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Spagna, la moglie del premier Sanchez rinviata a giudizio

21 set 2026

Mattarella: "La scuola è la più efficace leva di integrazione. Le violenze? I genitori non si sottraggano all'alleanza coi docenti"

(Adnkronos) - "Nella scuola, la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza. La violenza si manifesta in molte forme. Prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo; sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti". Lo ha affermato il presiedente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico nell'istituto omnicomprensivo 'Sergio Marchionne' di Amatrice. 

Il Capo dello Stato ha toccato vari temi relativi al mondo della scuola, non solo quello relativo alle aggressioni ai docenti, dopo l'ultimo episodio della professoressa accoltellata in un istituto di Centocelle a Roma.  

"Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate. Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento", ha affermato il presiedente della Repubblica.  

Sulla questione integrazione Mattarella ha sottolineato: "La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti - 'È aperta a tutti': così dispone l’articolo 34 della Costituzione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale".  

"Viviamo un cambiamento d’epoca. Grandi e veloci trasformazioni stanno mutando sia il contesto che la nostra quotidianità. La società ha, come sempre, bisogno della scuola, e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora. Come sempre, anche nei nostri giorni si tende a concentrarsi sul presente. A consumare le risorse nell’oggi. È invece necessario investire sul futuro. Sarà più forte e resiliente un Paese che investe sulla scuola e sulla conoscenza. Del resto, macchine sempre più intelligenti, per essere governate a vantaggio delle persone e delle comunità, hanno bisogno di persone sempre più preparate, più responsabili; e più ricche di valori", ha detto Mattarella.  

"I compiti educativi e formativi - ha aggiunto il Capo dello Stato - sono sempre stati cruciali. Ma oggi, se possibile, lo sono ancora di più. Soprattutto oggi educare vuol dire, insieme a trasmettere conoscenze, promuovere talento e partecipazione; vuol dire sviluppare le qualità intellettuali e morali, vuol dire formare personalità libere e mature, capaci di contribuire alla vita di comunità. Abbiamo costruito nei decenni una buona scuola. Grazie al lavoro di tanti. Dobbiamo farla diventare migliore, sapendo innovare". 

"Nell’universo digitale l’intelligenza artificiale e le reti social sono motori di grande potenza che offrono opportunità fino a ieri inimmaginabili. Dobbiamo peraltro saperne rimuovere i pericoli: di manipolazione della realtà, di colonizzazione del pensiero e dei sentimenti, di compressione –nascosta, invisibile, ma sostanziale- della libertà personale, di impoverimento della originalità e della creatività. Il progresso non va ostacolato né temuto né seguito con passività. Va orientato e continuamente verificato quanto alla garanzia del primato della persona. Per questo -ha concluso Mattarella- è necessario che le generazioni più giovani - e più capaci di usare i nuovi strumenti – crescano, tenendo insieme conoscenza e umanità, capacità tecniche e solidarietà. Compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di usare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto; per cercare spazi nuovi e non per rassegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporci. Custodire e allenare la nostra umanità e le nostre menti, senza farle atrofizzare dallo strapotere computazionale: questa è missione della scuola". 

 

21 set 2026

Chico Forti ottiene la semilibertá, a febbraio 2027 udienza per la libertà condizionale

21 set 2026

Vannacci fa scouting in Forza Italia e porta via Calderone a Tajani: "Fisiologico a fine legislatura, partito è stabile"

(Adnkronos) - E' fisiologico, può capitare che a fine legislatura qualcuno scelga altri lidi... dice a mezza bocca un big azzurro, commentando i rumors sull'uscita da Forza Italia del deputato siciliano, Tommaso Calderone, pronto ad 'arruolarsi' nelle truppe del generale Roberto Vannacci. Il 'trasloco' dovrebbe essere ufficializzato domani dai vertici di Futuro nazionale in una conferenza stampa convocata a mezzogiorno nella sala stampa di Montecitorio (atteso l'ex capo della Folgore ma più probabilmente potrebbe collegarsi in video). In casa azzurra, insomma, nessuno si dice preoccupato né teme altre defezioni, almeno in pubblico, anche se la variabile Vannacci, capace di 'sottrarre' voti anche nel bacino forzista, resta un rischio concreto, che da tempo ha fatto drizzare le antenne allo stato maggiore azzurro. Fi minimizza ma mantiene gli occhi aperti sulle 'grandi manovre' di Fn e serra i ranghi.  

Nessun commento, per adesso, da parte di Antonio Tajani. L'addio di Calderone, assicura all'Adnkronos il presidente dei deputati forzisti, Enrico Costa, ''è una vicenda a cui non attribuiamo alcun particolare significato politico'', perchè ''rientra tra le scelte individuali tipiche delle ultime fasi di legislatura e non incide, né sugli equilibri parlamentari né sulla solidità politica di Forza Italia". "Basti pensare che pochi giorni fa - ricorda Costa - ha aderito a Fi un nuovo deputato regionale in Sicilia, confermando quello azzurro come il gruppo più numeroso in Regione''.  

In casa Fi garantiscono che lo scouting di Antonio Tajani non si fermerà: l'ultima new entry risale al luglio scorso, quando il deputato vicentino e componente della commissione Antimafia Erik Pretto ha fatto il suo ingresso in Fi dopo vent'anni di militanza nella Lega. 

Calderone, avvocato penalista, classe '63, da Barcellona Pozzo di Gotto, attuale vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, ha uno scranno a Montecitorio tra i banchi di Fi dal 13 ottobre 2022 (vinse il collegio uninominale alle politiche e viene di nuovo eletto, nello stesso tempo, all'Ars, preferendo il seggio alla Camera): ha un passato nel Msi e nel 2008 si candidò in Parlamento con 'La Destra' di Francesco Storace senza risultare eletto. Raccontano che l'accordo per traslocare con Fn sia stato concluso sabato sera durante una cena in un ristorante di Orvieto con Vannacci. 

Interpellato dall'Adkronos, Calderone non conferma né smentisce: ''Non rilascio dichiarazioni''. Con l'arrivo di Calderone, i vannacciani toccano quota nove deputati alla Camera, mentre il gruppo di Forza Italia guidato da Costa passa da 52 a 51 unità. Ora i riflettori restano puntati sulle suppletive di Reggio Calabria di domenica e lunedì, dove Futuro nazionale schiera l’ex forzista Domenico Giannetta contro il tesoriere azzurro Fabio Roscioli, sostenuto dall’intero centrodestra e considerato vicino alla famiglia Berlusconi.  

21 set 2026

In Famiglia Festival, oltre 5.700 presenze al Forte Trionfale. Al Pampers Village 3.000 iscrizioni

(Adnkronos) - Oltre 5.700 presenze, più di 20 spettacoli, 72 laboratori e oltre 60 tra incontri, podcast-interviste e seminari con esperti. Sono i numeri di In Famiglia Festival 2026, la manifestazione dedicata a bambini e genitori che si è svolta il 19 e 20 settembre al Forte Trionfale di Roma. Tra le novità di questa edizione il Pampers Village, che ha registrato circa 3.000 iscrizioni e ha proposto attività dedicate alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, oltre a un'area dedicata alla salute e alle consulenze per le future mamme. "Questo progetto, il Pampers Village, nasce dall'ascolto dei nostri genitori. Da sempre Pampers significa il meglio per la sicurezza, per la protezione dei nostri bambini. Ma ci siamo resi conto che questo non basta, perché per prendersi cura dei nostri piccoli c'è bisogno di prendersi cura di chi li fa crescere tutti i giorni, ovvero le mamme e i papà", ha detto Antonio Fazzari, General Manager di Fater. 

"Quello che abbiamo raccolto da questa indagine che abbiamo fatto come osservatorio sulla genitorialità in Italia è un dato piuttosto scomodo: un genitore su due in Italia si sente solo. Perché la società è cambiata e perché i nostri genitori non trovano più quel supporto sociale che esisteva un tempo. Insomma, fare bambini in Italia non è una cosa semplice", sottolinea Fazzari. "Ci siamo fatti ispirare da un proverbio africano che dice che per crescere un bambino c'è bisogno di un intero villaggio e abbiamo appunto creato il Pampers Village che è un luogo digitale ma anche fisico dove le famiglie fanno famiglia. È un luogo dove i nostri genitori si possono mettere in rete, possono trovare strumenti utili, risposte alle loro domande, servizi e soprattutto possono sviluppare relazioni significative", spiega. Il progetto è presente anche nell'app Coccole, dove "abbiamo creato un vero e proprio social per i genitori. 100mila mamme e papà che oggi si scambiano consigli, si fanno domande, insomma fanno squadra e poi questa app digitale diventa anche un luogo fisico", afferma Fazzari. 

Dopo le prime tappe a Milano e Pescara, il Pampers Village è arrivato a Roma. "I nostri genitori possono imparare come giocare al meglio con i bambini, per esempio con la musica, con i suoni, con dei giochi che possano avere un significato per i nostri bimbi, possono accedere a servizi gratuiti e in un paese dove è difficile fare famiglia è veramente una gioia vedere un luogo così pieno di bimbi e di energia", dice Fazzari. A Roma il Village ha proposto tre aree dedicate ai bambini da 0 a 3 anni, tra lettura, gioco e musica, grazie alla collaborazione con il personale educativo del CSB – Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini e di Un Villaggio per Crescere. Grande partecipazione anche nell'area salute, con circa 600 future mamme che hanno usufruito delle consulenze di psicologi, logopedisti, osteopati, neuropsicomotricisti e altri specialisti. "Il futuro del Pampers Village ce lo racconteranno i genitori italiani. Noi partiremo sempre dall'ascolto delle mamme e dei papà in Italia e ci chiederemo come questo villaggio che stiamo costruendo con loro possa essere sempre più utile", conclude Fazzari. 

 

Sul progetto interviene anche Lina D'Alberto, Head of Marketing Baby Care, che richiama i principali elementi emersi dall'Osservatorio sulla genitorialità, realizzato ascoltando 3.000 genitori e stakeholder. "Tra le cose più importanti, il fatto che un genitore su due si sente solo, cosa normalissima perché tanti anni fa le nostre famiglie, quando tornavano dall'evento della nascita del proprio bambino, trovavano la grande tribù, la famiglia allargata, i vicini di casa, il paese. Oggi, quando si torna a casa, si trova molte volte la coppia", spiega. 

D'Alberto sottolinea anche il cambiamento del ruolo dei padri e l'aumento delle aspettative legate alla genitorialità. "Abbiamo imparato che la genitorialità si sta trasformando sempre di più in una genitorialità trasformativa e performativa. Ognuno di noi vuole del proprio bambino essere il primo che gattona, il primo che mette il primo dentino. Questo amplifica le aspettative di ogni singolo genitore e crea delle tensioni. I nostri papà, se un tempo rappresentavano un supporto secondario, oggi vogliono essere più protagonisti della vita genitoriale. Infatti il 63% teme di non fare abbastanza", afferma. "Da queste tre grandi cose nasce il nostro Pampers Village, con l'obiettivo di creare un supporto concreto attraverso gli eventi nei parchi, attraverso la community in app e attraverso la normalizzazione, parlandone con una campagna di comunicazione che porta al centro la solitudine genitoriale", aggiunge. 

La community digitale conta oggi 100mila persone. "Il 25% dei genitori 0-3 anni è all'interno della nostra community in app. Si chiedono dei suggerimenti e si danno delle piccole risposte, aprendo anche il dibattito tra di loro", sottolinea D'Alberto. L'obiettivo, conclude, è continuare a far crescere il progetto attraverso l'ascolto delle famiglie: "Vogliamo continuare a far sì che ogni giorno con l'ascolto dei nostri genitori il nostro Village diventi una tribù sempre più grande". 

21 set 2026

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21 set 2026

Sanità, Mennini (ministero Salute): "Investire in prevenzione, cure e trattamenti favorisce salute e Pil"

(Adnkronos) - "Investire nella salute è, in generale, conveniente. Lo dimostrano tutti gli studi: laddove si investe in interventi efficaci, che si tratti di prevenzione, cura o trattamento, il ritorno dell'investimento già nel breve e medio periodo risulta molto vantaggioso, sia per la salute dei cittadini, sia per i conti dello Stato e il Pil del Paese". Così il capo Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, Francesco Saverio Mennini, alla XXIX edizione dell'evento Salute Direzione Nord, organizzato a Palazzo Lombardia a Milano. "A maggior ragione - sottolinea - questo vale per le malattie rare, poiché sappiamo che spesso per queste patologie vi è un'assenza di trattamenti e di cure risolutive. Diventa quindi fondamentale investire il più possibile, innanzitutto nella diagnosi precoce, in modo da individuare percorsi alternativi qualora non vi siano terapie adeguate. Dall'altra parte, occorre favorire gli investimenti dei produttori, incentivandoli a sviluppare farmaci e tecnologie sanitarie anche per un numero ristretto di pazienti, rendendo il percorso sostenibile per le aziende ma, soprattutto, vantaggioso per i pazienti stessi". 

"Ci siamo mossi e continuiamo a muoverci in questa direzione anche a livello di ministero della Salute. A giugno 2026, con la presentazione della Carta di Roma alla presenza del sottosegretario Gemmato, è stata illustrata la struttura del modello che abbiamo in mente e che è già stato avviato", ricorda Mennini. "Si tratta di un approccio integrato - la fondamentale integrazione tra ospedale, territorio e domicilio - che sfrutta i vantaggi della digitalizzazione e della condivisione dei dati e delle informazioni. In questo contesto rientra anche l'utilizzo della piattaforma per le liste d'attesa, dato che queste ultime rappresentano un grave problema, in particolare per i pazienti affetti da malattie rare. L'implementazione della piattaforma, avviata 1 anno e mezzo fa, ci sta permettendo di iniziare a ridurre i tempi e, soprattutto, di individuare dove si annidano le inefficienze, collaborando con le singole Regioni per colmare il divario nei tempi di attesa". 

"Un altro aspetto centrale - prosegue Mennini - riguarda il finanziamento legato alla diagnosi precoce. Nell'ultima legge di Bilancio abbiamo previsto fondi importanti, che rappresentano un punto di partenza fondamentale per sostenere in maniera strutturale i finanziamenti dedicati alle malattie rare e all'impiego dei test, inclusi quelli genomici. Questa rappresenta una rivoluzione significativa per il nostro sistema sanitario, poiché in passato non si era mai verificata un'attenzione di questo tipo. Infine, vi è il tema legato ai livelli essenziali di assistenza (Lea). All'interno del Dipartimento che dirigo abbiamo innescato un meccanismo di aggiornamento dei Lea molto più rapido rispetto al passato: l'obiettivo è arrivare a un aggiornamento annuale. In alcuni casi ci siamo già riusciti, mentre per altri la tempistica si attesta tra 1 anno e mezzo e 2 anni. È tuttavia necessario continuare a informare le associazioni di pazienti e i produttori affinché forniscano evidenze costanti: più i dossier sottoposti al ministero e al Comitato Lea saranno robusti, più veloce sarà l'iter di approvazione dei livelli essenziali di assistenza", conclude Mennini. 

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