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Lieve malore per Tajani, solo uno sbalzo di pressione: il ministro sta bene

4 ott 2026

Torino, tenta di strangolare la compagna che scappa con la figlia e si salva. Lui si suicida

4 ott 2026

Centrosinistra, Renzi: "Chiedo 3 garanzie a Conte, serve un programma serio"

(Adnkronos) - "Anche io chiedo delle garanzie a Giuseppe Conte. Chiediamo 3 garanzie: mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri e che non staremo mai dalla parte di Donald Trump". Matteo Renzi, leader di Italia viva, chiude la Leopolda 2026 e nel suo intervento chiede garanzie a Giuseppe Conte. Il numero 1 del Movimento 5 Stelle, in precedenza, aveva fatto altrettanto rispondendo a domande sulla presenza di Renzi nella coalizione del campo largo in vista delle prossime elezioni. "Mi vengono chieste delle garanzie. In politica non ci sono garanzie ma le riflessioni che fa Conte sono comprensibili e io vorrei lanciare un ramoscello di pace. Ma Elly Schlein è la persona meno adatta a fare la garante per me. Elly Schlein viene da una storia diversa dalla mia e ha avuto il coraggio di affrontarmi quando io qualsiasi cosa dicevo ero il vate, ero il guru. Lei non era d'accordo e se ne è andata e questo io lo apprezzo. Quindi Elly Schlein non può essere quella che 'garantisce' per me. Cosa lo fa? Un programma serio, un contratto alla tedesca", dice l'ex presidente del Consiglio, evidenziando che "le cose che ci uniscono anche con M5S e Avs, e ovviamente con il Pd, sono molte di più di quelle che ci dividono".  

Un nodo, probabilmente il principale, è rappresentato dalla politica estera e dalle posizioni relative all'Ucraina. Il M5S non intende fornire armi a Kiev in futuro. "Se io devo ascoltare Marco Travaglio su giustizia e politica estera, allora è importante farlo per fare esattamente il contrario di quello che dice: non ne ha mai azzeccata una, lo stesso giorno che la Russia ha attaccato l'Ucraina, scriveva che non ci sarebbe mai stato alcun attacco... Noi che stiamo dalla parte degli aggrediti, noi per primi rivendichiamo lo sforzo diplomatico. Non saranno le armi a far terminare la guerra, ma se non mandiamo le armi è l'Ucraina a terminare, a non esistere più. Ma senza una iniziativa diplomatica non si va da nessuna parte. E a chi utilizza l'Ucraina per mezzo punto i più, ricordo che ci sono persone che muoiono. La politica estera è una cosa serie, non da tweet, e su questi temi non abbiamo paura di nessuno".  

Quindi, la posta in palio alle elezioni. "C'è un bivio. O Meloni vince e poi va al Quirinale, prende tutto. Oppure va a casa. La partita non riguarda noi, è secca: o Meloni va al Quirinale o va a casa. Io lavoro perché vada a casa. Non mi importa chi fa il premier o il ministro. In questa fase non mi interessa. E' come quando Salvini chiese i pieni poteri, ora il rischio che la destra si prenda Chigi e il Quirinale è un appello all'impegno. Quindi o ci diamo una smossa o vince. Chiedo la garanzia di mandare al Quirinale una persona che non sia nè sovranista nè populista, ma europeista.... Noi diamo una garanzia sulle primarie, sul Quirinale e diamo garanzie anche a noi stessi che sul fatto che non ammaineremo mai la bandiera del garantismo", dice ancora. "Se il centrosinistra sta unito, la partita è chiusa. Vinciamo noi. Il calcio di rigore ce lo abbiamo noi. Invece da giorni stiamo discutendo del niente mentre c'è il rischio che si cambi la Costituzione de facto perchè se vince la Meloni sarà un presidenzialismo de facto". 

4 ott 2026

Ballando con le stelle senza Selvaggia Lucarelli, lei rompe il silenzio: "È tutto stupendo"

(Adnkronos) - Selvaggia Lucarelli ha rotto il silenzio dopo la prima puntata di Ballando con le stelle. Dopo dieci anni dietro al bancone della giuria, la giornalista è oggi opinionista del Grande Fratello Vip e il suo posto, fisicamente, è stato occupato da Barbara d’Urso, al debutto da giurata. 

La curiosità dei telespettatori era tanta: su chi avrebbe preso il suo posto e, soprattutto, se qualcuno sarebbe riuscito a raccogliere la sua eredità. Nel corso degli anni, infatti, la giornalista si è sempre distinta per i commenti graffianti, spesso diventata protagonista delle dinamiche e delle polemiche nate all’interno del programma. Tra i botta e risposta più discussi, proprio quello dello scorso anno, con Barbara d’Urso. 

 

 

Dopo la prima puntata andata in onda ieri, sabato 3 ottobre, su Rai1, Lucarelli ha commentato sui social, senza però citare direttamente il programma, né la nuova giurata. Il messaggio, tuttavia, sembra proprio un riferimento diretto, soprattutto come risposta alle reazioni del pubblico. "Anni di 'levatela da lì', poi anni di 'lasciatela lì', poi vado altrove e 'ridatecela'", ha scritto l’opinionista, facendo riferimento ai commenti che circolano sui social. 

"È tutto stupendo. Grazie per l’affetto, ho letto e mi ha fatto piacere, ma alla fine è solo tv", ha aggiunto Lucarelli, a corredo di una foto che la ritrae seduta, quasi fosse su un trono. "E, come intuite dalla foto, resto umile", ha concluso con la sua solita sottile ironia. 

4 ott 2026

Tu si que vales, commozione in studio per la storia di Mirna e della figlia Dea

4 ott 2026

Domenica In, tensione in studio: Riccardo Fogli si agita per la foto 'persa'. Cosa è successo

(Adnkronos) - Tensione nello studio di Domenica In. Oggi, domenica 4 ottobre, tra i primi ospiti di Mara Venier ci sono stati i Pooh, protagonisti di un'intervista in cui hanno ripercorso la loro carriera e celebrato i 60 anni di musica. 

Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli erano tutti presenti in studio. Mentre i primi tre sono apparsi attivi nel rispondere alle domande della conduttrice, Fogli è apparso più silenzioso. "Come stai? Ti vedo un po'... Sei sveglio, sì? Vuoi un bicchiere d'acqua?", gli ha chiesto Mara Venier, notando la sua stanchezza. "Io non amo alzarmi la mattina. Sono un po' ammosciato, si vede?", ha risposto il cantante. 

Poco dopo, Mara ha mostrato alcune foto di repertorio legate alla storia dei Pooh. Sfogliandole, però, Riccardo Fogli si è accorto che ne mancava una. "Manca quella dove c'era Valerio... Sono un po' stanco, si capisce?", ha osservato, mostrandosi irritato e agitato. Fogli ha chiesto che venissero mostrate tutte le fotografie portate in studio. "Chi l'ha presa la foto? Ti hanno fregato la foto?", ha domandato a Mara. La conduttrice, che è apparsa agitata, ha risposto: "Non lo so, non le abbiamo scelte tutte". 

A quel punto Dodi Battaglia ha cercato di stemperare la tensione con una battuta: "Portate un caffè a Riccardo". Mara, invece, si è rivolta alla produzione: "Marco, a quale foto si riferisce Riccardo?". Si è creato così un momento di imbarazzo e, nel tentativo di cambiare argomento, Mara Venier ha tagliato corto: "Sapete che vi dico, ragazzi? Lasciamo stare le foto". 

4 ott 2026

"Ho imparato a fare rutti a 52 anni, mi è cambiata la vita": la sindrome rara e la cura

(Adnkronos) - "Ho imparato a fare i rutti a 52 anni. E la mia vita è cambiata". Sembra una scena di un episodio dei Griffin, in realtà è un caso medico estremamente raro. Il protagonista è un uomo, che si presenta come Daryl e che racconta il suo calvario al quotidiano 'The Straits Times'. "Per tutta la vita non sono riuscito a fare nemmeno un rutto", spiega il dirigente di una compagnia che opera nella cybersecurity. Al giornale, descrive i disturbi accusati in particolare negli ultimi anni, con un disagio costante tra senso di gonfiore e flatulenza eccessiva che sono diventati invalidanti a partire dall'età di 45 anni. 

"Non potevo mangiare certi cibi o bere bevande gassate senza trasformarmi in una pentola a pressione. Quando questo succedeva, l'unico modo per trovare sollievo era provocare il vomito per espellere l'aria in eccesso. I miei colleghi potevano sentirmi mentre avevo i conati in bagno", racconta. E' iniziato un percorso infinito tra medici e esami per individuare la causa del disturbo, spesso confuso per una condizione temporanea e legata esclusivamente all'alimentazione. "Mi sono sottoposto a esami come endoscopia e colonscopia, ma mi è stato detto che non c'era nulla di grave. Alcuni medici ipotizzavano la malattia da reflusso gastroesofageo, altri la sindrome dell'intestino irritabile. In ogni caso, nulla di grave: e la vita andava avanti. Ogni volta che avvertivo gonfiore o accumulo di gas, continuavo a indurre i conati per liberarmene", dice descrivendo un quadro estremamente complesso. Quindi, 2 anni fa, l''illuminazione' grazie alle informazioni trovate su un forum online che ha acceso i riflettori su una condizione identificata come disfunzione retrograda del muscolo cricofaringeo. 

"Sono andato da un medico, non aveva mai sentito parlare del disturbo. Mi ha prescritto farmaci che non sono stati utili. E' passato un altro anno...". Altre ricerche online e, finalmente, la soluzione. Daryl ha trovato un articolo scritto dall'otorinolaringoiatra Leong Zhou Hao del Singapore General Hospital. "Mi sono detto: 'È lui. Finalmente l'ho trovato'". 

Lo specialista ha confermato la diagnosi certificando la 'sindrome da incapacità di ruttare', una condizione considerata relativamente rara e sottodiagnosticata, soprattutto perché è stata formalmente identificata solo intorno al 2019. "Quando mangiamo, ingoiamo aria. Lungo il tratto digerente superiore abbiamo due muscoli – uno nella parte alta e uno in quella bassa – che normalmente rimangono chiusi. Quando mangiamo, si rilassano per far scendere il cibo. Spesso il cibo ingerito produce gas che risale lungo l'esofago, dilatandolo. Questo fenomeno viene viene percepito dal cervello, che induce il muscolo a rilassarsi, provocando un rutto", la spiegazione del medico. 

Questo, però, non succede in tutti gli individui: Daryl è uno dei soggetti che non hanno sviluppato questo riflesso. I dati sulla sindrome non sono ancora abbondanti o approfonditi: la condizione potrebbe riguardare 1 persona su 5, ma i casi gravi sono estremamente rari. A Daryl, lo specialista ha proposto una soluzione: iniettare Botox nello sfintere esofageo per favorirne il rilassamento e "permettere forzatamente al paziente di ruttare". Secondo il dottor Leong, ogni iniezione produce effetti per circa 3 mesi. Ai pazienti, in ogni caso, viene chiesto di "esercitarsi a ruttare" nella speranza che il riflesso continui ad attivarsi anche dopo la terapia. "Ho scelto di sottopormi all'intervento in anestesia generale, in modo che il dottor Leong potesse trattare direttamente la zona e risolvere la mia incapacità di ruttare", spiega Daryl. Risultato? Sono passati sei mesi dalla procedura e Daryl continua a ruttare senza problemi. "Non sapevo che, ruttando, avrei potuto sentire l'odore del cibo mangiato qualche ora prima. È stato liberatorio. Direi addirittura che mi ha cambiato la vita".  

4 ott 2026

Firenze, conclusa l'ottava edizione del Festival Nazionale dell'Economia Civile

(Adnkronos) - Si è chiusa a Firenze l’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, dal titolo “EUconomia. L’economia che fa bene, il rumore della foresta che cresce”. Negli otto anni di lavoro, il Festival ha costruito una comunità nazionale di persone, imprese, amministrazioni e organizzazioni che nei propri territori tengono insieme economia, coesione sociale e cura del bene comune. Sono 80 gli ambasciatori e le ambasciatrici dell’economia civile provenienti da tutte le regioni italiane che si rendono protagonisti di percorsi discussi a Firenze, che poi vengono attuati in tutta Italia. Nell’edizione 2026 sono stati realizzate 12 progettualità territoriali che hanno coinvolto 2.500 persone. 

  

Sostiene Leonardo Becchetti, Direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e Co-fondatore NeXt Economia: “Al Festival l’editor del Rapporto Mondiale sulla Felicità ha mostrato come nello studio su 30 milioni di intervistati nel mondo, solo il 22% è soddisfatto del proprio lavoro, delineando i contorni di un’immensa carestia di senso del vivere. Il problema dell’economia tradizionale, oltre ad inflazione, diseguaglianze, crisi climatica, è anche e soprattutto questo. Si comporta come quel tale che quando amici organizzano un viaggio si preoccupa che non si superi il limite di velocità, che quando la benzina finisce si faccia rifornimento, che non si finisca fuori strada. L’economia civile dice che oltre che rispettare regole, limiti e vincoli si può fare molto di più per migliorare la qualità del viaggio. E ha lavorato in questi giorni su soluzioni sui temi più importanti di oggi come diseguaglianze, inflazione, povertà dei salari, emergenza climatica. Intelligenza relazionale, generatività, partecipazione sono le chiavi delle risposte che ci avvicinano alla meta attraverso indipendenza strategica e aumentata capacità di creare valore economico ed impatto sociale ed ambientale”. 

  

Per Augusto dell’Erba, Presidente Federcasse-BCC “si chiude un Festival nel quale abbiamo potuto toccare con mano quanta economia civile e quanta domanda ci sia in Italia - soprattutto dai giovani - di buone pratiche replicabili. Al tempo stesso, questo Festival ha chiamato tutte le forze più sane del Paese ad attivarsi per determinare davvero un cambiamento sostanziale nelle politiche pubbliche e nello sviluppo sociale ed economico. Ispirate a logiche di autentico bene comune, nella consapevolezza che il tempo a disposizione non è illimitato e che le transizioni in atto non aspettano. Come Credito Cooperativo mettiamo a disposizione di questo progetto tutta l’esperienza della mutualità bancaria, che si conferma una delle leve per garantire inclusione e lotta alle disuguaglianze. La strada è ancora lunga ma davvero - come recita il titolo scelto per questa ottava edizione, una foresta sta crescendo senza fare rumore. A noi sta il compito di proteggerla e di darle nuova linfa”. 

 

  

Afferma Maurizio Gardini, presidente Confcooperative “Si chiude un Festival che ha dimostrato come l'economia civile non sia una teoria, ma una pratica quotidiana. Le cooperative generano impresa, reddito e ricchezza, con l'8% del Pil nazionale, e lo fanno mettendo al centro persone e territori. Dalla transizione ecologica all'invecchiamento demografico, dalla digitalizzazione alle disuguaglianze, le cooperative offrono risposte, dalle metropoli alle aree interne. La nostra economia guarda al lungo periodo e investe in competenze e innovazione. L'Italia ha i numeri per diventare un riferimento mondiale nel segno di San Francesco e Antonio Genovesi”. 

  

Durante i quattro giorni di lavori sono intervenuti al Festival, tra gli altri: Raffaele Fitto (Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme), Shirin Ebadi (Premio Nobel per la Pace del 2003), Philippe Aghion (Economista e Premio Nobel per l’Economia nel 2025), Orazio Schillaci (Ministro della Salute), Lucia Albano (Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze), Roberto Garofoli (Presidente di Sezione del Consiglio di Stato), Isata Mahoi (Ministra per le Pari Opportunità e l’Infanzia della Sierra Leone), Sara Funaro (Sindaca del Comune di Firenze), Gaetano Manfredi (Presidente ANCI e Sindaco di Napoli), Maurizio Martina (Vice Direttore Generale FAO) e Jan-Emmanuel De Neve (Professore di Economia e Scienze Comportamentali all’Università di Oxford e Direttore dell’Oxford Wellbeing Research Centre). 

  

Il Festival nasce da un’idea di Federcasse (Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen), promosso con Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle BCC, Publiacqua e la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, SEC – Scuola di Economia Civile, Gioosto.com e la Fondazione MUS.E e il patrocinio del Comune di Firenze. 

4 ott 2026

Rabbino aggredito a Milano, parla il 21enne rimpatriato: "Morirei per l’Italia, è il Paese dove sono nato e cresciuto"

(Adnkronos) - "Non provo odio né verso Israele né verso la comunità ebraica: era solo uno scherzo". A parlare al Corriere della Sera è Battar Zahani, il 21enne che giovedì scorso è stato rimpatriato in Tunisia, come annunciato da Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, dopo essersi reso protagonista dell'aggressione al rabbino di Milano, Rav Tzemach Mizrachi, lo scorso 16 settembre in piazzale Bande Nere.  

Il ragazzo, uno dei tre coinvolti nell'inchiesta dopo l'attacco, è nato a Como e cresciuto a Meleti, nel Lodigiano, e studiava ingegneria all'università di Parma. Per questo, aggiunge al quotidiano di via Solferino: "Io morirei per l’Italia: è il Paese dove sono nato e cresciuto". Poi, il racconto del rimpatrio: "Quando sono arrivato in Tunisia, gli agenti italiani mi hanno lasciato nelle mani della polizia del posto. Non parlo benissimo il tunisino e continuavo a dire che non capivo, anche in inglese. Poi mi hanno lasciato libero. Ho dovuto chiamare mia madre per dirle cosa stava succedendo: nessuno l’aveva avvisata dall’Italia. Quando le ho raccontato tutto è scoppiata a piangere. Non poteva crederci". 

Il 21enne attende ora che sia fatta chiarezza sul suo caso e che magari possa tornare in Italia, e si difende dalle accuse di aggressione al rabbino. "Il nostro amico lo ha preso per scherzo (il cappello del rabbino, ndr), lo ha indossato e poi restituito. Mio fratello ha dato un calcio alle gambe del rabbino, ma non per fargli male. Io non l’ho toccato: avevo il telefono in mano e stavo facendo un video. Ho solo riso".  

4 ott 2026

Festival economia civile, premiati i 'Comuni di Economia Civile' e le 'Amministrazioni Condivise'

(Adnkronos) - Nella sua ultima giornata di lavori, il Festival Nazionale dell’Economia Civile ha salutato Firenze con due sessioni tenute in Piazza della Signoria, ai piedi di Palazzo Vecchio. Due premiazioni al centro del programma: il “Premio Nazionale Comuni di Economia Civile 2026” e il “Premio Amministrazione Condivisa”.  

Il primo è stato assegnato rispettivamente ai comuni di Melpignano e Capergnanica. Per il secondo premiati Soglia Abitare (Roma), Progetto Radici (Legambiente Marche), Asac (Roma), Camper del Lavoro Arpal (Puglia), Valle del Serchio Croce Rossa (Bagni di Lucca). Premi introdotti da Chiara Tommasini (Presidente CSVnet): “Amministrazione condivisa significa smettere di considerare il volontariato una risorsa gratuita e trattarlo da partner: co-decisore, co-gestore, co-attore delle politiche pubbliche, seduto allo stesso tavolo con ruoli diversi, partendo dai bisogni e non dai servizi. È un passaggio culturale: per il funzionario pubblico significa non avere più a che fare con procedimenti burocratici ma con la relazione, la mediazione e la gestione del conflitto; per il volontariato significa non arrivare più per tappare i buchi, e saper dire anche di no”.  

La sindaca di Melpignano Valentina Avantaggiato ha così commentato: “Noi abbiamo in questi anni cercato di lavorare mettendo in sinergia diversi aspetti, attuando una politica della cura, che si prendesse cura delle persone, dell'ambiente, del paesaggio, del welfare, delle politiche del cibo, dell'ambiente, dell'energia. Il tentativo è stato quello di immaginarsi non come una roccaforte ma come un tassello all'interno di un sistema globale e abbiamo cercato di affrontare le diverse sfide dando servizio ai cittadini e costruendo una possibilità di tornare all'interno del nostro territorio e anche di restare”. 

 

Alex Severgnini è il sindaco di Capergnanica, in provincia di Cremona: “Abbiamo deciso di partire dall'edilizia scolastica per offrire alle nuove generazioni le migliori condizioni di formazione, indipendentemente dalla loro condizione socio-economica: dare l'eccellenza a tutti. Abbiamo coinvolto il terzo settore, i cittadini e gli studenti stessi, che ci hanno spiegato come volevano le scuole che stavamo costruendo, e vi abbiamo inserito funzioni che le fanno vivere 365 giorni all'anno”.  

E poi Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche per Radici: “Un progetto in rete con 18 grandi reti nelle Marche che racchiudono quasi un migliaio di presidi territoriali, ma assieme a queste reti abbiamo condiviso con altre associazioni esterne a queste reti in un percorso di coprogrammazione e coprogettazione che ci ha permesso di fare un lavoro unico nelle Marche di condivisione di intenti e condivisione degli obiettivi. Primo percorso che possiamo definire in Italia con oltre 400 ETS esterni a questa rete che ha potuto progettare assieme a noi e fare le proprie attività come il terzo settore sa fare”. 

Durante il panel “80 anni di partecipazione femminile e nuove economie della democrazia”, interventi di Alessandra Rinaldi (Presidente Commissione Donne CooperAzione) e Claudia Benedetti (Vicepresidente Vicaria iDEE – Associazione delle Donne del Credito Cooperativo). “La cooperazione - ha detto Rinaldi - non è l'alternativa povera ad altri modi di fare impresa: è un altro modo di fare impresa, capace di tenere insieme sostenibilità economica e finalità sociali, mutualità e competitività, partecipazione democratica e capacità manageriale”. Poi Benedetti ha aggiunto: “La parità non è un tema che riguarda le donne, ma lo sviluppo del Paese: più partecipazione delle donne significa più base produttiva, decisioni migliori, più innovazione e maggiore mobilità sociale. Ad esempio nei CdA del credito cooperativo la presenza femminile ha raggiunto il 30% e deve ancora crescere: le abbassano l'età media e portano titoli di studio più alti, perché sotto i 45 anni sono quasi tutte laureate o con dottorato”. Maria Paola Monaco (Professoressa di diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Firenze e Delegata della Rettrice all’Inclusione e Diversità) nel suo intervento: “Si parla di temi che sono legati al lavoro di cura, al lavoro delle donne e anche a tutto quello che segue al lavoro di cura, al lavoro delle donne che deve essere un lavoro che può diventare visibile soltanto se noi lo censiamo e di qui appunto la necessità di fare rendicontazione sociale attraverso tanti strumenti. Noi dell'Università di Firenze lo stiamo facendo attraverso la redazione dei bilanci di genere dove il focus è sui dati, ma i dati che servono alle politiche”. 

Il Festival nasce da un’idea di Federcasse (Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen), promosso con Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle BCC, Publiacqua e la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, SEC – Scuola di Economia Civile, Gioosto.com e la Fondazione MUS.E e il patrocinio del Comune di Firenze. 

4 ott 2026

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