E' arrivato il 25 luglio del Cav.?/ 6
E’ davvero finita: dietro non ha che sé stesso
Voler sapere con chi si corica Berlusconi, discutere di ciò, è già certo un segno inconfutabile: è finita. Ridurlo a una vicenda di mutande, infatti, è volerlo certificare satrapo. Incruento, certo, ma pur sempre capriccioso e sfacciato come solo un autocrate del narcisismo può essere: pieno di donne. E pronto per il gran finale. Leggi Il sistema costituzionale prevede un capo di governo l’anno, questo è il problema di Giuliano Ferrara - Leggi gli altri interventi
6 AGO 20

Voler sapere con chi si corica Berlusconi, discutere di ciò, è già certo un segno inconfutabile: è finita. Ridurlo a una vicenda di mutande, infatti, è volerlo certificare satrapo. Incruento, certo, ma pur sempre capriccioso e sfacciato come solo un autocrate del narcisismo può essere: pieno di donne. E pronto per il gran finale.
Finita, appunto. Quando il Cavaliere si affacciò al balcone della vita pubblica, apparecchiata, in piazza, vi trovò la tirannia dell’ipocrisia. Nel passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica si faceva ancora rogo della vanità e della lussuria. Anche per gettarsi alle spalle gli sgargianti anni Ottanta.
E per ravvivare gli scaracchi dell’inimicizia civile. Berlusconi – dalle molte sorprese – diventò leader per quella metà d’Italia ribalda e filibustiera cui occorre più vizio che virtù. Lui è un creabugie, un vero libertario, un sovversivo della più efficace specie: mette tutto di tasca sua, non prende un soldo a Pantalone, non gioca a cricca e paga pegno inanellando gaffe e varietà di un destino assai singolare. E però è finita: non ha dietro che sé stesso. Non ha un erede, non un vero partito, non uno che lo ami di sincera adesione ad una stagione politica. E’ finita proprio perché sapere – e lo sappiamo – con chi si corica, lo svela nell’unica temuta nudità: non ha potere. Governa, infatti, per non comandare. Non gli riesce, infatti, di nascondere qualunque suo divertimento mozartiano.
Ogni sua notte termina nei taccuini dei suoi carnefici ed è finita per lui che non sa come mettere argine ai malanni del fraintendimento: ama la vita e le donne e non intende cambiare nulla del proprio stile. Ma se solo smettesse di sorridere, se solo rinunciasse alle gonne, se solo si mostrasse compunto e serio, ecco, sarebbe finita lo stesso. Ed è il cortocircuito dell’allegra vicenda del dottor Berlusconi, genio e imprenditore, fattosi all’occorrenza politico dal profilo di statista, quello che da cronisti registriamo in queste ore. Ed è finita, appunto. In attesa di molte e varie sorprese.
Finita, appunto. Quando il Cavaliere si affacciò al balcone della vita pubblica, apparecchiata, in piazza, vi trovò la tirannia dell’ipocrisia. Nel passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica si faceva ancora rogo della vanità e della lussuria. Anche per gettarsi alle spalle gli sgargianti anni Ottanta.
E per ravvivare gli scaracchi dell’inimicizia civile. Berlusconi – dalle molte sorprese – diventò leader per quella metà d’Italia ribalda e filibustiera cui occorre più vizio che virtù. Lui è un creabugie, un vero libertario, un sovversivo della più efficace specie: mette tutto di tasca sua, non prende un soldo a Pantalone, non gioca a cricca e paga pegno inanellando gaffe e varietà di un destino assai singolare. E però è finita: non ha dietro che sé stesso. Non ha un erede, non un vero partito, non uno che lo ami di sincera adesione ad una stagione politica. E’ finita proprio perché sapere – e lo sappiamo – con chi si corica, lo svela nell’unica temuta nudità: non ha potere. Governa, infatti, per non comandare. Non gli riesce, infatti, di nascondere qualunque suo divertimento mozartiano.
Ogni sua notte termina nei taccuini dei suoi carnefici ed è finita per lui che non sa come mettere argine ai malanni del fraintendimento: ama la vita e le donne e non intende cambiare nulla del proprio stile. Ma se solo smettesse di sorridere, se solo rinunciasse alle gonne, se solo si mostrasse compunto e serio, ecco, sarebbe finita lo stesso. Ed è il cortocircuito dell’allegra vicenda del dottor Berlusconi, genio e imprenditore, fattosi all’occorrenza politico dal profilo di statista, quello che da cronisti registriamo in queste ore. Ed è finita, appunto. In attesa di molte e varie sorprese.
Leggi Il sistema costituzionale prevede un capo di governo l’anno, questo è il problema di Giuliano Ferrara - Leggi gli altri interventi