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Angelina Jolie e il divorzio da Brad Pitt, la confessione: "La vita mi ha un po' spezzata"

(Adnkronos) - A dieci anni dal divorzio da Brad Pitt, Angelina Jolie rivela di non aver più avuto una relazione sentimentale né di essere uscita con qualcuno in modo serio. L'attrice premio Oscar ha raccontato questo capitolo della sua vita in un'intervista a Yahoo Entertainment, spiegando di aver scelto finora di concentrare tutte le proprie energie sui figli e sulla famiglia. L'occasione per riflettere sul proprio percorso personale è arrivata grazie al nuovo film "Couture", nel quale interpreta la regista Maxine Walker. Nel film, il personaggio affronta una diagnosi di tumore al seno mentre inizia una nuova storia d'amore, un'esperienza che ha portato Jolie a interrogarsi sul significato dell'amore e della rinascita. 

"Dopo il divorzio non ho più frequentato nessuno e non ho avuto altre relazioni", ha dichiarato l'attrice, spiegando di aver finito per convincersi che la vita sentimentale non fosse più una priorità. Tuttavia, preparandosi per il ruolo, ha maturato una nuova consapevolezza: una donna può dedicarsi completamente ai propri figli senza rinunciare ai propri desideri e alla possibilità di amare ancora. "La vita mi ha un po' spezzata", ha confessato Jolie. "Ora devo tornare a vivere, tornare a sentirmi libera". 

A incoraggiarla in questo percorso sono soprattutto le figlie Zahara, Shiloh e Vivienne. Secondo l'attrice, le ragazze le ricordano ogni giorno l'importanza di non perdere sé stessa. "Credo che vogliano vedermi non solo come una mamma, ma anche come una donna", ha spiegato, aggiungendo che proprio attraverso i loro occhi sta riscoprendo una parte della propria identità che aveva messo da parte negli ultimi anni. 

30 giu 2026

Fumo, gli oncologi: "52mile firme per aumentare di 5 euro costo sigarette, Senato discuta la legge"

(Adnkronos) - "La campagna '5 euro contro il fumo' deve arrivare al più presto in Parlamento. Chiediamo che la legge d’iniziativa popolare, per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, sia quanto prima calendarizzata in Senato e discussa in Aula. Ha raccolto in quattro mesi oltre 52mila firme (quasi 3.000 in più rispetto a quelle richieste dalla Costituzione). Ed ha riscosso un enorme consenso della comunità medica e scientifica italiana. Lo dimostrano le adesioni di più di 90 tra società scientifiche, associazioni, fondazioni e strutture sanitarie attive sull’intero territorio nazionale. Un successo senza precedenti che testimonia la chiara volontà dei cittadini e degli operatori sanitari per ottenere la riduzione consistente del numero di fumatori". È questa la richiesta avanzata alle Istituzioni da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi Ets e Fondazione Aiom, promotori della campagna '5 euro contro il fumo', avviata il 20 gennaio 2026, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi a Roma.  

"La nostra iniziativa ha riscosso un grande successo - affermano Francesco Perrone (presidente Fondazione Aiom), Daniele Finocchiaro (consigliere delegato di Fondazione Airc), Giulia Veronesi (membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi Ets) e Massimo Di Maio (presidente Aiom) -. Le firme sono state ufficialmente consegnate al Senato ed entro 3 mesi, secondo quanto previsto dal regolamento, ci aspettiamo l'esame del disegno di legge e la calendarizzazione della sua presentazione in Assemblea. La palla ora passa alle Istituzioni per un provvedimento che riteniamo ineludibile: il fumo rappresenta una delle principali cause di malattia e mortalità prevenibile nel nostro Paese. Ogni anno si stimano circa 93mila decessi attribuibili al tabagismo, con effetti rilevanti sull’incidenza di tumori, patologie cardiovascolari-metaboliche e malattie respiratorie croniche. L’impatto economico e sociale è di straordinaria entità: i costi complessivi derivanti dal consumo di tabacco e nicotina, fra spese dirette, perdita di produttività e danni ambientali, superano i 23 miliardi di euro l’anno".  

"In Italia il prezzo medio delle sigarette ammonta a circa 6 euro ed è molto basso rispetto al resto d'Europa - sottolinea Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di vita dell'Istituto Mario Negri -. Nonostante gli aumenti, registrati negli ultimi anni, il prezzo reale al netto dell'inflazione è addirittura diminuito. Di conseguenza si sono ridotte anche le entrate fiscali da accise che incidono per circa il 60% del totale del costo dei tabacchi tradizionali. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità-Oms e la Banca Mondiale il forte aumento del prezzo rappresenta la via maestra da seguire, così come hanno dimostrato l’esperienza in Francia e in Irlanda. Importante è che il provvedimento sia per tutti i prodotti fumo correlati, come le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. Non si sono dimostrati efficaci nel favorire la cessazione stabile e il loro utilizzo non fa altro che aumentare, anziché ridurre, la probabilità di fumare. Gli studi scientifici evidenziano come nel contesto reale non favoriscono la cessazione del fumo". Sempre secondo l’Oms - riferisce una nota dei promotori della camapgna - "il fumo di tabacco è la più grande minaccia per la salute a livello globale. Sono oltre 8 milioni le persone che, nell’intero Pianeta, perdono la vita ogni anno per i danni causati dal tabagismo. Si calcola che il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni di età e addirittura il 94% prima dei 25 anni".  

 

"Nonostante le norme sempre più restrittive, oltre 10 milioni di persone nel nostro Paese fumano regolarmente - sottolinea Perrone -. Spaventa soprattutto la grande diffusione tra i giovanissimi. Più del 10% degli under 19 è tabagista e di questi uno su dieci consuma già più di mezzo pacchetto al giorno. Per contrastare il fumo, soprattutto tra gli adolescenti, è indispensabile aumentare in modo rilevante il costo di tutti questi prodotti. È una strategia efficace così come hanno evidenziato, negli ultimi anni, gli esempi positivi di altri Paesi. In Italia possiamo ridurre del 37% il numero di fumatori se diventerà legge la nostra proposta che permetterà anche di reperire nuove risorse economiche grazie al gettito derivante dall’accisa che chiediamo sia vincolato al finanziamento del Ssn".  

"I dati scientifici in nostro possesso parlano chiaro: le abitudini si consolidano da giovanissimi e rischiano di diventare un fattore di rischio a lungo termine per la salute. Come Fondazione Airc - aggiunge Finocchiaro - consideriamo allarmante la diffusione, soprattutto tra gli adolescenti, di e-cig e tabacco riscaldato, dispositivi spesso erroneamente percepiti come meno pericolosi. Finanziare la ricerca oncologica significa anche promuovere una cultura della prevenzione. Per questo chiediamo di aumentare il prezzo di tutti questi prodotti: le evidenze raccolte ci confermano essere lo strumento più potente che abbiamo oggi per disincentivarne il consumo. La nostra proposta non è contro i fumatori, ma a tutela della salute pubblica. L’adesione delle principali società scientifiche e le oltre 52mila firme raccolte ne confermano lo straordinario valore: ora auspichiamo un intervento rapido ed efficace da parte del Senato”.  

"Il fumo non è solo responsabile di numerose neoplasie ma è anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) - spiega Veronesi -. Favorisce poi l’insorgenza di patologie cardiovascolari e metaboliche. Una persona che fuma tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una malattia fumo-correlata. Per tutti questi motivi abbiamo lanciato la nostra campagna e siamo assolutamente convinti della necessità di combattere il tabagismo utilizzando anche un forte disincentivo economico. Un costo più elevato di tutti i prodotti da fumo, in linea con le direttive europee, spingerà molti cittadini a fumare meno o a smettere".  

 

"Il tumore del polmone è paradigmatico circa il pericolo rappresentato dalle sigarette ed è, infatti, responsabile dell’85-90% di tutti i casi registrati in Italia - sostiene Di Maio -. Ma, per esempio, è anche il fattore di rischio a cui sono riconducibili la metà dei carcinomi della vescica. Inoltre, è collegato ad altre neoplasie come quelle alla faringe, al cavo orale, al rene, al pancreas, al fegato o allo stomaco. Esistono poi ovviamente altri stili di vita associati a rischi per la salute, come l’uso di alcol, la sedentarietà o l’eccesso di peso. Anche questi vanno contrastati attraverso iniziative sia legislative che di sensibilizzazione della popolazione. Era importante partire dal fumo, ma non intendiamo certo fermarci qui".  

"Riponiamo grande fiducia nei confronti delle Istituzioni della Repubblica - concludono Perrone, Finocchiaro, Veronesi e Di Maio -. E come già successo per la legge sul diritto all’oblio, chiediamo un impegno forte e responsabile del Senato che permetta una discussione della legge in tempi rapidi, e la sua approvazione con il voto unanime di tutte le forze parlamentari”" 

30 giu 2026

Di Maio (Aiom): "Prevenzione e screening fondamentali dopo menopausa'

(Adnkronos) - "Osservando i dati epidemiologici dei tumori nelle donne dopo i 50 anni, emerge un elemento rilevante: aumentano soprattutto le neoplasie per le quali esistono fattori di rischio noti e sui quali è possibile intervenire con la prevenzione. Tra queste, il tumore della mammella, che può comparire anche in età più giovane ma che si colloca tipicamente ai primi posti per incidenza dopo i 50 anni, il tumore del colon-retto e, in aumento significativo, il tumore del polmone, anche a causa del cambiamento delle abitudini al fumo". Lo ha detto Massimo Di Maio, presidente Aiom (Associazione italiana oncologia medica) intervunto - oggi alla Camera - alla presentazione di 'Menopausa, riscriviamo le regole', la prima campagna nazionale che coinvolge le diverse figure professionali che gravitano intorno a questa fase della vita.  

"Questo quadro epidemiologico ci ricorda l’importanza della prevenzione: ridurre il fumo, evitare l’alcol, promuovere l’attività fisica - ha sottolineato Di Maio -. Quest’ultima rappresenta un punto critico, perché le donne risultano mediamente più sedentarie rispetto agli uomini, e la sedentarietà è un noto fattore di rischio non solo oncologico, ma anche cardiovascolare". Un elemento fondamentale, secondo il presidente degli oncologi italiani è l’adesione agli screening. "Troppo spesso - ha fatto notare - gli screening vengono considerati solo come un indicatore di efficienza del sistema sanitario, mentre in realtà richiedono anche la partecipazione attiva delle persone. Per le donne in età post-menopausale sono disponibili programmi di screening efficaci per il tumore della mammella, del colon-retto e della cervice uterina, che è importante conoscere e utilizzare". 

Un altro aspetto riguarda l’oncologia 'in menopausa' intesa come menopausa indotta dai trattamenti oncologici. Molte terapie, farmacologiche o chirurgiche, possono determinare una menopausa precoce o definitiva, con conseguente comparsa dei sintomi tipici di questa condizione. Questo tema è molto rilevante, sia per informare correttamente le pazienti sugli effetti collaterali attesi, sia per garantire una gestione adeguata dei sintomi. La gestione richiede spesso un approccio multidisciplinare che coinvolge il ginecologo, l’endocrinologo, lo specialista dell’osso e altre figure". È importante che "noi operatori sanitari non sottovalutiamo questi aspetti. Anche quando non mettono a rischio la vita, come le vampate o i disturbi del sonno, possono avere un impatto molto significativo sulla qualità della vita. Proprio per questo non vanno trascurati e richiedono una migliore comunicazione e una presa in carico adeguata", ha poi concluso Di Maio. 

30 giu 2026

"Fallimento, umiliazione": la stampa tedesca attacca la Germania e 'spinge' Klopp per il ruolo di ct

30 giu 2026

Malattie rare, accesso ai farmaci: Explorare evidenzia 3 asset principali

(Adnkronos) - Si rafforza il percorso di Explorare, iniziativa avviata nel 2022 da Cencora Italy e Ispor Italy – Rome Chapter per analizzare e migliorare i meccanismi di accesso ai farmaci per le malattie rare in Italia. L’iniziativa, diventata un punto di riferimento nel dibattito nazionale sulle politiche del farmaco in ambito malattie rare, nell’edizione 4.0 si è concentrata su 3 principali assset. “Nel tempo, Explorare si è evoluto progressivamente - spiega Fulvio Luccini, Senior Director Market Access Cencora e membro del Direttivo di Explorare - ampliando il proprio perimetro di analisi, approfondendo dimensioni cliniche, economiche e organizzative attraverso un approccio più strutturato e soprattutto capace di integrare dati, metodologie e proposte operative a supporto dei processi decisionali”. 

La nuova edizione - informa una nota - si inserisce in un contesto normativo segnato dall'evoluzione dei framework valutativi europei e nazionali, dall’attuazione della Legge 175/2021 e del Piano nazionale malattie rare 2023–2026 e dai più recenti aggiornamenti dei criteri di innovatività. Quest’anno il progetto si è articolato in tre ambiti di lavoro principali, strettamente interconnessi. Il primo ha analizzato gli studi clinici pivotali a supporto dei farmaci per malattie rare, evidenziando come, pur in presenza di disegni adattati ai vincoli strutturali della rarità, la metodologia adottata risulti nella maggior parte dei casi sostanzialmente corretta. Emergono inoltre approcci alternativi alla randomizzazione classica, come l'utilizzo di controlli esterni, che rappresentano strumenti utili per ridurre l'incertezza decisionale nei contesti a bassa prevalenza. “Alle persone con malattia rara va garantito un sostegno concreto per accedere alle migliori cure disponibili, come previsto dal nostro ordinamento - sottolinea Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo-Federazione italiana malattie rare - Iniziative come Explorare puntano a rendere più trasparenti i complessi meccanismi di accesso alle terapie e a promuovere il coinvolgimento precoce dei pazienti nella ricerca, per identificare con precisione i bisogni clinici e assistenziali. È altresì necessario valutare in che misura l’introduzione di nuove opzioni terapeutiche possa contribuire a ridurre o azzerare i costi indiretti, generando benefici tangibili sia per le famiglie sia per il sistema”.  

Le valutazioni costo-efficacia sono state invece il topic del secondo tavolo di lavoro. Dall’analisi emerge una marcata variabilità dei rapporti incrementali di costo-efficacia (Icer), che risultano di frequente ampiamente al di sopra delle soglie di disponibilità a pagare. I risultati evidenziano la necessità di modelli valutativi più flessibili, capaci di considerare le specificità delle malattie rare, come la gravità, l’unmet need e il valore sociale delle terapie. Come ultimo focus - prosegue la nota - sono stati analizzati i processi regionali legati ai centri prescrittori, dai quali sono emerse differenze territoriali che possono influenzare i tempi e l’equità di accesso. L’analisi sottolinea il ruolo strategico di strumenti come l’Horizon Scanning per anticipare i bisogni organizzativi e la necessità di rafforzare il coordinamento tra livello centrale e regionale. 

 

“L’innovazione terapeutica, in particolare nell’ambito delle malattie rare, rappresenta una leva strategica per trasformare il nostro sistema sanitario e dare risposta ai bisogni ancora insoddisfatti di molti pazienti, anche nella nostra regione”, commenta Emanuele Monti, presidente IX Commissione permanente - Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio Regionale Lombardia e Executive Board member Agenzia italiana del farmaco (Aifa). “La sfida oggi - continua - è garantire un accesso sempre più precoce ed equo alle nuove cure, valorizzando strumenti fondamentali come l’Health Technology Assessment e il Fondo per i farmaci innovativi. In questo scenario, Regione Lombardia intende confermarsi come apripista, promuovendo investimenti, collaborazione e modelli organizzativi innovativi. Progetti come Explorare 4.0 possono offrire alcuni importanti strumenti di valutazione che aiutano a migliorare la governance e contribuire a dimostrare il reale valore dell’innovazione per i pazienti affetti da malattie rare”. 

Nel corso delle sue 4 edizioni, “questo progetto ha compiuto un percorso di crescita significativo, evolvendo da momento di analisi e confronto a piattaforma strutturata di produzione di evidenze e raccomandazioni operative”, osserva Pier Luigi Canonico, professore emerito di Farmacologia presso l’Università del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’, dipartimento di Scienze del Farmaco, Past President di Ispor Italy-Rome Chapter e membro del Direttivo di Explorare. “Oggi - aggiunge - Explorare rappresenta un punto di riferimento nel panorama nazionale per l’approfondimento dei temi legati all’accesso ai farmaci per le malattie rare, grazie alla capacità di integrare prospettive cliniche, economiche e organizzative. Questo percorso - precisa - dimostra quanto sia fondamentale un approccio multidisciplinare e collaborativo per affrontare la complessità delle decisioni in ambito sanitario e contribuire in modo concreto al miglioramento dell’equità di accesso alle cure e della sostenibilità del sistema”.  

Il progetto - conclude la nota - è realizzato con il supporto non condizionante di argenx, Csl, Ipsen., Sobi, Alexion, AstraZeneca Rare Disease, Alnylam, Astellas, Blueprint Medicines e Neuraxpharm. Il Report Explorare 4.0 è disponibile su explorare-rare.it/. 

30 giu 2026

Gnocchi (Novartis): "Voce pazienti essenziale perché sia basata sul valore"

(Adnkronos) - “Il progetto ‘Pazienti in agorà’ nasce dall'obiettivo comune di una sanità partecipata, che è l'unico modo per avere una sanità sostenibile, equa e tempestiva. E’ per questo che dobbiamo trasformarci in una sanità che consideri e che si basi sul valore, che può essere considerato solo se teniamo in considerazione la voce delle persone che vivono la malattia tutti i giorni e quindi affiancare al valore clinico ed economico anche il valore sociale della cura”. Lo ha detto Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, oggi a Milano, in occasione dell’incontro ‘Pazienti in Agorà. Verso una cura più vicina per tutti', presso Sda Bocconi. 

  

“Le associazioni pazienti oggi portano competenza, passione e visione - spiega Gnocchi - Si tratta di tre ingredienti fondamentali che sono pronti a fornire alle istituzioni e alle autorità competenti al fine di lavorare insieme e produrre una medicina basata sul valore. In tale contesto, Novartis vuole essere partner del sistema e dare il proprio contributo nel rispetto di ciascun ruolo di responsabilità".  

"Competenza, passione, visione - rimarca - sono ingredienti che accomunano associazioni di pazienti, clinici, direttori generali, istituzioni, ma anche noi come azienda. Si tratta di ingredienti che porteranno a un cambio di paradigma, da una medicina basata sull'outcome clinico a una medicina basata sul valore per il sistema. Questo è l'unico ingrediente che - conclude - ci permetterà di avere una medicina sostenibile, equa e tempestiva”. 

30 giu 2026

Lino Banfi compie 90 anni: "Il mio segreto? La burrata. Ora sogno un ruolo da cattivo"

(Adnkronos) - Ha trasformato il dialetto pugliese in un patrimonio nazionale e i suoi personaggi - da Oronzo Canà al Commissario Lo Gatto, dal brigadiere Pasquale Zagaria fino a Nonno Libero - sono diventati capitoli di un'Italia che ha imparato a riconoscersi nelle sue battute. Lino Banfi, nato ad Andria il 9 luglio 1936, ma iscritto all’anagrafe solo l'11 luglio, arriva a novant'anni senza alcuna intenzione di fermarsi. Mentre si gode l'uscita del suo memoir '90, non mi fai paura!' (edito da HarperCollins), il premio Biagio Agnes alla Carriera e il regalo di Rai1 - che proietterà l'8 luglio in prima serata il docu-film 'Lino d’Italia - Storia di un itAlieno', dove si racconta in prima persona tra vita privata e carriera - Banfi si destreggia tra nuovi progetti in arrivo e un sogno: "Mi sono stancato di interpretare un buono, voglio fare il cattivo", dice all'Adnkronos. E il ritorno di 'Un medico in famiglia', la serie cult Rai grazie a cui è diventato il "nonno d'Italia" non è escluso. Un'ipotesi che Banfi non alimenta né smentisce, lasciando aperta quella porta che il pubblico non ha mai davvero chiuso. 

L'11 luglio compirà 90 anni, come festeggerà questo importante traguardo?  

"Sì, molto importante. Non mi sarei mai aspettato di raggiungerlo così bene: in salute, felice e pieno di offerte di lavoro. Nemmeno quando avevo cinquant’anni mi offrirono le cose che mi offrono a novant’anni". 

E che cosa le hanno offerto?  

"Un film e altri progetti che avevo lasciato in stand-by".  

Festeggerà in famiglia, con i suoi cari?  

"Festeggerò a Termoli, che negli ultimi anni mi ha portato bene. Ho sempre festeggiato da un mio amico lì. Il festeggiamento in famiglia, invece, lo faccio due giorni prima: solo i familiari intimi, a Roma. Sicuramente qualche personaggio del mio mondo ci sarà...magari arriverà a sorpresa, non lo so". 

Quale regalo desidererebbe ricevere?  

"Beh, già la Rai mi ha fatto un bel regalo che io non mi aspettavo. Il docu-film 'Lino d’Italia - Storia di un itAlieno' che avevo girato sulla mia vita, che pensavo andasse chissà quando in onda, magari in seconda serata, lo mandano invece in primissima serata l'8 luglio su Rai1. Sì, perché l’avrebbero mandato proprio la sera dell’11, il giorno del mio compleanno. Ma siccome hanno paura che poi ci sia qualche partita improvvisa, non vogliono distrarre la gente che mi vuole bene e che sicuramente lo vedrà". 

Come si arriva a 90 anni come lei? Qual è il segreto?  

"Intanto la burrata. Mi ricordo che da ragazzino passai dal latte di mia madre alla burrata. Siccome sono nato ad Andria, che è il paese dove nasce la burrata, proprio dico questa strana combinazione. Ancora oggi la metto dappertutto perché è un piacere mangiarla. Non è che ne faccio questo grande abuso, però mi piace". 

Ci sarà un reunion di 'Un medico in famiglia'?  

"Se dipendesse da me l'avrei fatto già da due o tre anni fa. Bisogna ripristinare la famiglia, e ci vuole tempo. Al momento, oltre a me, ci sono Giulio Scarpati (interprete di Lele Martini, figlio di nonno Libero, ndr) ed Eleonora Cadeddu (Annuccia, nipote di nonno Libero, ndr). Siamo troppo pochi". 

E uno spin-off su nonno Libero?  

"L'ipotesi c'è. Non so come si faccia uno spin-off. A me 'spin-off' mi sa di una cosa proibita che si fuma", dice Banfi con la sua inconfondibile comicità. "Mi piacerebbe". 

Di questi 90 anni, c’è un momento che vorrebbe rivivere della sua vita che artistica?  

"Vorrei rivivere la mia vita artistica per rivedere gli amici che mi volevano bene e che sono Franchi e Ingrassia, che io ho adorato. Ma anche Arbore, che è vivo e vegeto: ci sentiamo quasi ogni giorno e con il quale lavorerei subito. Se ci dicono 'venite', noi siamo prontissimi. Io e lui che siamo affiatati". 

E della vita privata?  

"Con mia moglie Lucia (morta nel 2023, ndr) abbiamo vissuto oltre 60 anni di matriomiono e 10 di fidanzamento. Vorrei rivivere questa coppia come amanti e ci andremmo a nascondere in qualche casetta dove nessuno ci vede". 

Ha ancora un sogno nel cassetto? Qual è?  

"Se si fa in tempo, mi piacerebbe fare un film bello, moderno, dove un uomo buono come me - che ha fatto tanto bene - a un certo punto, è costretto da diventare cattivo. Ecco, mi sono stancato di fare il buono: voglio fare un po' il cattivo". 

C’è qualcosa in programma anche con sua figlia Rosanna? Come sta?  

"Rosanna sta alla grande. Stiamo sempre insieme, ci sentiamo 2 o 3 volte al giorno. E poi ci saranno delle novità che dirò in seguito". (di Lucrezia Leombruni) 

30 giu 2026

Sostenibilità, Gruppo InfoCamere: 133 milioni di valore distribuito nel 2025

(Adnkronos) - Nel corso del 2025 il Gruppo InfoCamere ha distribuito un valore economico pari a circa 133 milioni di euro, rafforzando le iniziative e i programmi di sostenibilità a beneficio dell’innovazione, degli Stakeholder istituzionali, dei collaboratori e dell’ambiente. È quanto emerge dal Bilancio di Sostenibilità InfoCamere 2025, presentato nei giorni scorsi all’Assemblea degli azionisti e giunto alla sua ottava edizione. 

"Il percorso verso la sostenibilità è un impegno continuo - ha detto il presidente di InfoCamere, Antonio Santocono - L'innovazione digitale è per noi un valore naturale e un motore di progresso che diventa bene comune quando è accompagnato da informazioni certificate, accessibili e utili alla collettività. Lavoriamo per costruire ponti informativi capaci di rendere il mercato più equo e trasparente. Guardiamo al domani continuando a investire nell’ascolto dei nostri stakeholder, convinti che la sostenibilità sia un percorso di miglioramento". 

Sul fronte ambientale, le strategie di ottimizzazione energetica hanno permesso di produrre per autoconsumo circa 164.150 kWh di energia pulita, evitando l’immissione di 72 kg di CO2 equivalente. Grazie alle politiche di smart working sono state ridotte le emissioni pro capite mensili con un impatto equivalente a circa 2,3 alberi per ciascun dipendente. Nel 2025, il Gruppo ha investito nello sviluppo delle competenze erogando circa 36.723 ore di formazione e arricchito il programma di welfare aziendale con specifiche iniziative a supporto della genitorialità, della diversità, del benessere organizzativo e del bilanciamento tra vita professionale e privata. 

30 giu 2026

Menopausa, Colao (Css): "Serve più informazione per affrontare i cambiamenti ormonali"

(Adnkronos) - "La donna attraversa due grandi cambiamenti ormonali nel corso della vita: la pubertà, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, un periodo in cui il corpo cambia rapidamente, al punto da non riconoscersi più allo specchio, con la crescita in altezza, la modifica della voce e trasformazioni profonde in tempi molto brevi. Sono gli ormoni a guidare questi cambiamenti straordinari. Il secondo grande cambiamwnto è la menopausa, passaggio straordinario ma a volte può avere implicazioni importanti per la salute e non deve essere banalizzato". Lo ha detto Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia e Malattie del metabolismo dell'università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, intervenendo alla presentazione - oggi alla Camera - di 'Menopausa, riscriviamo le regole', il progetto che prevede un convegno nazionale, la nascita di un portale e la pubblicazione di un libro ('M come Menopausa', di Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni, edito da Cairo Editore).  

"Parlare di questo tema - ha sottolineato Colao - significa affrontare una questione che riguarda una parte fondamentale della nostra società: le donne, che rappresentano circa la metà della popolazione e, con l’aumento dell’aspettativa di vita, diventeranno in futuro una quota ancora maggiore. Già oggi, infatti, le donne vivono mediamente circa due anni in più rispetto agli uomini, e questo divario potrebbe ampliarsi ulteriormente. Sappiamo inoltre che, prima della menopausa, la donna è in parte protetta dal punto di vista cardiovascolare, ma dopo questo passaggio acquisisce una vulnerabilità simile, se non talvolta superiore, a quella maschile. Questo anche perché spesso mancano informazione, cultura ed educazione sui determinanti della salute". 

Da qui nasce "il senso del lavoro fatto insieme - ha ricordato Colao - per organizzare questo volume e questa giornata, che auspichiamo sia solo la prima di una serie di incontri su questo tema. Non solo perché si tratta di un’esperienza che riguarda molte donne, ma anche perché l’informazione in ambito sanitario non è sempre semplice da trasmettere e da comprendere. Anche per chi ha un’educazione medica, infatti, la divulgazione può risultare complessa: richiede strumenti adeguati e una base di conoscenze comuni". 

 

Secondo Colao "un tempo, di questi temi non si parlava né in famiglia né nella società. Oggi - ha evidenziato - al contrario, siamo immersi in una grande quantità di informazioni, spesso anche eccessiva. Ciò che manca, però, è una vera cultura della salute: la conoscenza di come funziona il nostro organismo e dei determinanti del benessere. Questa consapevolezza è fondamentale per comprendere l’importanza degli stili di vita, delle strategie preventive e delle terapie precoci volte a evitare lo sviluppo di malattie. Senza queste basi, anche le indicazioni mediche più corrette rischiano di essere difficili da comprendere e applicare". 

Per questo motivo, "riteniamo che sia necessario un impegno anche sul piano educativo. Forse è il momento di ripensare i contenuti della formazione scolastica, non limitandola alle materie tradizionali come matematica, storia o lingue, ma includendo anche l’educazione alla salute e ai suoi determinanti. Solo così potremo formare generazioni più consapevoli e capaci di comprendere i progressi della medicina e della scienza", ha poi concluso. 

30 giu 2026

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