L’obbligo della mensa scolastica è guerra dello stato contro le famiglie e contro la libertà di espressione

Dietro a un menù unico c’è inevitabilmente un pensiero unico, inevitabilmente poverissimo in una società sempre più multiculturale in cui la lista degli ingredienti non problematici sarà sempre più corta

L’obbligo della mensa scolastica è guerra dello stato contro le famiglie e contro la libertà di espressione

Foto U.S. Department of Agriculture via Flickr

L’uomo è ciò che mangia, dice Feuerbach, ma ancor più, dico io, ciò che ha mangiato da bambino. Sono convinto che io non sarei io senza l’onnivorismo totale a cui sono stato educato da piccolo: mangiare qualsiasi cibo ti venga messo davanti oltre che una forma di rispetto verso i genitori è un’iniziazione al sommo metodo paolino (“Vagliate ogni cosa e trattenete il valore”). La legge in discussione al Senato sull’obbligatorietà della mensa scolastica è un altro episodio della guerra dello Stato contro le famiglie e contro la libertà di espressione. Dietro a un menù unico c’è inevitabilmente un pensiero unico, inevitabilmente poverissimo in una società sempre più multiculturale in cui la lista degli ingredienti non problematici sarà sempre più corta. Quando si arriva ad affermare che “i servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche” è chiaro che si sta pensando a erogare ideologia, non gastronomia. Il piatto scolastico perfetto sarà, per il ministero, biologico e sostenibile, solidale e vegetariano, magari vegano. E allora non basta compiacersi dell’essere cresciuti negli anni prima della decomposizione di questa povera patria: nelle famiglie si faccia contro-alimentazione somministrando ai pargoli salami industriali.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    19 Luglio 2017 - 23:11

    Affinché il lavaggio del cervello sia efficace, vogliono lavare anche le budella. Ci guadagna sempre qualcuno, spesso qualche cooperativa. Mi chiedo se vi sia ancora una madre in Italia che non sia stata venduta, più di una volta. E poveri piccoli bambini e ragazzi, condannati ai campi di concentramento scolastici, fatti di revisionismo storico, annientamento culinario, e neutralizzazione del gender. Ma che schifezze stiamo mai accettando ???

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  • guido.valota

    19 Luglio 2017 - 12:12

    Bravo.

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  • fabriziocelliforli

    19 Luglio 2017 - 09:09

    Complice la povertà dilagante, il dissanguamento generalizzato verso i tanti che hanno poco reddito fra i quali il sottoscritto, fortunatamente onnivoro grazie ai miei genitori, ci ridurremo a mangiare riso in bianco e patate lesse; cibo che amo, peraltro ma quando mangiare carne diventa un lusso ..beh, effettivamente siamo alla certificzione di un disquilibrio valoriale in atto da tempo. Come sempre: grazie Camillo, ultimo baluardo.

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  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    19 Luglio 2017 - 08:08

    Grande Camillo, come sempre!

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