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11 ago 2026

Migranti, Ue: "Controlli frontiera Italia-Spagna temporanei". Nuovo attacco di Madrid a Roma

(Adnkronos) - La Commissione europea prevede che la situazione dei controlli alle frontiere aeree e marittime tra Italia e Spagna torni alla "normalità", dato che le autorità spagnole hanno assicurato che gli arrivi irregolari nell'exclave di Ceuta non avranno alcuna ripercussione sull'area di libera circolazione di Schengen. Così il portavoce dell'esecutivo Ue Guillaume Mercier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. 

"Possiamo confermare di aver ricevuto una notifica da Italia e Spagna in merito all'introduzione" dei controlli alle frontiere interne, ha detto. Il commissario alle Migrazioni Magnus Brunner "è in stretto e regolare contatto sia con le autorità spagnole che con quelle italiane, compresi i ministri dell'Interno. Entrambi i ministri hanno confermato pubblicamente che i controlli interni sono temporanei". 

Il commissario Brunner "ha spiegato ai ministri il quadro giuridico di base dell'area Schengen, e in particolare ha sottolineato i progressi compiuti nella lotta all'immigrazione clandestina, e come la fiducia tra gli Stati membri sia una risorsa preziosa. In questo contesto, le autorità spagnole hanno assicurato che gli eventi di Ceuta non avranno ripercussioni durature sull'area Schengen. E in effetti, se gli sviluppi positivi continueranno, l'aspettativa generale della Commissione è che la situazione complessiva torni alla normalità per quanto riguarda i controlli alle frontiere interne". 

Per la Commissione, "le autorità spagnole e marocchine hanno lavorato in modo efficiente ed efficace per gestire i rimpatri di coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta dal Marocco. Finora sono riusciti a impedire con successo qualsiasi movimento illegale verso la Spagna continentale. La nostra aspettativa - ha concluso - è che tutti coloro che rimangono illegalmente a Ceuta vengano rimpatriati". 

 Nuovo attacco della Spagna all'Italia. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares è tornato a criticare il governo italiano sulla crisi migratoria a Ceuta, sostenendo che non abbia mostrato "solidarietà e sostegno", come invece avrebbe fatto "la stragrande maggioranza dei Paesi dell'Unione europea". In una conferenza stampa al termine del suo incontro con il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, Albares ha sostenuto che la posizione di Roma potrebbe essere dettata "probabilmente da interessi di parte" e da "esigenze elettorali interne". Il capo della diplomazia di Madrid ha quindi definito particolarmente sorprendente l'atteggiamento italiano considerando che, a suo dire, l'Italia è "il Paese che registra il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna". 

"Fino all'ultima persona entrata irregolarmente" a Ceuta "tornerà in Marocco", ha dichiarato ancora Albares non indicando una tempistica per i rimpatri, ma precisando tuttavia che la volontà del governo è quella di riportare Ceuta alla normalità "il prima possibile". Il ministro ha riferito di essere in contatto quotidiano con il suo omologo marocchino, Nasser Bourita, e ha sottolineato la "totale disponibilità del Marocco" a facilitare il rientro dei propri cittadini. Il dialogo con Rabat, ha aggiunto, è "fondamentale" per affrontare la crisi e la soluzione può essere solo diplomatica. 

Albares ha quindi definito la frontiera di Ceuta, insieme a quella di Melilla, "la più complessa della Spagna e dell'Europa", assicurando che "l'integrità dello spazio Schengen è totalmente garantita" nelle due città autonome. Ha inoltre sostenuto che nessuna delle persone entrate irregolarmente a Ceuta ha lasciato la città per raggiungere la penisola spagnola e che non può farlo. Rivolgendosi ai migranti che si trovano in Marocco o in altre zone dell'Africa e che ricevono, a suo dire, "false informazioni" sulle possibilità di entrare irregolarmente a Ceuta, Albares ha lanciato un appello a non mettere a rischio "la propria vita, i propri soldi e il proprio futuro". Chi entrerà irregolarmente a Ceuta o Melilla, ha concluso, non potrà raggiungere l'Europa né "restare a tempo indefinito" nelle due città autonome. 

La Commissione europea non commenta invece le tensioni tra Germania e Italia sul rinvio nella Penisola dei cosiddetti 'dublinanti', i richiedenti asilo sbarcati in Italia e poi trasferitisi in Germania, che Berlino vorrebbe rimandare indietro, come prevede il patto Ue sulla migrazione e l'asilo. Una valutazione dell'applicazione delle regole del patto da parte degli Stati membri, dice a Bruxelles durante il briefing con la stampa il portavoce Guillaume Mercier, verrà fatta nel mese di "ottobre". 

Il portavoce non ha risposto alle domande sulla fattibilità, in base al diritto Ue, della detrazione che il governo italiano vorrebbe applicare al numero dei dublinanti in arrivo dalla Germania, sottraendo dal totale il numero dei migranti sbarcati sulle coste della Penisola da navi gestite da Ong tedesche. "Non possiamo aggiungere altro", ha spiegato. 

La vicepresidente della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha inoltre discusso della situazione a Ceuta con il ministro spagnolo per la Trasformazione digitale e la pubblica amministrazione, Óscar López, e delle misure per prevenire la migrazione irregolare e le perdite di vite umane. Ha inoltre offerto alla Spagna ulteriore supporto in ambito digitale, qualora ne facesse richiesta dopo i fatti avvenuti a Ceuta. "Abbiamo discusso dell'importanza della piena attuazione della Legge sui servizi digitali (Dsa) in Spagna. La Commissione Europea è pronta a offrire maggiore supporto in ambito digitale, compresa la Dsa, se richiesto", ha dichiarato in un post sui social media dopo una conversazione telefonica "molto costruttiva" con il ministro spagnolo. 

La vicepresidente ha inoltre spiegato che la Commissione europea, Europol e le piattaforme digitali si scambiano informazioni quotidianamente e hanno intensificato il coordinamento in risposta alla situazione. "TikTok e Meta hanno attivato i protocolli di crisi e messo in campo uno specifico meccanismo sulle escalation e cooperazione con i verificatori di fatti", ha aggiunto. "Continueremo a vigilare, insieme alle nostre agenzie e piattaforme, per stroncare le reti criminali che vendono false promesse a costo di vite umane", ha concluso Virkkunen. 

11 ago 2026

Ranucci, Lavitola dopo attentato insisteva per potenziare la scorta: "Devi avere cerchio di protezione"

(Adnkronos) - “Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente". A un mese dall’attentato davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola, come riportato in un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare che ne ha disposto il carcere quale mandante, “palesava la presunta preoccupazione che all'amico giornalista non venisse assegnata un'ulteriore auto di scorta chiedendogli l'autorizzazione a fare ‘casino’ evidentemente per spostare l'attenzione su un piano mediatico”.  

Per il gip appare evidente che “con tale affermazione Lavitola, rimarcando il sentimento di vicinanza nei confronti di Ranucci, ostentava la volontà di rendersi disponibile ad intervenire in suo aiuto, pur di sfruttare ogni evento utile ad accrescere la sua popolarità”. “A riprova di ciò” Lavitola risollecitava Ranucci sulla questione evidenziando quale importanza fosse stata data a un articolo che puntava su un collegamento tra l’attentato e la camorra. Messaggi sul punto da parte di Lavitola che proseguono anche nelle settimane successive.  

A dicembre scorso Lavitola inviando un articolo dal quale si evinceva che dall'esito degli esami sull'ordigno esploso all'esterno dell'abitazione di Ranucci era emerso che non si trattava di esplosivo rudimentale, indicava al conduttore di Report le modalità di azione “che avrebbe dovuto operare la scorta del giornalista e invitava Ranucci a parlare con il suo caposcorta aggiungendo che, se non lo avesse fatto, ci avrebbe parlato lui stesso: ‘Io, quando sono in montagna e il momento in cui rifletto, mi si apre la mente Ti prego, dammi retta, in qualsiasi momento tu sei esposto, devi avere una struttura di protezione fisica. Significa che quando tu arrivi in un luogo: a casa, alla Rai, un ristorante, ad un appuntamento qualsiasi, nel momento che scendi dalla macchina devi avere una staffetta li fatta da almeno quattro uomini più il due che nella macchina di scorta che dopo aver fatto il sopralluogo (devono arrivare almeno 10 minuti prima) ti fanno un cerchio di protezione fino all'ingresso. Il vero pericolo che hai tu sono: ‘gli odiatori’”.  

11 ago 2026

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11 ago 2026

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11 ago 2026

Mercati, petrolio sopra 90 dollari e oro ai massimi: il prezzo dell’incertezza

(Adnkronos) - I timori che un accordo tra Stati Uniti e Iran siano più lontani tornano a farsi sentire sui mercati. E hanno due prezzi: quello dell’energia, che sale quando aumentano i dubbi per gli approvvigionamenti, e quello dell’oro, che si rafforza quando investitori e banche centrali cercano protezione. Petrolio e oro, in questa fase, raccontano la stessa storia: l’incertezza geopolitica. Il Brent ha superato i 90 dollari al barile, mentre il Wti ha oltrepassato quota 85 dollari. L’oro viaggia sui massimi degli ultimi due mesi, a un passo dai 4.500 dollari l’oncia. È il doppio prezzo che il mercato potrebbe trovarsi a pagare dopo aver scommesso con eccessiva fiducia sulla possibilità di un accordo più vicino tra Iran e Stati Uniti. 

"La correlazione tornata evidente tra oro e petrolio – spiega ad Adnkronos Angelo Drusiani, analista ed esperto di materie prime e metalli preziosi – significa che aumentano i dubbi sulla capacità reale di tenuta dei prezzi nel medio-lungo periodo. L’utilizzo delle riserve petrolifere ha contribuito a calmierare il prezzo del greggio e, nello stesso tempo, non ha interrotto il rally dell’azionario, determinando un calo delle quotazioni dell’oro. Adesso questa relazione potrebbe essere cambiata". 

Le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti sono scese sotto i 300 milioni di barili, attestandosi a 298,7 milioni, il livello più basso dal 1983. Un dato che fotografa la pressione sulle scorte americane in una fase segnata dalle tensioni con l’Iran. Sul fronte energetico, però, il punto non è soltanto quanto costa oggi un barile di petrolio o un megawattora di gas. Conta soprattutto quanto rischio geopolitico viene incorporato nei prezzi. Ed è proprio l’inflazione uno dei nodi centrali. Un nuovo rincaro dell’energia potrebbe rendere più complesso il lavoro delle banche centrali, chiamate a trovare un equilibrio tra la necessità di sostenere la crescita e quella di evitare una nuova accelerazione dei prezzi. Dall’altra parte c’è l’oro. Il metallo prezioso continua a rappresentare uno dei principali beni rifugio nelle fasi di maggiore incertezza. A sostenerne le quotazioni non sono soltanto le tensioni geopolitiche, ma anche gli acquisti delle banche centrali, le aspettative sui tassi di interesse e i movimenti del dollaro. 

"Per chi investe – osserva Drusiani – petrolio e oro rappresentano due degli asset prevalenti per la difesa dei portafogli. Non è casuale che, quando i prezzi salgono, aumenti anche la percezione del rischio di una crisi globale, anche se al momento non sono evidenti cambi di rotta nello scenario complessivo". Il consiglio dell’analista resta improntato alla prudenza: "È troppo rischioso fare previsioni in questa fase. Per chi non ha una conoscenza approfondita dei mercati, meglio stare lontano dal comparto energetico e aurifero". Il messaggio che arriva dai mercati è quindi chiaro: se energia e oro salgono contemporaneamente, gli investitori stanno tornando ad attribuire un prezzo più alto all’incertezza. Non necessariamente un segnale negativo. Più pericoloso sarebbe un mercato capace di continuare a correre ignorando i fattori di destabilizzazione e accumulando rischio sotto la superficie. 

11 ago 2026

Campo largo, i social preferiscono Conte a Schlein: avanza l'ondata dei civici Salis, Onorato e Manfredi

(Adnkronos) - Giuseppe Conte è il leader del campo progressista più amato sui social. Secondo quanto emerge dal rapporto realizzato in esclusiva per Adnkronos da Spin Factor, società leader a livello nazionale nella consulenza strategica e analisi dei dati, attraverso Human, la propria esclusiva piattaforma di social listening AI-driven, nel periodo dall'11 luglio al 10 agosto 2026, il presidente del Movimento 5 stelle sbaraglia la concorrenza degli altri aspiranti premier e raccoglie un sentiment positivo del 32,2% contro 'solo' il 27,6% della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che si ferma al secondo posto della speciale classifica.  

 

A chiudere il podio, poi, c'è la sindaca di Genova, Silvia Salis, non ancora ufficialmente in corsa per le primarie del campo largo, ma da sempre richiamata a fare parte della partita, che si 'porta a casa' un 25,7% di sentiment positivo. L'ex martellista non è l'unica civica a tallonare il duo Conte-Schlein. Alle spalle di Salis, infatti, a 1,2% di distanza, c'è Alessandro Onorato, leader di Progetto civico Italia e assessore ai Grandi eventi di Roma, con il 24,5%, poi il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi con il 24%. 

 

Tornando tra i politici veri e propri, il primo ad affacciarsi è Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e co-leader dell'Alleanza verdi e sinistra, che con il suo 20,5% batte di poco il segretario del Partito socialista Italiano, Enzo Maraio, con il 19,8%; il presidente di Italia viva-Casa riformista, Matteo Renzi, con il 19,3%; e il segretario di +Europa, Riccardo Magi, e l’altro co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, entrambi al 18,3%.  

 

Conte guida anche la classifica delle interazioni social, con 2 milioni e 225mila. Seguono, a molta distanza, Schlein con 567mila, Renzi con 455mila, Fratoianni con 374mila e Salis con 310mila interazioni. 

 

11 ago 2026

Ferrovie, nodo Pigneto pronto tra fine 2026 e inizio 2027. Salvini: "Sarà quarta stazione di Roma"

(Adnkronos) - I cantieri di Rfi al Pigneto, a Roma, porteranno benefici a “studenti, pendolari, turisti e riuniranno le due sponde del Pigneto”. Lo ha detto il ministro Matteo Salvini a margine di una visita al cantiere del nuovo nodo di interscambio del Pigneto. Sotto la piazza “passeranno i treni che uniranno le stazioni e la metropolitana, ma soprattutto ci sarà una piazza, panchine, alberi e un parco giochi. Due quartieri da sempre divisi si uniranno a lavori ultimati con una stazione che può diventare la quarta di Roma” per importanza.  

“Tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo anno il quartiere Pigneto di Roma avrà un nuovo volto, grazie ad un investimento importante del Mit e del ministro Matteo Salvini che offrirà ai romani una nuova stazione ferroviaria, destinata a diventare la quarta più importante della Capitale con circa 8 milioni di passeggeri. Oggi, in un sopralluogo nel cantiere insieme al ministro Salvini e ai nostri consiglieri capitolini e municipali, ci siamo resi conto della portata straordinaria di questa opera che migliorerà la viabilità e i collegamenti per tante persone a cui finalmente sarà garantita un’alternativa importante per raggiungere in sicurezza e in tempi rapidissimi le altre stazioni ferroviarie della città, l’aeroporto di Fiumicino ma anche i principali poli ospedalieri". Lo ha dichiarato il segretario della Lega nel Lazio, Davide Bordoni, a margine del sopralluogo insieme al ministro Salvini oggi nel cantiere per la realizzazione della nuova fermata ferroviaria Pigneto. 

"Non è soltanto un’operazione significativa per il sistema di trasporto della Capitale pensata per migliorare l’interconnessione tra ferrovia e metropolitana, ma - ha sottolineato Bordoni - un progetto dal grande significato sociale e culturale che permetterà di riunire il quartiere e realizzare un’ampia piazza e aree che costituiranno occasioni di incontro e comunità. Con la Lega al Governo e con il ministro Salvini, la città di Roma e tutto il Lazio stanno vivendo una stagione importante, con investimenti significativi per il futuro della Capitale e di tutta la nostra regione”. 

Avanzano dunque i lavori per il nuovo nodo di interscambio del Pigneto a Roma. Rfi sta completando la prima fase del progetto, che consentirà di attivare il nuovo scalo entro la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo, servendo le linee urbane Fiumicino Aeroporto e Viterbo. L'opera rappresenta un nodo strategico per il sistema di trasporto della Capitale. 

Quello del Pigneto è un progetto da circa 230 milioni di euro, finanziato anche con risorse Pnrr di competenza del MIT, per realizzare un nuovo nodo di interscambio tra le linee FL1 e FL3, dirette rispettivamente verso Fiumicino Aeroporto e Viterbo, e la Metro C. La nuova fermata ha un bacino potenziale stimato in circa 8 milioni di persone l’anno, di cui 2,5 milioni provenienti dalla metropolitana. 

I 230 milioni comprendono i 191 delle lavorazioni attuali sulla fermata Pigneto (di cui 140 solo sulla parte lavori) e i 40 milioni stimati in origine per la successiva fase dell'attivazione della fermata Mandrione, inclusa nel progetto del nodo di interscambio. Per quest'ultima, si legge nei documenti informativi sul progetto, il 'costo a vita intera' potrà essere definito "a seguito dello sviluppo della progettazione e al superamento delle importanti criticità archeologiche emerse nella prima fase di studi". Intanto il completamento della copertura e la realizzazione della nuova piazza pedonale da 13.500 mq sono previsti nei primi mesi del 2030, si legge ancora. 

Salvini ha espresso soddisfazione per un’opera di cui si è detto particolarmente orgoglioso, attesa da anni e in avanzata fase di realizzazione, con circa 130 operai e tecnici al lavoro. La prima configurazione della fermata sarà attivata tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. In questa fase è prevista anche la copertura parziale dei binari, necessaria a collegare i due lati del quartiere. 

Il progetto cambierà non soltanto la mobilità, ma anche il volto del Pigneto. La seconda fase prevede il completamento della copertura della stazione, il sottopasso pedonale verso la Metro C e una nuova piazza di oltre 13mila metri quadrati con alberi, aree verdi, impianti sportivi e spazi per ragazzi e famiglie. Sarà così ricucito un quartiere per troppo tempo diviso dalla ferrovia, valorizzandone anche l’identità attraverso la vista sull’acquedotto romano e il mantenimento di un segno dello storico ponticello pedonale. 

Un’opera concreta, con tempi definiti, che unisce trasporti, rigenerazione urbana e qualità della vita: meno distanze, collegamenti più efficienti e nuovi spazi restituiti ai cittadini. Il quartiere, oggi privo di accesso diretto alla ferrovia, beneficerà di collegamenti rapidi con l'Aeroporto di Fiumicino e con i grandi poli ospedalieri San Filippo Neri e Gemelli. La futura piazza è stata concepita per valorizzare la vista sull'acquedotto romano e manterrà un "segno" architettonico dello storico ponticello pedonale, simbolo dell'identità del Pigneto. 

11 ago 2026

Lazio: "Grande soddisfazione per il parere favorevole della Soprintendenza di Stato sul progetto di riqualificazione del Flaminio"

(Adnkronos) - "La S.S. Lazio accoglie con grande soddisfazione il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza di Stato nell’ambito della Conferenza dei Servizi preliminare relativa al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Un pronunciamento di particolare rilevanza, che si inserisce in un quadro complessivamente positivo, nel quale anche gli altri Enti intervenuti nella Conferenzadei Servizi hanno espresso parere favorevole, dando atto del percorso di confronto e collaborazione sviluppato nel corso di questi mesi". Così la Lazio in una nota.  

"La Società approfondirà con attenzione le prescrizioni formulate dalla Soprintendenza di Stato, che rappresenteranno preziose indicazioni di lavoro per il gruppo di progettisti impegnato nello sviluppo del progetto -si legge nel comunicato della società biancoceleste-. Si tratta di un passaggio significativo, che consente al percorso amministrativo di proseguire e rafforza la prospettiva concreta di restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi più prestigiosi e identitari. La S.S. Lazio ha affrontato sin dall’inizio questo progetto nella piena consapevolezza del valore storico, architettonico e culturale dell’opera di Pier Luigi Nervi, con l’obiettivo di coniugare tutela, valorizzazione, innovazione e sostenibilità. Il recupero dello Stadio Flaminio si inserisce inoltre in una visione più ampia di valorizzazione dell’intero quadrante urbano. Il Flaminio diventerà esso stesso parte integrante di questo contesto, nel rispetto della vocazione del territorio e in dialogo con il Distretto del Contemporaneo e con le importanti realtà culturali, artistiche, sportive e architettoniche presenti nell’area. In questa prospettiva, il progetto prevede spazi museali ed espositivi fruibili dalla collettività, insieme alla valorizzazione e al mantenimento degli spazi originali dell’impianto, come la grande piscina e la palestra, facendo convivere la memoria e l’identità dell’opera di Nervi con una nuova funzione sportiva, culturale e sociale".  

"La S.S. Lazio continuerà a lavorare e a confrontarsi con tutte le Istituzioni competenti con lo stesso spirito di collaborazione che ha caratterizzato il percorso fin qui compiuto. Dopo molti anni di attesa e di progressivo inutilizzo dell’impianto, si apre una prospettiva concreta: tornare a far vivere lo Stadio Flaminio, restituendolo a Roma come luogo di sport e cultura, aperto alla collettività, e dando finalmente alla Lazio e ai suoi tifosi la propria casa", conclude la Lazio.  

11 ago 2026

Terremoto in Colombia, c'è un legame con quelli in Giappone e Campi Flegrei? Cosa dice l'esperto

(Adnkronos) - Quello in Colombia è l'ultimo di una serie di terremoti che negli ultimi mesi si stanno verificando nel mondo, dal Giappone al Venezuela fino all'Italia, ai Campi Flegrei. Ma tra queste forti scosse c'è un legame? 

"Ogni terremoto ha una storia a sé. Giappone, Venezuela, Colombia, Campi Flegrei e Messina sono eventi troppo diversi e lontani tra loro perché si possa dimostrare un collegamento. La probabilità è prossima allo zero". Così all’Adnkronos Andrea Billi, geologo dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr, commenta il forte sisma in Colombia.  

"La terra trema - spiega Billi - perché le placche rigide della crosta terrestre, cioè la parte più esterna della Terra, si muovono. La crosta terrestre ha uno spessore che va da alcuni chilometri a diverse decine di chilometri. Possiamo immaginare queste placche come delle 'zattere' che si spostano su rocce che, a temperature molto elevate e su tempi lunghi, possono comportarsi come materiali fluidi. I movimenti delle placche sono dell’ordine di millimetri o centimetri all’anno. Queste zattere interagiscono tra loro e proprio da queste interazioni possono scaturire i terremoti, che tendono a verificarsi nelle stesse aree dove si sono già verificati in passato". 

Secondo l’esperto, "le zone più a rischio sono il Giappone, la Colombia e l’area dei Caraibi, dove infatti i terremoti si verificano con maggiore frequenza; poi ci sono aree con caratteristiche diverse, come i Campi Flegrei, dove però il fenomeno è legato al vulcanismo". "All’interno del sistema vulcanico - sottolinea Billi - ci sono fluidi, come vapore acqueo, anidride carbonica e fluidi magmatici, che risalgono dalla camera magmatica. Nel caso dei Campi Flegrei, la camera magmatica si trova a circa 6 chilometri dalla superficie terrestre". 

"In alcuni casi, se le scosse sono molto vicine tra loro nello spazio e nel tempo, un terremoto può innescarne un altro. È quello che è accaduto, per esempio, in Venezuela, dove si sono verificate due scosse di magnitudo 7.5 e 7.2 a circa 40 secondi di distanza l’una dall’altra e in aree spazialmente vicine", aggiunge. 

E dopo il terremoto, in Colombia cosa può accadere? "In Colombia probabilmente - osserva il geologo - ci saranno altre scosse di assestamento nei prossimi giorni. Speriamo che la scossa principale sia stata quella del 10 agosto e che non ce ne siano altre di magnitudo importante. L’auspicio è che lo sciame sismico vada progressivamente a perdere energia". 

In Italia le zone maggiormente a rischio sismico, ricorda, "comprendono l’area dei Campi Flegrei e l’Appennino, con zone come L’Aquila, Amatrice e Norcia; la fascia a maggiore pericolosità prosegue attraverso l’Appennino e interessa diverse aree fino alla Calabria e alla Sicilia, in particolare le zone di Messina, Ragusa, Catania e Siracusa". I terremoti "non si possono prevedere, ma nelle zone sismiche si possono prevenire le conseguenze. Bisogna costruire case ed edifici, oppure ristrutturare quelli esistenti, seguendo criteri antisismici. Questo vale anche per gli edifici storici. Ha un costo elevato, ma è l’unico modo che abbiamo per difenderci e ridurre il rischio", conclude Billi. 

11 ago 2026

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