Una fogliata di libri
Poche storie, i giovani di oggi sono meglio di quelli di ieri
È vecchia quanto l’uomo la convinzione che l’umanità vada deteriorandosi. Ma ogni generazione, seppur di poco, trae insegnamento da quelle precedenti, permettendo alla nostra civiltà di migliorarsi

Elaborazione grafica di Giovanni Battistuzzi
È vecchia quanto l’uomo la convinzione che l’umanità vada deteriorandosi generazione dopo generazione. Alzi la mano chi non ha mai sentito un adulto, spesso anziano, sentenziare senza possibilità d’appello che le nuove leve, le generazioni venute al mondo dopo di lui, sono la prova decisiva che la nostra storia è sul punto del tracollo definitivo. Perché i nuovi, i giovani, sono sempre e comunque portatori di disvalori, maleducazione, insensibilità. È per colpa loro se tutto andrà in rovina. Questa convinzione è ineliminabile, e sbagliata, profondamente sbagliata. Semmai è vero esattamente il contrario.
Ogni generazione, seppur di poco, trae insegnamento da quelle precedenti, permettendo alla nostra civiltà di migliorarsi. I giovani di oggi, sono meglio di quelli di ieri, quelli di ieri meglio di quelli di ieri l’altro. E così via. L’umanità si sarebbe estinta da parecchio se ciò non fosse semplicemente vero. Questo terribile periodo, la pandemia di Covid-19 che ha travolto il mondo e di cui a occhio ancora a malapena si scorge la fine, ne è la conferma più bella e confortante. I nostri figli, i nostri nipoti, hanno accettato questi mesi di privazioni, la libertà compromessa e relegata fra le mura domestiche, con senso di civiltà e consapevolezza, hanno fiutato la gravità della situazione e nella stragrande maggioranza dei casi si sono messi a disposizione dando prova di maturità e senso civico. E, da che mondo è mondo, è assai più difficile da contenere la vitalità di un ventenne rispetto a quella di chi ha doppiato più volte questa bellissima e fuggevole stagione della nostra vita.
La riprova sta in quel folto e stravolto popolo che risponde al nome dei No vax. Guardate l’età media di questi individui. Spesso sono i figli a vaccinarsi malgrado il diniego dei genitori, fanatici di affabulazioni false quanto incredibili. Un altro dato abbastanza evidente per chi ha voglia di vedere. Per quanto se ne possa dire, i giovani riconoscono al valore della cultura un primato che tanti dei loro genitori, soprattutto di quelli nati negli anni 70, non riescono a fare. I giovani leggono, e tanto, e altrettanto giudicano. La critica che gli viene spesso mossa: la scarsa attentività, è senz’altro vera, ma nessuno dice che la loro capacità analitica è mille volte più acuta e profonda di tanti adulti. La loro mente viaggia a una velocità diversa dalla nostra. E sono aperti al confronto sincero su ciò che l’uomo, tutti noi, è nel profondo. Vogliono investigare dentro la loro natura, e ridurre tutto alla sfera e all’orientamento sessuale è perlomeno riduttivo.
Sta a noi adulti invertire i fattori. Riconoscere nei giovani una forza da cui attingere, e non una zavorra da collocare alla meglio quasi fosse una maledizione. Perché la verità, da che mondo è mondo, è sempre la stessa: siamo noi adulti a mancare troppo spesso in opere ed esempi. A voi che vivete la meravigliosa primavera della vita, il compito di prenderci per mano e insegnarci un nuovo modo di stare al mondo. Partendo da piccoli passi, tentate di convincere tanti dei vostri genitori No vax a vaccinarsi, provate a convincerli che la scienza è una cosa, le favole un’altra.