Logo Il Foglio

Creme solari fatte in casa, il monito degli esperti: "Pericoloso trend guidato dalle fake news"

(Adnkronos) - Olio d'oliva, di karité o cocco, mescolati con ossido di zinco in polvere ma anche cera d'api e altri ingredienti. Le ricette e i tutorial per preparare creme solari fatte in casa - che nella maggioranza dei casi non superano l'esame della scienza, secondo uno studio di qualche anno fa - si moltiplicano sui social: YouTube, TikTok e Instagram, in paricolare. Complici insondabili mode e correnti di pensiero 'alternative' che mettono in dubbio l'efficacia di prodotti in commercio o addirittura, come è successo recentemente, vengono collegate - in barba ad ogni evidenza scientifica - ai tumori della pelle. Teorie che si diffondono anche per dichiarazioni dei volti noti e che trovano terreno fertile negli utenti dei social come è avvenuto nel caso del rapper Salmo che, in un video, ha parlato del suo cancro della pelle mettendolo in relazione con l'uso della protezione solare. Il vero rischio però, spiegano gli esperti, è non proteggersi dai raggi solari dannosi, pericolo che con i prodotti casalinghi può amplificarsi perché ci si espone nella convinzione di essere protetti senza esserlo.  

Il trend 'Diy' (Do It Yourself) sulla protezione solare allarma gli specialisti da qualche tempo. Non a caso alla 21esima edizione del Congresso francofono di allergologia (Cfa) di quest'anno è stata dedicata un'intera sessione al tema. "Le creme solari fatte in casa sono rischiose perché non sono regolamentate né testate per l'efficacia come quelle commerciali", aveva spiegato per l'occasione Françoise Giordano dermatologa dell'ospedale Universitario di Tolosa. Inoltre "la loro resistenza all'acqua, la durata di conservazione e l'efficacia nella prevenzione del cancro della pelle durante l'esposizione cronica ai raggi Uv sono spesso sconosciute". E questo è un enorme problema a fronte dell'aumento dei casi di tumore alla pelle la cui prevenzione si basa prevalentemente sulla limitazione dell'esposizione al sole e sull'utilizzo di creme e lozioni con protezione Uva e Uvb, e con fattore di protezione solare (Spf) di almeno 30.  

Le creme fai da te, in uno studio statunitense del 2019, che aveva analizzato le ricette più diffuse, si erano rivelate inefficaci in circa il 70% dei casi. Diversi i limiti di questi prodotti: la mancanza di controlli e di test non permettono di avere alcuna informazione sul loro funzionamento; gli errori di dosaggio frequenti; la mancanza di conservanti aumenta la possibilità di contaminazione da batteri o funghi. Per quanto riguarda gli ingredienti, inoltre, l'ossido di zinco o il biossido di titanio, usati in genere in queste preparazioni, tendono ad agglomerarsi, distribuoendosi male nella crema. Questo crea zone della pelle completamente scoperte e vulnerabili. Gli oli vegetali come l'olio di cocco o il burro di karité, poi, hanno un fattore di protezione naturale bassissimo e non sono in grado di schermare le radiazioni nocive. Infine mentre i solari commerciali vengono testati rigorosamente per resistere all'acqua, al sudore e alla degradazione causata dal calore del sole, sulle creme fatte in casa non si ha alcuna informazione su questi elementi.  

 

12 ago 2026

Caldo africano, arriva la tregua di Ferragosto: venerdì i bollini rossi scendono a 7, temporali diffusi

(Adnkronos) - Pausa di Ferragosto per il caldo record che ha travolto l'Italia nella quarta ondata di calore dell'estate 2026. Venerdì 14 agosto l'afa concederà una tregua: dai 18 bollini rossi attesi per oggi, giovedì 13 agosto - quando l'allerta sarà massima a Bari, Bologna, Bolzano, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo - il 14, su 27 capoluoghi monitorati dal sistema di sorveglianza del ministero della Salute, si passa a 7 città in allerta massima. 

 

Il livello 3 (indice di rischi per la salute della popolazione generale), sarà 'solo' per Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria. L'ultimo aggiornamento del bollettino caldo mostra per la vigilia del 15 agosto una Penisola prevalentemente in giallo. Sarà livello 1 (di pre-allerta) in 17 capoluoghi: Ancona, Bologna, Brescia, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Verona e Viterbo. E in 3 città tornano i bollini verdi (livello 0): venerdì respirano Pescara, Trieste e Venezia. 

 

Secondo le previsioni meteo, l'anticiclone africano la farà da padrone fino a venerdì 14 agosto, con giornate con tanto sole, molto caldo e i soliti temporali di calore, soprattutto sui rilievi, dal distretto alpino fino a gran parte della dorsale appenninica. Anche sui rilievi delle due principali isole, Sardegna e Sicilia, ci sarà l'occasione per qualche acquazzone. Poi, dopo sabato 15 agosto, la situazione potrebbe cambiare. Secondo IlMeteo.it, già domenica 16 agosto sarà una giornata di svolta a livello emisferico: l'arrivo di correnti più fresche e instabili in quota pilotate da un ciclone in formazione sul Nord Europa innescherà lo sviluppo di temporali a partire dalle regioni del Nord. Si tratterà di veri e propri temporali prefrontali, ovvero fenomeni temporaleschi che si sviluppano in anticipo rispetto all'arrivo del fronte instabile vero e proprio, favorendo la rottura dell'accumulo di calore nei bassi strati. 

12 ago 2026

Sanzioni e blocco navale Usa, le misure dell'Iran: Teheran verso un'economia di sopravvivenza

(Adnkronos) - Verso un'economia "di sopravvivenza" per contrastare sanzioni e blocco navale Usa. E' questo quanto starebbe mettendo in atto l'Iran per fronteggiare la strategia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, basata sull'ipotesi che Teheran cederà prima di Washington. A dirlo è il 'Wall Street Journal', che ha analizzato il braccio di ferro anche economico tra i due Paesi. Arrivando alla conclusione che un'economia al collasso potrebbe non solo non sortire gli effetti sperati dal tycoon ma, anzi, prolungare lo stallo e forse anche l'attuale leadership. 

 

Teheran, spiega il quotidiano statunitense, "sta adottando misure collaudate nel tempo per mantenere l’economia, da anni duramente provata, sufficientemente funzionante da poter resistere a una campagna prolungata". Secondo gli analisti, Teheran sta razionando i beni scarsi, limitando l’accesso alla valuta estera, riducendo gli investimenti e trasferendo una quota sempre maggiore del peso economico sulle famiglie, preservando al contempo le importazioni strategiche e i meccanismi essenziali dello Stato. "Il risultato - sottolinea il quotidiano economico Usa - sarà un aggravarsi del disagio economico, con un aumento della povertà e delle difficoltà, ma anche una maggiore capacità per i leader iraniani di prendere tempo nei negoziati con gli Stati Uniti". 

I mediatori, rileva il 'Wall Street Journal', "hanno avvertito i loro interlocutori statunitensi che l’Iran vive sotto sanzioni da anni e che puntare sul fatto che Teheran scenda a compromessi a causa della pressione economica probabilmente non porterà risultati. Al contrario, è probabile che l’Iran continui a intensificare gli attacchi per aumentare il prezzo da pagare per Washington e i suoi alleati". Se l’Iran riuscisse a resistere più a lungo di quanto Washington si aspetta, sottolinea il quotidiano, "avrebbe meno motivi per rinunciare alla propria capacità di fare pressione sullo Stretto di Hormuz, prolungando così lo stallo e il rischio di nuovi combattimenti. Più a lungo durerà lo stallo, maggiore sarà la pressione su Trump, poiché le interruzioni nel settore energetico e nei trasporti marittimi peseranno sull’economia globale e sull’inflazione in vista delle elezioni di mid term". 

"Questa pressione spingerà gradualmente l’Iran da un’economia resiliente, capace di assorbire gli shock, verso un’economia di sopravvivenza, che continua a funzionare ma perde progressivamente la capacità di riprendersi", sottolinea Hadi Kahalzadeh del Quincy Institute ed ex funzionario dell’Organizzazione iraniana per la sicurezza sociale. "La repressione e la struttura dello Stato rendono più difficile che questa sofferenza si trasformi in una pressione sufficientemente forte da modificare le decisioni in materia di sicurezza nazionale". 

 

Il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian ha ripetutamente affermato che l’Iran deve uscire da una situazione di "né guerra né pace". I media statali hanno riferito che alla fine di luglio ha incontrato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per discutere, tra le altre cose, delle condizioni di vita della popolazione, dell’approvvigionamento di risorse, della gestione della valuta estera e dei consumi energetici. "La stretta - sottolinea il 'Wall Street Journal' - si sta intensificando. Le esportazioni di petrolio iraniano, che costituiscono la spina dorsale delle entrate statali e degli introiti in valuta estera, sono scese quasi a zero a luglio dopo che gli Stati Uniti hanno reimposto il loro blocco, rispetto ai 4,5 miliardi di dollari di giugno, secondo Capital Economics". Nessuna petroliera ha effettuato carichi questo mese sull’isola di Kharg, il principale terminal iraniano per l’esportazione del petrolio, ha dichiarato Homayoun Falakshahi, responsabile dell’analisi del greggio presso la società di monitoraggio delle navi Kpler. 

Secondo Capital Economics, inoltre, l’Iran dispone oggi di un margine di sicurezza inferiore rispetto a quello che aveva prima del primo blocco, ad aprile. Il petrolio iraniano stoccato in mare al di là della flotta navale statunitense al largo delle sue coste è sceso da circa 180 milioni di barili a circa 60 milioni all’inizio di luglio. Sul fronte interno, l’inflazione annua supera l’80%: i prezzi del pollo sono aumentati del 190% rispetto all’anno precedente e quelli del latte del 150%. Il Fondo monetario internazionale prevede che l’economia si contrarrà del 5,4% quest’anno, mentre Kahalzadeh stima che la guerra potrebbe alla fine distruggere tra 2 e 3 milioni di posti di lavoro. "Gli effetti della pressione economica sulla posizione negoziale dell’Iran dipenderanno dalla politica interna", ha affermato William Jackson, capo economista per i mercati emergenti di Capital Economics. "Il regime è profondamente diviso e sembra che gli esponenti più intransigenti stiano guadagnando terreno". 

L’Iran ha già introdotto interruzioni programmate dell’elettricità e limitazioni per le fabbriche. Ad alcuni stabilimenti, rileva ancora il quotidiano Usa, è stato consentito di spostare la produzione al venerdì, generalmente un giorno di riposo, per compensare la perdita di produzione. Il governo ha inoltre introdotto un tasso di cambio fortemente agevolato per un massimo di 3,5 miliardi di dollari di importazioni, tra cui grano, medicinali e latte artificiale, dando priorità ai beni essenziali rispetto agli altri utilizzi dei pochi dollari disponibili. Le famiglie che ricevono sussidi possono acquistare beni essenziali a credito nell’ambito di un nuovo programma; gli eventuali debiti non pagati vengono detratti dai futuri pagamenti assistenziali. Le autorità stanno inoltre pianificando di adeguare trimestralmente il valore dei buoni alimentari per tenere il passo con l’inflazione dei generi alimentari. Le famiglie stanno mettendo in atto una propria forma di adattamento. Alcune persone in Iran raccontano di aver limitato le spese ai beni essenziali, come cibo, carburante e medicine, di aver eliminato la carne dalla propria dieta e di acquistare i prodotti di prima necessità un articolo alla volta, man mano che i loro stipendi perdono valore.  

 

"Un comportamento tipico di un’economia di sopravvivenza - sottolinea il 'Wsj' - può consentire di guadagnare tempo, ma alla fine eroderà le fondamenta finanziarie dell’Iran. La prolungata assenza di investimenti potrebbe trasformare gradualmente le difficoltà in una situazione di ingovernabilità, soprattutto se nuovi attacchi militari dovessero danneggiare gravemente le infrastrutture energetiche che tengono a galla l’economia". La storia, tuttavia, "offre poche garanzie sul fatto che il collasso economico produca una capitolazione politica. A Cuba dopo la rivoluzione del 1959 e in Venezuela negli ultimi decenni, i governi sono rimasti al potere nonostante il collasso economico, grazie alla repressione e ai sistemi clientelari". 

 

12 ago 2026

Trump, la portavoce Karoline Leavitt lascia l'incarico. Il presidente: "La capisco"

(Adnkronos) - La portavoce del presidente degli Usa Donald Trump, Karoline Leavitt, lascerà l'incarico alla fine del mese "per passare più tempo con i suoi bei bambini e la sua famiglia, una decisione che capisco e rispetto assolutamente". Lo annuncia sul suo social Truth lo stesso presidente americano. Leavitt ha 2 figli: a maggio 2026 ha dato alla luce una bambina, Vivian. 

Trump ha avuto quattro portavoce nel corso del suo primo mandato. Leavitt è stata nominata all'inizio del secondo, il 20 gennaio 2025. Sarà ora, scrive Trump, "uno dei miei principali consiglieri esterni" e una "voce influente nel Partito Repubblicano". Leavitt, conclude Trump, è stata "una vera leader nella Casa Bianca", dove ha fatto "un lavoro fenomenale". 

 

"Ricoprire l'incarico di portavoce della Casa Bianca nell’ultimo anno e mezzo è stato l’onore e l’avventura di una vita. Sono immensamente grata al Presidente Trump per avermi concesso così tante straordinarie opportunità, come lavorare nella West Wing e trascorrere innumerevoli ore nello Studio Ovale, volare in giro per il mondo e incontrare leader stranieri e viaggiare attraverso il nostro bellissimo paese incontrando americani di ogni estrazione sociale. Soprattutto, sono riconoscente al Presidente per avermi affidato il privilegio unico di parlare a suo nome dal podio della Casa Bianca. Ho parlato con grande orgoglio dei tanti storici successi di questa Amministrazione, ho provato piacere nel rendere i media liberali responsabili" delle loro affermazioni "e nell’assicurarmi che il popolo americano sentisse la verità sui successi del Presidente Trump", afferma Leavitt. 

"Essere una madre e avere un bambino mentre lavoravo in uno degli incarichi più impegnativi al mondo è stato il momento più gratificante ma anche il più impegnativo della mia vita, per usare un eufemismo. La verità è che da quando sono tornata alla Casa Bianca, dopo la nascita di mia figlia, ho sentito nel mio cuore che non posso essere la migliore mamma che i miei due piccoli figli meritano mentre dedico il tempo, l’energia e l’attenzione costanti richiesti dall'incarico di portavoce della Casa Bianca: è per questo che alla fine ho preso la decisione agrodolce di lasciare la Casa Bianca e intraprendere un nuovo capitolo della mia vita", spiega Leavitt. 

"Il Presidente Trump mi ha chiesto di continuare a servirlo come principale consigliere dall’esterno, e io rimarrò sempre una strenua sostenitrice del movimento MAGA e del Partito Repubblicano. Il nostro paese sta affrontando una minaccia esistenziale da parte di un Partito Democratico sempre più estremista che cerca di distruggere tutto ciò che di grande c’è in America, credo che spetti a tutti noi che teniamo a questo paese combattere contro quella minaccia. La mia lotta sta entrando in una nuova fase, ma è lungi dall’essere finita", prosegue. 

"Grazie ancora al Presidente, alla First Lady e all’intera famiglia Trump per la vostra gentilezza e generosità nel corso degli anni. Grazie alla nostra straordinaria Capo di Gabinetto Susie Wiles per avermi dato potere dal giorno in cui mi ha assunta nella campagna e al gabinetto del Presidente, al mio staff, ai miei colleghi e amici alla Casa Bianca che lavorano così duramente per la nostra nazione. È stato un privilegio servire al fianco di così tante persone di qualità e straordinarie. Non vedo l'ora di sostenerle con entusiasmo nei prossimi due anni e mezzo. E naturalmente, grazie soprattutto a mio marito amorevole e solidale e alla mia famiglia per i sacrifici che hanno fatto per permettermi di servire in questo ruolo", conclude. 

12 ago 2026

Palio di Siena 16 agosto, il Drappellone fa discutere: polemiche sul volto della Madonna 'androgina'

(Adnkronos) - E' già al centro delle discussioni il Drappellone che sarà assegnato al termine del Palio di Siena del 16 agosto. L'opera, realizzata dall'artista romena Teodora Axente e dedicata alla Madonna dell'Assunta e al cinquecentenario della battaglia di Camollia del 1526, ha suscitato reazioni contrastanti soprattutto per il volto della Vergine, giudicato da alcuni troppo androgino e lontano dalla rappresentazione tradizionale. A intervenire sul tema è il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, che in un'intervista alla "Nazione" ha definito il Drappellone un'opera "molto cupa", sottolineando però come l'arte contemporanea possa inevitabilmente produrre giudizi opposti. 

"Certamente è una Madonna che non riflette né i canoni della tradizione culturale, né della devozione, dell'espressione delle Madonne come siamo abituati e come sarebbe giusto esprimere", ha osservato Lojudice, precisando che la questione dell'androginia del volto resta in parte legata alla sensibilità individuale. Il nodo, per l'arcivescovo, non riguarda tuttavia soltanto l'estetica. Il Drappellone, ha ricordato l'arcivescovo, è destinato a entrare nel Duomo e a essere oggetto di una benedizione. Per questo, secondo l'arcivescovo Lojudice, sarebbe opportuno intervenire già nella fase della committenza e della preparazione dell'opera, prevedendo un confronto con una persona di fiducia dell'autorità religiosa. "Non si può stare ogni volta con le dita incrociate, dicendo 'vediamo cosa viene fuori'", ha detto il cardinale, spiegando di aver già affrontato l'argomento con la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, a cui spetta la scelta dell'artista. L'obiettivo, ha sottolineato il cardinale, sarebbe evitare che la benedizione del Palio diventi ogni volta occasione di contrapposizione. 

Nonostante le polemiche, Lojudice ha escluso di avere motivi per non procedere alla benedizione. "Non credo di avere motivi per non benedire un'assemblea alla presenza di questo Palio", ha affermato, annunciando che nell'occasione farà presente la necessità di un maggiore coordinamento tra istituzioni civili e religiose. L'arcivescovo ha inoltre invitato a non trasformare la discussione in uno scontro tra fazioni, rivolgendosi anche a chi si definisce "iper-cattolico": "Fate i cattolici ogni giorno e non solo quando ci sono discussioni o polemiche", ha detto, auspicando che le contrapposizioni siano riservate a questioni realmente importanti. Lojudice non attribuisce inoltre all'artista l'intenzione di offendere la sensibilità religiosa. "Certo può essere un'offesa ma non credo che ci sia stata un'intenzione", ha spiegato, definendo Axente una donna di fede e collegando la rappresentazione della Vergine al suo personale linguaggio artistico. 

 

Presentato lunedì 10 agosto nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico in piazza del Campo, il nuovo Drappellone che andrà alla Contrada vincitrice del Palio di domenica prossima nasce da un dialogo dichiarato tra la tradizione senese e la pittura contemporanea. La composizione riprende un impianto piramidale riconducibile alla tradizione pittorica senese, con la Vergine al vertice, mentre il grande manto azzurro avvolge simbolicamente la città. Ai piedi della Madonna compaiono due cherubini le cui forme si fondono con quelle dei pesci, elemento ricorrente nel linguaggio metamorfico di Axente. I due sostengono gli stemmi di Siena. Sullo sfondo, le nubi tempestose richiamano la battaglia di Camollia del 1526, mentre la luce proveniente dalla Vergine rappresenta speranza e rinascita. Al centro della scena emerge il profilo monumentale della città, con Palazzo Pubblico, Torre del Mangia e Duomo. Piazza del Campo è invece popolata dalle rappresentazioni delle diciassette Contrade. 

Nel corso della presentazione pubblica, il curatore d'arte Riccardo Freddo ha sottolineato il carattere simbolico del manufatto, definendolo non soltanto un'opera d'arte ma un "testimone della storia di Siena, della sua fede, della sua identità e del suo popolo". Axente, esponente della cosiddetta Scuola di Cluj, costruisce il proprio linguaggio sulla fusione tra pittura antica e sensibilità contemporanea. Un percorso che, secondo il curatore, si lega ormai anche alla città toscana, dove l'artista ha esposto per la prima volta nel 2025 e dove è attualmente protagonista di un progetto al Museo Civico dedicato ad Ambrogio Lorenzetti. 

Nella presentazione del Drappellone è stato ricordato anche il rapporto personale dell'artista con la figura della Madonna. Cresciuta in Romania con i nonni, Axente racconta di essere stata portata ogni domenica in chiesa e di avere osservato fin da bambina le immagini dei santi della tradizione bizantina. A dieci anni dipinse su vetro una Madonna con Bambino e la donò alla chiesa del proprio paese. Il sacerdote la collocò sull'altare. Un'esperienza che, secondo il racconto dell'artista, ha contribuito a costruire il suo rapporto con l'iconografia mariana. "In questi mesi ho avuto la possibilità di conoscere più profondamente la sua storia, la sua arte e la sua spiritualità", ha dichiarato Axente, ringraziando Siena per averla accolta. "Ho sentito una vicinanza particolare con la tradizione senese e con quella dimensione sacra che appartiene anche alle mie radici". 

 

La polemica apre ora un confronto più ampio sul rapporto tra libertà dell'artista, tradizione del Palio e natura religiosa del Drappellone. Lojudice non chiede necessariamente di limitare la scelta degli artisti, né ritiene indispensabile affidare l'opera a un senese. "Aprire gli orizzonti non è male", ha detto l'arcivescovo, precisando che anche un artista proveniente da altre realtà può confrontarsi con la tradizione cittadina. Il punto, secondo il cardinale, è che la committenza deve tenere conto della destinazione dell'opera: "Da che mondo è mondo la committenza determina il prodotto e il risultato dell'opera".  

La sindaca Fabio, in occasione della presentazione, aveva invece insistito sulla capacità del Drappellone di unire "il sacro e il terreno, la spiritualità e la passione popolare, la materia e il sogno", indicando nella metamorfosi il filo conduttore dell'opera e del rapporto tra Siena, il Palio e la propria identità. 

Il caso del Drappellone del 16 agosto riporta così al centro una questione che va oltre il giudizio sul volto della Madonna: quale equilibrio trovare tra innovazione artistica e rispetto della tradizione quando l'opera è chiamata a rappresentare contemporaneamente la città, le Contrade e la sua dimensione religiosa. Per Lojudice, la soluzione passa da un confronto più stretto prima che il dipinto venga realizzato. La benedizione, intanto, non sembra essere in discussione. 

12 ago 2026

Europei atletica, argento nel martello per Sara Fantini

12 ago 2026

Rissa con spranghe e bottiglie in centro a Milano, Lupi: "Sicurezza centrale, Sala ha sottovalutato il problema"

12 ago 2026

Trump, faccia a faccia con l'eclissi: occhi puntati al sole e niente occhiali

12 ago 2026

Premio Eccellenza Euro Mediterraneo a Lina Sastri, talento italiano oltre i confini

(Adnkronos) - Il Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo, giunto alla quarta edizione, si prepara a rendere omaggio a una delle figure più rappresentative della cultura e dello spettacolo italiano: Lina Sastri, artista di straordinario talento e protagonista di una carriera capace di attraversare teatro, cinema, televisione e musica. A Sastri sarà conferito il Premio Eccellenza Euro-Mediterraneo nel corso della cerimonia in programma a Roma nel mese di ottobre, in una sede istituzionale della Capitale, la cui location e gli ulteriori dettagli dell’evento saranno annunciati prossimamente. 

Attrice, cantante e interprete di grande intensità, Lina Sastri rappresenta un esempio di arte autentica e di straordinaria capacità espressiva. Il suo percorso, profondamente legato alla cultura italiana e alla tradizione napoletana, ha saputo superare nel tempo i confini geografici e generazionali, conquistando pubblico e riconoscimenti anche oltre le frontiere nazionali. Il Premio vuole valorizzare proprio questa dimensione internazionale della sua attività: un’artista a 360 gradi, capace di unire parola, musica, teatro e cinema e di trasformare la propria esperienza artistica in un linguaggio universale. 

"Lina Sastri rappresenta un’eccellenza italiana che parla al Mediterraneo e oltre il Mediterraneo – sottolineano gli organizzatori del Premio –. La sua arte porta con sé identità, memoria, cultura e dialogo. È un’interprete che ha saputo conservare le proprie radici trasformandole in una forza capace di arrivare a un pubblico internazionale". Il riconoscimento a Lina Sastri si inserisce nel percorso del Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo, promosso dall’Associazione Giornalisti del Mediterraneo, che valorizza personalità del mondo dell’informazione, della cultura, dello sport, delle arti e delle istituzioni che, attraverso il proprio impegno e la propria attività, contribuiscono a promuovere dialogo, conoscenza, cooperazione e valori comuni tra i Paesi dell’area euro-mediterranea. 

 

L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura e del Comitato Unico di Garanzia (Cug). Tra le realtà che collaborano e sostengono l’iniziativa figurano inoltre l’Ussi – Unione Stampa Sportiva Italiana e Aips Europe – International Sports Press Association Europe, a testimonianza del legame tra informazione, sport, cultura e dimensione internazionale. La cerimonia di ottobre riunirà a Roma rappresentanti del mondo del giornalismo, della cultura, dello spettacolo, dello sport, delle istituzioni e della diplomazia. 

La prestigiosa sede istituzionale che ospiterà l’evento, insieme agli altri dettagli della manifestazione e ai nomi dei protagonisti che riceveranno il riconoscimento, sarà annunciata prossimamente. Con il riconoscimento a Lina Sastri, la quarta edizione del Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo conferma la propria missione: celebrare il talento e l’eccellenza, ma soprattutto le personalità capaci di trasformare il proprio lavoro in un ponte tra culture, Paesi e generazioni. 

12 ago 2026

Ucraina, l'appello disperato dei soldati al fronte: "Per giorni senza cibo e acqua"

(Adnkronos) - Un gruppo di soldati dell'Ucraina ha lanciato un appello ai vertici militari per chiedere aiuto, affermando di aver trascorso più di quattro mesi senza rotazione in prima linea nella guerra contro la Russia, sopravvivendo per giorni senza cibo né acqua. 

Diversi militari della 121esima Brigata di difesa territoriale appaiono emaciati ed esausti in un video pubblicato ieri, che si è rapidamente diffuso sui social media ed è indirizzato direttamente al capo dell'esercito, Mykhailo Drapaty. 

"Ora ci troviamo in un rifugio che abbiamo trovato noi stessi, perché tutte le postazioni sono state distrutte. Non ci vengono forniti cibo né acqua potabile per periodi che vanno dai tre ai sette giorni", ha dichiarato il comandante di plotone Anatoliy Saichuk nel video. In un'occasione, ha raccontato, l'unità è rimasta per dodici giorni senza acqua: "Abbiamo bevuto la nostra urina e abbiamo aspettato che ci venisse paracadutato qualcosa".  

 

Il plotone era stato schierato per quella che doveva essere una missione di un mese, con rifornimenti consegnati tramite droni, ha aggiunto. 

"Ma, a quanto pare, non è così", ha dichiarato Saichuk, accusando gli ufficiali superiori di aver mentito alle famiglie dei soldati, assicurando loro che gli uomini erano "completamente riforniti". 

"Alcuni dei miei soldati sono rimasti in stato di semi-incoscienza per diversi giorni, a causa della mancanza di acqua e cibo", ha aggiunto, affermando di aver infine deciso di abbandonare le posizioni quando le circostanze lo hanno permesso. 

 

Il comando della 121esima Brigata ha confermato l'autenticità del video e ha dichiarato che continua "ad adottare tutte le misure necessarie per rifornire adeguatamente i soldati" in quelle che ha definito condizioni di combattimento "estremamente difficili". 

Il gruppo di forze congiunte "Sud", che comanda l'area, ha affermato che il plotone sta combattendo in un "settore del fronte difficile e dinamico", aggiungendo che il video mostra solo "un frammento isolato di un contesto operativo complesso", che non coglie la portata completa degli sforzi compiuti. 

A corto di uomini, l'esercito ucraino non è in grado da anni di effettuare una rotazione regolare delle truppe in prima linea. L'intenso utilizzo di droni nelle zone di combattimento ha inoltre reso sempre più difficile il rifornimento dei soldati. Casi simili, a volte con soldati denutriti per mancanza di cibo, sono emersi anche in passato. 

12 ago 2026

Elementi totali: 20
Vai a