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Argentina-Benin, oggi l'ultima partita di Messi: orario e dove vederla in tv

6 ott 2026

Centinaia di droni ucraini su Mosca. Russia colpisce ponte sul Dnipro a Zaporizhzhia

(Adnkronos) - Mosca è stata bersaglio nella notte di un massiccio attacco ucraino con 650 droni, che ha causato almeno un morto nella periferia della capitale russa. Lo hanno riferito le autorità russe. "La maggior parte dei velivoli senza piloti è stata distrutta dalla difesa antiaerea", di cui 105 in fase di avvicinamento alla capitale, ha scritto il sindaco di Mosca, Sergueï Sobianine, sulla piattaforma di messaggistica russa Max. Secondo i calcoli dell'agenzia di stato Tass, si tratta del secondo attacco più massiccio contro Mosca, situata a centinaia di chilometri dal confine ucraino.  

L'attacco ha ucciso un uomo di 20 anni in un villaggio alla periferia di Mosca, ha precisato il governatore regionale Andreï Vorobiev, il quale ha riferito di danni ad abitazioni in diverse località. Mosca, che nega di prendere di mira infrastrutture civili, ha intensificato i suoi bombardamenti sul territorio ucraino nelle ultime settimane, oltre quattro anni dopo l'inizio della sua offensiva contro l'Ucraina. Domenica, l'esercito russo ha avvertito che avrebbe ulteriormente "intensificato" i suoi attacchi contro le infrastrutture ucraine, in risposta alle dichiarazioni del presidente Volodymyr Zelensky che aveva promesso di aumentare gli attacchi di Kiev contro le raffinerie russe. 

Secondo quanto riportato dai canali di monitoraggio russi, droni ucraini hanno colpito un grande impianto petrolifero nell'oblast di Mosca. Si tratta del Centro di Produzione e Distribuzione Lineare di Volodarsk, vicino al villaggio di Konstantinovo. 

Filmati di testimoni oculari provenienti da Konstantinovo, situata a circa 40 chilometri dal centro di Mosca, sembrano mostrare fiamme che divampano dall'impianto di Volodarsk mentre si alza del fumo. Il sito si trova a circa 450 chilometri dal confine ucraino. 

Un drone russo ha colpito nella notte un ponte sul fiume Dnipro a Zaporizhzhia, causando il ferimento di cinque persone. Il ponte è stato chiuso e il traffico deviato, secondo quanto comunicato dal Comune di Zaporizhzhia. Le foto scattate sul posto mostrano danni al manto stradale. Durante l'attacco, cinque persone, tra cui due impiegati della Croce Rossa, sono rimaste ferite e hanno ricevuto assistenza medica. 

6 ott 2026

Diesel, niente accise mobili: stop allo sconto, i prezzi salgono

(Adnkronos) - E’ scaduto a mezzanotte lo sconto di 6,1 centesimi al litro sul gasolio e sembra tramontata la possibilità di una proroga dello sconto attraverso l’attivazione delle accise mobili: sulla Gazzetta ufficiale non compare infatti l’atteso decreto ministeriale a doppia firma Mase e Mef che avrebbe dovuto attivare il meccanismo grazie all’extra gettito. Oggi quindi il gasolio torna a costare 6,1 centesimi in più. 

Inizialmente previsto di 17 centesimi al litro sul diesel, il taglio alle accise sul diesel era stato progressivamente ridotto: nel Consiglio dei ministri dello scorso 16 settembre, la sforbiciata era stata fissata con un decreto legge a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre, poi a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre compreso, e finanziata grazie a tagli alle voci di spesa dei ministeri (allo stesso Cdm risale anche l’eliminazione del bollo auto dal 2027 per i veicoli di media potenza).  

"Il 5 ottobre non si va a 'zero' perché interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili", aveva spiegato la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa. "Questo governo ha perfezionato questo meccanismo delle accise mobili che era rimasto sulla carta e che ora è pienamente operativo. Significa che da quella data noi torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il costo alla pompa".  

Il meccanismo dell’accisa mobile, infatti, è sostanzialmente un calmiere che si autofinanzia: quando il prezzo del greggio sale, cresce anche l'Iva incassata dallo Stato, perché la percentuale viene applicata a un prezzo più alto. Quel gettito aggiuntivo viene usato per tagliare l’accisa dello stesso valore, senza intaccare le risorse pubbliche. Resta ancora aperta, invece, la questione delle misure “mirate” su cui l’esecutivo aveva affermato di star lavorando, e che avrebbero dovuto riguardare redditi bassi e categorie professionali selezionate, come ad esempio l’autotrasporto.  

Intanto, nelle ultime settimane i prezzi avevano iniziato a calare e stabilizzarsi, anche in virtù del price cap adottato direttamente dalle compagnie petrolifere: Eni, Ip, Q8 e Tamoil. Un percorso di ‘moral suasion’ condotto dall’esecutivo, che ha portato nel giro di poco più di una settimana a un tetto sui prezzi per circa delle 22mila stazioni di servizio presenti in Italia, secondo le ultime rilevazioni di Staffetta Quotidiana.  

Intanto i prezzi del petrolio sono in rialzo anche oggi. Il Brent, riferimento in Europa è salito dello 0,530% a 100,85 dollari al barile. Il Wti, riferimento in Usa, è salito dello 0,45% a 89,88 dollari al barile. 

 

6 ott 2026

Coni-Figc, è il giorno della verità sul caso Malagò. Cosa succede oggi?

(Adnkronos) - È il giorno della verità per il calcio italiano. Alle 13 si riunirà la Giunta nazionale del Coni, e a seguire il Consiglio Nazionale che dovrebbe ratificare le decisioni, chiamata a pronunciarsi sulla proposta di commissariamento della Figc guidata dal presidente Giovanni Malagò, al centro della contestazione per il mancato tesseramento al momento della candidatura e della successiva elezione, con circa il 70% dei voti, alla guida della Federcalcio. 

 

La riunione si preannuncia tra le più delicate degli ultimi anni per il sistema sportivo italiano ma si intravede una soluzione. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e Malagò, si incontreranno questa mattina prima della Giunta Coni indetta per valutare il commissariamento della Federcalcio. Come oggetto dell'incontro, a quanto apprende l'Adnkronos, una ipotesi da proporre alla Giunta con lo stesso Malagò commissario della Federcalcio. Una soluzione che servirebbe ad evitare la spaccatura nella Giunta Coni. 

Sul tavolo non c'è soltanto la valutazione della vicenda relativa al tesseramento di Malagò, ma se l'eventuale violazione possa essere considerata così grave da giustificare il commissariamento della Federazione. In queste settimane il confronto tra Coni e Figc si è sviluppato anche sul piano giuridico. I quattro pareri richiesti dal Coni hanno evidenziato la presenza di una possibile irregolarità legata al requisito del tesseramento, e sono definiti "granitici" dallo stesso Coni, mentre i cinque commissionati dalla Figc sostengono che il tesseramento non rappresentasse un requisito essenziale per l'elezione del presidente federale e che eventuali contestazioni sarebbero ormai tardive, passati i sette giorni canonici per il ricorso. 

 

Uno dei temi su cui si è dibattuto nei giorni alla vigilia del voto riguarda però il possibile numero effettivo dei partecipanti alla deliberazione. La Giunta è composta da 17 membri, ma il segretario generale Carlo Mornati non vota e lo stesso Malagò non prenderà parte alla decisione che lo riguarda direttamente. Restano inoltre aperte le valutazioni su eventuali situazioni di conflitto d'interesse che potrebbero portare a non votare altri componenti. 

 

Tra le posizioni finite sotto osservazione vi è quella della vicepresidente del Coni Diana Bianchedi, che ha ricoperto l'incarico di capodelegazione della Nazionale italiana dal 17 al 30 settembre scorso. Attenzione anche sulla posizione di Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan, e su quella di Francesco Montini, presidente delle Fiamme Oro, gruppo sportivo affiliato alla Figc per l'attività di calcio a 5. Tra i casi segnalati nelle ultime ore figurano inoltre quelli di Laura Lunetta, della membro Cio Federica Pellegrini e di Pippo Ricci, mentre è stata oggetto di discussione anche la posizione del presidente del Coni Luciano Buonfiglio per i rapporti professionali del figlio Marco con realtà operanti nel mondo dello sport e del calcio. 

 

“La Lega Calcio Serie A si dissocia e prende le distanze dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Giovanni Malagò, candidato in primis dalla Serie A, è stato eletto con largo margine e la stessa Serie A continua a manifestargli completo supporto. Pur nel rispetto dei principi e delle regole della Federazione e del Coni, la Lega Calcio Serie A ritiene il commissariamento del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima. Anche alla luce della chiara posizione espressa dall’UEFA, si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano", la posizione della Lega Serie A espressa in una nota dopo la riunione svoltasi ieri tra le Società, alla vigilia della Giunta Coni. 

 

Se la Giunta dovesse approvare la proposta di commissariamento con lo stesso Malagò commissario, scelto in quanto membro Cio, la decisione dovrebbe essere successivamente esaminata dal Consiglio Nazionale del Coni, convocato in seduta straordinaria alle 14 per ratificare l'eventuale provvedimento. 

6 ott 2026

Garlasco, la relazione 'misteriosa' su Stasi e i sospetti dei pm sui reperti distrutti

(Adnkronos) - Freddo, calcolatore, senza emozioni. Narcisista e manipolatore. Sono alcuni dei tratti che vengono attributi a Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, in una consulenza, senza firma e senza data, acquisita di recente dalla procura di Pavia nell'indagine su Andrea Sempio, indagato per il delitto compiuto nel 2007. La valutazione psicologica, che si sviluppa per 13 pagine, non è mai stata consegnata e ha come intestazione il nome della dottoressa Alessandra Bramante, psicologa criminologa clinica. Si tratta di un documento redatto non su carta intestata e articolato in pagine scritte al computer: vengono inserite - in una griglia - delle osservazioni rispetto a quanto detto da Stasi nei verbali resi, tra il 14 e il 22 agosto 2007, agli inquirenti. Oltre alla tabella iniziale c'è una lista di 17 punti in cui vengono inserite altre osservazioni, rispetto anche alla telefonata di Stasi al 118 subito dopo l'omicidio. La valutazione, per legge, non può entrare in un processo (LE PROSSIME MOSSE DEI PM). 

 

Nella pagina riservata alle 'conclusioni', si legge che nelle risposte fornite da Stasi vengono ravvisate "troppe contraddizioni e 'parole rimangiate' su dati forniti come certezze". Le parole dell'allora fidanzato di Chiara Poggi, secondo chi ha stilato il documento, rivelano "freddezza" e "mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)". Chi delinea i tratti di Stasi, lo definisce "calcolatore" e ritiene che "alcune frasi sono riportate in modo meccanico come se fossero state imparate a memoria". Nelle risposte, "non cede mai ma riesce sempre a ribattere 'pur arrampicandosi sugli specchi'". Stasi, si legge, mostrerebbe "indifferenza estrema nei confronti della vittima, come se neppure la conoscesse". Chi scrive, viene colpito dai "regali stravaganti (completino intimi e vibratore) quando il sesso sembra essere con Chiara l’ultimo dei suoi pensieri (a parole ovviamente)". I due ragazzi, è un'altra osservazione sulla base dei verbali, "stanno insieme e" Stasi "non ricorda nemmeno se usa il pigiama oppure no". 

"Rapporto tra i due" è "molto strano (non frequentavano le famiglie, si vedevano solo una volta a settimana, tutto l’interesse per il sesso e poi si faceva solo a casa … boh)". "Chiara - secondo l'estensore della relazione - non è mai pensata … come se non fosse mai stata la sua fidanzata (tanto che dice ai soccorritori che c’è una ragazza morta)". Le ultime 6 annotazioni rappresentano una sorta di sintesi. Stasi è "molto centrato su di sé", gli viene attribuita una "tendenza narcisistica". Viene definito "manipolatore" e "molto contenuto", con una "tendenza al controllo anzi all’ipercontrollo" in un quadro in cui chi scrive ravvisa "ambivalenza e contraddizioni rispetto al sesso". Il codice di procedura penale, vale la pena ricordare, vieta di ammettere consulenze per stabilire il carattere, la personalità, la tendenza a delinquere o le qualità psichiche dell'indagato - regola applicata tanto per Stasi che per Sempio - ma i pm pavesi vogliono capire di che documento si tratta e chi decise di lasciarlo tra le carte che il Ris di Parma non avrebbe inserito nel fascicolo su Stasi. 

 

Intanto, i pm di Pavia indagano anche sulla distruzione non autorizzata di prove e reperti da parte del Ris. Riflettori puntati sugli eluiti, le soluzioni liquide ricavate da tracce e reperti al centro dell'inchiesta. Le indagini della difesa di Stasi, riferisce il Tg1, evidenzierebbero altre anomalie. I reperti secondo il telegiornale sarebbero stati distrutti nel 2016, prima dell'autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria che sarebbe arrivata solo nel 2022: a settembre 2021 la Corte d'Assise d'appello ha disposto la distruzione di alcuni reperti ancora sotto sequestro. La difesa di Alberto Stasi - nella ricostruzione del Tg1 - si è opposta alcune settimane dopo, chiedendo la conservazione di alcuni elementi per eventuali esami futuro. L'opposizione viene accolta in parte a gennaio 2022, quando viene disposta - tra l'altro - la restituzione delle biciclette di Stasi. Viene autorizzata la distruzione dei reperti, ma con l'apertura della nuova inchiesta nel 2025 la procura di Pavia si rivolge al Ris chiedendo lo storico relativo ai reperti: emergerebbe così, secondo il Tg1, la distruzione del materiale nel 2016. 

6 ott 2026

D'Alema: "Meloni ha attirato il centrosinistra in una trappola"

(Adnkronos) - "Giorgia Meloni è una donna furba, ha attirato il centrosinistra in una trappola: bisogna indicare il candidato premier, è una trappola". Massimo D'Alema, ospite di Corrado Augias a La torre di Babele su La7, si esprime così sul quadro politico italiano. "Il centrosinistra, chiamiamolo campo progressista, dovrebbe cercare di costruire un progetto politico in grado di unire quella maggioranza degli italiani che ha votato no al referendum e che è contrario all'attuale governo. Non c'è dubbio, l'attuale governo è un esecutivo di minoranza rispetto al sentimento pubblico. Nel centrosinistra sembra prevalere il problema dell'individuazione della leadership, le primarie...", dice l'ex presidente del Consiglio. 

"E' chiaro che tutta questa dinamica accentua le divisioni, se bisogna affrontare una campagna elettorale all'interno del centrosinistra non mi pare saggio. Io non credo serva un federatore, serve un programma. Giorgia Meloni è una donna furba, ha attirato il centrosinistra in una trappola: bisogna indicare il candidato premier, è una trappola. La destra ci dice che bisogna dire ai cittadini chi sarà il presidente del Consiglio, ma nelle ultime elezioni si presentà con 'Salvini premier', 'Berlusconi presidente' e 'Meloni premier' sulla scheda", aggiunge. "Ora cos'è cambiato? Vogliono fare della figura del presidente del Consiglio un elemento di forza. Vogliono trasformare le elezioni dei partiti in un'elezione personale, ma cambiare le regole del gioco in base alle convenienze è un segnale terribile in termini di cultura democratica. Nella prima repubblica queste cose non accadevano", dice ancora D'Alema. 

In generale, "viviamo un'epoca molto delicata in cui opera un'internazionale reazionaria molto potente, piena di soldi, che ha influenza sulle tecnologie ed è in grado di invadere il web con false notizie e campagne. Il campo democratico appare abbastanza disarmato di fronte a questa aggressività, non in grado di reagire. In questo senso, mi manca un partito comunista che aveva non solo idealità ma anche la struttura per difendersi".  

5 ott 2026

Peste polmonare, Russia nega tutto: "Solo fake news, è polmonite". Trump: "Li aiuteremo"

(Adnkronos) - "La peste polmonare? Fake news. E' tutto sotto controllo". La Russia smentisce che una donna sia morta per peste polmonare nella regione di Irkutsk. Intanto, Donald Trump promette il sostegno degli Stati Uniti nelle attività per evitare la nascita di eventuali focolai: "Li aiuteremo". La vicenda ruota attorno al decesso di Daria Shipilova, dipendente 28enne di un laboratorio, morta per "una polmonite di eziologia non accertata" secondo la Rospotrebnadzor, l'agenzia di sanità pubblica a livello nazionale. 

"Tra le persone che hanno avuto contatti con la donna a cui è stata diagnosticata la polmonite nella regione di Irkutsk", circa 200 secondo i media locali, "sono stati rilevati due casi di Covid e rinovirus. Il monitoraggio del 60% delle persone che hanno avuto contatti con la donna a cui è stata diagnosticata la polmonite nella regione di Irkutsk è stato completato. Il tasso di incidenza delle infezioni respiratorie acute nella regione di Irkutsk è inferiore del 12,6% alla soglia epidemica e corrisponde ai dati medi pluriennali. Nella regione di Irkutsk vengono registrati circa 16.000 casi di infezioni respiratorie acute ogni settimana; nelle ultime due settimane non si è registrata alcuna tendenza all'aumento. La situazione sanitario-epidemiologica nella regione di Irkutsk è tranquilla", afferma l'agenzia che smentisce "report infondati secondo cui a una dipendente dell'istituto antipulmonare nella regione di Irkutsk sarebbe stata diagnosticata la peste. Rospotrebnadzor ha comunicato che alla persona interessata è stata rilevata una polmonite di eziologia non accertata". 

La linea ovviamente coincide con quella del Cremlino: "Non si devono ascoltare voci e speculazioni. Per Rospotrebnadzor lavorano persone altamente qualificate in questo settore. Seguiamo quello che dicono loro", le parole del portavoce Dmitry Peskov. Nessuna conferma ufficiale, com'era prevedibile, all'ipotesi che una provetta con batteri si sarebbe infranta nel laboratorio in cui lavorava Shipilova o che, secondo altre versioni, la ricercatrice era appena tornata da una missione in Buriatia, dove ci sarebbe un focolaio. 

 

Il tema viene sottoposto a Trump dai giornalisti che, alla Casa Bianca, pongono domande al presidente prima della partenza per un nuovo comizio in vista delle elezioni di midterm. "Stiamo studiando la situazione con grande attenzione, ne siamo appena venuti a conoscenza", dice Trump che non nasconde una parziale preoccupazione. "Odio vedere qualcuno alle prese con una malattia complicata. Parlano di polmonite, i batteri e i germi sono diventati più forte. Li aiuteremo, li aiuteremo come potremo", aggiunge. "È una malattia che eravamo abituati a controllare. Ma in qualche modo quei microbi sono diventati più forti e più intelligenti, sono come un esercito. Aiuteremo la Russia", dice Trump. Poco prima, il punto del segretario di Stato Marco Rubio: "Non ci sono motivi di allarme". "I viaggi tra Stati Uniti e Russia sono ovviamente molto limitati, ma, come per qualsiasi altra cosa, se qualcosa del genere dovesse uscire dal laboratorio potrebbe diffondersi rapidamente - dice il numero 1 della diplomazia a stelle e strisce - Stiamo osservando e monitorando attentamente la situazione. Non credo che ci siano motivi di allarme, ma è qualcosa su cui bisogna concentrarsi e che va tenuto sotto controllo. Ed è quello che stiamo facendo". 

5 ott 2026

Spagna, dalla crisi al voto: Sanchez tenta la rimonta con le elezioni anticipate

(Adnkronos) - Dopo tante cadute e resurrezioni, che anni fa spinsero il Pais a ribattezzare il leader socialista il "superviviente inesperado", il sopravvissuto inaspettato, Pedro Sanchez convoca le elezioni anticipate e si gioca, in un difficilissimo azzardo, l'ultima pallottola che aveva in canna, con la posta in gioco non solo la continuità del governo progressista che da otto anni guida la Spagna, ma il suo stesso futuro politico. Non è la prima volta che Sanchez prende una decisione ad alto rischio, e in passato ha alla fine incassato un'inaspettata vittoria, come successe con le elezioni convocate nel luglio 2023 - sempre in anticipo, in piena estate e con la presidenza della Ue appena iniziata - dopo i risultati disastrosi delle amministrative del precedente maggio. Allora riuscì a sventare per un soffio la vittoria annunciata dei popolari, creando un governo di minoranza che è andato avanti fino allo scorso venerdì, quando gli indipendentisti catalani di Junts hanno votato contro i decreti per la crisi abitativa.  

"Può sembrare presuntuoso, ma mi rendo conto che nelle situazioni difficili raccolgo la sfida", scriveva il 54enne leader socialista, chiamato anche Pedro 'el guapo', nel 2019, un anno dopo essere riuscito, con la prima mozione di sfiducia della storia della Spagna moderna, a spodestare il popolare Mariano Rajoy e diventare premier, lui che nel 2016 era stato defenestrato dalla guida del partito per il suo rifiuto di qualsiasi accordo di desistenza per permettere la nascita del governo Rajoy. Anche quello, vista la situazione di instabilità che viveva la Spagna dopo due elezioni inconcludenti, apparve come un azzardo, ma forse fu proprio questo che due anni dopo gli permise di vincere le primarie socialiste e avviare un percorso che, in poco più di un anno, con il sostegno di Podemos, l'avrebbe portato finalmente alla Moncloa.  

Ma ora la situazione è molto diversa, è una situazione di vita o di morte (politica) per Sanchez. "La carriera di Sanchez è sempre stata sull'orlo dell'impossibile, ma non è mai stato così assediato a livello giudiziario e politico, non ha mai affrontato un calo di consensi così sfavorevole da quando è diventato presidente, e non è mai stato così isolato come ora", scrive oggi El Pais, ricordando l'assedio degli ultimi mesi del premier, con gli scandali giudiziari che hanno portato in prigione sui stretti collaboratori, messo fuori gioco un suo cruciale mentore come l'ex premier Luis Rodriguez Zapatero e soprattutto provocato una durissima offensiva contro la sua famiglia, con la moglie Begonia Gomez rinviata a giudizio per corruzione e il fratello David condannato per abuso d'ufficio.  

A questo si aggiunge la crisi migratoria di Ceuta, iniziata quando tra il 30 e il 31 luglio tra le 60mila e le 72mila persone sono entrate o hanno tentato di entrare dal Marocco nell'enclave spagnola, per poi, nella stragrande maggioranza dei casi, fare volontariamente marcia indietro nel giro di pochi giorni. Con migliaia di migranti, in particolare minorenni, rimasti a Ceuta, il governo di Sanchez è stato messo sotto accusa per le sue politiche di inclusione e regolarizzazione di oltre un milione di migranti, politiche che del resto hanno in gran parte riflessi positivi sull'economia spagnola. La destra dei popolari e l'estrema destra di Vox hanno cavalcato queste proteste e sicuramente la questione migratoria sarà uno dei temi centrali della campagna.  

Il governo Sanchez però è andato sotto in Parlamento su un altro tema caldissimo, quello della crisi abitativa, una crisi che va avanti da anni in Spagna e che è esplosa dopo la grande attenzione mediatica data al caso di Mariacarmen Abascal, 87enne madrilena che è stata sfrattata con le forze dell'ordine dall'appartamento in cui viveva da decenni perché non poteva pagare l'affitto aumentato del 275% dopo che il palazzo è stato comprato da un fondo immobiliare. Di fronte alle proteste esplose in tutto il Paese, e il ritorno degli 'indignados', questa volta guidati dal Sindacato de Inquilinas accampati a Puerta del Sol, Sanchez ha subito presentato due decreti per affrontare la crisi, con misure per sospendere gli sfratti per le persone economicamente vulnerabili, favorire la proroga dei contratti in scadenza fino ad arrivare ad un meccanismo di rinnovo automatico e varare regole più severe per gli affitti temporanei e l'acquisto di immobili a fini speculativi.  

Convocando le elezioni anticipate, rispetto alla naturale fine della legislatura nel 2027, Sanchez quindi punta tutto per tutto "sulla brace ardente della mobilitazione sociale per la crisi", sperando di poter confermarsi ancora l'araba fenice della politica spagnola in grado di risorgere dalle sue ceneri. Ma questo potrebbe essere un azzardo troppo difficile anche per lui, dal momento, come ricorda oggi el Mundo in un articolo intitolato "Quanti voti recupera Sanchez con Maricarmen?", "alla fine non è così tanto facile convincere milioni di persone che, dopo otto anni di peggioramento delle condizioni abitative, ne servano altri otto per migliorarle".  

Insomma, Sanchez - che nella sua traiettoria politica ha affrontato tre presidenti dei Popolari, (Mariano Rajoy, Pablo Casado e Alberto Núñez Feijóo) , assistito alla caduta di nuovi leader della politica, come il Pablo Iglesias di Podemos, e ha inanellato una serie di primati, con la prima vittoria di un voto di sfiducia, la prima guida di un governo di coalizione e la prima volta al potere per un intero mandato senza approvare un bilancio - affronta la sua sesta campagna elettorale come candidato socialista, sapendo che "se non verrà eletto presidente, tutti si aspettano che inizi il dibattito sulla successione all'interno del Psoe", conclude il Pais sottolineando che le prossime saranno settimane "cariche di incertezza e pericoli", ma anche segnate da "un'opportunità che non esisteva fino a pochi mesi fa" per il premier assediato, un'opportunità che Sanchez, ultimo baluardo progressista di un'Europa governata in maggioranza dalle destre, ha colto al volo.  

"La Spagna ha continuato a progredire; è l'economia in più rapida crescita nell'Ue e il potere d'acquisto è aumentato tre volte di più rispetto a Francia e Germania. Abbiamo ampliato le borse di studio, il congedo di maternità, l'assistenza a lungo termine e i servizi del sistema sanitario. E abbiamo avviato una profonda modernizzazione del Paese con il fondo Next Generation Eu. Più della metà della nostra energia proviene da fonti rinnovabili. E ci siamo rifiutati di sacrificare lo stato sociale sull'altare dell'obiettivo del 5%", ha rivendicato il premier nel discorso con cui oggi ha annunciato le elezioni anticipate, mostrando quindi su quale fronte intende combattere nei prossimi mesi la sua battaglia più dura.  

5 ott 2026

Mancini: "Bravi a riprendere la partita, bilancio più che positivo"

5 ott 2026

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