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Sanità: nel Lazio nuove regole per studi medici, Omceo Roma 'grande successo dell'Ordine'

(Adnkronos) - "È un grande successo dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma, che premia un lavoro portato avanti con determinazione per ottenere regole più chiare, moderne e coerenti con l’effettiva natura dell’attività professionale di medici e odontoiatri". Lo dichiara Antonio Magi, presidente dell’Omceo di Roma, commentando il nuovo provvedimento predisposto dalla Regione Lazio che ridefinisce organicamente le tipologie di studi professionali medici, odontoiatrici e degli altri esercenti professioni sanitarie regolamentate non soggetti ad autorizzazione all’esercizio. 

Il nuovo impianto - riferisce una nota - supera le precedenti Dgr n. 447/2015 e n. 1247/2025 e nasce dalla necessità di eliminare i dubbi interpretativi emersi negli anni, definire in maniera univoca le fattispecie escluse dal regime autorizzatorio e armonizzare le procedure amministrative. "Come Ordine – sottolinea Magi – abbiamo sostenuto con forza la necessità di distinguere lo studio del medico o dell’odontoiatra da una struttura sanitaria complessa. È un principio fondamentale: non è accettabile sottoporre il singolo professionista, lo studio associato o una Società tra Professionisti agli stessi adempimenti previsti per organizzazioni sanitarie complesse quando non ne ricorrano i presupposti". 

Il provvedimento - si legge - riconosce infatti un regime amministrativo semplificato, fondato sulla comunicazione di inizio attività, per l’esercizio professionale in forma singola, associata o attraverso Società tra professionisti (Stp), purché l’attività svolta non rientri tra quelle per le quali la normativa richiede una specifica autorizzazione. "Questo significa – prosegue Magi – meno burocrazia inutile e maggiore certezza del diritto, senza diminuire di un millimetro la tutela della salute. Al contrario, regole chiare permettono anche controlli più efficaci, perché consentono di distinguere ciò che costituisce esercizio della professione da ciò che, per complessità organizzativa, tecnologica o per rischio clinico, deve essere assoggettato ad autorizzazione". 

La nuova disciplina stabilisce infatti che rimangano nel regime autorizzativo le prestazioni di chirurgia ambulatoriale, le procedure diagnostiche o terapeutiche di particolare complessità o rischio e, tra le altre, le attività puramente diagnostiche quali diagnostica per immagini e analisi cliniche. Le apparecchiature elettromedicali possono invece essere presenti nello studio quando utilizzate in maniera accessoria e complementare all’attività professionale, nei limiti espressamente previsti dalla disciplina. Per l’Omceo Roma "è particolarmente importante anche il riconoscimento delle differenti modalità attraverso le quali oggi può essere organizzato l’esercizio professionale, comprese le forme associate, le Stp e i polistudi, mantenendo ferma l’autonomia e la responsabilità del professionista". 

"La medicina - prosegue Magi - è profondamente cambiata e anche le modalità di esercizio della professione sono cambiate. Le norme devono accompagnare questa evoluzione, non ostacolarla. La presenza di strumenti tecnologici di supporto non può trasformare automaticamente uno studio professionale in una struttura sanitaria complessa: ciò che conta sono la natura della prestazione, la sua complessità, l’organizzazione e il rischio per il paziente". 

Il nuovo sistema - spiegano dall'Omceo - mantiene, al tempo stesso, precisi strumenti di trasparenza: la comunicazione di inizio attività dovrà essere esposta al pubblico e la sua mancata esposizione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dalla normativa regionale. "Ringraziamo il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e la Direzione regionale Salute per aver raccolto e portato a compimento un percorso sul quale l’Ordine dei medici di Roma si è impegnato con convinzione e i componenti ordinistici dell’omceo di Roma Ing. Andrea Tuzio e l’avv. Valentina Tascione per il grande lavoro. È una vittoria della professione, ma soprattutto del buon senso: semplificare ciò che può essere semplificato, autorizzare ciò che realmente necessita di autorizzazione e controllare con rigore ciò che può incidere sulla sicurezza del paziente". "L'Ordine – conclude Magi – continuerà a collaborare con la Regione anche nella fase applicativa, affinché le nuove disposizioni siano attuate in maniera uniforme. Difendere la professione significa anche liberare medici e odontoiatri da adempimenti impropri, senza mai arretrare sulla qualità delle cure, sulla responsabilità professionale e sulla tutela della salute dei cittadini". 

7 ago 2026

L'Argentina si schiera con Infantino: "Governance trasparente e rispetto delle procedure democratiche"

(Adnkronos) - L'Argentina si schiera con il presidente della Fifa Gianni Infantino e lo fa con un lungo comunicato, dopo giorni di polemiche che hanno visto al centro l'attuale numero uno del calcio mondiale in virtù del tentativo - subito fallito - di privatizzare i Mondiali: "A nome dell’Associazione del Calcio Argentino (Afa) e del suo Comitato Esecutivo - si legge nella nota - ci rivolgiamo a lei, caro Presidente, e, per il suo autorevole tramite, alla dirigenza della Fifa, per esprimere il nostro sostegno all’operato svolto negli ultimi dieci anni, che ha avuto come principali obiettivi lo sviluppo del calcio in tutto il mondo e la solidità istituzionale, fondata su un modello di governance chiaro, stabile e trasparente". 

Dopo il meeting di Rabat, la Fifa aveva chiesto scusa per il progetto Fifa Forward Enterprise, che prevedeva la cessione di una parte dei Mondiali a investitori privati, ribadendo il sostegno al presidente del massimo organismo calcistico a livello mondiale. Nonostante le scuse, la Uefa ha annunciato che il suo boicottaggio delle competizioni Fifa, compresi i Mondiali, rimane in vigore nonostante l'abbandono del piano di vendita dei mondiali ai privati e le scuse di Infantino.  

L'Afa - che ha grande peso nella Conmebol - ha spiegato le ragioni del sostegno (che ieri è stato ribadito dalla Confederazione africana) a Infantino: "A tal proposito, in relazione ai recenti avvenimenti di pubblico dominio, dobbiamo riconoscere la decisione dell’Amministrazione di ritirare un progetto che, all’interno della famiglia del calcio e sin dal suo avvio, ha generato molte più incertezze che certezze. Per questo motivo, è doveroso sottolineare il riconoscimento degli errori commessi in tale processo e le scuse espresse nel significativo messaggio rivolto alle 211 federazioni affiliate alla Fifa. Dare priorità alle norme di governance è un pilastro fondamentale per il rafforzamento delle buone relazioni tra la Fifa, le sue associazioni affiliate e le confederazioni". 

E ancora: "Allo stesso modo, come abbiamo già espresso, lei sta guidando un processo che ha promosso una profonda trasformazione della Fifa e che ha aperto le porte dell’organizzazione a tutte le associazioni affiliate e alle confederazioni, affinché, attraverso un dialogo franco e diretto, possiamo continuare, tutti insieme, a promuovere il calcio a ogni livello e in tutte le sue discipline. Dal nostro punto di vista, tale trasformazione si è fondata su un modello di governance trasparente, sul rispetto delle strutture statutarie e sul rispetto delle procedure democratiche: principi essenziali affinché la famiglia del calcio rimanga unita, solida e impegnata a continuare a generare miglioramenti sul piano sportivo e istituzionale, con ricadute positive sulla qualità della vita di milioni di persone che praticano il nostro amato sport. Di conseguenza, in vista dell’imminente Congresso della Fifa, l’Associazione che ho l’onore di presiedere crede fermamente e ribadisce che la strada da seguire è continuare a lavorare sotto la sua leadership, al fine di proseguire nello sviluppo di un calcio migliore e ancora più inclusivo". 

7 ago 2026

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7 ago 2026

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7 ago 2026

Ceuta, Spagna all'Italia: "Stop controlli entro domenica o adotteremo misure proporzionali"

(Adnkronos) - 'Ultimatum' della Spagna all'Italia. Il governo di Madrid ha avvertito Roma che adotterà "misure proporzionali" se l'Italia non rimuoverà i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dal paese iberico entro domenica. L'Italia ha sospeso l'accordo di Schengen con la Spagna - ripristinando controlli per viaggiatori di paesi terzi - dopo l'ingresso di massa di migranti a Ceuta giovedì scorso. 

Dopo una riunione in videoconferenza presieduta dal premier spagnolo Pedro Sanchez con alcuni ministri interessati sulla situazione a Ceuta, il governo di Madrid ha chiesto che l'Italia "rettifichi" e ponga fine ai controlli sulla circolazione dei viaggiatori provenienti dalla Spagna annunciati una settimana fa e che dovrebbero restare in vigore per un mese.  

Una misura che, ha ribadito la Moncloa, Madrid considera "ingiusta, contraria agli interessi dell'UE e discriminatoria per la popolazione spagnola". "Per questo, esortiamo il Governo italiano a rettificare, a porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei. Se non lo facesse prima di domenica 9 agosto, la Spagna si vedrà obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei propri cittadini", si legge in una nota citata dai media di Madrid. 

La Guardia Civil di Ceuta intanto ha recuperato oggi il corpo senza vita di un giovane migrante subsahariano precipitato in mare con un parapendio con cui aveva tentato di entrare illegalmente a Ceuta. A riferirne è il quotidiano spagnolo '20 minutos'.  

La tragedia si è consumata questa mattina: gli agenti hanno avvistato una persona che tentava di raggiungere la città con un parapendio proveniente dalle montagne di Benzú, nella baia settentrionale. Il migrante, secondo le prime indicazioni, intendeva atterrare in una zona vicina al confine settentrionale, ma presumibilmente non è riuscito a controllare il parapendio ed è finito in acqua. 

La polizia spagnola ha dichiarato di aver smantellato quella che ha definito una delle più grandi reti criminali coinvolte nel traffico di migranti attraverso il Mediterraneo, arrestando 78 persone e sequestrando 18 imbarcazioni ad alta velocità. Secondo quanto riferito in un comunicato, la rete avrebbe utilizzato le imbarcazioni per trasportare droghe sintetiche come l’ecstasy dalla Spagna all’Algeria e, durante il viaggio di ritorno, per contrabbandare migranti verso la costa mediterranea spagnola e l’isola di Ibiza. 

Gli investigatori ritengono che il gruppo sia responsabile di almeno 64 operazioni di traffico di migranti, nel corso delle quali sono state portate in Spagna più di 2mila persone, con un guadagno di oltre 24 milioni di Euro. 

La polizia ha definito le traversate marittime "estremamente pericolose", con i migranti che viaggiavano "ammassati, ad alta velocità, con il mare mosso". "In alcune occasioni, i passeggeri venivano persino legati per impedire che cadessero in acqua durante il viaggio", si legge nel comunicato. L’organizzazione richiedeva fino a 12mila Euro a persona trasportata, con alcune operazioni che coinvolgevano fino a 50 migranti per traversata, ha precisato la polizia. 

Tra gli arrestati figurano quattro presunti leader dell’organizzazione. Le autorità hanno inoltre sequestrato 18 imbarcazioni ad alta velocità per un valore superiore a cinque milioni di Euro. L’operazione è stata condotta con la collaborazione di Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione Europea, e delle forze di polizia di Francia, Portogallo e Polonia. 

7 ago 2026

Marcinelle, Inca e Cgil insieme in 2 giorni di iniziative per 70esimo anniversario

(Adnkronos) - L'8 agosto 1956 un incendio nel pozzo di Marcinelle uccise 262 minatori. Di questi, 136 erano italiani. Il Bois du Cazier da allora ha smesso di essere una miniera ed è diventato un museo, con i suoi macchinari e i suoi edifici rimasti dov'erano. Per il settantesimo anniversario dell'incendio, oggi e domani, 7 e 8 agosto, Inca e Cgil sono a Marcinelle per due giornate di iniziative. Nel corso della prima giornata, Inca inaugura ufficialmente il monumento 'Où la lampe passe, le mineur doit passer', donato nel 2006 dal patronato stesso e tornato sul sito dopo una fase di restauro, e presenta il volume 'Marcinelle 1956-2026. Settant'anni tra memoria, diritti e tutela'. All’evento intervengono Colette Ista, direttrice Museo Bois du Cazier, Pier Luigi Gentile, Console Generale d'Italia a Charleroi, Carlo Briscolini e Vincent Pestieau, segretari regionali del sindacato belga Fgtb, Vincenzo Sgalla, presidente di Inca Belgio, e Michele Pagliaro, presidente di Inca Cgil. Le conclusioni sono affidate a Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. 

La delegazione dell’Inca e della Cgil partecipa l’8 agosto alla giornata di commemorazione della tragedia, alla presenza delle istituzioni italiane e belghe. Ma 70 anni di Marcinelle, per Inca Cgil, "non sono solo una data da ricordare". "Si tratta un punto di osservazione - avverte - da cui guardare al presente: quanto, di quella miniera, resta ancora nei cantieri, nei capannoni, nelle catene di appalti di oggi. La memoria, per un patronato come l'Inca, non è soltanto commemorazione: è la base su cui si misura quanto la tutela e la sicurezza sul lavoro abbiano fatto passi avanti, e quanto invece restino, ancora oggi, una battaglia aperta".  

Il Patronato ricorda che "nel 2026 cade anche un altro anniversario, meno citato. L'accordo italo-belga del 23 giugno 1946 compie ottant'anni. Lo chiamavano 'uomini contro carbone' e la formula non era una metafora: 50mila lavoratori italiani in cambio di carbone a prezzo preferenziale, braccia da una parte e minerale dall'altra, tutto scritto nero su bianco fra due Stati. Nel 2006, cinquant'anni dopo la tragedia, l'Inca Cgil donò al Museo Le Bois du Cazier un'opera del maestro Antonio Nocera, fusa dalle Fonderie Venturi Arte: una grande sfera di bronzo che da allora è rimasta all'aperto, esposta alle stagioni belghe, proprio sopra la terra della miniera".  

"Si intitola -ricorda Inca- 'Où la lampe passe, le mineur doit passer' (dove passa la lampada, deve passare il minatore) ed è conosciuta anche come Il ventre della terra. Il titolo è già un'epigrafe: racconta per intero la condizione di chi lavora in profondità, costretto a seguire la luce dentro ambienti ostili, spesso senza la garanzia del ritorno. Vent'anni all'aperto lasciano il segno. Da qui la decisione del Patronato di promuovere un restauro lungo e minuzioso, al termine del quale l'opera è tornata al Memoriale. Oggi 7 agosto viene inaugurata ufficialmente, nell'anno del settantesimo anniversario, alla presenza del segretario della Cgil Maurizio Landini e del presidente dell’Inca Michele Pagliaro".  

E il settantesimo anniversario di Marcinelle è anche l’occasione per presentare il volume 'Marcinelle 1956-2026. Settant'anni tra memoria, diritti e tutela', con la prefazione di Maurizio Landini e l'introduzione di Michele Pagliaro. Nel 2006, per il cinquantenario, l'Inca aveva curato un primo volume dedicato a Marcinelle che raccoglieva alcuni contributi fondamentali sulla tragedia. Il libro del 2026 non è un semplice aggiornamento, ma nasce come atto di responsabilità: quella di tenere insieme la memoria di una tragedia e la lucidità di un presente che, in forme nuove, continua a porre le stesse domande di fondo, dopo 70 anni. Chi tutela chi lavora? Chi garantisce che la dignità di una persona non venga sacrificata sull'altare della produzione, della competizione, dell'emergenza, della convenienza? 

Per rispondere, il volume mette insieme voci e tempi diversi. Alcuni contributi vengono ripresi dall'edizione del 2006 e restano intatti nella loro forza: il racconto del processo di Marcinelle scritto dall'avvocato Jacques Moins, scomparso nel 2011, che fu il principale consulente legale del Patronato in quella complessa fase processuale, e il contributo del professor Gian Aristide Norelli sulla battaglia per il riconoscimento delle malattie professionali, in particolare la silicosi, che lacerò i polmoni di migliaia di minatori molto prima e molto dopo l'incendio.  

Ad essi si affiancano testi nuovi, scritti per questo anniversario: Vincent Pestieau e Carlo Briscolini del sindacato Fgtb ricostruiscono il punto di vista belga sulla vicenda; Giuseppe Peri di Inca Cgil racconta, dai fascicoli dell'Archivio storico, che cosa fece il Patronato nei giorni immediatamente successivi al disastro, a partire da quando Inca in Belgio agiva ancora in clandestinità; lo storico Emilio Franzina inquadra l'emigrazione italiana nel Belgio del dopoguerra, mentre Eleonora Medda e Vincenzo Sgalla di Inca Belgio proseguono analizzando chi ha continuato a spostarsi successivamente dalla Penisola a quello che oggi è diventato il cuore dell’Europa. Chiude un'appendice con le regioni e i comuni di provenienza delle vittime italiane, nome per nome, luogo per luogo. Una parte del libro viene dall'Archivio storico dell'Inca, dichiarato nel 2026 dal ministero della Cultura di interesse storico particolarmente importante. Sfogliando i fascicoli del settembre 1956 si avverte il peso fisico di quei giorni: c'è il verbale dell'11 settembre, poco più di un mese dopo la tragedia, con la testimonianza del presidente Giovanni Roveda e di Bruno Widmar appena rientrati dal Belgio. Sono pagine sobrie. Nessuna enfasi, nessuna retorica, solo la fatica concreta di tradurre il dolore in atti e il lutto in diritti. 

"Il filo che lega quelle carte a oggi -spiegano da Inca- non si è mai spezzato, e il volume sceglie deliberatamente di non fermarsi al 1956. Lo dice l'emigrazione: al 1° gennaio 2025 i cittadini italiani stabilmente residenti all'estero hanno superato i sei milioni e quattrocentomila, e sarebbe un errore leggere quei numeri con la lente ormai logora della sola 'fuga dei cervelli', visto che nel 2024 due espatriati su tre non avevano una laurea. Lo dicono, in modo più crudo, gli infortuni: quasi 598 mila denunce nel 2025, 1.083 denunce di morte sul lavoro, oltre 98 mila malattie professionali con una crescita dell'11,3 per cento, e più del 60 per cento degli infortuni concentrato nelle aziende in appalto e subappalto, là dove le tutele si fanno più sottili e le catene di responsabilità più opache".  

Da qui, sostiene Inca, "l'idea che attraversa tutto il volume, e che è poi il mestiere quotidiano di un patronato: la tutela individuale non è un costo del sistema, è un pilastro della democrazia sociale. Lo era nel 1956, quando i delegati dell'Inca partirono per il Belgio per stare accanto alle vedove, ai feriti, ai sopravvissuti. Lo è oggi, quando si assiste una giovane lavoratrice domestica, un rider, una famiglia italiana a Bruxelles che deve ricongiungere i contributi maturati in due Paesi. "Questo volume non vuole essere un monumento", scrive Pagliaro chiudendo l'introduzione. "È, semmai, una mano tesa tra le generazioni", conclude. Il libro (162 pagine) esce per Futura Editrice in edizione bilingue italiano-francese, come si conviene a una storia che appartiene a entrambi i Paesi. 

7 ago 2026

Carlo e Camilla, così la distanza tiene vivo l'amore: weekend separati per non annoiarsi

(Adnkronos) - Sono sposati da oltre 21 anni e si amano da più di mezzo secolo: un record dietro il quale, evidentemente, c'è un segreto. Che Rebecca English, responsabile della sezione reale del Daily Mail, sembra conoscere. Il fattore chiave, secondo l'esperta è avere ciascuno i propri spazi, vivendo periodi - strano a dirsi - anche lontani l'uno dall'altra. Il tempo che trascorrono per conto proprio, coltivando interessi individuali, fa sì che il loro rapporto perduri nel tempo.  

 

La coppia passa spesso i fine settimana separati, Carlo nella sua residenza di campagna, Highgrove House, nel Gloucestershire, e Camilla a Ray Mill House, la dimora nel Wiltshire che possedeva prima di sposare Charles nel 2005. Insomma, sembra che la risposta giusta per stare per sempre insieme sia non stare sempre insieme. In una recente puntata del programma 'Palace Confidential' del Daily Mail, i fan hanno chiesto informazioni sull'insolita sistemazione di Carlo e Camilla per il fine settimana. E la English ha risposto che la decisione di Camilla di mantenere Ray Mill House, dove la Regina si trovava - la dimora acquistata dopo il divorzio dal suo primo marito, Andrew Parker Bowles, negli anni '90 - era per lei molto importante. "C'erano dubbi sul fatto che l'avrebbe tenuta anche dopo il matrimonio", ha detto la royalist. Sebbene la casa del XIX secolo necessitasse di un sistema di sicurezza e avrebbe comportato "costi aggiuntivi", ha aggiunto, Camilla "ha chiarito in modo inequivocabile di volerla conservare". 

Charles a volte si reca a Ray Mill House, ma di solito trascorre i fine settimana a Highgrove, dove "si dedica al giardinaggio", ha fatto notare la English. "Inoltre, conducono vite piuttosto indipendenti e non credo che questo influisca minimamente sulla loro relazione", ha affermato, sottolineando che la coppia è "abbastanza abituata" a vivere separata, dato che si sono frequentati per anni senza convivere. "Posso capire perché sembri un po' strano alla gente, ma in realtà per loro funziona. Ray Mill House, ha continuato, "è un vero e proprio rifugio per lei. È molto informale. Ha i figli con sé e anche i nipoti". Nel frattempo, ha detto, il re "può dedicarsi alle sue cose" a Highgrove. 

7 ago 2026

Giappone, il terremoto durante l'intervento in sala operatoria: i medici eroi non si fermano

7 ago 2026

Marcinelle, Pagliaro (Inca Cgil): "70 anni di memoria per evitare che riaccada, mercificazione lavoro ancora oggi"

(Adnkronos) - "L'8 agosto 1956 è una data importante, che non si può dimenticare. Perché la tragedia di Marcinelle ha visto 262 morti, di cui 136 minatori italiani. E l'aspetto meno noto è che in quegli anni, e soprattutto nel decennio precedente, dal 1946 al 1955, sono stati 500 gli operai italiani, minatori, che hanno perso la vita sul lavoro. Marcinelle è una tragedia legata sostanzialmente a quello che è stato l'accordo Uomo Carbone del 23 giugno 1946, di cui quest'anno ricorrono gli 80 anni, e che portò migliaia di italiani nelle miniere del Belgio, in cambio di forniture di carbone a prezzi favorevoli per l'Italia postbellica. Ottanta anni fa si realizzava la mercificazione del lavoro che continua ancora oggi". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca Cgil, sulla tragedia sul lavoro di Marcinelle per la quale domani ricorre il settantesimo anniversario.  

Un momento drammatico dell'emigrazione italiana che, secondo Pagliaro, ancora oggi rappresenta un monito a chiedere migliori condizioni di lavoro. "Sicuramente il fenomeno dell'emigrazione italiana purtroppo continua ancora oggi, e ogni anno coinvolge circa 130-140mila lavoratori. Ovviamente oggi vanno via i giovani, ma anche i meno giovani", spiega.  

Per Pagliaro, non si tratta solo di 'fuga di cervelli'. "Dai dati che abbiamo emerge che il 67,2% degli emigranti italiani nell'anno 2024 non è in possesso di laurea. Quindi questo vuol dire che partono tutti, non solo i laureati, che comunque sono 25-30mila all'anno, che è un numero considerevole, come se ogni anno scomparisse una città come Enna o Isernia", sottolinea.  

A spingere l'emigrazione di italiani verso l'estero, secondo Pagliaro, "ovviamente sono le insicurezze e le precarietà del lavoro nel nostro Paese, le criticità diffuse ovunque". "Se io dovessi fare un parallelismo, credo che ancora oggi nel 2026, purtroppo, grida vendetta il fatto che si muore di lavoro. Credo che la tragedia di Marcinelle dovrebbe insegnarci una cosa: evitare di commettere gli stessi errori. Oggi si muore sicuramente non nelle miniere, ma si muore negli appalti, nei subappalti, segno del tutto evidente che il lavoro, soprattutto quello di basso profilo, deve ancora progredire", sottolinea ancora Pagliaro.  

Il Patronato Inca Cgil ha operato sempre per tenere accesa la 'fiamma' del ricordo di quanto avvenuto a Marcinelle e in occasione di questo settantesimo anniversario ha messo in campo diverse iniziative. "Siamo in Belgio per partecipare alla commemorazione e alla giornata istituzionale di ricordo. Abbiamo inoltre provveduto a restaurare l'opera monumentale 'Il ventre della terra' dell’artista Antonio Nocera, che avevamo donato noi 20 anni fa. Questa sfera di bronzo spaccata, dalla quale ritornano a nascere le case e gli alberi, è un segnale evidente del fatto che la vita continua anche dopo le tragedie peggiori", dice Pagliaro. E non solo, il Patronato in occasione della ricorrenza presenta anche il volume 'Marcinelle 1956-2026, 70 anni tra memoria, diritti e tutele', che è "un lavoro importante che abbiamo voluto mettere in campo per l'occasione, dove raccontiamo il processo, attraverso, gli atti raccolti dall'avvocato Jacques Moins, che era il nostro consulente dell'Inca di quegli anni", sottolinea Pagliaro.  

"Abbiamo anche pubblicato una serie di carte del nostro archivio, che è stato dichiarato dal ministero della Cultura patrimonio di interesse storico proprio l'anno scorso in occasione degli 80 anni dell'Inca, e ovviamente daremo il nostro contributo a questa iniziativa sapendo che la memoria è sempre un valore e in questo caso la tutela deve spingersi oltre, possibilmente evitando che possano accadere tragedie come questa", conclude.  

7 ago 2026

Chiara Pellacani, il servizio del papà giornalista sui 5 ori agli Europei: "Il pezzo più difficile della mia carriera"

7 ago 2026

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