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Luigi Mangione, processo rinviato dopo la dichiarazione di colpevolezza

17 ago 2026

Ranucci e il caso Lavitola, l'Anm difende l'applauso del 2025: "Standing ovation? Fu solo un gesto di solidarietà dopo l'attentato"

(Adnkronos) - Torna oggi al centro del dibattito politico il video della standing ovation dell'ottobre 2025, quando Sigfrido Ranucci fu applaudito all’assemblea dell'Anm dopo il suo intervento contro la separazione delle carriere. Dopo la confessione di Valter Lavitola, che si è dichiarato mandante dell'attentato al giornalista, il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, intervistato dal Tg1, respinge le accuse di vicinanza impropria tra le toghe e il giornalista: "I magistrati presenti all’assemblea hanno spontaneamente tributato un applauso a una persona che pochi giorni prima era stata vittima di un attentato. Un gesto di solidarietà quantomeno dovuto". Tango ricorda anche gli attestati bipartisan arrivati in quelle ore, “inclusa la presidente del Consiglio". 

Sull'inchiesta, infine, il presidente dell'Anm invita a lasciar lavorare i magistrati: "C'è un'indagine in corso - dice - e ci sono tanti elementi ancora da chiarire. Ci sono magistrati che se ne stanno occupando, stanno lavorando con grandissima professionalità a questo caso e avrebbero bisogno di tempo e serenità. E di certo le strumentalizzazioni non giovano in tal senso". 

 

"Falcone e Borsellino sono figure eccezionali, esempi di grandi uomini e magistrati per certi versi irraggiungibili per chiunque. In tanti, anche di recente, provano a tirarli per la giacchetta: è sempre sbagliato" afferma il presidente dell'Anm in un'intervista al Tg1, commentando la bufera sul post di Sigfrido Ranucci in cui il conduttore si paragona ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Tango richiama alla responsabilità nel dibattito pubblico e ribadisce che le due icone dell’antimafia non vanno usate come strumenti di polemica. 

17 ago 2026

Napoli, è fatta per l'acquisto di Badiashile in prestito dal Chelsea

17 ago 2026

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17 ago 2026

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17 ago 2026

Juve batte 2-0 la Next Gen nell'ultimo test precampionato, in gol Conceicao e McKennie

(Adnkronos) - Il precampionato della Juventus si chiude con la tradizionale amichevole in famiglia tra la prima squadra e la Next Gen che una volta si giocava nel 'feudo' degli Agnelli a Villar Perosa e invece da qualche anno si disputa all'Allianz Stadium di Torino. La squadra di Spalletti supera i ragazzi di Brambilla per 2-0 grazie ai gol di Conceicao al 18' e McKennie al 29'. Il portoghese apre le marcature con un preciso sinistro rasoterra su assist di Douglas Luis, il texano raddoppia dopo una grande giocata di Yildz che parte da sinistra, salta due avversari entra in area e serve il compagno che non sbaglia e supera Radu. Il secondo tempo non è stato nemmeno disputato per la 'solita' invasione di campo dei tifosi.  

Il proprietario della club John Elkann ha seguito la partita in panchina. "L'esperienza di poter guardare una partita con il mister in panchina è stata incredibile, non ho potuto rinunciare. Mi è piaciuto molto, è una prospettiva molto diversa. Bello sentire direttamente i suoi pensieri. Con lui c'è un rapporto molto forte". Il presidente di Stellantis ha poi speso belle parole per l'ad Giovanni Carnevali. "E' un grande professionista, conosce benissimo il calcio e il calcio italiano. In questa fase abbiamo un rafforzamento in atto che deve partire dall'Italia. L'identità della Juventus si sposa bene con la voglia di Carnevali di riportare la squadra dove merita. L'ambizione della Juve è sempre stata e sempre sarà quella di vincere. Ci sono dei cicli, oggi siamo in una fase di costruzione, ed è importante farla bene. E' quello che ci chiedono i nostri tifosi".  

Tra sei giorni si farà sul serio con la Juventus attesa all'esordio in campionato al 'Benito Stirpe' di Frosinone, domenica 23 agosto alle 18.30, contro i ciociari di mister Alvini.  

17 ago 2026

Lettera d'addio all'Elba... di 29 anni fa: "Non ci vedremo più amica mia"

(Adnkronos) - Una straziante lettera, che risale a 29 anni fa, a suggellare un'amicizia intensa e vera. All'isola d'Elba è stato ritrovato un foglio datato 3 luglio 1997 con un lungo testo scritto a mano da una ragazza di nome Rebecca, che saluta una tale MG, la destinataria della lettera. Il testo è apparso tra gli scogli di Seccheto, sulla costa meridionale: "Da domani non ci rivedremo mai più. Io mi trasferirà ad Hais, in Kansas. Ti auguro di trovare la tua strada di farti una nuova migliore amica, forse meglio di me". 

"Ciao MG. Da domani non ci rivedremo mai più, non ce la faccio a dirti queste poche parole di persona, ma lo farò con una lettera, una semplice lettera di quelle che ti dimentichi quasi nella cassetta della posta, di quelle che sanno di antico ma anche ricordi di mille emozioni racchiuse in un semplice pezzo di carta", inizia così la lettera scritta dalla misteriosa Rebecca, "sii sempre gentile anche con il tuo peggior nemico perché la gentilezza è la prima cosa sempre". 

"Mi ricordo ancora quando da piccole c’eravamo incontrate su quel muretto, un semplicissimo muretto sulla passeggiata del mare", ha scritto poi la ragazza lasciandosi andare ai ricordi, "tutto questo finisce da domani, sarà come il nostro scrigno segreto dei ricordi, ormai è tutto un vecchio capitolo ormai chiuso. Spero che un giorno ti riveda magari insieme alla tua futura famiglia o bambini. È il momento di salutarti: addio, addio alle giornate passate assieme, addio alla vecchia sartoria in cima al viale, addio alle cene la vigilia di Natale, addio al rumore del mare, addio. Grazie per tutti i momenti passati insieme". 

A ritrovarla tra le rocce è stata una bambina che giocava in spiaggia, con la lettera che è diventata rapidamente virale sul gruppo Facebook dei frequentatori dell'isola. 

 

17 ago 2026

Massimo Boldi, la figlia: "Sta bene, è caduto mentre passeggiava con la famiglia"

17 ago 2026

Roma, aggredito a Tor Sapienza: 24enne muore in ospedale

(Adnkronos) - Un ragazzo di 24 anni è morto in ospedale dopo essere stato aggredito e ferito in via Giorgio Morandi nel quartiere Tor Sapienza a Roma. La vittima si chiamava Raymond Asosa Agheyis. I fatti si sono svolti nel primo pomeriggio di oggi: la polizia è intervenuta intorno alle 15, a seguito di una richiesta di aiuto pervenuta da un amico della vittima. La squadra mobile di Roma è al lavoro per ricostruire che cosa sia realmente successo. Il giovane è stato trovato con una ferita all'addome, ma non è ancora chiaro se sia stato ferito con un'arma da taglio o con un colpo di pistola. Trasferito in codice rosso al policlinico Casilino, è deceduto dopo il ricovero. 

Proseguono, intanto, le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Gli investigatori della squadra mobile di Roma stanno cercando di chiarire le cause del ferimento: la zona in cui è avvenuta l'aggressione, nella periferia sud-est della Capitale, è considerata una delle principali piazze di spaccio della città e, al momento, nessuna pista viene esclusa. Gli accertamenti sono inoltre concentrati sull'identificazione dell'aggressore, mentre proseguono le ricerche per rintracciarlo. 

"Purtroppo, dopo che due settimane fa una persona è stata gambizzata, questa volta ci è scappato il morto. Sono anni che chiedo una maggiore presenza delle forze dell'ordine, anche con azioni di prevenzione", commenta all'Adnkronos il presidente del V Municipio di Roma, Mauro Caliste. "In questi anni - aggiunge - questo governo è stato in grado solo di varare decreti legge, mentre la violenza è quotidiana, ovunque. In particolar modo nelle grandi città, spesso amministrate dal centrosinistra". 

17 ago 2026

Prato, spari al pronto soccorso: ferito fuggitivo. Agente indagato per tentato omicidio

(Adnkronos) - È indagato per tentato omicidio l'agente di polizia penitenziaria che, nel pomeriggio di domenica 16 agosto, ha esploso tre colpi di pistola nel pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato, ferendo a una gamba un 22enne marocchino che stava tentando di fuggire. L'episodio è avvenuto poco dopo le 16.30, nella zona del pronto soccorso, compresa tra la cosiddetta 'camera calda', lo spazio coperto destinato all'arrivo delle ambulanze, e la sala di decontaminazione vicino al triage. 

 

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio: l'ennesimo episodio, legato alla sicurezza dentro e intorno al carcere della Dogaia. Secondo il procuratore di Prato Luca Tescaroli all'esterno del carcere non c'era un solo uomo, impegnato nel lancio dei plichi, ma tre: due complici e il 22enne marocchino. Quest'ultimo, dopo aver tentato di far cadere dentro al carcere i plichi per cinque volte, è caduto nel tentativo di scappare ed è stato trasportato al Santo Stefano. Nei plichi c'erano 600 grammi di hashish e due telefoni cellulari. I tre sono stati arrestati. In manette è finito anche un quarto complice che, già detenuto, avrebbe recuperato i plichi caduti oltre il muro nel cortile della struttura. 

La ricostruzione degli investigatori descrive un sistema organizzato: c'erano la persona, incaricata del lancio dall'esterno e il detenuto pronto a recuperare il materiale una volta superato il muro di cinta.  

 

È al Santo Stefano, che si è verificato il secondo episodio, quello che ha portato all’iscrizione dell'agente nel registro degli indagati. Secondo la Procura, sulla base dei filmati acquisiti, i tre colpi sono stati esplosi contro il ragazzo, mentre tentava di allontanarsi.  

Sarà l’inchiesta, spiegano dalla Procura, a stabilire perché l'agente abbia deciso di utilizzare l'arma da fuoco, quale fosse la distanza tra il poliziotto e il giovane, la successione esatta dei tre spari e se, in quelle circostanze, ricorressero i presupposti per l'uso dell'arma. L'iscrizione per tentato omicidio rappresenta, naturalmente, un atto d'indagine e non equivale a un'affermazione di responsabilità, fanno sapere dalla Procura. 

Gli spari hanno tuttavia provocato momenti di paura nel pronto soccorso. Nessun'altra persona, tra pazienti, accompagnatori e personale sanitario, è rimasta colpita dai proiettili. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e personale della vigilanza privata.  

 

Intanto il procuratore Luca Tescaroli denuncia che "continua l'ondata di violenze" nel carcere La Dogaia di Prato, dove un detenuto magrebino, Merghni Montassar, è stato aggredito con armi bianche. La Procura riferisce che l’uomo è stato portato ieri sera in ospedale con ferite plurime al torace e alla nuca. 

La diagnosi parla anche di enfisema sottocutaneo esteso e di un minimo scollamento pleurico, senza evidenza di pneumotorace. La prognosi è di venti giorni. 

17 ago 2026

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