Logo Il Foglio

L'Università Vanvitelli celebra il decennale dell'apertura al pubblico del Museo di anatomia della città

2 ott 2026

Campo largo, Conte risponde a Schlein: "Si va alle primarie, non c'è alternativa"

2 ott 2026

Caso Ronaldo, la Federazione portoghese prova a riaprire il dialogo tra CR7 e Jorge Jesus

2 ott 2026

Giallo di Pietracatella, individuato il computer su cui è stata fatta la ricerca sulla ricina

2 ott 2026

Cdm approva Documento programmatico di finanza pubblica. Giorgetti: "Scostamento di bilancio 0,3% per difesa ed energia in 2027 e 2028"

2 ott 2026

Sanità, Macrì (Fism): "L'innovazione deve tradursi in vantaggi concreti per la salute"

2 ott 2026

Festival nazionale economia civile, premiate le 5 imprese nominate ambasciatrici 2026

(Adnkronos) - Seconda giornata al Festival nazionale di economia civile ospitato a Firenze e pomeriggio aperto da un panel dedicato alle 'Imprese che durano: passaggio generazionale, comunità e futuro dei territori'. Tra i relatori, monsignore Domenico Pompili (vescovo di Verona): “Mi piace citare la parola relianza, un neologismo coniato dal filosofo Francese Edgar Morin unendo i termini collegare e alleanza. Mentre la resilienza è un movimento interiore di tenuta psicologica rispetto a quello che accade, la relianza è un processo esteriore che ha a che fare con la capacità di saper stabilire relazioni di qualità: l’economia oggi non può prescindere da questa capacità di inventare nuove forme di relazione”. 

Fabiola Di Loreto (direttrice generale Confcooperative) è intervenuta nel panel dedicato a 'Storie, ricerche ed esperienze di cibo, ristorazione e inclusione sociale', spiegando che “le cooperative di comunità sono attive in territori dove generalmente le imprese di capitali non vanno ad investire, riportano i giovani, e riportano servizi alla popolazione. Abbiamo tante leggi regionali con differenziazioni che non ci possiamo più permettere: aspettiamo una legge quadro nazionale sulle cooperative di comunità”. Discorso al quale si è legato anche Maurizio Martina (vicedirettore generale Fao): “Sia nei paesi più sviluppati sia in quelli più fragili, è aperto il tentativo di riconnettere le esperienze agricole e agroalimentari al rapporto con le comunità. Oggi a maggior ragione occorre tornare a riflettere su come fare economia civile anche all'interno del settore agricolo e agroalimentare”. 

Nel cuore del programma pomeridiano il 'Premio nazionale imprese di economia civile 2026': 5 buone pratiche d’impresa selezionate in tutta Italia come ambasciatrici dell’economia civile 2026. Premiazioni introdotte da Valentino Bobbio (presidente NeXt Nuova economia per tutti): “Quelle premiate oggi sono realtà capaci di stare sul mercato e produrre valore economico, ma che al tempo stesso dimostrano in modo concreto come si possa valorizzare le persone, accrescere la qualità del lavoro, offrire formazione e creare fiducia. Dimostrano come il profitto debba procedere di pari passo con il valore relazionale”.  

 

Parola poi alle cooperative premiate. Francesca Oliva, direttrice della Cooperativa di Comunità La Compagnia di Marronbugio (San Godenzo), ha detto: “Siamo nati in pieno Covid, quando la speranza era poca. Nei piccoli borghi servono imprese che lavorano nel territorio prendendosene cura e contando sulla fiducia di tutta la comunità”. Luca Emilio Brancati, amministratore delegato del Consorzio San Luca (Torino), ha ricordato: “Abbiamo da poco compiuto 20 anni. Capimmo che le tante micro imprese attive nel restauro e nei beni culturali da sole non sarebbero sopravvissute e che dovevamo fare rete, seguendo la parola d’ordine sostenere”.  

Martina dell’Antonio, vicedirettrice generale di Habitech-distretto tecnologico Trentino (Rovereto), ha affermato: “Sostenere le persone vuol dire sostenere non solo le aziende, ma anche le famiglie e i territori. L’inclusione e l’impatto devono essere concreti, non slogan vuoti: questo significa non calare dall’alto, ma condividere”.  

Il vicepresidente Andrea Zangari, per Cooperativa Gemos (Faenza), ha sottolineato: “Siamo una cooperativa di ristorazione collettiva da oltre 50 anni, oggi abbiamo 2.200 dipendenti, di cui 1.400 soci e un fatturato di oltre 106 milioni di euro. Abbiamo creato il progetto GenG rivolto ai giovani delle scuole formando gli studenti per il lavoro, offrendo loro un’opportunità per fare il primo passo nella professione”. Il presidente Claudio Condorelli, per Cooperativa sociale Stalker, ha osservato: “Chi arriva da noi ha avuto problemi con la giustizia o di salute, è vittima di fragilità sociali: a Stalker lavorano insieme, impegnandosi in una produzione reale che sta sul mercato, si misurano con il lavoro vero che è esperienza, competenza e responsabilità”. 

 

Il tema dell’intelligenza artificiale al centro del panel 'AI voglia o AI paura? I rischi e le opportunità educative', moderato Sergio Gatti (Direttore generale Federcasse-Bcc) con Carmine Di Noia (director for financial and enterprise affairs Ocse), Gabriella Greison (divulgatrice scientifica e scrittrice italiana). Quest’ultima ha dichiarato: “Oggi facciamo una domanda e se dopo 4 secondi non arriva la risposta controlliamo la connessione: abbiamo costruito macchine che rispondono con una velocità che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza. Il tempo dell’attesa era però il tempo in cui noi pensavamo. La conoscenza ha bisogno di attese”. Gatti, poi, ha spiegato: “L’intelligenza artificiale ci ha invaso, dovunque, e noi dobbiamo a questo punto almeno cominciare ad affrontare in maniera settoriale il tema, cominciando dall’educazione. Occorre riconoscerla, bisogna usarla al meglio perché dà delle stagionali potenzialità, ma bisogna evitare che prenda il sopravvento”.  

Di Noia è stato ancor più categorico: “E' importante che l'intelligenza artificiale sia al servizio dell'economia e che l'economia sia al servizio dell'intelligenza artificiale, sono importanti entrambe le cose per evitare che l’una o l’altra si trasformino in un traino passivo. L'intelligenza artificiale sta apportando dei grandissimi benefici e ne porterà altrettanti sulla produttività del lavoro, sul grado di crescita dell'economia, sull'inclusione delle persone. Allo stesso tempo però è importante che non siamo completamente fagocitati, il controllo umano deve sempre prevalere su questi processi per far sì che contribuiscano a un'economia civile dove tutti possano partecipare a questi benefici e che contribuisca a non concentrare ulteriormente la ricchezza e quindi aumentare le disparità”. 

Il Festival nasce da un’idea di Federcasse (Associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen), promosso con Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt – Nuova economia per tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle Bcc, Publiacqua e la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, Sec-Scuola di economia civile, Gioosto.com e la Fondazione Muse e il patrocinio del Comune di Firenze. 

2 ott 2026

Alitalia, processo per bancarotta fraudolenta: tribunale di Civitavecchia assolve Montezemolo e altri 13

2 ott 2026

Francesco Facchinetti a Ciao Maschio: "Ho amato tantissimo Alessia Marcuzzi, con mia moglie ho pensato fosse finita"

(Adnkronos) - "Alessia Marcuzzi è una donna che ho amato tantissimo. Con mia moglie ho pensato fosse finita". Francesco Facchinetti, ospite di Nunzia De Girolamo nella prima puntata della nuova stagione di 'Ciao Maschio', si confessa tra passato e presente. Nella chiacchierata, spazio al rapporto con Alessia Marcuzzi, con cui Facchinetti ha avuto una figlia. "È una donna con cui ho avuto la mia prima figlia. Se lei dovesse chiamarmi stanotte alle 5 di mattina per andare a prenderla a piedi sul K2 dall’altra parte del mondo, io parto. Non ci penso neanche", dice il conduttore e manager ripensando ad un amore che lui ha sempre definito "per sempre". Alla domanda se fosse mai successo di ricevere una richiesta d'aiuto da Alessia Marcuzzi nel pieno della notte, precisa: "Sì, è successo. Ma non solo con lei, anche con altre persone". E sulla possibilità che l’amore duri per sempre: "Assolutissimamente sì. io sono una persona presente per tutti". 

Il confronto passa poi alla terapia di coppia con la moglie. "Hai mai pensato che fosse veramente finita tra voi due?", gli chiede Nunzia De Girolamo. "Sì, l’ho pensato. Poi è una cosa normale pensare che è veramente finita. Anche nel nostro dna italiano c’è un po’ di sceneggiata in amore", risponde Facchinetti. "Secondo me ogni tanto bisogna andare all’inferno. L’inferno è creativo. Ti aiuta a capire, a dare importanza alle cose che hai, a dare importanza a quello che sta succedendo nel rispetto della persona che hai davanti". Ma precisa: "Ovviamente bisogna sempre mantenere un confine". Sul pensiero che la relazione sia finita, aggiunge: "Lo penso tante volte, mia moglie forse più di me. Mia moglie lo pensa più di me. Io magari sono un po’ più leggero". 

Nel corso dell’intervista c’è spazio anche per il rapporto con il successo. Quando Nunzia De Girolamo gli chiede se abbia mai avuto paura che potesse finire, la risposta è: "No, ho cercato di farlo terminare più di una volta. Sono una persona che tende a costruire le cose e poi a trovare il modo di distruggerle", spiega. "È una sorta di esercizio di stile. Cerco di costruire la macchina perfetta e poi cerco di trovare il modo di sabotarla per cercare di ricostruirla". A cambiare la sua prospettiva è stata la paternità: "Quando sono diventato padre mi sono detto che forse questo metodo era un po’ sbagliato se vuoi essere un genitore". 

2 ott 2026

Sanità, Gemmato rilancia la prevenzione: "Diagnosticare per tempo significa curare meglio"

2 ott 2026

Elementi totali: 20
Vai a