Moriremo presto, moriremo tutti

L’Ipcc, il panel Onu di esperti del clima, ha pubblicato la seconda parte del suo report sui cambiamenti climatici, espressamente dedicata a politici e giornalisti. Nulla di nuovo: pagine fitte di previsioni apocalittiche così datate da non fare nemmeno più paura. Guerre, carestie, inondazioni, siccità, livello dei mari che s’innalza, tutto per colpa dei gas serra prodotti dalle attività umane. L’Ipcc suona il solito spartito che da qualche decennio viene eseguito da chi è convinto di potere prevedere il futuro climatico ed economico del mondo a colpi di modelli al computer. I giornali hanno abboccato, e ieri riempivano pagine intere con articoli che sembrano il copia-incolla di pezzi scritti sette-otto anni fa.
21 AGO 20
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