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Abodi: "Lo sport è un diritto di cittadinanza"

2 lug 2026

Sanità, Beghin (Menarini): "Accesso al farmaco valutato positivamente in rapporto Crea"

(Adnkronos) - "Anche quest'anno il rapporto Crea ci restituisce una fotografia delle performance sanitarie regionali con una variabilità di performance tra le regioni con le best practice e quelle che stanno invece ancora migliorando. In questa forbice, però, dei nove indicatori che sono stati valutati da Crea, l'unico percepito positivamente in tutte le regioni, anche nell'indice di soddisfazione dei cittadini, è quello dell'accesso al farmaco, che varia da un 7.5 a un 8.9 in una scala da 1 a 10. Questo ci deve far riflettere sull'importanza del farmaco, che è in effetti anche nei livelli essenziali di assistenza. Il settore farmaceutico è un asset strategico che investe ogni anno 2,5 mld di euro in ricerca e sviluppo in Italia. Si tratta di un investimento molto importante. Parallelamente, è altrettanto importante il tempo di accesso del cittadino all'innovazione farmaceutica e, direi, al farmaco in senso lato. Negli ultimi 25 anni l'aspettativa di vita in Italia è cresciuta, oggi è di quasi 84 anni, inoltre si è ridotta del 41% la mortalità per le patologie croniche e questo grazie anche al farmaco”. Lo spiega Silvia Beghin, National Public Affairs Lead Gruppo Menarini, intervenendo alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Crea Sanità - Centro per la ricerca economica applicata in sanità.  

“L'industria si aspetta che il farmaco venga visto come un investimento nel sistema sanitario nazionale e non meramente come un costo - aggiunge Beghin - perché porta Salute, permette di prevenire o ritardare le complicanze delle malattie, di ridurre i ricoveri e di ridurre potenzialmente le liste d'attesa. Considerare il farmaco come un investimento è assolutamente importante per la qualità di vita e per la salute dei cittadini e dei pazienti. Come Menarini siamo molto impegnati nel rendere disponibili terapie di efficacia e sicurezza consolidate per i pazienti cronici, che in Italia sono 25 milioni. Questi farmaci - prosegue - sono, paradossalmente, quelli con un prezzo di vendita più basso e che hanno anche subito, a fronte delle crisi internazionali come quella in Medio Oriente, degli aumenti dei costi delle materie prime fino al 25%. Parallelamente al calo della redditività e della sostenibilità economica nella produzione di questi farmaci c'è anche il rischio della desertificazione industriale perchè certi livelli di prezzi di vendita sono sostenibili solo se le produzioni si fanno in Estremo Oriente”. 

“Come Menarini e come settore siamo anche preoccupati dalle riflessioni che sono in corso in questi mesi sulla revisione del prontuario farmaceutico - evidenzia Beghin - e auspichiamo che si possa istituire un tavolo di confronto allargato anche alle società scientifiche e alle associazioni pazienti per garantire al cittadino l’accessibilità alle cure, la continuità terapeutica e la personalizzazione della cura, per garantire la sostenibilità del sistema nel suo complesso e, soprattutto - conclude - cura e qualità di vita del cittadino”. 

2 lug 2026

Wimbledon, Sonego-Diallo, Grant-Bouzkova -Diretta

2 lug 2026

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2 lug 2026

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2 lug 2026

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2 lug 2026

Aubac, Protezione civile, Anbi e Autorità Appennino Settentrionale firmano protocollo su frane e siccità

(Adnkronos) - È stato sottoscritto ieri, in occasione dell’Assemblea nazionale di Anbi 'L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace', il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Protezione Civile, Anbi, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale e l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale per rafforzare il raccordo tra pianificazione di bacino, presidio territoriale, monitoraggio, adattamento climatico e pianificazione di protezione civile in materia di rischio idraulico, da frana, costiero e di severità idrica. L’accordo punta a costruire un modello stabile di collaborazione tra il sistema nazionale di protezione civile, le Autorità di bacino distrettuali e il sistema dei Consorzi di bonifica, valorizzando mappe di pericolosità e rischio, quadri conoscitivi, dati territoriali, strumenti digitali, attività di presidio locale e informazioni raccolte sul territorio. 

Il protocollo prevede, in particolare, la condivisione con il sistema di protezione civile delle mappe e dei quadri conoscitivi prodotti dalle Autorità di bacino; il supporto conoscitivo all’aggiornamento della pianificazione di protezione civile; la mappatura e valutazione post-evento degli effetti di alluvioni, frane ed eventi costieri; il monitoraggio degli scenari di severità idrica e scarsità della risorsa; il raccordo con i Consorzi di bonifica per la raccolta di dati, la segnalazione delle criticità e il presidio territoriale. Tra gli ambiti di collaborazione rientrano anche l’utilizzo di dati satellitari, sistemi informativi territoriali, WebGIS, gemelli digitali, strumenti di intelligenza artificiale e modelli di supporto alle decisioni, nonché iniziative di formazione, esercitazione, comunicazione del rischio e diffusione della consapevolezza tra cittadini e comunità locali. 

"Con questo protocollo facciamo un passo importante verso una prevenzione più moderna, fondata sull’integrazione tra conoscenza scientifica, pianificazione di bacino, presidio territoriale e protezione civile, - dichiara Marco Casini, segretario generale di Aubac - La sicurezza idraulica, la gestione delle frane, la tutela delle coste e la risposta alle crisi idriche richiedono dati condivisi, mappe aggiornate e una regia istituzionale stabile". Il protocollo valorizza anche il ruolo degli Osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici, quali sedi di raccordo conoscitivo e valutativo per la gestione degli scenari di severità idrica, e il ruolo dei Consorzi di bonifica, rappresentati da Anbi, come soggetti di prossimità territoriale, conoscenza delle opere idrauliche e irrigue, raccolta dati e supporto alle attività di prevenzione e gestione delle emergenze. L’intesa ha durata quadriennale e prevede l’istituzione di un Gruppo di lavoro coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile, con rappresentanti delle Parti, incaricato di predisporre programmi annuali di attività, individuare ambiti prioritari, promuovere modalità condivise di scambio dati e favorire eventuali accordi attuativi per attività specialistiche o sperimentali. 

2 lug 2026

Maxi multa a Google: la Corte di Giustizia Ue conferma la sanzione da 4,1 miliardi

(Adnkronos) - Multa record per Google. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, il massimo organo giudiziario dell'Ue, ha infatti la sanzione da 4,1 miliardi di euro (4,7 miliardi di dollari) inflitta per abuso della posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android. 

I giudici della corte con sede a Lussemburgo hanno respinto un ricorso presentato dal gigante tecnologico statunitense e dalla sua società madre Alphabet, ponendo fine a una lunga saga legale. La Commissione Europea, che agisce come autorità antitrust dell'Ue, aveva imposto la multa record a Google già nel 2018, dopodiché il caso era passato attraverso tutte le istanze legali disponibili. 

Secondo la Commissione, Google aveva illegalmente rafforzato la sua dominanza offrendo Google Search ai produttori di telefoni cellulari solo come pacchetto insieme ad altre app di Google, pagandoli per preinstallare Google Search come unica app di ricerca e ostacolando lo sviluppo di app concorrenti. 

La multa rappresenta una delle più severe sanzioni mai comminate a un'azienda tecnologica e conferma l'impegno dell'Ue nel contrastare le pratiche anticoncorrenziali nel settore digitale. La decisione della Corte di Giustizia Europea è destinata a avere importanti ripercussioni sul mercato dei servizi online e sulla strategia commerciale delle grandi aziende tecnologiche.  

La questione sollevata è relativa alla condotta tenuta da Google nei confronti dei produttori di dispositivi mobili e allo sfruttamento della posizione dominante detenuta sul mercato grazie al suo sistema operativo Android. 

2 lug 2026

Mondiali, oggi Spagna-Austria: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

2 lug 2026

Trump tira dritto sullo ius soli: niente donne incinte al confine

(Adnkronos) - Dopo aver perso la causa sulla cittadinanza per diritto di nascita presso la Corte Suprema, i collaboratori del presidente Trump e gli alleati del movimento Maga hanno rapidamente virato verso un nuovo piano: impedire alle donne straniere incinte di entrare negli Stati Uniti. Lo scrive Axios, sottolineando che la proposta aprirebbe una nuova battaglia sull'immigrazione riguardante gravidanza, viaggi e cittadinanza, spostando il dibattito dalla contestazione dei diritti dei bambini nati negli Stati Uniti alla limitazione dell'ingresso nel Paese.  

Martedì la Corte Suprema ha stabilito che un ordine esecutivo di Trump, volto a negare la cittadinanza ai bambini nati negli Stati Uniti da genitori non cittadini, era incostituzionale. Subito dopo la decisione, figure di spicco del movimento Maga, come il fondatore dei Federalist Sean Davis, hanno proposto che gli Stati Uniti vietino l'ingresso nel paese alle donne straniere incinte, un'idea avanzata anche da esponenti dell'amministrazione. 

"Il presidente Trump resta totalmente impegnato a proteggere il valore della cittadinanza americana per nascita, ed è per questo che, in seguito alla sentenza di ieri, ha incaricato il Congresso di intervenire immediatamente per affrontare la questione", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ad Axios. "Il Dipartimento di Giustizia darà inoltre priorità alle indagini sui sistemi di turismo della nascita (che si verificherebbe quando le donne si recano in America specificamente per partorire e garantire così al proprio figlio la cittadinanza statunitense). L'amministrazione Trump dispone di numerosi strumenti per tutelare la cittadinanza americana". 

 

2 lug 2026

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