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Scuola, Valditara: "Divieto di burqa in classe e corsi di italiano per genitori di studenti stranieri"

1 ago 2026

Ceuta, Gassmann: "Chi è arrivato dal Marocco è come eravamo noi"

(Adnkronos) - "Sono esseri umani, devono avere diritti, non sono scarti, sono persone, sono come eravamo noi". Alessandro Gassmann dedica un post alla crisi migratoria di Ceuta e il messaggio pubblicato dall'attore su Instagram scatena un dibattito con un enorme numero di commenti. "Da due giorni si parla di Ceuta, la piccola comunità spagnola in Marocco, presa d’assalto da migliaia di cittadini marocchini che cercano di lasciare il loro paese per cercare una vita possibile", scrive Gassmann, definendo Ceuta 'piccola comunità spagnola in Marocco'. In realtà, si tratta di un'exclave e quindi di territorio spagnolo a tutti gli effetti. 

"Chi parla di invasione, chi chiude le frontiere con la Spagna, chi accusa il Presidente spagnolo di istigazione alla immigrazione illegale. C’è chi si vanta di aver rimandato indietro più immigrati e chi invece gioisce per averne fatti entrare meno. Per me in questa immagine c’è unicamente la fine della pietas, il collasso dell’umanità. Sono esseri umani, devono avere diritti, non sono scarti, sono persone, sono come eravamo noi", afferma Gassmann, che successivamente prende atto delle risposte, spesso a dir poco 'accese'. "Analizzando i messaggi aggressivi ricevuti da questo post (molti anche di condivisione, anche critici ma che hanno capito il senso), devo ribadire il pensiero", scrive in un successivo messaggio. "Sì molti di noi, per disinformazione, per voglia di rivalsa, perché sinceramente convinti di quanto dicono, hanno perso il senso umano più profondo, che dovrebbe contraddistinguere la specie umana: la pietà. State bene". 

1 ago 2026

Esplosione in un café di Mosca: 3 morti e 15 feriti

1 ago 2026

Beatrice Venezi replica alle polemiche: "Dirigere in Russia? Sono un'artista libera"

(Adnkronos) - "Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio". Con queste parole la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi ha risposto alle polemiche, nate dopo l'intervista rilasciata all'Adnkronos, nella quale ha annunciato il suo ritorno in Russia per dirigere concerti lirici a Novosibirsk. Intervenendo questa sera al Caffè de La Versiliana di Pietrasanta in provincia di Lucca, nell'ambito dell'incontro 'Il futuro della lirica che fa i conti con il passato', intervistata dal giornalista Paolo Giordano, firma musicale de 'Il Giornale', Venezi ha rivendicato la propria autonomia artistica e ha respinto le interpretazioni politiche della sua scelta. 

Nell'intervista all'Adnkronos la direttrice aveva dichiarato: "Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto molto particolare come quello di Novosibirsk, che mi viene descritta come una nuova capitale culturale del Paese. Ovviamente Mosca e San Pietroburgo mantengono il loro valore e la loro centralità nella storia culturale russa, ma c'è un fermento straordinario anche in altre realtà". 

Riprendendo il tema dal palco della Versiliana, Venezi ha spiegato il senso di quelle dichiarazioni: "Ho fatto questa intervista all'agenzia di stampa Adnkronos dicendo semplicemente: 'Ora lasciatemi in pace'. In sette mesi, sulla graticola per la vicenda veneziana del Teatro La Fenice, sono state scritte oltre duemila pagine. Il che fa circa cento pagine al giorno. Io non so chi altro possa avere una rassegna stampa del genere".  

 

La direttrice ha, quindi, raccontato il suo legame con la cultura russa, nato in età molto giovane: "Sono sempre stata molto appassionata di Russia. Ho letto il mio primo 'Delitto e castigo' a nove anni e da lì mi sono innamorata della cultura russa. Avevo iniziato addirittura a studiare questa magnifica lingua perché avevo il sogno di poter leggere la letteratura russa nell'originale. Poi ho interrotto lo studio e adesso lo sto riprendendo". Venezi ha ricordato anche la lunga frequentazione dei Paesi dell'ex Unione Sovietica e del repertorio musicale russo: "Ho frequentato tanto i Paesi dell'ex Unione Sovietica, dove questa tradizione è ancora molto forte. Fare il repertorio sinfonico e operistico russo in quei Paesi acquista un sapore del tutto particolare. Mi sono sempre interessata moltissimo a questo repertorio". 

Secondo Beatrice Venezi, è fondamentale distinguere tra la dimensione culturale e quella politica. "Da una parte c'è il popolo russo e la cultura russa, dall'altra parte la politica. Da una parte troviamo il popolo con la propria cultura e dall'altra un governo che ha deciso di attuare una certa politica. Mischiare queste due dimensioni è estremamente rischioso". Venezi ha aggiunto che la cultura "può continuare a essere un ponte e un mezzo di dialogo importantissimo". 

Tornando al viaggio in Russia, ha ribadito che si tratta di un impegno professionale come gli altri: "Ho semplicemente risposto sul fatto che tra i prossimi impegni c'è la Russia, un mercato come un altro. È un mercato particolarmente prestigioso in virtù della sua storia e di tutto il valore artistico che questa cultura ha espresso, oltre che per l'affetto particolare che nutro nei confronti di questo repertorio. Sono stata felice quando mi hanno chiamato, anche per soddisfazione personale. Non è stato fatto per lanciare alcun tipo di provocazione". 

 

La direttrice d'orchrestra ha poi replicato a chi l'ha definita "alla corte di Putin": "La prima cosa che voglio dire è che io non sono un paggetto. Di gente asservita a qualcuno o a qualcosa ce n'è molta, ma tra questi non ci sono io. L'ho sempre dimostrato e ne ho sempre pagato il prezzo". Da qui la rivendicazione della propria indipendenza: "Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio". 

Venezi ha infine respinto anche l'ipotesi che la scelta di tornare in Russia rappresenti una "ripicca": "Per ripicca nei confronti di chi? Ripicca di cosa? Penso che queste persone abbiano un'opinione di se stesse probabilmente un po' troppo grande, da arrivare a pensare che tutto ruoti intorno a loro. Li voglio tranquillizzare: non perderei mai tempo a costruire alcuna ripicca nei confronti di qualcuno di cui non mi importa assolutamente niente". 

In chiusura, la direttrice ha proposto una riflessione sul trattamento riservato agli artisti nei due Paesi. "In Italia ci sono artisti russi che vengono boicottati e artisti italiani che decidono di esporsi andando in Russia che altrettanto vengono boicottati. In Russia si decide invece di accogliere gli artisti, anche coloro che vengono da Paesi ostili. Il giudizio poi lo lascio a voi". (di Paolo Martini) 

1 ago 2026

Don Mazzi, aperta la camera ardente nella sede di Exodus. Lunedì i funerali

(Adnkronos) - È stata aperta oggi, sabato 1 agosto, la camera ardente per Don Antonio Mazzi nella struttura di Cascina Molino Torrette, nel parco Lambro. Il fondatore della Comunità Exodus nel 1984 è morto ieri a 96 anni. Ad accompagnare il religioso nel suo ultimo viaggio diverse corone di fiori, tra cui una da Albano Carrisi e anche dalla Nazionale Italiana Magistrati. 

Lunedì i funerali che si svolgeranno alle 15 nella Basilica di Sant'Ambrogio. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie.  

 

La comunità pensa però al futuro: "Il dopo Don Mazzi è una scommessa - afferma il vicepresidente della Fondazione, Franco Taverna - In occasione del suo compleanno, lo scorso novembre, abbiamo cambiato lo statuto e ci abbiamo inserito tutte le anime di Exodus". Da attività diretta ai tossicodipendenti, "abbiamo unito e trovato il modo di mettere sotto un unico organismo tutte le realtà che sono nate: le associazioni, le cooperative e i consorzi".  

Il futuro di Exodus sarà "una realtà multipla e policentrica con lo stesso spirito", ma all'interno c'è sempre una scommessa: "C'era questa idea di educazione vissuta dentro un modello itinerante, verso una terra promessa ma aggiornata a quelli che sono i temi di oggi" aggiunge Taverna.  

 

Don Antonio Mazzi, nato a Verona nel 1929, è stato una delle figure più simboliche del Terzo Settore italiano. Ha dedicato la sua vocazione agli ultimi. Nel 1984 fonda Exodus al Parco Lambro con la Carovana itinerante per il recupero dei giovani. Quel progetto diventa una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi. Il grande pubblico lo conosce anche per la conduzione di 'Domenica In' accanto a Mara Venier nel 1994-1995.  

Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile. Il 9 agosto 1996 con il decreto del Presidente della Repubblica il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri dislocati su tutto il territorio nazionale e una ventina di cooperative. Don Mazzi fonda nel 1996 l'Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle comunità con un centinaio di strutture iscritte. 

1 ago 2026

Basket, Estathé 3×3 italia finals 2026: l’atto conclusivo a Riccione

(Adnkronos) - È stata presentata questa mattina la fase finale dell’Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit, il circuito dedicato al basket 3×3 organizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro in collaborazione con Master Group Sport. Partito da Alba (CN) il 30 maggio, il tour ha attraversato in due mesi 19 Regioni italiane con oltre 130 tornei, tra Circuito Elite (tornei Master e Top) e Circuito Classic, portando il basket 3×3 nelle piazze di tutto il Paese. Sui campi allestiti in Piazzale Roma sono state annunciate le 16 squadre maschili e le 12 femminili che prenderanno parte all'evento finale che assegnerà i titoli Open 2026. La squadra vincitrice maschile si aggiudicherà anche il pass per la tappa di Macao (17-18 ottobre) del FIBA 3×3 World Tour, il tour più importante al mondo del 3×3. 

Per il secondo anno consecutivo, Riccione riunisce sullo stesso palcoscenico atleti Senior e Giovanili, con le Finali Under 14, Under 16 e Under 18 maschili e femminili: un segnale concreto della crescita di un tour sempre più inclusivo e coinvolgente, capace di rafforzare il senso di appartenenza al mondo del 3×3. Le Estathé® 3×3 Italia Finals 2026 sono patrocinate dal Comune di Riccione e rientrano nel cartellone degli eventi sportivi sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del territorio e l’attrattività turistica. 

Alla presentazione delle Finals sono intervenuti Fabrizio Gavelli, Presidente e Amministratore Delegato Ferrero Commerciale Italia, Roberta Frisoni, Assessora a Turismo, Commercio, Sport Regione Emilia-Romagna, Simone Imola, Assessore allo Sport Comune di Riccione, Maurizio Bertea, Segretario Generale Federazione Italiana Pallacanestro, e Antonio Santa Maria, Direttore Generale Master Group Sport. "Accogliere a Riccione le Estathé® 3x3 Italia Finals - ha detto Frisoni - significa ospitare uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati a una disciplina che negli ultimi anni ha conquistato un pubblico sempre più ampio, soprattutto tra le giovani generazioni. Il basket 3x3 porta lo sport nelle piazze, rende protagonisti gli spazi urbani e crea occasioni di partecipazione, socialità e spettacolo, contribuendo a rendere le città ancora più vive e attrattive. Per l'Emilia-Romagna rappresenta un ulteriore tassello della strategia con cui investiamo nei grandi eventi sportivi come strumenti di promozione turistica, valorizzazione del territorio e crescita delle comunità. Riccione conferma ancora una volta la propria capacità di ospitare manifestazioni di livello nazionale e internazionale, grazie a un'organizzazione di qualità e a una consolidata vocazione all'accoglienza. Eventi come questo arricchiscono il calendario dell'estate, richiamano atlete e atleti, famiglie, accompagnatori e appassionati da tutta Italia, generando importanti ricadute per il territorio e contribuendo a rafforzare l'immagine dell'Emilia-Romagna come destinazione dinamica, giovane e sempre più protagonista nel panorama dello sport. Un ringraziamento va alla Federazione Italiana Pallacanestro, a Master Group Sport e a tutti i soggetti che hanno reso possibile questa manifestazione: una conferma della fiducia riposta nella capacità del nostro territorio di organizzare e valorizzare grandi eventi sportivi”. 

"Siamo orgogliosi - ha spiegato Imola - di ospitare ancora una volta un evento di altissimo livello come le Estathé® 3x3 Italia Finals. L'energia, la passione e la straordinaria adrenalina del basket 3x3 — uno degli sport più spettacolari e coinvolgenti del panorama contemporaneo — si sposano alla perfezione con l'anima giovane, dinamica e accogliente della nostra città. Questo appuntamento conferma e rafforza la profonda vocazione al connubio tra sport e turismo che caratterizza Riccione, capace di trasformarsi nel palcoscenico ideale per le grandi manifestazioni sportive. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento agli organizzatori e alla Federazione Italiana Pallacanestro per aver rinnovato la fiducia nella nostra città, scegliendoci ancora una volta per coronare questo straordinario percorso sportivo". 

"Per il secondo anno consecutivo le Estathé® 3×3 Italia Finals si disputano nella splendida cornice di Piazzale Roma a Riccione, confermando la sinergia con la Regione Emilia-Romagna, che dal 2021 ospita l'evento conclusivo del circuito federale. Un sentito ringraziamento alla Regione e al Comune per l'accoglienza e il prezioso supporto logistico", ha detto Bertea. 

La sesta edizione dell'Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit ha visto oltre 130 tornei in 19 regioni, coinvolgendo migliaia di atleti e appassionati nelle piazze di tutta Italia. Il circuito continua a crescere non solo dal punto di vista numerico, ma anche sotto il profilo tecnico e della visibilità, grazie alla stretta collaborazione con i Promoter e Master Group Sport e al sostegno di partner di primo piano, a partire da Estathé®, che ci affianca nel ruolo di Title Sponsor per il quinto anno. L'impegno della Federazione nel 3×3 prosegue su tutti i fronti e con il supporto dei Comitati Regionali continuiamo a lavorare sulla formazione di arbitri e Ufficiali di Campo e nello sviluppo del settore giovanile. Aver ospitato anche quest'anno, sullo stesso palcoscenico, le Finali Under 14, Under 16 e Under 18 rappresenta un segnale concreto della crescita della disciplina e testimonia la volontà della FIP di promuovere un movimento sempre più inclusivo e orientato alla valorizzazione dei giovani. La FIP continuerà a sostenere con convinzione questa disciplina, ormai pienamente consolidata a livello internazionale, con il chiaro obiettivo di conquistare la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. 

“Siamo molto contenti di aver portato a Riccione per la seconda volta le Estathé® 3×3 Italia Finals - ha sottolineato Santa Maria - In questa storica e meravigliosa piazza dove si assegnano i Titoli 3×3 Open, U18, U16 e U14. È stato un circuito entusiasmante partito da Alba che ha dato inizio alla sesta edizione dell’Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit. Un circuito sempre più in crescita, con numeri straordinari e capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo e appassionato. Anche quest’anno abbiamo avuto oltre 100 tornei in tutta Italia a dimostrazione continua del grande e costante lavoro svolto da Federazione Italiana Pallacanestro e Master Group Sport, insieme a tutti i promoter. Un ringraziamento ai nostri partner, in particolare al Gruppo Ferrero, che con il suo marchio Estathé®, ci ha accompagnato anche quest’anno come title sponsor del circuito.” 

“Le Finals di Riccione - ha aggiunto Gavelli - rappresentano il momento culminante di un percorso che, per oltre due mesi, ha portato il basket 3×3 nelle piazze di tutta Italia, coinvolgendo migliaia di atleti, giovani e appassionati. Da cinque anni sosteniamo la crescita di un movimento che esprime valori nei quali crediamo: rispetto, inclusione, conoscenza reciproca e divertimento, prima ancora del risultato. Estathé® ha portato in ogni tappa la sua allegria e la sua energia, dissetando pubblico e atleti con il suo gusto unico e inconfondibile e, da quest’anno, anche con Estathé® Sport, la nostra prima bevanda per sportivi con sali minerali”. 

Appuntamento in Piazzale Roma dalle ore 12.40 con le gare Open delle Estathé® 3x3 Italia Finals. A partire dai Quarti di Finale, le partite saranno trasmesse in diretta streaming sul canale youtube Italbasket. Le statistiche live di tutte le gare saranno disponibili su FIP Stats. Tutti gli aggiornamenti sul circuito sono disponibili sul sito ufficiale 3x3italia.fip.it, sulla pagina Instagram 3x3ita e su quella Facebook 3×3 Italia (hashtag ufficiali #3x3Italia e #3x3Estathé®). Tutte le statistiche delle gare del circuito su FIP Stats. Da cinque anni Estathé®, marchio del Gruppo Ferrero, è Title Sponsor del 3×3 Italia Streetbasket Circuit e condivide con la FIP i valori fondamentali di lealtà, rispetto e integrità. Protagonista nelle tappe del circuito 2026 e nelle Finals Giovanili, Estathé® sarà presente anche nella giornata conclusiva di Riccione per portare in piazza la sua energia e la sua irrefrenabile voglia di divertirsi. Animazioni, giochi e momenti di intrattenimento coinvolgeranno appassionati e turisti, che potranno rinfrescarsi con il gusto unico e inconfondibile di Estathé® e scoprire Estathé® Sport, la nuova bevanda pensata per idratare e reintegrare i Sali minerali persi durante lo sport. La mascotte Estatheo sarà pronta a incitare il pubblico e a tifare le squadre in campo. Per i più piccoli verrà allestito, accanto allo stand Estathé®, uno spazio con mini-canestri per cimentarsi nel basket e vincere numerosi gadget firmati Estathé® Sport. 

1 ago 2026

Giovanni Allevi, lo sfogo sulla malattia: "Il caldo estivo aumenta il mio dolore"

1 ago 2026

Da Salmo a Bianca Balti e Fedez, quando le star rompono i tabù sulla malattia

(Adnkronos) - Da Salmo a Bianca Balti fino a Fedez e Monica Guerritore: sempre più volti noti scelgono i social per raccontare la malattia, trasformando la fragilità in un atto di responsabilità verso il proprio pubblico e di sensibilizzazione alla prevenzione. L’ultimo caso è quello di Salmo, che ha riacceso il dibattito sui tumori della pelle e sull’uso delle creme solari. Il rapper ha rivelato ai fan di avere avere un carcinoma basocellulare sul viso, mostrando una cicatrice dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione del tumore. Bianca Balti ha scelto di raccontare in modo dettagliato il proprio percorso oncologico, dalla diagnosi di mutazione Brca1 alla decisione di sottoporsi a una mastectomia preventiva, fino alle terapie e alla fase di "rinascita" dopo la chemio. Sui social e sul palco del Festival di Sanremo ha parlato del lutto per la "vecchia sé", delle cicatrici, della paura delle recidive, della depressione post malattia e della forza ritrovata. Anche Fedez ha condiviso passo dopo passo la scoperta di un raro tumore neuroendocrino del pancreas. "Uno di quelli che se non li prendi per tempo non è un simpatico convivente da avere all'interno del proprio corpo. Motivo per il quale mi sono dovuto sottoporre a un intervento chirurgico durato 6 ore per asportarmi una parte del pancreas", aveva scritto il rapper sui social. Il rapper aveva deciso di "di parlare sui social della malattia in parte perché sentivo la necessità di condividere quello che mi stava accadendo, in parte anche per aiutare chi sta vivendo o dovrà vivere la mia stessa esperienza". Ma anche "per esorcizzare, nella speranza che possa far bene anche a me". 

Di recente, Monica Guerritore ha affidato ai social la confessione difficile e commossa di come ha affrontato negli ultimi mesi la chemioterapia, mentre era impegnata nella promozione del suo primo film da regista, 'Anna', su Anna Magnani, di cui è anche interprete. "Era metà aprile - racconta nel video postato sui social con la voce a tratti rotta dell'emozione - e ad un controllo che faccio periodicamente uno dei valori era fuori norma, il CA 125 (un marcatore tumorale, ndr). Ho immediatamente preso contatto con il mio oncologo. Pochi giorni dopo ho fatto la prima chemio, la prima di un ciclo di 6. Non era la prima volta che mi trovavo ad aver a che fare con un tumore" ma in precedenza non c'era stata "necessità di chemio", racconta l’attrice. Poi, il ricordo del momento in cui ha perso i capelli: "Le prime ciocche di capelli hanno cominciato a lasciarsi andare. Mi ricordo, ero sul divano, ho abbracciato mio marito, la mia roccia, e ho pianto". Anche Eleonora Giorgi ed Enrica Bonaccorti hanno rotto ogni tabù sulla malattia per trasmettere un messaggio di coraggio al loro pubblico. Ad entrambe era stato diagnosticato un tumore al pancreas. Giorgi, morta a marzo 2025 all'età di 71 anni, ha raccontato sui social e in molti spazi televisivi la sua battaglia condividendo ogni fase delle cure, dalla chemioterapia all'intervento chirurgico, trasformando la sua vulnerabilità in un esempio per gli altri. Lo stesso ha fatto Bonaccorti, morta a marzo a 76 anni, che negli ultimi mesi aveva condiviso con il pubblico la sua vita dopo la diagnosi.  

A questa scia di testimonianze si è aggiunta anche Natalia Paragoni, 28 anni, che ha condiviso la diagnosi di linfoma di Hodgkin ricevuta mentre era all’ottavo mese di gravidanza della secondogenita. Nonostante il momento difficile, l’influencer si è fin da subito mostrata ai follower con i capelli rasati in un video che ha raccolto milioni di visualizzazioni e centinaia di messaggi di sostegno: "Nonostante la battaglia che stai affrontando, riesci a trasmettere un’energia positiva, una luce e un sorriso che arrivano dritti al cuore", le scrive un utente. Pochi giorni fa, Paragoni ha raccontato il primo responso incoraggiante: "La terapia sta funzionando. Non è ancora finita, ma oggi possiamo festeggiare". L’influencer Giorgia Soleri ha raccontato apertamente di convivere con endometriosi, adenomiosi, vulvodinia e ipertono pelvico, contribuendo a rompere il silenzio su patologie croniche e spesso sottovalutate. Dopo aver ricevuto l’ennesimo commento sul suo aspetto - "Ma sei incinta? Ti vedo ingrassata" - ha risposto con un video social mostrando la pancia gonfia, spiegando che si tratta di "endobelly", uno dei sintomi più comuni e invalidanti dell’endometriosi. Nel post ha ricordato che l'endometriosi, "è una malattia che colpisce una donna su nove e che può causare infertilità nel 40–50% dei casi". Soleri ha denunciato poi il peso dei giudizi sul corpo, i cambiamenti imposti dalle terapie e la difficoltà di ottenere una diagnosi, che spesso arriva dopo anni di sofferenza e minimizzazione. "Non voglio essere bella - ha scritto - voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio più formazione, ricerca e tutela, perché nessuna donna debba più sentirsi dire certe cose o aspettare dieci anni per sapere di cosa soffre". 

1 ago 2026

Bari, studentessa picchiata nei bagni denuncia nuovo episodio: "Mi hanno accerchiata"

(Adnkronos) - Giuditta D'Elia, la 26enne studentessa universitaria che è stata brutalmente picchiata da adulti e ragazzini il 23 luglio nei bagni pubblici del parco Rossani di Bari riportando una prognosi di 40 giorni, ha denunciato sui 'social' un nuovo episodio aggressivo avvenuto oggi nello stesso giardino pubblico. ''L'ennesima aggressione cercando di avvicinarmi quest'oggi al Parco Rossani'', ha scritto su Instagram nelle 'stories' chiedendo ai contatti social di inviarle un video che oggi le è stato girato se dovesse essere pubblicato. Ha raccontato di essere stata avvicinata da due ragazzi in monopattino.  

''Attendo i video che avete girato di me - ha denunciato - mentre mi accerchiavate in monopattino rivolgendomi accuse contro le quali grazie a Dio vi sono i materiali di videosorveglianza, accuse che saranno presto smentite non appena la magnifica giustizia farà il suo corso e questo processo volgerà a termine''. I due le hanno urlato frasi come ''abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano''. Invece la 26enne ha ribadito che si è trattato di una ''violenza disumana'' e di non aver ''nemmeno sfiorato'' la ragazzina che la stava bagnando con una pistola ad acqua. ''Hanno tentato di uccidermi dopo il mio tentativo di prendere la pistola d'acqua'', ha aggiunto. 

Per poi chiedersi: ''Che modi sono? che mondi sono questi? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell'aggressione come sfida personale? Riprendermi mentre mi urlate contro? Evidentemente qualche rapporto di amicizia con i suddetti aggressori vi giace alla base di questa ennesima ridicolizzazione dell'umanità. Io non ho paura e mai l'avrò. Sono viva per miracolo, un miracolo che si chiama forza di riprendersi il cellulare e chiamare il 112''. Per le violenze del 23 luglio sono indagate l'addetta alle pulizie dei bagni pubblici, sospesa dal servizio, e un'altra persona e sul caso è stato aperto un fascicolo dalla Procura dei minorenni. A conclusione dei suoi messaggi, la 26enne ha pubblicato la foto del suo volto fasciato e tumefatto dopo l'aggressione violenta e ha fatto appello al presidente Giorgia Meloni: ''Il futuro dei nostri giovani è nelle vostre mani''. 

1 ago 2026

Leonardo Maria Del Vecchio al San Raffaele, la visita alla ex: "Mia figlia con la madre, ma ospedale non è posto per bambini"

(Adnkronos) - Leonardo Maria Del Vecchio all’ospedale San Raffaele oggi per andare a trovare l’ex compagna Sara Soldati, ricoverata da venerdì. Del Vecchio è entrato nel padiglione Q portando un mazzo di fiori. Il figlio del fondatore di Luxottica e la modella hanno un contenzioso aperto sulla figlia di un anno, consegnata nei giorni scorsi alla madre su disposizione della giudice di Milano Valentina Maderna, dopo venti giorni di separazione. 

Sara Soldati è stata ricoverata d'urgenza: si tratta del terzo ricovero in pochi giorni per la donna. Il primo risale al 22 luglio, mentre si trovava a Montecarlo. A questo è seguito una seconda ammissione in Sardegna, lo scorso 28 luglio, la stessa sera in cui le è stata riconsegnata la figlia. A quanto apprende è ricoverata nell'area solventi: massimo riserbo sulle ragioni della degenza. 

Il Tribunale civile aveva stabilito, su istanza dell’avvocata Annamaria Bernardini de Pace e del collega Luca Procaccini, che la donna avesse il diritto di stare con la figlia. La decisione della giudice è arrivata lo scorso 27 luglio che "da 20 giorni non vede la figlia'' aveva detto Bernardini de Pace all'Adnkronos. 

La bambina si trova ora con la madre all’ospedale, “ma questo non è il posto per i bambini”, ha detto lo stesso Del Vecchio, che ha lasciato l'ospedale dopo una visita di circa mezz’ora (VIDEO): “Sono contento che Sara stia bene e di aver visto Bianca. Sono meno contento di averla vista in un ospedale”. “Sono venuto innanzitutto per vedere come stava mia figlia, posto che sono giorni che non so dove è - ha poi detto ai cronisti -. Ha viaggiato senza che io sapessi ed è una sera che alloggia in una camera d’ospedale. Sara è stata ricoverata non so per cosa”. Le due “hanno una casa. È stata affidata alla mamma e non capisco perché deve far stare una bambina due giorni in una camera d’ospedale. Ho provato a chiederle di poterla portare a casa, anche con la nonna, come preferiva lei”, ha concluso.  

 

Gli avvocati di Leonardo Maria Del Vecchio, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, smentiscono le voci di un accordo per consentire la permanenza della figlia avuta con l'ex compagna Sara Soldati, nell'appartamento di Milano, affidata alla sola nonna materna. "Non risponde al vero - si legge in una nota firmata dai legali - che avremmo trovato un accordo nell’interesse di Bianca e del dott. Del Vecchio, specie per per consentire la permanenza della bimba di un anno nell’appartamento di Milano affidata alla sola nonna materna. Come non esiste e non è mai esistito alcun accordo che consentisse alla madre di far pernottare la bambina su un trasportino leggero all’interno di una stanza di ospedale. Al contrario nessuna informazione preventiva è stata mai trasmessa, e dopo l’ennesima menzogna veicolata per corrispondenza, i legali della Soldati hanno cambiato versione, senza alcun pudore per le falsità fino a quel momento veicolate". La modella e influencer si trova, al momento, ricoverata all'ospedale San Raffaele. 

"La collega Bernardini - aggiungono i legali - continua a diffondere sui media menzogne, illudendosi che si trasformino per magia in verità. Ha scritto in una corrispondenza formale, anche al curatore nominato dal Tribunale, che la bimba si trovava al sicuro ed accudita in un appartamento a Milano mentre al contrario era su un trasportino dalla notte precedente in una stanza di ospedale. Per altri contenuti gravemente calunniosi e diffamatori, la Soldati e i suoi difensori risponderanno nelle sedi opportune. Per aver consentito che la figlia del dott. Del Vecchio trascorresse la notte in un nosocomio, e per aver consentito che viaggiasse nel pomeriggio di ieri senza documenti da Olbia a Milano, risponderanno alla autorità preposte. Non vi è alcun intento di comunicare serenamente e civilmente, si registrano soltanto falsità e insulti, a getto continuo, tutto al solo scopo di estorcere importi maggiori, nulla altro, è evidente che l’interesse della minore non era quello di dormire con uno sconosciuto in Sardegna, o pernottare su un passaggio in una stanza di ospedale", ribadiscono gli avvocati Aiello e Missaglia. 

"Da settimane assistiamo a una rappresentazione costruita dalla difesa della signora Soldati per i giornali e per i social. Una rappresentazione che, puntualmente, viene smentita dalla realtà dei fatti. È successo ancora oggi" affermano i suoi legali in una nota nella quale sottolineano che "questa vicenda non è una serie televisiva e non può essere trasformata nel tentativo di replicare, attraverso i mezzi di informazione, dinamiche mediatiche già viste in passato". 

"Prima è stato comunicato che Bianca si trovava già 'a casa'. Non era vero - sottolineano Missaglia e Aiello - La bambina era ancora in ospedale, dove aveva trascorso la notte in un reparto destinato agli adulti. Il padre è arrivato a Milano senza sapere dove fosse la bambina comunque pronto a prendersene cura, come peraltro suggerito dal curatore speciale. Infine si è parlato di un accordo tra le parti. Anche questo inesistente". "Quando una ricostruzione viene sistematicamente smentita dai fatti, il problema non è più la singola inesattezza, ma l'affidabilità complessiva della narrazione. Ancora più grave è un altro aspetto - proseguono i legali - Si è scelto di alimentare il conflitto non soltanto attraverso dichiarazioni pubbliche sempre più lontane dalla realtà processuale, ma anche delegittimando sistematicamente i difensori della controparte, dipingendoli come terroristi o come soggetti animati da finalità estranee alla tutela della bambina. È una modalità di esercizio della professione che, oltre a non appartenere alla nostra cultura giuridica, assume evidenti profili di rilevanza deontologica". 

"L'avvocato ha il dovere di difendere il proprio assistito ma non quello di costruire aspettative giuridicamente irrealizzabili o di convincerlo che il processo seguirà la narrazione mediatica anziché le prove - continuano i due avvocati - Questa vicenda non è una serie televisiva e non può essere trasformata nel tentativo di replicare, attraverso i mezzi di informazione, dinamiche mediatiche già viste in passato. Qui non ci sono copioni da riscrivere ma c'è una bambina di un anno, un padre presente, una madre ricoverata per la terza volta nell’ultimo mese per problemi che verranno poi accertati e un procedimento nel quale il giudice dovrà valutare esclusivamente i fatti". "E i fatti dicono che il padre era a Milano, disponibile ad assistere personalmente la figlia; che la bambina ha trascorso la notte in ospedale in un reparto per adulti; che si è detto che fosse già a casa quando non lo era; che si è evocato un accordo che non è mai esistito", concludono Missaglia e Aiello. 

 

"Oggi Leonardo Maria Del Vecchio ha fatto visita all'ex compagna Sara Soldati ricoverata da ieri al San Raffaele. Soldati, alla richiesta del padre di sua figlia di portare la piccola Bianca a casa sua, ha replicato che non era il caso, ma che poteva andare a trovare la bimba nella casa di via Gabba dove sarebbe stata con la nonna materna. Mentre erano in ospedale lui era d'accordo. Poi è uscito e, probabilmente consigliato da qualcuno, ha cambiato idea. Ma l'accordo c'era, un accordo verbale tra le parti. E a riprova di questo c'è l'e-mail inviata alle 15.12 dall'avvocato Eramo ai legali di Del Vecchio in cui glielo comunica". Così all'Adnkronos Annamaria Bernardini de Pace, avvocato della donna ricoverata da ieri all'ospedale San Raffaele di Milano, risponde alle accuse dei legali dell'imprenditore-editore riguardo agli ultimi sviluppi della controversia per l'affidamento della bambina. 

"Del Vecchio ha rinunciato ad andare dalla figlia insistendo sul fatto che voleva portare la bambina a casa sua. Ma esiste una pronuncia del giudice che non si deve ignorare - sottolinea Bernardini de Pace - C'è un provvedimento di collocamento esclusivo della bambina dalla madre fino al 10 agosto che consente al padre - ricorda l'avvocato - di sentirla solo per pochi minuti al giorno in videochiamata. Vidochiamata che lui fino ad oggi non ha mai fatto. Oggi avrebbe potuto passare alcune ore con la figlia invece di videochiamarla ma ha rinunciato, perché ha prevalso l'idea che deve 'vincere'. Ma si tratta della vita di una bambina - afferma la legale - non c'è un avvocato che deve vincere ma un figlio".  

Bernardini de Pace ricostruisce quindi quanto avvenuto nelle ultime ore. "Soldati si è sentita male in Sardegna, è stata visitata a Porto Cervo dove le hanno detto che era grave e doveva farsi curare in un ospedale più attrezzato. Io a quel punto mi sono attivata per farla ricoverare al San Raffaele di Milano. Qui mi sono premurata di trovarle non una stanza qualunque ma - sottolinea l'avvocato - una suite dove potessero stare la mia assistita e la bambina insieme alla nonna. Questo perché - spiega Bernardini de Pace - visto che Del Vecchio pretende che dovunque ci sia la figlia siano sempre presenti delle guardie di sicurezza, e non potendo la mia assistita in quelle condizioni occuparsi di trovare un servizio di sorveglianza, l'ospedale era il posto più sicuro dove farle passare la notte. Bianca non ha passato la notte in un trasportino come affermano i legali di Del Vecchio ma in un lettino comodo tutto per lei come ha potuto constatare lo stesso Del Vecchio quando oggi ha visto la bambina in ospedale. Poi, una volta predisposta la sicurezza è stata portata a casa. Non solo - aggiunge Bernaridni de Pace - la bambina ha sempre avuto con sé tutte le sue cose, la mamma è venuta via dalla Sardegna con i soli vestitini e oggetti di Bianca". 

Quanto alla querela evocata da parte dei legali di del Vecchio, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, "quando verificherò che è vero che mi hanno denunciato - afferma Bernardini de Pace - risponderò con la difesa dell'avvocato Davide Steccanella che è uno dei migliori avvocati che esistono in Italia. Comunque - conclude - non mi risulta che mi abbiano denunciato, gli avvocati dovrebbero combattere ad armi pari e non cercando di abbattere gli avversari con le querele, comportamento che trovo imbarazzante". 

 

1 ago 2026

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