Passeggiate romane
Il terribile sospetto di Bersani sul doppio gioco di D’Alema
Pier Luigi Bersani non riesce a non chiedersi se Massimo D’Alema stia giocando su due tavoli. La nuova offensiva del leader della Sel Nichi Vendola e il sorprendente attivismo di Nicola Latorre che non perde occasione per tessere le lodi del presidente della regione Puglia destano più di un sospetto nel segretario. Vuoi vedere che il presidente del Copasir si sta preparando il piano B, nel caso in cui Pier Ferdinando Casini decida di giocare in proprio? Leggi la situazione politica in breve
15 AGO 20

Ahi ahi Torino. C’è grande allarme al Partito democratico perché si teme la sconfitta di Piero Fassino alle primarie che si terranno sabato prossimo a Torino. Discreti sondaggi di partito rilevano come il candidato ufficiale della segreteria non abbia la vittoria in tasca.
I due tavoli di Max. Pier Luigi Bersani non riesce a non chiedersi se Massimo D’Alema stia giocando su due tavoli. La nuova offensiva del leader della Sel Nichi Vendola e il sorprendente attivismo di Nicola Latorre che non perde occasione per tessere le lodi del presidente della regione Puglia destano più di un sospetto nel segretario. Vuoi vedere che il presidente del Copasir si sta preparando il piano B, nel caso in cui Pier Ferdinando Casini decida di giocare in proprio, senza dire niente a nessuno?
La vera guerra interna. Le elezioni non sono alle porte ma nel Partito democratico è già cominciata la grande guerra delle candidature. Inevitabile: anche in caso di vittoria il Pd, con il ritorno della sinistra in Parlamento, perderà almeno settanta deputati. Questo nella più ottimistica delle previsioni, perché c’è invece chi ritiene che saranno novanta. Ora siccome sono molti i bersaniani di ferro che verranno candidati – quasi tutti quelli della segreteria, di cui molti nel partito non conoscono neanche il nome, ma che comunque rappresentano la nuova leva del segretario – la preoccupazione aumenta, soprattutto tra chi ha già due legislature alle spalle, o chi fa parte della minoranza. Dicono che a essere molto agitate siano soprattutto due donne, che pure appartengono a due componenti diverse: Livia Turco e Giovanna Melandri. Inattaccabile, invece, la posizione di Rosy Bindi. La presidente del partito non intende lasciare il passo a nessuno: i più maligni sostengono addirittura che l’abbiano dovuta sollecitare per qualche giorno in maniera insistente prima che si decidesse a rifiutare pubblicamente l’offerta di Nichi Vendola, che l’ha candidata a guidare la Santa Alleanza anti berlusconiana.
Chi tifa Fini. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ultimamente se la passa piuttosto male. In compenso ha guadagnato un fan d’eccezione: Fausto Bertinotti. L’ex presidente della Camera è convinto che Fini, al pari di Vendola, rappresenti il futuro della politica italiana.
I due tavoli di Max. Pier Luigi Bersani non riesce a non chiedersi se Massimo D’Alema stia giocando su due tavoli. La nuova offensiva del leader della Sel Nichi Vendola e il sorprendente attivismo di Nicola Latorre che non perde occasione per tessere le lodi del presidente della regione Puglia destano più di un sospetto nel segretario. Vuoi vedere che il presidente del Copasir si sta preparando il piano B, nel caso in cui Pier Ferdinando Casini decida di giocare in proprio, senza dire niente a nessuno?
La vera guerra interna. Le elezioni non sono alle porte ma nel Partito democratico è già cominciata la grande guerra delle candidature. Inevitabile: anche in caso di vittoria il Pd, con il ritorno della sinistra in Parlamento, perderà almeno settanta deputati. Questo nella più ottimistica delle previsioni, perché c’è invece chi ritiene che saranno novanta. Ora siccome sono molti i bersaniani di ferro che verranno candidati – quasi tutti quelli della segreteria, di cui molti nel partito non conoscono neanche il nome, ma che comunque rappresentano la nuova leva del segretario – la preoccupazione aumenta, soprattutto tra chi ha già due legislature alle spalle, o chi fa parte della minoranza. Dicono che a essere molto agitate siano soprattutto due donne, che pure appartengono a due componenti diverse: Livia Turco e Giovanna Melandri. Inattaccabile, invece, la posizione di Rosy Bindi. La presidente del partito non intende lasciare il passo a nessuno: i più maligni sostengono addirittura che l’abbiano dovuta sollecitare per qualche giorno in maniera insistente prima che si decidesse a rifiutare pubblicamente l’offerta di Nichi Vendola, che l’ha candidata a guidare la Santa Alleanza anti berlusconiana.
Chi tifa Fini. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ultimamente se la passa piuttosto male. In compenso ha guadagnato un fan d’eccezione: Fausto Bertinotti. L’ex presidente della Camera è convinto che Fini, al pari di Vendola, rappresenti il futuro della politica italiana.