Perché le nuove norme sugli ambulanti a Roma, invece di risolvere il problema, lo aumentano

Invece di prevedere mezzi più stringenti per contrastare l’abusivismo imperante, vengono inoltre previste sanzioni “ridotte”. Un incentivo per chiunque a violare le norme comunali

Perché le nuove norme sugli ambulanti a Roma, invece di risolvere il problema, lo aumentano

Foto LaPresse

Ieri la commissione Commercio capitolina, presieduta da Andrea Coia dei Cinque stelle, ha votato a favore delle nuove regole per camion bar, bancarelle e mercati. Si tratta di regole, proposte da Coia, paladino degli ambulanti “anomali”, che purtroppo invece di mettere ordine nel caos e nel degrado di Roma sembrano (sono?) immaginate per ottenere l’effetto contrario.

 

Il testo prevede entro 90 giorni dalla sua approvazione in assemblea capitolina la sanatoria delle bancarelle “anomale” ossia autorizzate in contrasto con le leggi di stato, presenti a decine nel centro storico e nelle aree di maggior pregio come ad esempio quelle di Piazza di Trevi o di Piazza di Spagna. Non solo, secondo le nuove regole, le bancarelle potranno appendere le merci a ombrelloni e pensiline cosa oggi vietata. Sparisce inoltre il divieto imperativo di attenersi alla vendita di una particolare merce legata al titolo originario (cioè all’autorizzazione). Quindi sarà possibile per chi oggi può vendere solo fiori, vendere souvenir e paccottiglie.

 

Invece di prevedere mezzi più stringenti per contrastare l’abusivismo imperante, vengono inoltre previste sanzioni “ridotte”. Un incentivo per chiunque a violare le norme comunali.

 

Per effetto della proposta, i mercati coperti e plateatici diventeranno dei luoghi di ristorazione, di somministrazione di cibi e bevande anche alcoliche con chiusura alle 23,30. Insomma si trasformano. Non più un servizio alle famiglie di residenti per l’acquisto di prodotti freschi, ma l’ennesimo luogo per avventori e turisti. Si vuole iniziare dallo storico centralissimo mercato di via Baccina. Un affare per gli imprenditori che potranno affittare, in uno spazio pubblico, un box a soli 200 euro al mese, una remissione per i cittadini a cui verrebbero addossati i costi. La proposta è corredata da un elenco di prescrizioni negative da parte della ragioneria e dagli uffici. Anche il primo Municipio ha espresso parere negativo. Speriamo ancora, in vista dell’assemblea capitolina, che alla fine prevalga l’interesse della città e dei cittadini .

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