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Lavoro, Istat: nel 2025 occupazione +1,1%, trainata dal Mezzogiorno

(Adnkronos) - E' il Mezzogiorno l’area che ha trainato la crescita dell’occupazione a livello nazionale nel 2025. Con un incremento degli occupati pari all’1,5%, il Sud ha spinto l'Italia a un +1,1%, lo stesso dato del Centro. Nord-ovest (+0,9%) e Nord-est (+0,8%) indietro. Lo dice l'Istat nelle stime preliminari del Pil e dell'occupazione territoriale. Mentre il dato sul Pil è stato più omogeneo (+0,5% Italia, +0,6% Mezzogiorno), è il dato sul lavoro a colpire.  

Nel Nord-ovest e nel Centro gli incrementi più elevati si sono registrati nelle costruzioni (con aumenti, rispettivamente, del 5,3% e del 5,8%); mentre nel Nord-est la crescita ha interessato soprattutto il comparto del commercio (+2,3%) e gli altri servizi (+2,1%). Nel Mezzogiorno, invece, gli aumenti più consistenti si sono registrati nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+2,8%) e negli altri servizi (+2,4%). 

Nelle regioni del Nord-ovest la crescita del valore aggiunto è stata sostenuta principalmente dal settore delle costruzioni (+4,1%), che in questa ripartizione territoriale ha registrato l’incremento più elevato rispetto alle altre aree del Paese. Andamenti più contenuti ma comunque positivi si osservano anche nel settore del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+0,9%) e in quello dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,4%). Più debole è risultata invece la crescita dell’Industria (+0,1%), mentre si sono registrate flessioni nell’agricoltura (-0,8%) e, in misura più marcata, negli altri servizi (-1,4%). Nel Nord-est la crescita del valore aggiunto è stata trainata soprattutto dal comparto del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+2,7%), che in questa ripartizione ha mostrato dinamica più vivace tra tutte le aree del Paese. Risultati positivi si sono osservati anche nelle Costruzioni (+1,6%) e degli altri servizi (+0,2%). Negativi, invece, gli andamenti dell’agricoltura (-1,6%), che ha registrato la flessione più marcata tra le diverse aree territorali, dell’Industria (-0,4%) e dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (-0,6%). 

Nel Centro la crescita del valore aggiunto è risultata relativamente diffusa tra i principali comparti produttivi. L’incremento più sostenuto ha interessato le costruzioni (+4,0%), seguito da quello dall’Industria (+1,6%), mentre l’agricoltura (+0,2%) e i servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,1%) hanno mostrato una dinamica più moderata. In calo, invece, il valore aggiunto nel comparto del commercio e dei trasporti (-0,2%) e negli altri servizi (-0,4%). Nel Mezzogiorno la crescita economica ha interessato soprattutto il comparto del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni, con un aumento del valore aggiunto dello 0,9%. Andamenti particolarmente positivi si sono osservati anche nel settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,7%) e nell’agricoltura (+1,0%), dato quest’ultimo in controtendenza rispetto alle regioni del Centro-Nord. Più contenuta è risultata, invece, la dinamica del valore aggiunto nell’Industria (+0,4%) e nelle costruzioni (+0,1%), mentre gli altri servizi hanno mostrato una lieve flessione (-0,2%). 

26 giu 2026

Tecnologia, Lenzi (Cnr): "Con Volta declaration uniti per dialogare con l'Europa"

(Adnkronos) - "Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) è onorato di aver firmato, in questa sede, la 'Volta declaration'. Si tratta di un'iniziativa che unisce imprese, sistemi reali, scienza e ricerca. L'obiettivo è creare una strategia e una voce unica per dialogare a livello nazionale ed europeo, definendo un futuro per le tecnologie quantistiche, il supercalcolo e l'elaborazione dei big data. Il Cnr possiede tutte le competenze tecnologiche necessarie: siamo uno degli attori principali dell'alleanza italiana sul quantum e tra i responsabili della comunità quantistica italiana. Riteniamo che, in questo senso, la ricerca scientifica debba dare il massimo contributo allo sviluppo del Paese". Lo ha detto oggi a Milano Andrea Lenzi, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), durante la seconda giornata della World Tech Conference 2026. 

Il presidente del Cnr osserva poi che quando si tratta di trasformare la ricerca in applicazioni scientifiche "in Europa siamo sicuramente un po' meno forti e meno rapidi. Tuttavia - prosegue - è importante ricordare che ci muoviamo guidati da valori differenti: per noi, ricerca e applicazione devono sempre essere codificate dai principi di libertà, democrazia e collaborazione, pur all'interno della competizione scientifica che deve caratterizzare anche i Paesi europei. Ciò detto, il trasferimento tecnologico oggi è diventato un must, una necessità assoluta. Il Cnr - continua - ha istituito veri e propri uffici per il trasferimento tecnologico proprio per garantire la copertura del cosiddetto ‘ultimo miglio’, ovvero il passaggio dell'oggetto brevettato e ideato verso l'impresa"”. 

Lenzi ricorda inoltre che il Cnr ha partecipato "con idee e proposte" all’atto di indirizzo strategico 2026–2028 per la valorizzazione delle conoscenze e il trasferimento tecnologico, firmato negli scorsi giorni dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero dell'Università e della Ricerca. Un atto che ritiene "un grandissimo segnale per l'Italia a livello nazionale e, visto il ruolo del nostro Paese, anche a livello europeo, a testimonianza di una nuova visione per cui il trasferimento tecnologico non è più una semplice opportunità, ma una necessità”, sottolinea. Infine Lenzi si concentra sul valore aggiunto che caratterizza il nostro Paese: "Nessun'altra istituzione di ricerca a livello europeo spazia dalle scienze umane fino alle tecnologie più avanzate di cui parliamo oggi - fa notare -. Certamente l'attenzione è dedicata, per ampie fette, alle scienze tecnologiche più avanzate, come la fisica, l'informatica e la chimica, e alle scienze della vita, dalla tutela dell'ambiente alla biomedicina, fino all'agri-food, settore in cui siamo storicamente forti anche per ragioni nazionali. Tutto questo - conclude - avviene senza mai dimenticare le scienze umane, che costituiscono la nostra base culturale e danno un significato etico a tutto il resto". 

26 giu 2026

Tlc, Asstel: "Sovranità digitale, le reti al centro capacità Paese di scegliere, innovare e competere"

(Adnkronos) - "Oggi parlare di sovranità digitale significa parlare della capacità del Paese di governare le tecnologie che ne determinano competitività, sicurezza e sviluppo economico. Sovranità digitale non significa chiusura o autosufficienza, ma capacità di scelta: decidere quali tecnologie utilizzare, dove collocare i dati, come proteggere le infrastrutture critiche ed evitare dipendenze passive". Lo ha dichiarato Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, intervenendo al panel "Le Reti che Governano il Futuro – Dalle infrastrutture Tlc alla nuova architettura digitale del Paese", promosso da Asstel con la collaborazione di Kpmg nell'ambito della World Tech Conference organizzata da Micromegas a Milano. 

In questa prospettiva, sottolinea, "le reti di telecomunicazione rappresentano il fondamento di questa sovranità: non più solo infrastrutture di connettività, ma parte essenziale di una nuova infrastruttura digitale, in cui convergono dati, capacità di calcolo, sicurezza e servizi avanzati. Intelligenza artificiale, cloud, edge computing, cybersecurity e, in prospettiva, quantum computing possono generare valore solo se poggiano su reti connesse, resilienti, sicure e sostenibili. Per questo è fondamentale continuare a investire nelle reti, nelle competenze e nella capacità industriale del settore, dentro una visione di lungo periodo e una collaborazione stabile tra operatori, imprese tecnologiche e istituzioni. La capacità dell'Italia di essere protagonista nella nuova economia digitale dipenderà sempre più dalla solidità e dall'evoluzione delle proprie reti di telecomunicazione".  

Al centro del confronto il ruolo delle infrastrutture di telecomunicazione nell'abilitare la diffusione delle tecnologie emergenti – dall'intelligenza artificiale al cloud, dall'edge computing alla cybersecurity fino alle prospettive offerte dal quantum computing – e nel sostenere competitività, sicurezza e innovazione del sistema Paese. Reti fisse e mobili, torri, data center distribuiti e piattaforme di servizio sono sempre più parte di un ecosistema integrato, chiamato a garantire non solo connettività, ma anche capacità computazione distribuita, resilienza, continuità operativa e servizi digitali avanzati. 

 

L'incontro, introdotto da Davide Di Labio di Kpmg, ha riunito alcuni tra i principali protagonisti dell'ecosistema delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali: Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber; Federico Protto, amministratore delegato e presidente di Cellnex Italia; Massimo Bertolotti, Communications and Infrastructure Senior Director di Sky Italia; Luigi Piergiovanni, direttore tecnico e commerciale di Sielte; e Antonio Morabito, Director Business Development & Marketing di Tim Enterprise. 

Nel corso del panel è stata inoltre evidenziata la centralità degli investimenti infrastrutturali per sostenere la crescente domanda di servizi digitali avanzati. Secondo i dati presentati da Kpmg, l'Europa registra una copertura media della fibra Ftth pari al 79,4%, a fronte di un tasso di adozione di circa il 55%, segno di un significativo potenziale di crescita ancora da sviluppare. Parallelamente, oltre 110 gruppi di operatori a livello globale hanno già attivato partnership satellitari, confermando una crescente integrazione tra reti terrestri e non terrestri per garantire resilienza, continuità operativa e sicurezza delle infrastrutture critiche. 

26 giu 2026

Ai, Gola (Open Fiber): "Fibra abilitante per evoluzione digitale del Paese"

(Adnkronos) - “Open Fiber considera la rete in fibra l’infrastruttura abilitante per l’evoluzione digitale del Paese e per lo sviluppo di tecnologie come intelligenza artificiale, cloud, edge computing e, in prospettiva, quantum computing”. Lo ha dichiarato Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, al World Tech Conference. L’Ai generativa, ha detto, “sta cambiando radicalmente il profilo di utilizzo delle reti: non è più centrale solo la capacità di download, ma diventa sempre più strategica anche quella di upload. Per questo la fibra, grazie alla sua simmetricità, alla bassa latenza e alla possibilità di offrire un servizio di base a 1 Gbps simmetrico e servizi evoluti fino a 10 Gbps simmetrici, rappresenta la tecnologia realmente future proof per abilitare servizi avanzati, innovazione diffusa e competitività dei territori”. 

Open Fiber sta lavorando “per affiancare alla propria infrastruttura un layer di servizi superiore, anche attraverso una rete di edge data center distribuiti sul territorio, con l’obiettivo di avvicinare dati e capacità computazionale a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Questo significa ridurre strutturalmente la latenza, garantire qualità di servizio anche nelle aree rurali e rafforzare sicurezza, sovranità del dato e resilienza nazionale”, ha aggiunto Gola. 

Secondo l’amministratore delegato “non si tratta solo di prestazioni, ma anche di sicurezza e controllo dell’infrastruttura digitale. La fibra è strutturalmente più sicura rispetto alle altre tecnologie di telecomunicazione e diventa ancora più strategica in un contesto in cui dati e capacità computazionale tendono progressivamente a rientrare entro i confini nazionali. Passare da un modello concentrato in grandi hyperscaler internazionali a un’architettura nazionale e distribuita rappresenta un salto di qualità per la sicurezza delle infrastrutture digitali. Per questo la strategia di Open Fiber va nella direzione di rafforzare il proprio ruolo di piattaforma infrastrutturale abilitante, a supporto della trasformazione digitale, della competitività e della resilienza del Paese”. 

26 giu 2026

Innovazione, Butti: "Italia avanti nell'implementazione digitale tecnologica"

(Adnkronos) - “Siamo in strettissima relazione con la Commissione Europea che ha recentemente riconosciuto gli enormi passi in avanti compiuti dal governo italiano e dall'Italia in ordine ad esempio all'indice Desi (Digital Economy and Society Index) per cui l'Italia era fino a qualche tempo fa fanalino di coda per l'implementazione digitale tecnologica. Oggi molto spesso, se non quasi sempre, è abbondantemente sopra la media europea, che significa lasciarsi alle spalle paesi come la Francia o come la Germania”. Lo ha detto Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione, partecipando, oggi a Milano, alla World Tech Conference 2026. 

Butti si sofferma ancora sulla sinergia tra Italia e Europa. “Stanno andando in stretta coerenza verso il futuro - ha affermato - nel luglio dell'anno scorso sia l'Italia che la Commissione europea hanno rilasciato la strategia sul calcolo computazionale, quindi sul quantum, ma qualche mese prima il Governo ha portato in Consiglio dei Ministri e poi in Parlamento la prima legge sull'intelligenza artificiale. Questi due prodotti sono assolutamente coerenti con l'impostazione europea, quello sull'Ai Act e il Quantum”. Poi sulla sovranità digitale avverte: “Bisogna stare molto attenti. Abbiamo elaborato il polo strategico nazionale, che è un po' la cassaforte dei nostri dati, ma non basta. Bisogna lavorare sulla qualità del dato, bisogna dotare il sistema di un'agenzia del dato, cosa alla quale stiamo lavorando, proprio per garantire la sovranità”. 

Durante la seconda giornata del forum globale che si pone l’obiettivo di costruire una piattaforma permanente di incontro e collaborazione multi-stakeholder (Ricerca, Istituzioni, Industria) sui temi del Quantum e delle Tecnologie Esponenziali, è stato siglata la ‘Volta Declaration’, in vista del bicentenario della scomparsa, nel 2017. “La ‘Volta Declaration’ mette insieme il mondo dell'Accademia, che è straordinario in Italia, il mondo della ricerca, il mondo dell'impresa e ovviamente il Governo. Li abbiamo messi insieme cercando di cogliere quello che è l'obiettivo finale: realizzare qualcosa che tecnologicamente metta insieme le tecnologie emergenti, quindi l'intelligenza artificiale, l'Hpc e il quantum, insieme all'energia, - conclude Butti - perché senza energia non si fanno tutte queste belle cose di cui ha bisogno il cittadino quando si relaziona ad esempio con la sanità, oppure ha bisogno l'impresa quando deve mantenere performante la propria attività sul territorio. Abbiamo deciso di accogliere l'indicazione di alcune importanti brand industriali, ma anche di istituzioni, Confindustria, Cnr e altre importantissime istituzioni per lavorare insieme per questo obiettivo finale”. 

26 giu 2026

Ict, Sielte aderisce a dichiarazione 'Volta' per calcolo quantistico e sovrano

(Adnkronos) - Sielte aderisce alla Dichiarazione 'Volta' per le Infrastrutture quantistiche, di intelligenza artificiale e di calcolo sovrano. A sottoscrivere il documento per Sielte, nell'ambito della World Tech Conference, è stato Luigi Piergiovanni, direttore tecnico-commerciale dell'azienda. 

La Dichiarazione, promossa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), dal Centro Nazionale Volta (Cnv), dal National Quantum Science and Technology Institute (Nqsti) e da Q-Alliance, sancisce la nascita del Volta Forum per il Calcolo Quantistico e Sovrano, una piattaforma permanente di collaborazione dedicata a favorire il dialogo tra ricerca, industria, pubbliche amministrazioni e stakeholder internazionali, con l’obiettivo di accelerare l'innovazione tecnologica e rafforzare la sovranità digitale europea. 

L’iniziativa punta a promuovere la cooperazione in ambiti strategici quali il calcolo quantistico, le comunicazioni quantistiche, la crittografia post-quantistica, l'intelligenza artificiale, l’high performance computing, le infrastrutture digitali sicure, il trasferimento tecnologico e la formazione delle competenze necessarie ad affrontare le sfide della trasformazione digitale. 

 

“Con la firma della Dichiarazione Volta, Sielte conferma il proprio impegno verso l'innovazione tecnologica e lo sviluppo di soluzioni destinate a trasformare profondamente interi settori economici e industriali. Le tecnologie quantistiche, insieme all’intelligenza artificiale e alle nuove infrastrutture di calcolo avanzato, rappresentano infatti uno dei principali fattori abilitanti della competitività futura, grazie alle loro potenziali applicazioni nei campi delle telecomunicazioni, della cybersicurezza, della gestione dei dati, dell'energia, della manifattura avanzata e dei servizi digitali” ha dichiarato Luigi Piergiovanni (Sielte). 

La firma della Dichiarazione è avvenuta nell’ambito della World Tech Conference, organizzata da Micromegas presso Allianz MiCo di Milano. Nel corso della manifestazione, Luigi Piergiovanni è intervenuto anche al panel 'Le Reti che Governano il Futuro – Dalle infrastrutture tlc alla nuova architettura digitale del Paese', promosso da Asstel e dedicato al ruolo delle reti di telecomunicazione e delle infrastrutture digitali nella costruzione del sistema economico e produttivo del futuro. 

26 giu 2026

Innovazione, Strozzi (Maeci): "Tech? Italia punti su settori emergenti e di frontiera"

(Adnkronos) - “Trovandoci alla World Tech Conference, direi che l'Italia deve puntare sui settori emergenti e di frontiera. Non possiamo sottrarci alla corsa globale sull'intelligenza artificiale. Stiamo vivendo una fase di progresso tecnologico paragonabile all'avvento dell'elettricità o di internet. L'Italia deve inserirsi nel contesto internazionale dei Paesi che producono intelligenza artificiale. Dobbiamo smettere di essere meri utilizzatori di tecnologie e provare a svilupparle. La buona notizia è che esistono già startup e imprese italiane che producono soluzioni, modelli e algoritmi di Ia”. Sono le parole del consigliere d'ambasciata, capo dell'Ufficio IV per l'Innovazione Tecnologica e le Start-up, ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), Sergio Strozzi, partecipando oggi a Milano alla seconda giornata del Wtc 2026. 

Strozzi approfondisce poi la necessità di “implementare misure a sostegno di quella che dobbiamo iniziare a definire ‘industria dell'intelligenza artificiale’, al pari dell'industria delle telecomunicazioni o di altri comparti - sottolinea - Dobbiamo sostenere gli imprenditori che scelgono di non importare semplicemente l'intelligenza artificiale sviluppata all'estero da società terze, ma che decidono di impostare modelli propri. Questo è rilevante non solo per il tema attuale della sovranità tecnologica - osserva - ma soprattutto perché dobbiamo poter contare, in futuro, nei settori che traineranno l'economia globale, tra cui figura necessariamente l'Ia. Più investiamo oggi nelle startup e nelle imprese che producono intelligenza artificiale sul nostro territorio, più saremo rilevanti in futuro”. 

“Inoltre - approfondisce - parlando di tecnologie di frontiera, un altro pilastro è rappresentato dalle tecnologie quantistiche (quantum technology), le cui applicazioni sono già visibili nelle comunicazioni, nelle biotecnologie e nella ricerca scientifica. Se sull'intelligenza artificiale registriamo un leggero ritardo rispetto a Paesi più avanzati, sulle tecnologie quantistiche siamo ancora in tempo per posizionarci tra i leader mondiali. Come Ministero - aggiunge - stiamo operando in questa direzione: abbiamo avviato tre tavoli di coordinamento che riuniscono attori istituzionali, privati, agenzie ed enti competenti in tre macro-settori", sottolinea.  

 

 

"Il primo è quello delle biotecnologie e delle life sciences, un comparto in cui l'Italia è performante e ha le carte in regola per essere leader globale. Il secondo è la cybersicurezza, data la rilevanza cruciale del tema. Il terzo è l'asse Intelligenza Artificiale e Quantum. L'obiettivo è coordinare e unire i soggetti del frammentato panorama nazionale. Il limite strutturale dell'Italia, rispetto ad altri Paesi, non è la qualità, ma la dispersione: abbiamo molti cluster d'eccellenza e numerosi enti competenti. Riunirli serve a definire strategie univoche per l'internazionalizzazione delle imprese in questi settori”, illustra. 

  

Strozzi si sofferma poi su Innovit, una realtà creata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che si occupa di innovazione e di supporto alle aziende che cercano una strada nel campo dell’innovazione e che si sta espandendo in tre hub globali: San Francisco, New York e India. “Attualmente la sede pienamente operativa è quella di San Francisco - afferma Strozzi - e stiamo avviando le procedure per replicare il modello del Centro d'innovazione italiano in Silicon Valley anche negli altri due Paesi e città menzionati. Lavoriamo a questo ampliamento dopo quattro anni di operatività a San Francisco, durante i quali abbiamo riscontrato i primi risultati tangibili - racconta - Dal gennaio 2023 abbiamo accompagnato a San Francisco poco meno di quattrocento tra startup e Pmi innovative per incontri con mentori, investitori ed esperti dei settori verticali della Silicon Valley. Di queste quattrocento imprese, molte hanno aperto filiali commerciali per espandere la commercializzazione di prodotti e soluzioni negli Stati Uniti. Alcune hanno completato raccolte di capitali sia in Italia che in Europa, e in certi casi hanno attratto investitori americani. Questa è un'ottima notizia per tutti: significa che l'Italia, al di là del beneficio per la singola startup, inizia a essere attrattiva per i capitali di rischio e per i venture capital stranieri, un fenomeno che finora non si registrava. Di solito gli investitori della Silicon Valley guardano al Regno Unito o ad altri mercati, ma non erano ancora arrivati in Italia e abbiamo le prime prove di questo interesse”, osserva. 

  

“Constatato il successo di Innovit, stiamo pianificando la replica nelle altre due sedi mondiali - fa sapere - La nostra rete è una startup essa stessa. Ho avuto il piacere, in qualità di Console Generale d'Italia a San Francisco dal 2021 al 2025, di aprire la sede di Innovit e di lavorare all'accoglienza delle startup per connetterle con un ecosistema cruciale e altamente innovativo - afferma - Posso testimoniare l'entusiasmo di tanti giovani imprenditori e ragazzi che rischiano in proprio: invece di optare per altri percorsi professionali, hanno deciso di trasformare un'idea innovativa in impresa, superando la dimensione puramente scientifica o accademica per mettersi in gioco nel fare impresa. L'idea che il Ministero degli Esteri possa offrire strumenti validi per aiutarli a crescere sui mercati internazionali è fondamentale”. 

  

“Questo non è l'unico strumento - prosegue - stiamo ampliando e incrementando la partecipazione alle fiere tecnologiche internazionali con un padiglione nazionale italiano. Di recente siamo stati a Parigi, dove abbiamo accompagnato quarantaquattro startup innovative italiane insieme all'Agenzia Ice (l’Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), partner costante e coordinato dal Ministero degli Esteri. In quell'occasione abbiamo presentato l'ecosistema dell'innovazione italiano, offrendo agli osservatori stranieri una nuova chiave di lettura dell'Italia, solitamente associata a settori più tradizionali - prosegue ancora - Vogliamo presentare un Paese più ampio, che vanta eccellenze nel campo tecnologico e della ricerca scientifica, con imprese che portano innovazione nella componentistica spaziale o soluzioni di intelligenza artificiale applicate ad ambiti specifici come le risorse umane o il settore legale. Iniziamo a vedere i primi risultati e i primi ‘campioni’, come la recente raccolta fondi di una startup italiana che ha ottenuto 100 milioni di euro tra Europa e Stati Uniti. Cominciamo ad avere anche i primi ‘unicorni’, ovvero startup che hanno raggiunto una valutazione di un miliardo di dollari. L'Italia sta iniziando ad affacciarsi in modo forte, decisivo e qualificato nel panorama internazionale dell'innovazione e degli investimenti correlati”, conclude. 

26 giu 2026

Tecnologia, Lucaselli (FdI): "Italia diventi produttore di economia tecnologica"

(Adnkronos) - "Dobbiamo capire quale direzione vogliamo dare all'Italia: se vogliamo che sia un produttore di economia tecnologica e di innovazione o se debba semplicemente rimanere uno Stato che usufruisce delle nuove tecnologie e si limita a regolamentarle. Questo va visto in un'ottica generale, soprattutto europea, perché il problema è italiano ma, più in generale, europeo. Il rischio concreto è quello di rimanere schiacciati tra Stati uniti e Cina, che oggi sono i veri grandi player globali. Dobbiamo comprendere come utilizzare la tecnologia e l'innovazione affinché possano diventare un servizio". Lo ha detto oggi alla World tech conference a Milano, Ylenja Lucaselli, deputata FdI, commissione Bilancio alla Camera. 

"Dobbiamo fare in modo che i nostri bilanci non siano più statici - riprende -. Siamo abituati a un'economia in cui la dinamica causa-effetto è molto lenta e i cui impatti si vedono solo nel lungo periodo. Oggi, al contrario, la tecnologia ci offre la possibilità di elaborare previsioni e programmazioni molto più rapide, e noi dobbiamo essere al passo con i tempi, rendendo il bilancio dello Stato uno strumento molto più agile e veloce", afferma. "Inoltre - continua - dobbiamo comprendere che investire sul capitale umano per fare in modo che nessuno resti indietro. Diventa un fattore determinante, a maggior ragione quando si parla di tecnologia. In caso contrario, l'innovazione rischia di trasformarsi in una grande ingiustizia sociale se non viene resa accessibile a tutti i cittadini - riflette -. Quell'investimento deve essere considerato tale, una risorsa e non una spesa, deve diventare una priorità e non essere confinato, come troppo spesso accade, ai margini dei bilanci dello Stato". 

Poi si sofferma sull’atteggiamento della politica rispetto al mondo dell'innovazione affermando che al momento è "ancora un passo indietro rispetto a questi temi" perché se "il mondo dell'innovazione ha fatto dieci passi, la politica ne ha compiuto ancora soltanto uno", afferma. "C'è veramente molto lavoro da fare - dice - sicuramente qualcosa è stato fatto, ma la strada per essere al passo con i tempi è ancora lunga. Ritengo che si debba cambiare innanzitutto l'approccio culturale: non bisogna avere paura delle nuove tecnologie e non dobbiamo pensare esclusivamente all'impatto negativo che queste possono avere, per esempio, sul mondo del lavoro. È necessario, invece, iniziare a ragionare sulle grandi opportunità che queste tecnologie rappresentano, lavorando attivamente su quel fronte", conclude. 

26 giu 2026

Legge elettorale, scintille alla Camera: Magi espulso e seduta sospesa

(Adnkronos) - Riccardo Magi espulso dall'aula e seduta sospesa. E' iniziato subito con le scintille l'esame alla Camera della discussione generale della riforma della legge elettorale. Il segretario di +Europa, relatore di minoranza, nel corso del suo intervento ha strappato un manifesto che riproduceva il listone e le liste bloccate, con sotto la scritta 'Il tuo voto non conta nulla'.  

Dopo essere stato ripreso dalla presidente di turno Anna Ascani, Magi ha continuato la sua protesta durante l'intervento della ministra delle Riforme Elisabetta Casellati. Ripreso per tre volte dalla Ascani, è stato espulso e la seduta è stata sospesa meno di un'ora dopo l'inizio. 

La discussione generale era iniziata intorno alle 9.45 con l'illustrazione del provvedimento con l'intervento di Angelo Rossi, deputato di Fratelli d'Italia e uno dei relatori del testo. 

Nuove fibrillazioni in aula, quindi, durante l'intervento della ministra per le Riforme. "Lo dovrei dire all'onorevole Magi che si è appena allontanato...", dice Casellati mentre sta spiegando cosa avviene quando nessuna coalizione raggiunge la soglia del 42%. Parole che fanno scattare la reazione dell'opposizione e la precisazione della presidente di turno Ascani. Magi "è stato espulso non si è allontanato volontariamente perché non voleva stare in aula". 

 

 

"Questa legge elettorale è veramente un segno di un colpo di Stato elettorale, chiamiamolo colpo di Stato mite, colpo di Stato burocratico, ma un colpo di Stato. Si passa il segno e si accetta che il Parlamento diventi un organo che viene eletto per trascinamento rispetto al capo ed è qualcosa di inaccettabile, con l'aggravante che i partiti che sono nel Parlamento si chiudono dentro e non vogliono che ci siano soggetti più piccoli, scomodi, come magari siano noi, che possano partecipare alla competizione elettorale. Oltre allo scempio, che già è quello della dell'impianto di questa legge che va oltre la legge truffa e riguarda la legge Acerbo del 1923, perché è una legge che trasforma una minoranza del Paese in una maggioranza in Parlamento, quindi è una legge profondamente plebiscitaria", il commento di Magi parlando con i cronisti in Transatlantico dopo essere stato espulso. 

"Ho chiesto un incontro al presidente della Camera per parlare" di quello che sta succedendo. "Il fatto che io abbia deciso di non insistere" nell'occupare l'aula della Camera dopo essere stato espulso "è dovuto solo a una cosa: il rischio di avere delle sospensioni durante il periodo" in cui si discute il ddl che "mi fa pensare che mi avrebbero comminato per la finale. Adesso siamo solo ai quarti di finale", aggiunge Magi. 

26 giu 2026

Persone sui binari, treni fermi sulla Genova-Savona: stop circolazione per 40 minuti

26 giu 2026

Elementi totali: 20
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