Occorre un non praticante per capire la Chiesa

Vittorio Sgarbi riconosce nelle chiese di Piano e di Fuksas, di Benedetti e Gregotti "la prova che la nostra fede è scomparsa”

Occorre un non praticante per capire la Chiesa

Vittorio Sgarbi al Carnevale di Viareggio (foto LaPresse)

Sulla situazione della Chiesa si ascoltino i grandi laici più dei grandi chierici. Perfino Caffarra e Negri e Burke e Sarah non dicono tanta verità sulla Sposa di Cristo quanta ne dice Vittorio Sgarbi intervistato da Cristina Siccardi in “L’arte di Dio” (Cantagalli). Sembra che andare a messa produca impedimento cognitivo, forse perché si finisce col credere che quanto si dice nella predica e nella cosiddetta preghiera dei fedeli (i momenti più pesantemente e penosamente mondani della liturgia) sia grosso modo vero. Capita perfino a un maldisposto verso i preti come me. Dunque occorre un non praticante per capire che “c’è una vera e propria sparizione del sentimento religioso. La nostra religione ha avuto un’interruzione”. Sgarbi evangelicamente riconosce l’albero dai frutti, ossia dalle chiese di Piano e di Fuksas, di Benedetti e Gregotti (io aggiungerei almeno il parmigiano Quintelli): “Sono la prova che la nostra fede è scomparsa”. Sono anche la prova, dico io, che le responsabilità di Papa Francesco sono parziali: i succitati templi dell’apostasia sono tutti di progettazione precedente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    20 Marzo 2017 - 17:05

    Grazie agli illuminanti Sgarbi e Langone, anche se, più che di "interruzione della nostra religione", parlerei di deviante dispersione, di una nuova diaspora.

    Report

    Rispondi

  • giorgio.coen

    20 Marzo 2017 - 12:12

    La Chiesa permane pesantemente come immenso potere temporale che non ha più bisogno di credere per persistere e dominare. Le favolette connesse con il cristianesimo sono inessenziali per la sua permanenza. Ricordiamoci comunque dell'impero dei Faraoni durato trenta secoli.

    Report

    Rispondi

  • Il barbiere di Siviglia

    20 Marzo 2017 - 11:11

    Gli interventi di Sgarbi sanno più di rancore che di critica d'arte. Cosa ne saprà lui di sentimento nelle costruzioni citate è un bel dilemma constatato che le stesse inducono anche alla preghiera. Un bagnetto d'umiltà sarebbe utile e utilissima gli sarebbe anche la lettura di qualche spiegazione sul perchè dell' armonia architettonica.

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelli

    20 Marzo 2017 - 10:10

    Mi scusi - oppure: scusami - non c'entra niente . Non so voi ma, da quando Ghilardi è andato in pensione e non vedo più le sue sempre mirabili creazioni ne "La Settimana Enigmistica" è come se fosse finita un'epoca. Sono triste. I nuovi autori sono certamente all'altezza e le loro creazioni assolutamente apprezzabili. Tuttavia, per uno che pratica settimanalmente la rivista dal n°2100 e qualcosa (costava 100 lire; all'inizio cominciai -avevo 8 anni e ora 50- con linotipia a chiave e crittografate ) , è come veder sancito l'inesorabile scorrere del tempo.. Siccome io sono assolutamente inadeguato, confido (ma non lo consideri un obbligo) un Suo omaggio al Grandissimo Ghilardi. Se poi l'avesse già fatto ed io, nella mia prosopopea, me lo fossi perso , me ne scuso.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi