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Christa Pike, legali: "Rifiutata la richiesta dei medici di togliere le manette dal letto". I dettagli choc dell'esecuzione fallita

(Adnkronos) - Christa Pike, la detenuta sopravvissuta a due iniezioni letali in Tennessee, è tornata cosciente ed è in grado di parlare in un ospedale di Nashville. Tuttavia, la battaglia giudiziaria si fa rovente. Durante un'udienza urgente, i legali della 50enne, condannata a morte per un crimine commesso a 18 anni, hanno denunciato che le autorità carcerarie hanno respinto la richiesta dello staff medico di rimuovere le manette che la legano al letto d'ospedale. 

Secondo l'avvocato Luke Ihnen, l'amministrazione penitenziaria sta creando ostacoli continui, impedendo anche ai difensori un accesso libero e continuo alla donna, che al momento non ha modo di comunicare direttamente con loro. Per questo motivo è stato chiesto al giudice di imporre la rimozione delle restrizioni e di notificare preventivamente qualsiasi eventuale trasferimento.  

 

La mozione d'urgenza, depositata dai legali, svela i dettagli agghiaccianti di quell'ora trascorsa nella camera della morte. Il team incaricato non sarebbe riuscito a inserire correttamente l'ago, finendo per somministrare il Pentobarbital nei tessuti e non nel sangue. In totale sono stati tentati ben sette inserimenti nel braccio della condannata: un ago si sarebbe persino piegato a novanta gradi durante la rimozione. 

Nel corso dei disperati tentativi, la stessa Pike avrebbe provato a collaborare indicando dove trovare la vena, nonostante i medici avessero già ricevuto avvisi sulla difficoltà delle sue vene. Testimoni oculari hanno confermato di averla sentita gridare "mi sembra che mi stia scoppiando il braccio" prima di crollare in uno stato di incoscienza, mentre i medici dell'ospedale hanno poi riscontrato braccia "ustionate, gonfie e con vesciche", confermando che il Pentobarbital provoca lesioni gravi al contatto con i tessuti. 

 

Oltre alla questione delle cure e delle restrizioni in ospedale, i legali hanno chiesto formalmente al giudice di emettere un ordine per preservare tutte le prove relative a questa esecuzione fallita e anomala. La vicenda ha riacceso con forza il dibattito etico e legale sui metodi di esecuzione negli Stati Uniti, ponendo l'attenzione sui margini di errore e sulle procedure seguite nella camera della morte del Tennessee. 

7 ott 2026

Italia 15esima nel ranking Fifa ma testa di serie alle qualificazioni di Euro 2028

(Adnkronos) - L’inizio della stagione post Mondiale porta all’Italia punti ma non posizioni in classifica: nell’aggiornamento del Ranking Fifa gli azzurri guidati da Roberto Mancini sono al 15° posto assoluto, in una classifica guidata dalla Spagna, con Argentina e Francia sul podio. Mentre l'Inghilterra è quarta e il Portogallo si posiziona al 5° posto (+2 posizioni), scavalcando sia il Brasile (6° posto, -1) che il Marocco (7° posto, -1). Completano la top ten Belgio, Olanda e Messico. 

Però le quattro partite di Nations League, che hanno visto l'Italia perdere con il Belgio, pareggiare con la Francia e vincere le due sfide con la Turchia, hanno comunque consegnato agli azzurri +5.55 punti, permettendo a Donnarumma e compagni di accorciare su Croazia e Germania, scivolate rispettivamente in quattordicesima e tredicesima posizione ed entrambe scavalcate dalla Svizzera, ora dodicesima. 

Ma è stata la vittoria di Bologna contro la squadra di Montella quella forse più importante, perchè l'Italia è ora sicura di finire tra le prime tre squadre del suo girone di Nations League e consente alla nostra Nazionale di essere una delle 12 teste di serie ai sorteggi dei gironi di qualificazione ai prossimi Europei del 2028, che si svolgeranno il prossimo 6 dicembre a Belfast, in Irlanda del Nord. Le altre teste di serie sicure nei sorteggi sono Portogallo, Olanda, Grecia, Francia, Spagna e Inghilterra e che quindi l'Italia eviterà. 

Azzurri che però dovrebbero puntare in ogni caso a vincere il girone di Nations League visto che le quattro vincitrici dei gironi della Lega A saranno automaticamente teste di serie e, soprattutto, verranno inserite in un raggruppamento da quattro squadre anziché da cinque.  

7 ott 2026

Verstappen e un futuro alla Ferrari: "Per arrivare quinto che senso avrebbe?"

(Adnkronos) - Nel futuro di Max Verstappen c'è la Ferrari? La risposta, almeno per il momento, è negativa. Il pilota della Red Bull, fresco vincitore del Gp del Bahrain, ha parlato, a pochi giorni dalla gara in programma a Singapore il prossimo weekend, della possibilità di unirsi, in futuro alla Rossa, ma senza mostrare grande entusiasmo: "Voglio solo vincere", ha detto in un'intervista a Press Association, "Non sono un tipo nostalgico. Ho assolutamente molto rispetto per il marchio Ferrari. Ma se questo significa impegnarsi totalmente e guidare per il 5° o 6° posto, che senso ha?”. 

Verstappen ha firmato da poco il rinnovo con la Red Bull fino al 2030: "Sono molto orientato ai risultati e ho già vinto molto con questa squadra. La Red Bull per me è una seconda famiglia e la sfida di ricostruire tutto mi spinge ad andare avanti", ha dichiarato l'olandese, "ho prolungato il mio impegno per qualche altro anno, poi valuterò di nuovo la situazione e mi chiederò: 'Posso dedicarmi al 100%?' Se la risposta è no, o se ci sono altre cose interessanti che meritano più tempo, allora forse non continuerò a correre". 

Verstappen ha poi parlato dell'addio di Christian Horner alla Red Bull: "Mi piace come stanno andando le cose ora, è tutto meno stressante". Nessun pensiero però sul futuro del suo ex team principal: "Non voglio sembrare scortese, ma non è un mio problema né una mia preoccupazione. Ha dimostrato di aver fatto un buon lavoro e se dovesse esserci una buona opportunità sono sicuro che tornerà". 

 

7 ott 2026

Insegue gregge scappato sui binari, pastore travolto e ucciso sulla Torino-Bardonecchia

7 ott 2026

Behind Your Screen, la dirigente scolastica dell’istituto Orsa Maggiore: "Fondamentale feedback ragazzi"

(Adnkronos) - Il progetto Behind Your Screen “è stato accolto dall’istituto con grande entusiasmo perché quella dell’utilizzo dei social network da parte dei più giovani è una tematica su cui noi come scuola ci interroghiamo già da diverso tempo”. Così la dirigente scolastica dell’istituto Comprensivo ‘Orsa Maggiore’ di Roma, Ida Romano, nel corso della presentazione del progetto didattico per l’educazione civica che permetterà agli studenti di contrastare la disinformazione e costruire una cittadinanza digitale critica, tenutasi presso l’istituto da lei coordinato e attivo nel quartiere Torrino. 

“Quello che ci preoccupa di più è il fatto che i nostri ragazzi crescano consapevoli dell'utilizzo di questi nuovi strumenti e sappiano usarli bene - ha continuato la dirigente scolastica dell’istituto Comprensivo ‘Orsa Maggiore’ -. Quello che ci ha colpito maggiormente è stato l'entusiasmo con cui gli studenti hanno accolto questo progetto”. La donna ha poi concluso sottolineando come i ragazzi e le ragazze coinvolte abbiano risposto con grande entusiasmo. “Sono stati loro il vero motore di questo progetto che ovviamente porta li porta a porre la loro attenzione su ciò che c'è dietro internet”. 

“Per noi è stato facile coinvolgerli perché sono stati loro che ci hanno portato a scoprire nuove situazioni perché hanno fatto tante domande, hanno scritto hanno riportato alle famiglie e quindi insomma per noi il loro feedback è stato veramente importante”, ha concluso la dottoressa Romano. 

7 ott 2026

Sinner, Berrettini: "Gli ho scritto, non vedo l'ora che torni in campo"

7 ott 2026

Scuola, Battaglia (Vik School) su Behind your screen: "Creiamo consapevolezza all’uso dei social"

(Adnkronos) - Behind Your Screen “è un progetto che non si propone di vietare l'uso dei social network e di internet ma mira a sviluppare il senso critico e la consapevolezza nei ragazzi. Lo dice lo stesso titolo dare loro la possibilità di guardare cosa c'è dietro lo schermo dei propri cellulari”. Lo ha detto il Ceo di Vik School, Pasquale Battaglia, nel corso della presentazione del progetto didattico per l’educazione civica che permetterà agli studenti di contrastare la disinformazione e costruire una cittadinanza digitale critica, tenutasi presso l’Istituto Comprensivo "Orsa Maggiore” a Roma. 

“L’idea l’abbiamo costruita insieme ai ragazzi perché riteniamo che il valore aggiunto di questa iniziativa sia stata quella di raccogliere le loro istanze - ha continuato il ceo di Vik School -. Abbiamo costruito una storia all'interno della quale loro possono ritrovarsi e abbiamo posto loro delle domande a cui hanno risposto”. Un lavoro che ha visto Commissione europea, Vik, scuola e studenti impegnati in una collaborazione a 360 gradi. “Questo è un primo step attraverso il quale raccoglieremo ulteriori istanze per poi valutare l'ipotesi di espandere eventualmente le iniziative”, ha continuato Battaglia. 

L’uomo ha poi concluso sottolineando che l’iniziativa è già presente su tutto il territorio. È attiva in diverse regioni italiane - ha sottolineato il Ceo di Vik -. Solo a Roma due sono le scuole, le altre circa 20 scuole sono diffuse dal Piemonte alla Sicilia” 

7 ott 2026

Claudio Casini: "Behind Your Screen in linea con iniziative Commissione"

7 ott 2026

Mattarella firma tre decreti di grazia: c'è anche gioielliere Gianni che uccise due rapinatori

(Adnkronos) - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’articolo 87 comma 11 della Costituzione – tre decreti di grazia, in ordine ai quali il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole. Il Quirinale, per motivi di privacy, rende noto solo un nome dei tre destinatari del provvedimento. Il primo decreto di clemenza individuale è stato adottato in favore di A. A., nato nel 1972, condannato alla pena complessiva di anni sette di reclusione per delitti in materia di stupefacenti e altro. Nel concedere la grazia per la pena residua da espiare (anni cinque, mesi cinque e giorni dieci) il presidente della Repubblica, spiega il comunicato, ha tenuto conto dei pareri favorevoli di entrambe le Autorità giudiziarie competenti e delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato, in ragione delle quali è stato, da tempo, disposto il differimento dell’esecuzione della pena. 

Gli altri due decreti di grazia, spiega ancora il comunicato del Quirinale, hanno riguardato il primo Guido Gianni, nato nel 1960, condannato alla pena di anni dodici e mesi quattro di reclusione per i delitti di duplice omicidio e tentato omicidio, commessi nel 2008, nell’ambito di un tentativo di rapina di cui è stato vittima all’interno della propria gioielleria. Il capo dello Stato ha concesso la grazia parziale, che ha estinto anni tre e mesi due di reclusione, tenendo presente il parere favorevole formulato dal magistrato di sorveglianza ed in considerazione del periodo di pena già espiata (cinque anni e tre mesi). Per effetto del provvedimento di grazia parziale, l’interessato dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, tale quindi da consentire al competente Tribunale di sorveglianza l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale (articolo 47 dell’ordinamento penitenziario).  

L’altro provvedimento ha riguardato G. B., nato nel 1981, condannato alla pena di anni dieci di reclusione per delitti in materia di stupefacenti, commessi tra il 2002 e il 2009. Nel concedere la grazia parziale - che ha estinto un anno e nove mesi della pena detentiva ancora da espiare - il capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, nel quale si è dato atto del mutamento di vita del condannato, che ha già avviato e consolidato un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare, e delle condizioni di salute di una sua figlia minore. Anche in questo caso, a seguito dell’atto di clemenza la pena residua da espiare rientra nel limite che consente l’eventuale concessione della misura alternativa dell’affidamento in prova. 

7 ott 2026

Uso consapevole del digitale, presentato a Roma modulo didattico dedicato alla 'media literacy'

(Adnkronos) - Decodificare il funzionamento dei feed digitali, contrastare la disinformazione e costruire una cittadinanza digitale critica, partendo dagli adolescenti, coinvolgendo il corpo docente e le famiglie. Sono questi i temi al centro dell’incontro svoltosi oggi tra il Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia Claudio Casini e gli studenti dell’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore di Roma. L’appuntamento ha coronato un percorso partecipativo di co-design che ha visto gli studenti protagonisti dello sviluppo di un modulo didattico interattivo dedicato alla media literacy. Lo strumento, concepito da e per i ragazzi, è stato pensato per promuovere un uso consapevole delle tecnologie e dei device (smartphone, laptop, tablet) su cui passano molte ore al giorno. La piattaforma entrerà ora in una fase operativa su scala nazionale: 15 scuole secondarie, 159 classi e circa 3.500 studenti, in tutta Italia tra Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte la adotteranno ufficialmente come strumento didattico durante le ore di educazione civica e cittadinanza. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle priorità dell’Unione Europea a tutela dei minori nello spazio digitale, richiamate con forza dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen anche nel discorso sullo Stato dell’Unione 2026, dove ha posto l'accento sulla necessità di sottrarre i più giovani alla trappola dello scorrimento infinito (endless scrolling) e restituire loro il tempo reale per l'immaginazione, il confronto e la crescita personale. Una preoccupazione confermata anche dai recenti dati dell’Eurobarometro, che evidenziano come in una tipica giornata di scuola, il 25% degli adolescenti europei supera già le sei ore davanti allo schermo; un dato che sale a l 46% durante il fine settimana, quando il 14% oltrepassa persino la soglia delle dieci ore al giorno, con crescenti ripercussioni sulla qualità del sonno, sulla capacità di concentrazione e sul benessere psicologico. Tra le varie azioni possibili, il 46% dei genitori italiani interpellati per il sondaggio si dicono favorevoli a una maggiore educazione nelle scuole, più della media europea che si attesta al 39%.  

In risposta a queste sfide, la Commissione ha avanzato la proposta legislativa dell'EU Kids Act, un quadro normativo armonizzato volto a garantire ambienti digitali sicuri fin dalla progettazione (safety by design). Il regolamento propone requisiti rigorosi proporzionati all'età degli utenti: Chi ha meno di 13 anni: non potrà accedere ai social media. Potrà comunque utilizzare servizi di condivisione di video specificamente progettati per questa fascia di età attraverso un account gestito da un genitore o da un tutore; chi ha 13 o 14 anni: potrà utilizzare i social media attraverso un mini-account gestito da un genitore o da un tutore, con funzioni limitate e al massimo per un'ora al giorno; chi ha dai 15 anni in su: potrà aprire e gestire il proprio account sui social media. Le tutele si estendono a tutti i servizi digitali frequentati dai minori (piattaforme social, video sharing, gaming online, chatbot e compagni virtuali basati su IA), imponendo lo stop alle notifiche push notturne, il blocco di contatti non richiesti da estranei, profili privati per impostazione predefinita e la disattivazione degli automatismi che inducono dipendenza. In questo quadro, l’adozione del modulo educativo promosso dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia e da VIK School consentirà a docenti e studenti di sperimentare uno strumento concreto che promuova: l'analisi degli algoritmi dei social media per individuarne i meccanismi che generano dipendenza. Un esempio emblematico è lo scrolling infinito: poiché il flusso di contenuti si aggiorna continuamente senza mai esaurirsi, non c’è un momento in cui si riesca a interrompere la navigazione; la verifica delle fonti, riconoscendo disinformazione mirata, manipolazioni e contenuti generati da intelligenza artificiale (deepfake); il benessere digitale e gestione del tempo, favorendo un equilibrio sano tra presenza online e vita reale. L’iniziativa pilota così descritta potrà successivamente essere estesa ad altre reti scolastiche di secondo grado a livello nazionale su base volontaria, allineandosi alle linee guida della strategia UE Better Internet for Kids (BIK+) e ai principi di responsabilizzazione promossi dal quadro normativo europeo per i servizi digitali. 

"Oggi siamo qui per avviare un confronto diretto con gli studenti e testare un modello didattico innovativo. A dicembre tireremo le somme di questa progettualità con un nuovo incontro mettendo sempre al centro gli studenti ed insegnanti e la loro esperienza diretta. Attraverso il Digital Services Act - ha detto Claudio Casini, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea - stiamo richiamando le piattaforme ai loro doveri di trasparenza e responsabilità, ma è altrettanto decisivo sviluppare gli anticorpi della consapevolezza digitale a partire dalla scuola, coinvolgendo docenti e famiglie. È la stessa direzione tracciata dalla proposta dell'EU Kids Act: combinare tutele normative e strumenti educativi affinché le nuove generazioni possano abitare il digitale in modo libero, sicuro e consapevole". Secondo Pasquale Battaglia, Ceo di VIK School “i ragazzi non hanno bisogno di sentirsi dire che gli algoritmi sono pericolosi: hanno bisogno di capire come funzionano. Con Behind Your Screen li portiamo dietro le quinte dei social a scoprire chi sceglie per loro. È da qui che passa la tutela dei minori online: da ragazzi capaci di riconoscere i meccanismi, non solo di subirli”.  

 

7 ott 2026

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