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Bari, studentessa picchiata nei bagni denuncia nuovo episodio: "Mi hanno accerchiata"

(Adnkronos) - Giuditta D'Elia, la 26enne studentessa universitaria che è stata brutalmente picchiata da adulti e ragazzini il 23 luglio nei bagni pubblici del parco Rossani di Bari riportando una prognosi di 40 giorni, ha denunciato sui 'social' un nuovo episodio aggressivo avvenuto oggi nello stesso giardino pubblico. ''L'ennesima aggressione cercando di avvicinarmi quest'oggi al Parco Rossani'', ha scritto su Instagram nelle 'stories' chiedendo ai contatti social di inviarle un video che oggi le è stato girato se dovesse essere pubblicato. Ha raccontato di essere stata avvicinata da due ragazzi in monopattino.  

''Attendo i video che avete girato di me - ha denunciato - mentre mi accerchiavate in monopattino rivolgendomi accuse contro le quali grazie a Dio vi sono i materiali di videosorveglianza, accuse che saranno presto smentite non appena la magnifica giustizia farà il suo corso e questo processo volgerà a termine''. I due le hanno urlato frasi come ''abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano''. Invece la 26enne ha ribadito che si è trattato di una ''violenza disumana'' e di non aver ''nemmeno sfiorato'' la ragazzina che la stava bagnando con una pistola ad acqua. ''Hanno tentato di uccidermi dopo il mio tentativo di prendere la pistola d'acqua'', ha aggiunto. 

Per poi chiedersi: ''Che modi sono? che mondi sono questi? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell'aggressione come sfida personale? Riprendermi mentre mi urlate contro? Evidentemente qualche rapporto di amicizia con i suddetti aggressori vi giace alla base di questa ennesima ridicolizzazione dell'umanità. Io non ho paura e mai l'avrò. Sono viva per miracolo, un miracolo che si chiama forza di riprendersi il cellulare e chiamare il 112''. Per le violenze del 23 luglio sono indagate l'addetta alle pulizie dei bagni pubblici, sospesa dal servizio, e un'altra persona e sul caso è stato aperto un fascicolo dalla Procura dei minorenni. A conclusione dei suoi messaggi, la 26enne ha pubblicato la foto del suo volto fasciato e tumefatto dopo l'aggressione violenta e ha fatto appello al presidente Giorgia Meloni: ''Il futuro dei nostri giovani è nelle vostre mani''. 

1 ago 2026

Leonardo Maria Del Vecchio al San Raffaele, la visita alla ex: "Mia figlia con la madre, ma ospedale non è posto per bambini"

(Adnkronos) - Leonardo Maria Del Vecchio all’ospedale San Raffaele oggi per andare a trovare l’ex compagna Sara Soldati, ricoverata da venerdì. Del Vecchio è entrato nel padiglione Q portando un mazzo di fiori. Il figlio del fondatore di Luxottica e la modella hanno un contenzioso aperto sulla figlia di un anno, consegnata nei giorni scorsi alla madre su disposizione della giudice di Milano Valentina Maderna, dopo venti giorni di separazione. 

Sara Soldati è stata ricoverata d'urgenza: si tratta del terzo ricovero in pochi giorni per la donna. Il primo risale al 22 luglio, mentre si trovava a Montecarlo. A questo è seguito una seconda ammissione in Sardegna, lo scorso 28 luglio, la stessa sera in cui le è stata riconsegnata la figlia. A quanto apprende è ricoverata nell'area solventi: massimo riserbo sulle ragioni della degenza. 

Il Tribunale civile aveva stabilito, su istanza dell’avvocata Annamaria Bernardini de Pace e del collega Luca Procaccini, che la donna avesse il diritto di stare con la figlia. La decisione della giudice è arrivata lo scorso 27 luglio che "da 20 giorni non vede la figlia'' aveva detto Bernardini de Pace all'Adnkronos. 

La bambina si trova ora con la madre all’ospedale, “ma questo non è il posto per i bambini”, ha detto lo stesso Del Vecchio, che ha lasciato l'ospedale dopo una visita di circa mezz’ora (VIDEO): “Sono contento che Sara stia bene e di aver visto Bianca. Sono meno contento di averla vista in un ospedale”. “Sono venuto innanzitutto per vedere come stava mia figlia, posto che sono giorni che non so dove è - ha poi detto ai cronisti -. Ha viaggiato senza che io sapessi ed è una sera che alloggia in una camera d’ospedale. Sara è stata ricoverata non so per cosa”. Le due “hanno una casa. È stata affidata alla mamma e non capisco perché deve far stare una bambina due giorni in una camera d’ospedale. Ho provato a chiederle di poterla portare a casa, anche con la nonna, come preferiva lei”, ha concluso.  

 

"Oggi Leonardo Maria Del Vecchio ha fatto visita all'ex compagna Sara Soldati ricoverata da ieri al San Raffaele. Soldati, alla richiesta del padre di sua figlia di portare la piccola Bianca a casa sua, ha replicato che non era il caso, ma che poteva andare a trovare la bimba nella casa di via Gabba dove sarebbe stata con la nonna materna. Mentre erano in ospedale lui era d'accordo. Poi è uscito e, probabilmente consigliato da qualcuno, ha cambiato idea. Ma l'accordo c'era, un accordo verbale tra le parti. E a riprova di questo c'è l'e-mail inviata alle 15.12 dall'avvocato Eramo ai legali di Del Vecchio in cui glielo comunica". Così all'Adnkronos Annamaria Bernardini de Pace, avvocato della donna ricoverata da ieri all'ospedale San Raffaele di Milano, risponde alle accuse dei legali dell'imprenditore-editore riguardo agli ultimi sviluppi della controversia per l'affidamento della bambina. 

"Del Vecchio ha rinunciato ad andare dalla figlia insistendo sul fatto che voleva portare la bambina a casa sua. Ma esiste una pronuncia del giudice che non si deve ignorare - sottolinea Bernardini de Pace - C'è un provvedimento di collocamento esclusivo della bambina dalla madre fino al 10 agosto che consente al padre - ricorda l'avvocato - di sentirla solo per pochi minuti al giorno in videochiamata. Vidochiamata che lui fino ad oggi non ha mai fatto. Oggi avrebbe potuto passare alcune ore con la figlia invece di videochiamarla ma ha rinunciato, perché ha prevalso l'idea che deve 'vincere'. Ma si tratta della vita di una bambina - afferma la legale - non c'è un avvocato che deve vincere ma un figlio".  

Bernardini de Pace ricostruisce quindi quanto avvenuto nelle ultime ore. "Soldati si è sentita male in Sardegna, è stata visitata a Porto Cervo dove le hanno detto che era grave e doveva farsi curare in un ospedale più attrezzato. Io a quel punto mi sono attivata per farla ricoverare al San Raffaele di Milano. Qui mi sono premurata di trovarle non una stanza qualunque ma - sottolinea l'avvocato - una suite dove potessero stare la mia assistita e la bambina insieme alla nonna. Questo perché - spiega Bernardini de Pace - visto che Del Vecchio pretende che dovunque ci sia la figlia siano sempre presenti delle guardie di sicurezza, e non potendo la mia assistita in quelle condizioni occuparsi di trovare un servizio di sorveglianza, l'ospedale era il posto più sicuro dove farle passare la notte. Bianca non ha passato la notte in un trasportino come affermano i legali di Del Vecchio ma in un lettino comodo tutto per lei come ha potuto constatare lo stesso Del Vecchio quando oggi ha visto la bambina in ospedale. Poi, una volta predisposta la sicurezza è stata portata a casa. Non solo - aggiunge Bernaridni de Pace - la bambina ha sempre avuto con sé tutte le sue cose, la mamma è venuta via dalla Sardegna con i soli vestitini e oggetti di Bianca". 

Quanto alla querela evocata da parte dei legali di del Vecchio, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, "quando verificherò che è vero che mi hanno denunciato - afferma Bernardini de Pace - risponderò con la difesa dell'avvocato Davide Steccanella che è uno dei migliori avvocati che esistono in Italia. Comunque - conclude - non mi risulta che mi abbiano denunciato, gli avvocati dovrebbero combattere ad armi pari e non cercando di abbattere gli avversari con le querele, comportamento che trovo imbarazzante". 

 

 

"Le dichiarazioni, rese dall’avvocato Annamaria Bernardini de Pace all’Adnkronos confermano, ancora una volta, la scelta di trasformare una delicata vicenda riguardante una bambina in un racconto mediatico costruito su ricostruzioni suggestive ma false" affermano gli avvocati di Leonardo Maria Del Vecchio, Daniela Missaglia e Domenico Aiello. "Non è vero che Leonardo Maria Del Vecchio abbia cambiato idea dopo essere uscito dall’ospedale o che abbia rinunciato a stare con la figlia per una presunta volontà di 'vincere'. È accaduto esattamente il contrario".  

"Fin dal primo momento il padre si è reso disponibile a prendere con sé Bianca per il tempo strettamente necessario alle dimissioni della madre, soluzione che rispondeva al più elementare buon senso ed è stata suggerita anche dal curatore speciale della minore, unica figura realmente super partes chiamata a perseguire esclusivamente l’interesse della bambina - continuano - Solo successivamente è stata prospettata una diversa soluzione, fondata sulla permanenza della minore con la nonna materna che peraltro non vedeva la bambina da oltre tre mesi. Soluzione che non era stata concordata e che non può essere imposta unilateralmente. È quindi del tutto falso sostenere che esistesse un accordo poi disatteso dal padre". 

"Anche su questo aspetto si è preferito alimentare una narrazione emotiva anziché adottare la soluzione più semplice e naturale. Destano infine particolare stupore le affermazioni secondo cui il padre avrebbe potuto limitarsi a vedere la figlia nella casa di via Fratelli Gabba - continuano gli avvocati Missaglia e Aiello -. La realtà è che, mentre si diffondevano queste dichiarazioni agli organi di stampa, Del Vecchio non sapeva neppure dove la bambina si trovasse realmente. Circostanza già rappresentata ai difensori della controparte e rimasta priva di qualsiasi chiarimento". 

"Ancora una volta si preferisce affidare ai comunicati stampa ciò che dovrebbe essere affrontato nelle sedi proprie - osservano - Quanto alle continue allusioni alle querele, agli avvocati e alle strategie difensive, non saranno certamente le conferenze stampa o le interviste a sostituire il vaglio delle autorità competenti". 

"Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: rappresentare i fatti documentati, tutelare il diritto di un padre a esercitare pienamente il proprio ruolo genitoriale e difendere, nelle sedi competenti, il superiore interesse di Bianca - concludono i legali - Il resto appartiene al teatro mediatico della difesa Soldati". 

"Sorprende, inoltre, che si invochi oggi un provvedimento giudiziario come se impedisse al padre di accudire personalmente la figlia quando la madre è ricoverata. Quel provvedimento disciplina il collocamento ordinario della minore, non certo l’ipotesi eccezionale in cui uno dei genitori sia impossibilitato ad assisterla. In tale situazione il naturale riferimento è l’altro genitore, non figure vicarianti - sottolineano gli avvocati -Ancora più grave è la ricostruzione relativa alla permanenza della bambina in ospedale. Nessuno ha mai contestato la qualità della stanza o del lettino. Il punto è un altro: una bambina collocata presso la madre per trascorrere un periodo di vacanza non dovrebbe essere costretta a permanere in ambiente ospedaliero quando il padre è già presente nella stessa città ed è perfettamente in grado di occuparsi di lei". 

Gli avvocati di Leonardo Maria Del Vecchio smentiscono le voci di un accordo per consentire la permanenza della figlia avuta con l'ex compagna Sara Soldati, nell'appartamento di Milano, affidata alla sola nonna materna. "Non risponde al vero - si legge in una nota firmata dai legali - che avremmo trovato un accordo nell’interesse di Bianca e del dott. Del Vecchio, specie per per consentire la permanenza della bimba di un anno nell’appartamento di Milano affidata alla sola nonna materna. Come non esiste e non è mai esistito alcun accordo che consentisse alla madre di far pernottare la bambina su un trasportino leggero all’interno di una stanza di ospedale. Al contrario nessuna informazione preventiva è stata mai trasmessa, e dopo l’ennesima menzogna veicolata per corrispondenza, i legali della Soldati hanno cambiato versione, senza alcun pudore per le falsità fino a quel momento veicolate". La modella e influencer si trova, al momento, ricoverata all'ospedale San Raffaele. 

"La collega Bernardini - aggiungono i legali - continua a diffondere sui media menzogne, illudendosi che si trasformino per magia in verità. Ha scritto in una corrispondenza formale, anche al curatore nominato dal Tribunale, che la bimba si trovava al sicuro ed accudita in un appartamento a Milano mentre al contrario era su un trasportino dalla notte precedente in una stanza di ospedale. Per altri contenuti gravemente calunniosi e diffamatori, la Soldati e i suoi difensori risponderanno nelle sedi opportune. Per aver consentito che la figlia del dott. Del Vecchio trascorresse la notte in un nosocomio, e per aver consentito che viaggiasse nel pomeriggio di ieri senza documenti da Olbia a Milano, risponderanno alla autorità preposte. Non vi è alcun intento di comunicare serenamente e civilmente, si registrano soltanto falsità e insulti, a getto continuo, tutto al solo scopo di estorcere importi maggiori, nulla altro, è evidente che l’interesse della minore non era quello di dormire con uno sconosciuto in Sardegna, o pernottare su un passaggio in una stanza di ospedale", ribadiscono gli avvocati Aiello e Missaglia. 

"Da settimane assistiamo a una rappresentazione costruita dalla difesa della signora Soldati per i giornali e per i social. Una rappresentazione che, puntualmente, viene smentita dalla realtà dei fatti. È successo ancora oggi" affermano i suoi legali in una nota nella quale sottolineano che "questa vicenda non è una serie televisiva e non può essere trasformata nel tentativo di replicare, attraverso i mezzi di informazione, dinamiche mediatiche già viste in passato". 

"Prima è stato comunicato che Bianca si trovava già 'a casa'. Non era vero - sottolineano Missaglia e Aiello - La bambina era ancora in ospedale, dove aveva trascorso la notte in un reparto destinato agli adulti. Il padre è arrivato a Milano senza sapere dove fosse la bambina comunque pronto a prendersene cura, come peraltro suggerito dal curatore speciale. Infine si è parlato di un accordo tra le parti. Anche questo inesistente". "Quando una ricostruzione viene sistematicamente smentita dai fatti, il problema non è più la singola inesattezza, ma l'affidabilità complessiva della narrazione. Ancora più grave è un altro aspetto - proseguono i legali - Si è scelto di alimentare il conflitto non soltanto attraverso dichiarazioni pubbliche sempre più lontane dalla realtà processuale, ma anche delegittimando sistematicamente i difensori della controparte, dipingendoli come terroristi o come soggetti animati da finalità estranee alla tutela della bambina. È una modalità di esercizio della professione che, oltre a non appartenere alla nostra cultura giuridica, assume evidenti profili di rilevanza deontologica". 

"L'avvocato ha il dovere di difendere il proprio assistito ma non quello di costruire aspettative giuridicamente irrealizzabili o di convincerlo che il processo seguirà la narrazione mediatica anziché le prove - continuano i due avvocati - Questa vicenda non è una serie televisiva e non può essere trasformata nel tentativo di replicare, attraverso i mezzi di informazione, dinamiche mediatiche già viste in passato. Qui non ci sono copioni da riscrivere ma c'è una bambina di un anno, un padre presente, una madre ricoverata per la terza volta nell’ultimo mese per problemi che verranno poi accertati e un procedimento nel quale il giudice dovrà valutare esclusivamente i fatti". "E i fatti dicono che il padre era a Milano, disponibile ad assistere personalmente la figlia; che la bambina ha trascorso la notte in ospedale in un reparto per adulti; che si è detto che fosse già a casa quando non lo era; che si è evocato un accordo che non è mai esistito", concludono Missaglia e Aiello. 

 

 

1 ago 2026

Valanga sul Broad Peak, morti l'alpinista Nirmal Purja e i 9 compagni della spedizione

1 ago 2026

Don Milani, inaugurata la statua con frase anti-comunista: scoppia la polemica

(Adnkronos) - A Vagli Sotto, in provincia di Lucca, è stata inaugurata la contestata scultura in marmo dedicata a don Lorenzo Milani (1923-1967), accompagnata dalla targa riportante una frase attribuita al priore di Barbiana che nei giorni scorsi ha alimentato un acceso dibattito. Nonostante le richieste di rimozione o modifica avanzate dalla Fondazione don Lorenzo Milani e da altre realtà legate alla sua eredità culturale, il Comune ha confermato il testo originario della lapide, dove si legge: "Il comunismo è la mediazione e l'organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi".  

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Maria Ferri e Alessandro Mazzerelli, fondatore del Movimento Autonomista Toscano, che da anni sostiene di avere ascoltato personalmente da don Milani, il 31 luglio 1966, la frase riportata sulla targa. Assente, invece, il parroco del paese. Il sindaco di Vagli Sotto, Mario Puglia, ha spiegato che la decisione è stata assunta dopo un ulteriore confronto con Mazzerelli e condivisa dal Consiglio comunale, con il parere favorevole anche del gruppo di opposizione. "La scritta rimane al suo posto", ha dichiarato il primo cittadino, confermando la volontà dell'amministrazione di non apportare modifiche. 

Di segno opposto la posizione della Fondazione don Lorenzo Milani, come riferisce il "Corriere Fiorentino". Il presidente Agostino Burberi ha annunciato il ricorso alle vie legali, sostenendo che la frase attribuita al sacerdote "non combacia per niente con il suo pensiero" e che don Milani "non si è mai schierato con quei toni con o contro un partito". Secondo Burberi, attribuire al priore di Barbiana quelle parole significa alterarne profondamente il messaggio. Il presidente della Fondazione ha inoltre ricordato che nelle ultime settimane erano state inviate due lettere al sindaco per chiedere un ripensamento, senza ottenere risposta. In uno dei documenti, sottoscritto anche dall'Istituzione don Milani di Vicchio e dal Gruppo don Milani di Calenzano, si evidenzia come la frase riportata sulla lapide "non rappresenti il suo pensiero e i suoi insegnamenti", anche qualora fosse realmente tratta da una corrispondenza privata. Dal canto suo, Mazzerelli ha ribadito la propria versione dei fatti, affermando che la citazione è autentica e sostenendo che la sua divulgazione rappresenti un chiarimento storico sulla figura di don Milani. Una ricostruzione che continua tuttavia a essere respinta dalla Fondazione, aprendo ora la strada a un possibile contenzioso giudiziario. 

1 ago 2026

Ebola, epidemia in Congo cresce a velocità eccezionale. Oms: "3.605 casi con 1.587 morti"

(Adnkronos) - L'epidemia di Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo "si sta intensificando, con una trasmissione sostenuta e un continuo aumento dei casi e dei decessi segnalati". Al 30 luglio sono stati registrati "un totale di 3.605 casi confermati, inclusi 1.587 morti, pari a un tasso di letalità grezzo del 44%". In particolare, "durante l'ultima settimana di rilevazione completa è stato registrato il numero settimanale più alto di casi (567) e decessi (296) segnalati fino ad oggi, a sottolineare l'eccezionale ritmo di trasmissione". Sono allarmanti i toni dell'ultimo report diffuso oggi dall'Organizzazione mondiale della sanità. Nella Rdc "la più grande epidemia di Ebola mai segnalata nel Paese" galoppa ancora. 

"Inizialmente circoscritta alla zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, negli ultimi 2 mesi l'epidemia si è estesa a 5 province (Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uélé e Tshopo), interessando ora 49 zone sanitarie", riferisce l'Oms. "Il continuo aumento dei casi, l'espansione geografica e la persistente elevata mortalità sottolineano la natura in rapida evoluzione di questa emergenza sanitaria pubblica".  

"La convergenza di insicurezza, spostamenti e mobilità della popolazione e movimenti transfrontalieri complica le operazioni di risposta e aumenta il rischio di un'ulteriore diffusione geografica", prospetta l'agenzia delle Nazioni Unite per la salute. "Le autorità nazionali della Repubblica Democratica del Congo, in collaborazione con l'Oms e i partner, continuano ad attuare ampie misure di risposta; tuttavia, è necessario un sostanziale ampliamento delle attività di risposta per anticipare l'epidemia. Un quadro regionale di preparazione e definizione delle priorità continua a guidare le attività di preparazione e risposta in tutta la Regione africana".  

"Il 28 luglio il ministero della Salute dell'Uganda ha dichiarato la fine dell'epidemia di Ebola Bundibugyo nel Paese - viene ricordato nel rapporto - dopo 42 giorni senza nuovi casi confermati di trasmissione locale", considerato che "l'ultimo era stato dimesso dalle cure il 16 giugno. L'ultimo caso importato", invece, "è stato dimesso da un centro di trattamento il 16 luglio dopo due test negativi. Seguendo le linee guida internazionali, l'Oms monitorerà la situazione per 42 giorni a partire da questa data per assicurarsi che non siano state perse catene di trasmissione". 

L'Uganda non è ancora al sicuro, avverte infatti l'agenzia ginevrina. Il Paese "rimane a rischio di casi importati e di reintroduzione del virus, a causa della trasmissione in corso nella vicina Repubblica Democratica del Congo. L'Oms - si legge nel report - ribadisce la necessità di mantenere elevati livelli di sorveglianza, preparazione e misure di controllo, in particolare in considerazione dei continui spostamenti della popolazione e del rischio di trasmissione transfrontaliera". 

1 ago 2026

Gattuso torna sul 'caso Taylor': "Dopo mezz'ora storia chiusa, chi mi conosce sa come ragiono"

(Adnkronos) - "La squadra sta cominciando a fare quello che vogliamo. Quando si costruisce dal basso, uomo su uomo, si rischia qualcosina. Però devo dire che anche la condizione sta migliorando, siamo contenti perché c'è entusiasmo". Sono le parole dell'allenatore della Lazio Gennaro Gattuso, a margine della vittoria dei biancocelesti in amichevole contro l'Avellino, per 6-3.  

Gattuso ha subito commentato il caso Taylor, ridimensionandolo: "Secondo me stiamo lavorando bene ed è normale che bisogna alzare ancora l'asticella. L'altro giorno qualcuno si è divertito a scrivere di Taylor, può far parte del gioco. Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me, dopo mezz'ora è finito tutto". Un commento anche sul rapporto con Alessandro Nesta, oggi allenatore dell'Avellino: "Sandro è stato un grandissimo compagno di nazionale e al Milan. C'è sempre stato un grandissimo rapporto, ci sentiamo spesso. Lui è un po' più tranquillo di me, più pacato. Io sono più sanguigno. Però come giocatore è un campione, come allenatore ha delle buonissime idee, ci confrontiamo spesso ed è un compagno a cui ho voluto bene".  

In chiusura, il ricordo di Franco Baresi: "Condoglianze alla sua famiglia, ai suoi figli, a sua moglie, a suo fratello, a tutta la famiglia. Quando parlavo con Franco mi mettevo sull'attenti perché per me era il capitano, era un uomo che parlava poco e sorrideva poco. Era unico, una leggenda e quando ci parlavi dava questa sensazione. Rimarrà nella storia del calcio mondiale, sono d'accordo con chi dice che bisogna dargli il Pallone d'oro alla carriera. Secondo me ha cambiato il ruolo del libero". 

1 ago 2026

Mondiali 'privati', Infantino ritira il piano. La Uefa attacca ancora: "Presidente Fifa non ha mantenuto la parola"

(Adnkronos) - Dopo la pioggia di critiche, la Fifa rinuncia all'idea di 'privatizzare' le sue competizioni, tra cui il Mondiale di calcio. E l'Uefa, dopo aver preso una dura posizione nei giorni scorsi, approva la decisione, spiegando le sue ragioni in un lungo comunicato: "L’Uefa - si legge - accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare il proprio progetto di cedere a privati una quota delle proprie competizioni, compresa la Coppa del Mondo. La proposta è stata respinta all’unanimità dalle federazioni nazionali affiliate all’Uefa e da molte altre federazioni e confederazioni di ogni dimensione in tutto il mondo, il cui compito è quello di tutelare il calcio".  

Il comunicato continua: "L’Uefa ringrazia tutti i tifosi, i campionati, i club, i giocatori, i singoli cittadini, le federazioni e le confederazioni che si sono opposti a tale progetto, insieme ai numerosi primi ministri, capi di Stato e commentatori che hanno dimostrato al presidente della Fifa che il calcio non è in vendita. (LEGGI L'ARTICOLO) Non possiamo continuare così, con progetti segreti portati avanti con tempistiche accelerate, architettati da individui senza volto e dai benefici dubbi per lo sport. Dobbiamo identificare i responsabili e chiamarli a rispondere delle loro azioni. È giusto che, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, la Uefa collabori con le proprie federazioni e in stretta cooperazione con altre confederazioni per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano volto a garantire che non possa ripetersi. Tale analisi dovrà essere approfondita e radicale. Nessuna opzione dovrà essere esclusa. L’attuale leadership della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio".  

Quello della Uefa è un duro attacco al presidente della Fifa Gianni Infantino: "Quando Gianni Infantino chiese la fiducia e i voti delle Federazioni affiliate alla Fifa per essere eletto loro presidente nel 2016, disse 'Naturalmente dobbiamo essere trasparenti. Lo sono stato negli ultimi 15 anni della mia vita in Uefa. Dovrete svolgere un ruolo ogni giorno nella vita della FIFA', prima di dire alle parti interessate riunite 'Il denaro della FIFA è il vostro denaro. Non sono i soldi del presidente della FIFA. Sono i vostri soldi. Voi siete le federazioni nazionali e i fondi della Fifa devono servire allo sviluppo del calcio e a nient’altro'. Su entrambe queste promesse, non ha mantenuto la parola data. L’accordo squallido, concluso dietro le quinte e opaco che ha ordito e cercato di far passare con la forza è stato tutt’altro che trasparente".  

E ancora: "Con riserve che ammontano a oltre 5 miliardi di dollari, non è riuscito nemmeno a utilizzare il denaro delle federazioni a beneficio del calcio. L’Uefa inizierà immediatamente a collaborare con partner e parti interessate in tutto il mondo e in tutti i settori del calcio per proporre un nuovo modo di distribuire le risorse attraverso l’attuale programma Fifa Forward. Questa è una vittoria per l’intero mondo del calcio. Ma non deve essere la fine della storia. La proposta è stata presentata. Il compito di ricostruire la fiducia nella Fifa è appena iniziato".  

1 ago 2026

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1 ago 2026

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1 ago 2026

Ceuta, Sanchez scrive all'Ue: "Stop a Schengen per ignoranza o interessi politici"

(Adnkronos) - "Ceuta non fa parte dell'area Schengen". Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera all'Ue criticando le posizioni di alcuni paesi in relazione alla crisi migratoria di Ceuta. Nel mirino del premier c'è anche l'Italia, che ha sospeso l'accordo di Schengen con Madrid. Nella missiva indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, Sanchez manifesta "seria preoccupazione" per la "reazione" di alcuni Paesi europei e ha sollecitato una riunione in videoconferenza, da convocare con urgenza, per un confronto tra i ministri dell'Interno dei 27 paesi. Nella lettera, l'Italia non viene mai citata espressamente ma alcuni passaggi appaiono facilmente interpretabili. 

Sanchez afferma che la Spagna è riuscita a ristabilire il controllo delle frontiere, fornire assistenza umanitaria, rimpatriare "praticamente tutti" i migranti entrati illegalmente e impedire spostamenti non autorizzati verso altri paesi europei nell'arco di 48 ore. Il primo ministro evidenzia che tali azioni sono state compiute in coordinamento con il Marocco e con "pochissimo supporto" da parte degli altri Stati membri dell'Ue. Sanchez, inoltre, difende inoltre la politica migratoria adottata dalla Spagna negli ultimi anni: la linea scelta da Madrid ha consentito di ridurre gli gli arrivi irregolari e reso la Spagna "il secondo confine esterno più sicuro dell'Ue", nonostante sia l'unico Stato membro con un confine terrestre con l'Africa. 

Il primo ministro ricorda quindi che la Spagna ha sostenuto altri paesi europei in precedenti crisi migratorie e fa riferimento all'accoglienza dei migranti giunti nell'Europa orientale attraverso la Bielorussia nel 2021 e sull'isola italiana di Lampedusa nel 2023. Iil primo ministro punta il dito contro chi ha proposto l'esclusione temporanea della Spagna dall'area Schengen. 

A suo avviso, tale posizione deriva da "pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici" ed è ritenuta da Madrid contraria al diritto europeo, al diritto umanitario, ai principi di solidarietà dell'Ue e agli "interessi sul lungo periodo dell'Europa e al più elementare buon senso". "Ceuta non fa parte dell'area Schengen", dice il premier esprimendo un giudizio indiretto sul provvedimento varato dall'Italia. "La Spagna è, secondo Frontex, una delle frontiere esterne meno porose dell'Ue". Il primo ministro, come già espresso in un tweet pubblicato nella giornata di venerdì, afferma che il numero di ingressi irregolari attraverso il confine meridionale della Spagna è pari alla "metà di quello registrato, per esempio, in Italia" negli ultimi cinque anni. 

Sanchez, senza menzionare paesi specifici, definisce "egoistica", oltre che "polarizzante" e "illegittima", la reazione di alcuni governi. "Alla luce della gravità della situazione", il premier spagnolo sollecita la presidenza irlandese del Consiglio a convocare con urgenza una riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri dell'Interno per "stabilire una risposta comune a situazioni di questa natura" e "ribadire che la sicurezza delle nostre frontiere esterne è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri". 

1 ago 2026

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