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Serie A, oggi Venezia-Lazio: orario, probabili formazioni e dove vederla

19 set 2026

Verissimo, al via oggi sabato 19 settembre: gli ospiti di Silvia Toffanin

(Adnkronos) - Torna il doppio appuntamento del weekend con Silvia Toffanin e Verissimo. Oggi, sabato 19, e domani, domenica 20 settembre, torna su Canale 5 il talk show. Al centro della nuova stagione le storie e i racconti inediti dei protagonisti del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura e dell'attualità. 

  

Silvia Toffanin accoglie Riccardo Scamarcio, premiato come migliore attore all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione 'Orizzonti', per il film 'I figli della scimmia'. Fabio Maria Damato, ex braccio destro di Chiara Ferragni, parlerà per la prima volta in televisione della sua storia e racconterà la sua verità sul cosiddetto 'Pandoro gate'. 

Prima intervista televisiva anche per Chanel Totti, secondogenita di Ilary Blasi e Francesco Totti. Inoltre, in studio lo scrittore Mauro Corona, fresco di pubblicazione di un libro molto intenso, dal titolo 'Felice' e Sabrina Soussi, tra le protagoniste dell’ultima edizione di 'Temptation Island'. 

  

Nell’appuntamento domenicale, tutte le emozioni di Ilary Blasi, che lo scorso 13 settembre ha sposato l’imprenditore Bastian Müller ed è in onda su Canale 5 con la nuova stagione di 'Grande Fratello Vip'. Con lei le opinioniste del reality: Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli. 

A Verissimo aprirà il suo cuore, in un’intervista senza filtri, Emanuele Filiberto. In studio anche Alessandra Mussolini, pronta al debutto, come opinionista, nella nuova edizione del dating show 'Uomini e Donne'. 

Spazio poi a una grande campionessa, Chiara Pellacani, entrata nella storia dei tuffi, con i suoi 5 ori vinti agli ultimi campionati europei di Parigi 2026. Infine, la dolorosa testimonianza di Morena Corbellini, mamma di Aurora Tila, la tredicenne uccisa dall’ex fidanzato nel 2024, a cui dopo la recente sentenza d’appello è stata ridotta la pena da 17 a 15 anni. 

 

19 set 2026

Serie A, oggi Roma-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla

19 set 2026

Gp Austria, oggi qualifiche e gara Sprint: orari e dove vederle in tv

19 set 2026

Addio a Sandro Mazzola, l'uomo che raccolse l'eredità impossibile

(Adnkronos) - Lutto nel mondo del calcio italiano. Si è spento nella notte Sandro Mazzola. Un giocatore, una bandiera, un mito. Un calciatore universale, come si direbbe oggi. Una seconda punta. Un 8 e un 10, insieme come le maglie che ha indossato nell’Inter. Mezzala o centravanti? Herrera riuscì a costruirgli addosso il ruolo giusto, per un’esplosione incontrollabile in quell’armata spettacolare che era la Grande Inter. 

Ma la sua storia è prima di tutto quella di un figlio chiamato a convivere con un'assenza e con un'eredità gigantesca. Nato a Torino l'8 novembre 1942, aveva appena sei anni quando perse il padre, Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, nella tragedia di Superga del 1949. Quel cognome, che per molti sarebbe stato un peso insostenibile, divenne invece la spinta per costruire una delle carriere più straordinarie del calcio italiano. 

Figlio di Emilia Ranaldi e Valentino Mazzola, nacque nel capoluogo piemontese durante la militanza del padre in granata e assieme al fratello minore Ferruccio, nato nel 1945, rimase orfano dopo la tragedia di Superga. Scoperto dall'ex calciatore Benito Lorenzi, il quale era solito accompagnare i bambini allo stadio, si dedicò al calcio dopo aver sostenuto anche dei provini di pallacanestro: approdato all'Inter, mosse i primi passi nel settore giovanile sotto la guida di Giuseppe Meazza. 

Cresciuto all'Inter, fu il simbolo della squadra che negli anni Sessanta conquistò l'Europa e il mondo sotto la guida di Helenio Herrera. Tecnica, intelligenza tattica, eleganza e capacità realizzativa ne fecero uno dei protagonisti della cosiddetta "Grande Inter". Con la maglia nerazzurra vinse quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, scegliendo di restare per tutta la carriera fedele agli stessi colori. 

In Nazionale divenne il volto di un'epoca. La storica "staffetta" con Gianni Rivera divise l'Italia calcistica tra interisti e milanisti, ma contribuì anche a costruire una delle squadre azzurre più amate di sempre. Conquistò l'Europeo del 1968 e raggiunse la finale del Mondiale del 1970, passando attraverso la leggendaria semifinale contro la Germania Ovest, entrata nella storia come la "Partita del Secolo".  

Ma Mazzola è stato più di un campione. È stato il simbolo di un calcio in cui l'appartenenza contava quanto il talento. Per milioni di tifosi rappresentava l'Inter stessa: un giocatore che non ha mai indossato altre maglie, che ha attraversato generazioni diverse e che, anche da dirigente e opinionista, ha continuato a essere un punto di riferimento del calcio italiano. Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti di un calcio che appartiene ormai alla memoria collettiva del Paese. Figlio di una leggenda, riuscì nell'impresa più difficile: diventare lui stesso una leggenda.  

18 set 2026

E' morto Sandro Mazzola, bandiera eterna dell'Inter

18 set 2026

Diabete e sesso, lo studio rassicura: nessun aumento significativo del rischio di ipoglicemia

(Adnkronos) - Il sesso non è solo una 'montagna russa' di emozioni. Tecnicamente è un'attività fisica che può portare a consumare elevate quantità di energia per periodi di tempo variabili. Ed è per questo che chi convive con una malattia come il diabete di tipo 1, e deve costantemente tenere sotto controllo i livelli di glucosio, può avere dei timori legati a una delle paure più ricorrenti: l'ipoglicemia. Ma uno studio, forte di tutti i dati e le misurazioni del caso, rassicura: con l'uso di dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio (Cgm), i rapporti sessuali sono sicuri per le persone con la malattia del sangue dolce.  

La ricerca verrà presentata al Congresso annuale dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) in programma a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre. Il lavoro - condotto da Dominica Orłowska della Medical University di Varsavia (Polonia) e colleghi - evidenzia come proprio la paura legata all'ipoglicemia possa influire negativamente sull'intimità e sulla qualità della vita delle persone con diabete 1. I rapporti sessuali possono essere percepiti come un fattore di rischio che porta a livelli pericolosamente bassi di zucchero nel sangue. Gli autori riferiscono che, quando hanno iniziato a chiedere direttamente ai loro pazienti se avessero questo timore, loro hanno confermato che si tratta di un fenomeno reale. Esistono anche alcune evidenze pubblicate al riguardo: in uno studio condotto su 53 giovani adulti con diabete di tipo 1, circa un terzo ha detto di temere l'ipoglicemia durante i rapporti sessuali. È importante sottolineare, tuttavia - chiariscono gli esperti - che tutte le evidenze esistenti provengono da questionari e interviste. La glicemia non era mai stata misurata oggettivamente in questo contesto. 

"Da un lato - spiega Orlowska - il sesso è uno sforzo fisico come un altro e può abbassare la glicemia allo stesso modo. Ma in pratica è diverso, e i nostri pazienti ce lo confermano. L'esercizio fisico può essere pianificato: si può ridurre la dose di insulina, mangiare prima, impostare una modalità di attività sul microinfusore. L'attività sessuale, invece, è solitamente spontanea e si svolge tipicamente la sera o la notte, ovvero nel periodo di maggior rischio di ipoglicemia grave e non riconosciuta. E soprattutto, nessuno ne parla: i pazienti discutono di esercizio fisico con il diabetologo e ricevono consigli concreti, ma quasi nessuno chiede informazioni sul sesso, quindi la paura non viene mai affrontata. Eppure la vita sessuale è fondamentale per la qualità della vita e la paura dell'ipoglicemia può portare le persone a evitare l'intimità". 

In questa ricerca, gli autori si sono proposti di valutare se il sesso sia associato a un aumento del rischio di ipoglicemia negli adulti con diabete di tipo 1, sulla base dei dati del monitoraggio continuo del glucosio. Lo studio ha valutato 12 adulti con diabete di tipo 1 (7 donne, 5 uomini; età mediana 36 anni, intervallo 21-64 anni; indice di massa corporea-Bmi medio di 24 kg/m²) che utilizzavano un sistema di monitoraggio continuo del glucosio ed erano stati arruolati in uno studio osservazionale prospettico.  

I partecipanti erano in trattamento con iniezioni multiple giornaliere di insulina (6 persone) o con terapia con microinfusore di insulina (6 persone, di cui 2 con sistemi di somministrazione automatica). Nessuno dei 5 partecipanti di sesso maschile ha riportato problemi di disfunzione erettile. Nell'arco di 3 mesi, i partecipanti hanno registrato i loro incontri intimi nell'applicazione del sistema di monitoraggio continuo del glucosio. Sono stati analizzati i dati raccolti da 2 ore prima a 6 ore dopo ogni rapporto. Le analisi di sottogruppo hanno valutato gli effetti dell'orario del rapporto (diurno, cioè dalle 6 del mattino alle 20, contro notturno dalle 20 alle 6), del Bmi (inferiore a 25 rispetto a pari o superiore a 25), della durata del diabete e della modalità di somministrazione dell'insulina.  

Sono stati registrati in totale 110 rapporti. Tutti i partecipanti in terapia con microinfusore di insulina hanno riferito di avere rimosso il dispositivo durante l'incontro intimo. Non è stata osservata alcuna ipoglicemia clinicamente significativa. Le variazioni della glicemia non erano correlate alla modalità di terapia insulinica o alla durata del diabete. Nel dettaglio, dalla ricerca emerge che in 64 incontri sessuali (58%) la glicemia media post rapporto è diminuita del 27% (da 180 a 132 mg/dL; statisticamente significativa); nei restanti 46 (42%) la glicemia è aumentata del 34% (da 122 a 164 mg/dL; statisticamente significativo). Entrambi i modelli - aumento e diminuzione della glicemia - sono stati osservati nei rapporti sessuali in tutti i partecipanti. 

 Una glicemia pre-rapporto più elevata era associata a una maggiore riduzione post-rapporto nei casi di calo glicemico e a un minore aumento negli episodi di incremento glicemico. I rapporti sessuali notturni (66) sono stati associati a una riduzione statisticamente significativa dei livelli di glicemia (da 165 a 147 mg/dL), mentre quelli diurni (44) non hanno avuto alcun effetto (da 144 a 143 mg/dL). I partecipanti con un Bmi più elevato (25 e oltre) hanno mostrato una maggiore riduzione della glicemia post-rapporto (-10,7%; da 150 a 134 mg/dL, statisticamente significativa) rispetto a quelli con un Bmi inferiore a 25 (-5,6%; da 159 a 150 mg/dL; non statisticamente significativa).  

"I rapporti sessuali negli adulti con diabete di tipo 1 - concludono gli autori - non sembrano aumentare il rischio di ipoglicemia clinicamente significativa, nemmeno di notte. Le risposte glicemiche sono bidirezionali e sembrano essere influenzate dal livello di glicemia pre-rapporto, dal Bmi e dall'ora del giorno in cui si consuma l'incontro intimo. Questi risultati possono supportare la consulenza clinica e contribuire a ridurre l'evitamento dell'attività sessuale legato alla paura dell'ipoglicemia nelle persone con diabete di tipo 1. In un mondo ideale, ogni persona con diabete di tipo 1 dovrebbe utilizzare il monitoraggio continuo del glucosio. Chi non lo fa potrebbe non avere idea se sta avendo episodi di ipoglicemia durante un rapporto sessuale o, in realtà, in qualsiasi altra situazione". 

18 set 2026

Ucraina, Putin pronto all’escalation: l'attacco all'Europa e il timore di una "mobilitazione invisibile"

(Adnkronos) - Vladimir Putin si prepara a intensificare la guerra contro l’Ucraina e ad aumentare gli attacchi ibridi contro gli alleati di Kiev in Europa. È l'allarme rilanciato dal quotidiano britannico 'The Telegraph', secondo cui fonti dell'intelligence occidentale ritengono che il Cremlino stia predisponendo le condizioni per una possibile nuova mobilitazione: Mosca si prepara a integrare le forze armate, messe a dura prova dal conflitto in corso ormai da oltre 4 anni e mezzo. La Russia, tra morti e feriti, perde migliaia di uomini ogni mese. "In certe zone del fronte, l'aspettativa di vita dei soldati che arrivano è di 20-30 minuti", la brutale sintesi del generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti. 

Si tratterebbe, secondo il Telegraph, di una sorta di 'mobilitazione invisibile', dopo le elezioni di questo fine settimana, al termine delle quali migliaia di russi potrebbero essere arruolati. Nel frattempo, i leader europei hanno avvertito che la guerra ibrida del Cremlino contro l’Occidente potrebbe intensificarsi. Emmanuel Macron, presidente della Francia, ha reagito ordinando un piano per proteggere le infrastrutture critiche e le industrie della difesa del Paese da possibili sabotaggi. Il premier polacco Donald Tusk ha avvertito che la Russia starebbe pianificando attacchi missilistici contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, aggiungendo che Mosca potrebbe descrivere gli episodi come "incidenti" per mettere alla prova l’Alleanza Atlantica. 

Nei giorni scorsi Varsavia ha dovuto far decollare i propri caccia durante un massiccio attacco russo contro l'Ucraina occidentale, mentre gli aeroporti di Rzeszow e Lublino sono stati temporaneamente chiusi. E il 14 settembre un caccia italiano impegnato nella missione Nato in Lituania ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo lituano.  

L'allerta sale ad un paio di settimane dalle rassicurazioni fornite da Donald Trump dopo l'ultimo colloquio con Putin: "Non attaccherà nessun paese Nato", la sentenza del presidente americano. 

 

La Russia, a caccia della spallata in una guerra sempre più complessa, potrebbe integrare le forze armate attraverso un rafforzamento delle procedure di reclutamento su base contrattuale senza ricorrere necessariamente a una nuova mobilitazione di massa come quella annunciata del 2022. 

Una fonte di un'intelligence occidentale citata dal Telegraph ha spiegato che sono in corso "preparativi amministrativi" che renderebbero possibile una mobilitazione qualora il leader russo decidesse di procedere in questa direzione. Tra le persone coinvolte ci sarebbero anche individui in attesa di processo, persone con debiti o studenti in difficoltà con il percorso universitario. La stessa fonte ha però precisato che una mobilitazione generale non viene considerata lo scenario più probabile, anche perché avrebbe un costo politico elevato e potrebbe creare ulteriori problemi all'economia russa. Le fonti hanno inoltre citato documenti russi che mostrerebbero attività nei centri di reclutamento e prove del fatto che alcuni cittadini russi starebbero cercando di trasferire denaro e beni all’estero per evitare la coscrizione. 

Se Putin dovesse ordinare una mobilitazione, sostengono le fonti, il suo obiettivo potrebbe essere rivolto tanto all’Europa quanto all’Ucraina, consentendo a Mosca di schierare le proprie forze in nuove basi lungo il confine occidentale della Russia con la Nato. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva già affermato in precedenza che le valutazioni dell'intelligence di Kiev indicavano la possibilità che Mosca potesse richiamare altri 300mila uomini. 

 

La stessa fonte consultata dal quotidiano britannico ha aggiunto che una simile misura sarebbe "politicamente molto rischiosa" per Putin e potrebbe essere "altamente destabilizzante" per un’economia russa già sotto pressione. 

Secondo i funzionari, inoltre, sarebbe "discutibile"» che la Russia possa utilizzare davvero 300mila nuove reclute nell’immediato, poiché le forze armate "non dispongono dell’equipaggiamento" necessario per dotare un numero così elevato di persone. 

 

A complicare il quadro ci sono anche le discussioni sul futuro della presenza militare americana in Europa. Secondo il materiale riportato dal Telegraph, al Pentagono sarebbe allo studio una possibile riduzione delle truppe statunitensi presenti nel continente. Le indiscrezioni parlano di un ritiro compreso tra 25mila e 40mila militari, oltre alla riduzione della presenza di aerei militari, navi e armamenti nel continente. Se il piano venisse attuato, si tratterebbe della riduzione più significativa della presenza americana in Europa, oggi composta da circa 80mila militari, dai tempi della fine della Guerra Fredda negli anni Novanta. 

Matthew Whitaker, rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la Nato, ha però smentito le indiscrezioni. Parlando ai vertici militari riuniti a un summit sulla difesa a Praga, ha dichiarato: "Posso dirvi che non credo che sia accurato". 

 

Da parte sua Putin ha accusato i leader dell'Europa occidentale di tentare di "salvare i loro indici di gradimento in calo" parlando apertamente di prepararsi a una guerra contro la Russia. Gli europei, ha dichiarato Putin, stanno minacciando Mosca per nascondere "errori nelle loro politiche economiche e sociali".  

Il leader del Cremlino ha ribadito inoltre che la Russia non avrebbe intenzioni aggressive nei confronti dell'Europa: "Siamo pronti a cooperare e a ristabilire le relazioni con i suoi vicini europei", afferma. Secondo Putin, i cittadini europei avrebbero espresso attraverso il voto la propria contrarietà a una guerra con Mosca, mentre i governi continuerebbero ad aggravare la situazione. "Invece di fermarsi e ascoltare i propri cittadini, che hanno chiarito alle elezioni di non volere alcuna guerra con la Russia, i leader europei continuano ad aggravare la situazione", ha affermato Putin, secondo quanto riportato dalla Ria Novosti. 

Le dichiarazioni sono arrivate durante una riunione della Commissione militare-industriale. Putin ha sostenuto che le minacce esterne nei confronti della Russia siano aumentate con l'espansione della Nato. "Come sappiamo, queste minacce esterne non stanno diminuendo. La Nato sta crescendo, espandendosi e sta già entrando in altre regioni del mondo. Alcuni leader europei dichiarano apertamente di prepararsi alla guerra con la Russia", ha affermato il presidente russo, citato dalla Tass. 

, A Kiev, il potere è stato usurpato da un gruppo di corrotti ed è strano che l'Occidente provi a dipingere il regime corrotto come un difensore della democrazia. Le autorità di Kiev non organizzano le elezioni nel proprio paese e cercano di interferire nel voto russo", in programma fino a domenica. "Il regime ucraino è da tempo degenerato in una dittatura che sta facendo tutto il possibile per impedire qualsiasi pace o negoziato" 

Putin ha inoltre accusato i Paesi europei di utilizzare la guerra in Ucraina per alimentare ulteriormente il conflitto e ha affermato che "gli ucraini vengono usati come carne da cannone". 

Sul fronte dei negoziati, il presidente russo ha accusato le autorità di Kiev di ostacolare la ripresa del dialogo. " Kiev, il potere è stato usurpato da un gruppo di corrotti ed è strano che l'Occidente provi a dipingere il regime corrotto come un difensore della democrazia. Le autorità di Kiev non organizzano le elezioni nel proprio paese e cercano di interferire nel voto russo", in programma fino a domenica. "Il regime ucraino è da tempo degenerato in una dittatura che sta facendo tutto il possibile per impedire qualsiasi pace o negoziato, ha dichiarato. 

 

18 set 2026

Morbillo, è allarme negli Usa. Italia prima per casi in Europa in in primi 6 mesi 2026

(Adnkronos) - Mentre gli Stati Uniti sono alle prese con la peggiore epidemia di morbillo dei loro ultimi 35 anni - 3.294 casi nel 2026 secondo i dati ufficiali al 10 settembre, con la Pennsylvania che segnala anche 4 morti - in Europa il virus come si sta comportando?  

Negli ultimi 12 mesi monitorati dall'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), cioè da agosto 2025 a luglio 2026 compresi, sono stati censiti nell'area Ue/Spazio economico europeo (See) complessivamente 2.339 contagi in 30 Stati. In questo arco temporale non sono stati segnalati decessi attribuibili all'infezione. E l'Italia è il Paese che pesa maggiormente sui bilanci: solo nei primi 6 mesi del 2026 conta 537 casi (segue la Bulgaria con 501). Ma anche considerando gli ultimi 12 mesi, con 640 infezioni segnalate (e 548 confermate) la Penisola tricolore resta al primo posto per numero di notifiche. Anche se, dopo il picco di 171 casi raggiunto ad aprile 2026, ora il trend è in costante calo, tanto che a luglio il Belpaese era secondo dietro la Bulgaria (con 29 casi rispetto ai 61 bulgari).  

Il quadro emerge dall'ultimo report mensile su morbillo e rosolia pubblicato dall'agenzia Ue nei giorni scorsi, con un bilancio focalizzato su luglio, mese in cui 13 Paesi dell'Ue/See hanno segnalato 118 casi (Bulgaria, Italia, Spagna, Polonia e Belgio i più colpiti), 16 Paesi risultano a zero infezioni e in generale si osserva un calo (con tutte le cautele dettate da possibili ritardi di notifica). Considerando il bilancio di 12 mesi, i Paesi in cui si concentra la quota più elevata di casi di morbillo sono, oltre all'Italia (640) e la Bulgaria (502), la Romania (310), la Spagna (243) e la Francia (174): queste nazioni rappresentano rispettivamente il 27,4%, il 21,5%, il 13,3%, il 10,4% e il 7,4% di tutti i casi Ue/See. Guardando ai tassi di notifica per milione di abitanti, il posizionamento dell'Italia migliora: tassi superiori alla media Ue/See di 5,1 casi per milione sono stati segnalati da Bulgaria (78), Lettonia (26,3), Romania (16,3), Italia (10,9), Estonia (7,3), Cipro (7,1), Belgio (5,4) e Lituania (5,2). Sebbene la proporzione di casi importati vari da Paese a Paese, la maggior parte delle persone infette nell'Ue/See ha contratto il morbillo tramite trasmissione locale/comunitaria all'interno del Paese di segnalazione. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati nei neonati di età inferiore a 1 anno (59,3 casi per milione) e nei bambini di età compresa tra 1 e 4 anni (28,6 casi per milione). Su un campione di 2.052 contagiati con età e stato vaccinale noti, risulta che il 73,1% non era vaccinato, il 15,8% era vaccinato con una sola dose, il 9% con 2 o più dosi (e per un 2% non era noto il numero di dosi ricevute). 

A incidere sull'andamento del virus è sicuramente la copertura vaccinale che contro il morbillo in molti Paesi rimane "subottimale", segnala l'Ecdc, rispetto alla soglia raccomandata di almeno il 95% per entrambe le dosi. Le ultime stime Oms-Unicef mostrano che nel 2024 solo 4 Paesi Ue/See (Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo) hanno riportato una copertura vaccinale di almeno il 95% sia per la prima che per la seconda dose. L'Italia, sempre considerando il 2024, mostra una copertura solo all'84% per la seconda dose (in calo di circa 4 punti percentuali dal 2019), quindi significativamente sotto la soglia ideale, pur raggiungendo il 95% per la prima dose. "Se si vuole raggiungere l'obiettivo di eliminazione, molti Paesi devono apportare miglioramenti sostenuti alla copertura dei loro programmi di immunizzazione infantile di routine, nonché colmare i gap immunitari negli adolescenti e negli adulti che hanno perso opportunità di vaccinazione in passato", ammonisce l'Ecdc. Quanto alla rosolia, conclude il report, sono disponibili meno dati: su 27 Paesi che li hanno forniti, a luglio si registra un aumento di casi rispetto al mese precedente, con un totale di 8 infezioni segnalate da 3 Paesi - Italia (2), Germania (1) e Polonia (5) - mentre 24 Paesi non hanno segnalato nessun caso. Dal 1 agosto 2025 al 31 luglio 2026 il totale è di 81 contagi censiti (12 confermati in laboratorio) in 29 Stati Ue/See, con le quote più significative da Polonia (63), Germania e Italia (rispettivamente 7) e Francia (2).  

18 set 2026

Trump annuncia accordo con Danimarca e Groenlandia: "Usa controlleranno sicurezza territorio artico"

(Adnkronos) - Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato sul social Truth un accordo con Danimarca e Groenlandia sulla sicurezza del territorio artico. "Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d'America hanno concluso un accordo con il Regno di Danimarca e con la Groenlandia che conferisce agli Stati Uniti il controllo permanente della sicurezza e di tutte le altre necessità in Groenlandia, affrontando completamente tutte le nostre numerose preoccupazioni nazionali. Non ci sarà alcun costo per gli Stati Uniti!" scrive. 

"Su mia direttiva abbiamo lavorato con i rappresentanti della Danimarca e della Groenlandia per garantire che gli Stati Uniti abbiano per sempre la piena capacità di fare tutto ciò che sarà necessario in Groenlandia per garantire e difendere la sicurezza della Groenlandia e degli Stati Uniti d'America. Inoltre, da questo momento in poi, nessun avversario degli Stati Uniti potrà masi avere una base in Groenlandia, una presenza militare in Groenlandia o effettuare investimenti sensibili in Groenlandia senza la nostra espressa approvazione scritta", scrive ancora Trump. 

E aggiunge: "Per oltre 100 anni, i presidenti americani hanno conosciuto l'importanza strategica della Groenlandia, ma nessuno di loro è riuscito a fare qualcosa al riguardo. Sono orgoglioso di essere il presidente che ha affrontato in modo permanente e definitivo questa questione così importante. Si tratta di un accordo a 'vita infinita': non ha scadenza. Siamo molto onorati e orgogliosi di quanto è appena accaduto, e tutto ciò che è stato concordato oggi sarà custodito con orgoglio dal popolo americano". 

Nel post il presidente americano spiega inoltre: "Avvieremo immediatamente il processo per sviluppare una significativa presenza militare nella parte appropriata della Groenlandia, che offre molte possibilità. Collaboreremo con il popolo groenlandese per il suo sviluppo e la sua costruzione. Questa soluzione è eccellente per gli Stati Uniti d'America, la Danimarca, la Groenlandia e tutti i nostri alleati". E conclude. "Non vediamo l'ora di lavorare con gli straordinari popoli della Danimarca e della Groenlandia per costruire un magnifico futuro in questa vasta e altamente strategica porzione di territorio. La proteggeremo con grande attenzione. Per gli Stati Uniti d'America questo è un sogno che diventa realtà, un risultato molto importante, storico e speciale". 

18 set 2026

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