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Terremoto 4.7 ai Campi Flegrei e sciame sismico, raffica di scosse

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 4.7 fa tremare i Campi Flegrei. La scossa più violenta degli ultimi 40 anni provoca crolli a Pozzuoli, con 10 persone ferite. Paura a Napoli, stop ai treni, salta l'energia elettrica. La scossa violenta, registrata alle 19.46 del 31 luglio, non è un fenomeno isolato: in serata, alle 22, ecco un alto sisma di magnitudo 3.8. Migliaia di persone passano la notte fuori da casa temendo gli effetti di uno sciame sismico, confermato dalle scosse di magnitudo 2.7 e 3.1 prima di mezzanotte. 

"Nelle prossime ore è possibile che la sequenza sismica prosegua con altre scosse, come avviene normalmente dopo un evento di questa entità. Al momento non è possibile prevedere con certezza né il numero né la magnitudo dei terremoti che potranno verificarsi", dice all'Adnkronos Fabio Florindo, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). 

"L’Ingv mantiene attiva una sorveglianza continua, ventiquattro ore su ventiquattro, e tutti i dati - spiega Florindo - vengono analizzati in tempo reale. Eventuali cambiamenti significativi saranno immediatamente comunicati alle Autorità competenti e alla popolazione. Comprendo pienamente la preoccupazione dei cittadini - dice l'esperto - . Una scossa di questa intensità è stata avvertita in modo molto forte e può generare paura. Il mio invito - afferma - è quello di affidarsi esclusivamente alle informazioni diffuse dalle fonti ufficiali, evitando voci o notizie non verificate che possono alimentare inutilmente l’allarme. L’Ingv continuerà a garantire il massimo livello di monitoraggio scientifico e a condividere tempestivamente ogni informazione utile con il Dipartimento della Protezione Civile, le istituzioni e la popolazione". 

"Le scosse continueranno nei prossimi giorni, c’era già sismicità nei giorni scorsi, ad intensità minore. E' lo stato in cui si trova la caldera flegrea negli ultimi 20 anni, l'attività è cresciuta negli ultimi tre anni: ci possiamo aspettare eventi del genere", dice la direttrice dell'Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, all'emittente tv campana Canale 21. "L'accelerazione è stata molto forte, fino all’80-90% nell’epicentro, un'accelerazione più alta di quella di marzo 2025, è l' 11esima scossa superiore a magnitudo 4, la causa è sempre il decassamento", dice riferendosi al sisma di magnitudo 4.7. 

Il presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania Lorenzo Benedetto evidenzia "diversi crolli di costoni tufacei, con interessamento di abitazioni, infrastrutture e viabilità. Si tratta di un aspetto che merita particolare attenzione e che conferma quanto la comunità dei geologi sostiene da anni: la mitigazione del rischio sismico non può limitarsi esclusivamente alla vulnerabilità strutturale degli edifici".  

"In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei, infatti - aggiunge - gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti, che possono determinare conseguenze anche molto gravi, come dimostrano i crolli. I costoni tufacei che caratterizzano ampie porzioni del territorio flegreo - sottolinea Benedetto - rappresentano elementi di particolare fragilità. L'azione combinata del bradisismo, della sismicità ricorrente e dei processi di alterazione naturale può contribuire a ridurne progressivamente le condizioni di equilibrio, aumentando la probabilità di distacchi e crolli in occasione di eventi sismici anche di moderata entità. Per questo motivo è necessario rafforzare le attività di monitoraggio, rilievo e controllo delle pareti rocciose, aggiornare costantemente gli studi di microzonazione sismica e integrare le valutazioni geologiche nei programmi di prevenzione e nella pianificazione di protezione civile".  

 

31 lug 2026

Caldo estremo in Italia, agosto comincia con weekend da record

(Adnkronos) - Temperature roventi oltre la media, caldo record e notti tropicali: l'Italia è entrata ormai nella quarta ondata di calore ed è destinata a rimanerci. Il mese di agosto si apre con una calura di matrice africana che non allenterà la morsa per diversi giorni. "Il caldo insisterà per almeno tutta la prossima settimana, più o meno fino 10 agosto", dice all'Adnkronos il climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, delineando un quadro 'poco incoraggiante'. Se è ancora presto per sapere come evolverà la situazione oltre il secondo fine settimana di agosto, certo è che finora "le temperature di giugno e luglio hanno superato il record: sono i mesi più caldi mai registrati", sostiene l'esperto. 

 

Il bollettino delle ondate di calore del ministero della Salute prevede un fine settimana da record: su 27 città monitorate, 19 bollini rossi oggi, sabato 1 agosto, e ben 23 domani.  

Oggi saranno in rosso Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Codice arancione in 6 capoluoghi (Ancona, Bari, Catania, Genova, Palermo e Trieste), giallo in 2 (Messina e Reggio Calabria). 

Domenica 2 agosto l'allerta sarà massima praticamente in tutta la Penisola: il livello 3, indice di possibili rischi per la salute della popolazione generale, è atteso a Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Si salvano solo Ancona, Bari e Messina - comunque bollino arancione (livello 2, con pericoli per i fragili) - e Reggio Calabria, bollino giallo (livello 1, di pre-allerta). 

"Un'estate così calda non fa altro che ribadire quello che conosciamo ormai dal 2003, quando l'Europa e l'Italia furono raggiunte da un'intensa ondata di calore. Allora fu una sorpresa, poi negli anni a seguire la dinamica si è ripetuta", ricorda Mercalli confermando ciò che ha sempre sostenuto, da oltre 20 anni. "Il riscaldamento globale va avanti e noi invece siamo fermi da un punto di vista delle politiche ambientali. Dovremmo occuparcene in modo serio - esorta il divulgatore scientifico -, perché i cambiamenti climatici man mano renderanno la vita sempre più difficile con periodi di caldo più lunghi, la siccità, gli incendi e il rischio sanitario. Problemi che, costantemente, vengono dimenticati già all'arrivo del primo fresco in autunno". 

31 lug 2026

Italia sospende Schengen con la Spagna. Madrid: 48mila migranti tornati in Marocco

(Adnkronos) - L'Italia sospende l'accordo di Schengen con la Spagna e da oggi, 1 agosto, ripristina i controlli nei porti e negli aeroporti. Roma vara la svolta dopo la crisi che ha travolto Ceuta, exclave spagnola in Africa, provocando la morte di 57 persone. Circa 50mila migranti dal Marocco sono entrati in territorio spagnolo. Praticamente tutti - oltre 48mila - dice Madrid, sono già tornati indietro: emergenza risolta. L'Italia, intanto, adotta provvedimenti. 

 

Il ministero dell'Interno dispone la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. Traduzione: viene sospeso il trattato di Schengen. A quanto apprende l'Adnkronos, lo stop che scatta oggi 1 agosto durerà un mese ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse. Con effetto immediato vengono ripristinati controlli in ingresso nei porti e negli aeroporti per chi proviene dalla Spagna. La novità, in realtà, non comporterà alcuna modifica per i cittadini italiani, spagnoli ed europei che viaggiano verso l'Italia. Continueranno, come di consueto, a sbarcare in Italia senza alcun passaggio supplementare a livello burocratico. I controlli saranno mirati e riguarderanno infatti solo i cittadini di Paesi terzi - extra Ue - provenienti dalla Spagna: l'obiettivo dei controlli è verificare la loro regolarità in ingresso in Italia. Non cambia nulla per chi dall'Italia si recherà in Spagna. 

Resta comunque la necessità di avere con sé un documento d'identità valido per l'espatrio, come passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio, da esibire ai controlli. Nel caso il documento valido per l'espatrio fosse stato smarrito o rubato, secondo quanto spiega il ministero degli Esteri, "le rappresentanze diplomatico-consolari italiane, presenti sia in Europa sia nei Paesi extra-europei, possono rilasciare un documento provvisorio di viaggio (anche chiamato Etd–Emergency Travel Document). E' un documento valido per un solo viaggio di rientro in Italia o verso lo Stato di residenza permanente o, eccezionalmente, verso un’altra destinazione. 

"Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi", scrive su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Parallelamente, l'Italia -aggiunge la premier- è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell'Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l'immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani". 

"Non c'è nulla di grave. È una misura molto importante, ma cautelativa, che abbiamo assunto per un mese e che potrà essere rivista", fa eco il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo nel faccia a faccia con Andrea Pancani alla serata inaugurale della rassegna 'Sabaudia Incontra 2026'. "Si tratta di una misura che gli Stati dell’Unione europea possono adottare in determinate situazioni, ripristinando controlli mirati e specifici nei confronti dei cittadini di Paesi terzi", spiega Piantedosi. "Non viene messa in discussione la libera circolazione dei cittadini europei. I turisti italiani in Spagna e quelli spagnoli che vengono in Italia non subiranno nulla di diverso da quanto già accade", aggiunge. 

"Non c'è nessuna frizione con il governo spagnolo. Abbiamo dato la disponibilità a collaborare insieme a tutta l’Unione europea. La presidente della Commissione europea sta adottando iniziative specifiche insieme agli altri premier per offrire alla Spagna un aiuto nella gestione della situazione che si è creata", afferma ancora Piantedosi. 

Toni diversi nei tweet che arrivano da Madrid. Prima che l'Italia vari il provvedimento - preso in considerazione anche da Finlandia e Danimarca, nonché sollecitato dal premier della Repubblica Ceca a livello Ue - il premier spagnolo Pedro Sanchez pubblica un post che chiama in causa l'Italia e altri paesi. "La solidarietà e l'empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no", premette il premier prima di ricordare "il numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex: attraverso l'Italia 478.600, attraverso i Balcani occidentali 340.600, attraverso la Grecia: 259.800, attraverso la Spagna 234.760, attraverso il confine orientale 48.000. Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un'Ue forte e unita", esorta Sanchez. Ora dopo ora, il governo spagnolo aggiorna il numero di migranti che fanno ritorno in Marocco: alla fine della giornata, secondo il ministero dell'Interno iberico, quasi tutti i 60mila entrati a Ceuta hanno lasciato l'exclave. 

"La quasi totalità di coloro che sono entrati a Ceuta è già tornata in Marocco. Non è possibile spostarsi da Ceuta e Melilla alla Penisola senza identificarsi in un controllo di polizia. L'integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita. Basta con la confusione interessata", dice in un post su X il ministro degli Esteri, José Manuel Albares. 

Francia e Portogallo, che confinano con la Spagna, non sospendono Schengen ma aumentano i controlli ai confini. Ceuta, sottolinea il presidente francese Emmanuel Macron, "non beneficia della libera circolazione verso il resto dello spazio Schengen. Tuttavia, ho chiesto al ministro dell'Interno di rafforzare i controlli al nostro confine con la Spagna se necessario: 4 unità di forze mobili, aerei e droni sono stati dispiegati. Queste misure vengono a rafforzare le disposizioni che abbiamo adottato dal 2020 per proteggere meglio il nostro confine con la Spagna in stretta coordinazione, con brigate comuni e un'azione congiunta di lotta contro l'immigrazione clandestina". 

Posizione analoga viene adottata dal primo ministro portoghese Luis Montenegro. "Credo non ci siano motivi per adottare misure che sospendano le regole dell'area Schengen, ma ci sono motivi per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine ai controlli di frontiera, soprattutto nelle zone più vicine alla Spagna", dice in un'intervista all'emittente pubblica RTP. "La questione è seria e merita di essere monitorata, ma credo non ci sia bisogno di farsi prendere dal panico e prendere decisioni affrettate che dovrebbero essere attentamente valutate, analizzate a fondo e inquadrate realisticamente nel contesto della situazione". 

Chi è entrato irregolarmente a Ceuta, ammesso che rimanga nel territorio dell'exclave, non avrà la possibilità di raggiungere la Spagna, né altri Paesi membri dell'Ue, assicurano alti funzionari dell'Ue a Bruxelles. Il codice delle frontiere di Schengen prevede "regole specifiche" per Ceuta e Melilla, a causa della loro peculiarità (sono gli unici territori Ue sulla costa del Nordafrica), che prevengono "ulteriori movimenti verso la Spagna e altri Paesi dell'Ue", dato che tutte le partenze dalle due exclave sono controllate. "I controlli sulle persone rimangono in vigore" e le autorità spagnole li effettueranno come previsto, assicurano. "Il Marocco è sulla lista dei Paesi di origine sicuri", pertanto i rimpatri possono essere effettuati "in modo rapido". L'Ue non ha "visto alcun movimento da Ceuta verso la Spagna o altri Stati membri", perché "le autorità spagnole stanno controllando i confini". 

Se l'esclusione della Spagna dall'area Schengen 'in toto' non va nemmeno presa in considerazione, diverso il discorso per provvedimenti singoli come quello adottato dall'Italia: uno Stato membro può, se lo ritiene opportuno e giustificato, reintrodurre controlli di frontiera sui voli o sui collegamenti con la Spagna. Si tratta di misure eccezionali e temporanee, che vanno notificate alla Commissione Europea e giustificate, anche se va detto che l'esecutivo Ue negli ultimi anni non è apparso troppo esigente con gli Stati che hanno reintrodotto controlli di questo tipo. 

 

31 lug 2026

Trump ha deciso, presto nuovo attacco Usa contro Iran: "Teheran deve arrendersi"

(Adnkronos) - Donald Trump prepara un nuovo attacco contro l'Iran con la partecipazione di Israele alle operazioni. Il presidente degli Stati Uniti di fatto ha già deciso e ha ordinato una nuova offensiva con l'obiettivo di costringere Teheran alla resa. A delineare lo scenario è il Wall Street Journal, che fa riferimento alle informazioni fornite da funzionari statunitensi. Gli attacchi sono destinati a riprendere in tempi brevi: potrebbero ricominciare "già questo fine settimana e durare alcuni giorni". Ad integrare il quadro, provvede l'emittente Cbs. L'offensiva coinvolgerà anche Israele ed è destinata a svilupparsi con una pesantissima campagna di bombardamenti contro le infrastrutture energetiche dell'Iran con l'ipotesi di un epilogo "entro l'apertura dei mercati finanziari lunedì". 

 

Trump, dopo aver congelato i raid negli ultimi giorni, ritiene che sia arrivato il momento di piazzare un colpo decisivo. Il dialogo con Teheran non produce una sostanziale ripresa dei negoziati, la soluzione diplomatica appare al momento lontanissima. Il presidente americano ritiene che se gli Stati Uniti colpiranno l'Iran con sufficiente forza, il regime finirà per "esaurirsi". Una simile visione contrasta con il contenuto delle dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa, quando aveva fatto riferimento "negoziati molto amichevoli" e sufficienti per determinare una pausa delle operazioni militari. Da allora, però, l'Iran ha lanciato un attacco a sorpresa contro truppe statunitensi in Giordania, provocando una risposta militare americana mercoledì. 

Trump, ricostruisce il Wall Street Journal, "avrebbe confidato ai suoi interlocutori di ritenere che l'accordo di pace provvisorio" raggiunto a giugno "fosse in realtà privo di significato". Il numero 1 della Casa Bianca "ha sempre saputo che non avrebbe funzionato". La frustrazione è emersa chiaramente durante la riunione di gabinetto a Camp David. Trump "ha accusato i diplomatici iraniani di essere 'molto disonorevoli' nei negoziati e ha lasciato intendere che sarebbero necessari attacchi militari ancora più violenti per piegare la volontà di Teheran. 'Beh, vogliono sempre parlare, ma non mantengono quasi mai la parola', ha affermato Trump, aggiungendo in seguito: 'Tutto quello che fanno è farmi arrabbiare'". 

Con il conflitto tra Stati Uniti e Iran entrato nel sesto mese, osserva il quotidiano americano, "nessuna delle due parti sembra intenzionata ad ammorbidire la propria posizione". Trump continua a pretendere che l'Iran rinunci al proprio programma nucleare e abbandoni il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran mantiene una linea rigida su entrambe le questioni. Tra le opzioni prese in considerazione da Trump ci sarebbe una campagna di due settimane di intensi bombardamenti aerei, destinata a ridurre le capacità missilistiche iraniane. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i consiglieri militari del presidente avrebbero avvertito che la diminuzione delle scorte di munizioni rappresenta un rischio significativo. 

31 lug 2026

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 31 luglio

(Adnkronos) - Nessun 6 né 5+1 al concorso del Superenalotto di oggi, venerdì 31 luglio. Centrati 9 punti 5 ai quali vanno 16.630,24 euro ciascuno. Si torna a giocare domani, sabato 1 agosto. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei 6 è di 205.126.643,43 euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

La combinazione vincente: 2, 6, 10, 31, 39, 83, Numero Jolly 66, SuperStar 75.  

 

31 lug 2026

Terremoto a Napoli, scossa 4.7 ai Campi Flegrei: crolli a Pozzuoli, 21 feriti

(Adnkronos) - Una forte scossa di terremoto è stata registrata a Napoli nella serata del 31 luglio, alle 19.46. Il sisma, stima l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato di magnitudo 4.7 - il più violento degli ultimi 40 anni nell'area - e si è verificato nella zona dei Campi Flegrei con epicentro a 5 km da Pozzuoli, a una profondità di 3 km. Ventuno persone sono rimaste ferite, due sono in codice rosso. Nel corso della serata, sono state avvertite altre scosse. La replica più forte è stata registrata alle 22.00 con magnitudo 3.8. Più tardi, prima di mezzanotte, nuovi episodi di magnitudo 2.7 e 3.1. 

A Pozzuoli abitazioni con crepe profonde, soprattutto nei palazzi più antichi, mobili ribaltati, famiglie destinate a passare la notte in strada (Video). Sono diverse le vie del comune flegreo in cui si vedono calcinacci, muri crollati, auto schiacciate dal peso dei massi (Video) venuti giù per l'intensità della scossa.  

Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci segnala "danni ad alcuni edifici civili e a diverse chiese, e tanta paura". "La Capitaneria di Porto ha segnalato che la banchina del molo di Pozzuoli non è al momento agibile e ne ha interdetto l’utilizzo", dice Musumeci. 

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in costante contatto con Musumeci, con il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e con il prefetto di Napoli, Michele di Bari, per seguire l'evoluzione della situazione, come si apprende da fonti di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio sta inoltre seguendo gli sviluppi della riunione dell'Unità di crisi, convocata per coordinare il monitoraggio e gli interventi conseguenti al sisma. 

 

Paura anche tra Napoli e l'hinterland: moltissime persone sono scese in strada. In diverse zone della città è saltata la corrente elettrica. Si è verificato il crollo parziale di un traliccio dell'alta tensione nella zona di Agnano, a Napoli, che ha provocato disagi all’alimentazione della rete elettrica tra la città e Pozzuoli. Nel nodo del capoluogo, dopo la scossa, sospesa la circolazione ferroviaria, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sullo stato dell’infrastruttura. Lo stop ha riguardato i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali. 

 

"Prima di tutto desidero rivolgermi a tutti voi che, come me, avete avvertito chiaramente la forte scossa di questa sera. Comprendo la preoccupazione e l'apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie", scrive su Facebook il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. "Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l'Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l'evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune", aggiunge. 

"È la scossa più forte di sempre, c'è gente chiaramente impaurita ma per ora non registriamo danni a persone o cose", dice all'Adnkronos il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione, a pochi minuti dalla scossa. Il sindaco informa che è stato immediatamente convocato dalla Prefettura di Napoli il centro coordinamento soccorsi (Ccs), inoltre a Bacoli ha disposto la disattivazione delle Ztl. È stato anche convocato il Coc (Centro operativo comunale) 

31 lug 2026

Lino Banfi: "Don Mazzi tra i pochi a pensare ancora agli altri". Al Bano: "Un uomo in odore di santità"

(Adnkronos) - "Era una persona stupenda, ha aiutato molta gente, soprattutto i ragazzi in difficoltà. Don Mazzi è stato uno dei pochi - qualcuno in Italia c'è ancora - che pensano prima agli altri, all'altruismo, e poi a sé stessi, all'egoismo. Ma per loro l'altruismo conta di più. Speriamo che le persone possano ricordarli prendendo esempio". Lo dice all'Adnkronos Lino Banfi, ricordando don Antonio Mazzi morto oggi, venerdì 31 luglio, all'età di 96 anni. 

Il fondatore di Exodus è stato ricordato anche da Al Bano, che ha parlato così all'Adnkronos: "Ho conosciuto bene don Mazzi. La sua era una famiglia di veri cristiani, erano tre fratelli e tutti e tre sono diventati preti: hanno fatto sempre cose alla grande. A me è sempre piaciuto ciò che don Mazzi ha fatto, è stato un uomo in odore di santità, se mi è concesso. Ha dato la sua vita agli altri, ai disperati, a coloro che avevano bisogno di umanità e lui la donava. L'ultima volta che l'ho sentito è stato per il suo compleanno e l'ho trovato bene, in forma, gasato come sempre. Era il solito don Mazzi".  

Per oltre quarant’anni la sede di Exodus al Parco Lambro di Milano è stata il punto di riferimento del lavoro di don Antonio Mazzi, il luogo dove migliaia di giovani e famiglie hanno trovato ascolto e sostegno. In quegli spazi, diventati il simbolo della sua battaglia educativa contro la marginalità e la droga, il sacerdote ha costruito una delle esperienze sociali più significative d’Italia. È qui che don Mazzi si è spento all’età di 96 anni, circondato dalle persone che negli anni hanno condiviso il suo cammino. 

Il suo nome è diventato nazionale negli anni Ottanta, quando l’emergenza della tossicodipendenza attraversava le città italiane e don Mazzi scelse di affrontarla non con la distanza dell’osservatore, ma con il metodo della presenza quotidiana. Da quella scelta nacque Exodus, un progetto che negli anni si è trasformato in una rete di comunità, cooperative e iniziative educative diffuse sul territorio italiano e all’estero. 

31 lug 2026

Wanda Nara vince in tribunale: "Sì a passaporti bimbe senza ok di Icardi"

(Adnkronos) - Nuovo round giudiziario nella battaglia tra l'ex calciatore dell'Inter Mauro Icardi e l'ex moglie Wanda Nara. La giudice tutelare del Tribunale civile di Milano Cristina Bassi ha accolto il ricorso presentato dalla donna argentina - difesa dall'avvocato Giuseppe Di Carlo del foro di Larino - per le due figlie minori. Lo apprende l'Adnkronos. 

Al centro della contesa "l’autorizzazione all’emissione di passaporto" per le bambine "anche senza l’autorizzazione del padre". Una necessità nata dal furto in casa subito dalla showgirl nel corso in una vacanza in Italia (pochi giorni fa nella villa di Galliate, in provincia di Novara, sono stati sottratti "vari preziosi" oltre ai due documenti) e che ha riacceso la dura battaglia legale e mediatica internazionale all'interno di un lungo e complesso divorzio. 

Da un lato Wanda Nara ha denunciato l' 'ostruzionismo' di Icardi nell'autorizzare i nuovi passaporti con conseguente ritardi nel rientro in Argentina; dall'altro lo sportivo che nell'ultima stagione ha vestito la maglia del Galatasaray - rappresentato dagli avvocati Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano - ha nuovamente sostenuto la presunta sottrazione delle loro figlie e l'incompetenza del Tribunale di Milano a decidere. La giudice Bassi ha stabilito che "il rifiuto del padre di autorizzare l’emissione del passaporto in favore delle minori risulta non giustificato" e si traduce, nei fatti, "nell’imporre alle minori l’attuale domicilio in Italia" dove non vivono dal 2022. Il rifiuto di sottoscrivere l’autorizzazione "non trova alcun fondamento concreto nell’interesse delle minori stesse" - vivono in Argentina almeno da settembre 2024 -, né dello stesso Icardi che vive altrove e che "ha avuto un atteggiamento quanto meno ondivago nei confronti della vicenda".  

Nel decreto immediatamente esecutivo - con cui vengono concessi "anche in assenza del consenso dell'altro genitore" i due passaporti alle minori e Icardi condannato alle spese legali - si sottolinea come "esulano del tutto dal presente procedimento sia le questioni relative all’accertamento in ordine alla eventuale intervenuta sottrazione internazionale delle minori che anche le questioni che implicano accertamenti/pronunce in ordine all’esercizio della responsabilità genitoriale sia in termini di affido che anche di collocamento e diritti/doveri del genitore non collocatario". 

31 lug 2026

Don Mazzi, il dolore di Mara Venier: "Perdo il mio secondo padre"

31 lug 2026

È morto Don Antonio Mazzi, addio al fondatore di Exodus: una vita al servizio degli ultimi

(Adnkronos) - È morto Don Antonio Mazzi, fondatore e presidente di Exodus aveva 96 anni. Don Mazzi si è spento oggi 31 luglio alle 17 a Milano, come annuncia "con profondo dolore" la Fondazione Exodus. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione dei funerali che si svolgeranno alle 15 nella Basilica di Sant'Ambrogio. Nella stessa giornata, quale ulteriore segno di cordoglio e di partecipazione della comunità milanese, la bandiera civica sarà esposta a mezz'asta in tutte le sedi comunali. 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio per la morte di don Antonio Mazzi, “sacerdote, educatore, comunicatore che ha speso interamente la sua esistenza al servizio degli ultimi e dei fragili: emarginati, poveri, disabili, tossicodipendenti. Ha reso una testimonianza di impegno sociale e civile, vigoroso e spesso coraggioso, nella formazione dei giovani, nella creazione di ambienti e di occasioni, spesso innovative, di solidarietà e di amicizia. Alla sua comunità, ai suoi ragazzi esprimo la solidarietà e la vicinanza della Repubblica”. 

"Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori - si legge in una nota - don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione". 

"Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario - dichiara Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets -. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili' a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno". 

"Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d'insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna - La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale". 

 

Don Antonio Mazzi è stata una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un'avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la 'Carovana Exodus', diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un'opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall'emarginazione. Il suo volto è diventato familiare per il grande pubblico anche grazie alla conduzione di Domenica In accanto a Mara Venier nel 1994-1995. 

Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile.  

"Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme", dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. "Ci diceva sempre che 'i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere'. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all'apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi." 

Il 9 agosto 1996 con il decreto del Presidente della Repubblica il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri dislocati su tutto il territorio nazionale e una ventina di cooperative. Don Mazzi fonda nel 1996 l'Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle Comunità, con un centinaio di comunità iscritte. 

Nel 1998 apre una serie di iniziative chiamate "Tremenda Voglia di Vivere", tra cui il noto diario scolastico che porta il nome di "Tremenda". Nel 2000 apre a Verona l'Università della Famiglia presso Costagrande. La famiglia è luogo primario di accoglienza e promozione della persona, di formazione alla vita affettiva e civica. 2001 è promotore e fondatore dell'Associazione Ambalaki in Madagascar, composta da educatori, professionisti e volontari che hanno messo le proprie competenze a servizio dei giovani che vivono nei 'Paesi in via di sviluppo. Nel 2004 apre in Patagonia una comunità per aiutare i ragazzi di strada. Nel 2004 è promotore del Movimento 'Educatori senza Frontiere', per affiancarsi ai "Medici senza Frontiere" in tutti quei problemi che attengono alla formazione. 

Don Mazzi ha avuto una lunga collabprazione con quotidiani locali e nazionali, periodici nazionali e importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire, Jesus, Vita Pastorale, Tiscali, Night Time. Per anni è stato ospite su varie reti televisive e radiofoniche, in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità e di maggiore interesse, tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione ecc., La partecipazione fissa per molti anni alla trasmissione "Domenica in" su Rai 1 ha significato un sofferto ma deciso passo avanti per spingere la testimonianza cristiana a manifestarsi utilizzando in maniera diversa i più moderni mezzi di comunicazione 

31 lug 2026

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