Chi vuol fregare il paese (davvero) sui referendum

L’attuale segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel 2006 da ministro presentò un disegno di legge per “promuovere la concorrenza” in “tutti i settori dei servizi pubblici locali”. Nel 2008 lo stesso Bersani sosteneva che la gestione dell’acqua da parte dei privati era auspicabile. Leggi Tutto quello che c'è da sapere sui referendum - Leggi Il fantasma dell’acqua privata - Leggi Le bugie di Di Pietro e Bersani sul referendum sull'acqua da Cerazade - Leggi Quel prete e la messa pro referendum  da Cambi di stagione
11 AGO 20
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Ora però Bersani sostiene che il “sì” all’abrogazione del decreto Ronchi-Fitto – che apre anche ai soggetti privati, previa gara pubblica, la gestione dei servizi pubblici locali – è sacrosanto. Il leader del maggiore partito d’opposizione ha cambiato idea solo perché una vittoria dei “sì”, nell’ottica del Pd, indebolirebbe il premier Silvio Berlusconi.
Anche un’altra personalità come Luca Cordero di Montezemolo appare a tratti preda dell’opportunismo. Due giorni fa ha offerto – dicendo di contrapporsi alle dichiarazioni del Cav. – “il più sincero sostegno” al ministro dell’Economia Tremonti, in quanto contrario a riforme fiscali nell’immediato che sarebbero incompatibili con l’equilibrio dei conti. Ma solo un mese fa (9 maggio) lo stesso Montezemolo sosteneva che era imperativo ridurre le imposte, pur considerando il rigore di bilancio (salvo poi ricredersi l’11 maggio e precisare il 19).
La linea del governo sarà pure criticabile perché avara di varianti rispetto al rigore, ma oggi i mercati chiedono coerenza. E le opposizioni a questo governo non sembrano in grado di garantirla.