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Vasiliou (Bms): "Dal 1946 in Italia, qui abbiamo portato oltre 80 farmaci innovativi"

(Adnkronos) - "Dal 1946 Bristol Myers Squibb è presente in Italia, contribuendo allo sviluppo del Paese attraverso riscerca scientifica, innovazione e occupazione qualificata. Nel corso di questi 80 anni abbiamo portato nel Paese oltre 80 farmaci che hanno contribuito a trasformare gli esiti di salute e le prospettive di cura, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Nel triennio 2023-2025 Bms Italia ha contribuito a generare in media, a livello diretto, indiretto e indotto, 369 milioni di euro di Pil all'anno, di cui 142 milioni di valore aggiunto diretto. Quindi, per ogni euro di valore aggiunto diretto, Bms Italia contribuisce a generare un totale di 2,6 euro di Pil nel Paese, con ricadute positive sull'occupazione, sui professionisti e sul tessuto delle Piccole e medie imprese". Lo ha dichiarato Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dell'azienda in Italia oggi a Roma (Centro Studi Americani).  

"Negli ultimi cinque anni abbiamo reso disponibili 40 nuove indicazioni terapeutiche e farmaci innovativi, di cui otto stanno contribuendo in modo significativo a migliorare la qualità della vita dei pazienti, modificando il decorso di molte patologie e aumentando le prospettive di sopravvivenza", ha spiegato Vasiliou. La manager ha sottolineato come i progressi ottenuti in aree terapeutiche strategiche, dall'oncologia all'ematologia, dalle neuroscienze al cardiovascolare, abbiano contribuito a cambiare la storia naturale di numerose malattie. "Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che ci spingono a fare sempre di più e sempre meglio per i pazienti", ha aggiunto. 

Vasiliou ha inoltre ricordato il forte radicamento dell'azienda nel Paese: "Avere la nostra sede nella capitale d'Italia rappresenta un elemento importante per il dialogo e la collaborazione con le Istituzioni. In questi anni abbiamo continuato a investire in Italia, destinando oltre 90 milioni di euro alla ricerca clinica negli ultimi cinque anni". Guardando al futuro, Bms conferma il proprio impegno nelle aree considerate strategiche: neuroscienze, cardiologia, oncologia ed ematologia. "Continueremo a investire in ricerca e sviluppo, in particolare in oncologia ed ematologia, attraverso nuove modalità d'azione, combinazioni terapeutiche innovative e terapie cellulari avanzate. Il nostro obiettivo resta quello di migliorare ulteriormente gli esiti clinici e la sopravvivenza dei pazienti", ha concluso Vasiliou. 

18 giu 2026

Cimmino Caserta (Princes Italia): "Con Plasmon impegno per invertire trend natalità"

(Adnkronos) - “Superare approcci isolati e mettere a sistema le energie, mettere insieme la parte pubblica, la parte privata, le aziende e il contesto sociale. Nasce a qui il progetto 'Adamo'. Si immagina l’anno 2050 con la nascita dell’ultimo bambino in Italia, chiamato Adamo, e si racconta, attraverso un documentario, la storia di questi genitori che vivono l’esperienza dell’ultimo bambino. L’obiettivo è dare un risvolto emotivo al tema e aggregare più realtà possibili attorno ad esso. In parte ci siamo riusciti: molte realtà aziendali hanno iniziato a collaborare e abbiamo costruito anche una rete con la parte pubblica. C’è stato inoltre un impegno istituzionale: su indicazione e richiesta del Ministro, come azienda produttrice di alimenti per bambini, siamo stati l’unica azienda a siglare il codice per le imprese responsabili sulla natalità con la ministra Roccella”. Così Luigi Cimmino Caserta, Md Manager Public & Gov. Affairs - Princes Italia Spa, che a gennaio ha acquisito il gruppo Plasmon, partecipando a 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, oggi, al Palazzo dell'Informazione di Roma. 

“È evidente la connessione tra la storia dell’azienda e la natalità: dai circa 10 dipendenti delle origini, ai 650 del 1969, fino ai circa 450 dipendenti del 2022. Una connessione che si sviluppa in parallelo con l’andamento demografico del Paese - osserva Cimmino Caserta - Si tratta di un gruppo gestito a livello imprenditoriale da una famiglia - il presidente è Angelo Mastrolia - e che rappresenta il primo in Italia per numero di dipendenti nel settore food and beverage. Conta circa 18mila dipendenti, di cui 13mila in Italia, con 32 stabilimenti - illustra - Nel 2025 ha chiuso con 6,7 miliardi di euro di ricavi. Il gruppo si basa sulla valorizzazione di brand del Made in Italy presenti in circa 65 Paesi".  

"All’interno di questa realtà, che è una vera e propria galassia estremamente importante la volontà della proprietà è quella di mettere a fattor comune le proprie eccellenze. E una di queste è proprio legata a Plasmon. C’è quindi la volontà - spiega - di continuare a impegnarsi, anche sul fronte esterno, sostenendo attività di networking che possano contribuire, almeno in parte, a invertire questo trend demografico. Ma anche sul fronte interno - conclude Cimmino Caserta- perché è evidente che mettere i propri dipendenti nelle condizioni ottimali per poter scegliere di mettere su famiglia, per chi lo desidera, sia un elemento fondamentale. Su questo c’è un impegno concreto”. 

18 giu 2026

L’Italia invecchia, in Adnkronos il dibattito con Roccella, Durigon, mondo accademico e imprese

(Adnkronos) - L’Italia attraversa una fase di profonda trasformazione demografica, tra calo della natalità, innalzamento dell’età media e nuove sfide per il sistema di welfare. In questo scenario si inserisce la sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica e delle sue ricadute su lavoro, welfare e società, che si è tenuto oggi a Palazzo dell’Informazione, in piazza Mastai a Roma. L’evento, dal titolo ‘La demografia cambia la società, aperto dal direttore di Adnkronos Davide Desario, ha riunito esponenti di governo, parlamentari, associazioni, imprese, accademici ed esperti. 

E' intervenuta Eugenia Maria Roccella, ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, intervistata in esclusiva, che ha dichiarato: “A una lunghissima disattenzione nei confronti della famiglia e della natalità che ha prodotto danni, rimediamo adesso: è la prima volta che c’è un ministero con queste deleghe specifiche per la natalità. Nel 1995 c’erano più donne in età fertile e avevamo circa 500mila nati l’anno; adesso invece ne abbiamo circa 300mila. A questo non si può rimediare immediatamente, bisogna fare fronte nel lunghissimo periodo. Abbiamo cominciato con i provvedimenti di sostegno alla famiglia e alla natalità che abbiamo articolato su tre assi fondamentali. Il primo riguarda i trasferimenti diretti, e quindi l’assegno unico".  

"Abbiamo aggiunto il bonus nuovi nati. Oltre ai trasferimenti diretti, c’è stato l’intervento sulla conciliazione, che forse è il punto più significativo per quanto riguarda la natalità. La conciliazione tra il lavoro di cura e il lavoro extradomestico, in particolare per le donne, ma non solo, prevede l’aumento, per esempio, dei congedi parentali, tre mesi di congedi parentali all’80% e altre misure. Abbiamo agito poi sui servizi, quindi sugli asili, aumentando i rimborsi e costruendone di nuovi", ha aggiunto. 

 

Da parte sua, Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, durante il suo intervento, ha affermato: “Pensare di sostenere il sistema pensionistico solo aumentando l’età lavorativa è sbagliato, serve un sistema più efficiente e capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro. La priorità è trattenere i giovani in Italia, favorendo il ricambio generazionale e contrastando la fuga di competenze. Pur ritenendo oggi sostenibile il sistema pensionistico, le pensioni future saranno più povere e per questo il Governo ha rafforzato la previdenza complementare e punta a sviluppare i fondi pensione e la long term care. Se riusciremo a costruire un sistema in cui questi elementi si integrano e si completano a vicenda, credo che potremo dare un respiro importante ai pensionati di domani".  

Il sottosegretario ha inoltre rivendicato gli interventi dell’esecutivo a sostegno di famiglie e lavoratori, dal taglio del cuneo fiscale agli investimenti del Pnrr in formazione, incentivi e occupazione: “Servono infine salari in crescita e maggiore flessibilità europea per sostenere sviluppo e demografia”.  

A seguire, nel corso della mattinata, si sono tenuti tre panel tematici che hanno visto il coinvolgimento di esponenti del mondo associativo, imprenditoriale e accademico, offrendo una lettura multidimensionale delle trasformazioni demografiche in atto. Il primo panel, 'Longevità: salute, costi e sfide dell’invecchiamento', ha visto la partecipazione di Cecilia Tomassini, Università del Molise - Age-It; Anna Oddone, Università di Pavia; Paola Ansuini, responsabile comunicazione cultura finanziaria e tutela della clientela della Banca d’Italia; Roberto De Agostini, Head of Media & Public Relations di Banca Mediolanum; Giovanni Marcantonio, vicepresidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro. Al secondo panel, 'Natalità, fertilità e maternità: la rete a tutela dei bambini', hanno preso parte Luigi Cimmino Caserta, Md Manager Public&Gov Affairs di Princes Italia; Rino Agostiniani, presidente Società Italiana Pediatria; Massimo Agosti, presidente Società Italiana Neonatologia. Il terzo panel, 'Welfare: ripensare i servizi e sostenere le persone', ha visto gli interventi di Alberto Rivolta, amministratore delegato Gruppo Artsana; Laura Di Raimondo, direttrice generale Asstel; Enza Scarangella, responsabile, Relazioni Sindacali e Welfare Gruppo FS; Manuela Giusti, Hr Management & Compensation WindTre. 

 

18 giu 2026

Sinner e il sensore al glucosio: "Sempre più usato nello sport, cos'è e a cosa serve"

(Adnkronos) - Come sta Jannik Sinner? Il tennista azzurro ha ripreso gli allenamenti a Montecarlo in vista di Wimbledon 2026, torneo a cui arriverà da campione in carica, ed è sceso in campo nel Principato con un sensore del glucosio. "Ha fatto molto discutere l'immagine di Jannik Sinner con un piccolo dischetto bianco sul braccio, sollevando dubbi e preoccupazioni. In realtà si tratta di un sensore per il monitoraggio continuo del glucosio (Cgm), lo stesso strumento originariamente nato in ambito diabetologico, ma oggi ampiamente sfruttato anche nello sport di élite", racconta all'Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa). 

Il medico ha quindi spiegato cos'è, come funziona e a cosa serve il 'cerotto' apparso sulla pelle del numero 1 del tennis mondiale: "Questo dispositivo, che legge i livelli di glucosio nel fluido interstiziale sottocutaneo permette agli atleti di avere un dato in tempo reale sul metabolismo energetico durante gli sforzi prolungati, evitando i cali glicemici e consentendo anche di personalizzare l'assunzione di carboidrati. Il campione italiano non vuole lasciare nulla al caso visto il recente problema accusato al Roland Garros", sottolinea Bernetti.  

Per questo Sinner "sta sfruttando ogni mezzo messo a disposizione dalla medicina moderna per avere una visione globale del proprio stato fisico, soprattutto durante lo sforzo". Il device immortalato in alcune delle immagini più recenti non deve destare preoccupazione e non significa che l'atleta soffra di diabete, rassicura l'esperto. Per usare il sensore non bisogna essere per forza malati: "Da questo punto di vista", sottolinea il medico-fisiatra - la letteratura scientifica conferma l'utilità di questa pratica anche nei soggetti sani, come evidenziato da una revisione scientifica del 2022, la quale ha dimostrato che il monitoraggio continuo della glicemia aiuti a ottimizzare le strategie nutrizionali e a migliorare il recupero".  

E guardando al futuro, il controllo in real time dello zucchero nel sangue è solo l'inizio di un monitoraggio a 360 gradi su cui la ricerca sta lavorando. Una sorta di 'Grande Fratello' della salute dei campioni. "Potremmo assistere ad una rivoluzione tecnologica ben più ampia", prospetta infatti Bernetti. "Sono già oggetto di sperimentazione biosensori indossabili per l'analisi del sudore. Dispositivi sotto forma di micro-cerotti o tecno-tatuaggi temporanei, dotati di canali microscopici, che non si limitano all'analisi del glucosio, ma analizzano in tempo reale una moltitudine di biomarcatori direttamente dalla sudorazione dell'atleta. Come ad esempio il lattato per individuare la transizione verso il metabolismo anaerobico, il sodio e il potassio per prevenire la disidratazione profonda e i crampi muscolari, dispositivi persino in grado di effettuare il monitoraggio dei livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) per scongiurare il rischio di sindrome da sovrallenamento", elenca lo specialista. 

"In questo modo - conclude - il fisico dell'atleta verrebbe monitorato da quasi ogni punto di vista, permettendo di avere informazioni essenziali e predittive per adottare ogni strategia possibile per la massima espressione della performance atletica". 

18 giu 2026

Arcelli: "Dal Golfo energia verde a basso costo per l’Europa"

(Adnkronos) - L’Arabia Saudita può diventare una piattaforma strategica per fornire all’Europa energia verde e idrogeno a costi competitivi, contribuendo alla diversificazione degli approvvigionamenti e alla riduzione della dipendenza dal gas. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Marco Arcelli, oggi consulente e per tre anni ceo di Acwa. 

"Acwa è il campione nazionale saudita per le energie rinnovabili, i cicli combinati, la desalinazione e ora anche l’idrogeno verde", spiega Arcelli. La società gestisce circa 120 miliardi di investimenti totali, quasi 100 gigawatt di capacità, 10 milioni di metri cubi di desalinazione e oltre 200mila tonnellate di idrogeno. Per dare un ordine di grandezza, la potenza di picco dell’Italia è di circa 60 gigawatt: Acwa ha quindi quasi il doppio della capacità installata. 

La crescita degli ultimi anni è stata rapidissima. In tre anni la società è passata da circa 60-65 miliardi a 120 miliardi di investimenti, raddoppiando la dimensione e aumentando in modo netto la velocità dei nuovi progetti. Dopo Medio Oriente, Africa, Asia centrale, Cina e Sud-est asiatico, la prossima frontiera è l’Europa. 

Il ponte energetico immaginato da Acwa poggia su un differenziale di costo molto forte. "Noi produciamo elettricità a 10-15 euro a megawattora contro gli 80-100-120 dell’Italia", afferma Arcelli. Questo rende possibile pensare a forniture di elettricità e idrogeno verde a prezzo fisso per 20 o 30 anni, con un vantaggio competitivo destinato ad aumentare in termini reali con il passare del tempo. 

Il nodo infrastrutturale resta cruciale: elettrodotti per l’elettricità, gasdotti adattabili o nuove infrastrutture per l’idrogeno, rotte sicure e gestione dei rischi geopolitici. Ma Arcelli invita a non leggere il Medio Oriente come un blocco indistinto. L’Arabia Saudita, per dimensione, capacità finanziaria e visione di lungo periodo, può diventare un elemento di stabilizzazione e una fonte di diversificazione per l’Europa. 

Tra i progetti chiave c’è il grande impianto di idrogeno verde sulla costa occidentale saudita, con un investimento da 9 miliardi di dollari, oltre il 90% di realizzazione e avvio previsto tra fine anno e inizio 2027. La posizione è vicina al Mediterraneo e oltre i principali chokepoint di Bab el Mandeb e Hormuz. Un secondo progetto è in sviluppo a Yanbu, sempre in una posizione favorevole rispetto alle rotte verso l’Europa. 

Per il continente europeo, la prospettiva è sostituire una parte delle importazioni di gas con una nuova commodity prodotta da sole e vento. Energia verde, a costi più bassi, con contratti di lungo periodo e da un’area che punta a diventare sempre più centrale negli equilibri energetici globali. 

18 giu 2026

Tamagnini: "Europa forte in brevetti e ricerca, ma deve trasformarli in imprese"

(Adnkronos) - L’Europa non parte da una posizione di debolezza nella competizione globale sull’innovazione. Produce laureati, ricercatori e brevetti in misura paragonabile agli Stati Uniti. Il vero ritardo è nella capacità di trasformare questa base scientifica e tecnologica in imprese, finanziarle nella crescita e fare in modo che restino nel continente. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Maurizio Tamagnini, founder e ceo di Fsi. 

"L’Europa e l’Italia producono un ammontare di laureati e ricercatori pro capite assolutamente in linea con gli Stati Uniti", spiega Tamagnini. Lo stesso vale per i brevetti, dove il continente è in linea con gli Usa e in alcuni casi presenta persino un leggero vantaggio. Il problema nasce dopo: "Dove l’Europa perde terreno è nel convertire questi brevetti in aziende e nel finanziare queste aziende". 

I fondamentali, dunque, ci sono. L’Italia è forte in settori strategici come robotica, farmaceutica, dispositivi medici e manifattura avanzata. Ma il sistema deve correggere il modo in cui finanzia la ricerca e, soprattutto, le imprese che possono diventare le aziende del futuro. Il punto decisivo è evitare che le realtà più promettenti nascano in Europa per poi crescere altrove. 

Per Tamagnini, tutto comincia dagli ecosistemi, in particolare dentro le università. Le startup non nascono solo dopo il percorso accademico, ma nei luoghi in cui giovani, ricercatori, imprese e capitali si incontrano. Da qui l’esempio di Milano e della Tech Europe Foundation, nata con il coinvolgimento di Fsi, Iom, Politecnico di Milano e Bocconi, con l’obiettivo di mobilitare un miliardo di euro di fondi filantropici e creare massa critica nel mondo dell’innovazione. 

Il traguardo è ambizioso: arrivare ad almeno mille startup. Oggi, secondo Tamagnini, si è già vicini a quota 200. L’obiettivo non è generare singoli casi di successo isolati, ma costruire una vera "industria delle startup", capace di reggere la logica del venture capital e di creare un numero sufficiente di imprese perché alcune possano crescere in modo molto significativo. 

C’è poi un tema culturale e finanziario. Una quota maggiore di capitale paziente, compreso quello delle famiglie e dei fondi pensione, dovrebbe essere orientata verso l’equity del futuro. I modelli richiamati sono Canada e Svezia, dove una parte importante delle risorse va in attività alternative e venture, contribuendo alla nascita di imprese che mantengono radici nel Paese in cui sono state create. 

La posta in gioco, quindi, non è solo il rendimento finanziario. È la costruzione delle fondamenta industriali del futuro: aziende con "cuore, cervello, origini e radici" nei territori dove nascono, conclude Tamagnini. 

18 giu 2026

Cake, Kneu Health: "Con smartphone e ricerca Oxford cambiamo la cura di demenza e Parkinson"

(Adnkronos) - Usare lo smartphone del paziente per monitorare, seguire e gestire condizioni come demenza e Parkinson, portando l’assistenza neurologica fuori da modelli rimasti troppo a lungo immutati. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Caroline Cake, alla guida di Kneu Health, società nata come spin-out dell’Università di Oxford e presente tra i partecipanti ai conclave della conferenza. 

"Stiamo utilizzando oltre dieci anni di ricerca per trasformare il modo in cui l’assistenza neurologica viene fornita ai pazienti che vivono con condizioni croniche come demenza e Parkinson". La tecnologia sviluppata da Kneu Health usa il telefono del paziente per raccogliere informazioni utili al monitoraggio della condizione e alla gestione del percorso di cura. La società lavora con operatori sanitari nel Regno Unito e negli Stati Uniti. 

Per Cake, il valore di un appuntamento come Fii Priority Europe sta anche nel formato dei conclave, incontri chiusi e più mirati tra imprese, investitori e interlocutori interessati. "È un’opportunità fantastica per essere in un gruppo più ristretto di persone realmente interessate a quello che facciamo", osserva. Questo consente conversazioni più approfondite, domande più specifiche e un confronto meno superficiale sulle prospettive della società. 

Il settore in cui opera Kneu Health è stato a lungo trascurato. "Per decenni c’è stato pochissimo cambiamento nella cura delle persone che vivono con demenza o Parkinson", afferma. La grande opportunità, oggi, è unire scienza di livello mondiale e investimenti capaci di guardare al lungo periodo, con l’obiettivo di produrre un impatto reale sulla vita dei pazienti. 

Il tema è anche demografico e sociale. L’invecchiamento della popolazione rende le malattie neurologiche una delle grandi sfide dei sistemi sanitari. Per questo, secondo Cake, la possibilità di attrarre capitali globali verso soluzioni basate sulla ricerca universitaria può fare la differenza. "Per noi è l’opportunità di mettere insieme scienza di livello mondiale e alcune delle sfide più grandi della società", spiega. 

A cambiare, è anche la geografia del venture capital. Cake osserva il passaggio da logiche più regionali a un approccio sempre più globale, con interesse da Far East, Medio Oriente, Regno Unito, Europa e Stati Uniti. "Per un lavoro che ambisce ad avere un impatto mondiale, avere supporto da diverse parti del globo è incredibilmente potente". 

18 giu 2026

De Masi, Ionq: "Da Roma può partire il rinascimento quantistico europeo"

(Adnkronos) - L’Italia può diventare una piattaforma europea per il quantum e Roma può essere uno dei luoghi da cui guidare il nuovo "rinascimento quantistico". A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Niccolò De Masi di Ionq, società americana che ha aperto un ufficio nella Capitale. 

"Stiamo investendo in Italia e a Roma perché vediamo una straordinaria opportunità di guidare da qui il rinascimento quantistico", spiega De Masi. La scelta, aggiunge, non è soltanto simbolica. L’Italia, a suo giudizio, possiede gli elementi necessari per posizionarsi in anticipo in una tecnologia destinata ad avere un impatto trasversale: università, talenti, base industriale e grandi aziende impegnate in settori ad alta intensità computazionale. 

"Avete università, talento, una base industriale, grandi aziende che fanno ingegneria computazionale, drug discovery, scienza dei materiali, logistica", osserva. "Sono proprio i campi su cui i nostri computer quantistici hanno già avuto impatti negli ultimi uno-due anni". 

De Masi presenta Ionq come "la più grande società quantistica della storia", ricordando il percorso dell’azienda: la costruzione del primo quantum logic gate nel 1995, la quotazione al New York Stock Exchange nel 2020 e l’espansione dal quantum computing verso networking, sensing e sicurezza quantistica. Secondo i dati indicati dallo stesso manager, Ionq conta oggi circa 1.500 persone, 300 Phd e 1.100 brevetti. 

Il confronto con i Gpu e con la leadership americana nell’AI serve a De Masi per distinguere due fasi tecnologiche. Sui processori grafici, osserva, gli Stati Uniti hanno una posizione di primato consolidata. Sul quantum, invece, "c’è l’opportunità per l’Italia di guidare l’intera Ue e potenzialmente l’Europa e oltre". 

Quanto ai tempi di adozione, De Masi invita a non pensare al quantum come a una rivoluzione remota. "Quando ho portato Ionq in Borsa, la domanda principale era: che cos’è il quantum computing? Cinque anni dopo, tutti si chiedono quale debba essere la propria strategia quantistica", racconta. 

L’impatto, spiega, arriverà prima nelle grandi imprese e nei governi più avanzati. Non sarà necessariamente visibile al consumatore attraverso un’interfaccia o un’applicazione diretta, ma attraverso progressi in settori chiave: medicina personalizzata, ricerca oncologica, batterie migliori, logistica, sostenibilità, catalizzatori per la cattura del carbonio. 

"I consumatori lo vedranno in ogni aspetto della scienza applicata e in scoperte che diventeranno sempre più accessibili", afferma. Per De Masi, il punto è che la curva sta cambiando ora: "Il quantum è adesso. Siamo solo all’inizio, ma l’inflessione è già in corso ed è storica". 

18 giu 2026

Ismea, approvate dal cda le convenzioni con Agcm e Arsial

(Adnkronos) - Il Consiglio di Amministrazione di Ismea ha approvato, nella seduta di ieri, due nuove convenzioni con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e con Arsial, L’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio. Le intese si inseriscono nel quadro delle attività istituzionali dell’Istituto e, in coerenza con gli indirizzi del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, confermano il ruolo di Ismea quale soggetto tecnico a supporto delle amministrazioni pubbliche, degli enti territoriali e delle autorità indipendenti, con particolare riferimento alla conoscenza dei mercati agricoli e alimentari, alla trasparenza delle filiere e alla corretta valorizzazione del patrimonio fondiario e immobiliare. 

La convenzione con Agcm prevede la collaborazione di Ismea nell’ambito di un’attività di rilevazione ed elaborazione di dati e informazioni relativi ai mercati agricoli e alimentari. In particolare, l’Istituto contribuirà alla realizzazione di un’indagine sulle modalità di contrattazione tra catene della grande distribuzione organizzata e fornitori di prodotti alimentari, attraverso la somministrazione di un questionario a un campione di imprese del settore. Ismea fornirà inoltre dati utili alla ricostruzione della catena del valore lungo una o più filiere agroalimentari individuate congiuntamente con l’Autorità. 

La convenzione con Arsial disciplina invece le modalità di conferimento e svolgimento degli incarichi tecnico-estimativi relativi agli immobili di proprietà dell’Agenzia regionale, nonché degli eventuali riesami delle valutazioni effettuate dalle strutture operative di Arsial. L’accordo punta ad assicurare tracciabilità procedurale, chiarezza dei ruoli, terzietà tecnica e coerenza con le finalità pubbliche connesse alla gestione, valorizzazione ed eventuale alienazione del patrimonio immobiliare. "Le convenzioni approvate confermano la capacità di Ismea di mettere competenze tecniche, dati e strumenti di analisi al servizio del sistema pubblico e delle filiere agroalimentari”, dichiara il presidente di Ismea, Livio Proietti. “Trasparenza dei mercati, corretta informazione economica e valorizzazione del patrimonio agricolo sono ambiti nei quali l’Istituto offre un contributo qualificato, rafforzando la collaborazione con le istituzioni e sostenendo decisioni fondate su analisi solide, indipendenti e orientate all’interesse generale”. Con queste iniziative Ismea consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale per l’analisi dei mercati agricoli e alimentari, per il supporto tecnico alle politiche pubbliche e per la promozione di strumenti conoscitivi utili alla competitività, alla trasparenza e allo sviluppo del sistema agroalimentare italiano. 

18 giu 2026

El Kaafarani, Pqshield: "Con i computer quantistici niente resta sicuro per sempre"

(Adnkronos) - La minaccia non è più soltanto teorica: con l’avanzata del quantum computing, i sistemi di crittografia oggi alla base di banche, cloud, telecomunicazioni, difesa e infrastrutture digitali rischiano di non essere più sufficienti nel medio periodo. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Ali El Kaafarani, ceo e fondatore di Pqshield, società britannica specializzata in crittografia post-quantistica e nata come spin-out dell’Università di Oxford. 

"La crittografia post-quantistica indica metodi di cifratura basati su matematica ancora resistente e difficile da violare anche per i computer quantistici", spiega El Kaafarani. Il problema, aggiunge, è che con i progressi dell’industria quantistica "i metodi di cifratura che usiamo oggi sono sempre più a rischio di essere violati nei prossimi cinque-dieci anni", mentre i dati confidenziali hanno spesso un ciclo di vita molto più lungo. 

Da qui la corsa dei governi e delle grandi aziende tecnologiche verso nuovi standard. Pqshield, ricorda El Kaafarani, ha lavorato con il governo americano allo sviluppo di nuovi standard di cifratura e ha avuto coautori in tutti gli schemi selezionati dagli Stati Uniti. "Dal 2025 al 2035 questa è la finestra temporale in cui l’industria dovrà trasferire tutta l’infrastruttura di cybersicurezza verso i nuovi standard", afferma. 

Per il singolo utente, il rischio è meno visibile ma non meno concreto. "Dovremmo essere tutti preoccupati". Il punto è il modello noto come "harvest now, decrypt later": attori ostili possono raccogliere oggi dati cifrati che non riescono ancora a leggere, conservarli e decifrarli in futuro quando avranno gli strumenti per farlo. "Niente è sicuro per sempre", sintetizza. 

Questo non significa, però, che il cittadino debba intervenire direttamente sulla propria sicurezza digitale. "Come utenti finali non abbiamo molto da fare", chiarisce El Kaafarani. La transizione deve avvenire più in alto nella catena di fornitura: semiconduttori, reti, produttori di dispositivi, servizi cloud, telecomunicazioni, finanza, difesa, infrastrutture critiche. 

Il segnale positivo, secondo El Kaafarani, è che il tema è ormai entrato nel dibattito mainstream. Cita Apple, Google e Cloudflare tra gli attori che hanno già annunciato percorsi di adeguamento o scadenze per la migrazione. "Siamo passati da un attacco teorico a standard sviluppati, poi a standard mandati. Ora tutti ne parlano", conclude. 

18 giu 2026

Elementi totali: 20
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