Una Stargate made in Italy

All'Università Federico II di Napoli stanno realizzando un “wormhole”, un tunnel che potrebbe essere usato come scorciatoia per viaggiare nel tempo e nello spazio. Fantascienza?

Una Stargate made in Italy

Uno "Stargate" nella serie tv SG1 (foto via Wikimedia)

Prime prove di Stargate: si fanno in Italia, e in una singolare manifestazione di sinergia tra nord e sud grazie alla cooperazione, come dire, tra software napoletano e hardware lombardo. Si sta parlando infatti in tutto il mondo dell'esperimento di wormhole realizzato all'Università Federico II di Napoli: un “tunnel spaziale”, spesso ma non sempre identificabile con un buco nero, che potrebbe essere usato come scorciatoia per viaggiare nel tempo e nello spazio. Fantascienza? In effetti è grazie a un wormhole che funziona la “porta tra le stelle” che nel film Stargate permette di andare istantaneamente da un punto all'altro dell'universo, annullando distanze che sarebbero immense anche correndo alla velocità della luce. E tunnel spaziali vengono usati per viaggiare in quadranti diversi della nostra galassia anche in Star Trek, in alternativa al motore a curvatura che pure viene usato nella serie e che si immagina funzionare attraverso un reattore materia/antimateria.

 

Ma anche nella scienza ufficiale i cunicoli dello spaziotempo esistono. Furono previsti negli anni ’30 da Albert Einstein e Nathan Rosen, nella teoria nota come “ponte di Einstein-Rosen”. Il punto di partenza è la necessità di spiegare strutture che, come i buchi neri, assorbono tutta l’energia di un sistema senza restituirla. Come possibile, una così clamorosa violazione del principio di conservazione dell’energia? Forse perché lo spaziotempo è “bucato”? Spiegazione di un paradosso teorico a parte, la cosa potrebbe avere nel lunghissimo periodo le spettacolari conseguenze pratiche di far passare da una zona all’altra dello spaziotempo come attraverso una scorciatoia, e perfino di  collegare fra loro universi paralleli. Nell'immediato, comunque, già potrebbe rivoluzionare il settore delle nanotecnologie, rendendole più potenti.

 

Descritto online sul sito ArXiv e in via di pubblicazione sull’International Journal of Modern Physics D, il prototipo che sia pure su una scala ancora piccolissima permetterebbe di costruire un womhole in laboratorio sarà sperimentato da un gruppo internazionale di ricerca il cui coordinatore è il fisico Salvatore Capozziello, che lavora appunto all'Università Federico II di Napoli e all'Istituto nazionale di Fisica nucleare. Presidente della Società italiana di Relatività generale e Fisica della gravitazione (Sigrav), Capozziello spiega che il modello di womhole potrebbe essere riprodotto simulando gli effetti gravitazionali a energie più basse. Ma qui arriva l'altro versante di interesse nazionale della notizia: il minuscolo prototipo, talmente minuscolo che si vede solo con un microscopio elettronico, è stato infatti ottenuto collegando due foglietti del materiale più sottile del mondo, il grafene, con legami molecolari e un nanotubo. Così si è ottenuta una struttura neutra e stabile: niente ne entra, niente ne esce, e quando vi si introducono dei difetti vengono generate correnti in entrata e in uscita. Appunto, si vede al microscopio un “buco” che mette in comunicazione due strutture spaziotemporali tra loro simili.

 

Il grafene, appunto, è un nuovo materiale sottile come uno strato di atomi, resistente come un diamante, flessibile come la plastica e richiestissimo sul mercato, di cui dal giugno del 2014 il più grande centro di produzione europeo è in un ex-cotonificio vicino a Como. Brevetto al cento per cento italiano, nato dal lavoro che al Parco scientifico tecnologico ComoNext di Lomazzo, dietro a queste Officine del Grafene c’è DirectaPlus, una startup nata nel 2005, e che era stata uno dei 23 investimenti di Ttventure. Quest’ultimo è un fondo di venture capital da 64 milioni che era stato sottoscritto dalle maggiori fondazioni bancarie italiane, e che era stato promosso nel 2008 da Quadrivio: a sua volta, una società di gestione del risparmio fondata nel 2000 e specializzata in investimenti alternativi.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    20 Marzo 2017 - 16:04

    Mario Sechi in altro articolo ricorda che il 20 marzo 1916 fu pubblicato il testo elaborato da Albert Eistein su la Relatività ,il libretto che ha avuto maggior successo come science fiction nel secolo scorso. poi sono venuti altri successi ,BigBang,Lo Spazio Curvo,Lo Spazio che si espande i Buchi neri ( non si sa ancora se visibili o invisibili) ed altre inimmaginabili scoperte (?) da Nobel, è dunque meritoria la iniziativa della Università di Napoli perchè salva capra e cavoli . Essendo per l'uomo impossibile -salvo un viaggio di molte generazioni ( partono due famiglie ed arriva una cittadina come Frascati ) - raggiungere anche la costellazione più vicina ,così cotto e magnato per i ric ercatori napolitani si arriva a Alfa Centauri :" è pronto l'apericena ? ". Che tocca a'fa pe magnà. la truffa di di rito di quasi tutti i laboratori di ricerca nel mondo.

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    • Giovanni

      20 Marzo 2017 - 18:06

      Lei ha un cellulare? Probabilmente uno smartphone, vero? Allora probabilmente sa che molta della tecnologia su cui si basa il suo cellulare è dovuta alla fisica quantistica. Qualcosa di ancor più inimmaginabile della relatività, al punto che persino Einstein fu restio ad accettarla in tutte le sue determinazioni. Eppure eccola qui che ce la ritroviamo in quel giocattolino con cui comunichiamo da mane a sera e non solo. Nietzsche disse "dove c'è una volontà c'è già una realtà" che è forse la migliore espressione di quel dono di cui Dio ci ha gratificato: la curiosità.

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