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Elezioni in Israele, duello Netanyahu-Eisenkot: sfida all'ultimo voto

(Adnkronos) - Israele va alle urne oggi 27 ottobre per le elezioni in un clima di fortissima tensione, con il primo ministro, Benjamin Netanyahu, impegnato in una difficile battaglia per la sopravvivenza politica e la Cisgiordania nuovamente al centro di una violenta escalation. Il paese va al voto per rinnovare i 120 seggi della Knesset, con la sfida serrata tra il Likud del primo ministro e Yashar, la formazione guidata dall'ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, mentre l'opposizione cerca di costruire un'alternativa alla coalizione di destra e ultradestra al potere. Urne aperte dalle 7 ora locale, le 6 in Italia, e chiusura alle 22, le 21 in Italia. Alle urne chiamati oltre 7,3 milioni di elettori. 

 

A irrompere nella fase finale della campagna elettorale è stata soprattutto la crisi di Hebron, dove l'esercito israeliano ha avviato una vasta operazione militare dopo l'attacco a un checkpoint costato la vita a due soldati. La risposta di Tel Aviv è stata durissima: chiusura di Hebron e della vicina Halhul, blocco dell'intera Cisgiordania, perquisizioni, arresti e demolizioni nei quartieri da cui provenivano gli attentatori. L'esercito sostiene di voler smantellare infrastrutture terroristiche e individuare armi e militanti, ma le autorità palestinesi denunciano una punizione collettiva contro la popolazione civile. La nuova offensiva si inserisce in un contesto già segnato dall'espansione degli insediamenti israeliani e dall'aumento delle aggressioni dei coloni contro i palestinesi, in particolare durante la raccolta delle olive. 

A rendere ancora più incerto il voto israeliano è il quadro emerso dagli ultimi sondaggi, raccolti anche dal tracker elettorale di Haaretz. Le rilevazioni confermano una competizione aperta, con Yashar in vantaggio sul Likud e nessuno dei due schieramenti in grado, da solo, di raggiungere la soglia dei 61 seggi necessaria per governare. Nell'ultimo sondaggio Maariv, realizzato da Lazar Research, il blocco del premier si ferma a 48 seggi, contro i 54 delle opposizioni e i 14 attribuiti ai partiti arabi. Yashar è accreditato di 21 deputati, contro i 19 del Likud, mentre la formazione dell'ex premier Naftali Bennett raggiunge quota 15. 

Il principale ostacolo per Eisenkot resta la costruzione di una maggioranza alternativa, anche per la riluttanza di una parte dell'opposizione a governare con il sostegno delle formazioni arabe. Netanyahu punta invece sulla sicurezza nazionale e sulla capacità di presentarsi come garante della protezione di Israele. Il capo del governo ha promesso una risposta senza precedenti all'attacco contro i militari israeliani, mentre il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha rilanciato la richiesta di assumere il pieno controllo della Cisgiordania e smantellare l'Autorità nazionale palestinese (Anp). 

 

Tecnicamente, il voto espresso è per un partito. Il leader del partito che ottiene il maggior numero di voti ha maggiori probabilità di diventare primo ministro, a condizione che riesca a formare un governo. Ma questo non avviene immediatamente. I risultati ufficiali delle elezioni si limitano ad avviare il processo di formazione del governo e di nomina del primo ministro. Circa 7.331.981 israeliani hanno diritto di voto, pari al 71,15% della popolazione totale di 10.305.000 abitanti. Alle ultime elezioni del 2022 gli aventi diritto al voto erano 6.788.804, ovvero il 70,31% della popolazione di 9.656.000 abitanti. La partecipazione elettorale in Israele è generalmente elevata e nel 2022 il 70,63% degli aventi diritto al voto, pari a 4.794.593 persone, si è recato alle urne. 

 

Per entrare alla Knesset c'è una soglia di sbarramento e un partito ha bisogno del sostegno del 3,25% dei voti per essere rappresentato in Parlamento. Questa cifra equivale a quattro seggi. Secondo diversi sondaggi recenti, su 37 partiti registrati, solo 10 dovrebbero raggiungere questa soglia. Il leader del partito che riesce a ottenere un numero sufficiente di alleati per formare una coalizione diventa primo ministro. 

Di solito questa coalizione ha la maggioranza dei seggi, 61 su 120, ma non è un requisito indispensabile. I governi di minoranza guidati da Yitzhak Rabin e Shimon Peres tra il 1993 e il 1996, ad esempio, non avevano la maggioranza assoluta e riuscirono a governare con il sostegno di partiti esterni alla coalizione. I partiti scelgono i potenziali deputati prima delle elezioni, tramite primarie o decisioni unilaterali del leader di partito. Maggiore è la percentuale di voti ottenuta, maggiore sarà il numero di rappresentanti che quel partito potrà inviare in Parlamento. 

 

Entro sette giorni dalla pubblicazione dei risultati ufficiali delle elezioni, il presidente Isaac Herzog deciderà chi avrà più opportunità di formare un governo, basandosi sul leader di partito alla Knesset che, a suo giudizio, ha le migliori possibilità di raccogliere un numero sufficiente di alleanze per mettere in piedi una coalizione. Il candidato deve essere un membro della Knesset, ma il suo partito non deve necessariamente aver ottenuto il maggior numero di voti. Herzog deciderà dopo un giro di consultazioni con tutti i leader dei partiti. Il candidato scelto da Herzog ha 28 giorni per formare una coalizione di governo, con la possibilità di una proroga di 14 giorni. La coalizione deve poi essere approvata dalla maggioranza dei membri della Knesset presenti al voto. Durante questi 28 giorni e oltre, il candidato alla carica di premier cerca di convincere i partiti ad aderire alla sua coalizione, spesso promettendo incarichi ministeriali. 

 

Se il candidato premier non riesce a formare una coalizione, il presidente ha tre giorni per sceglierne un altro. L'unico requisito è che il candidato sia un membro della Knesset. Si applica lo stesso termine di 28 giorni, ma senza possibilità di proroga. Herzog potrebbe anche decidere di non nominare nessuno e informare la Knesset che nessun candidato è in grado di formare un governo, una posizione che è tenuto comunque ad assumere qualora anche il secondo candidato alla carica di primo ministro non riesca a formare un governo. 

Esiste un periodo di 21 giorni durante il quale 61 deputati possono presentare una petizione al presidente perché conceda a un candidato, che deve essere un membro della Knesset, il potere di formare un governo. Il presidente ha due giorni per accogliere la richiesta e concedere al candidato 14 giorni per formare un governo. Questo governo dovrà poi ottenere l'approvazione della Knesset. Se non arrivano petizioni o il candidato nominato non riesce a formare un governo, la Knesset si scioglie e inizia un nuovo ciclo elettorale di 90 giorni. 

 

26 ott 2026

Sciopero generale 30 ottobre 2026, venerdì nero: a rischio treni, aerei, bus e scuola

(Adnkronos) - Sciopero generale il 30 ottobre 2026: venerdì nero per i trasporti e possibili disagi in tutta Italia. La mobilitazione nazionale coinvolgerà diversi comparti pubblici e privati, con possibili ripercussioni su treni, aerei, trasporto pubblico locale, porti, scuole e servizi sanitari. I primi disagi per chi deve viaggiare potrebbero iniziare già dalla sera di giovedì 29 ottobre, quando scatterà lo sciopero del personale ferroviario. In programma anche manifestazioni in numerose città italiane. 

La protesta - proclamata da Usb con l'adesione di Cobas Pt Usb, Sindacato Sociale Di Base, Sudd Cobas, Fi-si - interesserà diversi settori, ma le modalità di adesione e gli orari varieranno a seconda del comparto e del territorio. Secondo il calendario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, lo sciopero ferroviario inizierà alle ore 21 di giovedì 29 ottobre e terminerà alle 20.59 di venerdì 30 ottobre. La mobilitazione coinvolgerà il personale di Gruppo FS Italiane, Italo e Trenord. 

Per il trasporto ferroviario sono previste possibili cancellazioni e variazioni dei collegamenti per tutta la durata dell'agitazione. Trenitalia assicura i servizi minimi garantiti previsti dalla normativa per i giorni feriali, mentre non sono previste fasce di garanzia per i servizi FrecciaLink. I viaggiatori sono invitati a verificare in anticipo la circolazione dei propri treni attraverso i canali ufficiali delle imprese ferroviarie. 

Lo sciopero potrebbe determinare modifiche al servizio anche prima dell'inizio e dopo la conclusione ufficiale della protesta. È quindi consigliabile controllare gli aggiornamenti prima di partire, soprattutto per i collegamenti a lunga percorrenza e quelli programmati nelle prime ore del mattino e in serata. 

Per il trasporto aereo, lo sciopero è previsto per l’intera giornata del 30 ottobre, da mezzanotte alle 23.59, e si incrocerà con la mobilitazione del trasporto aereo a Firenze e Pisa che vedrà incrociare le braccia, dalle ore 00.00 alle ore 23.59, i lavoratori di Consulta, Gh Toscana, Toscana Aeroporti Spa. I passeggeri sono invitati a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea e a consultare gli avvisi pubblicati dagli aeroporti. Le modalità effettive dei disagi dipenderanno dall'adesione del personale e dai servizi interessati. 

A rischio anche il trasporto marittimo a causa dello sciopero nazionale del settore che coinvolgerà per l'intera giornata i lavoratori dei porti.  

Possibili criticità anche per autobus, tram e metropolitane. Per il trasporto pubblico locale, durata e modalità dello sciopero saranno stabilite a livello territoriale: non esiste quindi un unico orario valido per tutte le città italiane. Per conoscere le fasce di garanzia e gli eventuali servizi ridotti sarà necessario consultare gli avvisi delle aziende di trasporto locali. 

Lo sciopero generale del 30 ottobre interesserà anche il mondo della scuola e altri comparti del pubblico impiego. Per docenti, personale ATA e lavoratori dell'istruzione sono possibili disagi nel regolare svolgimento delle lezioni e nelle attività amministrative, in base all'adesione del personale dei singoli istituti. 

La mobilitazione riguarda inoltre la sanità pubblica e privata. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali e le prestazioni di emergenza previste dalla normativa, mentre alcune attività programmate potrebbero subire rallentamenti, rinvii o sospensioni. 

Le famiglie sono invitate a verificare le comunicazioni diffuse dalle scuole, mentre gli utenti dei servizi sanitari dovrebbero controllare eventuali avvisi delle strutture interessate. 

"Il 30 ottobre sarà una grande giornata di sciopero generale, una mobilitazione indetta da Usb contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita. Sarà anche giornata di mobilitazione anche nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali di veri paesi tra cui Usb che ha ormai coinvolto più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi. È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra", fa sapere l'Unione sindacale di base. 

Nella giornata sono previste anche diverse manifestazioni, tra cui Roma in piazza dei Cinquecento a partire dalle ore 10.30; Napoli dalle ore 9.30 in piazza Mancini; a Torino dalle 9.30 in Piazza palazzo di Città, e a Milano in piazza Duca d'Aosta dalle ore 10. Sono oltre 40 le manifestazioni previste al momento, da nord a sud della penisola, isole comprese, e la lista è in continuo aggiornamento. 

26 ott 2026

Fentanyl, "con test rapidi rischio di falsi positivi": studio Iss svela l'interferenza di un farmaco

(Adnkronos) - I test rapidi sulle urine utilizzati per individuare il fentanyl possono, in determinate circostanze, fornire risultati positivi anche quando la sostanza non è presente. Tra le possibili cause ci sono alcune terapie farmacologiche, in particolare quelle a base di risperidone, un farmaco impiegato in psichiatria. Lo evidenzia uno studio condotto dai ricercatori del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto superiore di sanità, pubblicato su 'Clinical Chemistry and Laboratory Medicine'.  

Gli autori - informa l'Iss - hanno osservato che, in alcuni servizi di Salute mentale, diversi pazienti risultavano positivi al fentanyl dopo essere stati sottoposti a test rapidi sulle urine. Qualcosa, però, non tornava: quando gli stessi campioni venivano analizzati con strumenti di laboratorio più precisi, il fentanyl non veniva rilevato. Attraverso analisi di laboratorio in grado di identificare numerose sostanze, gli studiosi hanno individuato nei campioni due farmaci: il risperidone, usato per il trattamento di alcuni disturbi psichiatrici, e l'acido valproico, impiegato nel trattamento dell'epilessia e di alcuni disturbi dell'umore. Per capire quale dei due potesse interferire con i test, i ricercatori hanno condotto un esperimento, aggiungendo i farmaci separatamente e poi in combinazione a campioni di urina che inizialmente non li contenevano. Il risultato è stato chiaro: i test segnalavano erroneamente la presenza di fentanyl quando nelle urine era presente il risperidone, anche in combinazione con l'acido valproico. Quest'ultimo, invece, non provocava lo stesso effetto quando era presente da solo.  

"Il fenomeno si chiama cross-reattività, ma il concetto è semplice", spiegano Manuela Pellegrini e Annagiulia di Trana del Centro nazionale Dipendenze e Doping, tra le autrici dello studio. "Il test - chiariscono - può confondere una sostanza con un'altra e segnalare una positività che, in realtà, non corrisponde alla presenza del fentanyl. Un aspetto particolarmente importante è che questa interferenza è stata osservata a una concentrazione di risperidone compatibile con quella riscontrabile nelle urine delle persone che assumono il farmaco a scopo terapeutico". 

"Un falso positivo - afferma Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell'Iss - può avere conseguenze importanti, soprattutto per una persona che assume regolarmente farmaci psichiatrici. Un risultato errato potrebbe infatti far sospettare il consumo di sostanze stupefacenti, generando preoccupazioni e incomprensioni o influenzando decisioni sanitarie e assistenziali. Per questo motivo, un test rapido positivo non deve essere considerato da solo una prova definitiva dell'assunzione di fentanyl. Quando il risultato è inatteso o può avere conseguenze rilevanti, è fondamentale verificarlo con analisi di laboratorio più specifiche e affidabili". 

26 ott 2026

Ucraina, Zelensky: "Missili russi ancora contro Kiev, Usa bloccano fornitura di Patriot"

(Adnkronos) - I missili della Russia colpiscono Kiev, mentre l'Ucraina continua ad aspettare la fornitura di Patriot dagli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denuncia l'ennesimo raid di Mosca nella serata del 26 ottobre. "I missili balistici russi hanno colpito a Kiev nell'area di una delle università, di fatto il campus, un parco, la zona vicino alla stazione della metropolitana e edifici residenziali. Purtroppo, ci sono vittime. Ci sono feriti. Ci sono molti danni e ci sono informazioni secondo cui le persone potrebbero essere sotto le macerie. Tutti i servizi sono sul posto e stanno svolgendo il loro lavoro: stanno salvando le persone. L'impatto dei missili è avvenuto in luoghi molto affollati e nelle vicinanze non c'è alcun obiettivo militare. Si tratta di un colpo diretto alla città, alle infrastrutture. Continua anche l'attacco con droni Shahed sia contro Kiev che contro le nostre altre città", scrive il presidente ucraino su Telegram. 

"Ed è proprio in queste condizioni, quando la minaccia è costante e quando i colpi arrivano in qualsiasi momento direttamente contro città e villaggi, i ritardi nella fornitura di sistemi di difesa aerea all'Ucraina favoriscono il terrore. È importante che gli accordi politici vengano realizzati rapidamente a livello di comando. È importante che i partner comprendano che l'Ucraina ha bisogno di strumenti adeguati per distruggere i sistemi di lancio di missili", afferma Zelensky. "Questo sarebbe il modo più efficace per salvare vite umane. È importante che il mondo veda che la Russia non dimostra nulla, se non il desiderio di uccidere e di continuare la guerra. L'Ucraina non deve restare sola con questo, ed è esclusivamente colpa della Russia che la guerra continua ancora e che le persone continuano a morire. Tutti i partner dovrebbero stare con l'Ucraina, per difendere la vita", dice ancora. 

L'Ucraina, ha detto Zelensky nel corso della giornata, attende da quasi un mese la firma del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth per la fornitura di missili per i sistemi di difesa aerea Patriot e Nasams. "Il ministro della Difesa dell'Ucraina, il Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine e il Ministro degli Affari Esteri hanno riferito sulla situazione relativa alla fornitura di intercettori per la difesa aerea all'Ucraina, principalmente Patriot. Stiamo lavorando su diversi fronti: con gli Stati Uniti, l'Europa e altri partner che dispongono di scorte di missili Pac-2 e Pac-3. In particolare, da quasi un mese attendiamo la firma del signor Hegseth in merito ai missili Patriot e Nasam. Ho dato istruzioni di discuterne nuovamente con la controparte americana. Il dialogo è in corso anche con altri Paesi", ha spiegato. 

26 ott 2026

Milano, studentessa denuncia violenza sessuale

26 ott 2026

Sinner ha scelto Norman, sarà lui a sostituire Cahill

(Adnkronos) - Il futuro di Jannik Sinner prende forma e porta il nome di Magnus Norman. Dopo settimane di indiscrezioni, valutazioni e candidature eccellenti, il campione azzurro avrebbe individuato nello svedese il nuovo allenatore destinato ad affiancare Simone Vagnozzi a partire dalla stagione 2027. A riportare la notizia è il giornalista del Times, Tom Kershaw, secondo cui Norman è il prescelto a raccogliere il testimone di Darren Cahill, pronto a lasciare il proprio incarico dopo aver accompagnato l'altoatesino in una delle fasi più importanti della sua carriera.  

 

Norman non è un nome qualsiasi nel panorama tennistico internazionale. Ex giocatore svedese, ha raggiunto la seconda posizione del ranking mondiale nel 2000 e conquistato 12 titoli ATP in singolare. Nello stesso anno ha disputato la finale del Roland Garros, oltre a raggiungere le semifinali degli Australian Open, confermandosi tra i protagonisti del circuito. Dopo il ritiro, avvenuto nel 2004, ha saputo reinventarsi con successo, costruendo una reputazione da uno degli allenatori più apprezzati del tennis mondiale. 

Il suo nome è legato soprattutto alla straordinaria collaborazione con Stan Wawrinka, iniziata nel 2013 e sviluppatasi nell'arco di diversi anni. Sotto la guida dello svedese, il campione svizzero ha compiuto il salto di qualità che gli ha permesso di imporsi ai massimi livelli, conquistando tre tornei del Grande Slam: gli Australian Open nel 2014, il Roland Garros nel 2015 e gli US Open nel 2016. In tutte e tre le occasioni, Wawrinka ha superato in finale uno dei grandi protagonisti del tennis dell'epoca: Rafael Nadal a Melbourne e Novak Djokovic sia a Parigi sia a New York. 

Un percorso che testimonia la capacità di Norman di valorizzare il potenziale dei propri giocatori, aiutandoli a competere anche contro avversari apparentemente superiori e a trovare continuità nelle partite più importanti. Con lui, Wawrinka ha raggiunto il terzo posto del ranking mondiale e conquistato anche il Masters 1000 di Montecarlo nel 2014. Un lavoro che nel 2016 è valso allo svedese il premio di allenatore dell'anno dell'Atp. Prima dell'esperienza con lo svizzero, Norman aveva inoltre seguito il connazionale Robin Söderling, accompagnandolo fino al quarto posto mondiale e a due finali consecutive al Roland Garros, nel 2009 e nel 2010. 

Norman dovrà raccogliere un'eredità particolarmente pesante. Darren Cahill ha rappresentato una figura fondamentale nella crescita di Sinner, contribuendo, insieme a Simone Vagnozzi, alla trasformazione dell'azzurro in uno dei dominatori del circuito ATP. L'australiano, già protagonista in passato con campioni del calibro di Andre Agassi, Lleyton Hewitt e Simona Halep, ha messo a disposizione del numero uno italiano un'esperienza preziosa nella gestione dei momenti decisivi, nella preparazione mentale e nell'organizzazione del lavoro durante i tornei. 

La collaborazione tra Sinner e Cahill è iniziata nel 2022 e ha prodotto risultati straordinari. Il 2024 ha segnato la svolta definitiva: l'altoatesino ha conquistato il suo primo titolo Slam agli Australian Open, rimontando Daniil Medvedev in finale, per poi trionfare anche agli US Open. Nella stessa stagione è diventato il primo italiano della storia a raggiungere la vetta del ranking mondiale e ha chiuso l'anno da numero uno, vincendo anche le ATP Finals e altri importanti tornei, tra cui i Masters 1000 di Miami, Cincinnati e Shanghai. 

Il percorso vincente è proseguito nel 2025, con ulteriori successi nei tornei più prestigiosi e la conferma della competitività di Sinner ai massimi livelli. Nel corso della collaborazione con Cahill, l'azzurro ha conquistato i suoi primi cinque titoli del Grande Slam, consolidando una rivalità sempre più intensa con Carlos Alcaraz e affermandosi come uno dei riferimenti assoluti del tennis contemporaneo.Il contributo dell'australiano non si è limitato ai risultati. La sua esperienza ha aiutato Sinner a gestire la pressione delle grandi occasioni, a mantenere lucidità nei passaggi più delicati degli incontri e ad affrontare con maggiore maturità le aspettative crescenti che accompagnano un campione della sua statura. Un lavoro condiviso con Vagnozzi, che ha continuato a occuparsi in modo centrale degli aspetti tecnici e tattici del gioco. 

26 ott 2026

Trump, l'ultima idea: "Ricompensa di 1 milione a chi denuncia frodi alle elezioni"

(Adnkronos) - Un milione di dollari a chi fornirà informazioni su una frode elettorale. E' l'ultima iniziativa di Donald Trump in vista delle elezioni di midterm, in programma il 3 novembre negli Stati Uniti. "Chiunque segnali una frode elettorale, relativa alle elezioni passate o alle imminenti elezioni di metà mandato del 2026, riceverà un milione di dollari in seguito all'arresto e alla condanna dei responsabili di tale frode", scrive il presidente sul social Truth. 

La ricompensa si aggiunge all'iniziativa annunciata già da settimane: in caso di vittoria del partito repubblicano alle imminenti elezioni di metà mandato, Trump ha promesso un assegno da 5000 dollari per ogni cittadino adulto degli Stati Uniti. 

In attesa di tenere l'ennesimo comizio, intanto, Trump risponde alle domande sulle elezioni che in Brasile hanno confermato Luiz Inacio Lula da Silva presidente. Lo sfidante Flavio Bolsonaro non ha riconosciuto la sconfitta, contestando la decisione con cui la Corte Suprema ha prorogato per 2 ore l'apertura dei seggi nella giornata di ieri. Anche Trump mette in dubbio le elezioni presidenziali, sostenendo che il voto abbia dato l'impressione di essere stato manipolato. "Quello che ho visto mi è sembrato terribile. Francamente, sembra un'altra elezione truccata", dice il presidente degli Stati Uniti. "Non ho preso posizione" a favore di nessuno dei due candidati, "ma è stata davvero una brutta impressione", aggiunge. "Non sono io a governare il Brasile. Governo gli Stati Uniti - prosegue - Lula mi piace, vado molto d'accordo con lui, ma la proroga concessa è stata davvero strana". 

26 ott 2026

Sondaggio politico, centrosinistra avanti e Fratelli d'Italia primo partito

26 ott 2026

Scontri ai cortei, Gabrielli: "Va capito il ruolo di Youssef Siher, farsi domande è legittimo"

(Adnkronos) - "Credo che sia una domanda legittima sapere se questa persona, che peraltro aveva manifestato in maniera chiara le sue posizioni certamente non moderate, era oggetto di osservazione o meno quindi se era possibile intercettare". Lo ha affermato all'Adnkronos Franco Gabrielli, ex capo della Polizia ed ex autorità delegata alla Sicurezza della Repubblica, oggi fondatore, insieme a Ernesto Ruffini, del nuovo soggetto politico 'Più uno', dopo il fermo di Youssef Siher, parlando del 'Movimento 17 ottobre' e del disagio esploso con i disordini ai cortei in diverse città. 

Che idea si è fatto del 'Movimento 17 ottobre' e dei disordini avvenuti nelle città?  

"Sul sedicente Movimento 17 ottobre la magistratura farà gli accertamenti; stiamo parlando di un presunto responsabile, sicuramente sono state fatte attività di polizia di grande rilievo e adesso c'è da capire effettivamente qual è stato il ruolo dopo e forse prima di queste manifestazioni. C'è un'inchiesta in atto, bisogna aspettare. Credo sia importante capire l'effettivo ruolo di questa persona non solo per ascrivergli delle responsabilità, ma anche per capire se è un fatto isolato o si inserisce in un contesto più ampio: credo ci siano in ballo cose molto importanti anche per la sicurezza del Paese". 

E cosa ne pensa riguardo al profilo di Youssef Siher, il ricercatore fermato e ritenuto dagli investigatori amministratore della pagina social e della chat Telegram?  

"Non conosco le cose specifiche. Credo che sia una domanda legittima sapere se questa persona, che peraltro aveva manifestato in maniera chiara le sue posizioni certamente non moderate, era oggetto di osservazione o meno quindi se era possibile intercettare. Io posso fare una domanda. Ma credo che questa risposta devono darla al Paese i responsabili della sicurezza, sono loro nella condizione di poterla dare. Credo che il tema non sia quello di screditare le istituzioni in questo momento, è l'ultima cosa che ci possiamo permettere. Il tema è quello di fare delle domande e di dare delle risposte: credo che questa sia una dinamica democratica". 

Come evitare che, nonostante l'indagine in corso, si riproponga la violenza durante le prossime manifestazioni nelle città?  

"L'individuazione di un presunto incendiario non ci mette al riparo dal fatto che ci possa essere ancora e, anzi, c'è ancora tanto materiale infiammabile. Sulle devastazioni, gli espropri, i danneggiamenti non ci può essere nessun tipo di indulgenza. Credo che però non ci si possa limitare soltanto al momento repressivo o continueremo in una sorta di militarizzazione delle città che non è nell'interesse dei commercianti né nell'interesse dei cittadini". 

Come intervenire allora?  

"Allora bisogna lavorare molto sulle cause che riguardano il disagio, il tema dell'integrazione nella quale questo Paese è veramente deficitario e non è un problema di questo governo. Stiamo parlando di una questione molto complessa alla quale non si è mai prestata la dovuta attenzione; siccome c'è sempre un momento di ripartenza, io credo che questi fatti dovrebbero indurci a prendere le misure per il contenimento degli effetti, ma se non si metterà subito mano alla risoluzione delle cause il contenimento degli effetti sarà sempre la rincorsa, sarà sempre affannato e sarà sempre di breve periodo".  

26 ott 2026

Giallo a Monaco, morto Antoine de Massy: cugino di Alberto. Un fermo

26 ott 2026

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