuti i teli mare con cui l'assassino si pulisce, Stefania Cappa "aveva a disposizione le chiavi di casa Poggi, compresa la chiave dell'allarme" e possedeva "una bicicletta nera da donna che non è mai stata visionata, tantomeno sequestrata". Una bici nera è quella che vede una testimone la mattina del delitto ed è uno degli elementi che sono costanti la condanna a 16 anni di carcere a Stasi. 

Chi scrive si chiede: "E se fossero state usate due armi in due tempi diversi?". Si parla anche di una "parziale impronta di insanguinata di una scarpa con suola a fitte righe oblique (All star con stella?)", mentre le due sedie in cucina e la presenza di due cucchiaini nel lavandino "suggerisce che quella mattina due persone abbiano mangiato i fruttolo (rinvenuti nel cestino)". Nel documento, tra gli atti depositati in Procura a Pavia e a disposizione delle parti, si dà atto dei tentativi falliti della difesa Stasi di recuperare le immagini satellitari della mattina del 13 agosto 2007 e di ingrandire le foto relative alle quattro impronte digitali sulla maglietta del pigiama della vittima perse girando il corpo senza vita. Nel documento si riporta che Chiara "non ha ferite evidenti da difesa", sebbene non si possa escludere che abbia reagito all'aggressore, così come si corre in soccorso del condannato per dire che sul dispenser in bagno oltre alle impronte attribuite al fidanzato "c'era comunque anche del dna di varie persone".  

Tra le osservazioni anche un punto in questi giorni centrale, che viene indicato come 'documenti da chiedere al Ris' in riferimento al fatto che "ci sono numerosi reperti" analizzati alla presenza dei consulenti delle parti, "i cui esiti (foto, tracciati, analisi) non sono stati riversati nel fascicolo delle indagini preliminari (e i consulenti tecnici difesa, ai tempi, non li avevano chiesti)". Le istanze della difesa per averli nel 2017 sono rimaste senza seguito (tranne alcune foto del dispenser e delle porte) "perché il nulla osta fornito dal giudice dell'esecuzione non è bastato al colonnello Lago (che voleva espressa autorizzazione)". Molti dei reperti, conservati a Parma, "sono stati distrutti nel 2022 su ordinanza giudice esecuzione". 

7 ott 2026

Anna Lou Castoldi vittima di furto e revenge porn, la denuncia della figlia di Morgan e Asia Argento

7 ott 2026

Argentina, Messi: "Già mi manca la Nazionale, ma ho preso la decisione giusta"

(Adnkronos) - Lionel Messi ha detto addio all'Argentina. Il fuoriclasse ex Barcellona, oggi all'Inter Miami, ha giocato nella notte italiana la sua ultima partita con l'Albiceleste, andando a segno su calcio di rigore nel 3-0 contro il Benin allo stadio Monumental di Buenos Aires. Poche ore dopo essersi preso l'ultimo abbraccio del suo popolo, Messi ha scritto una lunga lettera ai suoi tifosi: "Ieri è stata la mia ultima partita e già mi manca indossare il blu e bianco. So di aver preso la decisione giusta. È stato un viaggio incredibile, pieno di gioie e anche di un po' di tristezza, ma è valsa la pena per ogni passo che ho fatto".  

"E ho molte cose da dire. È impossibile per me esprimere tutto ciò che provo con le parole o in un post. Questo viaggio sarebbe stato impossibile senza la mia famiglia, che è sempre stata al mio fianco e mi ha sostenuto, specialmente nei momenti difficili, quando avevo più bisogno, i miei amici, tutti i compagni di squadra che ho avuto, insieme al loro personale tecnico, sono stati essenziali. Non voglio dimenticare Diego", ", ha continuato Messi, dedicando un pensiero a Maradona, "che ha messo il nostro paese dove meritava di essere e, come sempre, so che ci ha aiutato con la sua presenza in campo e anche dal cielo, in ogni passo che abbiamo fatto".  

"Grazie ai club per cui ho giocato, per aver sempre rispettato i miei sentimenti e per avermi permesso di dedicarmi al nostro paese quando si trattava di indossare la maglia della Seleccion. E, naturalmente, grazie a Dio: senza la Sua guida e volontà, non saremmo nemmeno stati a sognare di averci portato fin qui. Sono grato. Vi voglio molto bene, mi mancherete e sarò sempre grato per essere stato al nostro fianco, al mio fianco", ha concluso Messi. 

7 ott 2026

Europei, Roglic campione a cronometro a quasi 37 anni e con la radio fuori uso

7 ott 2026

Elementi totali: 20
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