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Celtic-Milan 2-2, finisce pari il primo test di Amorim

25 lug 2026

Pirlo nuovo ct, Calenda: "Chi fa propaganda per Russia non dovrebbe ricoprire cariche nazionali"

25 lug 2026

Pirlo ct, Mauro Berruto: "Mi auguro abbia le qualità. Imbarazzo per provider russo"

(Adnkronos) - L'ipotesi di Pirlo come commissario tecnico della Nazionale di calcio "arriva dopo un'altra ipotesi che aveva affascinato, come quella di Pep Guardiola, e non nascondo che, avendo fatto il commissario tecnico di una nazionale straniera per sei anni, quella finlandese, ritenevo che questo potesse essere un momento utile per fare questa scelta" perché "uno sguardo esterno avrebbe aiutato, e questo al di là del valore tecnico di Guardiola o di qualsiasi altro ct. Ovviamente sfumata quell'opportunità, la valutazione, indipendentemente dal nome di colui che sarà il ct, passa attraverso la volontà, che io non vedo ancora, di tutte le componenti del mondo del calcio di immaginare un progetto nel medio e lungo periodo. Indipendentemente dal nome, se noi rimetteremo tutto in discussione all'Europeo perché è andata male e ricominceremo da capo, evidentemente da questa crisi non vedremo la luce in fondo al tunnel". Così Mauro Berruto, responsabile Sport nella segreteria del Partito democratico ed ex ct della nazionale italiana maschile di pallavolo, commenta con l'Adnkronos la nomina quasi ufficiale di Andrea Pirlo come commissario tecnico della nazionale. 

Su Pirlo, poi, nello specifico, il deputato dem osserva che "fare il commissario tecnico di una nazionale e l'allenatore di un club è completamente diverso, e lo dico con un minimo di competenza e di cognizione di causa, e quindi il giudizio non deve vertere sulla sua carriera da allenatore". "Allenare la nazionale - spiega - non ti permette in alcun modo di incidere sull'aspetto tecnico degli atleti, ti permette di incidere poco per costruire la squadra, al contrario chi fa il ct della nazionale deve avere delle abilità molto più legate all'organizzazione, alla visione, anche di tutta la filiera. Deve avere una visione molto più manageriale che tecnica. E io non lo so se Pirlo abbia queste caratteristiche, da tifoso me lo auguro, ma sono delle abilità che non ha fatto vedere finora come allenatore di club". 

Nel merito delle polemiche dovute al fatto che l'ex Milan e Juventus è ambasciatore di un provider di scommesse russe, Berruto muove da due pressuposti. Il primo è che "io e il Partito democratico non saremo mai su nessun compromesso per l'utilizzo della forma delle scommesse sportive o alle loro pubblicità, che la Lega calcio vuole".  

Poi "il fatto che sia russo è un'aggravante. C'è già un'ipocrisia in atto" con i nomi dei siti di scommesse sulle maglie delle squadre di calcio, "sdoganarlo ulteriormente è proprio un problema", afferma ancora. "Mi auguro con tutto il cuore che se Pirlo fosse scelto come ct la prima cosa che farà sarà quella di risolvere questo imbarazzo rinunciando a questo suo ruolo" anche perché "parla a un movimento, a un mondo, ha un ruolo istituzionale che richiede una modalità di esecuzione esemplare", conclude il deputato del Pd.  

25 lug 2026

F1 Gp Ungheria, la griglia di partenza: Norris in pole, Hamilton e Antonelli penalizzati

25 lug 2026

Tour de France, Carapaz vince 20a tappa e Pogacar blinda la vittoria finale

25 lug 2026

Ecco quanto spendono i partiti per le sedi nazionali: il 'Nazareno' costa al Pd 41mila euro al mese di affitto, Forza Italia ne versa 16mila, Fratelli d'Italia 13mila e M5S 12mila

(Adnkronos) - Non solo il simbolo, un colore e il volto del leader rappresentano un punto di riferimento identitario per qualsiasi forza politica. Anche la 'sede fisica' ha un suo ruolo non di secondo piano. E questo vale per militanti, simpatizzanti e l’immaginario collettivo. Basta pensare a palazzo Grazioli, sede storica di Forza Italia a Roma per quasi 30 anni, che, insieme a Villa La Certosa in Sardegna, sono i luoghi iconici del berlusconismo. E così come via della Scrofa è la storia della destra italiana, Botteghe oscure per il Pci, piazza del Gesù per la Dc e via del Corso per il Psi. Ma quanto spendono i partiti oggi per l’affitto delle sedi nazionali? Spulciando gli ultimi bilanci, quelli chiusi al 31 dicembre del 2025, si scopre che nel centrodestra Fratelli d'Italia paga oltre 13mila euro al mese (circa 200 metri quadrati a Campo Marzio nel quattrocentesco palazzo al numero civico 39), mentre Forza Italia sborsa quasi 3mila euro in più (300 metri quadrati a palazzo Almagià-Fiano, in via in Lucina 17, a pochi passi da Montecitorio). Al terzo posto, con 12mila euro, si piazza il Movimento 5 stelle, ma è il Pd a vincere la speciale classifica del canone più oneroso, con 41,6 mila euro versati ogni trenta giorni per la locazione del 'Nazareno' (3mila 300 metri quadrati in via sant’Andrea delle Fratte). Una cifra che ricorda quella versata per via del Plebiscito dal Cav ai tempi d'oro.  

Ma andiamo con ordine. Sfogliando il rendiconto più recente del partito di Giorgia Meloni, alla voce 'oneri della gestione', il segretario amministrativo Roberto Carlo Mele riporta che sono stati spesi in 12 mesi 'per godimento di beni terzi', come si dice in gergo tecnico, 205mila 411, 91 euro. I 'costi per godimento beni di terzi', si legge nella nota integrativa, "comprendono la locazione di attrezzatura per ufficio oltre all'affitto della sede nazionale", che, apprende l'Adnkronos, vale 158mila 580 euro l'anno, ovvero 13mila 215 euro al mese, canone rimasto invariato rispetto al 2024 e interamente pagato alla Fondazione di An, proprietaria dei locali di via della Scrofa.  

L'ufficio di Meloni, utilizzato nelle vesti di presidente del partito ancora oggi per vertici politici o riunioni con i suoi più stretti collaboratori quando non è a palazzo Chigi, si trova nella stessa stanza che fu di Almirante, il fondatore dell’Msi, di Pino Rauti, soprannominato il ‘Gramsci nero’, e di Gianfranco Fini. Negli anni Settanta, Almirante fu quasi costretto a comprare l’immobile al civico 39 di via della Scrofa visto che per l’Msi non era possibile affittare proprie sedi a causa anche degli attentati e delle violenze di quel periodo turbolento, segnato dal terrorismo rosso e nero. Nel dicembre del 1984, il segretario missino inaugurò i locali della sede con la benedizione del parroco di Sant’Agostino: 22 stanze per oltre 500 metri quadrati, per una spesa, raccontano, di circa tre miliardi di vecchie lire. Quattro anni dopo, saranno allestite al piano terra le camere ardenti di Almirante e Pino Romualdi, altro fondatore dell’Msi: a maggio, morirono entrambi a distanza di 24 ore e andarono a farvi visita per un ultimo saluto anche due simboli della Resistenza come Nilde Iotti e Gian Carlo Pajetta. 

Se un anno fa era un testa a testa con i meloniani, ora Forza Italia tira fuori oltre 190mila euro per il contratto di locazione della sua sede nazionale in via in Lucina 17. Il bilancio dà un'indicazione precisa sui costi: l'affitto annuale è pari a 192mila 402 euro (vale a dire 16mila euro al mese), in aumento rispetto al passato, visto che nel 2024 il partito sborsava 160mila euro, ovvero circa 13mila e 330 euro mensili. Le cosiddette spese per godimento di beni di terzi, scrive il tesoriere Fabio Roscioli nella relazione gestionale, "sono pari a 207mila 95 euro e nella voce è compresa per 192mila 402 euro la locazione dell'intero anno della sede legale situata in Via in Lucina, 17 e le locazioni di alcune sedi periferiche". Inaugurata in pompa magna nel 2013 (circa 300 metri quadrati con un costo iniziale di affitto di 960mila euro a fronte dei 2,8 milioni annui per i 5mila metri quadrati della vecchia sede di via dell’Umiltà), san Lorenzo in Lucina ha rischiato più volte la chiusura. La 'serrata' è arrivata, infatti, nel 2015, anno orribile per le finanze di Fi quando il partito decise di tornare a via del Plebiscito. Poi, passata la buriana e con il definitivo addio alla storica residenza romana di palazzo Grazioli il 31 dicembre 2020 (che Silvio Berlusconi aveva preso in affitto nel '96) c'è stata la riapertura, ma Antonio Tajani e gli altri vertici si sono ritrovati una sede 'ristretta', sempre extralusso, ma rimpicciolita: gli attuali 300 metri quadrati con una sala grande utilizzata per le conferenze stampa. 

Mezzo milione di euro: a tanto ammonta, invece, il canone annuale del Nazareno, nello storico palazzo del Collegio Nazareno, circa 3mila 300 metri quadrati nel rione Trevi, a due passi da via del Tritone, nel cuore di Roma. Secondo l'esercizio finanziario del 2025 sono stati pagati 442mila 066 euro per 'servizi afferenti la sede nazionale': dalla vigilanza alle manutenzioni e riparazioni, dalle assicurazioni alla pulizia locali e i servizi logistici passando per il noleggio della piattaforma per videoconferenze. Per capire quanto pesa sulle casse dem il contratto di locazione dei locali di via Sant'Andrea delle Fratte, bisogna trovare nella relazione gestionale la voce 'costi per godimento di terzi afferenti le sedi operative', pari a 528mila 930 euro, ed estrapolare il costo dell'affitto annuale, che, a quanto si apprende, è pari a 500mila euro, ovvero 41,6mila euro al mese. In particolare, alcuni costi riguardano importanti lavori di ristrutturazione del Nazareno realizzati molto tempo prima e che vengono ammortizzati ogni anno. Solo nel 2024 ammontavano a 38mila euro e gli incrementi riguardavano "gli impianti termico ed elettrico" costati circa 5mila euro. Nel bilancio 2025 ''le spese relative ai lavori di ristrutturazione su beni di terzi, pari a euro 18.737, si riferiscono al valore residuo dei costi sostenuti per gli uffici di Via Sant’Andrea delle Fratte negli esercizi precedenti", scrive nella nota integrativa il tesoriere Michele Fina.  

Ammonta, poi, a 144mila euro il canone locatizio pentastellato, ovvero 12mila euro mensili. Nel bilancio M5s la voce 'conti d'ordine' spiega nel dettaglio i termini dell'affitto attraverso un contratto di deposito fiduciario: "E' tuttora in essere la garanzia (escrow agreement) per euro 144mila euro, concessa a terzi nel 2021 per contratto di locazione". 

25 lug 2026

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25 lug 2026

Pirlo nuovo ct della Nazionale, La Russa: "Dopo Ventura e Gattuso è un'altra scommessa"

(Adnkronos) - La scelta di Andrea Pirlo come commissario tecnico della Nazionale italiana "non l'ho volutamente commentata perché ho amicizia per Malagò e molto rispetto per Leonardo e Maldini, ma il rischio che dopo Ventura e Gattuso sia un'altra scommessa, speriamo e sottolineiamo vincente, c'è. L'unica cosa sicura era che non poteva essere né Guardiola né Ancelotti, quello mi è sembrato un po' una presa in giro. Era un modo per far saltare Conte e Mancini, hanno fatto un giro di orizzonte per atterrare su Pirlo". Così all'Adnkronos il presidente del Senato, Ignazio La Russa. 

"Speriamo bene - ribadisce -. Siccome l'Italia è l'Italia e mi sono stufato di fare la Cassandra: viva Pirlo, viva Malagò, viva Maldini e soprattutto viva Leonardo. Però è ancora una volta un'avventura. Abbiamo detto a lungo 'Mancini o Conte', poi addirittura hanno sparato alto un nome che era impossibile, per atterrare su un grande campione come Pirlo, ma un allenatore con un futuro da scoprire qual è. Speriamo che il futuro sia buono".  

La Russa, tifoso dell'Inter, si sofferma anche sul mercato nerazzurro. Romero "è un bel difensore. Non so se questo significhi la partenza di un altro difensore o lo spostamento di qualcuno sulla corsia di destra, però io sono contento, sarebbe un bell'acquisto".  

Sono già andati via Acerbi e de Vrij: "Sì, ma Romero sarebbe un titolare, gli altri due erano quasi riserve nelle ultime partite perché giocavano Bastoni, Akanji e Bisseck. Romero è un titolare, non credo che lo prendiamo per tenerlo in panchina, per cui voglio capire cosa ha in mente Chivu. Qualsiasi cosa abbia in mente sono contento dell'acquisto", dice. 

Perisic sarebbe un bel ritorno per l'Inter? "E' un rincalzo oggi come oggi". Sia perché è un po' più avanti con l'età, "sia perché siamo coperti in quella zona, dato che lui gioca dove gioca Dimarco. Però è tuttora uno che conosce l'Inter, che ha lasciato un buon ricordo" e a cui noi abbiamo lasciato un buon ricordo. "Non sono contrario ma non è il giocatore di cui abbiamo bisogno. Soprattutto dopo aver preso Romero, il rincalzo di Dimarco ce l'abbiamo in casa ed è Carlos Augusto, quindi non saprei dove potremo mettere Perisic. Se viene però è un buon rincalzo, niente di più...", conclude La Russa. 

25 lug 2026

Formula 1 Gp Ungheria, Norris in pole davanti a Leclerc. Hamilton e Antonelli penalizzati

(Adnkronos) - Lando Norris in pole position nel Gp d'Ungheria. Il pilota britannico della McLaren, campione del mondo in carica, ottiene il miglior tempo nelle qualifiche di oggi, sabato 25 luglio, davanti alle Ferrari di Lewis Hamilton e di Charles Leclerc. Il pilota inglese, però, viene penalizzato di 3 posizioni per aver rallentato la McLaren di Oscar Piastri nella fase cruciale della sessione. In prima fila accanto a Norris parte quindi la Ferrari di Leclerc. Perde 3 posizioni anche Kimi Antonelli: il pilota della Mercedes, quarto in pista, viene sanzionato per la velocità eccessiva in regime di bandiere gialle. 

Norris, che scatterà davanti a tutti per la 17esima volta in carriera, si prende la pole all'Hungaroring di Budapest e rompe l'egemonia Mercedes in fatto di pole: le frecce d'argento erano partite sempre in prima posizione sinora. 

 

Prima fila: 

1. Lando Norris - McLaren - 1'17''207 

2. Charles Leclerc - Ferrari - 1'17''435 

Seconda fila: 

3. Oscar Piastri - McLaren - 1'17''684 

4. Max Verstappen - Red Bull - 1'17''725 

Terza fila: 

5. Lewis Hamilton - Ferrari - retrocesso di 3 posizioni 

6. George Russell - Mercedes - 1'17''760 

Quarta fila: 

7. Kimi Antonelli - Mercedes - retrocesso di 3 posizioni 

8. Isack Hadjar - Red Bull - 1'17''856 

Quinta fila: 

9. Arvis Lindblad - RB - 1'18''281 

10. Nico Hulkenberg - Audi - 1'18''686 

Sesta fila: 

11. Liam Lawson - Racing Bulls 

12. Pierre Gasly - Alpine 

Settima fila: 

13. Franco Colapinto - Alpine 

14. Gabriel Bortoleto - Audi 

Ottava fila: 

15. Esteban Ocon - Haas F1 Team 

16. Fernando Alonso - Aston Martin 

Nona fila: 

17. Oliver Bearman - Haas F1 Team 

18. Carlos Sainz - Williams 

Decima fila: 

19. Alexander Albon - Williams 

20. Lance Stroll- Aston Martin 

Undicesima fila: 

21. Valtteri Bottas - Cadillac 

22. Sergio Perez - Cadillac 

 

 

Il Mondiale si ferma dopo il Gp d'Ungheria. Si riparte, secondo il calendario, con il Gp dei Paesi Bassi il 23 agosto. 

25 lug 2026

Alemanno, Nordio ritirerà ricorso contro riduzione della pena di 6 giorni

(Adnkronos) - "Oggi i carabinieri della stazione di Monte Mario mi hanno notificato un incredibile provvedimento: il ricorso in Cassazione del ministero della Giustizia contro l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che ha ridotto di sei giorni la durata della mia pena per effetto delle condizioni inumane in cui sono stato detenuto". Così Gianni Alemanno, ex ministro e sindaco di Roma, nonché ex detenuto nel Carcere di Rebibbia. A stretto giro, il ministero della Giustizia ha reso noto che il ministro Carlo Nordio "provvederà alla revoca immediata dello stesso ricorso e invita il dottor Alemanno a un colloquio al Ministero, quando egli lo vorrà". 

 

Alemanno ha spiegato che "questa ordinanza di riduzione della pena era già stata impugnata dal Dap (caso rarissimo se non unico) ma questa impugnazione era stata già rigettata dal Tribunale di sorveglianza il 10 giugno scorso. Adesso è la volta del ministero di ricorrere addirittura in Cassazione per tentare ancora una volta di rimandarmi in carcere per scontare ulteriori 6 giorni. Di fronte all’evidente sproporzione di questi interventi (e dei relativi costi), rispetto all’oggetto concreto del contenzioso (ripeto, 6 giorni di detenzione), divengono inevitabili alcune domande. La prima è sulla mancata percezione del Ministero della situazione di sovraffollamento delle carceri, che genera questi provvedimenti di taglio pene da parte dei Tribunali di Sorveglianza".  

"La seconda è sul significato personale di un tale accanimento - aggiunge - Dà fastidio la mia battaglia da destra per ottenere delle carceri meno folli e più funzionali alla riduzione della recidiva al crimine? Si vuole dare una punizione esemplare a chi nella condizione di detenuto ha denunciato questo problema? Al ministero della Giustizia non hanno niente di meglio da fare? Per rispondere a queste domande non posso non rinnovare la richiesta formale di un colloquio con il Ministro Nordio per illustrargli la situazione reale delle carceri italiane di cui evidentemente a lui non viene reso conto. Questo dal punto di vista politico, mentre dal punto di vista giudiziario sarà la Cassazione a spazzare via questo assurdo e infondato ricorso". 

 

 

Il ministro della Giustizia Nordio non era al corrente della proposizione del ricorso in Cassazione, ha spiegato il ministero in una nota: "Nel comunicare l'avvio di un'indagine interna, con accertamento delle relative responsabilità, in quello che appare un disguido burocratico nell’ambito del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, il ministro provvederà alla revoca immediata dello stesso ricorso e invita il dottor Alemanno a un colloquio al Ministero, quando egli lo vorrà". 

"Con l'occasione si comunica che già da giorni il Gabinetto del Ministro ha avviato un'istruttoria per la verifica del sistema di calcolo degli spazi dei detenuti nelle celle, suggerita dallo stesso Alemanno, il quale - ha proseguito la nota - ha dimostrato un molto condivisibile interesse per la situazione delle carceri italiane". 

 

25 lug 2026

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