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Poledrini (Arst): "Depositi energetici e idrogeno, così cambia il trasporto"

(Adnkronos) - “Nella nostra strategia aziendale, un posto centrale è stato riservato proprio alla costituzione di hub energetici. Abbiamo realizzato tre impianti di produzione di idrogeno, attualmente in fase di collaudo, al servizio dei nuovi treni a idrogeno che entreranno in circolazione l’anno prossimo. Speriamo, in questo modo, di dare un contributo non solo alla sostenibilità, facendo circolare mezzi che non emettono CO₂, ma anche alla creazione di competenze specifiche in materia di innovazione tecnologica ed energetica, come quella legata all’idrogeno, che rappresenta una competenza di alto valore”. Così Carlo Poledrini, direttore centrale di ARST, in occasione della 20esima edizione del Convegno Nazionale Asstra, in programma il 21 e 22 ottobre al Parco dei Principi Grand Hotel Roma, dal titolo “Mobilità di valore, valore alla mobilità”.  

Poledrini si è poi soffermato sulla formazione del personale: “Siamo onorati di poterci qualificare come un’azienda virtuosa e innovativa in questo senso. Abbiamo costruito percorsi di formazione duale per i quali siamo stati premiati anche a livello nazionale e che abbiamo realizzato di concerto con le scuole di formazione. Abbiamo quindi sviluppato percorsi dedicati a queste nuove competenze, che in realtà non trovano facilmente luoghi in cui essere acquisite. Si tratta di elementi nuovi, per cui costruiamo i percorsi insieme alle scuole. Ci ritroviamo così direttamente con personale preparato dal punto di vista delle competenze, ma anche pronto a essere impiegato nella produzione”. 

21 ott 2026

Ranucci a 'RaiNews' con delega agli approfondimenti e alle inchieste

(Adnkronos) - Sigfrido Ranucci da ieri è entrato ufficialmente nella squadra di 'RaiNews', redazione in cui ha lavorato dal 1999 (anno della fondazione di Rainews24 con all'epoca direttore Roberto Morrione) al 2006, prima di 'Report'. A quanto apprende l'Adnkronos Ranucci, che torna a RaiNews con l'incarico di vice direttore del canale televisivo all-news, avrà la delega agli approfondimenti e alle inchieste della testata, che annovera tra i suoi principali format investigativi la trasmissione 'Spotlight'. Non è però ancora definito quale sarà, più in generale, il ruolo del conduttore, anche se al momento non sembra prevista una sua presenza in video.  

Ranucci torna dunque alle origini, nella testata che lo nominò, nel 2001, inviato speciale, e che gli aprì le porte che lo condussero, in seguito, a 'Report'. Secondo quanto viene riferito all'Adnkronos da fonti interne alla testata, la redazione avrebbe accolto l'arrivo del conduttore con un mix di sentimenti contrastanti: nessuna 'barricata' contro di lui, ma se da un lato non mancano i 'fan' ranucciani, c'è anche chi mostra qualche scetticismo. 

Sul fronte 'Report', intanto, dopo il rigetto del ricorso d'urgenza contro la rimozione dal programma ora la questione si sposta sul merito, relativamente al quale si dovrà pronunciare il Tribunale di Roma. Non sarà una decisione immediata e probabilmente ci vorranno mesi, ma non si può escludere che le conclusioni del giudice possano essere diverse. A giorni verrà poi presentato, dai legali del giornalista, il ricorso contro la sospensione di dieci giorni comminata dalla Rai nei confronti di Ranucci a seguito della relazione del Comitato Etico.  

21 ott 2026

The Offspring, il chitarrista Noodles si ferma: "Ho un problema di salute"

21 ott 2026

Città Torino e Dove Progetto Autostima, insieme per uso consapevole del digitale

(Adnkronos) - L'assessorato alle Politiche Giovanili della Città di Torino e Dove, un marchio Unilever impegnato da oltre vent'anni nella promozione dell'autostima e della fiducia in sé, annunciano oggi una collaborazione dedicata alle scuole della città, con l'obiettivo di offrire a docenti e studenti strumenti didattici concreti per affrontare uno dei temi più urgenti dell'adolescenza contemporanea: il rapporto tra uso dei media digitali, benessere psicologico e fiducia nel proprio corpo. 

L'evento di lancio si è tenuto questa mattina presso l'Istituto Comprensivo Leone Sinigaglia, alla presenza di Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino, Ugo De Giovanni, general manager personal care Unilever Italia, Camilla Stellato, psicologa specializzata in psicologia clinica e psicoterapia, Martina Nasi, docente della scuola primaria Ventoso di Scandiano (RE), e Klizia Baldisserotto, project manager di Social Warning - Movimento Etico Digitale. All'evento hanno partecipato circa 80 alunni delle classi quarte e quinte dell'Istituto Sinigaglia, che hanno potuto sperimentare il kit del Dove Progetto Autostima durante un momento interattivo di formazione. 

Nell'attuale ecosistema digitale, bambini, bambine e adolescenti sono esposti quotidianamente a un flusso continuo di contenuti che spesso veicolano modelli estetici irrealistici e standard di bellezza difficili da raggiungere. Sebbene le pressioni legate all'aspetto fisico non siano un fenomeno nuovo, i social media spesso diventano il luogo in cui questi temi vengono veicolati con maggiore frequenza, intensità e impatto, contribuendo ad accrescere le sfide che i più giovani affrontano nella costruzione della propria identità e della propria autostima. 

 

I dati raccolti dalle principali fonti italiane fotografano un fenomeno di portata rilevante: l’85% dei ragazzi tra 11-17enni usa lo smartphone ogni giorno e il 38% dei giovani tra gli 11 e i 18 anni passa più di 5 ore davanti agli schermi; il 45% tra gli 11 e i 18 anni parla raramente o mai con i genitori di quello che fa online; quasi 100.000 studenti presentano caratteristiche di dipendenza dai social media, con maggior probabilità di sviluppare ansia sociale, bassa autostima, depressione e disturbi del comportamento alimentare; e si stima che la salute mentale di 1 giovane italiano su 2 sia oggi a rischio. 

Dietro questi numeri c'è una realtà quotidiana in cui l'autostima dei ragazzi è costantemente messa alla prova dal confronto con modelli irraggiungibili e messaggi tossici. È in questo scenario che si inserisce l’impegno del Dove Progetto Autostima, nato per supportare le nuove generazioni nello sviluppo di un rapporto più sano e consapevole con se stessi e con la propria immagine. Attivo da oltre vent'anni, il Dove Progetto Autostima ha già raggiunto più di 160 milioni di giovani nel mondo e oltre 2 milioni di studenti in Italia, affermandosi come uno dei più ampi programmi di educazione all'autostima a livello internazionale. Al centro della collaborazione tra la Città di Torino e Dove c’è dunque un obiettivo condiviso: accompagnare le nuove generazioni verso una maggiore consapevolezza nell’uso della rete e dei social media, uno dei terreni educativi più urgenti del nostro tempo. 

A questa sfida, educativa e sociale insieme, serve una risposta corale, costruita attraverso l’alleanza tra istituzioni, scuola, famiglie e aziende capaci di investire in modo concreto sul benessere delle giovani generazioni. Ed è proprio questa la natura della collaborazione tra Città di Torino e Dove che unisce la responsabilità pubblica delle politiche giovanili al know-how di un brand che da oltre vent’anni, con il Dove Progetto Autostima, lavora sul rapporto tra ragazze, ragazzi e l’immagine di sé. 

 

In questo quadro si collocano anche gli strumenti operativi del progetto, a partire dal kit Connessi con Cura: un utile strumento didattico, a disposizione delle insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per educare i più giovani sui rischi e le opportunità legate ai social media e il loro impatto. Sviluppato in collaborazione con Social warning, Movimento etico digitale, il kit include schede didattiche, esercizi pratici, materiali di approfondimento e una guida sicura direttamente applicabili in classe dagli insegnanti. 

“In una fase della vita in cui l’identità e l’autostima si stanno formando, è fondamentale educare a una bellezza autentica, che non si misuri attraverso modelli irraggiungibili o il confronto continuo con ciò che vediamo tramite uno schermo. Gli strumenti digitali offrono grandi opportunità, ma dobbiamo fornire ai giovani tutte le indicazioni necessarie a utilizzarli in modo consapevole, come una risorsa da cui imparare e attraverso cui esprimersi e non come un modello di vita a cui adeguarsi. Siamo felici di sancire collaborazioni sui temi della salute mentale, dell'autostima e della consapevolezza sul digitale con realtà che scelgono di investire attenzione e risorse. È così che l’educazione diventa una responsabilità condivisa tra istituzioni pubbliche e private, con l'obiettivo di promuovere il benessere dei giovani e aiutarli a crescere più consapevoli, liberi di riconoscere il proprio valore e di sviluppare fiducia in sé stessi”, dichiara Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino. 

“Da oltre vent'anni Dove porta avanti il proprio impegno sull'autostima e sulla promozione della bellezza autentica. Con le nuove generazioni lo facciamo attraverso il Dove Progetto Autostima, che nel corso degli anni ha raggiunto milioni di giovani in tutto il mondo. La collaborazione con la Città di Torino, oggi, rappresenta un importante segnale di attenzione da parte delle istituzioni verso un tema che riguarda l’intera comunità e, in particolare, il benessere di ragazze e ragazzi. Insieme, mettiamo a disposizione di docenti e studenti della città strumenti aggiornati per affrontare le sfide che i ragazzi e le ragazze vivono ogni giorno nel mondo digitale. L’obiettivo è di contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sull’educazione digitale. Poter agire insieme alle istituzioni e alla scuola è, per noi, la strada giusta per rendere concreta e duratura questa missione”, dichiara Ugo De Giovanni, general manager personal care Unilever Italia. 

 

“In un tempo in cui l’esposizione mediatica e l’universo digitale accompagnano i nostri ragazzi sin dalla primissima infanzia, la scuola ha il dovere di essere un punto di riferimento saldo, capace di intercettare i bisogni educativi più urgenti. La nostra istituzione scolastica percepisce questa esigenza, portando avanti con convinzione progetti di varia natura volti alla cura e alla crescita della persona. Oggi, di fronte alle sfide complesse poste dalla rete e dai social media, diventa fondamentale ribadire che nessuna istituzione può agire da sola. La risposta educativa e sociale deve essere corale e fondata su una forte sinergia e collaborazione tra le istituzioni, la scuola, le famiglie e il mondo delle aziende. Accompagnare i ragazzi, sin da piccoli, a sviluppare una sana consapevolezza del proprio corpo e a navigare con spirito critico nel mondo digitale significa gettare le basi per il loro benessere futuro”, afferma Rosa Berardi, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Leone Sinigaglia di Torino. 

Il webinar del 28 ottobre: la formazione si apre a tutti i docenti. L'evento di Torino è il primo tassello di un percorso più ampio. L’appuntamento è per mercoledì 28 ottobre alle ore 17:00 con un webinar formativo online gratuito dal titolo 'Consapevolezza digitale in classe', rivolto a dirigenti scolastici e insegnanti di Torino. Il webinar sarà condotto da Sara Verrecchia, formatrice di Social Warning, e permetterà agli insegnanti di conoscere in dettaglio il kit Connessi con Cura di Dove Progetto Autostima e le modalità concrete per portarlo in classe. 

Le iscrizioni chiudono martedì 27 ottobre alle ore 12:00 e sono aperte al seguente link. I kit di Dove Progetto Autostima si possono scaricare gratuitamente su DoveProgettoAutostima.it. 

21 ott 2026

Infortuni, Confsal: "Senza coerenza tra principi e comportamenti le norme non bastano"

(Adnkronos) - Una cultura della sicurezza realmente condivisa, capace di tradurre i principi in comportamenti coerenti. E' il messaggio lanciato dal aegretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, intervenuto alla terza edizione degli Stati generali della salute e della sicurezza sul lavoro, promossi dalla Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta da Chiara Gribaudo, nella Sala della Regina di Montecitorio. Nonostante un quadro normativo tra i più avanzati, a partire dal D.Lgs. 81/2008, il numero delle morti e degli infortuni sul lavoro continua a essere drammatico. Per Margiotta, il problema risiede soprattutto nella distanza tra le dichiarazioni di principio e le azioni concrete. La cultura della sicurezza deve diventare un patrimonio di valori condivisi da istituzioni, imprese, sindacati, lavoratori e soggetti della formazione, traducendosi in responsabilità e comportamenti coerenti. 

In questa prospettiva, il segretario generale ha rilanciato la proposta della Confsal di assumere almeno 10.000 ispettori tecnici e realizzare un polo unico della vigilanza, superando la frammentazione delle competenze e destinando alla prevenzione risorse adeguate, anche in considerazione degli elevati costi umani ed economici degli infortuni. Margiotta ha richiamato anche le responsabilità del sindacato e della contrattazione collettiva, ricordando l'impegno della Confsal per il riconoscimento ai preposti alla sicurezza di una copertura assicurativa e di un'indennità dal 5 al 10%, commisurata al livello di rischio dei diversi comparti. Un esempio di come alle rivendicazioni debbano corrispondere scelte concrete. 

Centrale, inoltre, il principio della prevenzione partecipata, attraverso il coinvolgimento effettivo dei lavoratori e l'adozione di modelli organizzativi della sicurezza che affianchino il documento di valutazione dei rischi. La prevenzione, ha evidenziato, non può limitarsi agli adempimenti normativi, ma deve rispondere anche a obblighi morali fondati su valori condivisi. Infine, Margiotta ha ribadito la necessità di un cambio di passo culturale, richiamando la proposta avanzata dalla Confsal nel Decalogo della sicurezza del 2023, che ha trovato riscontro nell’introduzione della sicurezza sul lavoro nell’ambito dell’educazione civica, con la legge n. 21/2025. Un riconoscimento che deve ora tradursi in percorsi formativi concreti, capaci di radicare la cultura della prevenzione, per formare prima ancora dell'ingresso nel mercato del lavoro, come ha sottolineato il segretario generale, “i lavoratori e gli imprenditori di domani”. 

21 ott 2026

Caso Resinovich, legale del fratello di Liliana: "Nuove tracce confermano omicidio"

21 ott 2026

Benetton: "Con quarta pista Fiumicino impatto acustico -80%"

21 ott 2026

Manuel Otto muore in diretta Twitch, l'influencer aveva 30 anni

21 ott 2026

Processo Maradona, la difesa sostiene l'innocenza del medico Luque, "è capro espiatorio"

21 ott 2026

Disordini e proteste, TikTok condanna le violenze: attivata una 'task force' e rimossi video e account

(Adnkronos) - TikTok "condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali", secondo quanto riferito dalla società in relazione alle recenti proteste. "Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza, garantendo l'accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l'uso improprio della piattaforma". 

In risposta ai disordini, Tiktok ha attivato una "task force" e rafforzato le attività di moderazione, "anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio. Con l'evolversi della situazione, continuiamo la nostra attività di moderazione, rimuovendo i video, sospendendo le LIVE e bloccando gli account che violano le nostre regole. Finora, i tassi di violazione restano in linea con quelli osservati nei periodi precedenti. Stiamo inoltre collaborando con partner di fiducia, tra cui fact-checker indipendenti, per identificare le potenziali minacce emergenti", secondo quanto riferito dalla società. 

Sono inoltre state introdotte ulteriori misure di sicurezza, tra cui "il blocco dei termini di ricerca che incitano alla violenza o ad attività criminali, la disattivazione del completamento automatico per le ricerche relative alle proteste e la limitazione dei suggerimenti di ricerca. Stiamo inoltre invitando gli utenti a consultare fonti affidabili e a utilizzare le LIVE in modo responsabile, limitando temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico", secondo quanto riferito da TikTok. 

21 ott 2026

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