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Sanremo 2027, De Martino cambia le regole: voto online ed Eurovision, 24 Big in gara e paletti su Ia

(Adnkronos) - Il Sanremo di Stefano De Martino comincia dal digitale ma guarda all’artigianato. Da una parte il debutto del voto online su RaiPlay, che per la prima volta affiancherà e si integrerà con il televoto tradizionale; dall’altra il divieto di utilizzare l’intelligenza artificiale nella scrittura dei brani. In mezzo una formula profondamente ridisegnata, con 24 Big in gara invece dei trenta delle ultime edizioni, tutti sul palco per tutte e cinque le serate e una nuova ‘Serata Performance’ che venerdì 19 febbraio assegnerà il pass per l’Eurovision Song Contest.  

È questo il primo disegno del Festival 2027, definito dal regolamento pubblicato ieri e raccontato dallo stesso De Martino e dal vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai Claudio Fasulo, incontrando la stampa a Milano. Il voto online è una delle novità più significative. Sarà gratuito e passerà da RaiPlay: per votare sarà necessario registrarsi sulla piattaforma attraverso email e numero di telefono, con un sistema certificato. Il nuovo strumento non sostituirà il televoto ma verrà sommato a quest’ultimo per ciascun artista. Restano da definire le percentuali precise di incidenza delle due modalità, mentre è già stabilito che, per l’utente online, saranno al massimo tre i voti esprimibili. De Martino vede nella novità soprattutto uno strumento per allargare la platea di voto. 

"Dall’app puoi votare direttamente il nome del cantante e penso che questa modalità prenderà sempre più piede” ha spiegato. Il sistema è ancora in fase di definizione per quanto riguarda i pesi: “Lo stiamo mettendo a punto ma per un utente online saranno tre voti al massimo”, ha detto De Martino. E sulle percentuali ha precisato: “Ci stiamo lavorando per garantire un buon equilibrio tra voto online e telefonico e far sì che nessuno dei due sia handicap ma un valore aggiunto”. La modalità di conteggio, invece, è già delineata: “Televoto e voto online verranno sommati per ciascun artista come la total audience e questo è il modus che intendiamo applicare”. La digitalizzazione non si fermerà al voto. RaiPlay sarà anche il punto di accesso a ulteriori contenuti legati al Festival, compresi i testi delle canzoni in gara. È un modello di partecipazione che la Rai sta sperimentando anche su altri programmi e che, per Sanremo, punta soprattutto a intercettare il pubblico più giovane.  

La grande modifica sul palco riguarda invece il calendario delle serate. Quest’anno tutti i cantanti in gara andranno in scena ogni sera, da martedì a sabato. I brani verranno quindi ascoltati quattro volte nell’ambito della gara, mentre il giovedì sarà dedicato alle cover con ospiti e duetti. Il sistema di voto cambierà di sera in sera: martedì voteranno Giuria Popolare e Sala Stampa, Tv e Web; mercoledì Giuria Popolare e Radio; giovedì, per le cover, Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare; venerdì, per la Serata Performance, Giuria Popolare ed Esperti Internazionali; sabato, per la finale, nuovamente Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare. Al termine, i punteggi della prima, seconda e quinta serata decreteranno la classifica generale, dalla quale emergeranno i finalisti delle prime posizioni, comunicati in ordine casuale in un numero compreso tra tre e cinque. Dopo la riproposizione delle loro canzoni, dal vivo o tramite registrazione, si aprirà la sfida decisiva: a votare sarà esclusivamente la Giuria Popolare per il 50%, mentre il restante 50% deriverà dalla dote complessiva dei punteggi accumulati nelle serate valide per la gara principale. La combinazione di questi due componenti stabilirà la graduatoria definitiva, incoronando il vincitore di Sanremo 2027.  

Dentro questa nuova struttura si inserisce la Serata Performance di venerdì 19 febbraio, che prende il posto di quella che era stata informalmente definita ‘Serata Eurovision’. Non sarà il vincitore del Festival, infatti, a ottenere automaticamente il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. La scelta avverrà quella sera attraverso un sistema di voto specifico: a votare saranno soltanto la Giuria Popolare e una Giuria Internazionale di Esperti, con un peso del 50% ciascuna. Il voto del pubblico sarà quello della Giuria Popolare, attraverso il sistema di televoto integrato con il voto online, mentre la giuria internazionale sarà composta da esperti di diverse discipline dello spettacolo, non soltanto musicali ma anche, ad esempio, di coreografia e scenografia. “La stesura del brano deve essere la stessa di quella in gara ma si può modificare l’arrangiamento per dare un vestito nuovo alla canzone e varietà nell’intrattenimento”, ha spiegato De Martino. La versione proposta potrà durare tre minuti e mezzo, rispetto ai tre minuti spaccati previsti dall’Eurovision, e potrà anche essere diversa nell’impostazione musicale: “Se l’artista vorrà presentare una versione piano e voce rispetto alla versione con l’orchestra sarà possibile farlo” ha precisato il direttore artistico.  

La Serata Performance avrà dunque una funzione distinta dalla gara principale: il risultato di quella serata servirà a individuare il rappresentante italiano all’Eurovision, senza determinare la classifica generale di Sanremo. Quanto alla possibilità che alcuni artisti possano scegliere un brano pensando già a un possibile percorso internazionale, De Martino ha osservato: “C’è sempre chi presenta una canzone meno sanremese” e con un appeal più internazionale, citando come esempio ‘Tuta Gold’ di Mahmood. Il numero dei concorrenti, intanto, dovrebbe fermarsi a 24. Una scelta legata anche alla nuova formula, che prevede la presenza di tutti in tutte le serate. Il regolamento stabilisce che saranno 24 i Big in gara, compreso il vincitore di ‘Sarà Sanremo’ 2026, senza una categoria separata delle Nuove Proposte all’Ariston. La formula, almeno sulla carta, potrebbe però ancora essere modificata: negli ultimi anni le deroghe per ampliare il cast sono diventate una consuetudine, anche se De Martino ha assicurato: "Vi dico già che resteranno 24, nonostante tutti mi dicono che allargherò il numero degli artisti. Non lo farò".  

I giovani non spariranno dalla prima serata. Anzi, il progetto di De Martino prevede di portare Sanremo Giovani e Area Sanremo direttamente nel prime time di Rai1, con sei artisti, tre per ciascun percorso. “Quando abbiamo iniziato a lavorare al Festival abbiamo attinto da vari dati storici. La cosa più valida era fare una gara e alzare la posta in gioco: come agli Australian Open, uno bravo se la gioca fino alla fine e poi si siede al tavolo dei grandi. Avendo poi Big in gara molto giovani, era un po’ strano dividere i due percorsi. Area Sanremo e Sanremo Giovani confluiranno nel prime time di Rai1 con sei artisti, tre per ciascuna delle due categorie e davanti a una grande platea”. L’obiettivo è “cercare e trovare nuova musica” e soprattutto “esporli in tv nel momento in cui abbiamo più pubblico durante la giornata, non su RaiPlay o nel pomeriggio”, ha aggiunto il direttore artistico. Fasulo ha spiegato che la fase finale di Area Sanremo si terrà in presenza a Sanremo nel mese di novembre, per due weekend, con De Martino e la commissione musicale.  

Sul fronte della selezione, De Martino ha già iniziato gli ascolti e guarda anche a una scena musicale che finora è rimasta ai margini dell’Ariston. “Girando per i festival estivi ho scoperto che ci sono tanti artisti nuovi, ci sono artisti indie che hanno una platea grande e ancora non sono approdati a Sanremo e proveremo a portarli” sul palco. Il termine per presentare le proposte è fissato al 23 novembre. I nomi dei Big potranno essere ufficializzati dal 29 novembre e, calendario alla mano, torna plausibile il tradizionale annuncio al Tg1 delle 13.30 proprio di domenica 29 novembre. Se l’intelligenza artificiale entra nel regolamento, l’autotune resta invece fuori dal campo dei divieti. Per De Martino non può essere trattato come un elemento da bandire in assoluto, “ma un criterio di selezione, perché c’è tutta una scena musicale che ne fa un uso stilistico, come la trap”. L’attenzione, ha spiegato, sarà sulla coerenza tra tecnologia e progetto artistico: “Non arriverà mai in gara la canzone di un artista che pretende di cantare come Céline Dion e lo fa con l’autotune ma sarà a favore del genere, per una questione stilistica. Va bene se è a servizio della canzone, se la natura del progetto è aderente all’uso dell’autotune”. Diverso il discorso sull’intelligenza artificiale. Il regolamento stabilisce che testi e musiche debbano essere frutto esclusivo dell’ingegno umano, escludendo l’impiego di sistemi di Ia in grado di sostituire, alterare o snaturare l’apporto creativo primario. Rai e Direzione Artistica potranno effettuare verifiche tecnologiche. 

Anche sulla presenza femminile il direttore artistico non vuole partire da numeri prestabiliti. L’idea delle quote “un po’ mi stucca, abbiamo tante donne brave ma al Festival comandano le canzoni. Ho un occhio di riguardo per un progetto interessante” ha evidenziato. Quanto agli ospiti internazionali, il direttore artistico invita a non inseguire le indiscrezioni. “Terrei le aspettative basse, ogni giorno sento un nome diverso. La loro presenza è una grande ambizione da parte nostra e saranno la ciliegina sulla torta”. La priorità è costruire un cast italiano forte, con artisti "di alto calibro" ma "non ogni sera per forza dobbiamo avere nomi internazionali". Tra gli artisti che potrebbero tornare c’è anche Emma, alla quale in passato De Martino è stato legato sentimentalmente e con la quale è grande amico. Lei, però, non ha bisogno di un invito formale: “Io ne ho invitati tanti di artisti a Sanremo, tra cui Emma, alla quale non serve il mio invito. Si è già presa il palco dell'Ariston in passato e se vuole tornare non ha difficoltà a farlo” ha ricordato. E se i Maneskin dovessero davvero riunirsi? “Se dovessero fare una reunion sono invitati ma siamo solo al 21 settembre. Se lo sapessi ve lo direi”, ha risposto De Martino, lasciando aperta una porta ma senza confermare le indiscrezioni.  

Il Festival 2027 si troverà inoltre a convivere con una possibile fase pre-elettorale. “Garantiremo la par condicio senza la polarizzazione della narrazione ma mettendo arte e musica al centro”, ha assicurato De Martino. E sulla tradizionale dose di polemiche che accompagna ogni edizione: “Mi sono detto senza una bella polemica che Sanremo è? Ben vengano le polemiche, le gestiremo ma è giusto che ognuno si esprima come vuole, nel rispetto di tutti”. Il direttore artistico mette invece un punto fermo sull’orario: “C’è un tassativo orario: deve finire all’una e 01. Io dopo l’una me ne vado, poi se volete rimanere voi…”. Accanto al Festival ci sarà poi il Dopofestival: “Ci tengo molto e spero vi piacerà tanto, è un po’ pirata”. Il primo Sanremo da direttore artistico e conduttore, insomma, De Martino dice di averlo preparato anche studiando la storia del Festival. “Vorrei che fra tanti anni riascoltando quelle canzoni si possa dire che nel 2027 la musica in Italia suonava così. Ora mi sento tranquillo perché mi sono alfabetizzato. Ho ben presente che c’è tanto da fare”. Il resto è ancora top secret. Per ulteriori annunci, l'appuntamento è alle prossime settimane, quando De Martino tornerà a svelare nuove tessere del mosaico che comporrà Sanremo 2027.  

21 set 2026

Bonus box auto 2026, il vantaggio non è solo fiscale: così cambia il costo della RC

(Adnkronos) - Con il bonus box auto 2026 - la detrazione Irpef per chi costruisce un nuovo box o posto auto, o lo acquista direttamente dall’impresa costruttrice - torna d’attualità un investimento che conviene anche oltre il fisco: parcheggiare di notte il proprio veicolo in un box privato pesa anche sul costo dell'assicurazione RC. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, nel mese di luglio 2026 il 58,7% degli automobilisti e l’82,3% dei motociclisti ha dichiarato di parcheggiare di notte il proprio veicolo in un box privato, e sono proprio loro a pagare il premio medio più basso.  

Il bonus box auto nel 2026 permette di recuperare il 50% della spesa se il box è pertinenza della prima casa, il 36% negli altri casi, fino a un massimo di 96.000 euro, spalmato in dieci quote annuali. Restano indispensabili due condizioni: il legame con l’abitazione e il pagamento con bonifico 'parlante'. Dal 2027 le percentuali scenderanno al 36% e al 30%, quindi chi sta valutando l’investimento ha convenienza a chiudere la pratica entro l’anno in corso. 

Per capire quanto il parcheggio pesi davvero sulle tasche degli automobilisti, Segugio.it – il portale leader nel mercato italiano della comparazione tramite internet di prodotti assicurativi, utilities e prodotti di credito – ha analizzato le risposte fornite a luglio 2026 dagli utenti del comparatore alla domanda sul ricovero notturno del veicolo. Per le auto, il box privato risulta il ricovero notturno più utilizzato, impiegato dal 58,7% degli utenti, seguito dall'area recintata privata (21,9%) e dal parcheggio in strada (17,8%); il parcheggio pubblico resta una soluzione marginale, sotto il 2%. Per le moto (grafico 2), il ruolo del box privato è ancora più marcato, salendo all'82,3%, davanti ad area recintata privata (12,3%) e strada (4,3%), mentre anche qui il parcheggio pubblico si ferma sotto il 2%.  

Il luogo del ricovero notturno del veicolo è una delle informazioni utilizzate dalle compagnie per valutare il rischio assicurativo, e questo si riflette direttamente sul premio. Per le auto, pagano di meno gli utenti che dispongono di un box privato, con un premio medio di 487,32 euro, il 4,1% in meno rispetto alla media di 508,24 euro, contro i 555,42 euro di chi lascia l'auto in strada (+9,3% sulla media). Lo stesso vale per le moto: chi dispone di un box privato paga un premio inferiore dell'1,6% rispetto alla media, mentre chi lascia il veicolo in strada subisce un rincaro dell'11,5%. 

Emerge però un paradosso: nelle grandi città, dove il box privato sarebbe più utile, la sua diffusione tende a essere inferiore rispetto al resto della regione. L'effetto sul premio assicurativo, tuttavia, non è uniforme. Nella provincia di Milano il box privato è utilizzato dal 59,7% degli automobilisti, contro il 70,8% del resto della Lombardia, ma è proprio qui che si registra il beneficio economico maggiore: un risparmio medio del 6,9%, rispetto al 4,4% del resto della regione.  

Nella provincia di Roma, invece, la minore diffusione del box (51,1% contro il 55,4% del resto del Lazio) si accompagna anche a un vantaggio più contenuto sul premio, pari all'1,0% contro il 5,3%. Nella provincia di Napoli, la diffusione del box è in linea con il resto della Campania (69,0% contro 69,3%), ma il risparmio resta inferiore: 1,0% contro il 2,6% della regione. 

21 set 2026

Scuola, l'alert di Mattarella "è leva integrazione": intanto il governo lavora a tetto stranieri e stop burqa in classe

(Adnkronos) - Tetto del 30% di stranieri nelle classi e stop a burqa e niqab a scuola. Dal palco di Fenix, la festa giovanile di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ha tracciato la direzione. Ora toccherà al Consiglio dei ministri, questo giovedì (la riunione dovrebbe tenersi alle 16.30), partorire il provvedimento che, dalle parti dell'opposizione, viene indicato come la seconda portata del menu pre-elettorale scodellato dalla presidente del Consiglio e leader di Fdi, dopo il taglio del bollo auto. 

Intanto i tecnici del Mim guidato da Giuseppe Valditara sono già al lavoro per tradurre i desiderata politici in uno strumento normativo solido - e digeribile dal Quirinale, ovviamente. Oggi, tra l'altro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato l'anno scolastico ad Amatrice, definendo la scuola come " la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di immigrati". 

Non è ancora chiaro quale sarà il veicolo normativo, se un decreto o un ddl. "Il ministro Valditara sta lavorando a questo provvedimento da un po' di tempo. Non so se sarà un decreto o un disegno di legge. Un disegno di legge che probabilmente si accorperà con altri disegni di legge, tra cui quello di Fdi in discussione alla Camera - credo che verrà incardinato dopo la legge elettorale - che prevede appunto il divieto di burqa e niqab nei luoghi pubblici e non solo nelle scuole", ha detto ai microfoni di Sky il deputato di Fdi Francesco Filini, responsabile del Dipartimento Programma. La proposta a cui Filini fa riferimento è la C. 2562, presentata alla Camera il 5 agosto 2025 da Sara Kelany, Galeazzo Bignami, Elisabetta Lancellotta, Carolina Morgante e lo stesso Filini, dal titolo "Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di contrasto del fondamentalismo religioso". Il testo contiene, tra le altre cose, la norma sul divieto di indumenti che coprano integralmente il volto: nel dettaglio, l'articolo 5 prevede il divieto nei luoghi pubblici, aperti al pubblico, negli istituti di istruzione di qualunque ordine e grado, nelle università, negli esercizi commerciali e negli uffici, con sanzione amministrativa da 300 a 3.000 euro. 

Kelany, prima firmataria di quel testo, respinge al mittente le accuse mosse dalle opposizioni: "La polemica sul tetto al numero degli studenti stranieri per classe mostra l'ennesimo corto circuito ideologico della sinistra: in una classe composta per la stragrande maggioranza da bambini stranieri il rischio è che si alimentino dinamiche ghettizzanti, che rendono ancora più difficile l'apprendimento della lingua". Per la responsabile del dipartimento immigrazione di Via della Scrofa è "ancora più surreale" la polemica sul velo integrale: "Non possiamo accettare che nel 2026 ci siano ragazze costrette ad andare a scuola coperte dalla testa ai piedi, come successo a Monfalcone. La scuola deve insegnare che esiste un'alternativa, che in Occidente si chiama libertà, uguaglianza, parità tra uomo e donna", insiste. 

In verità, se fino a ieri l'ipotesi ddl sembrava la più accreditata, da fonti governative interpellate dall'Adnkronos filtra ora l'indicazione di un decreto legge. "Se ne riparlerà in Cdm", spiegano le stesse fonti, confermando che il provvedimento conterrà anche il divieto di burqa nelle scuole. Sul tetto agli studenti stranieri, viene precisato inoltre il perimetro della norma: il limite del 30% non riguarderà gli studenti stranieri in quanto tali, ma gli alunni che non parlano italiano, chiariscono le fonti, che rivendicano la natura del provvedimento: "È un decreto di integrazione, non di divisione". 

 

21 set 2026

Trump attacca ancora Cnn, Politico e Ms Now: "Studio Ovale non può essere profanato da pagliacci con fake news"

(Adnkronos) - "Si chiama Studio Ovale e dovrebbe essere trattato con decoro, rispetto e dignità, non profanato da pagliacci di terz'ordine che distorcono, travisano e degradano intenzionalmente tutto ciò che scrivono o pubblicano". Con un duro post sul social Truth, il presidente Usa Donald Trump torna sul divieto d'accesso alla Casa Bianca imposto a reporter delle testate Cnn, Politico e Msnow. "Praticamente ogni articolo su di me, o qualsiasi cosa mi riguardi, è negativo, falso e, in molti casi, pericoloso per il nostro Paese - scrive in un post - Non importa quanto grandi siano i miei successi, li banalizzano e li umiliano. Come previsto, hanno intentato causa per ottenere l'accesso alla Casa Bianca e al vostro Presidente, io. Hanno scelto un grande giudice, un uomo che si è pronunciato a favore di Jim Acosta", altro giornalista - allora corrispondente della Cnn - al quale nel 2018 venne revocato l'accredito stampa, "che ora sembra essere scomparso dalla faccia della Terra".  

"Il nome del giudice - continua Trump nel post - è Tim Kelly, ed è stato, purtroppo, nominato da 'Trump'. In altre parole, quasi senza dubbio e, come al solito, faremo ricorso perché le persone e le pubblicazioni di fake news, che scrivono solo cose negative e che violano la nostra sicurezza nazionale scrivendo articoli falsi e diffamatori con 'fonti' sconosciute, non dovrebbero avere accesso all'ufficio più importante del mondo".  

Il fatto, ha ricordato Trump, "è che ho vinto in tutti e 7 gli Stati in bilico. Con una stampa così corrotta e disonesta, come ho fatto a vincere con una vittoria così schiacciante? È perché i media non hanno alcuna credibilità, e questo è un male per la nostra nazione. Perché dovrei dare 'accesso' a queste persone? Forse il giudice Kelly potrebbe spiegarlo. In ogni caso, ho l'obbligo di lottare per il successo e la sicurezza del nostro Paese. Le fake news rappresentano una minaccia per la democrazia e farò tutto il necessario per garantire la prosperità degli Stati Uniti. Rendiamo di nuovo grande l'America", conclude Trump, ribadendo il celebre slogan Maga. 

21 set 2026

Miss Italia 2026 è Sarah Rizea: la 18enne atleta di Vado Ligure ha vinto il titolo di reginetta

21 set 2026

Renzi, l''avvertimento' al campo largo: "Da soli perdete..."

(Adnkronos) - Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra da soli perderanno le elezioni. E' il monito di Matteo Renzi, che avverte i leader del campo largo. "Quei quattro lì'' - Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni- "da soli perdono, ma non perché sono cattivi", dice il leader di Italia viva ospite a 'Lo stato delle cose', il programma condotto da Massimo Giletti su RaiTre. "Meloni era nettamente convinta di vincere, poi è accaduta una cosa a destra: è arrivato Vannacci. E nel momento in cui arriva Vannacci da destra, la destra è divisa e il centrosinistra diventa competitivo", dice l'ex presidente del Consiglio soffermandosi sugli equilibri nel centrodestra. Con Fratelli d'Italia ampiamente primo partito, l'ingresso di Roberto Vannacci sulla scena con Futuro Nazionale ha inciso - secondo i sondaggi - sul peso di Forza Italia e soprattutto su quello della Lega. 

''Secondo me Vannacci fa un risultato molto importante alle prossime elezioni politiche e la Meloni lo sa. Giorgia, quindi, è a un bivio: se perde Vannacci, perde le elezioni. Se prende Vannacci, perde la faccia... La Meloni è in difficoltà", prosegue. Le due coalizioni, in base ai vari rilevamenti, sono vicine. La differenza per il centrodestra è legata all'inserimento - o meno - di Vannacci. Per il centrosinistra, fa capire Renzi, potrebbe pesare il 2,5% di Italia Viva. "Quei quattro da soli non ce la fanno, arrivano al 40%. C'è bisogno del 2-3-4% dei riformisti...", dice Renzi, convinto che alla fine la leadership della coalizione verrà scelta con le primarie. "Secondo me sì", dice rispondendo a Giletti. "Sulla politica estera si dovrà arrivare prima ad un accordo condiviso", dice. 

21 set 2026

Veneto, il presidente Alberto Stefani ferito in un incidente stradale: stava andando al consiglio federale della Lega a Milano

(Adnkronos) - Il presidente del Veneto Alberto Stefani è rimasto ferito in un incidente stradale. Mentre era in viaggio verso Milano per partecipare al consiglio federale straordinario della Lega convocato dal segretario Matteo Salvini, l'auto su cui viaggiava è stata coinvolta in un impatto in autostrada, all'altezza di Treviglio. 

A rassicurare sulle proprie condizioni di salute è stato lo stesso esponente leghista: "Grazie a tutti per i messaggi di affetto. Oggi sono stato coinvolto in un incidente stradale. Fortunatamente, eccetto qualche contusione ed escoriazione, sto bene, anche se il rischio è stato alto. Farò di tutto per essere al lavoro già domani mattina. Un abbraccio a tutti e ancora grazie", ha scritto Stefani sui social. 

Anche Matteo Salvini è intervenuto sui social per confermare la notizie e non solo. "Un grande abbraccio e auguri di pronta guarigione ad Alberto Stefani. Forza Alberto, ti aspettiamo presto!", ha scritto sui social il vice premier. ''Esprimo la mia vicinanza al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e alla senatrice e sottosegretaria Mara Bizzotto, coinvolti questa sera in un incidente stradale mentre si recavano a Milano. Fortunatamente, dalle prime informazioni, le loro condizioni non destano preoccupazione. Rivolgo a entrambi un sincero augurio di pronta ripresa, con l’auspicio che gli accertamenti medici possano confermare al più presto che tutto è sotto controllo'', è stato invece il messaggio di Ignazio La Russa, presidente del Senato. 

21 set 2026

Ostia, autocarro danneggia ponte sulla via del Mare: traffico in tilt a Roma Sud

21 set 2026

Giallo a Cassino, donna trovata morta in casa: indagini in corso

21 set 2026

Usa, operai tranciano cavo della fibra ottica in un cantiere: voli sospesi nei principali aeroporti della costa orientale

(Adnkronos) - Giornata nera per chi viaggia in aereo. Dopo i disagi verificatisi questa mattina nel Regno Unito a causa di problema "tecnico", il caos è scoppiato in alcuni dei più grandi aeroporti della costa orientale degli Stati Uniti. Decine i voli che hanno subito ritardi e cancellazioni a seguito di quello che è stato definito un "malfunzionamento del sistema di controllo del traffico aereo", dopo che alcuni operai hanno tranciato un cavo della Verizon durante lavori di scavo, come riferisce la Cnn.  

Un sistema di monitoraggio della Federal Aviation Administration (FAA) indica che la maggior parte dei ritardi o delle sospensioni non è ancora stata risolta. Gli scali maggiormente interessati al momento sono l'Aeroporto Internazionale Logan di Boston, il Newark Liberty in New Jersey, l'aeroporto John F. Kennedy di New York e LaGuardia sempre nella Grande Mela, l'aeroporto Internazionale di Philadelphia in Pennsylvania e quello di Teterboro, sempre in New Jersey. I ritardi maggiori riguardano quest'ultimo, che segnala oltre 255 minuti di attesa. 

 

"Disponiamo di un cavo in fibra ottica che corre lungo una linea ferroviaria Amtrak nel New Jersey. Le imprese edili che operavano nella zona hanno scavato e tranciato il nostro cavo", si legge nella nota di Verizon, che ha precisato che l'azienda di telecomunicazioni non è responsabile del danno e aggiunto: "Stiamo lavorando attivamente per riparare il cavo danneggiato e ripristinare la connettività il prima possibile". I disagi si sono verificati proprio nel giorno in cui 130 leader mondiali e decine di ministri stanno arrivando a New York per l'incontro annuale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

21 set 2026

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