Scoperti 7 pianeti gemelli della Terra. Ma difficilmente ci si arriva con Uber

Conferenza (non tanto) straordinaria della Nasa: 3 corpi celesti si trovano nella fascia di abitabilità. Eccitazione, stupore e ufologia su internet

Scoperti 7 pianeti gemelli della Terra. Ma difficilmente ci si arriva con Uber

Un'illustrazione prodotta dalla nasa di come potrebbe apparire il pianeta Trappist 1f

Tra mille dibattiti politici e tassametri impazziti oggi alle 19 - in diretta streaming - ha avuto luogo la conferenza stampa straordinaria della Nasa. Non è la prima volta che la NASA si serve di conferenze straordinarie per defibrillare la comunità scientifica. Ce ne sono state 5 negli ultimi 7 anni. In particolare memorabile quella del 23 Luglio 2015 dove venne annunciata la scoperta della famosa Terra 2.0, cioè Kepler-452b. Che poi tanto simile alla Terra purtroppo non è.

Il bello di una conferenza stampa straordinaria della Nasa è che non è straordinaria. Perché i pochi invitati e i giornalisti accreditati hanno già visto l’anteprima e ovviamente non possono svelare nulla in anticipo, pena l’esclusione da qualsiasi futura conferenza stampa, straordinaria ovviamente.

Chi si aspettava il primo selfie della scimmia di Gabbani direttamente da Marte dovrà attendere. A detta dei relatori presenti pare sia stato individuato un nuovo sistema planetario molto simile a quello solare. Addirittura 7 pianeti orbitanti, 3 dei quali posti a una distanza dalla stella per cui le condizioni sarebbero favorevoli allo sviluppo di qualche forma di vita. Stiamo parlando di una scoperta significativa nel campo dei pianeti extrasolari. Il gruppo di esopianeti – difficilmente raggiungibili con Uber – orbita attorno alla stessa stella che si chiama Trappist-1 molto più piccola del Sole. La distanza da noi è di circa 40 anni luce, non proprio una passeggiata.

Le immagini dei 7 pianeti gemelli disegnate dalla Nasa

Com'è il panorama su Trappist 1-f?

 

Trovare 7 candidati concentrati nello stesso sistema planetario non succede tutti i giorni, soprattutto se 3 di questi si trovano nella fascia di abitabilità: fascia entro la quale le condizioni fisiche permettono la presenza di acqua allo stato liquido. Il pianeta extrasolare più vicino a noi si chiama Proxima b, distante poco più di 4 anni luce. Proxima b nella migliore delle ipotesi si potrebbe raggiungere in circa 150 anni, con il vento solare e vele grandi quanto 10 campi da calcio. Trappist-1 si trova a dieci volte la distanza di Proxima b.


Non ci si stupisce più di nulla. Una conferenza stampa straordinaria avrà pur qualcosa di straordinario, no? Basta farsi un giro su internet per scoprire cosa abbia scatenato l’annuncio della conferenza da qualche giorno a questa parte: congetture, ipotesi, stupore, curiosità, eccitazione, attesa, ufologia, astrologia. E parlo solo dei siti italiani. Perché Sanremo è Sanremo ma la Nasa è la Nasa. Già solo sentire la parola Nasa ci mette sul primo Modulo in partenza per viaggi interplanetari verso la stella Trappist-1 nella costellazione dell’Acquario. Però – al massimo – a 2 metri di distanza dal divano.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    24 Febbraio 2017 - 00:12

    Certo è che il giorno che scopriranno, prove alla mano, che l'universo è infinito tante cose cambieranno specialmente in campo filosofico, teologico e perché no, religioso. Ci sono quasi arrivati. Forse.

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  • carlo schieppati

    23 Febbraio 2017 - 09:09

    A me vien da ridere: se si pensa che ci sono 120 miliardi di galassie, ciascuna con miliardi di stelle, è ragionevole pensare che di "sistemi solari" come quello annunciato ce ne siano parecchi milioni. Tanto più che, mi dicono, l'universo che conosciamo noi rappresenta solo il 4 per cento della realtà esistente. L'altro 96 per cento è costituito da quello che chiamano "materia oscura" e "energia oscura" (non mi ricordo in quali proporzioni). Di fronte a questo "annuncio epocale" (Chicco Mentana, sempre lui) mi sento di ripiegare sul "ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne possa sognare la nostra filosofia" di Shakespeare.

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  • Giovanni

    22 Febbraio 2017 - 23:11

    In effetti l'idea di poter raggiungere con una astronave questo sistema solare è allo stato attuale della tecnologia alquanto improbabile. Il sistema è lontano da noi 39 anni luce e anche se viaggiassimo alla velocità di un milione di Km l'ora ci metteremmo 42.120 anni. Tuttavia il valore di questa scoperta è ugualmente enorme. Il pianeta 1 di questo sistema solare pare che abbia supergiù le stesse dimensioni della Terra e la sua escursione termica potrebbe variare , secondo i dati spettrografici da 0 gradi a 100 gradi, mentre la luce che arriva dalla sua stella sembra molto simile a quella che arriva sulla terra dal nostro Sole. Potrebbe, ma si aspetta il lancio di un nuovo e più potente satellite-telescopio per appurarlo, avere quindi l'acqua. Se ci fosse l'acqua forse potrebbe esserci vita. Ma ciò che rende fondamentale questa scoperta è che se a soli 39 anni luce troviamo un sistema solare con un pianeta forse vivibile allora possiamo pensare che ce ne siano tanti tanti altri.

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  • carlo schieppati

    22 Febbraio 2017 - 22:10

    A me sembra una bufala. Ad ogni modo nel week end faccio un salto per verificare.

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