Rep. e l’inchiesta più smentita della storia del giornalismo mondiale

Giuliano Ferrara ha raccontato per l’ennesima volta come sono andate le cose ai tempi del Nigergate, e sono andate all’opposto di quanto si è letto sabato in un miserabile corsivo di Repubblica che qualifica chi lo ha scritto: non abbiamo mai pubblicato informazioni o veline dei servizi segreti, al contrario di altri, compresa Repubblica, ma solo notizie pubbliche americane e inglesi trovate da me, da solo, senza aiutini, con il mio lavoro da corrispondente dagli Stati Uniti.
11 AGO 20
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Giuliano Ferrara ha raccontato per l’ennesima volta come sono andate le cose ai tempi del Nigergate, e sono andate all’opposto di quanto si è letto sabato in un miserabile corsivo di Repubblica che qualifica chi lo ha scritto: non abbiamo mai pubblicato informazioni o veline dei servizi segreti, al contrario di altri, compresa Repubblica, ma solo notizie pubbliche americane e inglesi trovate da me, da solo, senza aiutini, con il mio lavoro da corrispondente dagli Stati Uniti. Il giornalismo pistarolo mi fa vomitare. Se i corrispondenti di Repubblica erano così scarsi da non essersi accorti che le commissioni bipartisan americane e la commissione indipendente inglese avevano già indagato tutto senza lasciare scampo alla loro barzelletta non è colpa mia, ma della loro incapacità.
Come ha scritto Ferrara, e come avevo scritto io allora, il capo dei servizi italiani ha chiamato l’allora mio direttore dopo la pubblicazione degli articoli, non prima. Avete presente la differenza? E successivamente, come scrissi già allora, dai tre ulteriori incontri con l’uomo dei rapporti con la stampa di Pollari non ho ricevuto suggerimenti, veline e notizie da pubblicare. Basta leggere gli articoli, tutti a disposizione sul blog. Tutto il resto è diffamazione e chi continuerà a farlo questa volta ne dovrà rispondere.
Prima o poi farò un Nigergate for dummies, ma intanto vorrei ricordare che la tesi di Repubblica – ovvero che i servizi italiani pilotati dal governo Berlusconi hanno fornito a Bush la falsa prova regina sull’acquisto di uranio nigerino da parte di Saddam per aiutare a giustificare l’invasione dell’Iraq – è l’inchiesta più smentita della storia del giornalismo mondiale.
Oltre che dai governi americano e inglese e italiano dell’epoca, la Niger-barzelletta è stata smentita nel modo più categorico e senza lasciare dubbi anche da:
- Quattro commissioni bipartisan del Congresso americano, due del 2003 e due del 2008. Quattro, non una.
- Una commissione d’inchiesta indipendente inglese guidata da Lord Butler (Rapporto Butler pag. 125, punto 503, rigo d; ma anche pagina 123).
- Un rapporto Nato.
- Un’inchiesta della magistratura di Roma.
- Una lettera ufficiale del direttore dell’Fbi, Robert Mueller, visionata dai parlamentari italiani membri del Copasir.
- Un libro di memorie del direttore della Cia, George Tenet.
- Ex capo della Cia in Europa, Tyler Drumheller, in un’intervista a Marco Bardazzi dell’Ansa.
- Comitato parlamentare sui servizi segreti del Parlamento italiano all’unanimità, compreso il presidente di centrosinistra Enzo Bianco, i membri dei Ds e di Rifondazione comunista (il trotzkista Luigi Malabarba che ha definito l’inchiesta di Repubblica “favolistica”).
- Romano Prodi con una dichiarazione a suo nome del portavoce Silvio Sircana al Foglio.
- Christopher Hitchens su Slate.
- Michael Smith del Sunday Times, uno dei giornalisti investigativi anti Bush e Blair più bravi del mondo: è l’autore dello scoop dei Downing Street Memo, scoop vero, non patacche.
- L’Unità di Furio Colombo e Antonio Padellaro.
- Il Riformista, quotidiano allora dalemiano.
- Europa, quotidiano allora della Margherita ora del Pd.
- Il manifesto, quotidiano comunista e tutti i quotidiani di destra.
- Financial Times e i più importanti giornali del mondo.
- Attenzione, fate davvero attenzione, l’inchiesta di Repubblica è stata smentita anche da Repubblica del 30 ottobre 2005. Non ci credete? Ecco: “Gli sviluppi del Nigergate che, qui (in America, ndr), appare una vicenda interna italiana, perché gli Stati Uniti non hanno mai citato documenti italiani in merito, ma intelligence propria e documenti britannici”.

(dal blog http://www.camilloblog.it
sul sito del Sole 24 Ore)