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Prada, la gonna è un'ossessione e un invito alla contraddizione

(Adnkronos) - Chissà se la lunghezza è quella giusta. Per qualcuno probabilmente sì, per altri forse ci sarebbe da ridire. Di sicuro, con un tempismo eccezionale, proprio mentre la lunghezza della gonna anima il dibattito pubblico italiano, Prada decide di metterla al centro della propria collezione. Non come misura della rispettabilità di una donna, né come dettaglio attraverso cui giudicarla ma come oggetto da scomporre e reinventare. È il tema della Primavera/Estate 2027 firmata da Miuccia Prada e Raf Simons, presentata negli spazi della Fondazione Prada, nel giorno di apertura della Milano Fashion Week. 

Il riferimento all’attualità è inevitabile. Nei giorni scorsi le parole di Antonio Tajani sulla relazione tra lunghezza della gonna e affidabilità di una donna hanno aperto una polemica politica, alla quale si è aggiunto anche il leader di Fn, Roberto Vannacci con una nuova battuta sul tema. Tajani si è poi scusato, dicendo di non aver voluto offendere le donne. Prada, quasi per contrasto, prende quello stesso oggetto e lo porta altrove. “La gonna è un oggetto contemporaneo perché è flessibile, adattabile. Invita alla contraddizione”. dice Miuccia Prada presentando la collezione. 

Non è una provocazione costruita sull’attualità, naturalmente. Ma è difficile non cogliere la singolare coincidenza: mentre fuori si discute ancora una volta di cosa una gonna possa dire della donna che la porta, dentro la Fondazione Prada la domanda è opposta: quante cose può diventare una gonna? È un esercizio di stile. Prada e Raf Simons partono da una forma precisa e la sottopongono a variazioni continue, senza abbandonarne il perimetro. La gonna è una “struttura di riferimento” spiega Prada, una materia prima, quasi una tela sulla quale far emergere idee differenti. 

 

Eccola dunque la gonna secondo Prada: la prima di 63 uscite è rossa, sopra il ginocchio, con un grande spacco, abbinata a un reggiseno nero. Poi cambia forma e proporzione: diventa mini a pieghe con piccoli fiori, lunga e ad ‘A’, a portafoglio, ancora plissettata. Si accompagna a un maglione oppure a un chiodo di pelle, si apre a corolla o si gonfia a palloncino. È completamente foderata di nylon, attraversata da ruches, chiusa da bottoni gioiello, oppure interamente ricoperta di cristalli e portata come un completo, sopra un abito o sotto una giacca a vento. In alcuni look le modelle la tengono raccolta con una mano, come se fosse sul punto di cadere: anche il modo di indossarla diventa parte della sua costruzione. 

La silhouette rimane dunque riconoscibile ma cambia continuamente identità. Il velcro, elemento funzionale e industriale, diventa base per ricami di cristalli; i grandi automatici metallici si trasformano in gioielli; la crinolina, nata per sostenere e costruire la forma, diventa superficie decorativa o guscio protettivo. Il Re-Nylon e il ciré opaco vengono trasformati in plissé, il cotone assume l’aspetto della pelle o del suede. Le gonne possono essere preziose come gioielli, ricamate di cristalli a imitare un pizzo guipure, oppure stampate con piccoli fiori dall’aria apparentemente innocente. 

Anche il rapporto con il corpo cambia. Una gonna plissettata si espande oltre la silhouette e viene raccolta con una mano, diventando quasi un gesto garbato. Gli strati mostrano e nascondono. Una gonna può essere indossata come parte di un insieme oppure diventare un frammento autonomo, modificato dal rapporto con una camicia, un maglione, un top a reggiseno. “Ogni gonna può essere completamente reinventata da chiunque la indossi” osserva Prada. 

 

È una storia che la gonna conosce bene. Per secoli è stata uno degli strumenti con cui la moda ha stabilito cosa mostrare e cosa nascondere, quanto spazio concedere al corpo, quanto limitarne i movimenti. Poi è diventata anche il contrario: il simbolo di una libertà conquistata, dalla minigonna di Mary Quant alla gonna-pantalone, fino alle infinite riletture contemporanee. 

Il cinema ne ha fatto un’immagine, talvolta più potente del vestito stesso. La gonna bianca di Marilyn Monroe sollevata dalla grata della metropolitana in ‘Quando la moglie è in vacanza' è diventata una delle immagini più riconoscibili della cultura popolare; la gonna di ‘Belle de jour’ ha contribuito a costruire l’idea di una femminilità apparentemente composta e insieme inquieta; e prima ancora il movimento del tessuto attorno al corpo, da ‘Via col vento’ in poi, ha dimostrato come una gonna possa raccontare un personaggio prima ancora che questo pronunci una parola. 

“Eravamo affascinati dal modo in cui le gonne Prada resistono alla prova del tempo - dice Raf Simons -. La loro eccentricità, la loro forma, le loro decorazioni: c’è qualcosa di duraturo nel loro linguaggio progettuale”. Una contraddizione che appartiene alla moda stessa: creare qualcosa destinato a una stagione e cercare, nello stesso momento, una forma capace di sopravviverle. E infatti Simons insiste proprio sull’”illogico” come principio della collezione: il velcro industriale accostato al ricamo di cristalli, la crinolina utilizzata in un modo diverso da quello per cui è stata inventata. “È un processo di messa in discussione, di rivalutazione, di ripensamento”. La gonna, insomma, non ha una lunghezza giusta. O meglio, ne può avere infinite. Può aderire al corpo o allontanarsene, essere corta, lunga, rigida, fluida, preziosa, funzionale, quasi invisibile oppure diventare l’intero abito. E soprattutto può cambiare significato a seconda di chi la indossa e di come decide di indossarla. 

22 set 2026

Me Contro Te, sito in manutenzione dopo ricorso. Consumerismo: "Tempistiche corrispondono"

(Adnkronos) - Nel fatato mondo dei Me Contro Te spunta un piccolo 'giallo' digitale: il sito ufficiale risulta temporaneamente offline proprio nei giorni in cui la coppia, attualmente in 'luna di miele' in Sudafrica, finisce sotto la lente di Consumerismo No Profit. All'indirizzo mecontrote.it compare, infatti, una schermata che parla di “interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione”: “Ci scusiamo per il disagio e stiamo lavorando per rendere nuovamente disponibile il sito nel più breve tempo possibile”. Il fatto incuriosisce i fan perché accade a pochi giorni dal ricorso depositato dall'associazione Consumerismo No Profit al Tribunale civile di Palermo contro la società riconducibile alla coppia composta da Luigi Calagna e Sofia Scalia. Nel ricorso l'associazione contestava, tra le altre cose, un ambiente rivolto a bambini e preadolescenti in cui emergeva una commistione tra intrattenimento e contenuti commerciali. A colpire, oltre alla schermata di manutenzione, è il riferimento al "disclaimer privacy in revisione", come evidenzia all'Adnkronos Consumerismo. "Probabilmente la nostra azione li ha messi in una condizione di autotutela. Di certo le tempistiche corrispondono", dice Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit. 

“Quel che possiamo dire è che non immaginavamo che la coppia più amata dai bambini fosse così poco attenta ai diritti dei propri clienti”, aggiunge all'Adnkronos Gabriele. “Inoltre, rendiamo noto che, a seguito di questa vicenda, stiamo ricevendo una enorme mole di segnalazioni da parte dei genitori, i quali stanno sollevando, oltre all'unanime appoggio rispetto alla nostra azione, anche altri profili che non avevamo considerato e che adesso saranno oggetto di ulteriori approfondimenti tecnico-giuridici”. Il ricorso, depositato il 14 settembre, è un'azione inibitoria con cui Consumerismo chiede al Tribunale di Palermo di "accertare le violazioni contestate e di ordinare la cessazione delle pratiche ritenute scorrette", oltre all'adeguamento di sito e app. Per ora, dal sito dei Me Contro Te, nessuna spiegazione ulteriore: solo un messaggio che promette di tornare online “nel più breve tempo possibile”. 

22 set 2026

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22 set 2026

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22 set 2026

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22 set 2026

Le Pappardelle e le accuse di raccomandazione a Reazione a Catena: "Scrivere sui social ha conseguenze, denunceremo"

(Adnkronos) - "Siamo Le Pappardelle, e ci teniamo a dire qualche parola qua ora che questa esperienza è arrivata al termine". Dopo i ringraziamenti di rito, arriva la denuncia, nel senso letterale del termine: le Pappardelle, il trio composto da Carolina, Maria Giulia e Francesca, che per settimane sono state le campionesse indiscusse del programma di Rai 1 Reazione a Catena, hanno annunciato provvedimenti contro chi le ha insultate pubblicamente durante la loro partecipazione alla trasmissione.  

Lo hanno fatto con un post pubblicato a firma di Maria Giulia sul gruppo Facebook del programma: "Prima di tutto vogliamo ringraziare con il cuore tutti coloro che ci hanno seguite, supportate e che hanno fatto il tifo per noi pur non conoscendoci: quel che più ci rende felici è che anche attraverso lo schermo sia passato il legame che ci unisce, e che ci caratterizza da sempre come amiche, molto prima che come concorrenti di un quiz. Ricevere il vostro affetto è stato veramente prezioso, grazie di cuore". 

Poi, la stoccata: "Ovviamente, insieme a tutti i messaggi positivi, abbiamo sempre letto anche quelli negativi. Non abbiamo mai risposto alle tante critiche, perché la libertà di opinione è sacrosanta e non abbiamo mai avuto la pretesa di piacere a tutto il pubblico. Tuttavia, se alcuni commenti sono rimasti educati anche nell'esprimere opinioni negative su di noi, altri hanno decisamente oltrepassato il limite non solo dell'educazione, ma anche della legalità. Non vogliamo perdere tempo a spiegare un concetto per noi molto semplice, ovvero il fatto che dall'altra parte dello schermo di un telefono ci sono delle persone, con le loro insicurezze e le loro fragilità, che per il solo motivo di essersi messe in gioco si trovano a dover gestire così tanta negatività. Quel che ci preme adesso è invece agire su questi commenti: insinuazioni di raccomandazioni, di presunti atti sessuali intrattenuti con la redazione, offese quali "tr**e, pu***ne" ecc ecc, sono a tutti gli effetti passibili di denuncia. Noi abbiamo raccolto qualcuno di questi commenti, ma siccome sappiamo di non essere state le uniche a conservarli, chiediamo aiuto anche a voi del gruppo: se doveste avere screenshot, vi chiediamo la gentilezza di inviarceli, così che possiamo prendere provvedimenti", si legge ancora nel messaggio.  

Che si chiude così: "Naturalmente non ci riferiamo a critiche su simpatie/antipatie e simili, ma soltanto a ciò che dichiara effettivamente il falso o che lede la nostra immagine. Ci sembra assurdo che nel 2026 ancora non sia chiaro che scrivere sui social ha delle conseguenze". 

22 set 2026

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22 set 2026

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22 set 2026

Fracasso (Gruppo Magis): "Impianto Trissino operativo, produzione per 4mila famiglie"

(Adnkronos) - “Questo sito ci interessava perché qui c'era una vecchia discarica esaurita di marmo, quindi era una porzione di territorio che non aveva nessun tipo di destinazione produttiva. Pertanto, questa per noi era un'occasione per realizzare un grande impianto, per produrre energia pulita da fotovoltaico, senza occupare un territorio adibito ad altre destinazioni, come può essere quella agricola. Questa è la prima ragione importante, che ci ha portato a fare questa scelta”. Sono le parole di Stefano Fracasso, vicepresidente di Gruppo Magis, in occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto fotovoltaico del Gruppo Magis, a Trissino, in provincia di Vicenza, alla presenza delle autorità locali e del management aziendale. 

L’asset è il più grande impianto in tutta la Regione Veneto realizzato su un’area dismessa, a testimonianza della capacità di Gruppo Magis di coniugare riqualificazione territoriale e transizione energetica. “In secondo luogo, realizzare impianti di questa dimensione ci permette di produrre energia che ha un costo molto basso e quindi poter rispondere anche alla necessità di abbassare le bollette delle imprese e delle famiglie - spiega - Questo impianto è già in funzione, è collegato alla rete elettrica, ciò significa che questa energia finisce dentro i tralicci e i fili che partono da qui e si diramano in tutta questa Valle del Chiampo. Secondo le nostre stime, vi è una produzione di energia equivalente a quella consumata da 4mila famiglie in un anno”. 

“Il territorio vicentino ha diverse opportunità perché ha sempre utilizzato discariche di rifiuti solidi urbani, rifiuti industriali o ex cave. Quindi ci sono altre opportunità che vanno sfruttate adeguatamente. Io sono convinto che le rinnovabili saranno la principale fonte per l'energia elettrica dei prossimi dieci anni, è quello che sta succedendo in tutto il mondo, anche se in Italia siamo un po’ indietro. Noi come Magis vogliamo fare la nostra parte per accelerare questa transizione”, conclude Fracasso. 

22 set 2026

Russo (Gruppo Magis): "Investimenti per oltre 1 miliardo"

(Adnkronos) - “Magis, nelle attuali dimensioni, è nata nel 2021 e negli ultimi due anni abbiamo deciso di porre una grande accelerata al nostro trend industriale, presentando un piano di investimenti di oltre 1 miliardo di euro. Questi investimenti sono legati, tra le tante attività, all'accompagnamento di un percorso verso la transizione, che viene affrontata soprattutto in campo energetico, quindi attraverso gli investimenti di fotovoltaico, ma non solo, anche nella realizzazione di parchi eolici. Infatti, vogliamo contribuire ad aumentare la nostra capacità di energia prodotta per poter offrire delle soluzioni sempre più competitive sul mercato dell’energia venduta”. Così Alessandro Russo, consigliere delegato di Gruppo Magis, nel corso dell’inaugurazione del nuovo impianto fotovoltaico del Gruppo Magis, a Trissino, in provincia di Vicenza, alla presenza delle autorità locali e del management aziendale.  

L’asset è il più grande impianto in tutta la Regione Veneto realizzato su un’area dismessa, a testimonianza della capacità di Gruppo Magis di coniugare riqualificazione territoriale e transizione energetica. “Magis oggi è uno dei principali operatori nazionali. Siamo alle porte del milione di clienti e vogliamo continuare a crescere mantenendo questo rapporto tra il territorio veneto, in cui noi siamo nati, cresciuti e in cui continuiamo a essere leader di settore - spiega - e il territorio nazionale, perché riteniamo di avere delle best practice che possono essere esportate”. 

“La grande novità della crisi che, purtroppo, stiamo vivendo, legata ai costi dell'energia, è che oggi il beneficio ambientale e il beneficio economico vanno di pari passo. Non bisogna più scegliere tra ciò che è più vantaggioso e ciò che è più sostenibile dal punto di vista ambientale - sottolinea Russo - Oggi e per le prossime generazioni, realizzare impianti che producono energia da fonti rinnovabili significa realizzare impianti che garantiranno, per il futuro, un prezzo dell'energia sempre più competitivo e dei costi sempre più accettabili, soprattutto rispetto a quelli che stiamo vedendo in questi ultimi mesi. Il prossimo impianto non sarà molto lontano da qua e lo presenteremo già entro la fine dell'anno”. 

“Per quanto concerne i costi delle bollette, siamo consapevoli che questo inverno sarà critico per effetti esogeni, che non dipendono dalle società italiane che vendono energia. Però, per dare un aiuto concreto, nella metà di ottobre presenteremo una proposta di energia a prezzo fisso per i prossimi tre anni, che consentirà a tutti coloro che vorranno aderire di avere la garanzia di un costo contenuto rispetto a questa stagione invernale e anche per i prossimi anni. Con questa soluzione riteniamo di poter dare una mano concreta alle comunità locali”, conclude. 

22 set 2026

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