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Netanyahu contro Naza, il documentario premiato a Venezia è "scioccante e intollerabile"

(Adnkronos) - Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito "scioccante" e "intollerabile" il documentario 'Naza', vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. "Ne ho sentito parlare, ed è scioccante", ha detto Netanyahu in un video di circa un minuto pubblicato sui social. "Stiamo combattendo in tutto il mondo contro l'incitamento antisemita, ma quando viene da dentro di noi, è intollerabile".  

I registi Yuval Abraham e Rachel Szor hanno raccolto le testimonianze di 24 soldati e soldatesse dell'Unità 8200, il reparto di intelligence delle Idf, riguardo alle operazioni militari durante la guerra nella Striscia di Gaza. Alcuni dei protagonisti affermano di essere stati coinvolti in "crimini di guerra e genocidio" e discutono di danni collaterali, bombardamenti e uccisioni mirate. 

Intanto, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato l'apertura di un'indagine sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del documentario.  

L'indagine, ha spiegato Zamir, è stata ordinata dopo una consultazione con il vice capo di stato maggiore delle Idf, il generale Tamir Yadai, il capo della Direzione delle operazioni, il generale Itzik Cohen, il procuratore militare generale, generale Itai Ofir, il comandante dell'aeronautica israeliana, generale Omer Tishler, il comandante dell'Unità 8200, generale di brigata A., la portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, generale di brigata Effie Defrin, e altri comandanti. Al termine della riunione, spiega Ynet, Zamir ha disposto che venga creata una squadra interforze e multidisciplinare per elaborare strategie per contrastare quelle che i militari definiscono ''false accuse'' contro le Idf. Zamir ha anche incaricato il Procuratore Generale Militare di esaminare possibili azioni legali riguardanti il film e le persone coinvolte nella sua realizzazione. 

''Non permetteremo che i soldati delle Forze di Difesa Israeliane vengano presi di mira con menzogne e accuse di omicidio rituale", ha detto Zamir. "Un simile tentativo deve essere contrastato con decisione, utilizzando ogni strumento a nostra disposizione: legale, di comando e di diplomazia pubblica", ha aggiunto. Zamir ha affermato che l'esercito opera in linea con il diritto internazionale, il proprio codice etico e i propri valori, ed è in prima linea negli sforzi per mitigare i danni ai civili non coinvolti. 

14 set 2026

Ostia, operaio edile muore cadendo dal cestello della gru. L'altro si aggrappa a un balcone: "Salvato dai condomini"

14 set 2026

'Incidente' nella gara di Hyrox a Pechino, la super atleta batte diarrea e avversarie

(Adnkronos) - Si sente male durante la gara di Hyrox per un attacco di diarrea, non trattiene le scariche durante la prova, sporca tutto e vince. E' la surreale cronaca di una competizione di alto livello andata in scena a Pechino tra atleti top dell'Hyrox, la disciplina che propone un mix tra corsa - 8 km in totale - attività funzionale e esercizi di forza. Sotto i riflettori, non sono per meriti innegabili, è finita la 24enne australiana Joanna Wietrzyk. La super atleta ha trionfato in 1h01'23'', superando le avversarie e problemi fisici che si sono manifestati chiaramente. Wietrzyk ha accusato disturbi intestinali durante la gara ma non ha mollato: niente stop, nessuna pausa per correre alla toilette. Risultato: se l'è fatta addosso. 

Per chi non ha familiarità con l'hyrox, bisogna considerare un dettaglio: le atlete gareggiano con una tenuta simile a quella delle velociste o delle mezzofondiste. I pantaloncini, quindi, non hanno trattenuto praticamente nulla. La sventurata australiana si è sporcata completamente e, soprattutto, ha lasciato tracce evidenti lungo il percorso e sugli attrezzi utilizzati. Le altre concorrenti sono state costrette a modificare il percorso per evitare 'ostacoli' inattesi e si sono ritrovate ad usare vogatori e kettlebell sporchi di feci in un ambiente contaminato, come ricostruisce il New York Post. 

Le foto dell'evento e dell'incidente - con tutte le conseguenze del caso - sono rimbalzate sui social. Gli appassionati della disciplina hanno commentato in massa: una valanga di messaggi di persone disgustate, che hanno aspramente criticato organizzatori e giudici, accusati di aver tollerato condizioni insostenibili e potenzialmente pericolose per la salute delle atlete. Secondo il South China Morning Post, gli organizzatori sono corsi ai ripari solo dopo la fine della gara, rimuovendo le attrezzature contaminate e provvedendo ad una generale disinfestazione in vista degli eventi dei giorni successivi. 

Wietrzyk ha fatto spallucce, pubblicando un post trionfale su Instagram: "Si dice dacci dentro o vai a casa... Una vittoria è una vittoria", ha scritto prima di cancellare il post. La decisione non le ha evitato le risposte, velenose e ironiche, di centinaia di utenti, che si sono riversati sugli altri messaggi pubblicati dall'atleta nelle ultime settimane. 

Alla fine, nella bufera social, è dovuto uscire allo scoperto addirittura il co-fondatore di Hyrox, Moritz Fuerste. Gli organizzatori di Pechino "hanno commesso un errore nel non reagire immediatamente durante la gara". "Chiedo scusa a tutti coloro che sono stati coinvolti direttamente o indirettamente, così come a chiunque abbia ritenuto che non avessimo gestito la situazione come avremmo dovuto", ha scritto su Instagram. "Da questo momento sono in vigore nuove regole e procedure per evitare che situazioni del genere possano ripetersi". 

 

14 set 2026

Choc a Guidonia, trovato cadavere in cella frigorifera di un magazzino alimentare

(Adnkronos) - Il cadavere di un uomo, un 60enne cinese, è stato trovato, intorno alle 9.30 di questa mattina, all'interno di una cella frigorifera industriale nella sede della 'Trading Hu S.r.l.', un’azienda specializzata nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari al civico 4 di via Enrico Fermi a Setteville, a Guidonia Montecelio (Roma). Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tivoli e i militari del Nucleo Investigativo di Frascati impegnati nei rilievi, oltre al medico legale e agli ispettori del servizio di sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl Roma 5. Dall'ispezione medico-legale iniziale, il corpo non presenterebbe lesioni da morte violenta e al momento non si esclude un malore, probabilmente dovuto a uno sbalzo termico. 

L'Autorità Giudiziaria è stata immediatamente informata e le indagini sono coordinate dal pubblico ministero di turno della Procura di Tivoli che ha disposto l'autopsia. Al vaglio i filmati delle telecamere dell'impianto di videosorveglianza dell'azienda. La vittima, che viveva nell'azienda, lavorava come guardiano.  

 

Negli ultimi anni sono stati diversi i casi di cronaca di persone ritrovate morte all'interno di celle frigorifere o congelatori commerciali. In alcuni casi si è trattato di incidenti sul lavoro, in altri di malori improvvisi o di gesti volontari. Molti di questi episodi hanno portato a verifiche sull'applicazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro con particolare attenzione all'obbligo di dispositivi antipanico e sistemi di sblocco d'emergenza funzionanti dall'interno.  

Due di questi casi si sono verificati in Italia. L'ultimo, in ordine di tempo, ha riguardato Andrea Costantini, 38 anni, originario di Penne, in Abruzzo, trovato morto nel settembre 2025 nella cella frigorifera del supermercato di Termoli dove lavorava. I genitori hanno presentato una denuncia ipotizzando violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Sette anni prima, a Roma, la stessa sorte era toccata a un 51enne di origine peruviana, rinvenuto senza vita nella cella frigorifera di un minimarket. Anche in quel caso l'ipotesi prevalente fu quella dell'incidente sul lavoro o di un malore. 

Tra i casi più rilevanti a livello internazionale, il più recente riguarda una donna di 69 anni trovata morta a Taipei, a Taiwan, nel febbraio 2026. Dipendente di un ristorante, fu rinvenuta all'interno della cella frigorifera del locale con la porta bloccata dall'interno. I media locali indicarono l'ipotermia come probabile causa del decesso. La vicenda suscitò interrogativi perché la donna, pur avendo con sé il telefono cellulare, non effettuò chiamate né inviò messaggi d'aiuto nelle circa dodici ore trascorse all'interno della struttura.  

Pochi mesi prima, nel dicembre 2025, era stata trovata morta nella cella frigorifera di un punto vendita della catena Dollar Tree in Florida la 32enne Helen Massiell Garay Sanchez, originaria di Miami. In quel caso l'attenzione degli investigatori si concentrò sul possibile malfunzionamento del sistema di apertura d'emergenza.  

Grande eco ebbe anche la vicenda di Nguyet Le, manager di un ristorante della catena Arby's in Louisiana. La donna, 63 anni, morì nel maggio 2023 dopo essere rimasta intrappolata nella cella frigorifera. Le indagini individuarono un guasto alla maniglia interna e i familiari avviarono un'azione legale per grave negligenza nella gestione della sicurezza. Nel 2017 a perdere la vita fu invece la diciannovenne Kenneka Jenkins, trovata morta nella cella frigorifera delle cucine del Crowne Plaza Hotel di Rosemont, in Illinois. Il caso ebbe enorme risonanza mediatica. Le indagini accertarono che la giovane era entrata nella cella in stato di forte alterazione alcolica, rimanendovi poi bloccata. 

Da segnalare, infine, il caso della catena britannica di caffetterie Pret A Manger, condannata nel 2023 a una multa di 800mila sterline per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Una dipendente era rimasta intrappolata per circa due ore e mezza in una cella frigorifera a -18 gradi nel punto vendita della stazione degli autobus di Victoria, a Londra, a causa del guasto del sistema di apertura interno.  

L'indagine accertò che l'azienda aveva ignorato precedenti segnalazioni relative a dispositivi difettosi. Oltre alla sanzione, il giudice dispose il pagamento di oltre 23mila sterline di spese processuali. 

14 set 2026

Famiglia nel bosco, bambini verso il ritorno a casa ma solo per poche ore

14 set 2026

Come acquistare i biglietti per i concerti degli Oasis a Roma del 29 e 30 luglio 2027

(Adnkronos) - È attesa una domanda altissima per Oasis Live ’27 dopo l'annuncio da parte dei fratelli Gallagher della doppia data all'Olimpico di Roma in programma il 29 e 30 luglio prossimi. Per garantire un accesso equo ai biglietti e limitare la rivendita non autorizzata, la band ha introdotto un sistema di registrazione obbligatoria già attivo su oasisinet.com.  

Come spiega Live Nation, che organizza il tour, i fan dovranno registrarsi entro giovedì 17 settembre alle 17: chi verrà selezionato riceverà un codice univoco e non trasferibile che consentirà l’ingresso a una specifica finestra di vendita, diversa per ogni città, programmata dal 25 al 27 settembre. Non ci sarà alcuna vendita generale né altre forme di prevendita pubblica. I biglietti avranno prezzi fissi compresi tra 92,29 e 276,86 euro commissioni incluse. 

Dopo il ritorno dello scorso anno, che ha generato un entusiasmo globale senza precedenti (la foto di Noel e Liam Gallagher di nuovo fianco a fianco dopo oltre quindici anni aveva invaso media e social di tutto il mondo, più di 10 milioni di fan da 158 Paesi si erano messi in coda per acquistare i biglietti) ed è diventato un film documentario presentato alla Mostra di Venezia e attualmente nelle sale, ora la band annuncia il nuovo capitolo: Oasis Live ’27, un tour che attraverserà Regno Unito, Europa, Stati Uniti e Irlanda. Le date si snodano da maggio a settembre 2027: il tour partirà da Glasgow, dove gli Oasis saranno al Celtic Park dal 21 al 29 maggio; proseguirà a Manchester, con una lunga residenza all’Etihad Stadium dal 4 al 26 giugno; attraverserà l’Europa a luglio, con tappe a Monaco il 2 e 3 luglio, a Barcellona il 10 e 11 luglio, ad Amsterdam il 16 e 17 luglio, a Parigi il 23 e 24 luglio, e a Roma allo Stadio Olimpico il 29 e 30 luglio; approderà negli Stati Uniti ad agosto, con tre serate al Gillette Stadium di Boston dal 10 al 14 agosto e tre all’Allegiant Stadium di Las Vegas dal 20 al 24 agosto; si chiuderà infine a settembre con due date a Slane Castle il 4 e 5 settembre e quattro serate a Knebworth dall’11 al 19 settembre. 

Tutte le informazioni sul processo di registrazione sono disponibili su oasisinet.com. 

14 set 2026

Serie A, Torino-Roma 0-2, Malen e Pisilli in gol e giallorossi primi

14 set 2026

Ilary Blasi ha sposato Bastian Muller: "L'ho fatto con grande serenità, la seconda volta sei più cosciente"

(Adnkronos) - Ilary Blasi e Bastian Muller si sono sposati. E la conduttrice, in un'intervista a Chi, parla per la prima volta del matrimonio celebrato domenica 13 settembre a Ravello. "L'ho fatto con grande serenità, non c’era un minimo di angoscia o di paura perché, se lo fai la seconda volta, vuol dire che sei anche più cosciente, hai un’età diversa. Mi piace l’idea di sposarmi, l’idea di questa unione che è un progetto, è qualcosa in più", dice. 

La conduttrice del Gfvip, che torna in onda giovedì, con Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli nelle vesti di opinioniste, aggiunge: "Io non la vivo come tanti vivono il matrimonio, a prescindere che sia il primo o il secondo, dico in generale. Per me è una cosa bella, perché non farlo? Vengo da una famiglia unita, ho sempre creduto nella famiglia, nell’unione. Siamo consapevoli che ci andava di farlo, ci andava di diventare marito e moglie, non c’è un’altra logica, una spiegazione". 

La Blasi parla anche di questa nuova felicità senza riferimenti al passato, come la fine del matrimonio con Totti. "Non è che uno debba essere felice per fare un dispetto agli altri. Non è una questione di vendetta o rivincita. Fa parte della vita. Ci sono momenti in cui uno, magari, è più triste, e momenti in cui, invece, è più felice. È tutto un 'up and down', non può essere uno stato costante. La regola è che la vita va avanti, il mondo va avanti, quindi che stai a fa’?". "Mi sento sempre la Ilary che conosco, con il mio carattere e con il modo di vedere la vita che avevo a vent’anni, questo lo porto sempre con me. Poi ci sono eventi che ti fanno soffermare su alcuni punti e, magari, ti fanno scoprire cose di te che sapevi di avere, ma non avevi ancora usato, sono risorse che vengono fuori quando serve. E poi è chiaro che uno cresce, matura, cambia anche il modo di relazionarsi, di pensare". 

E conclude: "Le relazioni sono come un treno, dove sali ma non sai a quale fermata scenderai o se arriverai al capolinea. Come fai a saperlo prima? Ti godi il viaggio. Se decidi di stare con una persona e condividere la vita, parti dalla fiducia. Perché se non ti fidi, come fai? Vivi proprio male. Ma vivi male tu! Non ho mai pensato a questo, ti dico la verità. No, è troppo stressante pensarci, tanto che puoi fare? Non è che stai lì tipo segugio. Perché poi, se accade, non dipende da te, è un problema dell’altra persona. Quindi non è che ti devi mettere in discussione". 

14 set 2026

Caruso(Gemelli): "In asma e poliposi depemokimab efficace fino a 2 anni"

(Adnkronos) - “Uno degli aspetti più interessanti è la rapidità d’azione. Già dopo la prima somministrazione di depemokimab il paziente può ottenere un beneficio clinicamente rilevante: per quanto riguarda l’asma, sia gli aspetti funzionali sia la riduzione delle riacutizzazioni; per la poliposi naso-sinusale, invece, parametri importanti come l’anosmia e l’ostruzione nasale. Ma il dato più importante è che non si tratta semplicemente di un buon effetto iniziale. Negli studi Swift 1, Swift 2 e Agile, che hanno contribuito a definire l’efficacia nell’asma, l’attività del farmaco viene confermata anche nel lungo periodo, fino ai 2 anni di trattamento. Lo stesso abbiamo osservato negli studi Anchor 1 e Anchor 2 per la poliposi naso-sinusale”. Così Cristiano Caruso, direttore Uosd Allergologia e immunologia clinica Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs, Roma-Università Cattolica del Sacro Cuore, commenta i risultati presentati al congresso Ers-European Respiratory Society che si è recentemente concluso a Barcellona (Spagna). 

“Depemokimab è un anticorpo monoclonale diretto contro l’interleuchina 5 (Il-5). Rispetto ad altri farmaci della stessa classe presenta una caratteristica distintiva: la modalità di somministrazione, che non è mensile o quindicinale, ma una volta ogni sei mesi - spiega Caruso - Questa caratteristica non ha modificato l’efficacia nelle patologie caratterizzate da infiammazione di tipo 2, in particolare l’asma severo eosinofilico e la poliposi naso-sinusale. Parliamo quindi di un anticorpo monoclonale che ha trovato indicazione in entrambe queste condizioni, accomunate da un’infiammazione di tipo 2, cioè da un particolare meccanismo immunologico che modifica la risposta del sistema immunitario nei confronti di determinati stimoli esterni”. 

Intervenire precocemente con il trattamento corretto “può aumentare la possibilità di raggiungere la remissione più facilmente - osserva l’esperto - Nell’asma grave, una patologia nella quale possono svilupparsi importanti comorbidità, intervenire precocemente può contribuire a ridurre il rischio che il paziente sviluppi anche una poliposi naso-sinusale, comorbidità frequente”. Un trattamento precoce, inoltre, comporta una “remissione ‘on treatment’. È qualcosa che il paziente può apprezzare durante un trattamento a lungo termine: il farmaco continua infatti a mantenere il proprio effetto terapeutico anche per un periodo molto prolungato, oltre la necessità di somministrazioni ravvicinate. Per quanto riguarda invece la remissione ‘off treatment’ - cioè alla sospensione della terapia - saranno necessari ulteriori dati, soprattutto dagli studi real world. A un’osservazione preliminare, sembrano avere maggiori possibilità i pazienti in cui trattamento viene iniziato precocemente”. 

 

Il fatto che depemokimab preveda soltanto due somministrazioni all’anno ha un valore particolare anche per l’aderenza alla terapia. “Ci sono almeno due aspetti importanti - chiarisce Caruso - Il primo riguarda il tempo da deve dedicare alla gestione della propria patologia che si riduce” con le somministrazioni semestrali. “Ma c’è anche un altro elemento che abbiamo potuto osservare nel partecipare al trial clinico registrativo. I pazienti apprezzano molto il fatto di avere lunghi periodi nei quali non si sentono, per così dire, ‘medicalizzati’, pur continuando a percepire l’effetto terapeutico. Questo rappresenta un elemento distintivo del farmaco - rimarca - Nell’area terapeutica dell’asma grave e della poliposi naso-sinusale, depemokimab è il primo farmaco a consentire una durata d’azione così prolungata” e per questo “sarebbe importante favorire in Italia un’organizzazione tipo ‘hub and spoke’ per semplificare l’accesso e la somministrazione del trattamento”.  

All’Ers sono stati presentati anche nuovi dati sulla sicurezza a lungo termine di mepolizumab nei pazienti pediatrici con asma eosinofilico severo. “Avevamo già a disposizione farmaci con un’esperienza consolidata nel lungo periodo - illustra Caruso - Mepolizumab amplia ulteriormente le possibilità terapeutiche, mettendo a disposizione anche nella popolazione pediatrica l’esperienza maturata nel tempo negli adulti. Un altro elemento interessante riguarda il possibile effetto protettivo rispetto alla riacutizzazione degli infezioni. La riduzione degli eventi infettivi è un ulteriore elemento di protezione in questa popolazione particolarmente vulnerabile, anche nell’ottica della lotta all’antibiotico-resistenza”. 

Dal punto di vista della sicurezza, “il dato più importante che è emerso riguarda la diminuzione del numero degli eosinofili, che è una caratteristica del meccanismo d’azione di mepolizumab - precisa l’esperto - e che viene osservata nel lungo termine anche nella popolazione pediatrica, ma senza un aumento di rischi per l’immunocompetenza. La riduzione degli eosinofili e il blocco dell’attività dell’Il-5 non sembrano quindi compromettere la capacità immunitaria del bambino. Questo è un elemento particolarmente importante quando si parla di un trattamento a lungo termine in età pediatrica”. All’Ers, sempre su mepolizumab, è stata presentata anche un’analisi cross-indication . “Lavorare sulle diverse patologie caratterizzate da infiammazione di tipo 2 può essere una strategia vincente - osserva Caruso - Ci permette non soltanto di ridurre l’utilizzo dei farmaci, ma anche di intervenire sulla storia naturale della malattia, considerando contemporaneamente due o più patologie. Questa è una caratteristica che mepolizumab ha dimostrato e che è stata ulteriormente corroborata dagli studi real world a lungo termine, compresi quelli condotti in Italia. Questi dati - conclude - permettono quindi di confermare, su popolazioni sempre più numerose, l’efficacia del trattamento sulle diverse manifestazioni delle patologie di tipo 2”. 

14 set 2026

Primo giorno di scuola per i 4 ragazzi del Virgilio di Milano rimasti feriti a Crans Montana: l'applauso e l'abbraccio dei compagni

(Adnkronos) - Un primo giorno di scuola più speciale degli altri per Sofia, Kean, Leonardo e Francesca: i quattro compagni di classe rimasti gravemente feriti nell'incendio di Capodanno al locale 'Le Constellation' di Crans Montana. Le prime cure in Svizzera, il trasferimento in Italia, la terapia intensiva, i tanti interventi e i mesi di ricovero all'ospedale Niguarda di Milano, prima di poter tornare dietro ai banchi del liceo Virgilio di Milano, dove questa mattina sono stati accolti dai compagni con un applauso.  

"Stamattina sono entrati in modo riservato per evitare la calca, proprio perché oggi c'erano migliaia di persone fuori. Sono arrivati, hanno fatto tutta la mattinata e poi sono usciti normalmente all'orario consueto", racconta il vicepreside del Virgilio, Mario Secone, contattato all'Adnkronos al termine del primo giorno di scuola, che - confida - "è complicato a prescindere".  

La scuola fin dall'indomani dell'incendio ha fatto quadrato intorno a Sofia, Kean, Leonardo e Francesca e a tutti i loro compagni, sotto choc per la tragedia che aveva visto coinvolti gli amici. Al rientro in classe a gennaio i ragazzi avevano trovato ad accoglierli anche una task force di psicologi delle emergenze. "Un servizio che ci aveva fornito la Regione. Gli altri studenti hanno poi fatto il loro percorso normale, anche se provati. E so che è stata una cosa emotivamente pesante anche per i colleghi del consiglio di classe", spiega Secone, sottolineando a più riprese che non c'è nulla di "straordinario" nel supporto che il liceo milanese ha fornito ai ragazzi coinvolti nel rogo: "Qualunque altra scuola statale avrebbe fatto lo stesso. Non è gentilezza, sono le norme per situazioni del genere. Abbiamo tanti ragazzi in situazioni di salute difficili e con lunghi ricoveri, la scuola deve fare così e seguire i protocolli medici".  

Uno slalom tra visite mediche, fisioterapia e lezioni in classe e da casa che da oggi affronteranno anche Sofia, Kean, Leonardo e Francesca. Un altro passo verso quella normalità, tragicamente interrotta la notte del primo dell'anno. 

In particolare, oggi è stato il primo giorno di scuola in presenza anche per Francesca, l'ultima dei ragazzi feriti nel rogo di Capodanno a essere dimessa dal centro ustioni dell'ospedale milanese. "Era il suo obiettivo" riuscire a tornare dietro ai banchi insieme ai compagni ma "non era affatto scontato, perché quando è uscita dall'ospedale aveva ancora delle ferite aperte", racconta all'Adnkronos il padre, Stefano Nota. Il mese a casa è però servito: "Ha avuto una guarigione abbastanza veloce, le ferite si stanno chiudendo bene ed è riuscita a farcela a tornare a scuola". 

Oggi "è stato un giorno speciale" per Francesca, entrata in classe con i tre amici rimasti feriti insieme a lei nell'incendio di Capodanno, Leonardo, Sofia e Kean. "Sono entrati con la preside e alcuni professori e sono stati accolti da un applauso iniziale. I professori per fortuna non hanno indugiato troppo, è stato un ingresso accompagnato, ma soft, senza far pesare troppo la cosa. Poi si sono svolte le lezioni normalmente. Sono stati accolti molto bene dai compagni e dal corpo docente", racconta il padre della 17enne al termine del primo giorno di lezioni. 

"Francesca è molto contenta di aver rivisto tutti i suoi amici e i compagni di classe e di essere rientrata a scuola. Soprattutto è contenta di essere tornata a una vita normale, anche se non sarà così normale, perché ci saranno vari giorni in cui non potrà andare, dovrà entrare dopo o uscire prima, per via di visite mediche e fisioterapia", racconta. Oggi però è si gioisce, per il "bel ritorno alla vita di tutti i giorni". 

14 set 2026

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