L'utilità dei rimorsi

Leggo in un vecchio catechismo che “il rimorso tende al nostro correggimento”

L'utilità dei rimorsi

Claudio Magris sul Corriere giudica positiva la decisione di Papa Francesco sull’aborto: “La tetra ritualità della scomunica e dell’assoluzione speciale solo da parte del vescovo poteva facilmente produrre un’atmosfera angosciosa, atta a provocare oscuri e vaghi sensi di colpa”. Io essendo cattolico cerco di non giudicare le decisioni del Santo Padre e confido siano altre le motivazioni della “Misericordia et misera”. Perché i sensi di colpa, che io essendo cattolico chiamo rimorsi, sono utilissimi. Leggo in un vecchio catechismo che “il rimorso tende al nostro correggimento”. Quel tormento, quella “inquietezza penosa”, sono una spinta alla conversione. Testori disse che estirpare il rimorso significa estirpare il senso del peccato, senza il quale è impensabile il pentimento. Dunque sia riscoperto, coltivato, valorizzato il rimorso.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    24 Novembre 2016 - 16:04

    Giusto. Anche se per me, da solo, non basta. Nel rimorso non c'è ancora la Fede intesa come fiducia nel perdono divino. Che sia uno dei migliori presupposti per un riavvicinamento, questo senz'altro sì. Per taluni il rimorso non sarebbe altro che una delle innumerevoli forme assunte dal Maligno (es.: paura del rimorso prima di compiere un'azione; un'altra è il dubbio)..

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